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Pregiudizi della libertà, di Roberto Morpurgo

Pregiudizi della libertà
Libro di sarcasmi
e di malinconiche superstizioni
di Roberto Morpurgo

Prefazione di Sandro Montalto
Joker Edizioni
www.edizionijoker.com
Poesia aforismi
Pagg. 125
ISBN: 9788875361105
Prezzo: € 13,00

Già ho scritto una recensione di un libro di aforismi (Frecce e pugnali, di Nicola Vacca) e in un certo qual senso mi stupisce, senza sorprendermi però, che anche Roberto Morpurgo abbia avuto l’idea di mettere a disposizione dei lettori le tante riflessioni che caratterizzano la vita di un poeta che ama osservare il mondo, nelle sue linearità, ma anche nei sempre più emergenti controsensi.
Secondo me, per far questo occorre soprattutto una buona dose di ironia, perché temperare quelle che sono le nostre più marcate reazioni di fronte ai comportamenti umani ci consente di vivere sorridendo sulle nostre miserie.
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Frecce e Pugnali. Nicola Vacca. Edizioni il Foglio

Frecce e pugnali
di Nicola Vacca

Introduzione di Giordano Bruno Guerri
In copertina “Spaziale” di Lucio Fontana
Edizioni Il Foglio
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Collana Autori Contemporanei Poesia
Diretta da Fabrizio Manini
Poesia Aforismi
Pagg. 90
ISBN: 978 - 88 - 7606 - 185 – 1
Prezzo: € 10,00

L’aforisma (o aforismo) è una frase breve che, tuttavia, riesce a concentrare un sapere di carattere filosofico o morale.
Per quanto creati anche in passato, la loro diffusione si è incrementata in modo notevole a partire dalla seconda metà del XX secolo, con numerose pubblicazioni di raccolte di aforismi di autori diversi, insomma delle vere e proprie antologie.
Più raro è il caso di libri costituiti da queste massime a opera di un solo autore e fra questi rientra Frecce e pugnali di Nicola Vacca, già conosciuto come poeta e come critico letterario.
Come precisa giustamente l’autore, nel corso dell’intervista che gli ho fatto in concomitanza con l’uscita di quest’opera, l’aforisma è un modo efficace per essere ironici e divertenti, ma è anche, nel caso specifico, un mezzo per scuotere e far pensare una società che sembra vivere in una sorta di limbo, avulsa da una concreta realtà, prigioniera di un’illusione propinatale e che ha recepito volentieri: vivere senza esistere.
E così Vacca ci trascina in un vortice di punzecchiature mentali sulle quali pare impossibile non sentire la necessità di riflettere, mettendo in discussione le nostre convinzioni, frutto di anni di martellanti lobotomie tese al nostro annullamento, volte a toglierci quella innata capacità di raziocinio.
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Giovanni Falcone vive

Giovanni Falcone vive

- Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato.

- Un’affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della mafia, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.

- Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.

- L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altirmenti non è più coraggio ma incoscienza.

- Il quadro realistico dell’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata. Emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può esercitare sull’opinione pubblica.

- La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.

- Lo stesso meccanismo di espulsione, praticamente, che si ritrova tra gli eschimesi e presso altri popoli che abbandonano i vecchi, i malati gravi, i feriti perché intralciano il loro cammino in una terra ostile, mettendo in pericolo la sopravvivenza di tutti. In un gruppo come la mafia, che deve difendersi dai nemici, chi è debole o malato deve essere eliminato.

- Perché rievoco questo episodio? Perché dimostra ancora una volta quanto siano abili, decisi, intelligenti i mafiosi, e quanta capacità e professionalità è necessaria per contrastare la violenza mafiosa. La mia grande preoccupazione è che la mafia riesca sempre a mantenere un vantaggio su di noi.

- Per vent’anni l’Italia è stata governata da un regime fascista in cui ogni dialettica democratica era stata abolita. E successivamente un unico partito, la Democrazia cristiana, ha monopolizzato, soprattutto in Sicilia, il potere, sia pure affiancato da alleati occasionali, fin dal giorno della Liberazione. Dal canto suo, l’opposizione, anche nella lotta alla mafia, non si è sempre dimostrata all’altezza del suo compito, confondendo la lotta politica contro la Democrazia cristiana con le vicende giudiziarie nei confronti degli affiliati a Cosa Nostra, o nutrendosi di pregiudizi: “Contro la mafia non si può far niente fino a quando al potere ci sarà questo governo con questi uomini”.

- Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.

- Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

- La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.

- Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

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José Luis Rodríguez Zapatero

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José Luis Rodríguez Zapatero

Zapatero ha vinto. Ha vinto in maniera netta e si appresta a governare la Spagna per altri quattro anni. Tanto impegno nel sociale, in maniera concreta, per una società più egualitaria e giusta verso tutti i ceti: basti ricordare i risultati conseguiti in campo sociale, come il divorzio express, il matrimonio gay, la parità dei sessi e l’aiuto ai meno favoriti.

Zapatero: fatti e non chiacchiere. Continua..

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I have a dream, Martin Luther King tradotto da G. Iannozzi

berlushining.gifHO UN SOGNO…
(I HAVE A DREAM…)

di Martin Luther King

«[...] Amici miei, oggi vi dico, non indugiamo oltre nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà dell’oggi e di domani, io ho ancora un sogno. E’ un sogno fortemente radicato nel sogno americano.

Ho un sogno, che un giorno questa nazione si sollevi e viva appieno il vero significato del suo credo: “Noi riteniamo questa verità ovvia: che tutti gli uomini sono stati creati uguali.”

Ho un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi proprietari di schiavi saranno capaci di sedere insieme intorno al tavolo della fratellanza.

Ho un sogno, che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno Stato che soffoca per l’afa dell’ingiustizia, che soffoca per l’afa dell’oppressione, sia trasformato in un’oasi di libertà e di giustizia. Continua..

Finché c’è vanità!

avvocatodeldiavolo.jpgFinché c’è vanità!

di Giuseppe Iannozzi

Alcune suore se le suonano di santa ragione, botte da orbi. Suore di clausura, per giunta. C’è di che ridere a crepapelle. Non per il Vaticano. Il 30 agosto 2007, con un avviso pubblico il vescovo di Trani ha decretato la chiusura del monastero di S. Chiara. Nessuno ne conosce il motivo, non quello reale e preciso. Il 27 settembre una nota del cancelliere arcivescovile porta un po’ di luce: “Un difficile rapporto fra le suore che fanno vita comunitaria… Si è verificata la rottura della comunione ecclesiale venutasi a creare dopo ripetuti atti di insubordinazione da parte della badessa nei confronti dell’arcivescovo…” Continua..

secondo Forrest Gump - massime di vita dal film cult

forrest-iii.jpgsecondo Forrest Gump

raccolta di aforismi
per un mondo migliore


scelti da Giuseppe Iannozzi

Dal film, “Forrest Gump”

0. La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti capita!

1. Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose, dove va, dove è stata.

2. La sua schiena è più contorta di un politico.
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