Tu burattino
Pubblicato da Romanticaperla
Tu burattino
di RomanticaVany & King Lear (iannozzi giuseppe)
Tu burattino
che di luce tua brilli;
che le silenti lunghe ombre
su paesi e boschi
inganni
con diabolico gioco di poesia;
che il passo silenzioso muovi
come un sole
dentro al tramonto;
tu burattino senza fili
che col favore della Luna
la mia pelle baci
e che nel mio giardino
i frutti succosi cogli e mordi,
io ti dipingerò su tela di seta
tra quelle stelle
che ieri fecero capo ad Atlantide
spingendosi oltre i bastioni di Orione.
Alla fine cascata di luce
disposta sui miei seni
per sempre sarai.
Di Romantica Vany & King Lear
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In Mondadori si allevano scrittori di sinistra e anarchici. Una bufala politica che circola in Rete da troppi anni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
In Mondadori si allevano scrittori
di sinistra e anarchici
Una bufala politica
che circola in Rete da troppi anni
di Iannozzi Giuseppe
Gli autori Mondadori, prima di passare per ridicoli, farebbero bene a parlare chiaro, molto chiaro invece di tirare in ballo improbabili “cavallini di Troia” a cui non crede davvero nessuno.
Non si credeva ai presunti “cavallini di Troia” dieci anni or sono, nel 2000 o anche nel 1999-98-97, quando Internet non era diffusissimo tra la gente comune, figuriamoci oggi, nel 2010, che credibilità potrebbe mai avere chi dovesse alzar la voce tuonando che “si rimane in Mondadori per fare il cavallo di Troia”.
Ieri si poteva anche far credere al pubblico che così fosse; c’era difatti molta meno informazione e le bufale telematiche, e non, potevano trovare un loro fertile terreno. Oggi non più. A ogni angolo, come minimo, c’è un blogger di vedetta che incastra il fabbricatore di notizie false e di convenienze, per cui tu, bello mio, che vuoi fare il furbo sparando una menzogna dietro l’altra, sappi che ti si mette subito con le spalle al muro e che ci vuol niente a farti secco.
In ogni caso non è che dieci anni fa o anche quindici o venti non si sapesse che in Mondadori le cose andavano avanti grazie alla provvidenza del Cavaliere e non grazie a quella del Signore Iddio: lo sapevano in pochi – questo è vero – e quei pochi tacevano, per loro personalissima convenienza, adducendo la scusa che “si combatteva dal di dentro”. Tuttavia il pubblico ha creduto a questa bufala reiterata e lanciata su mailing list, forum di discussione, liste evangelistiche. Ci ha creduto perché su Internet ci si illudeva che la verità fosse di casa. Chi ieri si è illuso è perché aveva un maledetto bisogno di una illusione da coccolare, anche in previsione della possibilità di diventare poi un autore della scuderia Mondadori. Come di fatto poi è accaduto ad alcuni tutto spirito machiavellico e nessun talento da parte; gli spiriti machiavellici più fortunati finiscono così nei remainders ignorati da tutti a far la muffa, prima di finire al macero; e non è privilegio da poco in questo momento storico di tasche vuote e di grande fame.
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costruiamo castelli di sabbia
Pubblicato da Romanticaperla
costruiamo castelli di sabbia
Godiamoci il mare, giochiamo sulla spiaggia,
costruiamo castelli di sabbia. Le giornate
d’Agosto sono così belle, così profumate, così
fruttate… tutto sa di sole! Già il sole tramonta
prima, mi domando che resterà di tutto questo?
Resterà il ricordo dei nostri giochi
e delle nostre risate, dei nostri amori nuovi e vecchi
e dei buoni gelati, l’energia ritrovata e la fiducia
in noi stessi in attesa di altre vacanze? Mah, chissà!
Per chi invece ha ripreso a lavorare o non ha
mai smesso la dolcezza di un grande abbraccio.
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Random Post:
La rinascita dell’epica italiana? «È soltanto autopromozione» di FRANCESCO BORGONOVO
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La rinascita dell’epica italiana?
«È soltanto autopromozione»
Evangelisti, Genna, Lucarelli, Wu Ming, De Cataldo:
con noi è tornato il romanzo storico impegnato.
Ma i critici li bacchettano: «Inconsistenti»
Il fumetto capolavoro di Frank Miller, “300”, racconta l’eroica resistenza degli spartani alle Termopili.
Il film omonimo è citato come fonte di ispirazione dai “nuovi autori epici italiani”
di FRANCESCO BORGONOVO
Fonte originale: Libero di Vittorio Feltri
Le donne, i cavallieri, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese loro vogliono cantare. “Loro” sono un gruppo di scrittori italiani che sta animando un dibattito sui quotidiani (in primis Repubblica), su internet (in siti come Carmilla, Lipperatura di Loredana Lipperini, wumingfoundation.com), in riviste “alternative” come Tabard e in qualche università. Ecco i nomi: Wu Ming, Giuseppe Genna, Valerio Evangelisti, Carlo Lucarelli, Alessandro Bertante, Giancarlo De Cataldo e altri. Gli autori in questione discutono di una nuova tendenza della narrativa italiana che – per definizione di Wu Ming 1 – si chiama “New Italian Epic”, nuova epica italiana. Tutto ha avuto inizio con un articolo di Wu Ming 1 inserito in rete alla fine di aprile e intitolato “New italian epic. Memorandum 1993-2008: narrativa, sguardo obliquo, ritorno al futuro”. Diciotto pagine che hanno prima identificato, poi dato alla luce e battezzato la “NIE”. Poco tempo dopo,una versione ridotta dell’intervento è comparsa sulle pagine di Repubblica. Il 3 maggio, sempre su Repubblica, è sceso in campo anche Carlo Lucarelli. Il 6 dello stesso mese, sull’Unità, è stato il turno di Valerio Evangelisti. L’8, su Liberazione, ha detto la sua Alessandro Bertante, seguito il 15 da Girolamo Di Michele. A tenere il bilancio della discussione ci ha pensato la rivista on line Carmilla (curata da Evangelisti e Genna) che ha raccolto ciascun intervento. Wu Ming 1 è stato invitato anche in alcune università americane (compreso il prestigioso MIT) per dare conto dello stato dell’arte. Ma che cos’è, in concreto, la NIE? Wu Ming 1 spiega innanzitutto quando è nata. I primi sentori ci sono stati nel 2001, nei pressi di due «eventi-chiave» come il G8 di Genova e l’11 settembre. In quel periodo uscivano i romanzi “54″ degli stessi Wu Ming e “Black Flag” di Evangelisti. Wu Ming 1 ha sentito che in questi libri c’erano delle affinità. Le stesse che rintracciò, cinque anni dopo, nel lavoro di Giancarlo De Cataldo “Nelle mani giuste”.
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Brigante
Pubblicato da Romanticaperla
Brigante
Per fortuna
era soltanto
uno di quei sogni
che sogni tu
solamente.
La sera tu ti pappi
sin troppi fichi e gelati
e così la notte ti vien
da sognare forte;
sogni le gru
che si stirano nel cielo,
sogni treni invisibili
che vanno e vengono,
sogni draghi da scannare
e fanciulle da salvare,
infine con il canto dei grilli
e delle cicale ti svegli matto.
A occhi aperti fai sogni
sconci, per non dire
delle mani che sfregano
piano piano, poi forte forte
fino a farsi di fumo.
Se chiudo gli occhi ti vedo,
sì, ti vedo felice,
felice come un brigante,
e sulle labbra mi nasce un sorriso
che con la scusa di un bacio
è sicuro verrai a rubare.
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Iannozzi Giuseppe con il suo nuovo blog è ora qui
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Iannozzi Giuseppe con il suo nuovo blog è ora qui
http://iannozzigiuseppe.wordpress.com
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Urlo, un film scritto e diretto da Rob Epstein e Jefrrey Friedman
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Allen Ginsberg interpretato da James Franco
“Un film che è poesia. Che è la poesia di Allen Ginsberg,
niente di più niente di meno.”
iannozzi giuseppe
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Berlusconi e Gheddafi uniti per l’islamismo e le donne
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Berlusconi e Gheddafi uniti
per l’islamismo e le donne
di Iannozzi Giuseppe
Gheddafi, di nuovo in Italia accompagnato dalle sue amazzoni “guardie del corpo”, appena posato piede sul territorio italiano la spara grossa: “L’Islam diventi la religione dell’Europa”. Dopodiché invita tutti a convertirsi all’Islamismo.
Che dire? Gheddafi è un buffone, nulla affatto folcloristico, pericolo sì invece. Molto pericoloso.
Tre ragazze si sarebbero subito convertite all’islamismo. Gheddafi le ha subito benedette con una cerimonia lampo da far invidia a Maometto in prima persona. Un vero miracolo clownesco quello del leader libico.
Un circo ridicolo più che imbarazzante. L’area cattolica scandalizzata.
Ma: le 500 hostess reclutate da un’agenzia di casting hanno ricevuto un misero gettone di presenza pari a 70 Euro, a patto di non rivelare dettagli sull’evento. Poi per tutte le partecipanti una copia del Corano. Due hostess pare non abbiano gradito, abbandonando più o meno subito le obbedienti scimmie al seguito di Gheddafi.
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All’ombra della grande fabbrica. Gennaro Morra, un vero scrittore che racconta Napoli e la sua malattia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
All’ombra della grande fabbrica
Gennaro Morra, un vero scrittore
che racconta Napoli e la sua malattia
di Iannozzi Giuseppe
Gennaro Morra (www.gennaromorra.com) è nato a Napoli nel 1972 da genitori giovani e proletari, che avevano messo sù casa in un quartiere di periferia, nato e sviluppatosi intorno a una fabbrica siderurgica. Di sé l’autore scrive: “La mia venuta al mondo non fu proprio un evento felice, i medici non riuscivano a farmi uscire e allora tentarono con le maniere forti. Alla fine i loro sforzi furono premiati e io vidi la luce, ma una parte del mio cervello era danneggiata. Fortunatamente la lesione riguardava solo la zona dalla quale partono gli impulsi che controllano l’attività motoria, mentre le facoltà intellettive erano intatte. Niente male come inizio, no?…”
“All’ombra della grande fabbrica” di Gennaro Morra è un romanzo. Non si creda che definire romanzo un lavoro scrittorio sia leggerezza critica. Tutt’altro. Migliaia le uscite editoriali ogni anno, soprattutto di esordienti minimalisti e sgrammaticati, incoscienti e perlopiù vittimisti alla moda che nulla hanno da raccontare: scrivere è un impegno grave che implica delle responsabilità artistiche e sociali, e politiche (anche) e solamente chi è disposto ad assumere su di sé questo peso si può fregiare del titolo di scrittore.
Gennaro Morra è uno scrittore che ha scritto un vero romanzo accettando le responsabilità che l’atto dello scrivere comporta. Parliamoci chiaro, Morra non è fumo negli occhi, è invece un giovane scrittore che i calli sulle mani ce li ha veramente: chiunque oggi osa levare la sua voce per dichiararsi poeta saggista giornalista, romanziere, dovrebbe prima guardarsi ben bene le mani e poi allo specchio la faccia, e se sui palmi delle mani e sul volto non troverà chiari segni d’una felice stanchezza, allora forse, benedetto da un barlume di onestà, capirà di non essere uno scrittore. Di pennivendoli il pubblico è esausto. In Italia si leggono pochi libri e giornali; sospetto che tra i tanti motivi addotti, più o meno banali, uno sia sincero: i libri al pari dei loro autori mancano di onestà e di sostanza.
Con “All’ombra della grande fabbrica” di Gennaro Morra ci troviamo davanti a una storia che non è di diarismo spicciolo, che non è di vittimismo alla moda e che non è nemmeno un mero prodotto editoriale. Chi avrà la fortuna di leggere il romanzo di Morra capirà all’istante che i fatti narrati, tra finzione e realtà, sono l’autentico corpo di uno scrittore che, nel dosare parole e pensieri, ha investito tutto sé stesso nella scrittura senza mai dimenticare l’anima, la ragione critica e lo stile.
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I poeti di Victor Gischler uccidono e lo fanno meglio di Palahniuk
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
I poeti di Victor Gischler uccidono
e lo fanno meglio di Palahniuk
di Iannozzi Giuseppe
Provate un po’ a immaginare poeti e gangster che vanno a braccetto; che coltivano le stesse passioni; che sono dei disgraziati, bastardi per necessità di sopravvivenza ed avrete un mezzo professore universitario, poeta con il blocco dello scrittore, che, nel giro d’una notte e d’una scopata con una studentessa, finirà con il diventare un assassino a piede libero.
Victor Gischler, nel suo ultimo lavoro “Anche i poeti uccidono”, spara duro; ma è difficile capire se spreca più pallottole contro la società poetica o contro quella dei gangster. E però Gischler non ha alcun intento pedagogico, il suo scopo ultimo è difatti ludico e basta, per cui è davvero difficile non parteggiare per Gischler che prende per i fondelli la malavita organizzata ed i poeti mettendoli sullo stesso piano morale e sociale.
Jay Morgan ha il blocco dello scrittore; sono anni che non riesce a scrivere una sola poesia decente; per sbarcare il lunario accetta di fare il tappabuchi, professore di Letteratura sì, ma per brevi periodi ora presso una università più o meno prestigiosa ora in una scalcagnata in culo ai lupi.
Morgan non se la passa bene, è un perdente consapevole di esserselo: questa consapevolezza non lo aiuta però a darsi una raddrizzata. Si porta a letto una certa Annie Walsh, una studentessa: non può sapere che la tipa si è impasticcata ben bene con della robaccia. La mattina dopo Annie è cadavere. Presto Morgan capisce che è nei guai fino al collo. Di chiamare la polizia non se ne parla, direbbe che è stato lui, nessuno crederebbe che lui se l’è soltanto scopata e morta lì! Come se ciò non bastasse, il preside della Eastern Oklahoma University lo chiama affidandogli il compito di seguire da vicino Fred Jones, il quale ha una silloge poetica nel cassetto e che ha da essere pubblicata presto e con un gran tamtam. Morgan non può rifiutare, viene messo alle strette: dovrà inventarsi editor, curare le poesie del malavitoso Fred Jones e aiutarlo a pubblicare il libro. Un compito davvero ingrato, per chiunque: Jones non è un tipo tranquillo, è un uomo della malavita che ha le mani in pasta in tutta la città e che gira sempre scortato da un gorilla dal grilletto facile. Ad ogni buon conto non tutti i mali vengono per nuocere. Jones è un uomo di mondo, capisce che Morgan s’è cacciato in un impiccio più grande di lui e che lo deve aiutare a far sparire il cadavere di Annie. Fred aiuta Jay Morgan e, per un momento soltanto, sembra che le cose si stabilizzino. Peccato che i genitori della ragazza abbiano ingaggiato un investigatore privato fuori di testa, marcio fino al midollo, che non si fa scrupolo alcuno a seminare cadaveri dappertutto. Investiga sì per conto della famiglia Walsh, ma scoprendo che la ragazza si impasticcava e che c’è in giro una partita di droga del valore di diverse migliaia di dollari, l’uomo la vuole da Morgan, con le buone o con le cattive.
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L’On. Riccardo Nencini si schiera con la Mondadori dimenticando che la casa di Segrate ha censurato Saramago
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
L’On. Riccardo Nencini
si schiera con la Mondadori
dimenticando che la casa di Segrate
ha censurato Saramago
di Iannozzi Giuseppe
”Mi assocerei volentieri alla posizione di Mancuso se Mondadori censurasse gli autori che pubblica. Cosa che mi pare non sia mai avvenuta fino ad oggi… la casa editrice di Segrate rappresenta una delle eccellenze dell’editoria italiana, con un catalogo impareggiabile e un alto profilo di professionalità, garantendo da sempre la massima libertà ai suoi autori”. Parla Riccardo Nencini, dimenticando a tutto favore del padrone per cui vorrebbe lavorare che Einaudi (ovvero Mondadori) ha censurato José Saramago perché nel suo “Quaderno” non elogiava il sempre venerabile santo Cavalier Berlusconi.
E’ dunque il caso di rinfrescare la memoria all’On. Nencini.
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haiku n. 1
Pubblicato da Romanticaperla
Ridacchia il cielo
illuminato dal sole
gaio e brillante
:)
Pubblicato da Romanticaperla
Eterna storia d’Amore
Pubblicato da Romanticaperla
Eterna storia d’Amore
Cadi, pioggia.
E continua a cadere
cantando l’eterna
tua storia d’Amore.
Del cielo sei figlia,
della terra l’amante.
Cadi, pioggia.
Cadi in mille, mille gocce
ed ancora in mille ama.
Voglio essere pioggia
che tra le tue braccia raccolte
ogni notte si posa.
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Stanotte
Pubblicato da Romanticaperla
Stanotte
ho vegliato
la luna…
Mi resisteva,
immobile
e vera.
Stanotte
avevo sete
di sogni.
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Jujol va in vacanza dal 26 luglio a tutto agosto. A settembre non mancare l’appuntamento con Jujol
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Jujol va in vacanza dal 26 luglio a tutto agosto
A settembre non mancare
l’appuntamento con Jujol
Se non ce la fai a vivere senza di noi,
Iannozzi Giuseppe lo puoi leggere sul suo blog personale
http://iannozzigiuseppe.wordpress.com
basta chiuder gl’occhi
Pubblicato da Romanticaperla

di romanticavany & giuseppe iannozzi
Prima che la notte
sia di voce di campane,
di antichi fantasmi
mai sopiti coi loro tintinnii
di catene, un ago di luce
dalle stelle vorrei rubare;
e sul mio petto così appuntare
l’istante in cui t’appartengo
uguale al flutto del mare
che la sabbia lascia gravida
In questa poesia d’amore
che da sempre si rinnova
con l’alta e la bassa marea
tu m’appartieni
Barriscono i clacson
nel traffico odierno;
ma basta chiuder gl’occhi,
un momento perché
sia scalza sulla spiaggia
a correre con te felice
rompendo con una risata
gli alti spruzzi
che dal mare si levano
Claire Clairmont, di Marco Tornar
Pubblicato da Renzo Montagnoli
Claire Clairmont
di Marco Tornar
Presentazione di Roberto Mussapi
Edizioni Solfanelli
www.edizionisolfanelli.it
Narrativa romanzo
Collana Pandora
Pagg. 224
ISBN 978-88-89756-93-5
Prezzo € 16,00
Quando termino la lettura di un libro e mi sento scosso profondamente, so di aver avuto per le mani una perla rara; se poi questo stato emozionale si ripresenta dopo alcuni giorni al solo riaffiorare di alcune immagini o situazioni che ho ritenuto particolarmente significative e provo un turbamento interiore che gradualmente si scioglie in un senso di serenità, sono consapevole che quanto ho letto è un’autentica opera d’arte, un capolavoro che rimarrà sempre dentro di me.
A essere del tutto sincero, prima della lettura nutrivo il timore di potermi trovare di fronte a un feuilleton, insomma a un romanzo d’appendice, in questo indotto dal poco che sapevo della protagonista, sorellastra di Mary Shelley e quindi cognata del poeta, amante di Lord Byron, da cui ebbe Allegra, una figlia morta in tenera età. La vicenda di Percy Shelley, perito in un naufragio, e del poeta baronetto inglese morto di meningite a Missolungi, unita a quella della prematura scomparsa della bimba lasciavano infatti presagire una narrazione volta a commuovere facilmente il lettore, non rivestendo la figura di Claire Clairmont un interesse particolare, se non quello di essere stata privata dei suoi più stretti affetti ancora in età giovanile.
Continua..
:)
Pubblicato da Romanticaperla
Onda sbruffona
balza all’improvviso
infrangendosi su me
La non-letteratura da Evangelisti a Scarpa
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La non-letteratura da Evangelisti a Scarpa
di Iannozzi Giuseppe
Viviamo in un medioevo tecnologico. E’ già stato detto da Umberto Eco parecchi anni or sono.
Ad esempio i romanzi di Valerio Evangelisti, la produzione piratesca, soprattutto, riflettono l’incapacità di scrivere il “contemporaneo”; Evangelisti guarda al passato con fare frettoloso, confusionario e illude sé stesso che parlare al passato sia tentativo di globalizzare il presente; e ci riesce ma in una misura hollywoodiana e di serie B, quando non addirittura pienamente volgare e fuori di ogni possibile realtà e fantasia. Il non-risultato più emblematico ci è dato dalla “Luce di Orione” che è sublimazione del trash, di una spazzatura che l’autore assurge alla funzione di “narrare storie”. Par quasi non si renda conto che lui votatosi ad essere autore a tutti i costi è regredito a una forma di demenza senile freudiana, nella quale scopre la penetrazione sessuale quasi con una innocenza maligna – d’altro canto tipica di certe demenze -, e che tenderebbe a dissacrare il quotidiano riuscendo però a manifestarsi soltanto per quel che è, agitazione psicotica.
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Imbranati thrilleristi italiani tra pizza, spaghetti con la pummarola… e gorilla
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Imbranati thrilleristi italiani tra pizza,
spaghetti con la pummarola… e gorilla
di Iannozzi Giuseppe
I thrilleristi italiani che imitano Michael Connelly sono divertentissimi… imbarazzanti… perfette trans-veline votate al culto del “chi ha più culo” … rischiano di brutto, prima o poi qualche testa calda prende uno di questi italioti pieni di fantasie di sangue e di bigoli col peperoncino e gliela fracassa la testa usando proprio quel thriller di seicento e passa pagine che hanno osato scrivere, non di rado con l’aiuto di un ghostwriter e dei consigli della mamma mezza paralitica in carrozzella.
Perlomeno Connelly è un thrillerista americano, uno che è nato nella terra del sogno e dell’incubo americano per cui è un suo diritto shockare i lettori con coltelli e rivoltelle, con un po’ di sesso e fiumi di sangue. Dicevo di Connelly, sottolineato americano, perché lui è nella terra dei grandi spazi, dove incubi e sogni sono all’ordine del giorno grazie a Hollywood. Che importanza ha per chi lo legge se poi sono di serie A, B o C? Sempre sono marchiati Hollywood e non è mica poco.
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La letteratura che non c’è e la poca che c’è. Spazzatura editoriale a non finire da Antonio Moresco a Silvia Avallone
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La letteratura che non c’è e la poca che c’è
La critica letteraria vive la sua crisi in silenzio o quasi
Spazzatura editoriale a non finire
da Antonio Moresco a Silvia Avallone
La dura legge del marketing e quella delle mafiette editoriali
di Iannozzi Giuseppe
Non sono per un ritorno al Classicismo antico, ma per il bello scrivere sì. Credo si debba coniugare la sostanza e lo stile, cosa che riesce sempre a meno scrittori, il più delle volte incensati in maniera indebita. In ogni caso il tempo sarà il miglior giudice: ha già spazzato via sédicenti autori che soli dieci anni or sono pareva dovessero vincere il Nobel. Le mode, in ogni campo, nascono in fretta e muoiono altrettanto in fretta.
Uno scrittore, che come pochi ha saputo coniugare sostanza e stile, è stato Gesualdo Bufalino. Ma ci sono anche Sebastiano Vassalli, Umberto Eco, Aldo Busi, Alberto Ongaro… Non sono molti in verità gli scrittori che sanno scrivere sul serio.
Tuttavia credo che troppi oggigiorno scrivono per non lavorare sul serio; e con questo intendo dire che non hanno la voglia di spaccarsi la schiena in fabbrica, anche se è il solo lavoro che saprebbero fare con onestà.
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Abbattere subito le antenne di Radio Vaticana – copia & diffondi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Abbattere subito le antenne
di Radio Vaticana

Nel 2002 il primo a denunciare a livello mediatico le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana fu il programma Le Iene, che accusava l’emittente radiofonica di un uso spropositato delle frequenze, che facevano, a loro dire, 3 volte il giro del mondo per quanto erano potenti. Il problema è che, partendo dal centro di Santa Maria di Galeria, un frazione di Roma con circa 3000 abitanti, superavano di gran lunga i limiti previsti dalla legge, finendo con il favorire l’insorgere di leucemie tra i bambini della zona.
Otto anni dopo la situazione ancora non è cambiata, nonostante padre Federico Lombardi, direttore dell’emittente radiofonica, continui a ribadire che si affiderà alle perizie del prof. Umberto Veronesi e della dottoressa Susanna Longorio perché:
La perizia ora andrà discussa e valutata. Radio Vaticana si riserva di discutere con i suoi esperti e di fare le proprie considerazioni in alternativa a questa perizia. Sta di fatto che le misure sono già state prese dieci anni fa seguendo le norme internazionali. Inoltre sono state messe in pratica anche quelle italiane. Dunque Radio Vaticana è perfettamente in regola.
La regola poi andrebbe valutata, visto che nel 2005 due responsabili della radio furono condannati a 10 giorni di carcere. Secondo le misurazioni fatte all’epoca, si stabilì che i tumori nei maschi che abitavano nella zona erano significativamente più numerosi rispetto alla media nazionale, e la possibilità di contrarre la leucemia da parte dei bambini era di 6 volte superiore.
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Unessential Dublin
Pubblicato da Alberto Carollo
Sabrina Campolongo, Unessential Dublin. Ex voto pagano
(2010, Edizioni Historica, pp. 48, € 3,50, ISBN 978-88-96656-10-5)
Estate. Tempo di vacanze. Quale miglior consiglio di lettura di un petit cahier di viaggio di Historica? La piccola casa editrice di Cesena, capitanata dal più giovane editore d’Europa (Francesco Giubilei, diventato da poco maggiorenne) propone questa collana di libricini accattivanti per il formato – sembrano dei taccuini, con delle copertine-cartolina – e per il concept che li caratterizza: agili nel contenuto in pagine e ridotti nel prezzo. Delle letture da viaggio e per il viaggio, insomma, e questo quaderno fresco di stampa di Sabrina Campolongo (Balene bianche, Di Salvo, 2007; Il cerchio imperfetto, Edizioni Creativa, 2008; Il muro dell’apparenza, Historica, 2008) non fa eccezione: lo si può sbocconcellare come un antipasto aspettando la cena, sorseggiare come una bibita fresca sotto l’ombrellone o durante una corsa in treno (come nel mio caso). Continua..
Ferroni e le lobbies editoriali sul blog Iannozzi Giuseppe
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ferroni e le lobbies editoriali Il NIE che non esiste,
i premi Strega che affondano il concetto stesso di Letteratura

haiku
Pubblicato da Romanticaperla

Splendido oro
nella brezza estiva
oscilla quieto
dei tigli il profumo
Pubblicato da Romanticaperla

In questi giorni d’estate
esplode nell’aria
dei tigli il profumo.
Sui tacchi alti ancheggio
e gonna stretta ai fianchi,
vacillano però
un po’ le mie gambe
da un desiderio di complicità
infiammate
per carezze di velluto
fra santità e peccato.
Il sole ha già
stregato il mio volto,
in fiamme
denudata
dalla fronte in giù.
Cadranno i fiori poi
uno a uno
vorticando
nel silenzio dei prati,
mille petali
di luce bagnati
accompagnati
dalla danza delle lucciole
nel folto del verde
nascoste
per il nostro amore sì silente.
di romanticavany & giuseppeiannozzi








































