Urlo, un film scritto e diretto da Rob Epstein e Jefrrey Friedman
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Allen Ginsberg interpretato da James Franco
“Un film che è poesia. Che è la poesia di Allen Ginsberg,
niente di più niente di meno.”
iannozzi giuseppe
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When I will fly far – LABYRINTH
Pubblicato da Chatterly
When I will fly far
LABYRINTH
Il mio ultimo videoclip realizzato con il bellissimo
brano dei Labyrinth “When I will fly far“,
dall’album Labyrinth del 2003
A giugno 2010 è prevista l’uscita del nuovo album dei Labyrinth “Return to Heaven Denied part 2”
che segue a distanza di tempo il precedente magnifico album dallo stesso titolo.
Presto ci saranno notizie più dettagliate nel sito dei Labyrinth.
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Buon Compleanno!
Pubblicato da Romanticaperla

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La Russa le suona a Carlomagno free lance
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Russa le suona
a Carlomagno free lance
a cura di Iannozzi Giuseppe
Presso la sede del Pdl, in via dell’Umiltà, durante la conferenza stampa del presidente del Consiglio sul caos liste, Rocco Carlomagno ha chiesto di poter parlare ed ha criticato l’operato del governo.
I collaboratori di Berlusconi hanno detto che “non si tratta di un giornalista”.
“Sono un free lance”, ha subito ribattuto Carlomagno.
La Russa interviene: “Lei non è iscritto a nessun albo”.
Rocco Carlomagno è in realtà un freelance e un attivista politico. Ieri aveva la tessera del Pd, oggi simpatizza con il Popolo Viola.
Berlusconi ha sbottato: “Lei si deve vergognare, lei è un villano. Questa è una conferenza stampa per i giornalisti e non per gli individui come lei… noi non ci saremmo mai permessi di andare a disturbare la conferenza stampa dell’altra parte politica. In questo sta la differenza con la sinistra. Le sarà chiesto di rilasciare le sue generalità affinché il capo della Protezione Civile possa denunciarlo”.
Berlusconi ha poi insultato l’uomo: “Capisco perché lei è cosi… perché tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede…”. La Russa ha avvicinato per la seconda volta l’uomo che continuava a rivolgersi a Berlusconi e gli ha poggiato la mano sulla testa, al che Carlomagno gli ha urlato: “Lei è un picchiatore fascista”. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini si è avvicinato ha detto: “Allontanate La Russa”.
Carlomagno è stato sbattuto fuori dalla security mentre quelli del Pdl gli gridavano contro “buffone, buffone”. Carlomagno ha annunciato che denuncerà La Russa per aggressione, tesi sostenuta anche dall’agenzia francese AFP, che titola il lancio sulla conferenza stampa odierna: “Un giornalista malmenato dal ministro della Difesa” (Italie: un journaliste malmené par le ministre de la Défense, ndr). “Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”, ha detto Carlomagno intervenendo telefonicamente a Un giorno da pecora, il programma di Radio2 condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro: “Verdini mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto ‘facciamo che la cosa finisce qui’”.
“Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perché la libertà di stampa si difende anche così… Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me. Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”.
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Tiziana De Pace è nei TempInVersi, come Alice nel Paese delle Meraviglie
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Tiziana De Pace
TempInVersi
come Alice nel Paese delle Meraviglie
a cura di Iannozzi Giuseppe
1. Iniziamo con un domanda difficile, perché devi e mi devi convincere della bontà della tua proposta letteraria: il tuo libro, TempInVersi (Cicorivolta edizioni) si apre con una citazione da Sylvia Plath. Oggi sopravvivono poche donne-poeta, in particolare due o tre, Saffo, Emily Dickinson e Sylvia Plath, tutt’e tre molto impegnative, anche per il lettore più scafato. Dunque, chi è Tiziana De Pace?
Credo non siano impegnative, sono invece in grado di creare immagini chiare e nitide nella mente di chi legge, di arrivare con forza in fondo all’anima. Penso, più che altro, che a molti manchi il coraggio di rapportarsi a scritture di questa intensità. Non c’è una gran propensione ad accettare le debolezze proprie, riconoscendole tra le righe di debolezze altrui, ma questo è un discorso talmente ampio… quindi …sì, cito Sylvia Plath, o meglio, cito un suo verso. Mi innamoro degli scritti prima che degli scrittori. Questo è fondamentale. Empatizzo fortemente con alcuni artisti, non posso negarlo, ma arrivo a conoscerli attraverso quello che raccontano tramite i loro scritti. Sylvia Plath, tra l’altro morta suicida, ha vissuto una vita tormentata, intimamente, sempre al limite, con quella malinconia dolce fissa in fondo agli occhi, che traspare anche dai suoi versi. Citarla è stato il mio modo di darle ancora voce. Di riscattarla.
Chiusa questa piccola parentesi Tiziana De Pace è una donna in crescita. Definirmi non servirebbe a nulla, perché non posso dire di esserlo, definita. Al contrario sono in continuo mutamento, sempre alla ricerca e ciò che conta dopotutto, non è chi io sia, ma quello che sono, i libri che scrivo. E’ più semplice sapere di me attraverso loro che attraverso una auto-definizione.
2. Quali autori hanno contribuito a darti un po’ di sé? E’ la tua scrittura il parto di una maturazione profonda, e io credo non sia stato per niente facile.
Mio padre collezionava libri. Fin da piccola, essendo sempre stata una bambina molto solitaria, per scelta, ho preferito i libri ad altro. Inizialmente guardavo solo le figure, poi, dai cinque anni in su, ho iniziato ad allenarmi alla lettura alternando le Fiabe dei Fratelli Grimm ad “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Carroll, passando per “Cuore” di De Amicis e finendo alle Poesie Thailandesi e Coreane. A dieci anni ero già innamorata di “Cent’anni di solitudine” e de “Il Ritratto di Dorian Gray”. A quindici divoravo De Sade e Lautreamont. Amavo Baudelaire e sognavo con Tolkien. Passavo ore in compagnia dei Vampiri di Anne Rice e mi lasciavo devastare da Madame Bovary. Sono andata avanti così, in altalena.
La realtà è che sono nata e cresciuta ibrida. Dentro è come se fossi spaccata in due. Non c’è un equilibrio perfetto tra le due parti di me, ma, al contrario una netta differenza. Io sbalzo, uso dirlo spesso, vivo a metà tra purezza e inferno, da sempre. Ho il mio mondo fatto di spazi incontaminati, Piccolo Popolo, Sogni, Magia e Incanto, e lì viene fuori il mio lato bambino che conservo e difendo con passione. Dall’altro lato c’è la me che si scontra e incontra con la vita. Che scende in strada, coltiva fobie, fa errori, vive di stomaco. Che si mette in discussione, fa i conti con traumi. Delusioni. Brutte realtà. Che si frantuma e ricompone mille volte al giorno. Le mie letture nascono dai bisogni intimi del momento. Cammino osservando gli scaffali delle librerie e so che ci sarà un libro pronto a scegliermi. Non sono io a decidere, è lui ad attirarmi a sé, a voler venire via con me. Fino ad ora, nessun libro ha sbagliato e fino ad ora solo tre libri sono riusciti a riunire le due parti di me, “La Divina Commedia” di Dante, “Le scarpe rosse” di Joanne Harris e “La casa degli Spiriti” di Isabel Allende. Inevitabilmente il mio modo di essere si riversa anche nella scrittura. Ed è lì che le due me riescono a convivere, a ricongiungersi, a volte, andare in giro a braccetto.
3. Difficile dire se TempInVersi sia poesia o prosa. La mia opinione è che trattasi di una narrazione imbastardita, prosa e poesia per dar corpo a un tutt’uno. Vorrei parlassi della gestazione della tua nuova opera, sotto un profilo tecnico, di stile, di emozioni provate durante la fase creativa anche.
Viene naturale continuare sull’onda della risposta data alla domanda precedente, perché il discorso fatto per le letture da me predilette e per il modo di essere vale anche per l’approccio alla scrittura che ho. Prosa dura e imbastardita, come tu la definisci, per la parte più reale e nera di me, poesia per la parte sognante. Scrivendo riesco a dare sfogo ad entrambe le nature e lo stile si è modificato, è cresciuto, si è plasmato seguendo il mio stato di evoluzione interno. Più cresco, imparo, sperimento, più lo stile prende forma. Questo mi piace. Mi piace l’idea che nulla sia finito e definito ma sempre in continuo movimento. Diciamo che questo appartiene un po’ a tutto quello che scrivo. La particolarità in “TempInVersi” è più che altro la scelta della punteggiatura, nell’esporre i concetti, quello si, è fortemente voluto. Nella prima storia troviamo una scrittura irriverente, in corsa, distorta e contorta, parole legate e una punteggiatura assente o non pertinente. E’ così anche la protagonista. Che sente sfuggire la sua identità, che non ha un nome, che è fatta e sfatta, poco lucida e incoerente. Nella seconda storia fa da padrona la superficialità. Lo stile di scrittura è molto infantile, il racconto è brevissimo e scarno esattamente come il mondo da cui decide di fuggire la protagonista.
Nella terza e ultima storia troviamo invece romanticismo e poesia, tra le pieghe e le righe di un vivere spietato e della tragicità in se per se. E’ uno scrivere poetico, che segue un po’ le onde del mare. Morbido, coccola, si spezza. Va e torna.
“TempInVersi” lo sento molto. C’è tanto di me in tutte e tre le storie. In tutte e tre le donne. E’ stato come chiudere tre cicli della mia vita e imprimerli su carta prima di voltare totalmente pagina e iniziare un’altra avventura. Un po’ come quando finisce una storia d’amore, “TempInVersi” è il mio addio a tre parti di me, che comunque porto dentro e che ora sono tasselli di quella che è la mia essenza. E’ stato faticoso ripercorrere alcuni eventi, richiamare alla memoria personaggi, fatti, scene, emozioni, è stato come spogliarsi, come mischiare sangue e sudore all’inchiostro, ma questo non può che rendere ancora più vive le tre donne di cui racconto.
4. Conosci Isabella Santacroce? In un certo senso il tuo lavoro mi ricorda un po’ la sua scrittura sospesa fra poesia e dannazione un po’ sadiana un po’ romantica.
Tocchi un tasto a me caro e allo stesso tempo dolente. Molti associano alla sua la mia scrittura. Premetto di apprezzare molto Isabella Santacroce, di aver letto tutti i suoi libri e di ritenerla tra le mie scrittrici contemporanee preferite. Oggi però tu mi dai modo di sfatare definitivamente la “leggenda” che mi vorrebbe suo “clone imperfetto” . Ti chiederai: Come?
Ti racconto come Isabella Santacroce è entrata a far parte della mia vita.
Agosto, caldo bestiale. Sono in macchina con degli amici per andare al mare e squilla il cellulare. A chiamarmi è un mio caro amico scrittore, da Roma, scherzando mi chiede se ho per caso pubblicato un libro, “Lovers”, sotto pseudonimo. Lo prendo in giro. Lo pseudonimo è “Isabella Santacroce”. Penso stia solo scherzando, mi dice che a lui pare assurdo, ma sembra “la mia mano”. Chiedo ai miei amici di fare un salto in libreria, quel libro esiste, lo compro. Lo leggo in spiaggia, isolandomi. Accolgo Isabella Santacroce e tutto quello che ha da raccontare. Attraverso le parole e tra le righe, soprattutto. Da allora non ho più smesso di leggerla. Di attendere i suoi scritti. Di sentirla a me affine, però ecco, ci tengo a precisare, la mia scrittura è indipendente da lei, non subisce la sua influenza, è nata prima che la conoscessi.
Una volta ho anche provato ad inviarle una copia del primo libro, “Lyberty Mode”, accompagnato da una lettera in cui le dicevo che a tratti ero spaventata da questa “somiglianza” e che probabilmente qualche frammento della nostra essenza si sarà accoppiato da qualche parte del mondo, un giorno. Cose così insomma.
Peccato, non mi ha mai risposto.
Mi sento quindi di affermare, che forse, sono più romantica di lei.
5. Scrivi di tuo pugno la quarta di copertina (ideale) per TempInVersi, anche in considerazione di queste parole di Paolo West: “Non so se alla fin fine questo testo sia prosa o poesia, ma credo che se ti poni questo dubbio, allora, novantanove su cento, è poesia.”
Devi sapere che ho sempre avuto la tendenza a guardarmi dal di fuori, in molte occasioni. Quando “TempInVersi” l’ho sentito completo, pensare a come un occhio esterno avrebbe potuto descriverlo è stato il primo passo. Da questo pensiero nasce “TreParole”, che poi è stato inserito come Epilogo, ma che voleva essere, inizialmente, un’idea per la quarta di copertina.
Oggi sono cambiate molte situazioni, mi avvicino a questo scritto in modo diverso diverse sono le sensazioni rispetto ad allora, questo devo ammetterlo, ma, non per questo cambierei di una virgola il primo pensiero di allora, quindi, la mia quarta di copertina sarebbe:
“ TempInVersi racchiude l’universo un po’ disprezzato dell’abbandono.
Della perdita di se stessi. Del disamore.
Raccoglie i cocci di tre donne. Tre esistenze in corsa che perdono il ritmo dei tempi
e si ritrovano a scegliere appoggiate al seno di una solitudine esistenziale e opprimente cosa farne.
Cosa farne di sé. Cosa farne del domani.
Cosa farne del tempo che resta.
In tre storie tre visioni di conti alla rovescia a tratti drammatici e romantici, spietati forse, ma veri.
Tre urla disperate (e un solo quadro).
Tre ritratti di un mondo sfiorato.
Metabolizzato. Raccontato.
Stralci di vita e visioni oniriche.
Autobiografia in pillole e incubi diurni.
TempInVersi è vita che scorre. Si ferma.
A volte riprende.”
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Pippo Pollina – Cent’anni di solitudine – musica di Pippo Pollina, video e immagini di Chatterly
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Pippo Pollina – Cent’anni di solitudine

Video ispirato al bellissimo brano di Pippo Pollina
“Cent’anni di solitudine”, tratto dall’album “Rossocuore”.
Musica – Pippo Pollina
Immagini e realizzazione video – Chatterly
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Per Michael Jackson 200 ore di registrato inedito. Forse dvd e cd postumi dal vivo
Pubblicato da admin
La commemorazione di Michael Jackson
200 ore di registrato per dvd e cd postumi
Il tributo del mondo intero al Re del Pop
a cura di Iannozzi Giuseppe
Un triste evento, seppur record annunciato. La pubblica commemorazione di Michael Jackson, stando alle previsioni degli addetti ai lavori, potrebbe battere in termini di presenze la cerimonia d’insediamento del presidente Barack Obama.
L’ultimo saluto al Re del Pop travolgerà il mondo intero.
Non era mai accaduto, nemmeno per Jim Morrison, Elvis Presley, Jimi Hendrix, John Lennon, Freddie Mercury, James Brown.
Gli osservatori, prevedendo una copertura mediatica gigantesca dell’evento, assicurano che l’evento potrebbe essere l’Evento, con la maiuscola: “Sarà probabilmente il maggiore funerale di una star nella storia e centinaia di migliaia di persone accorreranno a Los Angeles per parteciparvi, anche da dietro le barricate che impediranno a coloro non muniti di biglietti di avvicinarsi” allo Staples Center, dove si terrà l’omaggio pubblico martedì 7 luglio. Una scelta, quella sul luogo, che ha sollevato alcune perplessità per via dei pochi posti disponibili. Secondo gli osservatori la commemorazione sarà seguita online da un numero di persone superiore rispetto a quello registrato per l’insediamento di Obama, al quale hanno assistito, in base ai dati diffusi da Nielsen, 70 milioni di utenti contro i 40 milioni che lo hanno seguito in televisione.
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Il bambino che sognava la fine del mondo di Antonio Scurati – recensione e videointervista – Bompiani
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il bambino che sognava la fine del mondo
di Antonio Scurati
fonte wuz.it
“Era uno stato d’animo difficile da spiegare: una sorta di tensione nostalgica verso sfuggenti ricordi della mia infanzia. Uno struggimento per momenti dimenticati della mia vita di bambino, esperienze probabilmente terribili e per questo rimosse, ma comunque ammantate da un’indicibile tenerezza.
Inizio a parlare di questo bel libro di Scurati con la citazione di una recente recensione di Walter Siti (ottimo scrittore lui stesso) apparsa su La Stampa il 18 marzo scorso:
Con abilità di pasticheur, Scurati combina varie storie realmente accadute, dal tragico teatro di Rignano Flaminio agli shoccanti episodi che hanno sconvolto il Belgio; Bergamo diventa l’emblema del Male che sovrasta la tranquilla provincia italiana. Scurati usa materiali extra-letterari: statistiche, articoli di giornale (in parte veri in parte ritoccati), cita pezze d’appoggio con nomi e cognomi, da Massimo Gramellini a Enrico Mentana. Eppure il lettore un po’ avvertito lo sa, che nulla è successo a Bergamo: sia perché non ricorda nessuna grancassa mediatica, sia proprio perché legge in filigrana altri episodi, delitti accaduti altrove. Sono quasi sicuro che Antonio Scurati, con questo romanzo ci ha dato il suo libro migliore.
Concordo con Siti: anche per me questo è forse il libro migliore di Scurati anche se Il sopravvissuto è uno di quei romanzi che difficilmente si possono dimenticare.
Recentemente è uscito un cofanetto che recensiamo in questa breve rassegna torinese e si intitola, Governare con la paura. Non è un caso l’accostamento in questa sede perché il primo tema che da questo romanzo emerge è quello civile perché oggi la pura è instillata nei cittadini attraverso i media. Giornali e televisioni fanno a gara nel raccontare nel modo più truce episodi orrendi, che giorno dopo giorno creano negli italiani insicurezza e panico, un senso di debolezza che produce il bisogno di affidarsi a chi si dichiara capace di porre un argine al Male.
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Video: Tiziano Terzani – Anam, il senza nome
Pubblicato da Katia Ciarrocchi
Video: Tiziano Terzani – Anam, il senza nome
A cura di Mario Ughi
L’ultima intervista, realizzata dal regista Mario Zanot nel maggio 2004, è la testimonianza filmata di Tiziano Terzani, scomparso poco tempo dopo proprio nel suo ritiro dell’Orsigna, sulle montagne toscane, dove si sono svolte le riprese.
Lo scrittore e giornalista, grande conoscitore dell’Oriente, per trent’anni corrispondente dall’Asia del settimanale tedesco Der Spiegel e collaboratore di la Repubblica e del Corriere della Sera, racconta se stesso in una sorta di “testamento spirituale” in cui si affollano pensieri e riflessioni sulla vita e sul mondo.
| Parte prima | Parte seconda |
| Parte terza | Parte quarta |
| Parte quinta | Parte sesta |
Titolo: Anam il senzanome. L’ultima intervista a Tiziano Terzani. DVD
Autori: Tiziano Terzani – Mario Zanot
Editore: Longanesi
Data di Pubblicazione: 2005
ISBN: 9788830422865
Dettagli: p. 32
Reparto: Giornalismo editoria
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Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso
di Iannozzi Giuseppe

Andrea Bocelli il prossimo 2 marzo sarà anche lui sulla celeberrima Walk o Fame di Los Angeles.
Il tenore toscano Andrea Bocelli riceverà l’ambito riconoscimento il prossimo 2 marzo, in occasione della settima edizione di Los Angeles Italia, l’evento dedicato al cinema italiano.
Il nome del tenore è stato annunciato dalla Hollywood Chamber of Commerce, insieme a quello dei cantanti Ringo Starr, Bryan Adams e Van Morrison.
Bocelli è uno dei pochissimi italiani a cui è stato conferito il prestigioso riconoscimento.
La stella di Andrea Bocelli sarà insieme a quelle di Bernardo Bertolucci, Sophia Loren, Rodolfo Valentino, Anna Magnani, Arturo Toscanini ed Enrico Caruso.
Chi più di lui meritava un simile riconoscimento?
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Morire sotto gli occhi degli indifferenti. Accade a Napoli
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Petru Birlandeanedu, giovane rom, muore sotto gli occhi della moglie. La sua colpa, nessuna. Colpito a morte per errore dalla camorra. Nessuno muove un solo dito per prestare soccorso all’uomo a terra.
di Giuseppe Iannnozzi
Muore sotto gli occhi indifferenti della gente.
Nessuno alza un dito.
I sicari della camorra sparano e colpiscono un rom, innocente, che si trovava nel quartiere napoletano per puro caso.
Nessuno, nessuno, nessuno ha fatto niente per Petru Birlandeanedu.
Tutti sono passati avanti incuranti del giovane rom morente a terra.
Nessuno ha sentito le urla disperate della compagna che invano ha cercato di chiedere aiuto.
Petru Birlandeanedu è morto sotto i suoi occhi.
La sparatoria alla fermata del treno di Montesanto sono state registrate dalle telecamere a circuito chiuso della ferrovia Cumana.
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Lenny Kravitz mostra il suo bel culetto e la rete impazzisce per lui
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il magnifico sederino di Lenny Kravitz
fa impazzire i fans
a cura di Iannozzi Giuseppe
Lenny Kravitz mostra il suo LATO B per la gioia di tutti i suoi ammiratori. Gli scatti sono stati postati in anteprima mondiale sul social network Twitter e stanno già facendo il giro del mondo, grazie a Internet ovviamente.
Bisogna ammettere che Lenny è davvero in gran forma. Fisicaccio da fare invidia a un bronzo di Riace, si può mettere la mano sul fuoco sin da ora che dopo questo regalo ai fans i dischi Lenny Kravitz subiranno una improvvisa impennata di vendite. E noi glielo auguriamo, perché lui è davvero un grande rocker, genuino come pochi.
Romantica Vany & King Lear
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Romantica Vany & King Lear
video realizzato da Romantica Vany
Processo agli Scorpioni di Jasmina Tesanovic: il booktrailer di Luigi Milani
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Processo agli Scorpioni
Jasmina Tesanovic
booktrailer a cura di Luigi Milani
Processo agli scorpioni – acquista la tua copia
Leggi la recensione a cura di Katia Ciaorocchi
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Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin – Nailin’ Paylin, le prime immagini del film che ha già eccitato milioni di americani
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin
Nailin’ Paylin, le prime immagini del film
che ha già eccitato milioni di americani
di Giuseppe Iannozzi
Larry Flynt lo sa che ogni promessa è debito e neanche questa volta si è tirato indietro: il film su Sarah Palin è in dirittura d’arrivo e in rete già girano alcune foto, e su YouTube, nonostante la censura adoperata, sono tantissimi i filmati dedicati a Nailin’ Paylin. C’è da scommetterci che questo film batterà ogni record: il sogno americano incarnato in Sarah Palin sta finalmente per venire ed è già orgia di americani e non pronti a lavorare di mano davanti agli schermi.
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Il colaninno amoroso – Crozza e Mietta cantano la nuova Alitalia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il colaninno amoroso
Crozza e Mietta cantano la nuova Alitalia
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La Carfagna a Matrix miagola nella parte della vittima
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

La Carfagna a Matrix miagola
nella parte della vittima
Mentana accomodante è meno d’una comparsa
di Giuseppe Iannozzi
«Anche la televisione italiana è maschilista. Ho lavorato in programmi in cui non mi hanno fatto parlare per un anno». A parlare è il Ministro Carfagna: «Sono sopravvissuta perché ho le spalle larghe e sono più forte di quanto non immaginassero. C’è un tempo per tacere e uno per parlare». Ed ancora: «Quando è esplosa una polemica fatta di illazioni e insinuazioni, talune volgari, se avessi risposto quel che volevo avrei dovuto aprire una rissa. E la rissa genera violenza. [...] Sono stata vittima di questo, perché sono una donna, una giovane. Ho provato ad immaginare le ragioni di questo equivoco: il maschilismo imperante di questo Paese. E la presunzione di ignoranza per cui di un uomo che fa politica si pensa comunque che sia bravo e preparato, e di una donna che fa politica, invece, che sia stata fortunata o abile nel farsi sostenere da qualcuno». E riferendosi a Berlusconi: «Ama fare battute galanti e spesso atteggiamenti che sembrano sopra le righe sono frutto della sua ingenuità».
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La forza della verità, di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli
La forza della verità
di Renzo Montagnoli
E’ la notte del 23 agosto 1927. Nel penitenziario di Charlestown (Massachussets) una violenta scarica elettrica pone fine alle 0,19 alla vita di Nicola Sacco e sette minuti più tardi è la volta di Bartolomeo Vanzetti. Due italiani, immigrati, lavoratori, anarchici, ma soprattutto innocenti sono stati immolati alla ragion di stato.
**Mai vivendo l’intera esistenza avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini…Il fatto che ci tolgano la vita, la vita di un buon operario e di un povero venditore ambulante di pesce…è tutto! Questo momento è nostro quest’agonia è la nostra vittoria!**
Così, nel corso del processo, Bartolomeo Vanzetti si era rivolto alla pubblica accusa. La voce era ferma, frutto di una rassegnata consapevolezza che è presente solo nell’innocente animato da nobili ideali.
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Laura Costantini e Loredana Falcone: intervista alle autrici di “1920″
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Laura Costantini e Loredana Falcone
Intervista alle due autrici
a cura di Chiara Perseghin
Fonte: Dalleprimebattute
L’intervista di questa settimana vede come protagoniste Laura Costantini e Loredana Falcone, curatrici del seguitissimo blog Laura&Lory. Una coppia di scrittrici, una sorta di “Fruttero e Lucentini” al femminile.

Ciao Laura, ciao Lory, grazie di avere accettato il mio invito. È una bella sfida per me intervistare un duo. Iniziamo comunque con la domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama “Dalle prime battute”; a quando risalgono le vostre prime battute nel mondo letterario?

Distingueremmo tra le prime battute nella scrittura, che risalgono al lontanissimo 1978, a quelle nel mondo letterario, che sono parecchio più recenti. Il nostro primo romanzo, New York 1920 – il primo attentato a Wall Street, è stato pubblicato dalla Maprosti&Lisanti a settembre del 2006 e, nonostante la casa editrice sia piccola e senza altra distribuzione che la vendita online, il libro ha riscosso pareri lusinghieri e buone vendite. E’ stato anche recensito dal Corriere della Sera a settembre del 2007, a firma Severino Colombo. Se poi ci chiedi cosa è successo dal 1978 al 2006, possiamo rispondere che, oltre a scrivere ed elaborare idee, siamo cresciute. Lory ha avuto due figli. Laura ha seguito la carriera giornalistica.
Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Voi quale metodo usate?
Il nostro metodo è il lunedì. Cascasse il mondo, noi il lunedì ci si vede e si scrive. Da sempre. Poi se c’è qualche scadenza impellente (tipo qualche concorso letterario), gli incontri si moltiplicano.
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Cannes applaude il Che di Soderbergh e già si parla di Palma d’Oro
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Cannes applaude il Che di Soderbergh
E già si parla di Palma d’Oro
Soderbergh con il suo film, “Che” , 268 minuti di pura poesia, mette i brividi addosso a Cannes.
Il regista non si è risparmiato, né Benicio Del Toro nella parte del mito, Ernesto Che Guevara . Nonostante la lunghezza del film, ben 4 ore, la sala ha tributato un lungo applauso a questa pellicola, che ha lasciato tutti col fiato sospeso sino all’ultima ripresa. E già si parla di Palma d’Oro strappata a “Gomorra”.
In Francia, purtroppo, il film uscirà diviso in due parti, la prima a ottobre, la seconda a novembre. Al Festival di Cannes il film per nostra fortuna è stato proiettato in tutta la sua interezza.
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Discordia – Discordia
Pubblicato da Chatterly

Discordia – Discordia
I Discordia sono una band tedesca che hanno la particolarità di suonare opera melodica metal. Influenzati per loro stessa ammissione da gruppi come i Nightwish, gli Epica ed i Tristania, nonché da grandi musicisti classici quali Beethoven, hanno sviluppato un loro stile personalissimo che li rende unici e per questo ve li propongo. I loro pezzi sono molto scenici, sarebbe bello un giorno vederli rappresentati in un’opera teatrale. Il pezzo che potete ascoltare qui si intitola Discordia ed è una bellissima contrapposizione tra le voci di soprano e di basso, il Bene e il Male ancora una volta si sfidano in musica.
Se vi interessa e vi piace questa band, vi anticipo che tra breve seguirà una mia intervista fatta al fondatore dei Discordia, Bernhard Widmann.
Un augurio ai Discordia per il meritato successo ed a voi buon ascolto.
Il sito ufficiale dei Discordia
Tenebrae Aeternae. Nocturnal Visions. (CD cover di Chatterly)
Pubblicato da Chatterly
Tenebrae Aeternae
Nocturnal Visions
(CD cover di Chatterly)
Eccoli qui i Tenebrae Aeternae, band street gothic/glam metal anconetana. Il loro cd Nocturnal Visions sta per essere ultimato e la cover del cd è stata realizzata con una delle mie immagini intitolata
"End of innocence" (Fine dell’innocenza), immagine che potete vedere anche nel video che vi propongo qui sul blog. In ogni caso appena il booklet sarà ultimato vi mostrerò il risultato finale della cover.
Nel frattempo se volete sentire qualche pezzo dei Tenebrae Aeternae potete trovarli su YouTube (vi consiglio Catacombs). A me è piaciuto molto questo girato nel backstage di uno dei loro concerti. Spero piaccia anche a voi.
Buon ascolto!
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Giuseppe Di Stefano, 24 luglio 1921 – 3 marzo 2008
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Giuseppe Di Stefano
24 luglio 1921 – 3 marzo 2008
Giuseppe Di Stefano – “Vesti la giubba”
Frankie Hi Nrg Vs Federico Zampaglione: litigio in diretta
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Frankie Hi Nrg Vs Federico Zampaglione
Litigio in diretta
Frankie Hi Nrg e Federico Zampaglione litigano in diretta. I due durante il Dopofestival condotto da Elio se le sono cantate di santa ragione: il motivo, il brano dei Tiromancino, Il Rubacuori.
Il vecchio Frankie Hi Nrg, oramai a secco di cartucce, riciclatosi a Sanremo 2008, spara contro i Tiromancino dicendo che il brano di Zampagliene è “sopravvalutato” ed ancora che è “pura promozione, che costa meno di una campagna scontata”. Non contento aggiunge, senza un pelo di pudore: “Il problema denunciato nel testo è una cosa risaputa, che avviene da anni e di cui io mi sono occupato in più di una canzone. Mi sembra una denuncia atipica perché è stata fatta uscire per Sanremo. Il Rubacuori è molto più fiacco di molti pezzi fatti in passato dai Tiromancino”. Continua..
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Ferrara abortisce in diretta con Pannella
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ferrara abortisce in diretta con Pannella
Ferrara abortisce in diretta con Pannella
prima parte
seconda parte
































