Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Morte all'alba

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Sogna, Principessa

di King Lear e Romantica Vany

Ma quanto sogni,
quanto sogni
non lo immagini più,
sai!

Così persa
dentro ai colori
tra l’arcobaleno
e l’aurora boreale,
a ogni battito di cuore
a ogni fremito di ciglia

Principessa,
dove hai portato
la morbidezza vellutata
del tuo seno? e dove
le tue labbra di fragola?

In fondo
all’incubo più bello,
rispondi
con un filo di voce appena
E resto di sasso io
a mirar quella tua bocca
dischiusa per un attimo,
vittima del puro panico
che più non oda
il cristallo della tua voce;
ora che sei
così tanto addormentata
par quasi
tu non debba più
risorgere

Ma quando le nubi tempestose
brontolano cupe nel cielo
e gli acquazzoni
scendono tra
le canne di bambù,
folle di margherite
spuntano all’improvviso
e io ti sorrido
perché voglio ancor
giocare con te
io principessa e tu il re

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Blu come il mare,
Blu come il cielo,
Blu come i miei pensieri.

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Film hard ispirato alla Palin. L’ira dei repubblicani su Larry Flynt

Film hard ispirato alla Palin
L’ira dei repubblicani su Larry Flynt

In arrivo il «porno politico» con la sosia della candidata repubblicana: è polemica sul celebre produttore

LOS ANGELES - Dai tempi antichi il sesso e la politica vanno a braccetto: ad unire ancora di più questo connubio ci ha pensato negli anni anche il re del porno Larry Flynt. Ora, il celebre produttore americano è intenzionato a vendere il suo «porno Palin». La protagonista è già stata trovata, il filmato è già in fase di montaggio. E la data d’uscita? In ogni caso prima dell’appuntamento elettorale. Il successo e il tam-tam sui media - come da copione - era scontato. D’altronde si parla di Larry Flynt, l’americano che ha fatto i milioni col suo impero del sesso. Ma Larry Flynt è nel contempo da decenni anche uno dei più strenui sostenitori della lotta per i diritti civili negli Usa. Adesso vuole coniugare entrambe le cose - entro ottobre porterà il primo Dvd «porno politico» sul mercato con protagonista un’attrice di film a luci rosse - sosia di Sarah Palin. Tra il partito repubblicano e il fondatore della rivista per soli uomini, «Hustler», non è mai corso buon sangue. Lo si evince chiaramente dal suo provocatorio blog politico dove critica aspramente la candidata dei conservatori alla vice presidenza. Il primo indizio in tal senso è stato un annuncio pubblicato sul sito «Craigslist».
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Il Gioco Che Più mi Piace

Quando sentii la sua frase sussurrata al telefono, risi e non capii.
Mi disse che dovevo sapere di fresco.
Paragonandomi ad una mela. Ancora verde.
E acerbo, davvero, era il mio vivere il sesso.
Conoscenza piatta sul patinato di tante riviste sfogliate avidamente, o di qualche bacio troppo profondo.
Dal nulla al tutto.
Tante telefonate. E prima ancora tante parole scritte. Sognate. Bagnate di eccitazione attraverso schermo nero e caratteri chiari.
Forse non ho mai saputo i suoi anni…
Comunque tanti di piu’ davanti ai miei incoscienti.
Con un sorriso tranquillo andai a quell’incontro.
Occhi incredibili, una fuga in macchina fuori città.
La follia di stare con un quasi sconosciuto in aperta campagna. Isolata.
Ma assolutamente felice.
La lingua, davvero sapiente scoprii dopo, mi assaggiò davvero.
Delicatamente. Decisa. Forte. Dura.
Una verginità sciolta in pochi secondi e nessun dolore.
Giocare e farmi girare. Mi penetrò afferrandomi le caviglie.
Una sensazione calda.
Cominciando un gioco.
Il gioco che più mi piace.

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Con un coltello in testa sopravvive E’ capitato a un quindicenne inglese

Con un coltello in testa sopravvive
E’ capitato a un quindicenne inglese

di Giuseppe Iannozzi

L’hanno accoltellato alla testa. Una lama di ben 13 centimetri gli è entrata nel cranio.

La foto delle radiografie è stata diffusa da Scotland Yard dopo circa dieci mesi dall’incidente occorso a un quindicenne. La lama è entrata in profondità nel cranio del giovane, appena sopra l’occhio per fermarsi poco al di sopra dell’orecchio.

Non è una storia dell’horror anche se ne ha tutte le caratteristiche.
Il giovane accoltellato alla testa era su un mezzo pubblico a Walworth, a sud di Londra; per evitare di essere scippato ha reagito e un rapinatore gli ha piantato un coltello da cucina in testa, poi si è dato alla fuga insieme a due complici. Il quindicenne si è presentato in ospedale con il coltello conficcato in testa, ancora vivo.
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Davide Bregola: “Lettera agli amici sulla bellezza”, Liberamente Editore, 2008

Davide Bregola: “Lettera agli amici sulla bellezza”,
Liberamente Editore, 2008

di Bartolomeo Di Monaco

[Per le altre sue letture scorrere qui. Il suo blog qui.]

Bregola ha già al suo attivo almeno due volumi importanti, “Racconti felici”, del 2003, e “La cultura enciclopedica dell’autodidatta”, del 2006.
In questo libro, che potrebbe segnare una svolta nella produzione letteraria del giovane autore, egli ci rende partecipi di una nuova sensibilità che lo ha pervaso e arricchito, mettendolo in contatto con la realtà più intima e nascosta che sta intorno a noi. Non è nuovo il tema che vi si affronta, e non sono nuovi i temi di squisita spiritualità come questo della Bellezza, e lo stesso Bregola ci indica gli autori del passato che hanno rappresentato il suo punto di riferimento nella stesura della “Lettera agli amici sulla bellezza”.
Percorrere una tale strada non è facile. Il cammino, al di là delle apparenze, non è mai lieve, anzi, brucia e consuma. Non è l’attenzione e l’affinamento dei sensi che si richiedono, bensì l’esposizione della propria anima ad un continuo contatto esterno, attraverso il quale un uomo penetra nelle cose per comprenderle e immedesimarvisi. Vi è una qualche santità racchiusa in un’impresa simile; occorre possedere un dono, un carisma: “la bellezza, quando è vera bellezza è cifra del mistero, è richiamo al trascendente.”
Bregola è abituato da una lunga consuetudine con la scrittura a porsi delle domande e a tentare delle risposte. Lo strumento da usare lo conosce assai bene, e infatti ci troveremo di fronte ad un testo di profonda bellezza e di squisita armonia. Quello che un lettore è chiamato a verificare è se lo strumento è riuscito in tutto a rappresentarci una sensibilità che non tutti possediamo e che ci viene offerta come una specie di chiave magica per vedere e capire intorno a sé: “capire che le realtà fisiche sono soltanto immagini di realtà ulteriori di cui fa parte la vera Bellezza.”
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Usa, il debito pubblico supera il Pil

Usa, il debito pubblico supera il Pil
15 mila miliardi dopo i salvataggi di Stato
Quasi metà dei bond del Tesoro all’estero

Fonte: Corriere.it

Sidney Winter, docente della Wharton School di Philadelphia, così riassume la crisi americana in una mail a un collega della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa: «Abbiamo scoperto che la nostra ricchezza è di qualche migliaio di miliardi di dollari inferiore alle attese e ora dobbiamo decidere come ci dividiamo la sberla ». La sberla è violenta. E gli Stati Uniti non ne nascondono più i lividi sui loro conti pubblici e privati. Per cominciare, la Federal Reserve si scopre senza più margini di manovra. Ha già impegnato la metà delle riserve, circa 500 miliardi, in prestiti al mercato e finanziamenti al Tesoro (Consolidated statement of condition of all Federal Reserve Banks, 18 settembre 2008).
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Morte all’alba, due parole più altre due per spiegare l’inspiegabile

Morte all’alba
di Giuseppe Iannozzi

Dovrebbe esser facile spiegare il perché di “Morte all’alba”, ed invece no. Ma cercherò comunque di spiegare i motivi salienti per cui ho deciso di rendere disponibili alcuni miei scritti.

Che qualcuno ci voglia credere o meno, è da tempo che mi si chiede di pubblicare. Ora io non so dirvi se questo libro lo si possa considerare a pieno titolo una pubblicazione; però uno con il vizio di scrivere l’ha scritto parola dopo parola, pagina dopo pagina, e nel suo piccolo questo qualcuno in qualche modo bisogna pur indicarlo, o etichettarlo: per brevità chiamato scrittore! *

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Marco Simonelli, Palinsesti, Editrice Zona

Marco Simonelli
Palinsesti

S. Kessler, Ridge e Brooke, Ken e Barbie, la Cueva, Holly e Benji, Wanna Marchi… Ogni stella ca[n]dente, indistintamente s-oggetto e persona, è uno schianto di meteora dello Star System (esemplare la parabola di Superman), l’ante[n]nato fondale a luci intermittenti (galassia e buco nero) che senza posa si (e ci) ri-scrive. Appunto Palinsesti, ossia ri-produzione di una “letteratura” (e annessa mitologia) biodegradabile, torchiata sulla vanitas dell’usa-e-getta patinato e destinata a perdersi nell’eco breve dello stretto tempo televisivo. E paradossalmente, consegnata al megafono metrico, quasi per contrappasso, a divenire invece memorabile. (Zapping, di Federico Scaramuccia).

L’ho letto Marco Simonelli.
E’ la poesia che da anni aspettavamo per entrare finalmente in contatto con l’aliena società che viviamo/subiamo – in maniera passiva a novanta gradi, o in piedi ma a sognare a occhi aperti, noi eterni bambocci sul campo da calcio di uno spokon manga giapponese. “Palinsesti” è la nevralgia del vivere che conosciamo solamente attraverso le reti televisive private e di Stato.“Palinsesti” è l’imperativa necessità di oggi: poesia avantpop. Poesia spericolata, che racconta il quotidiano con una energia inusuale, tracciando in ogni lirica un mondo una situazione un’esperienza di palinsesto: si passa dalla Girella al cioccolato sintetizzato alla piatta rassicurante certezza familiare di Casa Vianello. Il lettore leggendo Marco Simonelli è come se si trovasse in mano, di punto in bianco, delle polaroid solo un po’ sbiadite; o come se venisse inondato/travolto da un vagito radiofonico e da un’aurora di fosfeni impazziti alle 2 di notte con il sonno che non vuole venire. Da “canzoni di sapone” alle spericolate lodi sparate contro Cristina D’Avena, Simonelli fa il punto delle nostre esistenze con un sincero piglio à la Larry McCaffery, proiettandoci di fatto nella vita quotidiana, ahinoi, sempre più addomesticata da lobotomizzanti jingles e da ossessive pubblicità – quasi sempre eterne, senza data di scadenza, e vuoto a perdere.
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Moravia Alberto: Il conformista recensito da Bartolomeo Di Monaco

Moravia, Alberto

Il conformista

di Bartolomeo Di Monaco

Alberto Moravia è stato uno dei maggiori protagonisti del nostro Novecento letterario. Presente in ogni dibattito che riguardasse la letteratura e il nostro costume non ha mancato, come sempre avviene, di crearsi sostenitori e nemici. Ma il suo valore, a distanza di quasi venti anni dalla sua morte, avvenuta nel 1990, regge esemplarmente alla prova del tempo.
Nato a Roma il 28 novembre 1907, quest’anno, il 2007, ricorre il centenario dalla nascita. La sua scrittura limpida, che sa sapientemente amalgamare rotondità e asciuttezza, ha disegnato in modo lucido e allo stesso tempo crudele una società malata e decadente al modo che nel cinema ha fatto Luchino Visconti. Fondatore della prestigiosa rivista letteraria “Nuovi Argomenti”, passata oggi, dopo la morte di Enzo Siciliano, sotto la direzione di Dacia Maraini, Moravia si distingue per una nutrita produzione non solo di romanzi e racconti, ma anche di opere teatrali, saggi e articoli presenti sulle maggiori riviste e sui maggiori quotidiani nazionali. Tra le opere di narrativa, basterà ricordare: “Gli indifferenti”, del 1929, con il quale esordì; i racconti “La bella vita”, del 1935; “Le ambizioni sbagliate”, del 1935; “Agostino”, del 1945; “La Romana“, del 1947; “L’amore coniugale”, del 1949; “Il disprezzo”, del 1954; i “Racconti romani”, del 1954 e “Nuovi racconti romani”, del 1959; “La Ciociara“, del 1957; “La noia”, del 1961. Seguiranno altre sue opere fino a “La donna leopardo”, uscito postumo nel 1991.
“Il conformista” è del 1951 e da esso Bernardo Bertolucci trasse, nel 1970, il film omonimo, con Jean-Louis Trintignant e Stefania Sandrelli.
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Wenders: filmerò il tributo dedicato a Fabrizio De Andrè


Il Festival di Roma propone due film inediti tra reggae e canzone d’autore
Il primo racconterà il nostro poeta-cantautore, l’altro Bob Marley

Wenders: filmerò il tributo
dedicato a Fabrizio De Andrè

di ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO

Fonte: Repubblica.it

ROMA - La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d’archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l’opera di De André, ma anche un progetto preciso: “Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.
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Gian Ruggero Manzoni. L’albero di Maehwa. Intervista all’Autore.

GIAN RUGGERO MANZONI
L’albero di Maehwa
Intervista all’Autore

a cura di Giuseppe Iannozzi

1. Nel tuo ultimo romanzo, “L’albero di Maehwa”, si narra di un marchese decaduto il cui nomignolo è Nessuno. Chi è il Nessuno del tuo romanzo? E: chi oggi nella società – che nostro malgrado viviamo sulla pelle – si può bene o male definire un Nessuno?

Da un lato il Nessuno di turno è un’Europa ormai priva di una sua identità, in balia della mercificazione, del consumo, di uno pseudo-sogno americano; dall’altro è l’Ulisse di sempre alla ricerca di un senso da dare all’esistere, curioso di scoprire se tale senso nell’uomo ancora alberga e coraggioso nonché furbo al punto di sfidare la sorte come fosse costantemente seduto a un tavolo da gioco. Ma potrebbe anche essere, il mio Nessuno, colui che ha fatto del Nulla la sola possibile dimensione dell’essere, quindi il nichilista, ma di aristocratico lignaggio, alla Junger, per intenderci bene, in cui la sfida poi al Nulla diviene ragione di vita, non certo quello inebetito dal benessere, dall’omologazione e dal continuo bisogno d’avere, perché, in questo secondo caso, non si potrebbe che parlare di un nichilismo d’accatto, privo di dignità e di rispetto, del quale pare che ormai molti siano i figli, in particolare i giovani.

2. Ne “L’albero di Maehwa”, prima della vicenda personale di Nessuno e di Libero, suo grande amico, quasi un fratello, ho avuto come l’impressione che tu abbia voluto delineare la decadenza delle arti, della politica, della società, degli uomini. E’ un ritratto spietato dell’attuale società, non esiste un solo buono che si possa definire tale, tutti sono compromessi nell’avanzare pregiudizi, nel disporre ipocrisie e machiavellismi e nel fregare il prossimo. Caro Gian Ruggero Manzoni, ti chiedo dunque: è l’Italia un paese alla deriva? Se sì, per quali motivi?

Caro Giuseppe hai colto pienamente nel segno. Sì, nel mio ultimo romanzo punto l’indice d’accusa contro una società allo sbando in cui… che al potere ci sia la destra o la sinistra… sempre e solo i furbi e gli opportunisti la fanno da padroni, ma tale situazione ormai è estendibile a tutto il pianeta, non solo all’Italia. Non esistono più luoghi ancora vergini, magici, immuni dalla protervia umana. Là dove esiste un uomo votato unicamente alle logiche del potere e del privato interesse domina la corruzione, la violenza finalizzata al mantenimento di una carica e, ovviamente, l’intrigo, il ladrocinio. Sono sempre più convinto che se non succederà veramente un qualcosa di eclatante, forse di catastrofico, tali regole perverse saranno sempre, su questo pianeta, motivo portante dell’esistenza. Infine non se ne può più! La stanchezza sta prendendo il posto del resistere e il fatalismo sta scalzando ogni idealità. Siamo in balia della corrente. Nuotare per opporsi a essa è sfinente, lacerante, sempre più faticoso, forse non ci resta che fare il morto per galleggiare e seguire il flusso, ma mio padre mi diceva che sono sempre gli stronzi a stare a galla, quindi, a questo punto, direi che è quasi meglio affogare, al fine di mantenersi degni, pur di non continuare a galleggiare da morti, amorfi, ignavi, insensibili, demotivati e puzzolenti.
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Spregiudicata

Questa sera so
di whisky e di fumo,
la macchia del mio rossetto
colora il bicchiere.

Ti ho osservato le labbra
senza accorgermene: le adoro.
Mi hai baciato perduto.
Ho attraversato il tuo sguardo
e mi sono persa lontana
vedendo annegare
le mie tristezze.

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Il partigiano Johnny, di Beppe Fenoglio

Il partigiano Johnny
di Beppe Fenoglio

Edizione critica
a cura di Dante Isella
Edizioni Einaudi
Narrativa romanzo
Pagg. 527
ISBN: 9788806174668
Prezzo: € 11,50

Ritengo indispensabile una doverosa premessa: questo romanzo è stato pubblicato postumo (Fenoglio era deceduto senza completare l’opera) in una versione che mescolava, in modo del tutto arbitrario, due diverse stesure, con tutte le inevitabili lacune e contraddizioni.
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Raffaella Fico mette all’asta la sua verginità per un milione di euro

Raffaella Fico mette all’asta
la sua verginità per un milione di euro
E a Roma il primo cliente è stato multato
per aver contrattato una prestazione con un trans

di Giuseppe Iannozzi

Raffaella Fico mette all’asta - ma sarebbe meglio dire che vende - la sua presunta verginità.
Dopo questo annuncio shock credo sia ovvio che la crisi c’è e che ha investito tutti i settori, compreso quello dello spettacolo. Così mentre grazie all’onorevole ministro Maria Rosaria Carfagna e alla lunga mano della provvidenza fascista del primo cittadino di Roma Gianni Alemanno, un povero meccanico di 23 anni si becca la prima multa di 200 € per aver tentato d’andare a puttane, Raffaella Fico, concorrente del Grande Fratello 8, ci mette tutti in ginocchio vendendo la sua verginità! Il povero 23enne, che era un acceso sostenitore di Alemanno, dopo esser stato multato ha dichiarato: “Questo provvedimento può essere utile ma di sicuro non lo rivoterò”. E’ dunque giusto presumere che il 23enne non acquisterà la verginità di Raffaella Fico, poiché già salassato dall’ordinanza di Alemanno. Il meccanico è stato bloccato nel pomeriggio di martedì dai vigili urbani dell’VIII Gruppo, guidato dal comandante Antonio Di Maggio, mentre contrattava una prestazione con un transessuale brasiliano in via Longoni, nell’estrema periferia est di Roma, vicino alla via Prenestin. Era di ritorno dal lavoro. “Non sapevo nulla di questa ordinanza. La mia è una trasgressione innocua. Mi sono alzato questa mattina alle 6 per andare a lavorare ed ora, stavo tornando a casa e sono passato di qua: se ci stanno queste uno ci va”.
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Jurij Družnikov: Il primo giorno del resto della mia vita, il capolavoro del geniale autore russo

Jurij Družnikov

Jurij Družnikov
Il primo giorno del resto della mia vita
Il capolavoro del geniale autore russo
recentemente scomparso

di Giuseppe Iannozzi

Con l’ascesa di Stalin il territorio russo ha cambiato definitivamente il suo volto, sia quello del passato legato agli zar sia quello futuro. Stalin fu il male dell’Unione Sovietica, il canchero più duro, che ancor oggi resiste nonostante il processo di destalinizzazione sia in atto da più di mezzo secolo. A partire dal 1928 la storia della Russia l’ha fatta l’uomo d’acciaio, così era difatti soprannominato Josif Vissarionovič Džugašvili. Altro soprannome era Koba, ovvero l’indomabile. C’è del vero in questi soprannomi: mai prima di Stalin uomo mortale era riuscito a ridurre un paese sterminato come la Russia ai propri piedi. Stalin non è solo il Capo della Russia, è soprattutto il Capo del Partito Comunista, di un partito riveduto e corretto secondo la volontà d’un singolo uomo. Il Comunismo diventa presto stalinismo, quello mirabilmente ritratto nel romanzo-denuncia di George Orwell, “La fattoria degli animali”. Orwell ci spiega per mezzo della fattoria che “tutto il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in modo assoluto”, ne consegue che lo stalinismo è in sostanza la dichiarazione che tutti sono uguali ma solo alcuni eletti sono più eguali di tutti gli altri. Nella fattoria orwelliana si legge difatti:“Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)”. La critica che George Orwell porta all’URSS è fortissima, così tanto da incontrare l’ostilità degli ambienti di sinistra dello stesso Regno Unito. Gli editori accusano lo scrittore perché “avrebbe offeso molta gente, soprattutto per il fatto d’aver scelto come classe dominante i maiali”. Ciò nonostante il libro esce e nell’arco degli anni acquista sempre più consensi, così tanti da diventare in breve tempo un classico.

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Quale Angelo

Non ho mai saputo
quale angelo tu fossi
o per quali vie storte
ti conobbi e perché forse
di te m’innamorai, tu
che mentre scendevi
i gradini sembravi salirli.

Non ho mai saputo neppure
perché tra i tanti bagliori
di situazioni impreviste
ciniche e crudeli in mutar
di comparse del tuo intelletto
mi accecasti con sotterranee
evoluzioni offrendomi
d’un enciclopedico tuo scrivere
versi di un non v’è sole
che non sia lumiera.

dedicata a kinglear
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Alitalia: chi ci capisce è bravo, di Renzo Montagnoli

Alitalia: chi ci capisce è bravo

di Renzo Montagnoli

La vicenda è sotto gli occhi di tutti ed è tipica di quanto accade da tempo nel nostro paese. Questo carrozzone, perché di carrozzone si tratta, è sempre stato gestito con criteri clientelari, senza trasparenza e oculatezza. Cosa sia costata fino a ora alla collettività è di difficile quantificazione, ma sicuramente si tratta di una cifra elevatissima. Nonostante questo, anche per la concorrenza di un mercato sempre più agguerrito, poco a poco si è ridotta in stato fallimentare.

Il precedente governo così si decise a venderla e ottenne l’offerta solo di Air France, progetto poi fallito, sia per l’intransigenza dei sindacati, sia per la turbativa da parte dell’attuale premier.

Ora siamo arrivati al momento cruciale, a un progetto di sistemazione che sembra partorito da menti eccelse, ma che, secondo me, è una vera e propria fregatura.

Diciamo che è stata costituita una nuova società, a cui sono state conferite parte delle attività dell’Alitalia, che finisce con il restare un osso senza polpa, che dovrà essere liquidato, sulla base della legge Marzano, opportunamente modificata. E’ infatti inequivocabile che, stante lo stato d’insolvenza pronunciato nei giorni scorsi dal Tribunale di Roma, senza modifiche alle leggi esistenti (è stato provveduto tempestivamente) quel conferimento di attività si estrinsecherebbe in una serie di reati, penali, che vanno dalla bancarotta fraudolenta a quella preferenziale.
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Alessio Lega: Compagnia Cantante, tutto il disco scaricabile gratis da bielle.org

Alessio Lega

Compagnia Cantante
è il CD - arrangiato dal contrabbassista Roberto Bartoli - allegato al mio libro “Canta che non ti passa” edito da Stampa alternativa, uscito nel giugno di quest’anno.

http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=978-88-6222-039-2

Essendo parte integrante di questo libro non lo trovate col suo proprio nome, ma viene distribuito in libreria come parte integrante, non separabile, del progetto editoriale.

Il suo inserimento nella cinquina dei finalisti per la Targa Tenco, categoria interpreti, è cosa che mi riempie di orgoglio e che m’ha colto del tutto alla sprovvista.
Ancora una volta sono grato a chi mostra di valutare così favorevolmente un progetto culturale, una passione, un disco in cui ho effettivamente creduto molto,  e in cui ho fatto di tutto per rendere giustizia ai “miei” autori traducendoli e cantandoli in italiano: Brassens, Llach, Leprest, Bruant, Fanon, Tachan, Perret, Laffaille, Gainsbourg, Okudzava, Utgé-Royo, Moustaki, Kryl, Vysotskij, Branco, Nohavica, Ferré.

Per ovviare a ogni problema di reperibilità del CD in sé, in osservanza del contratto Creative Commons con cui è stato pubblicato, e per rispondere all’entusiasmo di tanti amici e giornalisti con l’entusiasmo della condivisione…

Trovate l’intero disco scaricabile dal sito www.bielle.org

http://www.bielle.org/2008/News/0910compagnia.htm

Buon ascolto

Alessio Lega

Il blog ufficiale: http://venditordisassi.splinder.com/

Il sito ufficiale: http://www.alessiolega.it/

Ulteriori info su Venditordisassi

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Smettila di cercarmi un fidanzato!

Ora, non è che io sia allergica ai maschi. E neanche sono lesbica. Semplicemente sono sfigata. Ed è la verità. La mia vita sentimentale, infatti, è costellata da miriadi di primi appuntamenti, pochi secondi, e neanche l’ombra di terzi.
Non è colpa mia, giuro, non sono poi così complicata, lo voglio solo bello, colto, stronzo, porco e pazzo di me. Tanto? Ehm… sì vabbè, forse sono un po’ pretenziosa, ma non è impossibile! Vi porto ad esempio i cinque soggetti che sono stati più assurdi nel corso della mia breve ma intensa vita da playgirl.

Soggetto A
: si presenta in infradito, no comment sulla pulizia delle unghie. Lato positivo: è ironico. Lato negativo: non capisco la sua ironia del cazzo.

Soggetto B: apre la portiera della macchina, compra rose, recita versi. Lato positivo: è romantico. Lato negativo: non mi piacciono quelli romantici.

Soggetto C: sta tutta la sera a parlare di quanto sua madre gli rompa i coglioni. Lato positivo: non è mammone. Lato negativo: mi tritura le ovaie.

Soggetto D: parla per telefono di come mi smonterebbe, rimonterebbe, di lato, di sotto, di sopra, da dietro, davanti, e poi dal vivo è timido come un verginello. Lato positivo: viva il sesso al telefono! Lato negativo: sì ma dal vivo niente?

Soggetto E: dopo mezz’ora di chiacchiere, allunga la mano sotto il tavolo e me la mette sulla coscia, proprio per non farmi capire che vuole solo sesso. Lato positivo: almeno si tromba. Lato negativo: ce l’ha piccolo come quello di un criceto.

E questo è per mia madre, che mi legge: MAMY, ORA HAI CAPITO PERCHè SONO SINGLE? E SMETTILA DI CERCARMI UN FIDANZATO, IL MERCATO NON OFFRE MOLTO!