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Crozza invita a Crozza Italia Live Berlusconi per una sfida all’ultima battuta (comica)!

Crozza invita a Crozza Italia Live Berlusconi
per una sfida all’ultima battuta (comica)!

di Giuseppe Iannozzi

Silvio Berlusconi si rivolge ai “suoi” ministri al governo e l’esplicito invito è quello di non partecipare a trasmissioni televisive dove manca il contraddittorio. L’invito viene portato, secondo alcune indiscrezioni, nel corso del Consiglio dei Ministri: non ci si può sbagliare, il Premier ce l’ha su con Maurizio Crozza. L’accusa che gli muove contro è quella di mettere in difficoltà gli ospiti con domande che lui, Crozza, ha avuto il tempo di preparare nel corso di una settimana, mentre così no chi dovrebbe rispondergli - in genere nel giro di pochi secondi. Crozza subito porta la sua replica all’attenzione del Premier: “Ringrazio il presidente del Consiglio che, nonostante tutte le cose importanti che ha da fare, trova sempre un minuto per me, è davvero carino. In ogni caso non voglio sfuggire al dibattito, riconosco che è vero: io preparo le domande con anticipo e un povero ministro deve rispondere al volo. Gli verremo incontro: domenica prossima, in diretta farò qualche domanda a Berlusconi, e lui avrà una settimana per pensare alle risposte. Lo aspettiamo dunque in diretta la domenica successiva, 7 dicembre, ultima puntata di Crozza Italia Live. Venga, Presidente!».
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La Carfagna dalla Bignardi: «I miei valori? Dio, Patria e famiglia»

La Carfagna dalla Bignardi: «I miei valori? Dio, Patria e famiglia»

di Giuseppe Iannozzi

La Carfagna in tv, ospite di Daria Bignardi, alle Invasioni barbariche: «Berlusconi ha tanti difetti. Se fosse stato mio padre non gli avrei permesso di tingersi i capelli». E la domanda spunta spontanea: quali capelli? Il Premier è tutt’altro che un capellone. La ministra ha indicato un solo difetto del Premier, pur sottolineando che ne ha tanti. Che fosse calvo e colorato lo sapevamo già, non c’era proprio bisogno che la ministra rimarcasse questo difetto del Presidente del Consiglio in tv.
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Liberazione scarica Santoro: «È antisatira, come Bondi»

Liberazione scarica Santoro:
«È antisatira, come Bondi»

Sansonetti attacca il conduttore «amico»: clamoroso scivolone. Ferrero: «Equivalenza impossibile»

Fonte: Corriere.it

ROMA — Ormai sono una cosa sola, una specie di censore bifronte, mezzo Sandro Bondi, mezzo Michele Santoro. Il ministro che inveisce contro il «ributtante» Glob e il giornalista rosicone che mal sopporta la sua imitazione su Rds, il primo che scrive a Petruccioli, il secondo che fa scrivere dagli avvocati, due estremi che si sono incontrati, praticamente la stessa persona. Così almeno li vedeLiberazione che alla rara mutazione politica ieri ha dedicato un commento da prima pagina.
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Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin - Nailin’ Paylin, le prime immagini del film che ha già eccitato milioni di americani

Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin

Nailin’ Paylin, le prime immagini del film
che ha già eccitato milioni di americani

di Giuseppe Iannozzi

Larry Flynt lo sa che ogni promessa è debito e neanche questa volta si è tirato indietro: il film su Sarah Palin è in dirittura d’arrivo e in rete già girano alcune foto, e su YouTube, nonostante la censura adoperata, sono tantissimi i filmati dedicati a Nailin’ Paylin. C’è da scommetterci che questo film batterà ogni record: il sogno americano incarnato in Sarah Palin sta finalmente per venire ed è già orgia di americani e non pronti a lavorare di mano davanti agli schermi.
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Il colaninno amoroso - Crozza e Mietta cantano la nuova Alitalia

Il colaninno amoroso
Crozza e Mietta cantano la nuova Alitalia

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La Carfagna a Matrix miagola nella parte della vittima

La Carfagna a Matrix miagola
nella parte della vittima
Mentana accomodante è meno d’una comparsa

di Giuseppe Iannozzi

«Anche la televisione italiana è maschilista. Ho lavorato in programmi in cui non mi hanno fatto parlare per un anno». A parlare è il Ministro Carfagna: «Sono sopravvissuta perché ho le spalle larghe e sono più forte di quanto non immaginassero. C’è un tempo per tacere e uno per parlare». Ed ancora: «Quando è esplosa una polemica fatta di illazioni e insinuazioni, talune volgari, se avessi risposto quel che volevo avrei dovuto aprire una rissa. E la rissa genera violenza. [...] Sono stata vittima di questo, perché sono una donna, una giovane. Ho provato ad immaginare le ragioni di questo equivoco: il maschilismo imperante di questo Paese. E la presunzione di ignoranza per cui di un uomo che fa politica si pensa comunque che sia bravo e preparato, e di una donna che fa politica, invece, che sia stata fortunata o abile nel farsi sostenere da qualcuno». E riferendosi a Berlusconi: «Ama fare battute galanti e spesso atteggiamenti che sembrano sopra le righe sono frutto della sua ingenuità».
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Ilary Blasi nuda a “Le Iene”

Ilary Blasi nuda a “Le Iene”
Tutta colpa del vestito sexy

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Su La7 torna Lilli Gruber ma non Otto e mezzo

Su La7 torna Lilli Gruber
ma non Otto e mezzo

Torna Lilli Gruber ma non torna “Otto e mezzo”.
Su La7 il programma, ora condotto dalla Gruber al posto di Giuliano Ferrara, rischia di rivelarsi uno dei più mastodontici flop dell’appena inaugurata stagione televisiva.

Dopo aver lasciato il Tg1, la Gruber aveva raccolto al Parlamento europeo una marea di voti: ma il suo mandato sta per scadere e così la Gruber ha pensato bene di tornare a fare televisione.

Con il politichese-sindacalese in bocca, la Gruber sbarca su La7, ma non buca lo schermo.

Giuliano Ferrara
sapeva essere irritante, al limite della provocazione fine a sé stessa, e proprio per questo “Otto e mezzo” era trasmissione che arrivava ai telespettatori d’ogni razza e padrone: con Ferrara “Otto e mezzo” prima che informazione era uno spettacolo low down trash, ovvero una marea di chiacchiere di quart’ordine; e funzionava. Oggi con la Gruber più doll che mezzobusto, freddissima e attillatissima, aristocratica-spartana non poco buffa e imbarazzante con la  puzza sotto il naso che male recita la parte della sindacalista, non riesce a staccare neanche un sorriso d’amarezza a chi la guarda attraverso lo schermo.

Compagno di sventura della Gruber è Federico Guiglia.

La nuova stagione di “Otto e mezzo” merita una piena insufficienza, un bel 2 per contenuti e condotta.

Giuseppe Iannozzi

Marco Simonelli, Palinsesti, Editrice Zona

Marco Simonelli
Palinsesti

S. Kessler, Ridge e Brooke, Ken e Barbie, la Cueva, Holly e Benji, Wanna Marchi… Ogni stella ca[n]dente, indistintamente s-oggetto e persona, è uno schianto di meteora dello Star System (esemplare la parabola di Superman), l’ante[n]nato fondale a luci intermittenti (galassia e buco nero) che senza posa si (e ci) ri-scrive. Appunto Palinsesti, ossia ri-produzione di una “letteratura” (e annessa mitologia) biodegradabile, torchiata sulla vanitas dell’usa-e-getta patinato e destinata a perdersi nell’eco breve dello stretto tempo televisivo. E paradossalmente, consegnata al megafono metrico, quasi per contrappasso, a divenire invece memorabile. (Zapping, di Federico Scaramuccia).

L’ho letto Marco Simonelli.
E’ la poesia che da anni aspettavamo per entrare finalmente in contatto con l’aliena società che viviamo/subiamo – in maniera passiva a novanta gradi, o in piedi ma a sognare a occhi aperti, noi eterni bambocci sul campo da calcio di uno spokon manga giapponese. “Palinsesti” è la nevralgia del vivere che conosciamo solamente attraverso le reti televisive private e di Stato.“Palinsesti” è l’imperativa necessità di oggi: poesia avantpop. Poesia spericolata, che racconta il quotidiano con una energia inusuale, tracciando in ogni lirica un mondo una situazione un’esperienza di palinsesto: si passa dalla Girella al cioccolato sintetizzato alla piatta rassicurante certezza familiare di Casa Vianello. Il lettore leggendo Marco Simonelli è come se si trovasse in mano, di punto in bianco, delle polaroid solo un po’ sbiadite; o come se venisse inondato/travolto da un vagito radiofonico e da un’aurora di fosfeni impazziti alle 2 di notte con il sonno che non vuole venire. Da “canzoni di sapone” alle spericolate lodi sparate contro Cristina D’Avena, Simonelli fa il punto delle nostre esistenze con un sincero piglio à la Larry McCaffery, proiettandoci di fatto nella vita quotidiana, ahinoi, sempre più addomesticata da lobotomizzanti jingles e da ossessive pubblicità – quasi sempre eterne, senza data di scadenza, e vuoto a perdere.
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Vladimir Luxuria senza veli e senza peli sulla lingua

Vladimir Luxuria senza veli

e senza peli sulla lingua

“Sono stata corteggiata da famosi della politica e della tv. Ma non volevano amore, cercavano solo una botta e via”.

“Mi piacciono gli uomini, ma anni fa ho amato una donna, Sarah, con cui ho condiviso tutto. Adesso vive in un paesino che sta di fronte all’isola di Wight, ha due figli ed è ancora molto bella”.

“Molti trans si prostituiscono ed è successo anche a me. Per fortuna è durato poco, era un momento difficile. Però, capisco chi lo fa: prova ad andare a chiedere un posto da commessa o a fare un concorso alle Poste se sei trans!”

“In Parlamento ci sono tanti omosessuali e soprattutto a destra tendono a non dirlo. Credo che l’outing sia orrendo ma chi ha una posizione di rilievo dovrebbe fare coming out, cioè dichiararsi, sarebbe più etico”.

“Ho accettato per provare a vivere lontano da tutto e perchè Simona mi è simpatica. Giorgio Gori, poi, all’aeroporto di Fiumicino, un giorno mi ha aiutata con le valigie e io non ho dimenticato questa sua gentilezza. Ma mi hanno fatto arrabbiare quelli che hanno detto che all’inizio avevo rifiutato per alzare il prezzo. [...] Se dovessi vincere, l’ho messo a contratto, metà del premio andrà a bambini disagiati: visto che non potrò averne di miei, cerco di aiutare quelli in difficoltà. Con il resto, vedremo. Per me, comunque, sarà già una vittoria non mollare finchè il pubblico mi voterà”.

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Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set - Il truccatore dei morti di Zingales


© immagine di copertina di Marco Scalici

Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales

A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.

Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.

In anteprima assoluta
vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.

Giuseppe Iannozzi

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Sono Silvio Berlusconi e vorrei comprare i coltelli

«Sono Silvio Berlusconi
e vorrei comprare i coltelli»

«Pronto? Sono Silvio Berlusconi e vorrei comprare i coltelli». A darcene notizia è Mario Prignano sul prestigioso settimanale «A», in edicola da oggi: «Quando al centralino della televisione hanno sentito qualcuno che diceva di essere il presidente del Consiglio e voleva acquistare dei coltelli, hanno pensato a uno scherzo. Fino a quando il compratore non ha comunicato il numero della carta di credito e l’indirizzo di Arcore al quale far recapitare la merce». Allora ci hanno creduto.
Il nostro amato Premier, a quanto pare, ama anche fare shopping attraverso le televendite, televendite che proprio lui, grazie all’affilato acume proprio di un grande businessman, ha saputo esportare dagli USA anche qui in Italia, facendone in alcuni casi dei veri e propri programmi cult se non addirittura dei tormentoni. Continua..

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Mara Venuto su SkyVivo di e con Maurizio Costanzo

Mara Venuto

Il blog di Mara Venuto:

http://www.ilblorumdimara.blogspot.com/

Domani, 12 giugno 2008, dalle 11 alle 13
Mara Venuto autrice di “Leggimi nei pensieri”
sarà ospite di “Stella”
il programma interattivo di e con Maurizio Costanzo

che si può seguire sia su internet, in streaming,
che in televisione su SkyVivo

Cicorivolta edizioni

Mara Venuto - Leggimi nei pensieri (In 15. Donne, uomini, ragazzi, vecchi, una bambina: brainstorming in libertà) - Cicorivolta edizioni - collana i quaderni di Cico -ISBN 978-88-95106-16-8 - aprile 2008 - pp. 121 - € 11,00  

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Intervistatore 
leggi anche
 
la prima intervista a Mara Venuto

a cura di Giuseppe Iannozzi

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Henry Jenkins - Cultura convergente

A cura di Mario Ughi

Titolo: Cultura convergente
Autore: Jenkins Henry
Prezzo: € 22,00
Dati: 2007, XLVIII-368 p., ill., brossura
Traduttore: Susca V.; Papacchioli M.; Sala V. B.
Editore: Apogeo (collana Apogeo Saggi)

Quanti ritenevano inevitabile una collisione distruttiva tra vecchi e nuovi media dovranno ricredersi: internet non ucciderà la televisione così come la televisione non ha ucciso il cinema. La rivoluzione alla quale stiamo assistendo è il risultato della diversificazione e modificazione degli strumenti atti a veicolare i contenuti, nonché della loro evoluzione: computer e cellulari non solo si trasformano in televisione, stereo e telecamera, ma facilitano la distribuzione dei prodotti che con quegli stessi dispositivi si possono creare. In questo modo i contenuti della comunicazione possono essere elaborati e adattati a una sempre più vasta e diversificata condivisione.
Si apre così uno scenario di produzione e fruizione culturale del tutto nuovo, molto spesso osteggiato dalle grandi Major e dai Network broadcast, ma col quale è ormai necessario fare i conti. La trasmissione broadcast (da uno a molti) si aspetta dei consumatori passivi, prevedibili e in qualche modo facili all’indottrinamento, pronti a fruire acriticamente i format dell’intrattenimento decisi dall’alto e dall’alto imposti, spettatori immobili e quasi ipnotizzati di fronte alla scatola che trasmette contenuti sui quali è impossibile intervenire. Oggi invece per il consumatore diventa possibile l’appropriarsi di una canzone, per esempio, e trasformarla utilizzandola come colonna sonora per un video da trasmettere in internet o come file da condividere sul computer. E’ diventato molto facile interagire con immagini, suoni e informazioni, creando nuovi contenuti o utilizzando i vecchi in contesti nuovi. E’ la nascita di una cultura popolare, intesa come proprietà di chi la recepisce, se ne appropria e la reinventa in formule diverse per poi ridistribuirla, una cultura partecipativa, che non risente dell’acceso dibattito tra chi sostiene che tutto si riduce ad un “copia e incolla” e quanti invece affermano che la rielaborazione è alla base della creatività.
Aspetto non irrilevante di queste modalità di fruizione (e produzione) è la possibilità di interagire con persone che coltivano gli stessi interessi, a prescindere dalla collocazione geografica, magari aventi caratteristiche personali di approccio ai media e competenze specifiche, usufruendo quindi di una forma di scambio e confronto e apprendimento reciproco. Si assiste alla formazione di comunità eterogenee che hanno come come motivazione comune la passione per un prodotto televisivo o cinematografico, fino ad arrivare alla creazione di veri e propri “mondi paralleli” caratterizzati da quella che Jenkins definisce intelligenza collettiva distribuita. La fortuna di alcuni reality quali Survivor, versione americana dell’isola dei famosi, si deve in gran parte all’opera delle comunità di fan che alla ricerca di informazioni sul possibile vincitore (Survivor viene registrato per intero prima della messa in onda) ingaggiano un duello con i produttori i quali a loro volta sono ben felici di sfruttare il fenomeno per massimizzare gli ascolti e fidelizzare gli spettatori. Tale atteggiamento aperto verso la condivisione delle informazioni potrebbe rivelare potenzialità interessanti, una volta che giungesse ad esprimersi in campi quali la politica o l’attivismo sociale, e Jenkins interpreta questo fenomeno come un allenamento al pensare collettivamente, abilità che poi consentirebbe peculiari sviluppi alle modalità di partecipazione al vivere sociale. Continua..

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Rachael Ray e la kaffiyeh per la Dunkin’ Donuts

Rachael Ray
e la kaffiyeh per la Dunkin’ Donuts

di Giuseppe Iannozzi

Rachael Ray, la pin up della cucina made in America, è stata censurata per via di uno spot che ha girato. No, non è apparsa nuda. Molto più banalmente indossava una kaffiyeh, la tradizionale sciarpa palestinese. Un putiferio: i neocon subito si sono scagliati contro Rachael Ray additandola pericolosa nemica. La sciarpa è stata indicata prima come simbolo dell’intifada contro Israele, poi della Jihad, ovvero della guerra santa islamica contro l’America.
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Gianfranco Fini assolve i neofascisti! Nicola Tommasoli è morto

Gianfranco Fini
assolve i neofascisti!
Nicola Tommasoli è morto

di Giuseppe Iannozzi

Durante il notiziario Studio Aperto, uno dei due amici che era con Nicola Tommasoli, vittima del pestaggio a morte da parte di cinque neofascisti, ha raccontato: “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi, uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perché ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo essere lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti, ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì - dice l’amico, riferendosi alla rianimazione - si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.

E’ clinicamente morto Nicola Tommasoli, il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato picchiato a sangue la notte del primo maggio. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione per l’accertamento della morte. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti. Vincenzo Stingone, il questore di Verona, si è così espresso: “Il pestaggio non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante è stato proprio quella sigaretta negata ai cinque giovani ultras”.
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Silvia Burgio è una donna

Silvia Burgio è una donna

Silvia Burgio , una delle concorrenti più popolari dell’ottava edizione della trasmissione Grande Fratello , si è sottoposta a Trieste all’operazione che ha cambiato la sua identità sessuale. L’intervento - come riporta oggi il quotidiano Il Piccolo di Trieste - è avvenuto al Centro universitario per la diagnosi e la terapia dei disturbi di identità di genere dell’ospedale di Cattinara dove dal 1994 al 2007 si sono sottoposte a questo tipo di intervento 213 persone.
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Santoro nell’occhio del ciclone

Santoro nell’occhio del ciclone
Grillo in tv e il presidente Rai Petruccioli
«Vergogna per il Servizio Pubblico»

«Ieri sera Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi». Con una nota il presidente della Rai Claudio Petruccioli sferza il conduttore, che - nell’ultima puntata di Anno Zero - ha trasmesso lunghi spezzoni del V-day torinese di Beppe Grillo.

Aggiunge Petruccioli: «Il danno, l’umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell’ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l’appalto - di fatto - della Tv Pubblica a Terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono “zone franche”. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano e con la Rai collaborano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del Servizio Pubblico».
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Carlo Croccolo dopo 46 anni si ricorda della cellulite di Marilyn

Carlo Croccolo dopo 46 anni
si ricorda della cellulite di Marilyn

di Giuseppe Iannozzi

Ogni tanto spunta qualcuno… che ha un segreto… e che non ci tiene a portarlo con sé nella tomba.
E’ questa la volta dell’attore Carlo Croccolo, oramai 81enne, che oggi ci ricorda d’aver intrattenuto una breve relazione con Marilyn Monroe, d’averla amata davvero tanto, ma proprio tanto nonostante avesse un po’ di cellulite.
E lo scoop?

Semplice, non c’è.
C’è però Croccolo che ci assicura che sì, Marilyn Monroe aveva un po’ di cellulite.
«Sì, purtroppo è vero. Marilyn Monroe e io abbiamo avuto una storia d’amore. E’ durata soltanto tre mesi ma io ero pazzamente innamorato di lei. Solo che stare con lei era un inferno e io, alla fine sono fuggito».
Croccolo
oggi interpreta il pescatore Totonno nella fiction «Capri» in onda sulla Rai.
Forse qualcuno si ricorda di Croccolo anche per esser stato la spalla di Totò in quel capolavoro all’italiana che è “Signori si nasce”, e in “47 morto che parla”, “Miseria e nobiltà”, “Totò lascia o raddoppia?”.

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Richard Quest volto Cnn in manette

Richard Quest volto Cnn in manette

Il giornalista è stato accalappiato al Central Park
con una corda intorno al collo e un fallo in uno stivale

Uno dei volti più noti della Cnn, Richard Quest, se l’è vista brutta, si fa per dire ovviamente, poiché il giornalista è conosciuto dal grande pubblico anche per le sue performances al limite dell’eccesso e della provocazione più trash. In ogni caso Quest, giornalista britannico, 46 anni, è stato arrestato al Central Park di New York, la notte tra giovedì e venerdì. La polizia lo ha ammanettato che aveva ancora una corda intorno al collo e non poteva mancare anche una bella dose di droga. Stando a quanto riferisce il tabloid New York Post, il cronista aveva una corda intorno al collo che gli legava anche i genitali, oltre a un fallo di gomma infilato in uno stivale. Era in compagnia di un altro uomo, e stavano forse perfezionando dei giochi erotici con un po’ di brivido di troppo provando a farlo in luogo pubblico. Non fosse stato per la droga, probabilmente Quest si sarebbe beccato un paio di simpatiche sculacciate per atti osceni in luogo pubblico, e morta lì. Purtroppo per lui è stato pizzicato nel parco dopo l’una di notte - ed è fatto esplicito divieto a tutti la frequentazione del parco dopo il coprifuoco che scatta all’una - e per giunta in possesso di stupefacenti. Gli agenti che gl’hanno frugato nelle tasche hanno trovato un pasticca di metanfetamina, utilizzata come stimolante sessuale. E così sono scattate le manette.
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