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Lettere a nessuno, un Moresco trash da evitare

Lettere a nessuno
Un Moresco trash da evitare

di Giuseppe Iannozzi

Ennesimo libro spazzatura per Antonio Moresco che con “Lettere a nessuno” e le sue quasi 800 pagine ci propone una pletora di paranoie ombelicali ottime soltanto per mandare al Creatore eventuali scarafaggi che abbiano trovato ricovero negli angoli più ascosi delle nostre librerie casalinghe.
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Sexpolitik 2009 il calendario delle studentesse pro Gelmini

Sexpolitik 2009 il calendario delle studentesse pro Gelmini

di Giuseppe Iannozzi

Dodici studentesse (universitarie dai 19 ai 33 anni) si spogliano per la Gelmini, o meglio per sostenere la riforma Gelmini. Chissà come mai a destra, in politica, ci si debba sempre spogliare, a dispetto della Chiesa che condanna il nudo femminile, l’esibizionismo, la mercificazione del corpo umano, ecc. ecc. Sia come sia, dodici figliole - non troppo belle a ben vedere - per dimostrare che loro sono proprio anima e corpo con il decreto della Gelmini si mettono a nudo: il risultato è un calendario, che senz’ombra di dubbio è il più trash degli ultimi anni. Le ragazze non sono granché e lo scopo e tutt’altro che nobile. Sexpolitik 2009 il calendario delle studentesse pro Gelmini è proprio brutto, un pezzo da collezione per gli amanti del trash estremo.

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Corrado Augias, Remo Cacitti. Inchiesta sul Cristianesimo. Tutti i buchi dell’inchiesta, di Massimo Introvigne

Tutti i buchi dell’Inchiesta

di Massimo Introvigne

fonte: Avvenire, 24 settembre 2008

La fede crede che Gesù sia risorto. La scienza sa che Gesù non è risorto, perché i morti non risorgono. La fede crede che i quattro Vangeli ci trasmettano il messaggio di Gesù Cristo. La scienza sa che non è così. La fede crede che la Chiesa ci permetta d’incontrare ancora oggi nella storia Gesù di Nazaret attraverso la continuità dell’istituzione da lui fondata. La scienza sa che Gesù non ha fondato nessuna istituzione, e che la Chiesa come la conosciamo semmai deriva dall’imperatore Costantino. Tesi che risalgono all’Illuminismo, e che riposano su una concezione assolutista della scienza definitivamente decostruita da Adorno e Horkheimer in poi, senza dimenticare la meta-scienza di Popper? Purtroppo no: lo scientismo è un passato che non vuole passare, come conferma un aspirante best seller in cerca di lettori, Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione (Mondadori, Milano 2008), confezionato sulla scia del successo del suo precedente Inchiesta su Gesù dal giornalista Corrado Augias, che questa volta intervista il professor Remo Cacitti, docente di Storia del cristianesimo antico all’Università di Milano.
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Franz Krauspenhaar: la volgarità della non-scrittura

Franz Krauspenhaar: la volgarità della non-scrittura

di Giuseppe Iannozzi

Il libro “Era mio padre” scritto da Franz Krauspenhaar è una schifezza totale, senza ritegno alcuno; un romanzetto infarcito di volgarità sparate a tutto spiano, nonché da una masochistica voglia di piangersi addosso sempre urlando però. L’autore rivela soltanto l’incapacità di dar corpo a una narrazione che abbia una qualsivoglia parvenza di comprensibilità: manca la trama, mancano i personaggi. In verità manca tutto in questa pletora di parole condita da una marea di inutili puntini di sospensione; manca tutto tranne Krauspenhaar e suo padre, che invece d’incontrarsi - o anche solo di sfiorarsi per un attimo - idealmente per un dialogo, danno sempre e solo voce al loro egotismo al pari di primedonne mancate.
Non bastano davvero due voce isolate per poter dichiarare d’aver scritto un romanzo. Purtroppo “Era mio padre” di Franz Krauspenhaar può forse solo ambire ad essere etichettato come diario personale o, per un eccesso di critica generosità, lialesco, giovanilistico à la Federico Moccia, pur non accogliendo la romantica spontaneità narrativa della generazione tre metri sopra il cielo.
In realtà non siamo di fronte a un libro: chi oggi dovesse leggere “Era mio padre”, purtroppo si troverà a dover fare i conti con un diario molto personale, scritto male e con eccessi di gratuita volgarità per giunta. Ottimo esempio di non-scrittura questo “Era mio padre”, che ci viene da un quasi cinquantenne incapace di risolvere le proprie contraddizioni interiori per far finalmente posto all’anima o al suo surrogato.


Era mio padre - Franz Krauspenhaar - collana Le vele - Fazi editore - € 16,50

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L’Unità minaccia il Ministro Brunetta puntandogli contro la pistola! E’ scandalo

L’Unità minaccia il Ministro Brunetta
puntandogli contro la pistola! E’ scandalo

a cura di Giuseppe Iannozzi

“La satira è sacrosanta. Bisogna evitare in materia le polemiche. Ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta pubblicata nell’inserto satirico allegato all’Unità”. Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, polemizza sull’affondo del giornale, diretto da Concita De Gregorio, al ministro per la Pubblica Amministrazione.
Sergio Staino, direttore dell’inserto satirico Emme, si scusa con i lettori e il ministro quando la frittata è già bell’e fatta: “qualche lettore può interpretarla in modo da sembrare un invito all’uso delle armi, né io, né Biani, né l’intera redazione di Emme, abbiamo alcuna difficoltà a chiedere scusa a questi lettori, Ministro Brunetta, ovviamente, compreso”.
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Su La7 torna Lilli Gruber ma non Otto e mezzo

Su La7 torna Lilli Gruber
ma non Otto e mezzo

Torna Lilli Gruber ma non torna “Otto e mezzo”.
Su La7 il programma, ora condotto dalla Gruber al posto di Giuliano Ferrara, rischia di rivelarsi uno dei più mastodontici flop dell’appena inaugurata stagione televisiva.

Dopo aver lasciato il Tg1, la Gruber aveva raccolto al Parlamento europeo una marea di voti: ma il suo mandato sta per scadere e così la Gruber ha pensato bene di tornare a fare televisione.

Con il politichese-sindacalese in bocca, la Gruber sbarca su La7, ma non buca lo schermo.

Giuliano Ferrara
sapeva essere irritante, al limite della provocazione fine a sé stessa, e proprio per questo “Otto e mezzo” era trasmissione che arrivava ai telespettatori d’ogni razza e padrone: con Ferrara “Otto e mezzo” prima che informazione era uno spettacolo low down trash, ovvero una marea di chiacchiere di quart’ordine; e funzionava. Oggi con la Gruber più doll che mezzobusto, freddissima e attillatissima, aristocratica-spartana non poco buffa e imbarazzante con la  puzza sotto il naso che male recita la parte della sindacalista, non riesce a staccare neanche un sorriso d’amarezza a chi la guarda attraverso lo schermo.

Compagno di sventura della Gruber è Federico Guiglia.

La nuova stagione di “Otto e mezzo” merita una piena insufficienza, un bel 2 per contenuti e condotta.

Giuseppe Iannozzi

Franz Krauspenhaar: “Era mio padre”

Franz Krauspenhaar: “Era mio padre”

di e a cura di G. Iannozzi


Franz Krauspenhaar è un’altra Liala con le braghe

Franz Krauspenhaar ringrazia Iannozzi

Intervista a Franz Krauspenhaar

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Cosimo Argentina e l’Italia in un pallone di cuoio

Cosimo Argentina
e l’Italia in un pallone di cuoio

di Giuseppe Iannozzi

Cosimo Argentina è nato a Taranto nel 1963 e vive in Brianza dal 1990. Ha esordito nella narrativa nel 1999 con Il Cadetto (Marsilio) e nel 2002 ha pubblicato Bar Blu Seves per lo stesso editore. Ha pubblicato racconti e poesie in varie riviste e quotidiani.Nonostante la storia, che se non altro c’è, senza farne il simbolo d’una tendenza e d’una moda scrittoria,

“Cuore di Cuoio”  edito da Sironi è l’ennesimo esempio di come si preferisca il facile narrare alla letteratura. Appurato che non siamo di fronte a qualcosa che si possa dire Letteratura, “Cuore di Cuoio” è il capitolo d’una storia, quello di alcuni ragazzini che macinano le loro giornate dietro a un pallone da calcio. Si tenta, indarno, un’ironia linguistica e caratteriale che potrebbe essere vagamente paragonata a quella di Stefano Benni, ma i personaggi disegnati da Cosimo Argentina emergono ipervivaci, troppo perché possano risultare (in)credibili e divertenti; riescono invece a emergere come stereotipi d’un’adolescenza infarcita di dialetto (e slang) e scelte su o questo o quello. Per l’autore l’adolescenza è questo o quello, non è mai “qualcos’altro”.
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Sedia elettrica a Milano per un Euro

Sedia elettrica a Milano per un Euro
Tutti felici e contenti, giostraio compreso

di Giuseppe Iannozzi

Il cinismo dell’uomo oramai ha raggiunto il suo acme.
Se c’è una speranza che l’umanità si risollevi dalla sua triste condizione di barbarie, questa speranza è proiettata molto in là nel futuro.

La pena capitale è diventata uno spettacolo per famiglie.
Dove? A Milano ovviamente, in quella città lager, e dov’altro sennò?!
Un manichino di gomma e lattice è sulla sedia elettrica. “Inserire la moneta per vedere l’esecuzione”: per un Euro si può essere tutti quanti dei boia. Accade al Luna Park dell’Idroscalo, est milanese. Un Euro ti dà diritto ad assistere all’esecuzione che dura in media 15 secondi, duranti i quali il manichino si dibatte, digrigna i denti, urla, e infine si accascia sconfitto dalle convulsioni, mentre il fumo l’avvolge. Il tristo spettacolo è molto realistico. Troppo.
Da evidenziare che chiunque abbia un Euro può eseguire la pena capitale.
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Krauspenhaar. Era mio padre. Fazi editore, collana Le vele

Krauspenhaar
Era mio padre

di Giuseppe Iannozzi

Il nuovo romanzo di Franz Krauspenhaar : una storia inconsistente, che si sfalda sotto gli occhi del lettore, per essere meno d’una manciata di cenere al vento. Solo dei pensierini slegati, da seppellire nell’oblio. Val meno di un qualsiasi titolo di Liala preso a caso. La foto di copertina però è ingannevole e simpatica.

Era mio padre - Franz Krauspenhaar – Fazi editore - Collana: Le vele – 281 pp. – prima ediz. 2008 - EAN13 9788881129126 - € 16.50

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Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario

Padre Pio seppellito nel suo stesso vestiario
esposto per la gioia della folla in diretta mondiale
Ed è subito bagno di fedeli e di curiosi

E’ durata un paio d’ore a San Giovanni Rotondo, davanti a 15mila fedeli, la cerimonia eucaristica presieduta dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della congregazione delle cause dei santi, in occasione dell’ostensione del corpo di Padre Pio. Un evento mondiale seguito in diretta anche da alcune televisioni straniere, ma anche preghiere lette in diverse lingue per i fedeli di tutte le origini.
Alla cerimonia è seguita l’esposizione delle spoglie del santo per la venerazione del popolino. Prima è stato il cardinale Saraiva Martins a sostare in preghiera per diversi minuti davanti ai resti di padre Pio, nella cripta del convento di Santa Maria delle Grazie. La salma del santo è poco visibile, a dire il vero è invisibile: il volto è difatti seppellito in una bella maschera di silicone e il corpo dal pesantissimo abito e dalle scarpe.
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Richard Quest volto Cnn in manette

Richard Quest volto Cnn in manette

Il giornalista è stato accalappiato al Central Park
con una corda intorno al collo e un fallo in uno stivale

Uno dei volti più noti della Cnn, Richard Quest, se l’è vista brutta, si fa per dire ovviamente, poiché il giornalista è conosciuto dal grande pubblico anche per le sue performances al limite dell’eccesso e della provocazione più trash. In ogni caso Quest, giornalista britannico, 46 anni, è stato arrestato al Central Park di New York, la notte tra giovedì e venerdì. La polizia lo ha ammanettato che aveva ancora una corda intorno al collo e non poteva mancare anche una bella dose di droga. Stando a quanto riferisce il tabloid New York Post, il cronista aveva una corda intorno al collo che gli legava anche i genitali, oltre a un fallo di gomma infilato in uno stivale. Era in compagnia di un altro uomo, e stavano forse perfezionando dei giochi erotici con un po’ di brivido di troppo provando a farlo in luogo pubblico. Non fosse stato per la droga, probabilmente Quest si sarebbe beccato un paio di simpatiche sculacciate per atti osceni in luogo pubblico, e morta lì. Purtroppo per lui è stato pizzicato nel parco dopo l’una di notte - ed è fatto esplicito divieto a tutti la frequentazione del parco dopo il coprifuoco che scatta all’una - e per giunta in possesso di stupefacenti. Gli agenti che gl’hanno frugato nelle tasche hanno trovato un pasticca di metanfetamina, utilizzata come stimolante sessuale. E così sono scattate le manette.
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Mosley, orgia nazista con prostitute

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Mosley, orgia nazista con prostitute

Max Mosley, il presidente della Formula Uno
alla gogna per un video di ben 5 ore:
dà ordini in tedesco, frusta e si fa frustare

LONDRA - «Orgia nazista con cinque prostitute». Con questa pesante accusa il presidente della Formula Uno Max Mosley è stato messo alla gogna da «News of the World». «In segreto è un pervertito sessuale sadomasochista» scrive senza mezzi termini il tabloid domenicale londinese. La prova? Un video di cinque ore dove si vede Mosley - figlio di un famigerato leader fascista britannico - che si atteggia a comandante di un lager nazista durante una «depravata orgia in stile nazista», dà ordini in tedesco alle prostitute nude o seminude, le frusta e poi a sua volta «gode a farsi frustare a sangue» scruive il tabloid inglese. «In pubblico il boss della Formula Uno respinge il malefico passato del padre ma in segreto fa giochi nazisti in un’orgia da 2.500 sterline» sibila il «News of the World».

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Seducing the Demon, Erica Jong, Bompiani

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Seducing the Demon
Erica Jong

Erica Jong, classe lontano 1942, ha scritto quella che si suppone potrebbe essere la sua biografia, “Come sedurre il Demonio”: 250 pagine, Bompiani, 16 euro. L’autrice di “Fear of flying” (1974) e di una biografia su Henry Miller, nonché di diverse raccolte di poesia, questa volta ci racconta di sé, della letteratura anche ma solo vagamente qua e là, una sorta di rovinosa distrazione che ci distrae dall’argomento principe, la fellatio. Sì, perché la fellatio è tutto quello che c’è da leggere e da sapere su Erica Jong, sul suo rapporto con la letteratura e il mondo maschile.
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Tommaso Barbato minaccia Nuccio Cusumano in un tipico slancio di cristiana umanità

Tommaso Barbato minaccia Nuccio Cusumano
in un tipico slancio di cristiana umanità

 



Tommaso Barbato, in un tipico esaltato slancio
di cristiana umanità,
dà contro il collega Nuccio Cusumano
gridandogli in faccia
“Pagliaccio, venduto, pezzo di merda, traditore…
cesso, troia, frocio…”.
E non ancora contento d’aver fatto
svenire il povero Cusumano,
lo minaccia prima facendogli
l’inequivocabile segno della corna
poi addirittura quello della pistola.

Non si può proprio dire che nell’Udeur manchi
lo slancio cristiano, ricco di iniziativa,
insomma proprio quel che serve al governo
per una rinnovata piena e totale fiducia!

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Valerio Evangelisti e la sua pacchiana luce di Orione

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Valerio Evangelisti
e la sua pacchiana luce di Orione

Occasione mancata. Con il ritorno dell’Inquisitore Eymerich, che ha portato fama al suo creatore Valerio Evangelisti sin dagli esordi, speravo tornasse anche lo scrittore migliore, non quello dei confusionari “Il collare di fuoco” e “Il collare spezzato”.

“La luce di Orione” non aggiunge nulla al personaggio Eymerich, semmai gli sottrae qualcosa. Ahinoi, la scrittura di questo romanzo è piuttosto sfilacciata, difatti gli elementi storici si mischiano con molta difficoltà a quelli fantastici - per altro molto approssimativi.

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Marco Mancassola, o come sfondare nell’editoria alla voce “letteratura genere gay”

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Marco Mancassola
Il mondo senza di me

O come sfondare nell’editoria
alla voce “letteratura genere gay”

“Il mondo senza di me”, un libro confessione soporifero strappalacrime col contagocce che ammorba il lettore in un limbo di fittizia inutilità esistenziale. Ci si domanda se sia meglio Tavor Lexotan o Valium a fine lettura, ma è solo il coraggio d’un’inutile disperazione provocata dalla lettura a illuderci che il libro di Marco Mancassola abbia scosso fortemente i nostri ascosi sentimenti, perché uno zuccherino in bocca, sotto la lingua, cura meglio di tanti ansiolitici. Con “Il mondo senza di me” siamo di fronte a uno dei tanti libri che tentano, indarno, di investigare nella solitudine umana per arrischiare un recupero in extremis d’un’umanità che si dichiara omosessuale e che non si vergogna d’esser tale. Sin qui nulla di strano, non fosse per il fatto che l’editoria ha investito sulle storie scritte da omosessuali, veri o dichiarati tali per convenienza, un vero e proprio patrimonio in crescendo. In pratica, dal nulla ci si è inventati il genere letterario gay. Ci si domanda perché mai Aldo Busi abbia scritto “Seminario sulla gioventù” se poi nessuno è stato capace di comprenderlo sino in fondo; sicuramente non prevedeva che uno stuolo di emuli avrebbe tentato di imitarlo con risultati quasi mai apprezzabili ma solo pietosamente discutibili.
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Very Important Malvestita of the year 2007

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La sulfurea, ma spiritosissima, Betty Moore ha lanciato il Very Important Malvestita of the year 2007.

La gara è sofferta e la galleria di candidate al poco ambito premio è spettacolare, soprattutto per le motivazioni che accompagnano le candidature.
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Putin uomo dell’anno, lo dice il Time

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Putin uomo dell’anno

Lo dice il Time

Il Time ha nominato il presidente russo Vladimir Putin “uomo dell’anno” 2007.
Ad annunciarlo è il direttore del settimanale, Richard Stengel: «Putin è stato incoronato per la sua straordinaria capacità di leadership nel prendere un Paese che era nel caos e portarlo alla stabilità».

Il Time dedica anche un profilo storico-critico a Putin, che ad onor del vero ha poco o nulla di critico: «E’ nato uno Zar». L’annuncio viene dato dal magazine in pompa magna: «La Russia vive nella storia e la storia vive in Russia». Lo scrive Stengel. Durante la trasmissione “Today Show” della Nbc, Stengel goffamente puntualizza: «Putin non è una brava persona, ma ha fatto cose straordinarie. E’ un nuovo zar di Russia ed è pericoloso, nel senso che non gli interessano le libertà civili; non gli interessa la libertà di parola; si preoccupa della stabilità. Ma la stabilità è ciò di cui la Russia ha bisogno ed è per questo che i russi lo adorano». Continua..

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Valerio Evangelisti, La luce di Orione, Collana Strade Blu, Mondadori

orione.jpgValerio Evangelisti
La luce di Orione
Un’avventura invalida

Occasione mancata. Con il ritorno dell’Inquisitore Eymerich, che ha portato fama al suo creatore Valerio Evangelisti sin dagli esordi, speravo tornasse anche lo scrittore migliore, non quello dei confusionari “Il collare di fuoco” e “Il collare spezzato”.
“La luce di Orione” non aggiunge nulla al personaggio Eymerich, semmai gli sottrae qualcosa. Ahinoi, la scrittura di questo romanzo è piuttosto sfilacciata, difatti gli elementi storici si mischiano con molta difficoltà a quelli fantastici - per altro molto approssimativi.

Ho molto amato i precedenti capitoli dell’Inquisitore, ma questo purtroppo no: Evangelisti tiene vivo quello stile confusionario e lapidario dei precedenti romanzi già citati ed è un vero peccato, perché avevo sperato che questa avventura di Eymerich ci riconsegnasse l’Evangelisti migliore. Così non è stato. Continua..