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Novità Sironi / “Non il solito giallo” (e: presentazione a Milano)

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Novità Sironi / “Non il solito giallo” (e: presentazione a Milano)

“Non il solito giallo, ma un noir a tinte forti: un serial killer di travestiti getta il panico nella Milano notturna, tra sparatorie all’Ortica e cadaveri ritrovati nel Naviglio. Sottotraccia di Massimo Cassani (Sironi Editore) si candida ad essere l’esordio poliziesco più sorprendente dell’anno”. (Gian Paolo Serino in Repubblica, ed. Milano).

Massimo Cassani presenterà al pubblico il suo romanzo Sottotraccia. Le inchieste del commissario Micuzzi mercoledì 3 dicembre 2008, alle 18, a Milano presso la Libreria del Corso (Corso Buenos Aires 49). Nelle vesti di presentatori, Gian Paolo Serino e Paolo Roversi.

[la storia di questo romanzo] [il booktrailer] [l'autore in FaceBook]

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Massimo Cassani, Sottotraccia: arriva in libreria il commissario Micuzzi

Sottotraccia, Massimo Cassani

Massimo Cassani
Sottotraccia

Massimo CassaniL’incipit

«Una pistola in bocca è una pistola in bocca. È un fatto, non un concetto.C’è poco da dire, con una pistola in bocca.Sa di freddo, sa di inverno, sa di inferno.

Fa impazzire le ghiandole che stanno fra mandibola e orecchio, come quando si mangia un frutto acerbo. E vai a sapere come si chiamano, quelle ghiandole là.»

Arriva in libreria il commissario Micuzzi, nella prima di una serie di indagini serrate e avvincenti.

Sandro Micuzzi lavora alla questura di Milano. Fumatore di Toscanelli e bevitore di Nardini, è stato piantato dalla moglie ma è amato dalle donne a sua insaputa. Né eroe né antieroe, è uomo capace di intuizioni inaccessibili alle menti lucide e razionali. In questa sua prima inchiesta lo troviamo invischiato

in due casi che ne metteranno a rischio la carriera.

I luoghi

Questo romanzo è anche un viaggio nella Milano di oggi, disincantata, individualista e senza più nebbia. Un percorso che conduce il lettore fra i salotti della buona borghesia, i negozi un po’ chic un po’ snob di Porta Garibaldi, il via vai multicolore di corso Buenos Aires, fino a luoghi permeati di un fascino dimenticato, come il malinconico quartiere dell’Ortica o la poetica Trattoria dell’Albero Fiorito.

I personaggi

Accanto a Micuzzi, si muovono personaggi perfettamente definiti: l’efficientissima poliziotta Rosaria Della Vedova gli ispettori Teneriello, Salada e Lariccia, il professor Susanni, ordinario di Storia moderna alla Statale, l’insopportabile conte Colonna, la giovane e assillante Asia, la sfuggente Corinna.

Il giallo

A Milano un serial killer colpisce, sempre con lo stesso stile, lo stesso tipo di vittime. Un docente universitario viene ripescato dal Naviglio Grande, accoltellato. Sono questi i due casi paralleli sui quali incontriamo impegnato il commissario Micuzzi. Le indagini sono ancora acerbe quando Micuzzi, attirato in un’imboscata sul ponte dell’Ortica, reagisce sparando e uccidendo uno sconosciuto armato con una pistola caricata a salve. Lo scandalo è inevitabile: spostato d’autorità dalla questura a un commissariato periferico, il funzionario viene emarginato, spogliato di autorità e responsabilità. Chi si è dato tanto da fare perché Sandro Micuzzi non potesse più indagare? Sul punto di arrendersi, dimettendosi dalla polizia, il commissario si imbatte in un particolare che lo riporta sulle tracce del serial killer, mentre una pista sottotraccia lo conduce a svelare il complicato mistero che sta dietro l’omicidio del docente universitario.

Massimo Cassani, giornalista, è nato a Cittiglio, in provincia di Varese, nel 1966. Vive a Milano. Si occupa di periodici nel gruppo editoriale «Il Sole 24 ore».

Massimo Cassani - Sottotraccia - Sironi editore - isbn 978-88-518-0109-0 - 304 pagine – 16 euro

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Paolo D’Amato, esordio folgorante con Tempo, cicorivolta edizioni


© 2008 in copertina illustrazione originale
di Simone Pieralli, adattamento di Phab Postini

Paolo D’Amato
Esordio folgorante con Tempo

di Giuseppe Iannozzi

Folgorante esordio quello di Paolo D’Amato che con il romanzo breve Tempo, Cicorivolta edizioni, consegna ai lettori/alla società gli ultimi trent’anni di storia italiana condensati in meno di cento pagine. Scrittura adamantina quella di Paolo D’Amato, che non si perde in inutili preziosismi linguistici o involuti barocchismi, adottando uno stile diretto vicino a quello del miglior Gianrico Carofiglio e Carlo Lucarelli.
Tempo, romanzo breve o racconto lungo, si divide in due tempi, che per velocità d’azione e precisione spazio-temporale, potremmo definire cinematografici. Durante il primo tempo, nel 1975, su una sponda il Movimento Sociale Italiano, agitato e in vena di dare la caccia ai comunisti con ogni mezzo, sull’altra i compagni e proprio nel mezzo due giovani infiltrati, Napoleone Senape e Graziano Lipari, che dovranno cercare di frenare l’onda d’urto di uno scontro già scritto nella storia. Movimenti studenteschi, occupazioni delle scuole pubbliche, idealismo anarchico stampato e distribuito in strada, e purtroppo anche le Brigate Rosse con la loro inesorabile ascesa tra sangue e terrore, che per Napoleone e Graziano culmina con l’omicidio del Giudice Giannotti, il 30 novembre 1975. Il terrorismo ha ormai inaugurato una nuova èra e Napoleone e Graziano, i due giovani poliziotti, dovranno combatterlo, come possono con la giustizia e le leggi che hanno a disposizione, nonché con il loro idealismo. Gli anni passano, le leggi si corrompono, la giustizia scricchiola e anche l’idealismo giovanile si smorza per lasciare spazio alle necessità personali: Senape e Lipari sono uomini con problemi e famiglie che non possono ignorare e che devono difendere. Imborghesiti, costretti loro malgrado ad accettare dei compromessi, sono però ancora insieme alle soglie del Duemila, che li sbatte proprio davanti al (loro) passato, con gli stessi personaggi d’allora. Ma nel 1999 le Brigate Rosse, che in verità non si sono mai estinte, tornano alla ribalta in maniera prepotente: la loro firma è una catena di sanguinosi delitti, le cui radici sono sepolte sotto 24 anni di apparente silenzio. Con il nuovo millennio alle porte, il Secondo Tempo mostra la crudeltà della realtà, che forse soltanto la violenza di ieri è per sempre, nel presente e nel futuro.
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Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set - Il truccatore dei morti di Zingales


© immagine di copertina di Marco Scalici

Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales

A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.

Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.

In anteprima assoluta
vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.

Giuseppe Iannozzi

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Taneski il cronista killer, Gus il cane più brutto e altre amenità horror

Taneski, il cronista killer
Gus, il cane più brutto
e altre amenità horror

di Giuseppe Iannozzi

Vi spiego ora perché, apparentemente, i thriller e i noir oggi vanno tanto di moda, incontrando in alcuni casi un buon successo criminale… pardon! … intendevo un buon successo fatale… per la miseria! … un certo successo commerciale.

Quella che in breve vi sto per raccontare sembrerebbe la trama di tanti abusati thriller, di quelli che si scrivevano negli anni ‘30 e ‘40. Per farla breve, un giornalista specializzato in cronaca nera, per scrivere i suoi pezzi, prima si faceva le vittime con le proprie mani riducendole in tanti brani tutti ben tagliati, e poi buttava i loro pezzi nella spazzatura, insieme agli altri sacchi della spazzatura. Vlado Taneski, questo il nome del giornalista, era un vero e proprio artista del coltello, un autentico macellaio, che avrebbe continuato imperterrito a scrivere se non fosse stato arrestato dalla polizia macedone. I suoi pezzi erano a dir poco chirurgici tanto erano precisi e ricchi di dettagli. Forse proprio questo dettaglio, non insignificante, ha messo in allerta gli inquirenti, che l’hanno beccato e ammanettato.
Vlado Taneski, 56 anni, giornalista del «Nova Makedonija», la più antica testata del Paese, e di un altro giornale di Skopje, è stato arrestato dalla polizia macedone con l’accusa di aver rapito e stuprato almeno tre anziane nella cittadina sud-occidentale di Kicevo. Gli esami del DNA non hanno lasciato spazi a dubbi. Le vittime di Taneski subivano prima una lunga violenza, dopodiché, senza tanti giri di parole, venivano uccise, quindi fatte a pezzi e ben chiuse in sacchi di plastica che venivano infine gettati in luoghi diversi. Lo ha riferito il portavoce della polizia, Ivo Kotevski. Tutti gli omicidi sarebbero stati portati a termine tra il 2003 e il 2008. A quanto pare Taneski sceglieva le vittime, tutte ultrasettantenni, in base alla somiglianza con la madre, con la quale aveva una relazione ambigua o tormentata… difficile dire in simili casi. Il giornalista assassino è stato subito bollato «mostro di Kicevo».
Per il momento Taneski non scriverà più alcun pezzo di nera. Non è da escludere a priori che in prigione avrà modo e tempo di scrivere dei thriller, basandosi sulla sua lunga e provata personale esperienza di giornalista di sangue. Continua..

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Didier van Cauwelaert. Il vangelo di Jimmy. Barbera editore

Didier van Cauwelaert
Il vangelo di Jimmy

di Giuseppe Iannozzi

Didier van Cauwelaert è uno dei più originali scrittori contemporanei, un autore che rifugge le facili etichette di genere. Le sue storie, surreali eppure sempre a rischio sul filo della realtà più estrema ma non impossibile, riesce a travolgere il lettore portandolo a conoscere quelle ansietà psico-sociali che neanche lui sa di nutrire in seno. “Il vangelo secondo Jimmy” nella sola Francia ha venduto subito 100.000 copie. A tutt’oggi i libri di van Cauwelaert sono tradotti in venti lingue e ogni volta riesce a stordire il lettore con le sue storie, che sono un misto di cinismo anarcoide à la Michel Houellebecq e di sprezzante fantasia sul modello del migliore Andreas Eschbach . Però non si creda che Didier van Cauwelaert sia un dozzinale scrittore di science fiction, né si creda che sia semplice narrazione per uno svago mordi e fuggi , perché sarebbe un grosso errore: Cauwelaert sa divertire chi lo legge ma lo porta, volente o nolente, a riflettere sulla società in cui è inserito ponendolo di fronte a uno specchio per mostrargli chi è, uno specchio che poi abbatte facendo in modo che gli rovini addosso con tutte le sue taglienti schegge di realtà riflessa.
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Città di vetro, Auster Mazzucchelli Kasarik, Coconino Press

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CITTÀ di VETRO
Auster - Mazzucchelli - Kasarik

Paul Auster è autore di più di una dozzina di romanzi apprezzati in tutto il mondo e pubblicati in Italia da Einaudi. Città di vetro fa parte della cosiddetta Trilogia di New York, composta anche dai romanzi brevi Fantasmi e La stanza chiusa. Uno degli aspetti più caratteristici della sua produzione è l’attenzione alle conseguenze del caso sulla vita delle persone (elemento che dà anche il titolo a un suo romanzo, La musica del caso), accomunata da una acuta capacità di tratteggiare e approfondire i personaggi che delinea, vere e proprie metafore complesse della realtà che ci circonda.
David Mazzucchelli
nasce a Rhode Island (USA), vive e lavora a New York. Dopo aver segnato giovanissimo con la sua impronta l’universo dei supereroi (il memorabile ciclo Born again per Devil e la miniserie Batman: Year One, entrambi su testi di Frank Miller), ha scelto una strada più personale, fondando la rivista Rubber Blanket (1991), vero e proprio laboratorio artistico personale, dove ha sperimentato nuove narrazioni, stili e approcci al fumetto. Ha pubblicato su testate come The New Yorker e The New York Times, e ha accettato la sfida lanciata da Art Spiegelman di adattare il complesso romanzo di Paul Auster Città di vetro. Da qualche anno insegna disegno e sceneggiatura alla Rhode Island School of Design e per alcuni periodi dell’anno vive e lavora in Giappone. I suoi lavori sono stati pubblicati in Francia, Svizzera e Spagna. In Italia la Coconino Press ha tradotto Big Man, Discovering America e Phobia. Continua..

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TIPI MONOLITICI: Nordest hotel, di Davide Tessari

Nordest hotel_coverTipi Monolitici:
Nordest hotel
Davide Tessari, Robin Bdv

Un buon libro non ha mai data di scadenza, e anche se Nordest hotel (Robin Bdv, 2004, pagg. 348, € 15,00) non è proprio fresco di stampa, vale comunque la pena parlarne. Io ne ho avuto notizia col passaparola – altro che TV, stampa e internet: mai sottovalutare il potere taumaturgico del passaparola! E così ho acquistato il romanzo, che per qualche tempo ha languito sul mio comodino (destino riservato a molte altre pubblicazioni che riuscirò forse a leggere integralmente nel corso delle mie prossime vite). Poi, superata la boa della prima trentina di pagine, sono stato risucchiato - preda di una insopprimibile curiosità e di un piacere divertito nella lettura - in questo congegno narrativo che si fa apprezzare per la sua schietta semplicità, per una scrittura diretta e affilata come un rasoio, per l’ingente dispiego di un’ironia annegata nel fiele.
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Giorgio Faletti, Fuori da un evidente destino: il thriller dell’anno

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Giorgio Faletti
Fuori da un evidente destino
Un estratto dal thriller dell’anno

Sito Ufficiale di Giorgio Faletti:
http://www.giorgiofaletti.net/

Senz’ombra di dubbio, “Fuori da un evidente destino” di Giorgio Faletti è il libro dell’anno. E’ tutto detto, Signore e Signori.  [g.i.]

L’unico suono della città era il fischio del treno.
Da sempre, sulla ferrovia che tagliava in due Flagstaff col suo colpo di scimitarra, passavano diverse volte al giorno i treni merci della Amtrak. Le locomotive sfioravano la stazione in mattoni rossi con il loro cauto passo di rotaia e nella fatica del viaggio sembravano animali in ansia solo per la strada da fare, senza nessuna cura per quello che si trascinavano dietro. Erano lunghe litanie di vagoni, che parevano arrivare dal niente e che nello stesso posto sembravano diretti, con il loro carico di container dai colori slavati e coperti di scritte bianche.

A volte tutti portavano il logo della China Shipping.

Quella scritta esotica creava allo sguardo e alla mente l’immagine di posti altrove, di gente al di là del mare che in quella cittadina nel centro dell’Arizona, sole rosso d’estate e freddo bianco di neve l’inverno, erano parte della conoscenza di tutti e dell’esperienza di nessuno.

Il tempo di capire che era soltanto un’illusione e i treni già se ne andavano con la sequenza di un rosario. Sferragliavano lenti e indolenti verso Est, si perdevano alla vista costeggiando per un tratto la vecchia Route 66 e lasciandosi alle spalle solo quel fischio acuto come saluto e avvertimento.

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Nero di Maggio, di Leonardo Gori - Hobby & Work

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Nero di Maggio
Leonardo Gori
Hobby & Work

In un caldo maggio del 1938 a Firenze ci sono la visita di Hitler, i frenetici preparativi della città per il memorabile evento, due omicidi di prostitute assai giovani, un capitano dei Reali Carabinieri dotato di notevole intuito, la sua fidanzata, ebrea, che vuole dare un senso alla vita con un gesto clamoroso, un giovane gerarca di primissimo piano e tutto un contorno di personaggi di assoluta credibilità.
Il ricorso a una ricostruzione storica esemplare conferisce una dignità letteraria di notevole livello a un romanzo giallo, ben congegnato e con una trama avvincente, densa di pathos che resiste benissimo fino alla soluzione finale.
L’impressione che ho avuto è che l’autore sia ricorso al thriller come un pretesto, per descrivere invece atmosfere e personaggi di un epoca nemmeno tanto lontana e questo è il pregio principale dell’opera.

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