Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

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Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

di Iannozzi Giuseppe

C’è la crisi, la gente soffre: la fame soprattutto, un miagolio ininterrotto che lo stomaco non può tacere. Ed allora Bigazzi ci informa – non che non lo si sapesse già – che la carne di gatto è buona da mangiare. Anzi di più, un piatto prelibato. Ma il povero Beppe Bigazzi non ha fatto i conti con le gattare, che si sono subito messe sul piede di guerra. Con la fame che oggi c’è non è infatti da escludere che scoppi la caccia al gatto: selvaggina prelibata, o sì! E non devi neanche fare la fila dal macellaio. I gatti randagi sono tanti, sparsi nelle città di tutta Italia: se uno proprio non ce la fa più, basta cacciarsi in un vicoletto e il gioco e bell’e fatto, il gatto nel sacco. Il problema non è tanto acchiappare il gatto per farne manicaretto in umido, piuttosto è la spellatura a richiedere una pazienza del diavolo. In ogni modo, Bigazzi ha affermato che “i gatti sono molto più buoni di tanti altri animali” e alla Prova del Cuoco, oggi condotta da Elisa Isoiardi, in onda su RaiUno ha fornito la ricetta per preparare “il gatto in umido”. A Radio Capital Bigazzi si difende con le unghie, proprio come un gatto messo alle corde: “Mi accusano di aver sottolineato la bontà della carne del gatto. Io ho detto altre cose, ho ricordato che negli anni Trenta e Quaranta ho mangiato la carne del gatto come tante altre persone. E’ una cosa che è accaduta tanti anni fa e non me ne vergogno. Sono cose che oggi non si possono capire. Negli anni ‘30 e ‘40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze. Nella puntata di giovedì grasso ho parlato di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio (il carnevale in dialetto) chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma è follia.” E conclude: “Io non mi pento mai di niente”.

Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha addirittura avanzato contro il cuoco e la trasmissione l’accusa di istigazione al maltrattamento di animali: ma Beppe Bigazzi non ha ordinato di mangiare gatti. Si è invece limitato a spiegare che era usanza negli anni ’30 e ’40 di mangiare anche la carne dei gatti, in quanto la povertà era tanta e la fame non la si poteva mettere a tacere con un brodino di niente. La leghista Francesca Martini rasenta l’assurdo difendendo i gatti ma non gli uomini, gli immigrati, i clandestini: “Quanto accaduto durante una trasmissione in onda su un canale televisivo del servizio pubblico è di una gravità assoluta. Mi riservo di intraprendere ogni azione del caso e scriverò all’Autorità Garante e al Direttore generale dell’Azienda affinché vengano presi provvedimenti severi di fronte a dichiarazioni non solo illecite ma anche lesive di una sensibilità, fortunatamente sempre crescente, dei cittadini nei confronti degli animali. I gatti sono animali d’affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell’ art.1 comma 1 recita: ‘Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente’. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. Ai responsabili di quanto accaduto potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall’art. 414 del Codice Penale, in quanto l’art. 544-bis dello stesso Codice Penale sancisce che ‘chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi’. La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tanto più in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.
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Ornella Muti sotto il bisturi. E’ meglio o peggio?

Ornella Muti sotto il bisturi.
E’ meglio o peggio?

di Iannozzi Giuseppe

Ornella Muti oggi è bionda. No, di più: biondissima e senza una ruga. Un lifting che le sarà costato un occhio della testa. Bisogna però dire che il chirurgo plastico ha fatto davvero un gran bel lavoro, d’altro canto aveva solo da sistemare qualche imperfezione dovuta all’età su una donna già molto bella di suo.

La bella attrice, classe 1955, si presenta come una trentenne davanti alle telecamere del Chiambretti Night. Impeccabile. Ma Ornella Muti impeccabile lo è sempre stata. Bellissima sempre. Il sogno impossibile di milioni di italiani e non sempre. Oggi che si è concessa un lifting, lei che è sempre stata bella, baciata dalla natura, non muove scandalo alcuno, tanto più che ammette d’esser ricorsa al bisturi: “Sono molte le donne che ricorrono ai ritocchini”.

In tutta franchezza, anche se non avesse fatto ricorso alla chirurgia plastica, noi Ornella Muti l’avremmo amata comunque. Forse di più.
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Shooting Silvio in onda su Sky ed è polemica del Pdl

«Shooting Silvio» in onda su Sky
Insorge il Pdl: «Stupefacente»

Il centrodestra critica l’emittente:
«Quel film è un incitamento alla violenza contro il premier»

fonte: Corriere della Sera

ROMA – È polemica tra Sky e Pdl. Dopo la messa in onda del film ‘Shooting Silvio’, gli esponenti del centrodestra criticano duramente la scelta dell’emittente satellitare. «È davvero stupefacente – osserva in una nota il deputato Pdl Piero Testoni – che nel periodo delicato che attraversa il nostro Paese, che sta dando prova di una solidarietà e di un’unità d’intenti che non ha precedenti, per la tragedia dell’Abruzzo, una grande televisione privata non trovi di meglio che mandare in onda un discutibile film, ormai datato, contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi». «Non ne facciamo una questione politica, perché la vera politica in una scelta così discutibile e di basso profilo preferiamo non entri nemmeno. Ne facciamo invece – osserva – una questione di stile e buon gusto. Che vengono prima della politica e che dovrebbero valere sempre per qualunque idea s’intenda rappresentare. Mandare in onda questo film è stata un’autentica caduta di stile».

PESSIMA TV – Se Testoni non cita né l’emittente né il titolo della pellicola, è la deputata Pdl Beatrice Lorenzin a chiarire che «la trasmissione del film ‘Shooting Silvio”, andato in onda lunedì sera su Sky Cinema, è un esempio di pessima televisione: è un inno alla violenza e – avverte – un incitamento implicito ad azioni efferate contro l’uomo e contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una simile programmazione non ha nulla a che fare con la libertà di espressione». Francesco Casoli, vicepresidente dei senatori Pdl, ribadisce che «Sky ha proposto la pellicola ‘Shooting Silvio’, storia di un giovane scrittore che desidera diventare l’assassino di Berlusconi. In un momento delicato come questo, tra crisi economica e terremoto, è davvero scadente e di pessimo gusto trasmettere una pellicola del genere che – osserva – predica solo odio contro il premier».

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Ilaria D’Amico chiede scusa dopo aver invitato Beppe Grillo

Ilaria D’Amico genuflessa chiede scusa a tutti
dopo l’intervento di Grillo a Exit

di Iannozzi Giuseppe

“Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l’Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio in relazione a quanto accaduto mercoledì sera in diretta con il comico Beppe Grillo nella trasmissione Exit”. Ilaria D’Amico si scusa a trecentosessanta gradi, dimostrando un coraggio davvero unico – chiaramente è eufemismo.

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Pino Maniaci eroe civile contro Cosa Nostra: diamogli il nostro sostegno morale

Pino Maniaci eroe civile contro Cosa Nostra
Non circondiamolo con la nostra indifferenza

Porto alla vostra attenzione questo pezzo di Alessandro (Sole alto nel cielo) e vi invito a postarlo sui vs blog. Un atto di solidarietà morale nei confronti di Pino Maniaci, un comune cittadino, che forte di un grande coraggio, combatte da solo contro la mafia. Non lasciamolo da solo: ricordiamoci che chi è morto per combattere la mafia è morto ammazzato due volte, una dalla solitudine che gli è stata innalzata “contro” e “intorno”, e l’altra dal tritolo della mafia organizzata.

“A Pino Maniaci il pieno sostegno mio personale e del Partito democratico. Pino Maniaci è una risorsa, libera, documenta e coraggiosa di un’emittente televisiva antimafia che è oggi un esempio positivo per tutta la Sicilia e tutto il Paese”. Sono queste le giuste parole del senatore Giuseppe Lumia, componente della commissione Antimafia. “Basta collegarsi con il suo sito per conoscere i nomi e i cognomi, i fatti e i misfatti, le collusioni e le protezioni che Cosa nostra vive realmente sul territorio. E’ un’antimafia di cui abbiamo tutti bisogno e a cui, semmai, va garantito il pieno esercizio democratico e giornalistico. Altro che processo e condanna per un aspetto che va sicuramente rivisto e calibrato bene. Assicuro a Pino Maniaci che ancora una volta sarò nella sua emittente a fare i nomi e cognomi contro tutti i boss mafiosi, anche i più potenti anche i più pericolosi”.

Da pochi giorni la tessera onoraria di Articolo 21 è stata consegnata a Pino Maniaci di Telejato. Dopo quella data nei giorni scorsi a Enzo Palmesano, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti si è recato a Partinico, “sede della storica e coraggiosa emittente, punto di riferimento contro mafie e poteri criminali”. Giulietti, oltre che per conto dell’associazione Articolo21, ha espresso la sua solidarietà anche a nome del vicepresidente della Commissione Antimafia, Fabio Granata. Spiega Giulietti: “Recentemente Pino Maniaci è stato denunciato, probabilmente con una lettera anonima, per esercizio abusivo della professione. Dal punto di vista etico, a nostro avviso, l’esercizio abusivo lo compie chi nasconde la verità, chi censura e finge di non vedere”. Pino Maniaci ha ringraziato coloro che gli hanno manifestato solidarietà e affetto, da Articolo21 all’Fnsi, all’Ordine dei Giornalisti, quello nazionale e quello siciliano: “Noi rispetteremo la legalità. Non abbiamo intenzione alcuna di fare polemica con i giudici. Se sarà necessario prenderò anche il tesserino da pubblicista per sgombrare il terreno da ogni equivoco e per continuare la nostra battaglia quotidiana. Ma ribadisco che, per compiere una battaglia di legalità, non serve un tesserino, ma grande coraggio civile”.

Serve grande coraggio civile e Pino Maniaci questo coraggio ce l’ha senz’ombra di dubbio. Pino Maniaci è un eroe civile. E’ di persone come lui che l’Italia ha bisogno. Non lasciamolo dunque da solo. Il silenzio uccide più delle pallottole. L’indifferenza più del tritolo.

giuseppe iannozzi

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Daniela Martani improbabile giornalista alle costole di Emilio Fede

Daniela Martani, ex hostess, ex tutto
all’improvviso diventa giornalista televisiva
per il Tg4 di Emilio Fede

di Iannozzi Giuseppe

Quando si dice la fortuna! Quando si dice la sfiga! Daniela Martani condurrà Sipario, il rotocalco del Tg4. Lo rivela Emilio Fede a Tv Sorrisi e Canzoni in edicola domani lunedì 30 marzo: “Ho voluto risarcire, e non è la prima volta che lo faccio, una persona che ha avuto un passato difficile, fatto di sconfitte pesanti come macigni. Ebbene sì: Daniela Martani sarà la nuova conduttrice di Sipario, il rotocalco del Tg4”.
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Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1 a Chiambretti night

Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1
a Chiambretti night

di Iannozzi Giuseppe

cicciolina“Sky non mi ha interpellato. Io non sono morta e avrebbero almeno dovuto chiedermi di poter usare il mio nome. L’unica cosa che spero è che Sky diventi un po’ più matura, nel senso che capisca che dovrebbe trattare. A me la notizia del film è arrivata da Google e questo mi dispiace”. Cicciolina Ilona Staller, a Chiambretti Night, in onda su Italia 1, si è sfogata: nella miniserie dedicata a Moana, il personaggio Cicciolina sarà interpretato da Giorgia Wurth. Cicciolina nel suo piccolo di ex pornostar ha tirato fuori un po’ di veleno: perché? Per gli ascolti: la sfuriata di Ilona Staller ha fatto registrare un boom di ascolti, con il 15,71% di share e una media di 892 mila spettatori e un picco di un milione e 299 mila. La Staller da Chiambretti ha ricordato l’ultima volta che vide la pornodiva Moana Pozzi e ha anche detto la sua sul presunto mistero della morte della donna – che in molti vogliono credere viva chissà dove: “Avevamo una conoscente in comune che venne da me e mi disse che Moana era tornata dall’America. Sono uscita sul terrazzo e ho visto Moana malconcia, con braccia e cosce molto magre. Poi è partita per Lione dove è morta”.
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Brokeback Mountain senza censure su RaiDue il 17 marzo

Brokeback Mountain in onda su RaiDue
senza censure ma ancora in seconda serata

di Iannozzi Giuseppe

brokeback-mountain Si era ancora nel 2008, precisamente l’8 dicembre 2008 RaiDue pensò di mandare in onda I segreti di Brokeback Mountain in seconda serata e con pesanti cesure,tanto da rendere il film-capolavoro irriconoscibile. RaiDue si arrampicò sugli specchi pur di non ammettere che si trattò di un vero e proprio atto di censura. Alla fine dovette promettere di mandare di nuovo in onda la pellicola, in maniera integrale. Sono passati tre mesi e arriva l’annuncio che il 17 marzo Brokeback Mountain verrà riproposto senza tagli. L’8 dicembre scorso il film, tagliato in tutte le scene di sesso e di baci tra i due cowboy, sollevò un’ampia protesta da parte non solo dei movimenti gay e di molti politici sensibili ai diritti civili, ma anche di quanti amano l’Arte e il grande Cinema. Il numero uno di RaiDue, Antonio Marano, definì la messa in onda della pellicola censurata un equivoco, promettendo un’adeguata riparazione. E alla fine arrivarono le sue scuse.
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Vince Marco Carta la 59ma edizione del Festival ma sotto la protezione di Maria De Filippi

Maria De Filippi vince la 59ma edizione del festival di Sanremo

di Iannozzi Giuseppe

cartaMaria De Filippi, per Tv Sorrisi e Canzoni in edicola domani: “Marco Carta ha vinto il Festival e la mia felicità si moltiplica perché ero presente sul palco dell’Ariston proprio nella serata della sua incoronazione. E mi arrabbio se qualcuno vuole vedere una strana coincidenza perché non si può rovinare né avvilire il sogno di un ragazzino che si è sorprendemente, e per me meritatamente, avverato”.

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Bonolis bacia in diretta l’amico Paolo: è amore gay!

Bonolis bacia Luca Laurenti
sulla bocca: è amore di sicuro

di Iannozzi Giuseppe

Bonolis bacia sulla bocca Luca Laurenti.
Il bacio gay si è consumato sul palco dell’Ariston di fronte a un pubblico di almeno 12 milioni e mezzo di persone. E’ boom di ascolti anche per la quarta serata. Bonolis baciando Luca ha dimostrato che gli uomini possono restare uomini anche se di tanto in tanto gli scappa d’esser marinai.
I due amici si sono baciati proprio sulle labbra: non sono due bronzi di Riace, però bisogna ammettere che fanno la loro porca figura in giacca e cravatta. E’ stato un momento di assoluta tenerezza: Bonolis ha persino chiuso gli occhi, a sottolineare che lui non vede altri che Luca, perché sì, era ora che lo dichiarasse al mondo intero… lui Paolo Bonolis ama Luca Laurenti e lo ama d’un amore speciale che l’Osservatore Romano condanna.
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Patty Pravo mostra il seno e Radio Vaticano la promuove

Albano Carrisi squalificato e Iva Zanicchi attacca Benigni
Ma Patty Pravo mostra le tette in prima serata su RaiUno

di Iannozzi Giuseppe

Albano Carrisi non ce l’ha fatta. Il festival di Sanremo dovrà privarsi dei suoi gargarismi in prima serata. Nei giorni precedenti al festival aveva fatto considerazioni piuttosto pesanti sugli omosessuali asserendo che l’omosessualità è una malattia. Il 65enne Albano ha attirato subito su di sé pesanti e doverose critiche: forse l’artista non sa che in natura l’omosessualità è anche fra alcuni primati e non solo; e forse non sospetta neanche che i tanto pacifici delfini (almeno all’apparenza) non disdegnano lo stupro pur di possedere una femmina. Anche lui può sperare nel ripescaggio di giovedì. Nell’intanto va a tenere compagnia a Iva Zanicchi, a Tricarico e agli Afterhours di Manuel Agnelli. Fuori anche Nicky Nicolai in coppia con Stefano Di Battista e Sal Da Vinci.
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Sanremo indietro tutta grazie a Bonolis, Povia e Benigni

Sanremo indietro tutta
grazie a Bonolis, Povia e Benigni

di Iannozzi Giuseppe

Bonolis criticato per il compenso, polemiche dal mondo gay contro la canzone discriminatoria di Povia, Benigni che si squalifica da sé (in Rai riprendono il pallottoliere in mano e capiscono che cedere i diritti home video delle apparizioni tv, in cambio della sua partecipazione a Sanremo, non è un affare della madonna). Questa la 59ma edizione del festival di Sanremo che promette d’essere l’ultima. Il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce parla chiaro, più o meno: “Parliamoci chiaro o arriveranno i risultati quest’anno o dovremo ufficializzare la crisi di questo evento”. Del Noce, a proposito dei compensi, se ne esce fuori con un “in linea con quelli dello scorso anno. Perché nessuno protesta per quelli dei calciatori?”.
Con un esposto urgente, inviato alle Procure della Repubblica di Sanremo e di Roma e alla Corte dei Conti, il Codacons ha chiesto il sequestro dei contratti stipulati dalla Rai con Paolo Bonolis e con Roberto Benigni. “Il milione di euro percepito da Bonolis per la conduzione e la direzione artistica della kermesse è ormai assodato. Ciò che non è chiaro, invece, è il compenso riconosciuto dalla Rai a Roberto Benigni. Pur di averlo sul palco dell’Ariston la Rai, secondo le indiscrezioni, avrebbe ceduto i diritti delle partecipazioni del comico sulla tv di Stato da sfruttare per l’home video. Diritti valutati in 350 mila euro, ma che per alcuni potrebbero arrivare addirittura a 2 milioni di euro”, così il Codacons. Secondo un calcolo approssimativo l’ammontare totale dei diritti ceduti arriverebbe a 2.200.000 euro, spicciolo più spicciolo meno.
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Alessio Vinci è il nuovo volto di Matrix

Alessio Vinci è il nuovo volto di Matrix

a cura di Iannozzi Giuseppe

Alessio Vinci, 40 anni, capo dell’ufficio romano della Cnn e corrispondente della rete all-news per l’Italia il nuovo conduttore di Matrix. Il programma di nuovo in onda su Canale 5 da martedì 24 febbraio. Lo annuncia Mediaset in una nota, sottolineando che è confermata la cadenza di tre seconde serata a settimana. Nei giorni scorsi l’azienda ha accettato le dimissioni da direttore editoriale di Mentana, che aveva criticato la gestione della vicenda di Eluana Englaro. A fianco di Vinci, nel coordinamento della redazione, sarà Alessandro Banfi, vicedirettore di Videonews, tra i primi curatori del programma con Enrico Mentana e già vicedirettore del Tg5.

La notizia del passaggio di Vinci a Matrix è stata confermata dalla Cnn, spiegando che la proposta di Mediaset «è un’ulteriore conferma della grande considerazione che Vinci e Cnn godono in Italia”. Per questo Cnn International offre al giornalista la possibilità di assentarsi dai suoi impegni fino alla fine di giugno.»
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Violante Placido è una Moana Pozzi acqua e sapone

violante-placido-collage

Violante Placido improbabile Moana Pozzi
Ma il ruolo è ormai suo

di Iannozzi Giuseppe

Violante Placido interpreterà Moana Pozzi. E’ deciso, non si torna più indietro. Le riprese di Moana, la fiction di Sky prodotta da Polivideo, interpretata da Violante Placido, avranno inizio nel mense di aprile. Sul piccolo schermo, con la faccia di Violante Placido, rivivrà la pornostar Moana Pozzi, una donna che per molti è un idolo, una icona morta a soli 33 anni per un tumore al fegato. Ma il mistero sulla sua morte è ancora fitto e alimentato dalla leggenda che vorrebbe la pornostar viva chissà dove. Ufficialmente Moana Pozzi è morta a 33 anni a Lione.
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Mentana non farà più Matrix ma continua il diverbio con Mediaset

Enrico Mentana fuori da Mediaset
Ma Matrix andrà avanti lo stesso
Che cosa pretende veramente Chicco?

di Iannozzi Giuseppe

Enrico Mentana si sfoga in una lettera inviata al direttore di Libero Vittorio Feltri, uno dei più accesi sostenitori del giornalista ex conduttore di Matrix: “Se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli”. Lo sfogo di Mentana farebbe dunque una dietrologia obbligata su il “come sono andate davvero le cose” e su il come le ha vissute lui “in prima persona”. Nella lettera, Chicco spiega che la sera della morte di Eluana non chiese lo spostamento in prime time di Matrix al posto del Grande Fratello ma che fece tre proposte: “Aprire nel programma (il Grande Fratello, ndr) una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’era previsto, ma un’ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Tutt’e tre le proposte furono bocciate, da qui le dimissioni.
Mentre Mentana litigava con Mediaset, su Rete4 Emilio Fede conduceva una fin troppo larga finestra sulla dipartita di Eluana. Un non-stop morboso intorno alla sofferenza, alle recriminazioni politiche e sociali, che ha tradito il silenzio invocato dalla famiglia Englaro. Emilio Fede, al pari di altri suoi colleghi statalizzati e non, ha portato in prima serata la morte spettacolarizzata e sottomessa alle logiche dei palinsesti televisivi nelle case degli italiani, trasformando Eluana in una sorta di vittima, uccisa dall’ottusità della legge italiana.
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La Bruni in tv: «Calunnie, non ho difeso Battisti»

La Bruni in tv: «Calunnie,
non ho difeso Battisti»

Show da Fazio della première dame: «Prima di sposarmi con Sarkozy ero più di sinistra»

Fonte: Il Corriere della Sera.it

MILANO — «Sono contenta che tu me lo chieda. Sono molto sorpresa che i media italiani possano pensare che io abbia avuto un ruolo. Non mi permetterei mai, prima di tutto non ne ho l’ideologia. Non ho mai voluto difendere Cesare Battisti. E sono contenta di poterlo dire anche alle vittime del terrorismo degli anni di piombo. E poi è molto deplacé (fuori luogo, ndr), come si dice in Francia: mai la moglie del presidente potrebbe andare a parlare al presidente brasiliano per una cosa che neanche c’entra con la Francia. Per me è stata una calunnia».

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I 70 anni del Signor G

I 70 anni del Signor G

Le sue canzoni raccontano la psicopatologia quotidiana dell’uomo moderno di fronte a un mondo da cui si sente escluso (anche per colpa della politica)

di Paolo Di Stefano

Fonte:  Corriere della Sera. it

Se siete troppo giovani e non l’avete mai visto in scena, andate a cercarlo su youtube. Troverete il Gaber migliore. Quello che, solo sulla scena buia, nel suo Teatro-Canzone si muove facendo ondeggiare le braccia con un ghigno tragicomico, ammiccante e finto-ebete insieme. Quello di “Far finta di essere sani” e di “Libertà obbligatoria”, ma non solo. E per estensione, da lì si può passare in rassegna un repertorio che, dopo le follie giovanili spesso geniali (e già di rottura) legate alle periferie cittadine (“Ballata del Cerutti”, “Trani a gogò”, che scrisse con Umberto Simonetta ottenendo nel ‘62 un successo rovinoso: rovinoso perché lo spinge verso la tv con esiti non sempre esaltanti), ha una rara coerenza.

Nasce attorno al ‘70 il Gaber che ci parla ancora oggi con sorprendente energia: canta non la politica o l’antipolica ma la psicopatologia della politica malintesa, il cantore della solitudine dell’uomo di fronte alla società dei consumi e degli slogan, dell’incompatibilità tra conformismo ideologico e soggetto critico, del rapporto eternamente agonistico tra perbenismo pubblico e coscienza individuale, l’ipocrisia euforica del “si può”: “Si può, siamo liberi come l’aria, si può, siamo noi che facciam la storia, si può…”. Quello che in un inno parodistico alla democrazia racconta la tentazione, tipica di un italiano qualunque, di portarsi via la matita dalla cabina elettorale.
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Santoro: «Siamo scomodi per il sistema politico»

Santoro: «Non tollererò più insulti»
Il Cda: «Annozero fazioso e intollerante»

il consiglio di amministrazione: «rispettare anche il punto di vista degli altri»

Fonte: Corriere.it

ROMA – Ha scritto una lettera al cda della Rai per rispondere alle accuse, ma ha ricevuto una bacchettata dallo stesso Consiglio di amministrazione. Michele Santoro ancora al centro delle polemiche dopo la puntata di “Annozero” di giovedì scorso (durante la trasmissione, dedicata al conflitto su Gaza, Lucia Annunziata aveva abbandonato lo studio in diretta, dopo uno scontro con il conduttore)
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Annozero, Fini chiama Petruccioli Santoro replica: «Questa è censura»

Annozero, Fini chiama Petruccioli
Santoro replica: «Questa è censura»

«Su Gaza superato livello di decenza». Il presidente Rai: «Programma merita critiche severe, il Cda valuterà»

Fonte: Il Corriere della Sera.it

ROMAAnnozero, la trasmissione di Michele Santoro dedicata al conflitto a Gaza, continua a scatenare polemiche e intorno a Lucia Annunziata, che ha lasciato lo studio tv dopo un battibecco con il conduttore, si raccoglie la solidarietà del centrodestra. «L’Annunziata ha fatto bene, speriamo che ora anche a sinistra capiscano come funzionano le trasmissioni di Santoro» attacca il premier Silvio Berlusconi, che non ha mai nascosto la sua antipatia per Annozero. Durante il Consiglio dei ministri il premier avrebbe espresso un «plauso» pubblico alla giornalista, puntando il dito contro «l’imparzialità» di Michele Santoro. Nessun commento dalla diretta interessata, che si è limitata a dire: «C’è una trasmissione e ognuno può rivederla e farsi la propria opinione».

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Forse a Faber sarebbe piaciuto

Forse a Faber sarebbe piaciuto

di Andrea ScanziFonte: La Stampa.it

E’ raro vedere in Italia un livello medio televisivo come quello di ieri sera a Che tempo che fa. Merito, anzitutto, della grandezza del cantautore ligure. E di chi lo ha ricordato (quasi sempre) bene.

Non amo particolarmente la televisione di Fabio Fazio, per motivi che presto spiegherò in altri lidi. E resto convinto, da persona che minimamente lo ha conosciuto e massimamente visto e ascoltato, al punto da laurearsi (anche) su di lui, che a Fabrizio De André  questa celebrazione trasversale avrebbe dato ai nervi.
Faber odiava la melassa, il buon senso comune, la maggioranza. Ci ha lottato contro una vita. E adesso, lui che stava ferocemente antipatico a tanti, sembra piacere a tutti. Un altro sintomo di questo paese culturalmente e politicamente al livello minimo di coscienza.
La serata di ieri a Che tempo che fa, per il decennale della scomparsa (e scomparsa è la parola giusta, dà il senso dell’assenza inesorabile), nasceva quindi rischiosa. Per via del manovratore (certo un deandreiano doc) e del contesto.
E invece è stata una bella serata.
Era tenera la serenità commossa di Dori Ghezzi, era dolcissimo il sorriso eterno di Fernanda Pivano.
Nulla è perfetto, anzitutto i tributi. Ancor più se dedicati a chi non amava i tributi. Ho avuto una gran voglia di invadere la Polonia quando ho sentito Lucio Dalla cantare Don Raffaè. Mi sono addormentato – sventolando bandiera bianca – con Franco Battiato (Inverno). Ho sposato la catatonia mentre il professor Roberto Vecchioni annacquava Girotondo e l’etica deandreiana con la consueta vagonata di retorica monocorde. Poco convincente anche Samuele Bersani (mai devastante dal vivo) ne Il Bombarolo. Evito poi di parlare della lettura di Luciana Littizzetto de Le nuvole, testo – monumentale – che forse avrebbe messo in difficoltà perfino Vittorio Gassman. Figurarsi lei.
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La sventura di Luxuria

La sventura di Luxuria

Fonte: Il Riformista.it

Poco onorevole. La sinistra spaccia una scelta da uomo/donna di spettacolo per battaglia dei diritti. Ma confondono la rivoluzione comunista con la delazione matrimonialista che l’ex deputata compie ai danni di Rossano e Belen…

Il padre di Vladimiro, durante un collegamento, squarcia il velo di ipocrisie e saluta il figlio. Perché si confonde l’egemonia culturale con l’agonia catodica di un partito politico?
Anche nelle trasmissioni più deteriori, dove il peggio della razza umana dà mostra di sé, ci possono essere momenti epifanici.
Momenti rivelatori, che ci immettono in una qualche verità, squarciando il velo delle ipocrisie. È accaduto lunedì sera all’ “Isola dei famosi”, quando il padre di Vladimir Luxuria ha salutato la figlia con un «Ciao bello!» che tradiva l‘identità sessuale di partenza del figlio, ex deputato di Rifondazione comunista, arrivato all’Isola con un “fanfaresco” «Bella ciao!». Sotto mentite spoglie è anche la campagna che Liberazione ha montato su Luxuria, spacciando una scelta da uomo/donna di spettacolo per una difesa di diritti civili. Luxuria vagheggiò pure un presunto interesse per i diritti degli indios dell’Honduras. I quali, in realtà, subiscono più che svantaggi che altro dalla trasmissione di RaiDue. Per i pochi fortunati che non sapessero della battaglia di Vladimir Luxuria, essa consiste nel sostenere che la bella argentina Belen, fidanzata con Marco Borriello, e il gigolò Rossano, maritato con Ivana Trump, si siano baciati. Non li ha visti, ammette, sennò sarebbe una “spia”. Si limita a riferire che altri avrebbero visto il bacio. Dunque, una “delatrice”. Eccoci qui, dalla rivoluzione alla delazione. Dall’egemonia culturale all’agonia catodica. Dalla rappresentanza allo sputtanamento. Che Luxuria spaccia per «coraggio della verità», «difesa delle minoranze». Quali? Quelle mentali. A fare una lettura “di genere” di quello che è avvenuto sull’isola, l’impressione è che Luxuria, che millanta un irresistibile sex appeal, nonostante la fame anche sessuale che regna sull’isola, non ha battuto chiodo. E venuta meno la parte construens, si è dedicata a quella destruens. Cioè sfasciamatrimoni.
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Jennifer Aniston photoshoppata su GQ Usa

Jennifer Aniston photoshoppata su GQ Usa

L’attrice confessa: “La foto è stata ritoccata”

di Iannozzi Giuseppe

Jennifer Aniston getta la maschera, o meglio Photoshop. L’attrice americana, che ha conosciuto successo e popolarità grazie alla serie televisiva Friends, ha confessato che le foto senza veli apparse sulla rivista GQ sono state ritoccate al computer. La bella Jennifer Aniston che campeggia sulla copertina di GQ, perfetta come una dea scesa in terra, in realtà è il frutto della computer graphics, almeno in buona parte. La confessione è arrivata nel corso d’un’intervista a The View. “Dov’è finita la tranquilla ragazzina di Friends?”, le ha chiesto a bruciapelo la giornalista facendo riferimento alla sexy copertina di GQ. E Jennifer Aniston ha ceduto: “E’ stata ritoccata con Photoshop”.

Jennifer Aniston, ex moglie di Brad Pitt, già nel 2005 era apparsa sulla copertina di GQ con indosso solo un pantaloncino in jeans. Recentemente la Aniston aveva dichiarato di non veder l’ora di avere 40 anni suonati.
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RaiDue censura Brokeback Mountain: fascismo omofobo nella tv di Stato?

RaiDue censura Brokeback Mountain:
fascismo omofobo nella tv di Stato?

di Giuseppe Iannozzi

RaiDue ha censurato Brokeback Mountain. Il film di Ang Lee è andato in onda ieri sera in seconda serata, e per giunta molte scene sono state violentemente tagliate. Il servizio pubblico ha pensato bene di adoprare la censura, un servizio pubblico che i contribuenti italiani pagano anno dopo anno per fare andare in onda L’Isola dei Famosi con Vladimir Luxuria e Simona Ventura strapagate ma non Brokeback Mountain, film vincitore del Leone d’oro a Venezia, di ben tre Oscar nel 2006 e di ulteriori 4 Golden Globe. Tratto dal romanzo del premio Pulitzer Annie Proulx e ambientato tra gli spazi verdi e incontaminati del Wyoming durante gli anni Settanta, Brokeback Mountain ha per protagonisti due cowboy: Jack Twist (Jake Gyllenhaal) e Ennis Del Mar (Heath Ledger). Il film è stato tagliato senza pietà alcuna: sono state fatte fuori tutte le scene dove i due cowboy del Wyoming vivono la loro drammatica passione amorosa, sono state tagliate tutte le battute che avessero un seppur pallido riferimento omerotico: il risultato è che su RaiDue non è passato il film di Ang Lee, ma una pellicola incomprensibile a causa di tutti i tagli operati dagli omofobi dirigenti in RaiDue, perché si può solo essere omofobi per censurare un film delicato, drammatico e poetico come Brokeback Mountain.
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«Ho svecchiato la sinistra con gli intrighi dell’Isola ma non sarò un idolo rosso»

Simona: «Non sarò un idolo rosso»

«Ho svecchiato la sinistra con gli intrighi dell’Isola ma non sarò un idolo rosso»

Simona Ventura
Simona Ventura

Fonte : Corriere della Sera.it

MILANO — Una volta «L’Isola dei famosi» ridava popolarità a chi l’aveva perduta, oggi è la ribalta di battaglie politiche. Non a caso, giovedì, Michele Santoro ha dedicato il suo «Annozero» al reality show, ospitando la vincitrice Vladimir Luxuria e la rivale Belen Rodriguez. Titolo «L’Isola di Obama».

Simona Ventura in questi giorni è a Miami per «ricaricare le batterie». Ma si è sintonizzata su Rai International e si è vista «Annozero ». «Che grande soddisfazione — esclama, poco dopo aver terminato la sua corsetta mattutina — neanche nei sogni più remoti avrei mai pensato di essere l’argomento di Santoro». Questo idillio tra la Simo e la sinistra suona curioso. Ma non nuovo. Qualche anno fa la conduttrice diede una strigliata all’allora ministro Gasparri sulla libertà di satira. E anche lì, per un po’, diventò l’idolo rosso. Lei ride: «È vero, la sinistra ogni tanto mi mette sul piedestallo, poi però mi attacca perché scherzo sulla foto di Veltroni. La verità è che io mi sono sempre tenuta lontanissima dalla politica».
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Crozza invita a Crozza Italia Live Berlusconi per una sfida all’ultima battuta (comica)!

Crozza invita a Crozza Italia Live Berlusconi
per una sfida all’ultima battuta (comica)!

di Giuseppe Iannozzi

Silvio Berlusconi si rivolge ai “suoi” ministri al governo e l’esplicito invito è quello di non partecipare a trasmissioni televisive dove manca il contraddittorio. L’invito viene portato, secondo alcune indiscrezioni, nel corso del Consiglio dei Ministri: non ci si può sbagliare, il Premier ce l’ha su con Maurizio Crozza. L’accusa che gli muove contro è quella di mettere in difficoltà gli ospiti con domande che lui, Crozza, ha avuto il tempo di preparare nel corso di una settimana, mentre così no chi dovrebbe rispondergli – in genere nel giro di pochi secondi. Crozza subito porta la sua replica all’attenzione del Premier: “Ringrazio il presidente del Consiglio che, nonostante tutte le cose importanti che ha da fare, trova sempre un minuto per me, è davvero carino. In ogni caso non voglio sfuggire al dibattito, riconosco che è vero: io preparo le domande con anticipo e un povero ministro deve rispondere al volo. Gli verremo incontro: domenica prossima, in diretta farò qualche domanda a Berlusconi, e lui avrà una settimana per pensare alle risposte. Lo aspettiamo dunque in diretta la domenica successiva, 7 dicembre, ultima puntata di Crozza Italia Live. Venga, Presidente!».
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