Urlo, un film scritto e diretto da Rob Epstein e Jefrrey Friedman
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Allen Ginsberg interpretato da James Franco
“Un film che è poesia. Che è la poesia di Allen Ginsberg,
niente di più niente di meno.”
iannozzi giuseppe
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Vittorio Sgarbi si spoglia a Pomeriggio 5: “Criminalizzare il nudo è sbagliato!”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Vittorio Sgarbi si spoglia a Pomeriggio 5
“Criminalizzare il nudo è sbagliato!”
a cura di Iannozzi Giuseppe
Vittorio Sgarbi si spoglia nel corso della trasmissione “Pomeriggio 5″ condotta da Barbara D’Urso. Il critico d’arte si è levato la camicia e ha poi promesso di togliersi i pantaloni.
Il motivo?
Una accesa discussione sul nudo e su chi utilizza il proprio corpo in televisione: “Crimilinazzare il nudo e chi si voglia spogliare, anche per soldi, è sbagliato! Io mi sono spogliato perché mi piace e lo faccio gratis. Se uno viene a casa mia mi trova nudo!”
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2° Festival del Cortometraggio “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

2° Festival del Cortometraggio
“I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi”
Dopo il notevole successo della precedente manifestazione, suggellata dalla presenza del regista Roberto Faenza come presidente della giuria, Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico, dirigerà la seconda edizione del Festival del Cortometraggio “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi” rivolto ai filmaker italiani e stranieri.
L’evento si svolgerà dal 6 al 7 settembre 2010, ad ingresso gratuito, dalle ore 21.00 alle 24.00, nell’ambito di accordi @ DISACCORDI – XI Festival del Cinema all’Aperto, presso il Parco del Poggio (Napoli) e prevede la proiezione dei cortometraggi che saranno selezionati da una giuria qualificata composta da registi, attori, registi, critici cinematografici, giornalisti ed operatori del settore.
L’intento è quello di valorizzare, promuovere e divulgare il cortometraggio come forma espressiva particolarmente valida a livello sociale e culturale, di sviluppare le potenzialità dei linguaggi artistici dei nuovi media; rispondere alle esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti e dare a tutti i filmaker di talento la maggiore visibilità possibile. Ogni opera deve avere durata massima di 60 minuti, inclusi i titoli di testa e di coda e sono ammessi cortometraggi già presentati o premiati in altri concorsi.
L’iscrizione al 2° Festival del Cortometraggio “I Corti sul Lettino – Cinema e Psicoanalisi” è gratuita e la data di scadenza è il 15 giugno 2010.
La Giuria del concorso, a suo insindacabile giudizio, attribuirà i seguenti premi: migliore cortometraggio, regista, sceneggiatore, attore protagonista, attrice protagonista, documentario e colonna sonora.
I partecipanti dovranno inviare alla segreteria del concorso, allegandola alle opere inviate, la scheda di adesione al bando, scaricabile dal sito www.cinemaepsicoanalisi.com
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Whitney Houston sta bene. Solo malignità su di lei
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Whitney Houston sta bene
Solo malignità su di lei
di Iannozzi Giuseppe
Whitney Houston ha risposto alle pressanti domande dei giornalisti a Londra. La cantante è difatti arrivata oggi da Parigi, dov’era ricoverata. Alcune indiscrezioni parlavano di “uso di droghe”. Whitney Houston ha smentito e ha bollato le insinuazioni come “ridicole”. Dunque stando alle dichiarazioni della cantante nessuna ricaduta nella droga: “Su queste cose semplicemente non rispondo. Non le leggo nemmeno. Faccio quello che amo fare, ovvero cantare. La parte migliore è proprio quella di incontrare i miei fan in tutto il mondo”.
Whitney Houston ha assicurato di aver recuperato dai problemi respiratori per cui era stata ricoverata in un ospedale di Parigi e ha annunciato di essere pronta per il suo tour europeo. Lo ha riferito la rivista People. La cantante 46enne ha detto di sentirsi “bene, molto allegra e in perfetta forma”.
Parigi era la prima tappa della sua tournée europea che porterà l’artista anche a Tenerife (30 aprile) e poi in Italia, Svizzera, Germania, Austria e Belgio.
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Minzolini. Epurazioni programmate in Rai
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Minzolini.
Epurazioni programmate in Rai
di Iannozzi Giuseppe
Tra la giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi e il direttorissimo Augusto Minzolini è scontro aperto “al pubblico”: una formale lettera di contestazione è stata inviata da Minzolini alla giornalista. La sua colpa sarebbe quella di aver rilasciato ieri 2 aprile 2010 una intervista al quotidiano la Repubblica.
Il direttorissimo del Tg1 Augusto Minzolini, dopo che Maria Luisa Busi aveva dichiarato al quotidiano che il contestato cambio della guardia di ieri alla conduzione di alcune edizioni del Tg1 era “una rappresaglia”, ha deciso per un richiamo bello forte duro in diretta. Il risultato che il direttorissimo è riuscito a racimolare è di venti di tempesta. Contro la Rai, e in particolare su Minzolini e sulle sue prese di posizione personalissime e fuori da ogni canone di libertà di espressione, la Fnsi, molti giornalisti della Rai nonché diversi consiglieri dell’azienda.
Nell’intervista rilasciata a la Repubblica la conduttrice definiva “non casuale” il fatto che dalla conduzione fossero stati cancellati i volti di coloro che non hanno firmato la lettera a favore del direttore sul caso Mills. Aggiungendo che la decisione di Minzolini “ha colpito volti storici e professionisti liberi di questo giornale”. Parlava infine di un clima “insostenibile” in redazione. Tre volti sono stati infatti rimossi dal Tg1 della Rai, in tutta fretta: Tiziana Ferrario (tg delle 20), Paolo Di Giannantonio (tg delle 13,30) e Piero Damosso (tg del mattino). Saranno sostituiti da Francesco Giorgino (tg delle 20), Laura Chimenti (tg delle 13,30) e da Francesca Grimaldi per le edizioni del tg mattino.
Si parla di epurazione dopo le elezioni regionali.
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Andrea Bocelli cammina sulla Walk of Fame con Caruso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Andrea Bocelli cammina
sulla Walk of Fame con Caruso
a cura di Iannozzi Giuseppe
Un premio più che mai meritato in un’Italia che i riconoscimenti li regala a principi e a chi meriti non ha. Ad assegnarlo però non è l’Italia, bensì Hollywood: Andrea Bocelli, il tenore italiano più amato al mondo, è stato inserito nella prestigiosa Walk of Fame. Adesso c’è anche la sua stella: è il settimo italiano a ricevere il riconoscimento che, in pratica, elegge a Mito la star italiana: insieme ad Arturo Toscanini, Anna Magnani, Bernardo Bertolucci, Sophia Loren, Enrico Caruso e Rodolfo Valentino, oggi c’è anche Andrea Bocelli. Un onore quello di essere nella Walk of Fame che è per pochissimi, solo per chi di innato talento. Bocelli è in ottima compagnia: solo un altro tenore è insieme a lui, il tenore dei tenori Enrico Caruso.
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Morgan da Santoro con Celentano finalmente canta la sua canzone in Rai
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morgan da Santoro con Celentano
finalmente canta la sua canzone in Rai
di Iannozzi Giuseppe
Celentano, Adriano Celentano telefona in diretta ad Annozero e prende le difese di Morgan: “Prima di tutto complimenti per la trasmissione, meglio dei Raccomandati. Certo che è una serata pacata. Forse la droga calma un po’. Dopo che Filiberto ha partecipato a Sanremo è chiaro che per essere ammessi al Festival non c’è bisogno di essere dei cantanti. Quindi ci possono andare tutti, tranne quelli che fumano e ovviamente anche i tabaccai. Le sigarette fanno venire il cancro, ma anche le polveri sottili. Così ho saputo, voci di corridoio, che l’anno prossimo al Festival non ci sarà nessuno. Anzi Masi (Mauro, direttore generale della Rai, ndr) e Mazza (Mauro, direttore di Raiuno, ndr) preparano un decreto: esclusi tutti quelli che hanno l’automobile… Con Morgan la Rai è stata anche troppo buona. Credevo che lo fucilassero. Bisogna fare una distinzione fra ciò che fa bene e ciò che fa male. Ma non c’è nulla che faccia bene. Allora cerchiamo il male minore. Uniamoci tutti, politici, uomini di spettacolo, veline e Pupo. Siamo tutti colpevoli. E Sanremo non si farà più».
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Ornella Muti sotto il bisturi. E’ meglio o peggio?
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ornella Muti sotto il bisturi.
E’ meglio o peggio?
di Iannozzi Giuseppe
Ornella Muti oggi è bionda. No, di più: biondissima e senza una ruga. Un lifting che le sarà costato un occhio della testa. Bisogna però dire che il chirurgo plastico ha fatto davvero un gran bel lavoro, d’altro canto aveva solo da sistemare qualche imperfezione dovuta all’età su una donna già molto bella di suo.
La bella attrice, classe 1955, si presenta come una trentenne davanti alle telecamere del Chiambretti Night. Impeccabile. Ma Ornella Muti impeccabile lo è sempre stata. Bellissima sempre. Il sogno impossibile di milioni di italiani e non sempre. Oggi che si è concessa un lifting, lei che è sempre stata bella, baciata dalla natura, non muove scandalo alcuno, tanto più che ammette d’esser ricorsa al bisturi: “Sono molte le donne che ricorrono ai ritocchini”.
In tutta franchezza, anche se non avesse fatto ricorso alla chirurgia plastica, noi Ornella Muti l’avremmo amata comunque. Forse di più.
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La luce di Norröra. Il video di Chatterly per La luce di Norröra del cantautore Pippo Pollina
Pubblicato da Chatterly
La luce di Norröra
Il mio ultimo video ispirato all’omonima bellissima canzone di Pippo Pollina, dall’album Bar Casablanca [link]
My last video inspired by the song same title from the amazing album Bar Casablanca by Pippo Pollina, italian songwriter [link]
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La Bardot: “Io, 75enne ribelle Una vita senza rimpianti”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Bardot: “Io, 75enne ribelle
Una vita senza rimpianti”
B.B. si confessa: “Da decenni non metto più piede in un cinema. La mia vita a difendere gli animali. Dei miei amori restano bei ricordi. Mio nonno l’uomo che ho più amato”
di DARIO CRESTO-DINA – Fonte: La Repubblica.it
“JE ME FOUS”, me ne fotto. Eccola Brigitte Bardot, diventata prima Bri-Bri, la bambina, poi B. B., la donna creata da Dio, poi, molto prima che volessimo, quasi più nulla, un fantasma che non passa davanti agli specchi e che urla contro tutti dal suo nascondiglio, senza essere mai cambiata davvero, se non per le ferite che si è procurata da sé.
Settantacinque anni da ribelle che dovrebbe ma non festeggerà lunedì, mentre la Francia rivede i suoi film, accarezza nostalgica la sua bellezza, si fa risalire in gola il gusto del desiderio. Lei se ne frega, continua a fare ciò che le piace, molto poco, e a dare fastidio.
Quasi vecchia, quasi brutta, quasi cattiva. Eppure quasi dolce nella sua casa rifugio di Saint-Tropez, dentro le sue frasi secche e ruvide che sono epitaffi. “Una casa semplice, rustica, con travi e mattonelle provenzali, un grande camino, le pareti per le quali ho scelto i colori del sole, una casa piena di fiori e di animali”.
Lei è sola, signora. Si dice che solo chi ha conosciuto bene i suoi simili non teme la solitudine assoluta. È davvero così?
“Non lo so. Io ho scelto la solitudine per difendermi. Mi preservo dall’umanità che mi circonda, da questa umanità rumorosa e invadente. Vivo circondata da animali, alberi, fiori. Ho cavalli, asini, montoni, capre, maiali, galline, anatre, oche, piccioni. Poi, naturalmente, cani e gatti. Non so neppure quanti sono”.
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Addio a Fernanda Pivano ultima grande americanista protagonista della scena culturale internazionale
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Addio a Fernanda Pivano
ultima grande americanista
protagonista della scena culturale internazionale
a cura di Iannozzi Giuseppe
Nanda Pivano è morta a 92 anni. L’ultima grande americanista, indiscussa protagonista d’un ideale gemellaggio fra la cultura italiana e quella americana, se n’è andata. Si è spenta in una clinica privata di Milano. I funerali si svolgeranno probabilmente venerdì prossimo, a Genova, dove era nata il 18 luglio 1917.
Grande protagonista della cultura italiana, nel dopoguerra fu Nanda a far conoscere nel nostro Paese gli autori della Beat Generation, ma non solo. Dobbiamo a lei traduzioni immortali di grandissimi autori della Letteratura americana, da Edgar Lee Masters ad Ernest Hemingway, da Francis Scott Fitzgerald a Jack Kerouac ed Allen Ginsberg, firmando anche prefazioni per autori quali Dorothy Parker, Chuck Palahniuk, oltre a una fondamentale intervista a Charles Bukowski pubblicata in volume da Sugar edizioni.
Circa un mese or sono, nonostante la malattia, Nanda Pivano aveva consegnato a Bompiani la seconda parte della sua autobiografia, ultima fatica di un’intellettuale che ha vissuto sempre con passione, amica di tanti grandi della scena culturale internazionale.
“Sono quelle persone straordinarie che ci regala il cielo ogni tanto e che se ne vanno. La Nanda è una parte dell’universo, non una piccola parte di me che se ne va”. Così Dori Ghezzi, amica di Fernanda Pivano la quale fu ovviamente grande amica ed estimatrice di Fabrizio De André. “Fernanda Pivano ci ha insegnato un linguaggio universale che annullava tutte le distanze. Si faceva capire, dai più giovani a tutti gli altri”. E: “Sapevo che questa volta non ce l’avrebbe fatta e sono contenta di esserle stata vicina in questi ultimi giorni. Poche settimane fa, prima che io partissi per la Sardegna, avevamo cantato Bocca di rosa insieme. Ha lottato fino all”ultimo”. Ed ancora, ricordando quei giorni passati che li vide tutt’e tre insieme, Nanda, Fabrizio e lei, Dori Ghezzi: “Tra loro c’è stato un legame straordinario che ha coinvolto anche me. Ho avuto la fortuna di convivere con persone non comuni”.
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Mel Gibson revisionista. Nella classifica del Times è presente con ben tre film
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Mel Gibson: se lo conosci lo eviti
I peggiori film storici della storia cinematografica
a cura di Iannozzi Giuseppe
Se a qualcuno passasse per la testa l’idea di andare al cinema pensando d’imparare un po’ di storia oltre a godersi lo spettacolo, è forse il caso che si faccia un rassegnato segno della croce e che riprenda subito in mano i libri di storia, perché le pellicole accolgono solamente errori che definire grossolani è a dir poco riduttivo.
A Mel Gibson va indubbiamente la palma di peggior regista e sceneggiatore: è difatti il più ignorante tra gli attori, i registi e gli sceneggiatori. Nella classifica stilata dal Times, Mel Gibson è presente con ben tre film storici, storici per le impressionanti inesattezze che riesce a propinare a un pubblico sempre più disattento e ignorante, o forse solo lobotomizzato dall’industria hollywoodiana.
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Tiziano Scarpa: tutto lo schifo della cultura italiana nel premio Strega
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Tiziano Scarpa: vergogna dell’editoria italiana
di Iannozzi Giuseppe
Ritengo Tiziano Scarpa uno dei peggiori e dei più volgari scrittorucoli degli ultimi cinquanta anni pubblicati da un grosso editore. Antonio Scurati lo definisce “sintomo della degenerazione”, io dico che Scarpa è la degenerazione incarnata del sistema editoriale italiano. Scarpa è soltanto non pubblicabile: mi è difficile, molto, definirlo anche solo in via teorica uno scrittore, né mi riesce di dirlo imbrattacarte perché sarebbe in ogni caso tributargli troppo onore.
E’ Tiziano Scarpa quanto di peggio l’establishment dell’editoria sia riuscito a produrre negli ultimi decenni. Scarpa, improbabilissimo vincitore del premio Strega 2009 con Stabat Mater, è in assoluto il più pessimo dal 1947: la 63ma edizione dello Strega ha consegnato nelle mani di un incapace a tutto tondo un premio che non meritava in alcun modo. Questo Strega verrà ricordato per un unico motivo: Tiziano Scarpa il più pessimo dei tanti sédicenti scrittorucoli italiani.
Chi ha avuto la malaugurata idea di spendere i 17 Euro del prezzo di copertina per tentare di leggere Stabat Mater, ha dovuto confrontarsi con una storia pallidissima che non esiste tanto è improbabile, e sgangherata soprattutto. Inverosimile la trama, il libro – spacciato per romanzo – manca di stile, tranne nel caso si voglia considerare l’assoluta incapacità paraletteraria di Scarpa qualche cosa più di uno sputo catarroso. D’altro canto Tiziano Scarpa non è nuovo a presentare all’editoria italiana libracci oltremodo offensivi e fini a sé stessi: basti ricordare Kamikaze d’Occidente e Amami (disegni di Massimo Giacon) – quest’ultimo una accozzaglia di pornografia oscena fine a sé stessa, che pare esser stata partorita dalla testa sovraeccitata di un adolescente pustoloso onanista e perverso -, per cui non sorprende, non più di tanto, che Stabat Mater sia vuoto di essenza. Di qualità.
Antonio Scurati evidenzia in una intervista apparsa su La Repubblica: “Tiziano Scarpa: ovvero, il simbolo della categoria del marginale fotti e chiagni, di chi ha parlato per anni in nome degli esclusi e ha poi sfruttato l’emarginazione per trarne un beneficio personale, dimostrandosi così un oppositore funzionale al potere.”. Ed ancora: “… a differenza di Scarpa, che per anni ha sbeffeggiato il potere come i giullari delle corti medievali, in maniera irrilevante e innocua, salvo poi accorrere al tavolo di quello stesso potere. Un vero e proprio buffone di corte 2.0″.
Sarebbe ora che avanzi paraletterari come Tiziano Scarpa e gli ex Luther Blissett, oggi Wu Ming, non venissero presi in minima considerazione da editori e premi, a prescindere: sono loro due esempi di tutto il male possibile che sta infangando la cultura italiana, oramai ridotta a meno di uno spaventapasseri.
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Belen Rodriguez: Mi sentivo discriminata
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Belen Rodriguez: Mi sentivo discriminata
a cura di Iannozzi Giuseppe
Su OkSalute, intervistata, Belen Rodriguez dichiara: “Mi sentivo discriminata, giorno dopo giorno. Non potevo avere un documento, un conto in banca, una carta di credito, una tessera sanitaria. Era come se fossi un fantasma. Addirittura una volta sono andata in un pronto soccorso di Milano, per un mal di denti terribile. Mi hanno detto che non potevano aiutarmi perché non avevo la tessera sanitaria. In sostanza, non mi hanno curata perché ero clandestina. Quella volta, come altre volte, ho sentito sulla mia pelle la xenofobia di alcuni italiani, la repulsione per lo straniero. Ogni tre mesi, se dalla Questura non arrivava in tempo la risposta che aspettavo, prima che mi scadesse il visto turistico, dovevo lasciare i lavori iniziati, le opportunità che avevo faticosamente raccolto. Tornavo in Argentina con un pugno di mosche in mano. Quanti soldi di biglietti aerei ho speso in quei tre anni! E quanta rabbia covavo dentro”.
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Carla Bruni torna sul palco per festeggiare i 91 anni di Nelson Mandela
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Carla Bruni canta per Nelson Mandela
Nelson Mandela, il primo presidente nero del Sudafrica, festeggia il suo 91mo compleanno in casa a Johannesburg fra alcune decine di invitati. Ma il mondo lo celebra con un maxi-concerto a New York, dove una parata di star, fra le quali la first lady francese Carla Bruni, salirà questa sera sul palco del Radio City Music Hall per una esibizione di beneficenza alla quale, per motivi di salute, il simbolo della lotta all’apartheid e Premio Nobel per la pace non potrà partecipare. “E’ troppo debole per viaggiare e raggiungere New York” per le celebrazioni organizzate in suo onore, spiega Graca Machel, moglie di Mandela, in un’intervista alla Cnn. Anche se sempre impegnato con le sue iniziative caritatevoli “Madiba (così lo chiama la moglie) è stato costretto a rallentare il ritmo e questo per lui è frustrante. E’ una persona molto orgogliosa”.
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Crolla il palco di Madonna, un morto e 9 feriti a Marsiglia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Uno dei quattro argani che sostenevano
la copertura del palco ha ceduto
Un operaio ha perso la vita.
Annullato lo show, previsto per domenica
Crolla il palco di Madonna
Un morto e 9 feriti a Marsiglia
Madonna: “Sono sconvolta, prego per le vittime del crollo”
Fonte: Repubblica.it
MARSIGLIA – Doveva essere la preparazione di una festa e invece si è trasformato in dramma l’allestimento del palco, allo Stadio Vélodrome di Marsiglia, sul quale domenica si sarebbe dovuta esibire la popstar Madonna, in una delle tappe del suo “Sticky and Sweet Tour” (due giorni fa lo spettacolo allo stadio San Siro di Milano). Quattro gru stavano sollevando il tetto del palco che si è improvvisamente sbilanciato, provocando la caduta di una gru e il crollo della struttura fra tubi e travi metallici. Una persona ha perso la vita, altre nove sono rimaste ferite, due sono in gravi condizioni.
L’incidente è avvenuto intorno alle 17.15. L’impianto aveva già ospitato, nei giorni scorsi, le esibizioni degli AC/DC e di Johnny Hallyday. Il concerto di Madonna, per il quale erano stati venduti biglietti da 135 a 250 euro, è stato annullato.
Madonna: “Sono sconvolta”. In quel momento erano una cinquantina le persone impegnate nelle operazioni di montaggio del palco, una decina delle quali si trovavano sulla struttura. “Sono sconvolta per aver appena ricevuto questa notizia così tragica – ha dichiarato la cantante – le mie preghiere vanno alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro colpiti da questa notizia sconvolgente”.
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Michael Jackson: Conrad Murray nel mirino della polizia di Los Angeles
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson:
Conrad Murray
nel mirino della polizia
di Los Angeles
a cura di Iannozzi Giuseppe
Si è subito pensato che, prima o poi, Conrad Murray sarebbe stato accusato di omicidio. La morte di Michael Jackson, il 25 giugno, ha subito attirato l’attenzione degli inquirenti, della famiglia, dei fans sul medico personale di Jacko, che mezz’ora prima aveva iniettato alla popstar una dose di Propofol, potente anestetico usato solitamente per eseguire interventi chirurgici. La notizia è ufficiosa e viene data in anteprima dal sito Tmz.com. Secondo una fonte vicina alla polizia di Los Angeles, l’arresto cardiaco di Michael sarebbe stato causato proprio da una dose letale di Propofol. Si parla di “pesanti prove a carico del dottor Murray”.
Ma ci sono anche altri grandi indagati: il medico delle star Arnold Klein, l’anestesista Stuart Finkelstein e un dottore che ha seguito la popstar negli anni Novanta, Neil Ratner. Il sito Tmz.com specifica che la polizia avrebbe tenuto “diversi colloqui con l’ufficio del procuratore di Los Angeles”; tuttavia non è stata formalizzata nessuna accusa. Per il momento.
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Harry Potter: anteprima mondiale per il sesto episodio della saga, la fine
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Harry Potter, brividi e catastrofi
Anteprima mondiale per il sesto episodio della saga: la fine dell’innocenza tra scene da incubo e sospiri d’amore
LONDRA – Amore e morte, perdite dolorose, gelosie, pozioni letali, l’ombra minacciosa del maligno Valdemort e romantici baci (non sempre casti) di fanciulle in fiore: ecco Harry Potter e il principe mezzosangue, favola più dark delle precedenti. Non è un caso che negli Stati Uniti il sesto film della saga abbia avuto il visto «PG», più restrittivo del precedente «PG 13». Diretti dallo stesso regista di questo round, David Yates, arriveranno ancora altri due episodi, che si stanno girando contemporaneamente in Gran Bretagna, entrambi tratti dal libro finale di J.K. Rowling.
I ragazzi della magica scuola di Hogwarts sono cresciuti: avevano all’incirca dieci anni quando cominciarono a interpretare i loro personaggi e ora sono diciannove/ventenni tramutati in star per più generazioni di fan. Ride Daniel Radcliffe, Harry senza i proverbiali occhialini e con un volto da elfo: «Non siamo più bambini: nella realtà, come sullo schermo, dobbiamo confrontarci con i grandi dilemmi della vita, l’assenza di amici e insegnanti che il tempo ci ha rubato. I vantaggi? Finalmente possiamo baciarci liberamente, andare al pub, vestirci come ci pare. E, questa volta, ce le diamo anche di santa ragione con Draco (Tom Felton), proprio come in un western all’ultima sfida. Parlo a nome di tutti gli amici del clan: la saga di Harry Potter ci ha aiutato a crescere nel modo migliore, dando a noi e a tanti altri coetanei il gusto della lettura, il mistero della magia, il significato del confronto tra Bene e Male». Eccoli, spiritosi, tutti divertiti dal loro ultimo round di prodezze dove disputano, volando a cavallo di scope e con caschi di cuoio, una spettacolare partita di quidditch (il loro gioco tramutato anche in un vendutissimo videogame).
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Michael Jackson lo ricorda Lou Ferrigno. Sincera commozione per un ritratto inedito del Re del Pop
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson lo ricorda Lou Ferrigno
Sincera commozione per un ritratto inedito del Re del Pop
a cura di Iannozzi Giuseppe
Amici dal lontano 1995, Michael Jackson e Lou Ferrigno, l’ex Hulk rivela al Daily Mirror, con evidente commozione, che Jacko era in “ottime condizioni fisiche”, e racconta inoltre del suo rapporto d’amicizia con il Re del Pop svelandone tratti tenerissimi e inediti: “Michael era sottoposto ad uno stress tremendo ed è questo che lo ha ucciso. Aveva accumulato debiti per 400 milioni di dollari ed era come se avesse una pistola puntata alla tempia: per questo aveva deciso di tornare sulle scene.
Era un ragazzo fantastico, timidissimo ma molto dolce, che era consapevole di tutta l’attenzione di cui godeva, ma che quando era con me diventava una persona estremamente semplice. A legarci, è stata anche la nostra comune infanzia, fatta di soprusi e di dolore per colpa dei nostri padri. La sua via di fuga fu la musica, mentre la mia fu il body-building. In aprile, mi chiese di aiutarlo a rimettersi in forma in vista dei concerti di Londra: così andavo da lui tre volte a settimana con i manubri da poco più di un chilo per fargli fare gli esercizi, anche se Michael non amava i pesi, perché diceva che non voleva che gli venissero delle spalle e dei muscoli come i miei. Al che, io lo prendevo in giro, dicendogli che in nessuna maniera dei manubri di un chilo gli avrebbero fatto venire delle spalle grosse come le mie. Durante le sedute, parlavamo di tante cose: della vita passata e di quella presente, dei suoi sogni e delle sue speranze. Non c’erano guardie del corpo né security: lui non voleva nessuno intorno quando lavorava con me e spessissimo ascoltavamo della musica, Beatles e The Mama & The Papas in particolare. Michael mi ha pure insegnato il suo celebre Moonwalk, ma questo è un segreto che resterà con me.
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Per Michael Jackson 200 ore di registrato inedito. Forse dvd e cd postumi dal vivo
Pubblicato da admin
La commemorazione di Michael Jackson
200 ore di registrato per dvd e cd postumi
Il tributo del mondo intero al Re del Pop
a cura di Iannozzi Giuseppe
Un triste evento, seppur record annunciato. La pubblica commemorazione di Michael Jackson, stando alle previsioni degli addetti ai lavori, potrebbe battere in termini di presenze la cerimonia d’insediamento del presidente Barack Obama.
L’ultimo saluto al Re del Pop travolgerà il mondo intero.
Non era mai accaduto, nemmeno per Jim Morrison, Elvis Presley, Jimi Hendrix, John Lennon, Freddie Mercury, James Brown.
Gli osservatori, prevedendo una copertura mediatica gigantesca dell’evento, assicurano che l’evento potrebbe essere l’Evento, con la maiuscola: “Sarà probabilmente il maggiore funerale di una star nella storia e centinaia di migliaia di persone accorreranno a Los Angeles per parteciparvi, anche da dietro le barricate che impediranno a coloro non muniti di biglietti di avvicinarsi” allo Staples Center, dove si terrà l’omaggio pubblico martedì 7 luglio. Una scelta, quella sul luogo, che ha sollevato alcune perplessità per via dei pochi posti disponibili. Secondo gli osservatori la commemorazione sarà seguita online da un numero di persone superiore rispetto a quello registrato per l’insediamento di Obama, al quale hanno assistito, in base ai dati diffusi da Nielsen, 70 milioni di utenti contro i 40 milioni che lo hanno seguito in televisione.
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Un nuovo album e oltre 100 brani inediti il tesoretto di Michael Jackson
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson non è morto d’infarto
Un nuovo album e oltre 100 brani inediti
a cura di Iannozzi Giuseppe
Michael Jackson non sarebbe morto a causa di un infarto ma, più verosimilmente, per i troppi medicinali che stava assumendo, in particolare il Demerol. L’autopsia ha rivelato il buono stato di salute del Re del Pop, e questo fatto ha sorpreso gli stessi medici legali che parlano di “buono stato di salute generale del cantante”. La morte improvvisa sarebbe dunque da imputarsi a un mix di farmaci che avrebbero innescato una crisi cardiorespiratoria fatale. In ogni caso l’esame tossicologico approfondito non sarà disponibile prima di 4/6 settimane.
Sul corpo di Jacko sono state rivelati solamente dei lividi dovuti al tentativo di rianimazione e alcune cicatrici al volto, frutto degli interventi correttivi a cui Michael si era sottoposto nel corso degli anni. Non ci sono segni di colluttazione né evidenti patologie che avrebbero potuto portare Michael Jackson a una così veloce e triste morte. L’ipotesi più accreditata è che un mix di medicinali l’abbia stroncato. Il sito web Tmz, il primo ad annunciare la morte del cantante, citando un familiare di Jackson, aveva indicato dal canto suo già durante la sera di giovedì che sarebbe stata proprio una iniezione di Demerol a provocare l’arresto cardiaco al cantante, finito in coma e poi morto poco dopo. “Il medico legale ha ordinato il test tossicologici, polmonari e neuropatologici” ha dichiarato Harvey. Il portavoce dello staff medico ha inoltre confermato la notizia secondo cui l’artista stesse assumendo dei farmaci, ma si è rifiutato di rivelarne la natura. I medici si dicono comunque ottimisti circa la possibilità di svelare il mistero di una morte che tiene con il fiato sospeso milioni di persone in tutto il mondo: “Possiamo affermare con certezza che i risultati dei test ci permetteranno di risalire alle cause del decesso”.
Per l’entourage di Jacko i dubbi sono pochi: il Demerol, che Michael Jackson prendeva combinato ad altri medicinali prescrittigli da “medici ciarlatani”, gli ha tolto la vita. In ogni modo gli inquirenti hanno disposto, insieme all’ufficio del coroner della contea di Los Angeles, una serie di esami supplementari.
L’autopsia è durata circa tre ore e il portavoce dell’ufficio del coroner ha confermato che Jackson è morto nella Emergency Room dell’ospedale dell’Ucla. Gli esami autoptici sono terminati in serata, per cui il coroner ha autorizzato la famiglia a seppellire il cantante. La salma è stata restituita in tutta segretezza ai familiari. La consegna è avvenuta verso le 21 ora locale (le 6 in Italia), riuscendo a evitare le orde di paparazzi appostati davanti all’istituto medico-legale, ha precisato Winter. La destinazione delle spoglie del Re del Pop non è stata resa nota e, per fortuna, non ci sono state fughe di notizie circa la data.
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De André canta De André. Per la prima volta Cristiano canta le canzoni del padre in chiave jazz
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
De André canta De André
Al via il tour estivo insieme a Cristiano
di Iannozzi Giuseppe
Cristiano De André, anche lui cantautore, figlio di Fabrizio, in questa estate che promette d’essere fin troppo calda arriverà con una proposta musicale/poetica che non si può non salutare con il più grande entusiasmo: Cristiano De André canterà le canzoni di Fabrizio. Chi meglio di lui potrebbe reinterpretare e portare di nuovo sul palco la poetica anarchia di Faber? Nessun altro. Se c’è una persona al mondo, quella è proprio e soltanto Cristiano De André.
Nella splendida Reggia di Venaria Reale, a Torino, il 30 giugno nei Giardini Juvarriani tra rose rare ed echi di altri tempi forse più nobili forse più barbari, Cristiano tornerà sul palco. Cristiano De André, oltre che cantautore, è un valente polistrumentista come pochi in Italia e non solo. Cristiano suona praticamente di tutto: dalla chitarra al bouzouki, dal violino al pianoforte e tastiere. Lo spettacolo si avvale dell’impeccabile regia di Pepi Morgia, già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio De André.
Cristiano De André torna dopo sei anni dalla sua apparizione al Festival di Sanremo. In questi sei anni ne ha viste di tutti i colori: depressione, fantasmi del passato, droga. Oggi Cristiano è un uomo più maturo d’un tempo, un artista più sereno che ha sconfitto i suoi dèmoni, così come fece il padre Fabrizio, ed è pronto a dimostrarlo sul palco cantando proprio le canzoni di Faber.
E’ la prima volta in assoluto che Cristiano canta le canzoni di Fabrizio, nonostante abbia partecipato come seconda voce in alcuni concerti del papà. Ad accompagnarlo sul palco un trio jazz di primo piano: Stefano di Battista, Rita Marcotulli e Paolo Basso.
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Michael Jackson non ha il tumore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson smentisce d’esser malato
di Iannozzi Giuseppe
Questa volta Michael Jackson sembra faccia davvero sul serio. Non si ferma di fronte a niente e nessuno. Pare sia tornato quello degli anni Ottanta, scattante come non mai: un gatto, e poco o nulla importa che sia nero o bianco. Ha appena finito la selezione dei ballerini che lo accompagneranno in scena per le previste cinquanta date alla 02 Arena di Londra. Concerto di apertura, l’8 luglio.
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La Parietti si spoglia… ma del trucco
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Parietti si spoglia… ma del trucco
di Iannozzi Giuseppe
Quella di spogliarsi del trucco è diventata una moda. Ci è cascata anche Alba Parietti che si fa fotografare a 47 anni senza trucco. Il trucco non c’è e si vede: Alba Parietti appare una bella donna sì, ma che ha la sua età. I VIP, in tempi di crisi come quelli che siamo attraversando e da cui sembra impossibile uscire tutti interi, sono disposti a tutto, o quasi, soprattutto se oramai la loro carriera volge alla fine.
Per campare la povera Alba Parietti è stata costretta a mostrarsi senza trucco: per fortuna che le sue lunghe gambe sono “poliglotte”, altrimenti la suffragetta in odor di comunismo potrebbe piangere pure tutte le sue lacrime che tanto nessuno le presterebbe attenzione.
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Shooting Silvio in onda su Sky ed è polemica del Pdl
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
«Shooting Silvio» in onda su Sky
Insorge il Pdl: «Stupefacente»
Il centrodestra critica l’emittente:
«Quel film è un incitamento alla violenza contro il premier»
fonte: Corriere della Sera
ROMA – È polemica tra Sky e Pdl. Dopo la messa in onda del film ‘Shooting Silvio’, gli esponenti del centrodestra criticano duramente la scelta dell’emittente satellitare. «È davvero stupefacente – osserva in una nota il deputato Pdl Piero Testoni – che nel periodo delicato che attraversa il nostro Paese, che sta dando prova di una solidarietà e di un’unità d’intenti che non ha precedenti, per la tragedia dell’Abruzzo, una grande televisione privata non trovi di meglio che mandare in onda un discutibile film, ormai datato, contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi». «Non ne facciamo una questione politica, perché la vera politica in una scelta così discutibile e di basso profilo preferiamo non entri nemmeno. Ne facciamo invece – osserva – una questione di stile e buon gusto. Che vengono prima della politica e che dovrebbero valere sempre per qualunque idea s’intenda rappresentare. Mandare in onda questo film è stata un’autentica caduta di stile».
PESSIMA TV – Se Testoni non cita né l’emittente né il titolo della pellicola, è la deputata Pdl Beatrice Lorenzin a chiarire che «la trasmissione del film ‘Shooting Silvio”, andato in onda lunedì sera su Sky Cinema, è un esempio di pessima televisione: è un inno alla violenza e – avverte – un incitamento implicito ad azioni efferate contro l’uomo e contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una simile programmazione non ha nulla a che fare con la libertà di espressione». Francesco Casoli, vicepresidente dei senatori Pdl, ribadisce che «Sky ha proposto la pellicola ‘Shooting Silvio’, storia di un giovane scrittore che desidera diventare l’assassino di Berlusconi. In un momento delicato come questo, tra crisi economica e terremoto, è davvero scadente e di pessimo gusto trasmettere una pellicola del genere che – osserva – predica solo odio contro il premier».
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