Saviano denuncia: “Io, prigioniero di Gomorra, andrò via dall’Italia, almeno per un periodo…”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Saviano denuncia: “Io, prigioniero di Gomorra,
andrò via dall’Italia, almeno per un periodo…”
«Andrò via dall’Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà… Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. ‘Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l’odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me.
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Berlusconi fallisce con l’Alitalia. I dipendenti: “Meglio falliti che in mano ai banditi!”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Berlusconi fallisce con l’Alitalia
I dipendenti: “Meglio falliti
che in mano ai banditi!”
a cura di Giuseppe Iannozzi
Uno scroscio di applausi. E’ quello che hanno fatto i dipendenti Alitalia, che stanno protestando sotto palazzo Clerici dove sono riuniti i soci della Cai, quando hanno appreso del fallimento delle trattative sul passaggio di Alitalia alla compagnia aerea italiana. “Meglio falliti che in mano ai banditi!”, hanno urlato i dipendenti. “Via la casta, riapre l’asta! Buffoni! Tutti a casa, olè!”. Scene di gioia anche a Fiumicino.
“Ho avuto la conferma ufficiale del ritiro del piano da parte di Cai. La situazione è drammatica, potremmo essere di fronte a un baratro. Ci sono responsabilità della Cgil e dei piloti. E ci sono anche responsabilità politiche”: questo il commento a caldo di Silvio Berlusconi.
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Al mio amico Leo
Pubblicato da Errosa
Al mio amico Leo
di Nadia Errosa
Sei down e a me piaci così, con i tuoi grandi occhioni che incontrano i miei e mi abbracciano. Mi piaci così, mentre ti entusiasmi come un bambino se una nuvola, come dici tu, sgranocchia un raggio di sole o mentre soffi forte su una fogliolina sperando di sentire il fischio della natura.
Tu per me sei il cubo di Rubik: infinitamente coinvolgente e senza soluzione. Sei un’avventura, un naufragio che mi insegna a nuotare nel tuo mare così spontaneo e complicato, pieno di colori che non hanno voglia di unirsi tra loro ma che, separati, ne creano altri e altri ancora.
Hai il sapore del fresco anche quando tutto intorno è acre.
Mi incanti quando cammini dondolando un po’ la testa, facendomi immaginare che, tra una tempia e l’altra, nasca una musica che renda gioia anche ai più tristi.
Tu mi ricordi che il banale e il prevedibile, se sfiorati da te, sono concetti decisamente astratti, probabilmente inesistenti. Tu sei una delicata debolezza che mi rafforza ogni volta che ti incontro.
Tu fai veloce il tempo, lo trasformi in uno schiocco di dita: un attimo di distrazione ed è già sera, senza annoiarmi mai, perché mi fai correre nei tuoi slanci e nei tuoi entusiasmi, perché mi fai riposare mentre provi a leggermi “L’uomo di ferro”.
Poi, quando svanisce l’ultimo secondo e si fa buio, quando è ora di andare e mi stringi talmente forte da farmi sentire il tuo cuore dentro il mio, io sono felice d’essere amica tua. Semplicemente felice.
Ecco. Tu mi piaci perché della felicità fai una cosa semplice e normale.
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Pechino 2008 nel sangue: un morto, feriti gravi, arresti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Pechino 2008 nel sangue
Un morto, feriti gravi, arresti
a cura di Giuseppe Iannozzi
Siamo solo al primo giorno e già c’è il morto a Pechino. Un cinese invasato ha ucciso a coltellate un turista americano, ne ha poi ferito gravemente un altro e infine si è suicidato lanciandosi dal secondo piano della Torre del Tamburo, monumento che si trova nel centro della capitale cinese. Il turista era parente del ct della nazionale americana maschile di pallavolo, Hugh McCutcheon. Feriti gravemente la donna che era con lui, anche lei parente di McCutcheon, e la guida cinese che li accompagnava.
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nessuno ascolta il grido dei monaci tibetati assassinati
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
nessuno ascolta il grido
dei monaci tibetati assassinati
ecco le vere Olimpiadi di Pechino 2008
Anche tu sei un assassino?
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Nelson Mandela, 90 anni per la libertà
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Nelson Mandela, 90 anni per la libertà
Festa in musica in Hyde Park
in onore del leader per i diritti umani
a cura di Giuseppe Iannozzi
A Londra grande festa per i 90 anni di Nelson Mandela, grande e indiscusso leader per i diritti umani.
In Hyde Park tante le stelle del mondo dello spettacolo riunitesi per l’Happy Birthday a Mandela:
da Jamelia a Joan Baez, a Will Smith e sua moglie Jade. Un compleanno in musica con Annie Lennox, Razorlight, Simple Minds, Josh Groban, Joan Baez, Leona Lewis, The Sugababes, Eddy Grant, Jamelia. e Zucchero, il grande bluesman italiano. Assenti invece Bono Vox e The Edge che hanno affidato i loro auguri a una registrazione proiettata sul maxischermo: gli U2, impegnati in sala d’incisione, non potevano davvero sganciarsi dal lavoro, nemmeno per i 90 anni del grande leader per i diritti umani.
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LINEA GIALLA ONLUS: DESTINA IL 5 PER MILLE A CHI NE HA BISOGNO
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

AVRETE TUTTI RICEVUTO A CASA LETTERE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI ONLUS
CHE CHIEDONO IL 5 PER MILLE . TUTTAVIA CE NE SONO ALCUNE
CHE ANCORA NON HANNO LA POSSIBILITA’ ECONOMICA DI INVIARLE.
FRA QUESTE VI E’ LINEA GIALLA
WWW.STAZIONEMILANO.SPLINDER.COM
Per cui ho pensato bene di riportare qui i dati necessari:
LINEA GIALLA ONLUS C.F 97462100153
A buon intenditore poche parole.
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Aiutare subito le popolazioni del Myanmar, ex Birmania
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Aiutare subito le popolazioni
del Myanmar, ex Birmania
Secondo una fonte Onu, sarebbero oltre 5.000 chilometri quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy ad essere sommersi d’acqua e un milione le persone rimaste senza alcun riparo.
Le autorità birmane avrebbero dato l’okay all’arrivo nel Paese di un volo Onu di aiuti umanitari e di un piccolo gruppo di membri dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nell’ambito delle operazioni di soccorso alle vittime.
Tuttavia, dopo il ciclone, sulla dittatura birmana si abbattono oggi le accuse di non aver fatto nulla per salvare la popolazione. E a puntare il dito non è solo l’agenzia delle Nazioni Unite per il contenimento delle calamità ma soprattutto il dipartimento meteorologico indiano, che avvertì la Birmania dell’arrivo del ciclone Nargis con 48 ore di anticipo: “In tempo per evacuare vaste zone”. Ma nonostante le accuse, la giunta militare al potere, costretta dall’ecatombe a permettere l’ingresso agli aiuti internazionali, non ha ancora rilasciato i visti agli operatori delle agenzie internazionali.
I carichi degli aiuti rischiano di accumularsi nei magazzini senza poter essere distribuiti alla popolazione, i finanziamenti sbloccati da numerosi paesi rimarranno ancora inutilizzati.
Mentre il paese agonizza devastato dal passaggio del ciclone, il bilancio delle vittime continua a salire: ufficialmente le stime parlano di 22mila morti, ma secondo le organizzazioni umanitarie presenti potrebbero essere 50mila, forse anche più contando gli oltre 41mila dispersi. Per Kyi Minn, consulente dell’Ong cristiana World Vision, uno delle poche organizzazioni umanitarie straniere autorizzate a operare in territorio birmano, il ciclone di sabato scorso potrebbe rivelarsi ancora più disastroso dello tsunami di tre anni e mezzo fa in cui morirono 230mila persone. La città di Bogalay, nel delta dell’Irrawaddy, è distrutta al 95 per cento: diecimila i morti, mentre la maggior parte dei 190mila abitanti. In cinque regioni è stato dichiarato lo stato di disastro naturale. Nella capitale Rangoon, secondo le testimonianze, “La città è in ginocchio. Moltissime case sono state distrutte o danneggiate. Tantissima gente non ha più un tetto e si rifugia nelle strutture disponibili, in particolare le scuole o gli edifici governativi che sono affollatissimi. C’è disperazione e stordimento”.
“Dove sono tutte queste persone in uniforme sempre pronte a picchiare i civili? Dovrebbero venire fuori in forze e aiutarci a ripulire e a ripristinare l’elettricità”, spiega un povero autista di risciò.
Per ora, a spazzare le strade dai resti del ciclone, ci sono solo semplici cittadini, aiutati dai monaci buddisti.
Centinaia di monaci buddisti sono per le strade della capitale birmana per aiutare gli abitanti a sgomberare le strade soffocate dai detriti dopo il passaggio del ciclone. E’ la prima volta, dalle proteste del settembre scorso, che un numero così imponente di monaci esce dai monasteri liberamente per strada.
L’appello ad un ammorbidimento del regime di fronte alla calamità, intanto, è anche arrivato dai birmani in esilio, che chiedono alla giunta militare di consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di operare liberamente nel Paese, per portare assistenza e aiuti. E anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è detto disponibile ad “assistere il governo a far fronte alle necessità umanitarie, se richiesto”. Ma “per il momento - ha denunciato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di Coordinamento dell’Onu per gli Affari Umanitari - abbiamo i cinque membri della nostra squadra di valutazione dell’impatto della catastrofe i quali sono bloccati a Bangkok, in attesa dei rispettivi visti”.
Gran parte del paese è isolato, intere regioni sono irraggiungibili, alcune città cancellate, vaste zone senza acqua potabile e tutte le coltivazioni di riso distrutte.
L’elenco delle devastazioni si ferma ancora alla semplice osservazione, l’emergenza non riesce ad essere affrontata adeguatamente.
Ecco qui indicati i conti correnti postali e bancari di tre diverse istituzioni che si sono mobilitate per aiutare le popolazioni del Myanmar, l’ex Birmania, colpite dal ciclone:
CARITAS ITALIANA
c/c postale n. 347013 causale “EMERGENZA MYANMAR”
CROCE ROSSA ITALIANA
c/c postale n. 300004
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
oppure bonifico bancario
BNL agenzia 1
c/c n. 218020
codice ABI 01005 codice CAB 03382
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
SAVE THE CHILDREN
c/c postale n. 43019207 causale "EMERGENZA BIRMANIA"
oppure bonifico bancario
Banca Popolare Etica
codice IBAN IT39U0501803200000000511550
codice BIC-SWIFT CCRTIT2184D
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
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Gian Ruggero Manzoni. L’ALBERO DI MAEHWA. Edizioni Il Filo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

L’ALBERO DI MAEHWA
Una provincia ipocrita e omertosa fa da sfondo a questo romanzo estremo che diviene affresco graffiante di un’Italia d’inizio millennio. Un nobile decaduto, un allenatore di boxe, cinque giovani boxeur “migranti”, un’affascinante ragazza algerina e due mafiosi russi di particolare e fine erudizione s’incontrano e si scontrano alla ricerca disperata di un’identità e di un valore. Una Rimini invernale, ormai preda di bande criminali e lupi giunti dai quattro angoli del pianeta, si ammanta di tragedia. Una truffa, la stanchezza di vita, il desiderio di riscatto, viaggiano su di una sura del Corano, per poi trovare rifugio tra i rami di un bonsai vecchio di duecento anni. Crudo l’epilogo, seppure sostenuto da una fierezza d’altri tempi. Infine il giocare a scacchi con la morte, come nel film di Bergman, non può che ridare nuova vita, dignità, speranza e un senso a chi ha vissuto ai bordi per anni, nel ricordo dei fasti di un passato, di un titolo di Campione d’Italia o in fuga dalla miseria o da “moderne” schiavitù.
Gian Ruggero Manzoni è nato a San Lorenzo di Lugo, dove risiede. Narratore, poeta e pittore, ha al suo attivo numerose pubblicazioni fra le quali ricordiamo: Pesta Duro e Vai Trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile (Feltrinelli, 1980), Il dolore (Scheiwiller, 1991), Caneserpente (Il Saggiatore, 1993), Peso Vero Sclero (Il Saggiatore, 1997), Il morbo (Diabasis, 2002), Gli addii (Moretti & Vitali, 2003), Oltre il tempo (Diabasis, 2004), La Banda della Croce (Diabasis, 2005), Scritture scelte – volume I e II (Edizioni del Bradipo, 2006). Per anni ha diretto la rivista di letteratura e arte “Origini”. Con Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni ha collaborato alla realizzazione dell’almanacco di prose Il semplice (Feltrinelli). Sue opere sono state tradotte in Germania, Gran Bretagna, Grecia, Francia, Spagna, Irlanda, Argentina, Uruguay.
In copertina:
Gian Ruggero Manzoni, Autoritratto.
Gian Ruggero Manzoni - L’ALBERO DI MAEHWA - L’ordito e la trama - Edizioni Il Filo - pp. 162 - ISBN e EAN - 978-88-6185-790-2 - Euro 13,00
L’ALBERO DI MAEHWA di Gian Ruggero Manzoni, Ed. Il Filo, collana “L’ordito e la trama” diretta da Paolo Lagazzi, Daniela Tomerini e Tiziana Fumagalli, distribuzione nazionale Mursia.
Il ricavato delle vendite dell’Autore verrà devoluto (come sempre) alla ricerca medica riguardante il Morbo di Crohn.
Maggiori info sul sito dell’editore, Edizioni Il Filo
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Al Circolo “Mario Mieli” di Roma aggressione omofobica nazifascista
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Al Circolo “Mario Mieli” di Roma
aggressione omofobica nazifascista
al grido di “froci di merda”Subito la severa condanna della Sinistra
di Giuseppe Iannozzi
Aggressione omofobica di chiaro stampo nazifascista, nel pomeriggio del 17 aprile, contro il Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli” di via Efeso, a Roma. Si legge in un comunicato diramato dall’associazione: “Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l’ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo. Solo grazie all’intervento dei soci presenti al primo piano dell’Associazione, i vandali si sono allontanati gridando improperi come Froci di merda ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio“.
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Parigi, fiamma olimpica tra bus e tedofori. Bandiere tibetane sul municipio
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Il Cio alla Cina: «Serve una soluzione rapida e pacifica della crisi in Tibet»
Parigi, fiamma olimpica
tra bus e tedofori.
Bandiere tibetane sul municipio.
Messa su pullman per oltrepassare gruppi di protesta.
I cinesi non vogliono cerimonia davanti a drappo Tibet
PARIGI - La corsa della fiaccola olimpica diventa sempre più a ostacoli tra le crescenti proteste anticinesi. La fiaccola, simbolo dei Giochi, è stata addirittura spenta a Parigi e portata su un bus prima di riprende il percorso con i tedofori, ma dopo è stata di nuovo bloccata più volte. Tutto ciò ha comportato un ritardo di circa un’ora sul programma previsto: le ultime staffette sono state quindi annullate e la torcia è stata portata in pullman direttamente allo stadio Charlety per la cerimonia finale. Inoltre la bandiera nera di Reporter senza frontiere con i cerchi olimpici raffigurati come manette è stata issata al primo piano della Tour Eiffel, sugli Champs Elysées e anche, insieme a quella del Tibet, sul municipio. Il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, ha quindi annullato la prevista cerimonia al municipio, dove l’ex campionessa di nuoto Christine Caron avrebbe dovuto consegnarla al calciatore del Paris Saint Germain Pedro Pauleta. «Sono state le autorità cinesi che non hanno voluto che la torcia si fermasse al municipio», dove c’erano le bandiera che ai cinesi non sono piaciute, ha dichiarato il sindaco.
SPENTA - La decisione di spegnere la fiamma e caricarla su un pullman è stata presa dalle autorità parigine e dagli organizzatori del Comitato olimpico francese «per motivi tecnici». C’erano timori consistenti di ritrovarsi con incidenti simili a quelli accaduti a Londra, visto che una grande folla con bandiere tibetane e cartelli pro Tibet si era radunata sul percorso, in particolare vicino alla partenza del primo tedoforo, l’ex campione del mondo dei 400 ostacoli Stephane Diagana. Come previsto la fiaccola olimpica era partita intorno alle 12,35 dalla Torre Eiffel ma ha interrotto la sua corsa dopo poche centinaia di metri.
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Nel fango affonda lo stivale dei maiali
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Nel fango affonda lo stivale dei maiali
Quest’anno ricorrono i primi 60 anni della nascita della Costituzione Italiana, e nonostante il tempo trascorso la gente comune e nella fattispecie gli organi competenti che dovrebbero applicarla continuano a sconoscerla. Nei suoi articoli vi è la fatica dei padri fondatori della nostra Repubblica e proprio nell’articolo 3 della Costituzione si legge che ogni uomo è uguale davanti la legge senza alcun tipo di distinzione. Ebbene io non credo più che questo in Italia sia vero, poiché quando capitano delle ingiustizie a della gente onesta e senza amicizie influenti si rimane soli. Soli con le proprie ragioni, soli con le proprie rabbie per essere stati ancora una volta ignorati dallo Stato Italiano. Dopo questa lunga premessa desidero raccontarvi quanto mi è successo. Nel dicembre del 2007 ho preso servizio presso il Codacons di Catania per svolgere attività di volontariato nell’arco di 12 mesi e inerente un progetto del servizio civile nazionale; nonostante questo progetto sia patrocinato dal Ministero della solidarietà sociale, nessuno in questi giorni ha mostrato un barlume di solidarietà nei miei confronti. Ebbene nella data del 30 gennaio 2008 ho dovuto sporgere querela nei confronti della responsabile legale della sede Codacons di Catania per minaccia e ingiuria. Da quel momento mi è stato intimato di non rientrare più negli uffici del Codacons. Da quella fatidica data la mia vita è totalmente cambiata, poiché per avere denunciato a viso aperto le scorrettezze commesse dagli avvocati della sede preso cui prestavo servizio, mi son ritrovato a combattere contro i cosiddetti mulini al vento. Sono piovute minacce telefoniche, intimidazioni di ogni ordine e tipo; colpendo vigliaccamente anche la persona di mio padre che proprio in una particolare occasione, di ritorno dall’incontro con un avvocato dell’ufficio Codacons, è stato sull’orlo di avere un infarto. Il Codacons di Catania voleva a tutti i costi le mie dimissioni perché non potevo restare in un luogo in cui avevo ravvisato tali irregolarità, altrimenti avrebbero reso la mia vita e di conseguenza quella della mia famiglia un inferno; e soprattutto perché l’avvocato che io avevo querelato per il male provocatomi era da considerarsi un intoccabile e quindi non passibile di condanna. Così dal 28 gennaio mi trovo in stato di malattia in quanto affetto da depressione con elevati livelli di ansia reattiva a causa di episodi di mobbing; e nonostante stia seguendo una cura farmacologica prescrittami da una psichiatra vivo continuamente nel terrore. Purtroppo viviamo in una società in cui l’informazione e di conseguenza le testate giornalistiche nella stragrande maggioranza dei casi tendono a non comunicare pubblicamente i problemi che attanagliano alcuni cittadini. Soprattutto se a causare i problemi sono enti tutelati politicamente e che godono in un certo qual modo di una pubblicità altisonante. Io sono un volontario del servizio civile ( anzi dovrei dire ex visto che nel momento in cui scrivo ho appreso per puro caso che sono stato sbattuto fuori dal progetto) che purtroppo quando ha presentato la propria domanda di partecipazione credeva che i progetti da scegliere dovessero in qualche modo rispecchiare fedelmente l’attività che si sarebbe svolta. Invece appena entrato a far parte del volontariato dopo un mese e mezzo di “lavoro” ho dovuto subire danni morali e addirittura aggressioni verbali e anche fisiche da un componente della sede dove prestavo servizio. Ho dovuto, come per altro ho sempre fatto, combattere in prima persona una battaglia con il solo ausilio del mio avvocato che mi assiste e che naturalmente pago di tasca mia. Battaglia già persa in partenza poiché in Italia chi è intoccabile politicamente non può di conseguenza subire il responso di un giudice; anzi!
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Cina: vergognose le proteste per il Tibet. Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Le autorità di Pechino hanno ammesso di aver arrestato in totale quasi 900 persone
Cina: vergognose le proteste per il Tibet
Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino
Critiche contro la manifestazione a Olimpia. Il presidente francese: «Disertare i Giochi? Tutto è possibile»
PECHINO - «Vergognose»: così il governo cinese ha definito le proteste di lunedì in favore del Tibet durante la cerimonia di accensione della torcia olimpica in Grecia. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Qin Gang, che ha esortato anche tutti i Paesi dove passerà la torcia ad impedire manifestazioni di protesta. «Ogni atto volto a impedire il passaggio della torcia è vergognoso», ha dichiarato. I media cinesi hanno completamente ignorato le proteste a Olimpia. La televisione ha tagliato le immagini e i giornali non le hanno menzionate nei lunghi servizi dedicati alla cerimonia.
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Free Tibet: firma anche tu la petizione
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Free Tibet


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Il codice html per Boicottiamo i Giochi di Pechino

Copia i codici html
per mettere i bannerini sul tuo blog
e diffondili liberamente.
C’è bisogno anche di noi,
di un nostro gesto di solidarietà
e di fratellanza
per quanto minimo possa essere.
Non diamo voce all’indifferenza.


Stand with Tibet - Support the Dalai Lama
After decades of repression, Tibetans are crying out to the world for change. China’s leaders are right now making a crucial choice between escalating brutality or dialogue that could determine the future of Tibet, and China.
We can affect this historic choice — China does care about its international reputation. But it will take an avalanche of global people power to get the government’s attention. The Tibetan spiritual leader, the Dalai Lama, has called for restraint and dialogue: he needs the world’s people to support him. Fill out the form below to sign the petition–and spread the word.
Petition to Chinese President Hu Jintao:
As citizens around the world, we call on you to show restraint and respect for human rights in your response to the protests in Tibet, and to address the concerns of all Tibetans by opening meaningful dialogue with the Dalai Lama. Only dialogue and reform will bring lasting stability. China’s brightest future, and its most positive relationship with the world, lies in harmonious development, dialogue and respect.
CLICCA QUI SOPRA PER FIRMARE LA PETIZIONE
Figlia di desaparecidos denuncia i genitori adottivi: «Ladri di bambini. Voglio per loro 25 anni di carcere»
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
È la prima vittima dei golpisti a portare in tribunale la famiglia
Figlia di desaparecidos denuncia
i genitori adottivi: «Ladri di bambini»
«Voglio per loro 25 anni di carcere»
Fonte: Corriere.it
Quelli che pensi siano i tuoi genitori, irascibili e violenti ma comunque la tua famiglia, un giorno scopri che sono dei «ladri», che t’hanno sottratto neonata a una donna rinchiusa in un centro clandestino di tortura «per soddisfare il desiderio egoista di avere un figlio»: «In nome di tutti i bambini nelle mie condizioni, nell’interesse dell’intera società» María Eugenia Sampallo Barragán vuole adesso - ed è il primo caso in Argentina - che quella coppia sia riconosciuta colpevole di sequestro e negazione di identità, e condannata al massimo della pena, 25 anni di galera. Gli stessi chiesti ieri dal pm. Più o meno il periodo che lei, ora trentenne, ha passato a casa dei due impostori, la signora Gómez e il signor Rivas, con la finta madre che non faceva che gridare e una volta - così ha testimoniato in aula una vicina - arrivò a dirle: «Se sei tanto ribelle devi essere figlia di una guerrigliera…».
Comunque non sua. Il 24 luglio del 2001 l’esame del Dna ha provato definitivamente che María Eugenia è nata da due militanti comunisti, Mirta Mabel Barragán e Leonardo Ruben Sampallo, operai attivi nel sindacato e per questo nel 1977 sequestrati e fatti sparire dalle squadre al servizio dei militari golpisti. Rinchiusa nel centro di tortura Club Atlético e poi a El Banco, Mirta viene tenuta in vita fino al ‘78: è incinta, e la bimba che dà alla luce a febbraio di quell’anno può rientrare nel «traffico» di figli di dissidenti (almeno 500, calcolano le Nonne di Plaza de Mayo, 88 ritrovati finora) affidati a famiglie vicine al regime. È la sorte di María Eugenia. Grazie all’intervento dell’ex capitano Berthier - coimputato dei finti genitori nel processo in corso a Buenos Aires - vecchio amico della Gómez, la coppia a maggio del ‘78, riceve la neonata e usando un falso certificato di nascita la registra come figlia propria. «Un oggetto - accusa l’avvocato della ragazza -. Rivas e Gómez non sono mai stati una famiglia per lei. La trattarono come un oggetto, cancellarono la sua identità e la privarono del legame con la sua famiglia, che l’ha cercata per 24 anni».
Continua..
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Mel B si spoglia per la Helen Bamber Foundation
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Mel B si spoglia
per la Helen Bamber Foundation
Mel B, l’ex Scary Spice, poserà nuda a favore
della Helen Bamber Foundation
per una campagna contro le schiave del sesso:
“Adesso sono più tonda di una volta, ho avuto dei figli
ma mi piaccio ugualmente. Il corpo femminile è bello
e tutti gli enti benefici che aiutano le donne sono importanti”. Continua..
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Petizione Liberadonna
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Petizione Liberadonna
A: Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra
PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi
Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L’offensiva clericale contro le donne - spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne - completamente autorganizzate - hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi - da qualunque pulpito provengano - di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.
Per firmare la petizione, qui.
Nel nome della letteratura, Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Nel nome della letteratura
Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008
Con questa firma esprimiamo una solidarietà senza riserve nei confronti degli organizzatori della Fiera del libro di Torino, nel momento in cui questo evento di prima grandezza della vita letteraria nazionale viene attaccato per aver scelto Israele come paese ospite dell’edizione 2008.
L’appello a cui aderiamo s’intende apartitico, e politico solo nell’accezione più alta e radicale del termine. Non intende affatto definire uno schieramento, se non alla luce di poche idee semplici e profondamente vissute.
In particolare, l’idea che le opinioni critiche, che chiunque fra noi è libero di avere nei confronti di aspetti specifici della politica dell’attuale amministrazione israeliana, possono tranquillamente, diremmo perfino banalmente!, coesistere con il più grande affetto e riconoscimento per la cultura ebraica e le sue manifestazioni letterarie dentro e fuori Israele. Queste manifestazioni sono da sempre così strettamente intrecciate con la cultura occidentale nel suo insieme, rappresentano una voce talmente indistinguibile da quella di tutti noi, che qualsiasi aggressione nei loro confronti va considerata un atto di cieco e ottuso autolesionismo.
Raul Montanari
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l’adesione è stata accolta anche da Il primo amore.
Un aiuto per Gramos: blogger e scrittori esordienti uniti su Lulu.com
Pubblicato da Luigi Milani
Un aiuto per Gramos:
blogger e scrittori esordienti
uniti su Lulu.com
Attraverso il libro “Le fiabe di Gramos”, blogger e scrittori esordienti si sono uniti per aiutare Gramos Gashi, affetto da una grave malattia metabolica, con la collaborazione di Sos Infanzia nel mondo ONLUS e i City Angels.
Gramos Gashi ha 12 anni, è nato in Kosovo ed è affetto da una grave malattia metabolica, la tirosinemia. I costi per sostenere la sua vita sono veramente alti, ed è per questo motivo che il popolo di Internet si è mosso in maniera massiccia, grazie alla collaborazione tra SOS Infanzia nel Mondo ONLUS e i City Angels di Roma.
La raccolta fondi, nata sfruttando i blog e i siti, insieme ad un concorso letterario al quale hanno partecipato più di 80 persone, ha dato vita al libro “Le fiabe di Gramos”, disponibile su Lulu.com all’indirizzo https://www.lulu.com/content/1423738.
Gramos è attualmente in cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
segnalazione di Luigi Milani
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Zampaglione (Tiromancino) censurato dalla EMI
Pubblicato da Luigi Milani
Zampaglione si… licenzia (!) dalla EMI
La vicenda di Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, autore di un brano dedicato ai licenziamenti di massa candidato al Festival di Sanremo, è interessante.
L’artista è stato costretto a lasciare la Emi perché la major, dopo aver in un primo momento approvato la scelta del brano per il Festival sanremese, ha poi ritirato il brano, con conseguente esclusione anche dalla consueta compilation su cd e digital download.
A Zampaglione non è rimasto altro che rompere il contratto e correre da indipendente con il proprio brano, che è stato comunque accettato dalla direzione artistica del Festival.
Al di là dell’episodio di mal costume, la Emi sembra persistere nell’autolesionistico gioco al massacro, che l’ha vista protagonista di atteggiamenti più che ostili verso gli artisti più importanti della propria scuderia. Ricordiamo i recenti episodi dell’abbandono dell’etichetta da parte di giganti quali Paul McCartney, RadioHead, e, pare imminente, anche Robin Williams…
di Luigi Milani
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