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Il reggiseno per gli uomini è finalmente una realtà da indossare!

Il reggiseno per gli uomini
è finalmente una realtà da indossare!

Dal Giappone la nuova epica frontiera della lingerie

di Giuseppe Iannozzi

Quand’ero un povero pubescente segaiolo pensavo sempre alle poppe delle donne. La sola idea della ghiandola mammaria mi faceva impazzire l’anima e la mente. Ammetto che oggi non sono cambiato poi tanto rispetto a ieri, però il petto degli uomini, sarò sincero, non mi stimola, e né mi fa sprizzare felicità da tutti pori sapere che sono in vendita i reggiseni per uomini. No, non sono impazzito. In Giappone però qualcuno sì, e la moda del reggiseno maschile si potrebbe allargare anche in Europa, secondo diverse taglie! Giacché la crisi economica ha lambito anche le coste nipponiche, i giapponesi si saranno detti: “Perché non provarci? In fondo i pettorali, per chi ce li ha, non sono poi tanto diversi da un bel paio di tette!” Ed ecco così che un’azienda di lingerie giapponese sta facendo i soldi vendendo reggiseni a tutti quei maschi che amano travestirsi. Non è strano, non per loro comunque, e l’articolo va.
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La legge italiana antiweb mobilita la rete

La legge italiana antiweb mobilita la rete

Fonte: Punto informatico

Roma - È maretta. Com’era prevedibile, gli italiani in rete non sembrano avere alcuna intenzione di stare a guardare mentre nella stanza dei bottoni qualcuno decide di creare doveri per chi vuole esprimersi, paletti per i blog e i siti Internet italiani. Dopo la pubblicazione su Punto Informatico dell’articolo La Camera manda avanti il DDL anti-blog di Luca Spinelli, è tutto un fiorire di iniziative che dimostrano la vitalità del web nostrano.

Tra i primi a mobilitarsi è Antonio Di Pietro, da sempre attento alle dinamiche sulle libertà di informazione online, che sul suo blog ricorda come il DDL antiblog sia figlio del già criticatissimo decreto Levi e avverte: “I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile”.

Di Pietro non solo ritiene che la legge sia stata scritta da chi di rete sa poco o niente, la definisce “pura censura”, ma annuncia anche che il suo movimento politico “offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione”, e sul blog diffonde un banner per spargere ulteriormente la notizia.
Ma l’eco di quanto sta andando avanti alla Camera si riverbera, come era lecito attendersi, proprio sui blog italiani, dove a centinaia esprimono indignazione per quanto si è riusciti a partorire, e vede la luce il gruppo su Facebook che già conta centinaia di aderenti. Allo stesso tempo cresce la petizione contro l’iscrizione al ROC dei siti italiani, che conta più di 12mila firme, nonché un’altra iniziativa specifica per quest’ultimo DDL partita nelle scorse ore, una petizione rivolta al Presidente della Camera dei Deputati affinché si blocchi sul nascere quella che da più parti viene definita “mostruosità legislativa”.

In attesa che l’intera vicenda conquisti le prime pagine dei quotidiani internazionali, come già avvenuto all’epoca per il DDL Levi, proprio Luca Spinelli precisa con un post dedicato come la proposta normativa tutto è meno che pensata per i soli blog: ad essere tirati in ballo sono centinaia di migliaia di siti Internet italiani. Non solo chi “fa informazione”, per quel che questa espressione può significare, ma anche siti che raccolgono barzellette, enciclopedie, guide online, siti culturali, educativi, formativi, e così via. Nel DDL non si parla infatti solo di informazione, osserva Spinelli, ma più in generale di qualunque spazio web che si occupi anche di formazione, divulgazione, intrattenimento.

“Basterebbe - sottolinea Spinelli - l’uso di qualche banner, o l’uso di quel sito come fonte di guadagno, per farlo ricadere nella tipologia indicata dal DDL come prodotto editoriale che deve iscriversi al ROC, ha maggiori responsabilità, maggiori costi, maggiore burocrazia, ed è imputabile per i reati sulla stampa”.

Il problema centrale, suggerisce ancora Spinelli, non è tanto una improbabile messa in stato d’accusa dell’intero web italiano, quanto invece che questa legge, come tante che l’hanno preceduta, sia tenuta nel cassetto finché non serva al (pre)potente di turno, che ricorra ad essa per tacitare voci sgradite. “Invece che chiarire e ripulire uno dei corpus normativi più grandi e impenetrabili al mondo - conclude riferendosi all’ordinamento italiota - si propongono altre leggi fumose e contestabili che prestano il fianco a pruriti censori”.

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Valerio Evangelisti sindaco di Bologna?

Valerio Evangelisti sindaco di Bologna?

[...] Il mito dell’efficienza genera paura, nevrosi e malumore. Non aver paura del caos permette di guardare al futuro con un certo divertimento: per questo chiedo a Valerio Evangelisti di candidarsi a sindaco di Bologna, e ai partiti di sinistra di smettere di rincorrere il PD e di appoggiarlo. [...]

La proposta arriva da qui ed è stata segnalata anche qui.

E magari il vice potrebbe essere il brigatista Cesare Battisti !
Ed io sono a dir poco terrorizzato.

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Bambini preoccupati per i genitori online

più ore di fronte a siti pornografici e chat che seduti in salotto a parlare con i figli

Bambini preoccupati per i genitori online

In Svezia i bambini in ansia per i comportamenti online di mamma e papà.
Fioccano le «denunce»

di Alessandra Carboni - Fonte: Corriere Dellla Sera

SVEZIA - E’ un report di Children’s Rights in Society a rivelare che in Svezia non sono i genitori a essere preoccupati per il tempo che i propri figli trascorrono online, bensì esattamente il contrario. Dai dati emersi dal rapporto, basato sugli oltre 1.800 casi di adolescenti che lo scorso anno si sono rivolti all’organizzazione svedese no-profit Bris (Barnens Rätt i Samhället) - che lavora per far rispettare i diritti dei minori - per avere aiuto o sostegno, è emerso infatti che un numero sempre maggiori di ragazzini del Paese nordico è seriamente impensierito da ciò che mamma e papà fanno online, ogni giorno.
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Taneski il cronista killer, Gus il cane più brutto e altre amenità horror

Taneski, il cronista killer
Gus, il cane più brutto
e altre amenità horror

di Giuseppe Iannozzi

Vi spiego ora perché, apparentemente, i thriller e i noir oggi vanno tanto di moda, incontrando in alcuni casi un buon successo criminale… pardon! … intendevo un buon successo fatale… per la miseria! … un certo successo commerciale.

Quella che in breve vi sto per raccontare sembrerebbe la trama di tanti abusati thriller, di quelli che si scrivevano negli anni ‘30 e ‘40. Per farla breve, un giornalista specializzato in cronaca nera, per scrivere i suoi pezzi, prima si faceva le vittime con le proprie mani riducendole in tanti brani tutti ben tagliati, e poi buttava i loro pezzi nella spazzatura, insieme agli altri sacchi della spazzatura. Vlado Taneski, questo il nome del giornalista, era un vero e proprio artista del coltello, un autentico macellaio, che avrebbe continuato imperterrito a scrivere se non fosse stato arrestato dalla polizia macedone. I suoi pezzi erano a dir poco chirurgici tanto erano precisi e ricchi di dettagli. Forse proprio questo dettaglio, non insignificante, ha messo in allerta gli inquirenti, che l’hanno beccato e ammanettato.
Vlado Taneski, 56 anni, giornalista del «Nova Makedonija», la più antica testata del Paese, e di un altro giornale di Skopje, è stato arrestato dalla polizia macedone con l’accusa di aver rapito e stuprato almeno tre anziane nella cittadina sud-occidentale di Kicevo. Gli esami del DNA non hanno lasciato spazi a dubbi. Le vittime di Taneski subivano prima una lunga violenza, dopodiché, senza tanti giri di parole, venivano uccise, quindi fatte a pezzi e ben chiuse in sacchi di plastica che venivano infine gettati in luoghi diversi. Lo ha riferito il portavoce della polizia, Ivo Kotevski. Tutti gli omicidi sarebbero stati portati a termine tra il 2003 e il 2008. A quanto pare Taneski sceglieva le vittime, tutte ultrasettantenni, in base alla somiglianza con la madre, con la quale aveva una relazione ambigua o tormentata… difficile dire in simili casi. Il giornalista assassino è stato subito bollato «mostro di Kicevo».
Per il momento Taneski non scriverà più alcun pezzo di nera. Non è da escludere a priori che in prigione avrà modo e tempo di scrivere dei thriller, basandosi sulla sua lunga e provata personale esperienza di giornalista di sangue. Continua..

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BlogTime - Istruzioni per l’uso

BlogTime

Editoriale - Informazioni per l’uso

Quello che avete davanti agli occhi, tra le mani o sullo schermo, è il compimento di un progetto nato un anno e mezzo fa e che vede la luce dopo tanti tentativi e momenti di stasi. Devo aggiungere che se non fosse per la testardaggine che muove spesso, se non sempre, chi ama la scrittura e la comunicazione, probabilmente sarebbe morto senza essere mai nato. (…)

La diversità di BlogTime rispetto ad altri progetti analoghi verte su due aspetti fondamentali: innanzitutto è una vera e propria rivista, nella struttura, nell’impaginazione, nei contenuti. Potrebbe tranquillamente essere stampata e distribuita in edicola. In secondo luogo è composta interamente da materiale realizzato da blogger. Non è una raccolta di racconti, e neanche un puzzle di post. BlogTime è una rivista che vuole, e tenterà di farlo ogni giorno, raccogliere tutto ciò che di giornalisticamente valido il mondo dei blog propone. Si occuperà di cercare e selezionare quello che troverà in rete, inviterà i blogger ad inviare alla redazione i propri articoli, offrirà spazio e rubriche a chi avrà qualità e desiderio di occuparsi degli argomenti che la rivista intende trattare. (…)

BlogTime si occuperà di cultura e di personaggi, di letteratura e cinema, di musica e di pittura. Si occuperà di politica e di solidarietà, di internet e di nuove tecnologie, affidandosi alla competenza di tecnici, scrittrici/ori, giornaliste/i, sociologhe/i e quanti vorranno offrire la loro collaborazione per un progetto che nasce dal lavoro volontario di chi fa per il piacere di fare. In perfetto stile blog sarà pronto a crescere, a modificarsi, a seguire le indicazioni ed i suggerimenti di chi amerà leggerlo e farlo.

BlogTime sarà di tutti e di nessuno, non avrà linee politiche o commerciali prestabilite né vincoli di sorta. Si propone come spazio per ogni voce e, così come capita nei nostri blog, offrirà spazio alle repliche, ai commenti, alla voglia di aggiungere qualcosa in più agli scritti degli autori, con pagine che saranno appositamente dedicate proprio ai vostri commenti.

BlogTime nasce, in questa prima fase, come periodico mensile ma il desiderio è che, con la vostra collaborazione e apprezzamento, possa diventare settimanale, per dare modo ad un numero sempre maggiore di voci di partecipare, e per dare spazio oltre che agli approfondimenti anche all’attualità. Il modo migliore per farlo sarà quello di inviare i vostri post o articoli alla redazione, scaricare il pdf della rivista, pubblicizzarla sui vostri blog, commentare gli articoli che leggerete, segnalare post e blogger interessanti, trasmetterci le vostre impressioni, che siano di critica o di apprezzamento. Saranno valutate nella stessa maniera ed anzi, mi auguro che la critica positiva aiuti questo progetto a crescere insieme a tutti noi.

Titty

Titty Cerquetti
http://www.tittyna.net/

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Henry Jenkins - Cultura convergente

A cura di Mario Ughi

Titolo: Cultura convergente
Autore: Jenkins Henry
Prezzo: € 22,00
Dati: 2007, XLVIII-368 p., ill., brossura
Traduttore: Susca V.; Papacchioli M.; Sala V. B.
Editore: Apogeo (collana Apogeo Saggi)

Quanti ritenevano inevitabile una collisione distruttiva tra vecchi e nuovi media dovranno ricredersi: internet non ucciderà la televisione così come la televisione non ha ucciso il cinema. La rivoluzione alla quale stiamo assistendo è il risultato della diversificazione e modificazione degli strumenti atti a veicolare i contenuti, nonché della loro evoluzione: computer e cellulari non solo si trasformano in televisione, stereo e telecamera, ma facilitano la distribuzione dei prodotti che con quegli stessi dispositivi si possono creare. In questo modo i contenuti della comunicazione possono essere elaborati e adattati a una sempre più vasta e diversificata condivisione.
Si apre così uno scenario di produzione e fruizione culturale del tutto nuovo, molto spesso osteggiato dalle grandi Major e dai Network broadcast, ma col quale è ormai necessario fare i conti. La trasmissione broadcast (da uno a molti) si aspetta dei consumatori passivi, prevedibili e in qualche modo facili all’indottrinamento, pronti a fruire acriticamente i format dell’intrattenimento decisi dall’alto e dall’alto imposti, spettatori immobili e quasi ipnotizzati di fronte alla scatola che trasmette contenuti sui quali è impossibile intervenire. Oggi invece per il consumatore diventa possibile l’appropriarsi di una canzone, per esempio, e trasformarla utilizzandola come colonna sonora per un video da trasmettere in internet o come file da condividere sul computer. E’ diventato molto facile interagire con immagini, suoni e informazioni, creando nuovi contenuti o utilizzando i vecchi in contesti nuovi. E’ la nascita di una cultura popolare, intesa come proprietà di chi la recepisce, se ne appropria e la reinventa in formule diverse per poi ridistribuirla, una cultura partecipativa, che non risente dell’acceso dibattito tra chi sostiene che tutto si riduce ad un “copia e incolla” e quanti invece affermano che la rielaborazione è alla base della creatività.
Aspetto non irrilevante di queste modalità di fruizione (e produzione) è la possibilità di interagire con persone che coltivano gli stessi interessi, a prescindere dalla collocazione geografica, magari aventi caratteristiche personali di approccio ai media e competenze specifiche, usufruendo quindi di una forma di scambio e confronto e apprendimento reciproco. Si assiste alla formazione di comunità eterogenee che hanno come come motivazione comune la passione per un prodotto televisivo o cinematografico, fino ad arrivare alla creazione di veri e propri “mondi paralleli” caratterizzati da quella che Jenkins definisce intelligenza collettiva distribuita. La fortuna di alcuni reality quali Survivor, versione americana dell’isola dei famosi, si deve in gran parte all’opera delle comunità di fan che alla ricerca di informazioni sul possibile vincitore (Survivor viene registrato per intero prima della messa in onda) ingaggiano un duello con i produttori i quali a loro volta sono ben felici di sfruttare il fenomeno per massimizzare gli ascolti e fidelizzare gli spettatori. Tale atteggiamento aperto verso la condivisione delle informazioni potrebbe rivelare potenzialità interessanti, una volta che giungesse ad esprimersi in campi quali la politica o l’attivismo sociale, e Jenkins interpreta questo fenomeno come un allenamento al pensare collettivamente, abilità che poi consentirebbe peculiari sviluppi alle modalità di partecipazione al vivere sociale. Continua..

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SLAVE_AA: Umanità 1

SLAVE_AA: Umanità 1

di Blackjack

Come facciamo ad essere sempre, immancabilmente, così sicuri? Inamovibili come i nostri ideali: inchiodati al muro di cemento armato della nostra presunta normalità. Non continuate a leggere, fermatevi finché siete in tempo perché voglio farvi vomitare, riempirvi di incubi, demolire le vostre certezze. Le mie se sono già andate a ramengo da molti anni.

Ha un prezzo la dignità? Sì, come tutto e come sempre. Si può comperare e usare, la dignità, assieme alla persona che se la porta appresso. Ha un tariffario ed è sufficiente saperlo vedere.

SLAVE_AA ha 23 anni, 160 centimetri la statura, pesa 43 Kg. Il suo profilo riporta, dettagliatamente e senza alcun mistero, che ha un alto livello di sottomissione, una buona tolleranza al dolore, parla correttamente inglese, cinese e cantonese ed è disponibile per ben 96 diverse pratiche di sottomissione. Per la Società che la ‘affitta’ è solo una questione di prezzo: primi 3 giorni 4.500$, prima settimana 7.000$, primo mese 16.000$. Per finire in bellezza e se avete bisogno di sfogare a lungo i vostri peggiori istinti, solo 127.000$ per un anno intero: un vero affare.
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Edizioni Digitali Condivise (E.D.C.): i libri del Catalogo di XII


La condivisione è un aspetto fondamentale della filosofia di XII. Gli autori di XII condividono la loro esperienza, le loro idee e la loro passione sul Forum . Allo stesso modo, XII condivide con i lettori i suoi migliori racconti, generosi brani dei libri, i video e le opere multimediali nelle sezioni Storie e Download del sito . È una Condivisione Digitale .

La Condivisione Digitale consente la riproduzione e la diffusione a costo zero delle opere dell’ingegno. Questo permette a XII di realizzare un suo desiderio.

XII crede molto nella validità delle opere dei suoi autori, frutto di duro lavoro – loro e anche un po’ suo. Vorrebbe che tutti le leggessero: fosse per XII, tutti avrebbero in dono una copia. La farebbe trovare sul comodino o sulla scrivania, in modo discreto.
Grazie alla Condivisione Digitale, può farlo.
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Come la rete influenza gli acquisti

Come la rete influenza gli acquisti


Il web, secondo un rapporto di Pew, ha un ruolo importante nella determinazione delle scelte dei consumatori

MILANO - Negozi e vetrine online, eBay, siti come Kelkoo che danno la possibilità di ricercare prodotti e vedere chi offre il miglior prezzo in rete: sono solo alcune delle possibilità che internet offre a chi desidera fare un acquisto e pensa di rivolgersi al web per scegliere il prodotto o anche solo per farsi un’idea. Ma poi, in pratica, quanto è determinante la rete per le scelte degli internauti-consumatori? E soprattutto, è davvero il luogo dello shopping o piuttosto è solamente lo strumento che aiuta a prendere una decisione?

NON SOLO ONLINE – Secondo un rapporto pubblicato in questi giorni dal Pew Internet and American Society Project, il web è effettivamente di grande utilità nella determinazione delle scelte dei consumatori, i quali però non lo considerano un canale privilegiato e restano comunque attaccati ai negozi tradizionali. Lo studio mette in evidenza che per il 10% dei 2.400 consumatori americani intervistati da Pew le informazioni acquisite in rete sono più importanti rispetto a quelle raccolte tramite altri canali, e che è ancora molto alto il numero di chi ricerca online per poi acquistare offline.

QUALCHE DATO - In particolare, i dati raccolti rivelano che il 56% degli internauti interessati ad articoli musicali ha dichiarato di essersi rivolto al web per la ricerca del prodotto, ma che solo il 22% ha concluso l’affare online; inoltre, per quanto riguarda l’acquisizione di informazioni sull’articolo cui si è interessati, pare che televisione, radio, consigli di colleghi, parenti e amici valgano più delle informazioni reperibili in rete. Se si tratta di acquistare un telefonino, poi, il 39% dei consumatori lo cerca in rete e solo il 12% lo compra via web. In questo caso il consumatore acquisisce informazioni rivolgendosi a blog, leggendo le pagine web del produttore e consultando recensioni di altri utenti, ma poi si reca comunque presso i negozi specializzati per farsi consigliare.

Alessandra Carboni - fonte Corriere della Sera.it

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Il 40% delle coppie italiane non fa sesso

In fuga sono soprattutto gli uomini, che preferiscono prostitute e incontri virtuali

Il 40% delle coppie italiane non fa sesso

Rapporto presentato in occasione del congresso dei sessuologi europei.
Calo del desiderio triplicato in dieci anni

Quaranta coppie italiane su cento non fanno l’amore. È il risultato di un rapporto sugli italiani a letto disegnato da sessuologi, ginecologi e andrologi che verrà presentato in occasione del IX Congresso della Federazione europea di Sessuologia che si apre a Roma domenica.
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In Italia i compiti si fanno su Yahoo

yah.jpgScoppia la polemica sul sito
delle risposte interattive
Usato per traduzioni e problemi.
Gli utenti: “E’ intasato”

In Italia i compiti
si fanno su Yahoo
Ma è rivolta:
“Andate a studiare”

di SARA FICOCELLI

Fonte: Repubblica.it

Una quindicina di anni fa, per correggere una versione di latino, si telefonava al compagno di classe più bravo, oggi le traduzioni dettate al telefono sono state surclassate dall’interattività del web e in particolare da uno strumento, “Yahoo Answer“, creato per rispondere alle domande degli utenti, anche a quelle più strane. Il sistema è facile: basta porre una domanda in rete e subito chi in quel momento è collegato risponde, cercando di fornire una soluzione e correggendo quelle sbagliate. Chi risponde più velocemente o in modo più esaustivo guadagna dei punti in più rispetto agli altri; viene persino segnalata la “miglior risposta”. Continua..

Carmen Kontur-Gronquist nuda, era il sindaco di Arlington in Oregon

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Carmen Kontur-Gronquist nuda
Era il sindaco di Arlington in Oregon
prima che si gridasse “Allo scandalo!”

Con l’avvento di Internet, entrato nelle case di ogni famiglia o quasi, gli esibizionisti si sono subito messi a nudo senza troppe cerimonie: in Rete è pieno di donne che si spogliano, di uomini che si spogliano e di scemi del villaggio che si spogliano. Non è una novità. Chi naviga in Rete non può fare a meno di scontrarsi con qualche imbarazzante nudo: muscoli flaccidi, vetusti ombelichi, tette al silicone, organi sessuali pelosi o depilati con e senza piercing. Se si naviga in Rete il rischio è anche quello d’incagliarsi in uno stomachevole nudo che proprio non era possibile prevedere d’incontrare sulla propria rotta.

I bei tempi sono finiti: se oggi vai in un parco, anche a tarda notte, non c’è nessuno che d’improvviso ti si pari davanti e apra l’impermeabile per mostrarti il suo grimaldello. I parchi non li frequenta più nessuno, né per gioco né per esibire la sua presunta dura virilità, figuriamoci per tenere un comizio politico fra zanzare mosche e cavallette. La figura dell’esibizionista è passata di moda, o meglio ha lasciato i parchi pubblici per trasferirsi in Rete. Le nonne oramai vivono di sospiri, di rimpianti e di notti in bianco, ricordando com’era bello quando i parchi pullulavano di maschi disposti a tutto pur di farsi vedere, foss’anche da una sola attempata signora più di là che di qua. Da quando gli esibizionisti si sono dati ad Internet, le nonne non sanno più come spendere il tempo che gli rimane da vivere: il Pc è strumento troppo difficile per loro che hanno imparato a stendere la pasta col matterello, dunque niente più matterelli e grimaldelli nei verdi parchi cittadini, oramai pronti ad accogliere prati d’erba di pura plastica, perché quella naturale non è più di moda e poi nessuno la vuole falciare, così si è pensato bene di sostituire Madre Natura con l’artificio, che non necessita d’alcuna cura, è sempre verde e quindi addio a quel sempreverde simbolo dei giardini in città che solo fino al qualche anno fa si pensava dovesse durare per l’eternità e oltre con l’aiuto del buon Dio. Continua..

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No al canone Rai sui computer

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No al canone Rai sui computer

Con lettere di sollecito dai toni quasi minatori la Rai dà la caccia ai cittadini che non pagano il canone Tv. Non solo, da un po’ di tempo, la missiva comprende una frase in cui si precisa che il canone andrebbe pagato anche per “personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali”. Questo perché il decreto del 1938 che istituisce il canone (allora solo per la radio) stabiliva che la tassa andava pagata su ogni “apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni”. I consumatori e il mondo internet si ribellano all’idea di questa tassa assurda.

Firmate l’appello promosso da Repubblica.it senza pensarci su una sola volta.
E’ solo un consiglio.

clicca su No al canone Rai sui computer

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non esitare un solo istante…
anche il tuo computer è nel mirino Rai

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Pedofilia online, fermato anche un professore

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http://www.telefonoarcobaleno.org

Operazione Thai coordinata daslla procura di Siracusa: 110 indagati e 4 arresti

Pedofilia online, fermato anche un professore
Un docente universitario italiano rientrava da Bangkok
con video pedo-pornografici da lui girati in Thailandia

CATANIA - Quattro persone arrestate e 110 indagate: è il bilancio provvisorio di un’operazione di contrasto alla pedofilia online e al turismo sessuale denominata Thai e coordinata dalla Procura di Siracusa, che ha disposto 116 perquisizioni in diverse regioni italiane. Gli arrestati sono un funzionario di banca di 62 anni di Imperia, un operaio di Varese e un cinquantenne metalmeccanico di Brescia. Fermato anche un professore universitario italiano di 55 anni: gli investigatori del Nit lo hanno preso all’aeroporto di Fiumicino, dopo essere sceso da un aereo proveniente da Bangkok con video pedo-pornografici girati in Thailandia. Il professionista era uno dei protagonisti delle riprese.
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Un aiuto per Gramos: blogger e scrittori esordienti uniti su Lulu.com

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Un aiuto per Gramos:

blogger e scrittori esordienti

uniti su Lulu.com

Attraverso il libro “Le fiabe di Gramos”, blogger e scrittori esordienti si sono uniti per aiutare Gramos Gashi, affetto da una grave malattia metabolica, con la collaborazione di Sos Infanzia nel mondo ONLUS e i City Angels.

Gramos Gashi ha 12 anni, è nato in Kosovo ed è affetto da una grave malattia metabolica, la tirosinemia. I costi per sostenere la sua vita sono veramente alti, ed è per questo motivo che il popolo di Internet si è mosso in maniera massiccia, grazie alla collaborazione tra SOS Infanzia nel Mondo ONLUS e i City Angels di Roma.

La raccolta fondi, nata sfruttando i blog e i siti, insieme ad un concorso letterario al quale hanno partecipato più di 80 persone, ha dato vita al libro “Le fiabe di Gramos”, disponibile su Lulu.com all’indirizzo https://www.lulu.com/content/1423738.

Gramos è attualmente in cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

segnalazione di Luigi Milani

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Heath Ledger ucciso dal Joker! La tesi dei blogger…

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Heath Ledger ucciso dal Joker!

Spunta una tesi a dir poco bizzarra a proposito dell’improvvisa morte del famoso attore Heath Ledger. Secondo alcuni blog, l’attore australiano, appena 28enne, sarebbe stato ucciso dal suo ultimo personaggio, dal Joker. La tesi è stata anche suffragata da alcuni critici cinematografici piuttosto conosciuti. Tuttavia la tesi che Heath Ledger sia stato ucciso dal Joker è a dir poco assurda, puzza di zolfo sì, ma per una sola ragione, quella di promuovere “The Dark Knight”, di farne un film maledetto a tutti i costi, di conferirgli quest’aura, al fine di attirare il maggior numero possibile di persone ai botteghini.

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Fibra, elettricità, wi-fi e satellite

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Dai cavi ottici che passano per le fogne di alcune città britanniche
alle sperimentazioni senza fili e nello spazio. Nel segno della velocità

Fibra, elettricità, wi-fi e satellite
Tutte le strade della banda larga

di ALESSANDRO LONGO

LA BANDA larga cerca di sperimentare nuove vie per raggiungere l’utente e diffondersi. A volte persino con idee originali, come quella avuta da un operatore britannico che ha annunciato di voler cablare la fibra ottica attraverso le fognature in alcune città.
Perché si arriva a tali acrobazie di fantasia, per la fame di fibra? Il punto è che la fibra resta ancora il modo migliore per trasportare tanta banda larga. Ma è anche un modo molto costoso, perché per mettere nuova fibra bisogna scavare. Usare le fogne può essere un’alternativa agli scavi, ma è tutta da verificare: la manodopera nelle fogne è costosa e non è che i cavi possano essere posati a terra con incuranza; devono essere fissati solidamente.

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Marco Candida, Il diario dei sogni (intervista all’Autore), Las Vegas edizioni

Marco Candida
Il diario dei sogni
Intervista all’Autore

1. In che misura “Il diario dei sogni” è romanzo autobiografico e/o diaristico? Per quali motivi?

Mi pare che l’uso di “e/o” nella tua domanda leghi concetti diversi. L’autobiografia riguarda i contenuti di un romanzo. Posso raccontare anche una storia di alieni gialli sul Pianeta 746 e non per questo essere meno autobiografico che se scrivessi un romanzo intitolato: “I miei primi quarant’anni”. Il diario, invece, è una forma letteraria - e tra l’altro talmente ben nota, che non occorre aggiungere ulteriori spiegazioni. Ciò premesso, Il diario dei sogni non ha la forma letteraria di un diario: è un resoconto. In secondo luogo, all’inizio del libro c’è una pagina dove si ricorda che ogni riferimento a fatti, luoghi e persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Immagino che questo valga anche per me.

2. Sei al secondo romanzo. Che cosa aggiunge, o toglie, alla tua prima esperienza editoriale, “La mania per l’alfabeto”?

Nel romanzo La mania per l’alfabeto sono per così dire indicate alcune strade - di pensiero, di linguaggio, di forme letterarie, di idee… -: ora si tratta di cominciare a percorrerle queste strade, e se necessario anche a tracciarle. Il diario dei sogni sviluppa, ad esempio, alcuni elementi già presenti nel precedente romanzo: principalmente il microracconto. Poi posso aggiungere questo. Soprattutto nelle pellicole cinematografiche - ma anche nei libri - arriva il momento di quello che tra amici si usa chiamare il “discorso finale”, dove il protagonista tira le somme e cerca di dare un senso a quel che si è raccontato. Gli esempi sono infiniti. Dico quelli che avevo in mente io: da Moonlight Mile con Holly Hunter e Susan Sarandon, a Kramer contro Kramer con Meryl Streep, a Rocky, a Rambo… Ci sono momenti dove il protagonista parla, come si dice, con il cuore in mano, e tira fuori tutto quello che gli brucia dentro. Ecco, le due e-mail, il Discorso per il mio funerale, lo “Scritto per l’ufficio” e altri testi contenuti in La mania per l’alfabeto sono una collazione di possibili “discorsi finali” dove il protagonista fa parlare le sue viscere. Il diario dei sogni, invece, si può considerare come un romanzo dedicato a quelle parti dei romanzi che di solito almeno io tendo a saltare: cioè il racconto dei sogni. Come lettore lo sguardo del subcosciente del protagonista di solito non mi interessa, lo leggo con noia, addirittura lo salto. Un’immersione totale, però, credo potrebbe essere interessante. L’idea di caratterizzare un personaggio quasi esclusivamente attraverso i suoi sogni e costringere il lettore a farsi un’idea del profilo della sua personalità in pratica soltanto attraverso i suoi sogni come lettore mi attrae.

3. “Il diario dei sogni” è una sorta di taccuino, almeno a mio avviso, dove in una forma narrativa più o meno coerente vengono esorcizzate le paure del protagonista. Dico giusto?

Questa è una delle possibili interpretazioni. Credo che però in questo romanzo si tratti essenzialmente non di angosce personali ma di superstizioni. Verino sferra critiche ferocissime a molte credenze superstiziose. Alcune di queste credenze sono già largamente considerate come superstizioni - come la telepatia, la telecinesi, la possessione spiritica… Accanto a queste alcune solide certezze che fondano le nostre esistenze vengono smascherate come credenze superstiziose.

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Giovane giapponese guarda la webcam per 34 secondi. E’ boom di visite su YouTube.

ragazzina-giapponese.jpg

Giovane giapponese guarda la webcam per 34 secondi.
E’ boom di accessi su YouTube.com

Questa simpatica ragazzina giapponese non fa assolutamente niente. Fissa per 34 secondi esatti la webcam.

Non c’è che dire, è molto carina, è indubbiamente dolcissima con quegli occhioni tanto innocenti che sembrano esser stati rubati ad un angelo. Non si può non provare simpatia per questa bambina che nella sua innocenza non fa assolutamente niente, tranne fissare la webcam.

E la notizia?!
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