Il reggiseno per gli uomini è finalmente una realtà da indossare!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Il reggiseno per gli uomini
è finalmente una realtà da indossare!
Dal Giappone la nuova epica frontiera della lingerie
di Giuseppe Iannozzi
Quand’ero un povero pubescente segaiolo pensavo sempre alle poppe delle donne. La sola idea della ghiandola mammaria mi faceva impazzire l’anima e la mente. Ammetto che oggi non sono cambiato poi tanto rispetto a ieri, però il petto degli uomini, sarò sincero, non mi stimola, e né mi fa sprizzare felicità da tutti pori sapere che sono in vendita i reggiseni per uomini. No, non sono impazzito. In Giappone però qualcuno sì, e la moda del reggiseno maschile si potrebbe allargare anche in Europa, secondo diverse taglie! Giacché la crisi economica ha lambito anche le coste nipponiche, i giapponesi si saranno detti: “Perché non provarci? In fondo i pettorali, per chi ce li ha, non sono poi tanto diversi da un bel paio di tette!” Ed ecco così che un’azienda di lingerie giapponese sta facendo i soldi vendendo reggiseni a tutti quei maschi che amano travestirsi. Non è strano, non per loro comunque, e l’articolo va.
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In Italia i compiti si fanno su Yahoo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Scoppia la polemica sul sito
delle risposte interattive
Usato per traduzioni e problemi.
Gli utenti: “E’ intasato”
In Italia i compiti
si fanno su Yahoo
Ma è rivolta:
“Andate a studiare”
di SARA FICOCELLI
Fonte: Repubblica.it
Una quindicina di anni fa, per correggere una versione di latino, si telefonava al compagno di classe più bravo, oggi le traduzioni dettate al telefono sono state surclassate dall’interattività del web e in particolare da uno strumento, “Yahoo Answer“, creato per rispondere alle domande degli utenti, anche a quelle più strane. Il sistema è facile: basta porre una domanda in rete e subito chi in quel momento è collegato risponde, cercando di fornire una soluzione e correggendo quelle sbagliate. Chi risponde più velocemente o in modo più esaustivo guadagna dei punti in più rispetto agli altri; viene persino segnalata la “miglior risposta”. Continua..
Ecco le canzoni più gay della storia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ecco le canzoni più gay della storia
Un sito australiano lancia la classifica mondiale della «gayest song», la canzone più omosex al mondo
Fonte: Il Corriere della Sera
SYDNEY, (Australia) - É Dancing Queen del gruppo svedese degli ABBA la canzone più gay della storia. A proclamarla regina dell’immaginario canoro omosessuale sono stati gli utenti del sito SameSame, rivolto alla comunità gay australiana, chiamata a stilare la speciale classifica in occasione del 30esimo anniversario del carnevale gay e lesbico di Sydney. Il motivo - che descrive le sensazioni di una diciassettenne alla ricerca di se stessa nelle danze scatenate del venerdì sera - precede altri due classici della disco music anni ‘70 e del pantheon melodico omo: I Will Survive di Gloria Gaynor e YMCA dei Village People.
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Carmen Kontur-Gronquist nuda, era il sindaco di Arlington in Oregon
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Carmen Kontur-Gronquist nuda
Era il sindaco di Arlington in Oregon
prima che si gridasse “Allo scandalo!”
Con l’avvento di Internet, entrato nelle case di ogni famiglia o quasi, gli esibizionisti si sono subito messi a nudo senza troppe cerimonie: in Rete è pieno di donne che si spogliano, di uomini che si spogliano e di scemi del villaggio che si spogliano. Non è una novità. Chi naviga in Rete non può fare a meno di scontrarsi con qualche imbarazzante nudo: muscoli flaccidi, vetusti ombelichi, tette al silicone, organi sessuali pelosi o depilati con e senza piercing. Se si naviga in Rete il rischio è anche quello d’incagliarsi in uno stomachevole nudo che proprio non era possibile prevedere d’incontrare sulla propria rotta.
I bei tempi sono finiti: se oggi vai in un parco, anche a tarda notte, non c’è nessuno che d’improvviso ti si pari davanti e apra l’impermeabile per mostrarti il suo grimaldello. I parchi non li frequenta più nessuno, né per gioco né per esibire la sua presunta dura virilità, figuriamoci per tenere un comizio politico fra zanzare mosche e cavallette. La figura dell’esibizionista è passata di moda, o meglio ha lasciato i parchi pubblici per trasferirsi in Rete. Le nonne oramai vivono di sospiri, di rimpianti e di notti in bianco, ricordando com’era bello quando i parchi pullulavano di maschi disposti a tutto pur di farsi vedere, foss’anche da una sola attempata signora più di là che di qua. Da quando gli esibizionisti si sono dati ad Internet, le nonne non sanno più come spendere il tempo che gli rimane da vivere: il Pc è strumento troppo difficile per loro che hanno imparato a stendere la pasta col matterello, dunque niente più matterelli e grimaldelli nei verdi parchi cittadini, oramai pronti ad accogliere prati d’erba di pura plastica, perché quella naturale non è più di moda e poi nessuno la vuole falciare, così si è pensato bene di sostituire Madre Natura con l’artificio, che non necessita d’alcuna cura, è sempre verde e quindi addio a quel sempreverde simbolo dei giardini in città che solo fino al qualche anno fa si pensava dovesse durare per l’eternità e oltre con l’aiuto del buon Dio. Continua..
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Giovane giapponese guarda la webcam per 34 secondi. E’ boom di visite su YouTube.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Giovane giapponese guarda la webcam per 34 secondi.
E’ boom di accessi su YouTube.com
Questa simpatica ragazzina giapponese non fa assolutamente niente. Fissa per 34 secondi esatti la webcam.
Non c’è che dire, è molto carina, è indubbiamente dolcissima con quegli occhioni tanto innocenti che sembrano esser stati rubati ad un angelo. Non si può non provare simpatia per questa bambina che nella sua innocenza non fa assolutamente niente, tranne fissare la webcam.
E la notizia?!
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Otto ore nel porno per gli inglesi grazie al Web
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Siti pornografici
e video hot sui telefonini
Otto ore nel porno
per gli inglesi grazie al Web
Aumentano nel Regno Unito gli uomini ossessionati dalla libido. E che la sfogano anche per 8 ore al giorno…
LONDRA (Regno Unito) - Niente sesso siamo inglesi? Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano parecchio. Tutti i giorni. Più volte al giorno. Di più: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando in maniera ossessiva immagini e filmati pornografici sui loro computer o telefonini.
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Prostitute al tempo di internet
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Fenomeno in crescita costante. Business redditizio e pochi rischi
I proprietari dei siti sono “invisibili”. E le indagini si arenano
Prostitute al tempo di internet raddoppiate in pochi anni
ROMA - Dal marciapiede, al web. Dal magnaccia in carne e ossa, al protettore on line invisibile. Cambiano i luoghi della prostituzione, si evolvono le forme di sfruttamento. Sono i vantaggi di internet: cresce il giro d’affari, si abbattono i rischi. I quartieri a luci rosse? Superati, oggi il sesso si vende sulla rete. “In Italia, negli ultimi anni, i siti specializzati sono raddoppiati”, spiega Maurizio Masciopinto, direttore della divisione investigativa della polizia delle comunicazioni. Sul web si trova di tutto: escort, girl, boy, transex. Ragazze in tour per la penisola, prostitute con sconto, vere e proprie “guide all’acquisto”: forum di recensioni con le escort più votate, quelle più economiche, quelle che offrono i servizi migliori. I portali più cliccati presentano centinaia di annunci e ciascuna ragazza paga fino a 400 euro al mese per vedere pubblicata la propria inserzione con foto. Escortforum. it, recensioniescort. com, relazionisociali. net, topclassescort. net, arcaton. com: tanti siti per un business ormai miliardario. Chi si nasconde dietro? Per lo più, imprenditori italiani, con server stranieri. “Il fenomeno è noto e in costante espansione - conferma Masciopinto - le indagini condotte in questi anni hanno portato a un nulla di fatto. Siti oscurati, poi subito riaperti. Impossibile accertare il reato di sfruttamento. È un affare redditizio e, in pratica, non perseguibile”.
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Iscrive l’amante del marito a un chat erotica: una vendetta pagata con una denuncia!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Iscrive l’amante del marito a un chat erotica
La vendetta di una moglie tradita,
una bresciana di 42 anni indagata
dopo la denuncia dell’altra donna
CREMONA - È entrata in aula come testimone ma ne è uscita da indagata. Protagonista una donna bresciana che ha confessato, davanti al Tribunale di Cremona, di aver messo l’amante del marito su una chat erotica, divulgandone i dati personali e facendola così subissare di telefonate hard. La Polizia postale, infatti, dopo la denuncia dell’altra donna, che d’improvviso si era trovata al centro di centinaia di proposte osè, era arrivata al computer di un’amica della vendicativa moglie, che però oggi si è scoperto che era all’oscuro di tutto.
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Vita da blogger
Pubblicato da Luigi Milani
“Vita da Blogger”, il libro sui blogger,
a cura di Splinder
è disponibile su Lulu.com
Milano, 9 gennaio 2007 – La community di blogger Splinder dedica un libro alle testimonianze dei blogger: il partner scelto per la distribuzione è Lulu.com, il sito Internet leader a livello mondiale nel self-publishing. Il libro Vita da Blogger, già disponibile su Lulu.com, vuole essere il punto di riferimento per parlare del fenomeno blog, raccogliendo le testimonianze di quelle persone che hanno cambiato la propria vita, grazie alla presenza virtuale che il blog ha permesso loro di avere. I contatti sviluppati nel tempo tra i blogger digitando sulle tastiere, sono man mano diventati persone da conoscere, da frequentare e con le quali creare opportunità professionali, sentimentali o di amicizia.
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Il boom degli artisti che fanno boom su Internet
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Il boom degli artisti che fanno boom su Internet
Realtà o marketing?
Forse ricorderete la storia degli Arctic Monkeys, la giovane band inglese che un paio d’anni fa “diventò famosa grazie a Internet”. Loro sono stati i primi, quasi il paradigma del genere. Adesso di band e artisti baciati dal Web ce ne sono a bizzeffe. Almeno a quanto si legge sui giornali. Solo nell’ultima settimana è stato il caso di Ingrid Michaelson e Laura Marling, due cantautrici che hanno trovato ampio spazio sulle pagine online del New York Times e su quelle cartacee del Corriere della Sera. Anch’io in passato ho ripreso e diffuso le storie di piccoli grandi miracoli digitali. E so già che mi capiterà di rifarlo in futuro.
Il dubbio sorge spontaneo. Quand’è che bisogna credere a ciò che leggiamo e quand’è che si tratta di panzane frutto di campagne di marketing, alle quali i giornalisti (e i blogger) abboccano, facendovi da megafono? Oltre che spontaneo è un dubbio legittimo. E’ piuttosto comune oggi assistere a promozioni orchestrate sulla formuletta “ecco l’artista che ha avuto successo su Internet!” (o “su YouTube”, “su MySpace”, “sui blog”…). Non sono rari i comunicati stampa che giocano un po’ troppo allegramente su quest’aspetto.
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Seminario COMMUNIA: “Technology and the public domain” - 18/01/2008
Pubblicato da Luigi Milani
Seminario COMMUNIA: “Technology and the public domain” (18/01/2008)
Venerdì 18 gennaio 2008 il Politecnico di Torino organizza e ospita il primo seminario di COMMUNIA, la Rete tematica europea sul pubblico dominio digitale. Obiettivo dell’evento è contribuire al dibattito internazionale sui “commons digitali” e sulle complesse relazioni tra l’innovazione tecnologica e l’utilizzo di massa degli strumenti digitali. Il seminario vuole fornire ad esperti e innovatori del settore l’opportunità di incontrare altri soggetti interessati, opinionisti e politici, al fine di approfondire e condividere la comprensione del ruolo della tecnologia nel costruire il presente e il futuro dei “commons” digitali.
La sessione plenaria di apertura, alle 9:15, vedrà l’intervento di Rishab Ghosh (MERIT, Universita’ di Maastricht) centrato sul tema “Tecnologia, diritto e pubblico dominio”. Il seminario proseguirà per l’intera giornata con tre sessioni su tecnologia e scienza, strumenti software e formati, e sui “commons” infrastrutturali - il tutto visto nel contesto generale dello sviluppo dei “commons digitali”.
La lista dei relatori già confermati comprende inoltre Keith Jeffery (Current Research Information Systems), Juan Carlos De Martin (COMMUNIA Coordinator), Robert Horvitz (Open Spectrum Foundation), Philippe Aigrain (Society for Public Information Spaces), Andrea Glorioso (NEXA Research Center for Internet and Society).
La sessione di chiusura, con tavola rotonda e discussione pubblica, è prevista per le ore 16:00.
Il seminario avrà luogo a Torino, presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino al Lingotto (Via Nizza 230). Lingua ufficiale l’inglese.
L’ingresso è libero e gratuito, previa registrazione.
Per ulteriori informazioni: http://ws1-2008.communia-project.eu
Registrazione: http://ws1-2008.communia-project.eu/phorm/reg-form.html
Contatti per i media: press@communia-project.eu
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Cos’è COMMUNIA
COMMUNIA, rete tematica europea sul pubblico dominio digitale, ha l’obiettivo di divenire il punto di riferimento europeo per l’analisi teorica e la discussione politica sul pubblico dominio nell’ambiente digitale, oltre che su argomenti correlati come forme di “licensing” alternative, “open access” per pubblicazioni e risultati della ricerca scientifica; gestione di opere i cui autori siano sconosciuti (’opere orfane’).
Finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma eContentplus, questo progetto triennale intende fornire una serie di linee guida capaci di soddisfare le esigenze di tutte le parti in causa - pubbliche e private, a livello locale, europeo e globale.
COMMUNIA prevede inoltre di costruire relazioni strategiche con altri paesi extra-europei (a cominciare dagli Stati Uniti e dal Brasile, dove risiedono due dei membri di COMMUNIA) in cui simili discussioni sono già in corso.
Sito web: http://www.communia-project.eu/
Contatti per i media: press@communia-project.eu
I siti di social networking: fate attenzione!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
I siti di social networking
bruciano le carriere di giovani e non
Tutta colpa dell’imprudenza degli internauti
nel mettere on line dati sensibili soprattutto su Facebook e MySpace
I siti di social networking bruciano le carriere di giovani e non.
Allarme giustificato o inutile allarmismo?
Mettere online le proprie preferenze sessuali, dire nel dettaglio di sé stessi e dei propri comportamenti sociali, dei propri orientamenti politici e religiosi, in futuro potrebbe rivelarsi assai dannoso, soprattutto per i giovani. Facebook e MySpace sono i due principali social network finiti nel mirino del tutore britannico della privacy.
Dal suo ufficio, il tutore lancia un monito chiaro verso quanti oggi frequentano i social network senza preoccupazione alcuna. Internet è difatti un Grande Fratello, dove tutti possono essere ascoltati ed eventualmente schedati da diversi organi, siano essi commerciali siano essi preposti a raccogliere dati sensibili, che per mancanza di prudenza sono stati diffusi dagli utenti stessi in Rete.
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