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“L’AMORE E’ UN ISTANTE”, IL NUOVO DISCO DI GIUSY SHANE PER NEWS PROMOTION

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“L’AMORE E’ UN ISTANTE”

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Novità Sironi / “Non il solito giallo” (e: presentazione a Milano)

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Novità Sironi / “Non il solito giallo” (e: presentazione a Milano)

“Non il solito giallo, ma un noir a tinte forti: un serial killer di travestiti getta il panico nella Milano notturna, tra sparatorie all’Ortica e cadaveri ritrovati nel Naviglio. Sottotraccia di Massimo Cassani (Sironi Editore) si candida ad essere l’esordio poliziesco più sorprendente dell’anno”. (Gian Paolo Serino in Repubblica, ed. Milano).

Massimo Cassani presenterà al pubblico il suo romanzo Sottotraccia. Le inchieste del commissario Micuzzi mercoledì 3 dicembre 2008, alle 18, a Milano presso la Libreria del Corso (Corso Buenos Aires 49). Nelle vesti di presentatori, Gian Paolo Serino e Paolo Roversi.

[la storia di questo romanzo] [il booktrailer] [l'autore in FaceBook]

Un palazzo, gli scheletri e il cronista - di Remo Bassini

“Un libro che sento un po’ mio. Lo lessi per primo in una notte d’estate…
Stefania Nardini mi raccontava Napoli, da giornalista, con influenze tondelliane”

Un palazzo, gli scheletri e il cronista

Con la prefazione di Antonio Ghirelli sarà in libreria dall’11 dicembre

di Remo Bassini * (fonte: La Tribuna, 30 novembre 2008)

“Un palazzo. Non è che un vecchio palazzo. Di quelli fine Ottocento, come ce ne sono tanti a Napoli.
Perché lo chiamano il “Palazzo degli scheletri”?
La gente lo ha ribattezzato così per una storia che risale a un po’ di anni fa. Una storia degli anni settanta, di un’Italia e di una Napoli fine Novecento. Quando c’erano i cronisti che facevano il mestiere.
Un mondo che sembra essersi dileguato divorato dal tempo, e che invece in questa città è ancora vivo. Nonostante tutto…”
“Dotto’ currite! Venite ‘ccà. A via Duomo! Venite subito!”.
Bettona, agosto del 2007. Direttamente da Vercelli, città in cui vivo, sono ospite di Stefania Nardini e di Ciro Paglia. Sto con loro per tre giorni, poi le mie briciole di ferie, dieci giorni all’anno, proseguiranno nel Salento, in Puglia. Mi piace Bettona, profuma di Umbria, dalla casa di Ciro e Stefania s’intravede Assisi, profuma di Toscana: basta un’ora di macchina e sono a Cortona, il paese dove sono nato.
M’incantano sempre il verde e il cielo tosco-umbro, ma nell’agosto del 2007, lì a Bettona, sono per ore e ore e ore incantato da altro: da Ciro Paglia.
Io sono uno scrittore e sono anche il direttore di un piccolo, ma radicato, giornale di provincia, La Sesia di Vercelli, fondata nel 1871.
Continua..

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Gli scheletri di via Duomo Stefania Nardini - Tullio Pironti Editore

Gli scheletri di via Duomo
Stefania Nardini - Tullio Pironti Editore

«Un palazzo. Non è che un vecchio palazzo. Di quelli fine Ottocento, come ce ne sono tanti a Napoli. Perché lo chiamano il “Palazzo degli scheletri”? La gente lo ha ribattezzato così per una storia che risale a un po’ di anni fa…».

Dall’11 dicembre 2008 è in libreria

Questo è un libro delizioso per tre motivi. […]
Il primo motivo, naturalmente, si identifica con il “giallo” intrinseco del racconto di Stefania Nardini: la storia che il protagonista, un cronista di “nera” del «Mattino» di parecchi anni fa, racconta con infernale abilità, a pezzi e bocconi, arrivando alla rivelazione della verità soltanto nelle ultimissime righe del romanzo ma attraverso una serie incessante di indagini, di illazioni, di cantonate, di intuizioni, di scoperte che sembrano dover culminare in una colossale delusione e che invece, quasi casualmente o se preferite miracolosamente, si traducono nella convincente ricostruzione finale di un duplice delitto che sta dietro al ritrovamento dei famosi “scheletri di via Duomo”, una grande strada napoletana, non a caso vicinissima a quella ancora più famosa, anzi famigerata, che è Forcella. […]
Ma è il terzo motivo che rende il libro delizioso: la scrittura.
Stefania scrive con la dinamite e impagina a modo suo, strapazzando il periodo ma esaltando la sintassi e la lingua, anche se questo suo racconto sembra tradotto dal dialetto napoletano […] perché descrive in buona lingua nazionale il sentimento, la furberia, l’amore, la pietà, la malinconia, la menzogna, l’imbroglio, che hanno fatto la fortuna della canzone, della poesia, del teatro, della musica napoletani. Stefania racconta le strade, i negozi, le abitudini, la sfrontatezza e la dolcezza del nostro temperamento, ma attenzione, lo fa di sfuggita, senza esagerare, senza indugiare, con la massima naturalezza.
Io confesso di essermi divertito e spero che anche il cortese lettore si diverta.
(dalla Prefazione di Antonio Ghirelli)

Stefania Nardini, giornalista e scrittrice, è una romana innamorata anche delle due città dove ha vissuto: Napoli e Marsiglia. Vive tra l’Umbria e la Provenza. È autrice di Roma nascosta (Newton Compton, 1984) e del romanzo Matrioska, storia di una cameriera clandestina che insegnava letteratura (Pironti, 2001). Con questo libro è stata la prima autrice italiana contemporanea tradotta in Ucraina. Ha fondato con Giulio Mozzi “Vibrisselibri”. Alcuni suoi racconti sono pubblicati su riviste letterarie e sulla rete Internet. Cura la pagina Scritture & Pensieri per il quotidiano dell’Italia centrale «Corriere Nazionale».

Gli scheletri di via Duomo - Stefania Nardini - Tullio Pironti Editore - 144 pagg. - ISBN 88-7937-486-9 - € 10

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Prima edizione del “Concorso Fortunato Pasqualino”

Prima edizione del “Concorso Fortunato Pasqualino
e
manifestazione “Un viaggio tra le bellezze di Butera

Rassegna nazionale di Arti Visive, Danza, Letteratura, Musica,
Fotografia, Pittura, Poesia e Computer-art

In ricordo della figura di Fortunato Pasqualino, filosofo e letterato recentemente scomparso, e su iniziativa del Comune di Butera in collaborazione con l’Associazione Akkuaria, viene indetta la prima edizione di un concorso che porta il suo nome con il patrocinio della Provincia di Caltanissetta. Il premio, che si articola in due sezioni (poesia e narrativa breve), non prevede alcun onere di partecipazione. Il termine per la presentazione delle opere è stato stabilito entro il 30 gennaio 2009. Dal 20 al 22 marzo 2009 si svolgerà la manifestazione “Un viaggio tra le bellezze di Butera“, una tre giorni che avrà come protagonista la città di Butera in una serie d’iniziative culturali che si svolgeranno in vari luoghi della città. In tale circostanza verrà inaugurata una rassegna libraria, collaterale alla cerimonia di premiazione del concorso. in un contesto di eventi polivalenti che vanno dalla pittura alla fotografia per coinvolgere finanche lo spettacolo. Un’occasione d’incontro ed interscambio culturale nel cuore di una Sicilia che, in un contesto primaverile, apre le sue tradizioni all’estro ed il sentire del talento.

Pentiti di niente. Antonella Beccaria. Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri

Pentiti di niente
Antonella Beccaria

È appena uscito un libro importante, firmato da Antonella Beccaria, una delle nostre giornaliste più attente e preparate sui temi, mai del tutto chiariti, del terrorismo e dei tanti misteri del Bel Paese:

Pentiti di niente
Il sequestro Saronio, la banda Fioroni e le menzogne di un presunto
collaboratore di giustizia
Prefazione di Valerio Evangelisti
216 pagine - ISBN 978-88-6222-049-1
Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri - Collana Eretica
Libro rilasciato con licenza Attribuzione – Non commerciale – Non opere
derivate 2.5

Un rapimento che deve finanziare la lotta armata e che finisce con la
morte dell’ostaggio, Carlo Saronio. Un manipolo di sedicenti
rivoluzionari che, una volta ottenuti i soldi del riscatto e scesi a
compromessi a destra e a sinistra, gioca come se fosse una qualunque
banda di malavitosi e non persone con una forte impronta politica come
coloro che provenivano dal gruppo d’azione di Potere Operaio e dai Gap
di Giangiacomo Feltrinelli. Un improbabile pentito del terrorismo,
Carlo Fioroni, che afferma di voler collaborare con la giustizia e
invece inventa un castello di accuse contro gli ex compagni, primo tra
tutti Toni Negri, e li manda sotto processo. Sono questi gli elementi
di una storia che attraversa gli Anni Settanta e che si svolge tra la
Lombardia, la Svizzera e l’Emilia Romagna. Una storia di ideali
traditi, amici doppiogiochisti e delitti che si concluderà con la
concessione ad assassini e sequestratori dei benefici previsti dalle
leggi sulla dissociazione dalla lotta armata: pochi anni di carcere e
poi di nuovo la libertà per eclissarsi lontano, all’estero.

- Scheda del libro:
http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-049-1/antonella-beccaria/pentiti-di-niente.html

- Licenza di rilascio:
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/legalcode

- Download dell’interno:
http://antonella.beccaria.org/libri/pentiti_di_niente.pdf

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Italo Gilles Lasalle. L’Elenco Universale delle cose tristi. collana i quaderni di Cico. Cicorivolta edizioni - comunicato stampa

Italo Gilles Lasalle
L’Elenco Universale delle cose tristi

collana i quaderni di Cico
CICORIVOLTA EDIZIONI

ISBN 978-88-95106-41-0
© novembre 2008
pagine 140
euro 10,00

in copertina, olio su tela di Andrea Tarli
copywrite Emidio Giovannozzi
adattamento grafico di Phab Postini

Siamo negli anni del Risorgimento, periodo storico di grandi fermenti e rivoluzioni, ma anche di notevoli e fondamentali scoperte scientifiche. Una piccola locanda, la Pensione Marceau, narra le vicende dei bizzarri individui che vi hanno soggiornato tra il 1843 e il 1848. Uno di questi è il signor Ruppert, che riceve posta da tutta Europa: amici che gli segnalano le scoperte e le mode apparentemente più tristi del momento, allo scopo di contribuire a formare un Elenco Universale delle cose tristi.
Ma chi è veramente il signor Ruppert? Lo scoprirà il professor Poustkin, anziano docente, che a sua volta sta lavorando alla compilazione di un Elenco Universale delle parole vuote.
Fra gli altri personaggi, spicca Nadine, la tredicenne dal fare intrigante che gestisce il Café Marceau, apparsa un giorno da chissà dove, sulla cui vera identità si affannano il maggiore Blandino, richiamato alle armi, il reverendo Carraba, parroco del paese, e il notaio Anvrel.
Continua..

PRESENTAZIONE ALLA MEL BOOKSTORE DI ROMA CON MARCO TRAVAGLIO E MARIO ALMERIGHI‏

Giovedì 20 novembre ore 17.30
Paolo Negro
presenta il romanzo
L’ultimo dei templari,
Liberamente Editore
partecipano Marco Travaglio
e Mario Almerighi
Mel Bookstore Roma
via Nazionale 254 - 255

Fu una guerra infinita tra fede e potere per mettere le mani sul vero tesoro dei Templari. Fu una lotta senza esclusione di colpi per scoprire il segreto celato in una pergamena a lungo contesa e grondante sangue sia cristiano che infedele. La sera dell’autunno 1313 a Querqueville, in Normandia, quando un forestiero moribondo confessò a Goffredo De Lor, il sacerdote chiamato ad assisterlo in punto di morte, il folle piano che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia - ammesso e non concesso che la Storia abbia un corso univoco - tutto all’improvviso si complicò, trasformandosi in una lotta contro il tempo e il senso comune. E quando all’improvviso il grande orologio del tempo iniziò a ticchettare i suoi colpi più vibranti, ogni cosa precipitò nel caos: passato e presente si avvinghiarono in una ottenebrante lotta, le certezze vacillarono, la bussola della ragione si guastò. Fra tradimenti e apocalissi, colpi di scena e smarrimenti, in un continuo rincorrersi e fronteggiarsi tra i pochi Templari sopravvissuti, gli uomini del Re di Francia, quelli del Re d’Inghilterra e del Papa, la verità lentamente prese corpo. Ma non fu per nulla facile da accettare, ve lo assicuro… Parola dell’Ultimo dei Templari.

Info:
Mel Bookstore Roma, tel. 06.4885405, melromainfo@melbookstore.it

Roberto Calasso recensito da Pietro Citati / Il mondo che vedeva Baudelaire

Il mondo che vedeva Baudelaire

di Pietro Citati - Fonte: Kataweb libri

Quando passeggiamo nel bel libro di Roberto Calasso, La Folie Baudelaire (Adelphi, pagg. 430 euro 36), abbiamo l´impressione di visitare il Salon parigino del 1845 o del 1846, oppure l´Esposizione di Londra del 1862. Con la nostra amabile guida, passiamo di sala in sala: tutto è gremitissimo: ora c´è un libro o un quadro sublime ora paccottiglia: scorgiamo Baudelaire, Ingres, Delacroix, Constantin Guys, Manet, Berthe Morisot, Mallarmé, Rimbaud, Flaubert, Sainte-Beuve: artisti e critici minori, a me sconosciuti, che hanno scritto frasi memorabili; guardiamo la folla grigia o variopinta, che si accalca intorno a noi, o assiste a un´operetta. Sullo sfondo appare, per un istante, Napoleone III, “che non dice mai niente, e mente sempre”. Mentre passeggiamo, Roberto Calasso paragona incessantemente un poeta e un pittore, una bellissima poesia e l´articolo di un giornale di moda, senza mancare mai il suo obbiettivo.

Ci sembra che egli conosca tutto quello che è avvenuto, tutto quello che è stato scritto e dipinto in Francia dal 1830 al 1900. La sua curiosità non è mai sazia: segno che un´ottima cultura è la prima e maggiore qualità di un critico letterario (verità condivisa da pochi). Il cuore del suo interesse resta, quasi sino alla fine del libro, Baudelaire, al quale dedica pagine molto belle: specialmente allo scrittore di meravigliosi articoli e saggi su Delacroix, Gautier, Constantin Guys, Poe e i minimi segni dell´epoca.

Tutto il libro è, se non scritto, guardato da Baudelaire, perché Calasso cerca sempre di condividere l´occhio con cui Baudelaire osserva i personaggi e le figure mentali del proprio tempo e addirittura del futuro, perché Courbet e Manet sono anche pittori creati da qualche riga di Art romantique e Curiosités esthétiques. Quando l´ombra di Baudelaire si allontana, sostituita in parte da quella di Paul Valéry, forse il libro diventa meno intenso.
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Nere. Gli anni delle innocenze di Giuseppe Iannozzi: la nuova raccolta di poesie


Nere. Gli anni delle innocenze

di Giuseppe Iannozzi

Editore: edizione a cura dell’autore
Copyright: © 2008 Giuseppe Iannozzi
Lingua: Italiano
Paese: Italia
Edizione: 1a edizione
Pagine: 209
Dimensioni: 20.99 cm x 29.7 cm
Prezzo: € 13.76

Descrizione: Una nutrita raccolta di poesie di Giuseppe Iannozzi scritte tra il 2004 e il 2005, che l’autore ha ripreso in mano smussandole là dove era possibile per alcune loro asperità, ma sempre rimanendo fedele all’originale spirito d’ingenuità di quel particolare tormentato periodo.
Una silloge che conta più di cento poesie scelte tra le tantissime scritte nell’arco di un anno e mezzo circa. Canti d’amore, pensieri di rabbia, ballate nere (o di morte), illusioni giovanili, prose poetiche, pasquinate, il tutto condito con cinica disperazione e romantico idealismo.

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Nere. Gli anni delle innocenze

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Milano censurerà la giornata mondiale contro la violenza sessuale

Milano censurerà la giornata mondiale
contro la violenza sessuale

di Giuseppe Iannozzi

Una donna nuda abbandonata su un materasso bianco e un cuscino, con le braccia allargate, le gambe unite, il sesso coperto da un lenzuolo a mo’ di sudario, la testa gettata di lato, come in crocifissione.

Per la giornata mondiale contro la violenza sessuale, il Telefono Donna ha scelto un’immagine esplicita che la civilissima Milano già pensa di censurare. L’assessore all’Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cercherà in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade. «Farò tutto quanto è in mio potere - ha affermato - per evitare l’affissione del manifesto, di cui contesto il messaggio, che lede il sentimento religioso dei cittadini».

Questa è la libertà di informazione che oggi vige in Italia, dove si tollerano tutte le violenze possibili, immaginabili e non, sulle donne e dove ci si scompone gridando “allo scandalo!” per una campagna pubblicitaria che dice papale papale qual è la condizione femminile nella nostra società, moderna ma nulla affatto civile.

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La legge italiana antiweb mobilita la rete

La legge italiana antiweb mobilita la rete

Fonte: Punto informatico

Roma - È maretta. Com’era prevedibile, gli italiani in rete non sembrano avere alcuna intenzione di stare a guardare mentre nella stanza dei bottoni qualcuno decide di creare doveri per chi vuole esprimersi, paletti per i blog e i siti Internet italiani. Dopo la pubblicazione su Punto Informatico dell’articolo La Camera manda avanti il DDL anti-blog di Luca Spinelli, è tutto un fiorire di iniziative che dimostrano la vitalità del web nostrano.

Tra i primi a mobilitarsi è Antonio Di Pietro, da sempre attento alle dinamiche sulle libertà di informazione online, che sul suo blog ricorda come il DDL antiblog sia figlio del già criticatissimo decreto Levi e avverte: “I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile”.

Di Pietro non solo ritiene che la legge sia stata scritta da chi di rete sa poco o niente, la definisce “pura censura”, ma annuncia anche che il suo movimento politico “offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione”, e sul blog diffonde un banner per spargere ulteriormente la notizia.
Ma l’eco di quanto sta andando avanti alla Camera si riverbera, come era lecito attendersi, proprio sui blog italiani, dove a centinaia esprimono indignazione per quanto si è riusciti a partorire, e vede la luce il gruppo su Facebook che già conta centinaia di aderenti. Allo stesso tempo cresce la petizione contro l’iscrizione al ROC dei siti italiani, che conta più di 12mila firme, nonché un’altra iniziativa specifica per quest’ultimo DDL partita nelle scorse ore, una petizione rivolta al Presidente della Camera dei Deputati affinché si blocchi sul nascere quella che da più parti viene definita “mostruosità legislativa”.

In attesa che l’intera vicenda conquisti le prime pagine dei quotidiani internazionali, come già avvenuto all’epoca per il DDL Levi, proprio Luca Spinelli precisa con un post dedicato come la proposta normativa tutto è meno che pensata per i soli blog: ad essere tirati in ballo sono centinaia di migliaia di siti Internet italiani. Non solo chi “fa informazione”, per quel che questa espressione può significare, ma anche siti che raccolgono barzellette, enciclopedie, guide online, siti culturali, educativi, formativi, e così via. Nel DDL non si parla infatti solo di informazione, osserva Spinelli, ma più in generale di qualunque spazio web che si occupi anche di formazione, divulgazione, intrattenimento.

“Basterebbe - sottolinea Spinelli - l’uso di qualche banner, o l’uso di quel sito come fonte di guadagno, per farlo ricadere nella tipologia indicata dal DDL come prodotto editoriale che deve iscriversi al ROC, ha maggiori responsabilità, maggiori costi, maggiore burocrazia, ed è imputabile per i reati sulla stampa”.

Il problema centrale, suggerisce ancora Spinelli, non è tanto una improbabile messa in stato d’accusa dell’intero web italiano, quanto invece che questa legge, come tante che l’hanno preceduta, sia tenuta nel cassetto finché non serva al (pre)potente di turno, che ricorra ad essa per tacitare voci sgradite. “Invece che chiarire e ripulire uno dei corpus normativi più grandi e impenetrabili al mondo - conclude riferendosi all’ordinamento italiota - si propongono altre leggi fumose e contestabili che prestano il fianco a pruriti censori”.

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L’invidia di Velásquez: Fabio Bussotti ci sorprenderà! - Novità Sironi editore

L’invidia di Velásquez
Fabio Bussotti ci sorprenderà!

di Giuseppe Iannozzi

«Quando arrivò in Sironi, il romanzo si intitolava semplicemente Las meninas. Lo lessi, se non ricordo male, nel giugno dell’anno scorso. Ero in terrazza (la casa editrice Sironi è provvista di un’ottima terrazza), avevo sul tavolo davanti a me la consueta pila di dattiloscritti da leggere, e successe che, quel giorno, ne lessi solo uno. Las meninas, appunto. Non succede tanto spesso che io non sia capace, una volta iniziata la lettura, di fermarmi: di solito, quando trovo un testo che mi pare interessante, lo metto da parte per una lettura successiva. Invece con Las meninas cominciai a leggere, e non mi fermai prima di essere arrivato alla fine. Poi andai da Massimiliano Bianchini, il direttore editoriale, e gli dissi: “Questo romanzo qui ci ha un sacco di difetti, ma l’idea su cui si basa è una gran bella idea, e la costruzione è buona”». Così spiega Giulio Mozzi in un pezzo dal titolo “Novità Sironi / L’invidia di Velázquez, di Fabio Bussotti” che porta la sua firma.
“L’invidia di Velásquez” è l’opera prima di Fabio Bussotti, sostanzialmente un thriller che però ha la particolarità di serpeggiare fra docenti universitari, pittori, ricercatori e poliziotti, alcuni concussi, altri ancora un po’ imbecillotti, e uno o due un po’ troppo intelligenti e scaltri per poter essere apprezzati dai colleghi. I morti ammazzati tanti, come in tutti i thriller che si rispettino, altrimenti sarebbe un po’ difficile se non impossibile parlare di una storia poliziesca basata soprattutto sulla suspense. Non manca l’ironia; i personaggi, dal più insignificante a quello più importante, sono ben caratterizzati: c’è il commissario Bertone, scaltro e con qualche problema sentimentale non risolto, c’è il poliziotto alle prime armi costretto a far la spola dagli uffici dei colleghi al bar, c’è l’amico d’infanzia di Bertone ignorante ma figlio di papà che passa sopra i cadaveri di chiunque pur di far carriera. L’assortimento di poliziotti c’è tutto.
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Biagi, viaggio nel cuore dell’Italia

Memoria Un anno dopo la scomparsa, escono un volume della figlia e un’antologia di articoli

Biagi, viaggio nel cuore dell’Italia

Sentimenti, immagini e ironia sul filo malinconico dei ricordi

Fonte: Corriere della Sera.it

Gli sarebbero piaciuti i posti, i nomi, le facce della gente: era lì che voleva andare, in qualche paese che non fa notizia, in una scuola di provincia, nei comuni dove il medico e il farmacista sono ancora qualcuno, nelle campagne dove adesso vivono tanti stranieri. Gli sarebbero piaciuti i ricordi, l’ironia di qualche racconto, le immagini dolci di un papà che tiene una bambina per mano: ed era lui, timido, impacciato, come nel giardino dell’Osservanza, a Bologna, quando faceva le notti in redazione e la mattina bisognava lasciarlo dormire.
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Rissa tra monaci al Santo Sepolcro di Gerusalemme

Rissa tra monaci
al Santo Sepolcro di Gerusalemme

Una violenta rissa, degenerata a colpi di pugni, tra monaci armeni e greco-ortodossi è scoppiata nella Basilica del Santo Sepolcro, uno dei siti più sacri del Cristianesimo. La polizia israeliana è stata costretta a intervenire per ristabilire l’ordine e ha fermato due monaci delle confessioni rivali. Secondo il portavoce della polizia Micky Rosenfeld lo scontro è stato causato dai preparativi dei monaci armeni per l’annuale cerimonia che ricorda la scoperta nel quarto secolo della croce che la tradizione vuole sia stata usata per la crocifissione di Gesù.
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Ronnie Roselli intervistato da Emiliano Grisostolo

Intervista a Ronnie Roselli

di Emiliano Grisostolo

Ronnie Roselli è un giovane regista giuliano, vive a Trieste, titolare della casa di produzione Video900, ma soprattutto, è molto in gamba. Un ragazzo poco più che trentenne che ha già alle spalle alcune esperienze nel campo pubblicitario, dei video musicali e molte altre forme di presentazioni per il cliente che è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il suo film lungometraggio “La notte dei giochi”, dove la bravura di Ronnie per la regia, le riprese studiate, il montaggio delle scene, ottimo, la scelta delle musiche, del giovane compositore  maniaghese Marco Giardina, azzeccate.

Come tutti gli autori indipendenti, le difficoltà di avere uno spazio per farsi conoscere sono molte, il nostro amico giuliano ha fatto e farà parlare di sé per molto tempo, sia per questo nuovo film, e per altri che sicuramente vedremo di qui a breve, e quindi oggi ho deciso di presentarvelo perché secondo il mio modesto metro di misura stiamo parlando di una persona che sa cosa vuole e sa come esprimerla, nel suo caso, con una macchina da presa.

Ciao Ronnie, ti conosciamo per il tuo film “La notte dei giochi”, ma parliamo un po’ di te   prima di tutto. Quando e come nasce il Ronnie regista?
Il Ronnie regista nasce nel 1994 quando ho iniziato a realizzare i miei primi cortometraggi in Video8. Tutti di genere noir, venivano girati solo con un cavalletto e con l’ausilio di una mini steadicam ed erano tutti montati in macchina, proprio perchè non avevo ancora delle attrezzature per il montaggio.
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L’anteprima di «Obama. From Promise to Power»

La biografia del neopresidente di David Mendell in uscita da Cairo editore

Obama: storia dell’uomo
che fa sognare l’America

L’anteprima di «Obama. From Promise to Power»

Fonte: Corriere.it

Chi lo conosce bene stenterebbe a crederci, eppure in quel pomeriggio del 27 luglio 2004 Barack Obama fece un passo più spavaldo e imprudente del solito. D’estate, in una Boston immersa nella calda luce del sole, guidò un drappello di giornalisti, assistenti e un paio di amici – un gruppetto formato al massimo da due dozzine di persone – attraverso il labirintico recinto di sicurezza che proteggeva l’arena coperta dell’imponente Fleet Center. Lo smilzo ex giocatore di basket delle superiori che anche a quarantadue anni non disdegnava farsi una partitina, cominciò a muovere il busto come se si stesse dirigendo verso la linea dei tiri liberi, sicuro di mettere a segno il canestro che valeva la partita. Tirò indietro le spalle. Tenne dritta la testa. A ogni passo, il busto in giacca blu oscillava da una parte e dall’altra. Aveva la massima fiducia in sé stesso. E a ragione: mancavano infatti solo poche ore, e il legislatore dello Stato dell’Illinois e docente di legge a contratto avrebbe mosso i primi passi sulla scena nazionale con il famoso discorso introduttivo alla Convention nazionale democratica. Era arrivato il suo momento d’oro. E, sebbene ciò fosse accaduto piuttosto velocemente, in maniera inaspettata e in un certo senso strana, con appena qualche settimana di preavviso, ora Obama aveva l’opportunità di dimostrare al mondo che era in grado di giocare nella massima serie. Finalmente.
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Intervista a Antonella Piperno e Piero Valesio. E vissero felici e lontani. Giulio Perrone Editore

Intervista a
Antonella Piperno e Piero Valesio

a cura di Chiara Perseghin

Protagonisti dell’intervista di questo mese sono due PAD. Non conoscete questa sigla? Bene, allora seguitemi in questa intervista alla quale Antonella Piperno e Piero Valesio hanno accettato di rispondere. Scoprirete così il significato di PAD e troverete sicuramente l’ennesino libro da comperare: la loro prima fatica letteraria “E vissero felici e lontani.”

1) Ciao Antonella e Piero, grazie di avere accettato il mio invito. Per cominciare raccontateci qualcosa di voi. Chi è Antonella Piperno e chi è Piero Valesio?

Antonella è una romana 46enne, mai sposata, niente figli, che lavora nella redazione romana di Panorama occupandosi di attualità e costume e nel tempo libero si precipita a giocare a tennis, sua passione da sempre. Piero è un 46enne torinese con un matrimonio alle spalle, un figlio 15enne, che lavora a Tuttosport dove segue tennis, motori e cura una rubrica di critica tv. E’ anche lui un giocatore appassionato di tennis e firma una rubrica di «fantatennis» su Tennis italiano. Questo, per tutti e due, è il primo libro.
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Novità Sironi / L’invidia di Velázquez, di Fabio Bussotti

Novità Sironi / L’invidia di Velázquez, di Fabio Bussotti

di giuliomozzi

Clicca qui per la scheda del romanzoArriva in libreria tra oggi e venerdì un nuovo romanzo pubblicato dall’editore Sironi, per il quale lavoro dal 2001. Il titolo è L’invidia di Velázquez. L’autore è Fabio Bussotti, di professione attore (soprattutto di teatro: attualmente è in tournée con La parola ai giurati di Reginald Rose, regia di Alessandro Gassman).

L’invidia di Velázquez è prima di tutto un romanzo divertente. Tecnicamente, è un giallo: ci sono dei morti ammazzati (parecchi, e prevalentemente professori universitari), c’è un investigatore, e c’è un enigma, un segreto da scoprire. Ha però spesso i toni della commedia, e fa qualche giro di valzer dalle parti del romanzo storico. Lo si potrebbe forse ascrivere alla recente categoria dei “thriller d’arte”, visto che tra i personaggi ci sono Velázquez e Pablo Picasso - e che la soluzione dell’enigma passa attraverso l’interpretazione del celebre quadro Las meninas: una delle opere d’arte che, nei secoli, hanno subito più tentativi di interpretazione.
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Cinzia dà la sua impressione di lettura su Morte all’alba di Giuseppe Iannozzi

Cinzia dà la sua impressione di lettura su
Morte all’alba di Giuseppe Iannozzi

di Cinzia P.

Mettiamo le cose in chiaro, non ho certo la preparazione per giudicare o esprimere opinioni su un libro, che non siano semplicemente personali. Subito vi dico che se avete voglia di passare un fine settimana leggendo qualcosa di leggero magari sbirciando la tv, allora questo non è il libro per voi. Bisogna aver voglia di leggere veramente, non di scorrere… Un ambiente giusto, d’atmosfera, per capirci: una buona musica e magari un goccio d’amaro o di whisky, scegliete voi.
29 racconti duri, implacabili che lasciano uno strano sapore in bocca, che scuotono l’anima e l’indifferenza che spesso alberga in noi anche se inconsapevolmente.
Ma credetemi, la lettura non è faticosa: sembra incredibile ma tanto ti coinvolgono l’atmosfera, il susseguirsi delle emozioni e dei colpi allo stomaco che, seppur dolorante, ti trovi all’epilogo dei racconti quasi senza accorgertene.
Mi è piaciuto, e lo scrittore sa che se così non fosse lo direi. Alcuni racconti di più, altri meno, ma tutti mi hanno lasciato qualcosa. Sinceramente non so cosa chiedere di più ad un libro.

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di Morte all’alba

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