Morire oggi. Malasanità e impunibilità, scandalo italiano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morire oggi. Malasanità e impunibilità
Scandalo italiano
di Iannozzi Giuseppe
Morire.

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Influenza A, basta pandemia!
Pubblicato da Maria Luisa Brandi
Nessun allarmismo: è un’influenza come le altre
a cura di Maria Luisa Brandi

Confusione, panico, allarme. Tutto come preannunciato.
Questi sono i sentori degli italiani di fronte all’insensata pandemia che sta terrorizzando il mondo. Basta ascoltare un TG nazionale per venire scaraventati in un limbo d’incertezze. Nessun allarme, tutto nella norma, dice Fazio, ma subito dopo una telecronista annuncia tragicamente la notizia di nuovi morti in tutta Italia. All’avvio un nuovo piano regionale per affrontare il problema. Leggere attentamente tutte le direttive. Nel comune di Roma saranno distribuiti 250.000 opuscoli che spiegano come fronteggiare la malattia. Ma sopratutto leggete cosa dice il noto infettivologo, il Prof. Aiuti. Non c’è alcun pericolo! Continua..
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Il seme della colpa di Christian Lehmann. L’eutanasia e i baroni della medicina
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il seme della colpa
Christian Lehmann
L’eutanasia e i baroni della medicina
Il vero volto del medical thriller
di Iannozzi Giuseppe
Se si escludono Kathy Reichs, Patricia Cornwell, Robin Cook, autori anglofoni, il solo autore di un certo rilievo per l’Europa sarebbe David Khayat, che è soprattutto un oncologo, di fama mondiale. Fortuna nostra, in Italia il medical thriller ha conosciuto soltanto delle comparsate con Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi per un volume antologico edito da Einaudi qualche anno or sono: il solo racconto meritevole, Una lunga quaresima di paura – che avrebbe meritato una edizione a sé – è quello di Eraldo Baldini, che mischia con comprovata sapienza leggende popolari, riti pagani ed elementi horror per un thriller all’ultimo spasimo. Insignificanti rimangono i lavori di Lucarelli e Rigosi, che tentando una strada, per certi verso meno specialistica, danno vita il primo al solito killer, il secondo a un commissario malato di premonizioni. Christian Lehmann è autore che rifugge il sensazionalismo spicciolo, i cliché tipici degli hard-boiled, per soffermarsi soprattutto sul cotidiano, sul mal di vivere di ogni giorno che colpisce indistintamente tutti, da chi ha una salute da leone a chi invece conta i minuti che gli rimangono sulle lancette dell’orologio. Il seme della colpa di Christian Lehmann è un romanzo che affonda il bisturi nel dolore di tutti i giorni, ma non tenta di esorcizzarlo o di estirparlo, semplicemente perché non è possibile, tranne nel caso si voglia credere alle impossibili promesse (e terapie) della New Age per andare incontro presto o tardi a una cocente delusione. Con Il seme della colpa Lehmann ci introduce in un tema più che mai attuale, quello dell’eutanasia o dolce morte.
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Barack Obama fischiato dagli anti-abortisti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La prima volta di Barack Obama
Qualche fischio da parte degli anti-abortisti cattolici
a cura di Iannozzi Giuseppe
All’università cattolica di Notre Dame nell’Indiana Barack Obama è stato fischiato: è la prima volta da quando è Presidente degli USA. Una vera e propria contestazione pubblica: i cattolici più fondamentalisti contestano al Presidente la sua politica favorevole all’aborto e alla ricerca sulle staminali. Barack Obama non si è scomposto: ha ricevuto la laurea honoris causa in legge che l’università promette ai presidenti degli Stati Uniti, e al termine della cerimonia in tutta tranquillità ha detto: “Va tutto bene, nessun problema”.
Il discorso dI Barack Obama non si è arrestato, neanche sotto i fischi dei contestatori. Il Presidente sorridente ha invece teso la mano ai conservatori religiosi invitando gli americani di ogni fede e convinzione ideologica a “uno sforzo comune per ridurre il numero degli aborti”: “Non voglio dire che il dibattito sull’aborto sia destinato a scomparir. Le opinioni degli americani al riguardo sono complesse e contraddittorie, e il fatto è che a certi livelli sono inconciliabili. Difendiamo pure le nostre opinioni con passione e convinzione, ma senza ridurre a caricatura chi non la pensa come noi”.
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Dal Messico Valerio Evangelisti racconta la sua verità sulla febbre suina
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ho la febbre suina ed ho paura.
Scrivo da un paese sprofondato nella follia
di Valerio Evangelisti
Puerto Escondido, Oaxaca, Messico. Scrivo da un paese che sembra sprofondato nella follia.
A ogni ora del giorno vedo in tv gente che circola con mascherine azzurre, medici che danno consigli alla popolazione, politici che dicono la loro, supermercati presi d’assalto da turbe di compratori che vogliono fare scorta di alimenti.
In tutto il paese sono chiusi da tre giorni i siti archeologici, i musei, i cinema e i teatri, le scuole e le università, molti uffici pubblici, molti complessi industriali. A Città del Messico, il sindaco Marcelo Ebrard ha ordinato la chiusura completa di bar, ristoranti, discoteche e locali notturni, visti quali potenziali luoghi di assembramento e di propagazione dell’influenza suina. Locali chiusi anche ad Acapulco e in altre città. Il presidente della repubblica è apparso in tv a raccomandare alla gente di rimanere in casa propria, in tutto il paese.
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Febbre suina. 100 i morti. Casi sospetti in Europa. L’America è in stato d’allarme rosso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Febbre suina. 100 i morti. Casi sospetti in Europa.
L’America è in stato d’allarme rosso
CITTÀ DEL MESSICO – È allarme in Messico e negli Stati Uniti, per un nuovo tipo di febbre suina che si starebbe trasmettendo da uomo a uomo e che potenzialmente potrebbe dar vita ad una pandemia. Il virus che è stato rilevato prima in Messico e poi negli Stati Uniti, secondo l’agenzia governativa americana per la salute Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, è un mix inedito di virus di solito presenti tra maiali, uccelli e esseri umani. Il Cdc di Atlanta teme che sia «probabilmente troppo tardi» per riuscire a contenere una nuova epidemia di influenza suina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che già sabato potrebbe essere convocata una riunione di emergenza.
MESSICO – La situazione peggiore è al momento a Città del Messico dove prima le scuole e le università sono state chiuse e poi anche altri luoghi pubblici, come biblioteche, musei e teatri. Il sindaco Marcelo Ebrard ha anche ordinato la sospensione di ogni attività pubblica, in ottemperanza delle raccomandazioni emanate dal ministero della Sanità. Il governo messicano ha annunciato che sono 20 le vittime accertate nel Paese per il nuovo ceppo dell’influenza suina, mentre sono in corso accertamenti su altre 40 vittime. Il ministro della Salute di Città del Messico, Jose Angel Cordova, ha rivisto le precedenti stime, sottolineando che il tasso di mortalità si è ridotto. I casi di contagio nel Paese centro-americano sono 1.004. L’Oms, l’organizzazione mondiale della Sanità, parla di 70 vittime, anche se non è ancora chiaro se tutti i decessi siano da attribuire allo stesso tipo di virus.
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Staminali e fanatismo della Chiesa cattolica
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Obama apre la strada
alla ricerca sulle staminali
L’Osservatore Romano
attacca il Presidente
e lo fa con presunzione
anti-etica e nazistoide
di Iannozzi Giuseppe
“Le scelte sulla ricerca scientifica devono essere basate sui fatti, non sull’ideologia. Da credente penso che sia necessario alleviare le sofferenze”. Durante una cerimonia alla Casa Bianca, il Presidente americano Barack Obama annuncia l’attesissima svolta sulle cellule staminali embrionali: cancellati dunque i divieti e i limiti imposti dall’amministrazione di George W. Bush. “L’America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire”: così Obama, che dà così modo alla scienza di alleviare le sofferenze dell’uomo. Una decisione storica quella di Obama: la ricerca sulle staminali permetterà in un prossimo futuro di curare malattie gravi (mortali), per cui oggi non c’è una cura.
L’ordine esecutivo dà ora 120 giorni al National Institute of Health (Nih, il cuore della ricerca scientifica americana) per mettere a punto le linee guida delle modalità con cui verranno distribuiti i finanziamenti federali: “La completa potenzialità della ricerca sulle cellule staminali resta sconosciuta, e non deve essere esagerata. Ma gli scienziati ritengono che queste piccole cellule possano avere il potenziale di aiutarci a capire, e possibilmente a curare, alcune delle più devastanti condizioni mediche e malattie”. Il Presidente Obama ha però sottolineato di non poter “promettere che troveremo i trattamenti e le cure che cerchiamo”; tuttavia ha garantito che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire la ricerca, agendo “in modo attivo, responsabile, e con l’urgenza necessaria per recuperare il tempo perduto”. Obama ha poi aggiunto che il governo americano sosterrà anche le “ricerche promettenti” sulle cellule staminali adulte. Ma anche un’altra promessa che è un secco “NO” alla clonazione umana, nel modo più assoluto: “Posso promettervi che non intraprenderemo mai alla leggera la ricerca scientifica, perché la sosterremo solo quando sia scientificamente valida e condotta responsabilmente. Per questo svilupperemo regole severe che rispetteremo scrupolosamente perché non tollereremo abusi. E ci accerteremo che il nostro governo non apra mai la porta all’uso della clonazione per la riproduzione umana. E’ pericoloso, profondamente sbagliato e non ha posto nella nostra società o in nessuna società”.
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Latte contaminato in Cina, prime condanne a morte
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Latte contaminato in Cina
Prime condanne a morte
Fonte: Corriere.it
PECHINO – Uno dei responsabili dello scandalo del latte in polvere contaminato alla melamina è stato condannato a morte. Lo afferma l’agenzia di stampa Xinhua-Nuova Cina. Si tratta della prima sentenza che prevede la pena capitale in relazione ad una vicenda che aveva destato scalpore in tutto il mondo. La diffusione del latte contaminato aveva infatti provocato l’intossicazione di oltre 50 mila persone. Prodotti cinesi a base di latte contaminato erano stati sequestrati anche in Italia.
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Eluana Englaro: chi rimuoverà il sondino? e in quale struttura?
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Eluana Englaro:
chi rimuoverà il sondino?
e in quale struttura?
di Giuseppe Iannozzi
Da profano qual sono, io penso che Eluana non sia più una entità viva da un lungo lunghissimo pezzo, ovvero da quando è iniziato (e mai terminato) il suo coma profondo, coma che oramai dura da ben 17 e più anni. In tutto questo tempo, mi sembra non ci siano state reazioni cerebrali significative che facessero pensare che Eluana incorporasse ancora in sé un seppur minimo anelito di vita.
E’ brutto da dire, ma sostanzialmente oggi Eluana Englaro è una macchina il cui cervello è morto (e cioè privo di significative reazioni chimiche ed elettriche che danno all’individuo la coscienza di sé e quindi la vita). Non c’è coscienza in lei, c’è invece un corpo che si mantiene integro perché alimentato e idratato. Null’altro. E’ anche vero che in rarissimi casi si è avuto il risveglio di malati caduti in coma profondo, anche dopo venticinque anni; e che se fosse stata staccata loro la spina, non avrebbero più avuto alcuna speranza di risvegliarsi. Mi chiedo però che vita potrebbe mai essere quella di un soggetto che si risvegli dopo decenni e decenni, anche se l’eventualità è molto più che remota. Però è già accaduto. Tuttavia non credo sia il caso di Eluana: qualche giorno or sono è andata incontro a una emorragia di una certa importanza, segno inequivocabile che anche il corpo, oramai scevro di coscienza, è oltremodo stanco (consumato). Continuare ad alimentare il corpo di Eluana, e non Eluana, si badi bene alla netta differenza, non ha niente di umano in una accezione laica e non ce l’ha in una meramente cristiana. La sentenza avrebbe dovuto avere il coraggio di pronunciarsi per “la dolce morte”, per l’eutanasia; si è invece pronunciata dando luogo a una vigliaccata, con un “non alimentare e dissetare più Eluana”, o meglio, il corpo che un tempo fu dotato di coscienza intellettiva e che era Eluana.
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