Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

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Giulio Mozzi in Scusa ma ti chiamo amore

Giulio Mozzi in

Scusa ma ti chiamo amore

Giulio Mozzi - Scusa ma ti chiamo amore

Marco Candida. Una delle migliori menti della nazione
(e non a caso sta quasi sempre negli Usa). - da qui

un film di Federico Moccia

Luccichio di stelle

romanticavany-king-38912

di Romantica Vany & King Lear

Il nostro amore
su biciancole di fiori cullato
sul far del mattino,
dal sacro pallor di luna illuminato
per sentieri d’aria
tra agnelli di nuvole,
di certo il più lucente del Creato
in quelle notti belle
nel timido lucore
di lucciole e stelle
immerse
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I Wu Ming cagano senza posa: il dottore gl’ha detto che hanno la colite spastica

I Wu Ming cagano senza posa:
il dottore gl’ha detto che hanno la colite spastica

di Iannozzi Giuseppe

Boicotta i Wu Ming in libreria
e vinci un grosso premio
Scopri qui come fare

I Wu Ming hanno il mal de panza. Probabilmente colite cronica. Non gliela fanno proprio più: impossibile dire quante scariche al giorno, quanto meteorismo sfogano nell’aria già tanto inquinata. Ma il vero dramma è che nessuno gli regala (a testa) una bella scorta famiglia di carta igienica, così sono costretti a pulirsi il deretano arrossato di brutto con ortiche e altre stravaganti foglie raccattate per i campi ma non per questo meno irritanti. Chiunque parli del New Italian Epic e non si trovi d’accordo con il loro “pensiero vuoto fatto di niente” viene automaticamente bollato, messo nella lista nera. E non contenti tentano pure di appiccicargli addosso una macabra lettera scarlatta, una W stalinista e cattocomunista: che è dono non gradito da tutti e subito rispedito al mittente.

I Wu Ming non riescono a fare proprio a meno della vigliaccheria. Attaccano il sottoscritto con queste parole in un loro macabro pezzo apparso sulle colonnine di Carmillaonline:

“Ma perché quelli s’incazzano tanto?”
Perché, forse l’avete notato, s’incazzano. C’è addirittura chi incita a togliere le copie di New Italian Epic dagli scaffali e nasconderle sotto pile di altri libri. Come? Sì, certo che è vero.

Ma si guardano bene dal fare nome e cognome chi democraticamente invita il pubblico a boicottare il NIE… par si tratti di un troll, un brutto ceffo davvero che di cognome fa Iannozzi e di nome Giuseppe. In maniera molto proditoria sottolineano che c’è chi incita a togliere le copie di New Italian Epic, dopodiché ti dicono: come? non ci credete? Noi che siamo i Wu Ming le bugie non le diciamo. Abbiamo nasi lunghi e gambe corte – gambe buone per dei focomelici -, siamo sì dei pinocchi malfatti, però la nostra faccia di legno, in questa Italietta di mascherine ceroni e lifting, ce l’ha scolpita Mastro Geppetto in persona con le sue proprie esperte e callose mani, facendo particolare attenzione… ai nasi ovviamente, che avevate pensato, maniaci di merda? Nasi che sono importanti sul serio, così tanto che la Fata Turchina appena li ha visti ha subito provveduto: si è seduta con il suo bel culetto tondo sulle nostre facce di legno e urlando ai Sette Cieli un’epica formula magica ci ha fatto allungare i nasi a dismisura.
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Camilla Parker Bowles preferisce lo stallone al principe Carlo

Camilla Parker Bowles preferisce
lo stallone al principe Carlo
Purtroppo per il principe d’Inghilterra
questa non è una bufala

di Giuseppe Iannozzi

Non è una bufala, è un cavallo! Camilla Parker Bowles, duchessa di Cornovaglia e moglie del principe Carlo d’Inghilterra, in visita alle scuderie dell’”Olympia Horse Show” (Londra) si è fatta un nuovo stallone, un amante di quelli che possono essere solo montati a pelo. Un cavallo. Lui, il cavallo, le ha sorriso mostrandole tutti i denti in evidente segno di apprezzamento.
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Come superare i condizionamenti

Come superare i condizionamenti

di Kristalia

Che il Viagra venga assunto anche da una buona percentuale di under quaranta, è, purtroppo, una realtà incontrovertibile, ancorché sorprendente.

In questo caso, se non altro, il racconto è di un signore maturo che ha ormai superato le ansie da prestazione derivanti dall’età, e con spiccato spirito critico, ci confessa la sua avventura con toni a tratti esilaranti.

«Che miseria! I condizionamenti sono micidiali! Vorrei provare il Viagra e sono imbarazzato a chiederlo al medico di famiglia; e vergognandomi dell’imbarazzo lo maschero con la paura delle controindicazioni.

LA PRESCRIZIONE

Oggi, giorno di un mese di un anno qualunque, sono deciso: vado e torno con il Viagra in tasca!

“Chi è l’ultimo dal dottor Ferrari? Lei? Grazie”
“Guardi che oggi c’è la sostituta , la dottoressa Kov…Vattelapesca”

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Alziamo gli Zigomi! – n. 3

Ubriache e senza slip

Due amiche d’infanzia, dopo alcuni anni di matrimonio, riescono finalmente a convincere i rispettivi mariti a lasciarle uscire a cena da sole, per ricordare i vecchi tempi.
Dopo una serata divertentissima nel loro ristorante preferito, ma sopratutto dopo due bottiglie di vino bianco, qualche coppa di champagne, un limoncello e qualche amaro, escono dal ristorante completamente brille.
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Fallo vibrare!

E va bene. Ora che  sta per essere messa in commercio l’ultima generazione di sex toys, siamo tutti più gaudenti.

Ma no, non è il solito dildo.  Questo è speciale, è lo strumento  più cool del cyber sex. Trattasi di attrezzo ideato e creato  per “accorciare le distanze”.  In pratica, la good vibrations è assicurata, anzi, consigliata  anche per chi ha una relazione con una persona che vive distante.

È una genialata: ricevere carezze erotiche dal partner via web è il sogno segreto di tutti.

E udite udite: i creatori, oltre a consigliarlo,  promettono che presto i  cyber-dildo arriveranno persino sui social network, a cominciare da Facebook e MySpace. Questo vuol dire che – sempre che lo vogliate – chiunque potrà fare sesso con voi.

Ovviamente serve un sex toy compatibile per essere collegato alla Rete e il download di uno specifico software. Ma niente affanno: il sofware è rintracciabile su HighJoy.com o Sinulator.com

Ah, altra notizia importante: il creatore  tiene a precisare  che questo gioiellino non è uno strumento di bassa qualità, bensì di alta tecnologia. Ci si collega ad Internet, si contatta la persona interessata, e se questa è provvista del magico strumento, iniziano le good vibrations. Nota ben, nota ben… ovunque si trovi. -)

Vi mancava un vibratore azionato a distanza via web, vero?  Ebbene, c’è chi ci l’ha ideato. Non ci credete?  Ecco qua  il video.

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krauspenhaar ringrazia iannozzi – scripta manent a maggiore gloria di franz krauspenhaar

krauspenhaar ringrazia iannozzi

scripta manent

a maggiore gloria di franz krauspenhaar

- come nel 2005, ai tempi di cattivo sangue, scomodava houellebecq e izzo e malet mettendo questi mostri sacri in paragone con me, ora fa più o meno la stessa cosa (scomodando céline, houellebecq, ginsberg – noto romanziere, come ben sappiamo e altri beat) ma in senso dispregiativo. di cosa parli il libro nessuna traccia.

- tutto quello che questo buffone sa fare, che questo imbecillotto sa fare, è buttare la propria merda addosso alla gente seria che si fa il CULO per portare a casa un risultato.

- allora iannozzi, non ti sei stufato di fare il buffone? perché se non sai di essere un grandissimo buffone, di una rozzezza argomentativa senza precedenti, se non sai di essere un volgare pipparolo della letteratura webbica, allora vuol dire che – prendendoti sul serio – stai veramente male. e allora che dio ti protegga.

- iannozzi, dai, hai la credibilità di un brontosauro nel 3.540. cioè pari a zero.

- sei davvero “ai confini della realtà”. e non capisci una beata mazza.

- se io scrivo che tu nel 2005 mi paragoni – giustamente – a leo malet (che conosco come le mie tasche vuote) e poi nel 2008 mi paragoni ad altri grandi però con intenti denigratori, voglio dire che nel 2008 fai un’operazione ridicola, mettendomi in mezzo a gente come céline o houellebecq, coi quali credo di non assomigliare manco per il cazzo. hai capito? mentre nel 2005 paragonando cattivo sangue a certi noir di malet l’avevi azzeccata, a mio avviso. dunque anche a te capita di azzeccarla. io questo lo dico, senza ipocrisie. tu sei un matto, ecco. questo è il problema tuo.

- iannozzi di artistico ha solo il nome: che sembra quello di un funambolo di un film di franco & ciccio. “franco & ciccio al circo medrano”.

- comunque il mondo letterario è fatto al 90% da morti di sonno. poi ci sono le eccezioni come me e iannozzi; che però di letterario non ha che l’ambizione.

- guarda che Iannozzi non avrà capito una sega. Meglio se traduci.

- Luego tuve una buena intuición: Iannozzi es el inventor de una nueva categoría historiográfica: ornitología aplicada a la crítica literaria – (Traduzione: Ho poi avuto una felice intuizione: Iannozzi è l’inventore di una nuova categoria storiografica: ornitologia applicata alla critica letteraria)

- magari l’ha letto. comunque lo trovo divertente. arriveranno altre stroncature, molto più subdole. una l’ho ricevuta da guido michelone l’altro giorno, è di un tale di “letture”. ecco, quella è subdola; questadi iannozzi fa solo sorridere.


Gli apocrifi krauspenhaariani

- l’altissima statura morale e intellettuale del signor iannozzi è ben rintracciabile in rete e anche in tutte le librerie d’italia ( all’estero non ho potuto controllare ma spero di sì) quindi mi fido ciecamente di queste sue parole che sono assolutamente prive di invidia e astio, ma dettate unicamente da una profonda e cristallina visione delle cose. vorrei esprimere tutto il mio appoggio alla sua eccellente recensione, congratulandomi col signor iannozzi per il coraggio di saper dire le cose come stanno, per il coraggio di andare contro all’appiattimento della letteratura italiana, perché egli sa stagliarsi sempre contro tutto e tutti, motivando intelligentemente le sue scelte mai dettate da gelosia o rancore o stizza – come i più superficiali pensano – ma da una superiore coscienza letteraria. che il signore le preservi questo dono, signor iannozzi, e peste a tutti quelli che parlano male di lei, quelli sì, certamente invidiosi.

- ”Un romanzetto lialesco, che di storico accoglie solo fragili briciole sconnesse, senza un evidente legame con il costrutto narrativo.”
Con cortesia chiedo a Iannozzi di riportare le pagine da dove si evince questo miscuglio sdolcinato lialesco.
Altresì dico che Franz non ha mai detto che il suo fosse un romanzo storico nella più alta accezione del termine. Quindi perchè criticare qualcosa che non è?
Probabilmente la Fazi avrà stampato due edizioni di Era mio padre perché quella che ho letto io, e molti altri, non corrisponde alla cortese recensione di Iannozzi :-)

- Non ho mai letto niente di Liala. e neanche di Moccia, però, ho letto “Era mio padre di Franz”, e penso che sia un libro straordinariamente coraggioso. Forse è il signor Iannozzi che non ha letto il libro, per cui esprime un giudizio assolutamente parziale. Se comunque, mi volesse prestare i suoi libri di Liala e di Moccia sarò lieta di leggerli!

- Ho letto le domande di Iannozzi, che retorica meravigliosa, le voglio copiare così quando incontro uno scrittore le posso utilizzare, caso mai fossi a corto di idee!


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Vecchietti!

Vecchietti

di Blackjack

I fatti narrati in questo racconto sono realmente accaduti. Nulla c’è di inventato, la qual cosa ci dovrebbe far riflettere e ridere anche, più del dovuto. Siamo davvero in una strana società.
Leggere per credere, Ladies and Gentlemen.

L’autore ci tiene a rimanere anonimo, quindi solo un nome de plume.
Leggendo il racconto si potranno meglio comprendere le ragioni che spingono quest’uomo all’anonimato.

Dopo aver letto questo racconto-verità guarderete agli anziani con occhio diverso. Ve lo assicuro!

g.i.

Marciapiede. Città. Centro storico. Sono mezzo rimbambito nonostante l’orario, quasi le 10 del mattino, ma la nottata è stata lunga. Mi sono vestito a casaccio, jeans, camicia, un maglioncino blu e Superga bianche anche se ha appena smesso di piovere. Le uniche che ho trovato nel dormiveglia. Cammino rapidamente, assorto e impegnato a schivare un sole smorto che litiga con le nubi. Gli obiettivi sono, in ordine di percorso: edicola, tabaccaio e bar per la colazione.

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Barzelletta – L’insetto

insetto
Una donna trova il marito a letto con l’amante, prende un coltello, gli taglia il pisello e lo lancia giù dalla finestra.
Il pisello cade sul parabrezza di una macchina e poi rimbalza per terra.

All’interno della macchina c’è una bambina che chiede al padre:”Papà cos’era
quello?”…

E il papà un po’ imbarazzato:”…Ehm… era un insetto molto particolare,
rarissimo….”
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Luca Casarini. La parte della fortuna. Strade Blu, Mondadori

Luca Casarini
La parte della fortuna

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Un’altra volta Casarini

di Fabrizio Roncone

fonte: Il Corriere della Sera

- Compagno Luca Casarini, proprio lei, il gran capo dei no global…

“Proprio io, cosa?”

- Beh, si è messo a lavorare… anzi, a scrivere per Berlusconi.

“Un attimo, ora le spiego”.

- Sì, un attimo. Dovevate fare la rivoluzione, e poi invece…

“Invece che? Mi ascolti, posso chiarire tutto”.
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Barzelletta: Mortale 69

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Mortale 69

Una ragazza porta a casa sua un ragazzo, entrano in camera da letto e inmediatamente lei gli chiede di fare un 69.
“Un 69 ? Cosa cavolo è?”, le chiede il ragazzo.
La ragazza rendendosi conto che lui non ha esperienza gli spiega: “Io metto la mia testa tra le tue gambe e tu metti la tua tra le mie”.
E senza sapere di cosa stesse parlando, per non rovinare il momento, il ragazzo acconsente.
Nel preciso instante in cui i due sono in posizione, la ragazza lascia andare un tremendo e puzzolente peto. Il ragazzo tossendo si trascina come può ad un lato del letto, sorpreso.

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Barzelletta: amoreggiare in cucina

cucina Lei era in cucina che stava preparandosi a bollire le uova per la colazione…
Lui entrò in cucina e lei girandosi gli disse :
“Devi fare l’amore con me in questo momento”.
Gli occhi di lui si aprirono e si illuminarono dalla contentezza, e pensò:
“Oggi è la mia giornata fortunata”.
Senza perdere un secondo lui l’abbracciò e ci dette sotto cercando di dare il meglio di se stesso.
Li sul tavolo di cucina…

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Barzelletta: Il medico, il giudice, il vescovo ed il finanziere…

FinanziereIn treno: un medico, un giudice, un vescovo e un finanziere…
Il primo vantandosi dei suoi titoli dice:
“Pensate che quando mi vedono mi chiamano esimio dottore”.
Il secondo, ancora più spocchioso:
“Pensate che a me si rivolgono chiamandomi vostro onore”.
Il vescovo, allora, serafico… :
“Io vengo chiamato sua eccellenza”.
Tutti guardano il finanziere fino ad allora silenzioso, e chiedono:
“E lei giovanotto?”

Continua..

La saggezza delle mamme….

Mamma RosaIl giovane Peter, che divide l’appartamento con un amico, invita a cena
sua mamma.
Durante la cena la mamma non può fare a meno di notare quanto l’amico con
cui suo figlio divide l’alloggio sia veramente un bellissimo ragazzo,
molto curato.

Nota poi come la stanza del figlio sia molto grande e spaziosa, con un

letto matrimoniale, mentra la stanza dell’amico sia più piccola, con un

letto singolo.

La mamma, cui questa convivenza ha gia’ fatto nascere dei sospetti,

osserva con molta attenzione tutti gli sguardi e i movimenti per

cercare  un minimo supporto ai suoi sospetti.

Continua..

La nostra politica. Ridiamoci sopra…

Mi è arrivata per email e volevo condividerla, dopo la risata iniziale a me ha fatto pensare…

LE 2 MUCCHE
SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.
COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.
FASCISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti vende il latte.
NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca e uccide quella nera.
DITTATURA:
Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.
FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.
DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.
ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.
CAPITALISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un
allevamento.
CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4
mucche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver
lasciato morire la vacca di sfinimento.
BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito
aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di
credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica
e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento
fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di
6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una
Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un
azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte
di 7 mucche. Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con
l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto
le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi
Presidente del Consiglio.
PRODISMO:
Hai 2 mucche.
Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la
stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in
approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici
animali.

Come contestare?

Il Successo

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A 3 anni il successo è: non pisciarsi addosso.
A 12 anni il successo è: avere tanti amici.
A 18 anni il successo è: avere la patente.
A 25 anni il successo è: avere rapporti sessuali.
A 40 anni il successo è: avere moltissimi soldi.
A 50 anni il successo è: avere moltissimi soldi.
A 60 anni il successo è: avere rapporti sessuali.
A 70 anni il successo è: avere la patente.
A 80 anni il successo è: avere tanti amici.
A 90 anni il successo è: non pisciarsi addosso!

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La Prima Volta che ho incontrato Wu Ming 1

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La Prima Volta che ho incontrato
Wu Ming 1

La prima volta che ho incontrato Wu Ming Uno, fu in un locale equivoco frequentato da castori e marmotte. Wu Ming Uno era già completamente brillo, e io ero il solo a essere lucido. Wu Ming Uno s’abbracciava a un castoro che gli mostrava i denti: in risposta, il povero castoro riceveva grandi sorrisi accondiscendenti.
Io non ci avrei fatto caso a quel tizio lì, ma lui s’è fatto subito appresso a me, abbandonando il castoro e allungandomi la zampa amputata del povero animaletto: “Piacere!”
”Piacere, di che? Chi ti conosce?”
“Appunto.”
“Non la capisco. Non ho preso alcun appunto.”
”Appunto.”
L’ho guardato storto: era chiaro che era uno dei servizi segreti, in pratica un completo fallito.
“Per favore, mi tolga da sotto gli occhi quella zampa. Mi fa orrore e tristezza.”
”Animalista?”
”No.”
”E allora, perché la disturba?”
“Forse perché con quella zampa il castoro – che adesso sta affondando i denti nel legno del bancone, tentando d’arginare il dolore –, fino a pochi momenti fa, ci si grattava e veniva pure bene: è bianca di tracce grosse come sputi.”
“Per così poco!”
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Giancarlo De Cataldo, intervista apocrifa e acrilica al 100%

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Giancarlo De Cataldo
intervista apocrifa e acrilica al 100%

Ho avuto la fortuna e il privilegio di incontrare Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo criminale e Nelle mani giuste.

Ci siamo trovati in Torino, proprio in quel caffè che frequentava Cesare Pavese insieme a Luigi Einaudi. Subito ci siamo salutati. Giancarlo De Cataldo ha una mano forte, calorosa. Si è messo a sedere. Gli ho chiesto se potevo registrare la nostra conversazione. Abbiamo iniziato a parlare prima a ruota libera, poi, centellinando una cioccolata calda le domande a De Cataldo sono venute spontanee.

Questo è il risultato.

«Il fatto è che ogni delitto mi affascina nell’intimo più profondo. Ci trovo sempre un chiodo fisso che entra in sintonia, che entra in contatto con le mie proprie paure: non escludo che in un’altra vita possa reincarnarmi in San Francesco o in Charles Manson. E’ così, la mente umana oltre ad essere un dedalo tende allo stesso tempo alla santità e al diabolico. Ciò è ancora più evidente quando il delitto di cui vengo a conoscenza coinvolge i miei rapporti con gli altri, la famiglia, i vicini di casa, le mie abitudini. Poi, essendo io uno scrittore, cerco sempre di darmi un’occasione per mettermi in mostra, spesse volte in maniera esagerata; amo l’attenzione mediatica, quell’interesse oppiaceo che a fine giornata mi fa esplodere la testa in milioni d’immagini di cronaca nera. Mi sento assassino anch’io, come nel più grande thriller che abbia mai letto, “Io uccido” di Giorgio Faletti. Faletti è un autore geniale, lo invidio, non posso farne a meno». Così parla Giancarlo De Cataldo.

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Chuck Norris dei miracoli! Il texas ranger denuncia l’editore

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Chuck Norris dei miracoli!
E Norris s’infuria sul serio:
«In quel libro solo bugie»
Il texas ranger denuncia l’editore

Il famoso attore americano Chuck Norris, molto noto per la serie tv Walker Texas Ranger, noto anche per esser stato un grande esperto di arti marziali, oggi è a dir poco furioso e non ci ha pensato su due volte a far causa alla casa editrice Pinguin. In un libro pubblicato dalla Pinguin si racconta di Chuck Norris, ma in maniera non corrispondente alla verità, difatti viene evidenziato che il popolare attore sarebbe una sorta di supersanto capace di operare dei veri e propri miracoli. La nomea di santo a Chuck Norris non sta affatto bene, in quanto santo non lo è, e una simile voce infondata gli rovinerebbe solo l’immagine a livello professionale ed umano. Continua..

Babsi Jones: Per Barbie, c’ero quasi!

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Babsi Jones

Per Barbie, c’ero quasi!

Babsi,

se mi chiedessero a bruciapelo cosa penso del tuo libro direi: non mi ha convinto, è proprio una cosetta che una qualsiasi bimbetta viziata avrebbe potuto scrivere e pubblicare, con le giuste conoscenze in Paradiso ovviamente. Se invece mi chiedessero un consiglio direi, senza peli sulla lingua: non leggetelo, non ne vale la pena, non vale la spesa, non merita che qualcuno ci perda del tempo prezioso dietro.
Continua..

Grandi


E’ così difficile essere all’altezza
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dei grandi

Giancarlo De Cataldo, intervista apocrifa e acrilica al 100%

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Giancarlo De Cataldo

intervista apocrifa e acrilica al 100%

Ho avuto la fortuna e il privilegio di incontrare Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo criminale e Nelle mani giuste.

Ci siamo trovati in Torino, proprio in quel caffè che frequentava Cesare Pavese insieme a Luigi Einaudi.

Subito ci siamo salutati.

Giancarlo De Cataldo ha una mano forte, calorosa.

Si è messo a sedere.

Gli ho chiesto se potevo registrare la nostra conversazione.

Abbiamo iniziato a parlare prima a ruota libera, poi, centellinando una cioccolata calda le domande a De Cataldo sono venute spontanee.

Questo è il risultato.

«Il fatto è che ogni delitto mi affascina nell’intimo più profondo. Ci trovo sempre un chiodo fisso che entra in sintonia, che entra in contatto con le mie proprie paure: non escludo che in un’altra vita possa reincarnarmi in San Francesco o in Charles Manson. E’ così, la mente umana oltre ad essere un dedalo tende allo stesso tempo alla santità e al diabolico. Ciò è ancora più evidente quando il delitto di cui vengo a conoscenza coinvolge i miei rapporti con gli altri, la famiglia, i vicini di casa, le mie abitudini. Poi, essendo io uno scrittore, cerco sempre di darmi un’occasione per mettermi in mostra, spesse volte in maniera esagerata; amo l’attenzione mediatica, quell’interesse oppiaceo che a fine giornata mi fa esplodere la testa in milioni d’immagini di cronaca nera. Mi sento assassino anch’io, come nel più grande thriller che abbia mai letto, “Io uccido” di Giorgio Faletti. Faletti è un autore geniale, lo invidio, non posso farne a meno». Così parla Giancarlo De Cataldo.

Forse perché da piccolo non ha avuto su di sé sufficienti attenzioni? Perché parla di interesse oppiaceo?

«Quand’ero solo un bambino ho chiesto ai miei genitori un cagnetto, un volpino per la precisione. Non hanno mai esaudito questa mia modesta richiesta. E’ stato così che ho cominciato ad interessarmi di cronaca nera. Già allora sognavo di diventare un giudice. Ci sono riuscito, oggi sono giudice in corte d’Assise. Io guardo nell’utero sociale per strappare con le mie proprie mani le ragioni che inducono l’uomo al delitto. Per esperienza so che il particolare, il più insignificante e modesto, è in realtà l’indizio che porterà alla verità. Continua..

Silvio Berlusconi diventa Papa. Un miracolo che solo Photoshop poteva

San Silvio da Arcore

Silvio Berlusconi diventa Papa
Un miracolo che solo Photoshop poteva

Semplicemente un’imperdonabile svista?
Molti, moltissimi dubbi, come serpenti nelle anime dei fedeli, dei politici anche e degli atei dichiarati e degli anarchici.
Comunque sia, finalmente Silvio Berlusconi è diventato Papa.

Non ci credete?
Il miracolo c’è stato, è accaduto a Padova.

Continua..

BARZELLETTA: 10 COSE CHE NON HO MAI CAPITO

1) Come mai le donne non riescono a mettersi il mascara tenendo la bocca
chiusa?

2) Come mai per chiudere Windows si deve cliccare su “start”?

3) Come mai la Lemonsoda è fatta con aromi artificiali e nel detersivo per
i piatti trovi vero succo di limone?

4)Quando producono un nuovo cibo per cani “più gustoso”, in realtà chi lo ha assaggiato?

5) Perché Noè non ha lasciato affogare quelle due zanzare?

6) Perché sterilizzano l’ago prima di praticare le iniezioni letali?

7) Conoscete le indistruttibili scatole nere degli aerei?
Perché cavolo non ci fanno tutto l’aereo con quella roba???

8) Perché le pecore non si restringono quando piove?

9) Se volare è così sicuro, come mai quello dell’aeroporto lo chiamano Terminal?

10) Perché inoltro queste cose?!

11) Le mestruazioni sono la giusta punizione che Dio dette alla donna.
Dopo che Eva mangiò la mela Dio disse: “Pagherai col sangue… ma in comode rate mensili.”

12) Le categorie più bugiarde sono le donne e i cacciatori.

13) I cacciatori prendono un uccello e dicono di averne presi venti,

14) le donne ne prendono venti e dicono di averne preso solo uno…