Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi
di Iannozzi Giuseppe
C’è la crisi, la gente soffre: la fame soprattutto, un miagolio ininterrotto che lo stomaco non può tacere. Ed allora Bigazzi ci informa – non che non lo si sapesse già – che la carne di gatto è buona da mangiare. Anzi di più, un piatto prelibato. Ma il povero Beppe Bigazzi non ha fatto i conti con le gattare, che si sono subito messe sul piede di guerra. Con la fame che oggi c’è non è infatti da escludere che scoppi la caccia al gatto: selvaggina prelibata, o sì! E non devi neanche fare la fila dal macellaio. I gatti randagi sono tanti, sparsi nelle città di tutta Italia: se uno proprio non ce la fa più, basta cacciarsi in un vicoletto e il gioco e bell’e fatto, il gatto nel sacco. Il problema non è tanto acchiappare il gatto per farne manicaretto in umido, piuttosto è la spellatura a richiedere una pazienza del diavolo. In ogni modo, Bigazzi ha affermato che “i gatti sono molto più buoni di tanti altri animali” e alla Prova del Cuoco, oggi condotta da Elisa Isoiardi, in onda su RaiUno ha fornito la ricetta per preparare “il gatto in umido”. A Radio Capital
Bigazzi si difende con le unghie, proprio come un gatto messo alle corde: “Mi accusano di aver sottolineato la bontà della carne del gatto. Io ho detto altre cose, ho ricordato che negli anni Trenta e Quaranta ho mangiato la carne del gatto come tante altre persone. E’ una cosa che è accaduta tanti anni fa e non me ne vergogno. Sono cose che oggi non si possono capire. Negli anni ‘30 e ‘40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze. Nella puntata di giovedì grasso ho parlato di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio (il carnevale in dialetto) chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma è follia.” E conclude: “Io non mi pento mai di niente”.
Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha addirittura avanzato contro il cuoco e la trasmissione l’accusa di istigazione al maltrattamento di animali: ma Beppe Bigazzi non ha ordinato di mangiare gatti. Si è invece limitato a spiegare che era usanza negli anni ’30 e ’40 di mangiare anche la carne dei gatti, in quanto la povertà era tanta e la fame non la si poteva mettere a tacere con un brodino di niente. La leghista Francesca Martini rasenta l’assurdo difendendo i gatti ma non gli uomini, gli immigrati, i clandestini: “Quanto accaduto durante una trasmissione in onda su un canale televisivo del servizio pubblico è di una gravità assoluta. Mi riservo di intraprendere ogni azione del caso e scriverò all’Autorità Garante e al Direttore generale dell’Azienda affinché vengano presi provvedimenti severi di fronte a dichiarazioni non solo illecite ma anche lesive di una sensibilità, fortunatamente sempre crescente, dei cittadini nei confronti degli animali. I gatti sono animali d’affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell’ art.1 comma 1 recita: ‘Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente’. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. Ai responsabili di quanto accaduto potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall’art. 414 del Codice Penale, in quanto l’art. 544-bis dello stesso Codice Penale sancisce che ‘chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi’. La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tanto più in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.
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Il leghista Grimoldi invoca la censura sul diario di Anna Frank
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il leghista Grimoldi invoca la censura
sul diario di Anna Frank
di Iannozzi Giuseppe
Scandaloso il deputato leghista Paolo Grimoldi che vorrebbe cucire la bocca alle pagine de Il diario di Anna Frank. Ha presentato addirittura una interpellanza a Mariastella Gelmini, attuale ministro dell’istruzione che non gode di certo dell’appoggio di insegnanti, opinione pubblica e studenti.
Il leghista Grimoldi ha chiesto la censura de Il diario di Anna Frank, perché a suo giudizio il libro turberebbe gli studenti. Per il leghista “vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Il passo incriminato dal deputato del Carroccio è presente nella lettera datata 24 marzo 1944, alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi. Il leghista dice che “non è inerente al programma di storia che la classe sta trattando”.
Claudio Redaelli, dirigente vicario dell’istituto la Lina Mandelli di Usmate Velate (Monza-Brianza), ha così replicato: “Credo che il ministro dell’Istruzione abbia cose più importanti di cui occuparsi.” Redaelli ha anche evidenziato che “le pagine a cui si riferisce il deputato sono descrizioni in termini talmente ingenui, come logico attendersi da una dodicenne degli anni Quaranta, da non destare, soprattutto se mediata dall’intervento dell’insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in tivù vedono e sentono di peggio”.
Sindaco incredulo. E l’assessore all’Istruzione, Marilena Riva: “Commenterò solo dopo aver verificato con la scuola quanto accaduto. L’insegnante non doveva certo chiedere la nostra autorizzazione per la lettura del diario, che è un testo da anni in vendita e disponibile presso tutte le biblioteche per ragazzi. La docente avrà fatto di tutto per guidare i bambini nella lettura”.
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Buon AnnO! – reload – da RomanticaVany
Pubblicato da Romanticaperla
Auguri, a chi nella curiosità si sorprende!
Auguri, a chi ama il fascino delle cose semplici
Auguri, alla passione di una vita intensa
Auguri, a chi impara dagli errori
Auguri, a chi sa soffrire
Auguri, a chi sa amare
Auguri, all’artista che c’è dentro di noi
Auguri, a chi viaggia con la mente nei desideri
Auguri, all’animale che c’è in noi
Auguri, a chi sa dare senza ricevere
Auguri, al mio primo amore
Auguri, a chi ha più figli della nuova moglie
Auguri, a chi vede con gli occhi chiusi
Auguri, a chi è al primo lavoro
Auguri, al mio orsetto bastardiSSimo
Auguri, al primo pesce pescato
Auguri, a chi dice le bugie
Auguri, a chi è solo nella solitudine
Auguri, a chi porta le maglie morbide
Auguri, a chi ritorna da un viaggio
Auguri, a chi ama le favole
Auguri, a chi sa ridere
Auguri, a chi ama la musica, la poesia e l’alba
Auguri, che tutti i Vostri sogni futuri
siano voli pindarici.
Buon Anno!
Morire oggi. Malasanità e impunibilità, scandalo italiano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morire oggi. Malasanità e impunibilità
Scandalo italiano
di Iannozzi Giuseppe
Morire.

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Palloncini
Pubblicato da Romanticaperla
Mi piace guardare i palloncini, innocenza e colore prevalgono ancora dentro di me. Mi riportano alla processione di Ferragosto, quando, finita la funzione, noi bambine e bambini scrivevamo fiduciosi un messaggino agli angeli, legandolo ai palloncini colorati.

Buona Domenica di Ferragosto a tutti
e buona continuazione di Vacanze!
zukkerosamente,
Vany
Voglia di volare
Pubblicato da Romanticaperla
Voglia di volare
di Romantica Vany
A me capita, ma la cosa non è sempre chiara, di provare il desiderio di qualcosa che non sia limitato; di qualcosa che abbia la forza e la capacità di trasportarmi in un altro mondo e di trasformare questo in cui vivo.
Ricordo la canzone di Finardi che dice “extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia“: quando poi il desiderio si realizza, il protagonista della canzone si sente solo, vuole tornare sulla Terra tra le cose e le persone di tutti i giorni.
A volte si sente il bisogno di uscire dai limiti che il corpo e la vita ti fanno sentire insopportabili; si tente la necessità di trovare un significato che riesca a trasformare anche le cose, ma c’è come un peso: è come se la forza di gravità ci facesse piombare a terra e non ci facesse spiccare il volo.
Non voglio però con questo dire che il sogno di Icaro, sollevarsi e volare sino al sole al pari di un Dio, sia irrealizzabile; forse la sua non è stata la strada giusta, forse non si tratta di costruire ali di piume o di fantasticare su ciò che potrebbe essere e non è.
La storia dell’uomo è segnata da questa incessante ricerca, Ulisse aveva varcato le colonne d’Ercole, portando i suoi compagni al di là di quei limiti, che la ragione e gli Dèi avevano fissato; il suo, fu un folle volo, come dice Dante: non ci fu lieto fine, ripiombò tra le onde trovandovi la morte.
La natura ci spinge a cercare l’Infinito. E’ limitata. Incompleta.
Sono profondamente convinta che il desiderio di Infinito coincida con la ricerca di Dio; forse può sembrare strano che una ragazza giovane possa dire una cosa del genere, ma è una verità che sento più forte di tutte le finte verità che di solito vengono dette.
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immensità
Pubblicato da Romanticaperla

Stasera ho ammirato a lungo il mare, sentivo il rumore delle onde, piccole e lievi.
So che può essere dolce e carezzevole tanto quanto indifferente e crudele, ma lo amo ugualmente. Come amo la vita, anche se so che può essere allo stesso modo dolce e carezzevole o indifferente e crudele.
Di fronte a tanta immensità, tuttavia, oggi non posso che sentirmi felice.
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Un caso di censura in rete
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Un caso di censura in rete
di Iannozzi Giuseppe
Che la censura sarebbe presto approdata in rete lo si sapeva. In verità la censura, ben prima dell’iniqua e anticostituzionale legge del governo Berlusconi, è stata portata avanti tanto da chi si dichiara di destra quanto da chi si dice di sinistra. Non sorprende dunque, non poi troppo, che ibs.it internet bookshoop abbia sposato la causa dell’oscurantismo. Va bene che i commenti offensivi e scevri di qualsivoglia barlume di seria critica non vengano fatti passare. Ma non va affatto bene che non vengano fatto passare quei commenti che, con cognizione di causa, esprimono un giudizio negativo su di un libro, o un autore.
Giorni or sono inviai un giudizio negativo sull’ultima operazione commerciale portata avanti da Mondadori e Roberto Saviano con “La bellezza e l’inferno”. Purtroppo o per fortuna amo firmarmi sempre con il mio nome reale, senza tentare di nascondermi dietro un dito perché non sono né un pervertito né un vigliacco, ed ecco così che ibs.it ha pensato bene di cassare il mio commento su il non-libro di Saviano.
Avevo già denunciato in “Saviano come Pinocchio” e “Saviano: pubblicità ingannevole per La bellezza e l’inferno” la barbara operazione commerciale che è, a mio avviso, “La bellezza e l’inferno”. Riporto qui i passi essenziali di questi miei due interventi:
«Non posso/possiamo considerare “La bellezza e l’inferno” un libro perché tale non è.
E’ invece una raccolta di articoli apparsi tra il 2004 e il 2009 su diversi giornali (perlopiù La Repubblica e l’Espresso), ripresi più e più volte da diversi blog, ribattuti fino alla noia, nel riuscito tentativo di portare in alto “Gomorra”, libro-inchiesta che comunque non ritengo meritevole per ragioni che ho più volte reiterato e spiegato in maniera non chiara ma chiarissima.
Oggi Saviano, o Mondadori mi propongono una raccolta di articoli che conosco più delle mie tasche e che in quattro anni sono stati così tante volte letti e discussi sui giornali, per non dire poi in Rete, che davvero non si capisce con quale faccia editore e autore spacciano questa raccolta inutile di articoletti per “un nuovo libro”. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malaeditoria, una pubblicazione il cui scopo è solo quello di ingrassare le tasche di Roberto Saviano e dell’editore, che è evidentemente di destra e che detta legge e che guarda al profitto prima d’ogn’altra cosa.
Io punto il dito contro il sistema editoriale ma l’autore, e lo sottolineo, ha la sua gravissima parte di colpa: se Saviano fosse stato corretto, in primis, subitissimo avrebbe dovuto dare una bibliografia estesa dei testi compulsati per scrivere quella parte di non-fiction che è in “Gomorra”. Non ha mai detto un’acca. Non ha mai accennato al fatto, nonostante gli sia stato fatto notare più volte. Non dicendo nulla a tal riguardo si è “inglobato” nella politica e nel business del sistema editoriale. E’ evidente che è colpevole quanto, se non di più, di quel sistema editoriale che lo pubblica per fare soldi e non denuncia.
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Giuseppe Genna e il non-futuro della narrativa italiana
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Genna il creatore di banalità
Appunti critici su uno scrittore senza talento
di Iannozzi Giuseppe
Posso dire che Giuseppe Genna non ha una sola briciola della genialità visionaria di David Lynch. Mi sembra superfluo il dover sottolineare che non c’e niente di Michel Houellebecq né di Umberto Eco nella scrittura “popolare” di Genna, che è tutt’al più molto alla Emilio Salgari. Suvvia, siamo onesti: la scrittura di Genna è limitata a una pochezza di stereotipi bassamente popolari.
Houellebecq è un anarcoide per metà fascista à la Céline e per l’altra metà un demolitore di idoli. Non c’è niente di più lontano come la scrittura devastante e perfetta di Houellebecq dalla lingua popolare di Genna, il quale si rifà a dei cliché narrativi vecchi e comprovati, quali appunto quelli di Salgari e per la narrativa più “di fantasia” a quelli di Jules Verne. Non che ci sia niente di male, però non siamo di fronte a della letteratura, né con la minuscola né con la L maiuscola. Di tanto in tanto nei suoi lavori più mainstream – che sono a mio avviso anche i peggio riusciti – tenta indarno di ascendere a una scrittura nera à la William S. Burroughs, ma con risultati che sono solo imitativi, opachi, e che della potenza lisergica di Burroughs non hanno altro che lo spettro della ridicolaggine. Genna non inventa, Genna si butta a corpo morto in un mare di stereotipi, li pesca – spesse volte più a caso che non per un atto di volontà – e li riadatta malamente alla sua scrittura. Come detto in altre occasioni, Genna il meglio l’ha dato con la narrativa di genere, proprio perché supportata da quei cliché, vecchi e risaputi, che sono in Salgari e Verne. Ma quando tenta come nell’“Anno Luce” o in “De Profundis” di arrivare all’oggettivizzazione letteraria (*), i cliché di cui è imbevuta la sua vena scrittoria lo sottomettono.
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L’Einaudi di Berlusconi: censura preventiva per Il Quaderno di Saramago
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Saramago su Berlusconi:
leggi per salvaguardarsi
per l’imprenditore
e l’accompagnatore di minorenni
di Iannozzi Giuseppe
Su El Pais, oltre a due nuove foto delle feste berlusconiane a Villa Certosa, da segnalare soprattutto un articolo del premio Nobel per la Letteratura José Saramago, “La cosa Berlusconi”.
L’articolo di Saramago era stato anticipato nella giornata di ieri dal sito del quotidiano madrileno.
Einaudi, c’era una volta, ma tanto tanto tempo fa, un editore che era Giulio Einaudi e che pubblicava dei gran bei libri, senza piegarsi alla censura. L’editore Einaudi di oggi non ha niente a che vedere con l’Einaudi degli anni Cinquanta e Sessanta, essendo che è una catena di montaggio dove a comandare è Silvio Berlusconi. Einaudi, solo una settimana or sono, ha rifiutato di pubblicare il nuovo romanzo di José Saramago, nonostante in Italia l’editore Einaudi abbia in catalogo una ventina di titoli del grande autore portoghese. In un comunicato, Einaudi ha così spiegato quello che è un più che evidente atto di censura voluto dalla destra italiana: “L’Einaudi ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago perché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un ‘delinquente’. Si tratti di lui o di qualsiasi altro esponente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’accusa che qualsiasi giudizio condannerebbe”. Nel quaderno di Saramago si può leggere: “Visto che sono pubblicato in Italia da Einaudi, di proprietà di Berlusconi, gli avrò fatto guadagnare qualche soldo. Una goccia nell’oceano del suo immenso patrimonio, che lui avrà usato per pagarsi i sigari, supponendo che la corruzione non sia il suo unico vizio. […] Il sentimento degli italiani per il Cavaliere è indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale. Del resto, nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?”.
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Il Vademecum del candidato MoNello
Pubblicato da Maria Luisa Brandi
Un piccolo paese di circa ottomila anime qual è Ceprano, rispecchia fedelmente il quadro nazionale. E’ osservando i politici dal basso che ti fai un’idea di come si muovono quelli dall’alto. Sono gli stessi che, una volta eletti, potrebbero fare carriera e occupare poltrone ben più sfavillanti. E siamo noi a gettare le basi, popolo di italianTi. E’ dalle fondamenta che s’innalzano Palazzi di Carta. Come?
Intessendo una trama corrotta, collusa: la stoffa del Mantello Reale. La Grande Promessa. L’Illusorio Cambiamento.
I sinistri sono stilisti raffinati quanto i destri, i centri e gli estremi. Lo si vede ancor meglio nei piccoli comuni, dove tutto è sotto gli occhi di tutti. Occhi -però- per lo più ricoperti da fette di nostrani prosciutti. Occhi visionari che vedono somari decollare. O che auspicano rappresentanti della medesima fattura.
E dove più c’è miseria più si giura ricchezza. Sicurezza, stabilità, certezza. E dove più c’è ignoranza più si avanza. Continua..
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Ilaria D’Amico chiede scusa dopo aver invitato Beppe Grillo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ilaria D’Amico genuflessa chiede scusa a tutti
dopo l’intervento di Grillo a Exit
di Iannozzi Giuseppe
“Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l’Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio in relazione a quanto accaduto mercoledì sera in diretta con il comico Beppe Grillo nella trasmissione Exit”. Ilaria D’Amico si scusa a trecentosessanta gradi, dimostrando un coraggio davvero unico – chiaramente è eufemismo.

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Soria resta in carcere: no ai domiciliari e alla scarcerazione
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Soria del premio Grinzane Cavour resta in carcere
Ma è stata revocata l’ordinanza per il reato di abusi sessuali
di Iannozzi Giuseppe
Giuliano Soria, ex presidente del premio Grinzane Cavour, ex tutto, non tornerà in libertà, non tanto presto. Per il momento resta in carcere, e ci si augura che ci resti per un bel pezzo. Il Tribunale del Riesame ha deciso che la richiesta di scarcerazione, o in subordine gli arresti domiciliari, non può essere accolta. Soria rimane dunque dietro le sbarre nel carcere delle Vallette, senza la stufetta e altre comodità. In gattabuia dal 12 marzo su Giuliano Soria pesano accuse pesanti come macigni, malversazione, schiavismo, abusi sessuali, maltrattamenti nei confronti del suo ex domestico. Soria rimane sottochiave ma per il solo fatto che ha usato dei soldi provenienti da finanziamenti pubblici destinandoli alla sua associazione per scopi privati.
Non si capisce per quali motivi sia stata revocata l’ordinanza per il reato di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di un domestico extracomunitario. Forse perché si è portato la Bibbia dietro le sbarre? Per questo l’ordinanza è stata prontamente cancellata?
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La Balivo mette alla porta la Clerici
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Balivo mette alla porta la Clerici
Retroscena di amori e rancori dello spettacolo
di Iannozzi Giuseppe
Caterina Balivo: «Il mio sogno era diventare suora missionaria». Ma la faccia da suora non ce l’ha, da missionaria forse. La giovane conduttrice partenopea eletta Rivelazione dell’anno agli Oscar tv 2009, si confessa a Tv Sorrisi e canzoni: «A 13 anni cambiai idea e optai per il magistrato, mi guardavo intorno e sentivo che c’erano tante cose che non andavano: ero convinta che questo Paese avesse bisogno di più legalità. Invece adesso mi trovo a condurre uno show in prima serata in tv». “I sogni son desideri”, nuova versione del fortunato format “Il treno dei desideri”, per due stagioni condotto da Antonella Clerici, da aprile vedrà protagonista assoluta la Balivo. La Clerici ha perso tutto in Rai: è già tanto che qualcuno si ricorda ancora di lei. Ma a breve, di questo passo, della Clerici in tv non rimarrà nemmeno il ricordo. Caterina Balivo è giovane e bella, grintosa, spudorata: e la Rai ha bisogno di facce nuove se vuole alzare il suo risicato audience.
Molti pensano, con malignità forse giustificata, che la Balivo ha «soffiato» la conduzione del programma alla Clerici. Il mondo dello spettacolo è un covo di serpenti e la Clerici doveva aspettarselo che le avrebbero fatto la pelle alla prima occasione buona. L’occasione gli si è presentata e così Antonella Clerici si è trovata sbattuta fuori, con un contratto che in estate varrà meno di zero. Carriera e maternità non vanno d’accordo, non nel mondo dello spettacolo e soprattutto non in Rai. La Balivo spiega: «Antonella è diventata mamma ed essere genitori è il mestiere più bello e più difficile. Le auguro che la bimba, Maelle, sia solare come lei. Comunque, il mio show è diverso dal suo: altra squadra di autori, altri tipi di storie». La povera ricciolina bionda, Antonella Clerici replica rassegnata: «Era impossibile condurre due show che si sovrappongono, visto che dal 4 aprile tornerò in tv con “Ti lascio una canzone”. Ci sono esigenze di programmazione, ne prendo atto: cosa devo fare? Non sono rancorosa, è un programma fortissimo, e anche in questo caso lascio in eredità una trasmissione sana, che avrà il successo che merita. Certo mi dispiace non poterla condurre». Però la Clerici è troppo buona: non le è rimasto più niente in Rai. Chi si ricorderà di lei da qui a qualche mese? Nessuno. Le Del Noce’s Angels hanno oscurato per sempre la carineria materna della Clerici. Elisa Isoardi e Caterina Balivo l’hanno spogliata dei suoi programmi. Le rimane però la famiglia. Si spera per lei che una figlia e un marito le bastino.
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Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1 a Chiambretti night
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1
a Chiambretti night
di Iannozzi Giuseppe
“Sky non mi ha interpellato. Io non sono morta e avrebbero almeno dovuto chiedermi di poter usare il mio nome. L’unica cosa che spero è che Sky diventi un po’ più matura, nel senso che capisca che dovrebbe trattare. A me la notizia del film è arrivata da Google e questo mi dispiace”. Cicciolina Ilona Staller, a Chiambretti Night, in onda su Italia 1, si è sfogata: nella miniserie dedicata a Moana, il personaggio Cicciolina sarà interpretato da Giorgia Wurth. Cicciolina nel suo piccolo di ex pornostar ha tirato fuori un po’ di veleno: perché? Per gli ascolti: la sfuriata di Ilona Staller ha fatto registrare un boom di ascolti, con il 15,71% di share e una media di 892 mila spettatori e un picco di un milione e 299 mila. La Staller da Chiambretti ha ricordato l’ultima volta che vide la pornodiva Moana Pozzi e ha anche detto la sua sul presunto mistero della morte della donna – che in molti vogliono credere viva chissà dove: “Avevamo una conoscente in comune che venne da me e mi disse che Moana era tornata dall’America. Sono uscita sul terrazzo e ho visto Moana malconcia, con braccia e cosce molto magre. Poi è partita per Lione dove è morta”.
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Staminali e fanatismo della Chiesa cattolica
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Obama apre la strada
alla ricerca sulle staminali
L’Osservatore Romano
attacca il Presidente
e lo fa con presunzione
anti-etica e nazistoide
di Iannozzi Giuseppe
“Le scelte sulla ricerca scientifica devono essere basate sui fatti, non sull’ideologia. Da credente penso che sia necessario alleviare le sofferenze”. Durante una cerimonia alla Casa Bianca, il Presidente americano Barack Obama annuncia l’attesissima svolta sulle cellule staminali embrionali: cancellati dunque i divieti e i limiti imposti dall’amministrazione di George W. Bush. “L’America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire”: così Obama, che dà così modo alla scienza di alleviare le sofferenze dell’uomo. Una decisione storica quella di Obama: la ricerca sulle staminali permetterà in un prossimo futuro di curare malattie gravi (mortali), per cui oggi non c’è una cura.
L’ordine esecutivo dà ora 120 giorni al National Institute of Health (Nih, il cuore della ricerca scientifica americana) per mettere a punto le linee guida delle modalità con cui verranno distribuiti i finanziamenti federali: “La completa potenzialità della ricerca sulle cellule staminali resta sconosciuta, e non deve essere esagerata. Ma gli scienziati ritengono che queste piccole cellule possano avere il potenziale di aiutarci a capire, e possibilmente a curare, alcune delle più devastanti condizioni mediche e malattie”. Il Presidente Obama ha però sottolineato di non poter “promettere che troveremo i trattamenti e le cure che cerchiamo”; tuttavia ha garantito che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire la ricerca, agendo “in modo attivo, responsabile, e con l’urgenza necessaria per recuperare il tempo perduto”. Obama ha poi aggiunto che il governo americano sosterrà anche le “ricerche promettenti” sulle cellule staminali adulte. Ma anche un’altra promessa che è un secco “NO” alla clonazione umana, nel modo più assoluto: “Posso promettervi che non intraprenderemo mai alla leggera la ricerca scientifica, perché la sosterremo solo quando sia scientificamente valida e condotta responsabilmente. Per questo svilupperemo regole severe che rispetteremo scrupolosamente perché non tollereremo abusi. E ci accerteremo che il nostro governo non apra mai la porta all’uso della clonazione per la riproduzione umana. E’ pericoloso, profondamente sbagliato e non ha posto nella nostra società o in nessuna società”.
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Brokeback Mountain senza censure su RaiDue il 17 marzo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Brokeback Mountain in onda su RaiDue
senza censure ma ancora in seconda serata
di Iannozzi Giuseppe
Si era ancora nel 2008, precisamente l’8 dicembre 2008 RaiDue pensò di mandare in onda I segreti di Brokeback Mountain in seconda serata e con pesanti cesure,tanto da rendere il film-capolavoro irriconoscibile. RaiDue si arrampicò sugli specchi pur di non ammettere che si trattò di un vero e proprio atto di censura. Alla fine dovette promettere di mandare di nuovo in onda la pellicola, in maniera integrale. Sono passati tre mesi e arriva l’annuncio che il 17 marzo Brokeback Mountain verrà riproposto senza tagli. L’8 dicembre scorso il film, tagliato in tutte le scene di sesso e di baci tra i due cowboy, sollevò un’ampia protesta da parte non solo dei movimenti gay e di molti politici sensibili ai diritti civili, ma anche di quanti amano l’Arte e il grande Cinema. Il numero uno di RaiDue, Antonio Marano, definì la messa in onda della pellicola censurata un equivoco, promettendo un’adeguata riparazione. E alla fine arrivarono le sue scuse.
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Il male che ci stiamo facendo. Contributo per i ragazzi dell’Istituto d’Arte d’Isernia
Pubblicato da Emiliano Grisostolo
Il male che ci stiamo facendo
Contributo per i ragazzi dell’Istituto d’Arte d’Isernia
Quattro del mattino, suona la sveglia. Mi alzo, gli occhi rossi, le membra stanche. Dalla camera al bagno, mi vesto e scendo in cucina, cafè e giacca, poi via verso l’inferno. Già, per mangiare mi tocca lavorare all’inferno e nonostante sia contrario alla filosofia di produzione di quell’industria, non posso scegliere di cambiare. C’è la recessione, non si trovano posti di lavoro, e chi ne ha uno se lo tiene stretto come un salvagente. Ma è un salvagente pesante da trasportare, un giubbotto che ti avvolge per la vita trasportandoti giù, verso il basso. Prendo la bici per andare al lavoro, non è molto lontano da casa il mio inferno. Un chilometro scarso, poi la zona industriale, il buio mi avvolge. Poco lontano alcune luci, molti lampioni rotti, i vetri ancora a terra da dove nessuno li raccoglie. L’inferno con il tetto d’amianto, vecchio di quarant’anni, mi aspetta in fondo allo stradone. Nella luce fiocca del mattino posso già intravedere i fumi prodotti da quel mondo marcio nel quale mi tocca vivere per otto ore al giorno. Alle volte pure nove. Sto male al solo pensiero di entrare nuovamente tra le sue mura, al pensiero di respirare lo schifo e la merda che esce dagli alti forni come spettri impalpabili che s’innalzano verso il buio, verso un cielo offuscato nel quale si sono persi i nostri sogni di gioventù. Un mondo diverso non è possibile, non qui.
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C’era una volta… il mistero delle donne
Pubblicato da Romanticaperla

C’era una volta il mistero delle donne.
Quegli strani esseri che scomparivano dentro panni, cuffie, veli e scialli.
Nascondendosi dietro gonne, sottogonne, bustier, cerchi, crioline, nastri, stecche e tiranti da cocchio.
Poi i tempi son cambiati, e i segreti non sono più sotto i vestiti, ma sopra.
Dicono che il luogo migliore per nascondere una cosa sia metterla ben in vista, per questo sospetto che la moda sia l’ultimo labirinto entro il quale le donne si sono chiuse per non farsi trovare.
Secondo mia nonna, nessuno avrebbe mai pensato che il dramma maschile
sarebbe divenuto non spogliare le donne, ma vestirle
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Un milione di ragioni
Pubblicato da Kristalia
Un milione di ragioni
di Kristalia
In questi giorni mi è capitato di leggere diversi commenti sul compenso percepito da Bonolis, per la conduzione di Sanremo.
Premesso che a me non interessa difendere o attaccare il conduttore, riflettevo sulla ridondanza della notizia e sugli effetti che ha sull’opinione pubblica.
Il compenso di un milione di euro, per la conduzione di 5 serate.
Una bella cifra, non c’è che dire! Ma, si deve considerare che la somma è stata erogata non solo al conduttore, ma anche al direttore artistico della manifestazione, nella persona dello stesso Bonolis. Questo significa che il suo lavoro non si è limitato alle 5 serate, ma è iniziato quasi un anno prima. Ha comportato la direzione dei lavori, i contatti con gli ospiti, eventuali operazioni strategiche, e, di conseguenza, la trattativa di spazi pubblicitari, che, infine, sono l’elemento che interessa di più al Cda Rai.
Trattasi quindi di politiche aziendali. Quanti introiti ha realizzato la Rai a fronte del costo sostenuto?
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Vince Marco Carta la 59ma edizione del Festival ma sotto la protezione di Maria De Filippi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Maria De Filippi vince la 59ma edizione del festival di Sanremo
di Iannozzi Giuseppe
Maria De Filippi, per Tv Sorrisi e Canzoni in edicola domani: “Marco Carta ha vinto il Festival e la mia felicità si moltiplica perché ero presente sul palco dell’Ariston proprio nella serata della sua incoronazione. E mi arrabbio se qualcuno vuole vedere una strana coincidenza perché non si può rovinare né avvilire il sogno di un ragazzino che si è sorprendemente, e per me meritatamente, avverato”.
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Patty Pravo mostra il seno e Radio Vaticano la promuove
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Albano Carrisi squalificato e Iva Zanicchi attacca Benigni
Ma Patty Pravo mostra le tette in prima serata su RaiUno
di Iannozzi Giuseppe
Albano Carrisi non ce l’ha fatta. Il festival di Sanremo dovrà privarsi dei suoi gargarismi in prima serata. Nei giorni precedenti al festival aveva fatto considerazioni piuttosto pesanti sugli omosessuali asserendo che l’omosessualità è una malattia. Il 65enne Albano ha attirato subito su di sé pesanti e doverose critiche: forse l’artista non sa che in natura l’omosessualità è anche fra alcuni primati e non solo; e forse non sospetta neanche che i tanto pacifici delfini (almeno all’apparenza) non disdegnano lo stupro pur di possedere una femmina. Anche lui può sperare nel ripescaggio di giovedì. Nell’intanto va a tenere compagnia a Iva Zanicchi, a Tricarico e agli Afterhours di Manuel Agnelli. Fuori anche Nicky Nicolai in coppia con Stefano Di Battista e Sal Da Vinci.
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Isabella Ferarri ha fatto sesso con Moretti mentre si giravano le scene di Caos Calmo!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Isabella Ferarri ha fatto sesso con Moretti mentre si giravano le scene di Caos Calmo!
a cura di Iannozzi Giuseppe
Isabella Ferrari rivela al settimanale Gioia d’aver fatto sesso sul set del film Caos calmo tratto dal romanzo di Sandro Veronesi. Il film, con un Nanni Moretti che non è sé stesso, in un ruolo che non gli compete, ha lasciato spazio a Isabella Ferrari per le presunte scene di sesso bollente. In realtà il sesso che Isabella Ferrari ha portato sul grande schermo è molto banale stando agli standard a cui ci hanno abituato le fiction hollywoodiane: se per l’Italia vedere una attrice che si fa palpeggiare per arrivare infine al sodo, con la bocca fin sulla patta del partner e aprirgli così la zip, può sembrare una scena hard, nelle fiction made in USA siamo invece di fronte all’ennesimo quadretto visto e rivisto.
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Sanremo indietro tutta grazie a Bonolis, Povia e Benigni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Sanremo indietro tutta
grazie a Bonolis, Povia e Benigni
di Iannozzi Giuseppe
Bonolis criticato per il compenso, polemiche dal mondo gay contro la canzone discriminatoria di Povia, Benigni che si squalifica da sé (in Rai riprendono il pallottoliere in mano e capiscono che cedere i diritti home video delle apparizioni tv, in cambio della sua partecipazione a Sanremo, non è un affare della madonna). Questa la 59ma edizione del festival di Sanremo che promette d’essere l’ultima. Il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce parla chiaro, più o meno: “Parliamoci chiaro o arriveranno i risultati quest’anno o dovremo ufficializzare la crisi di questo evento”. Del Noce, a proposito dei compensi, se ne esce fuori con un “in linea con quelli dello scorso anno. Perché nessuno protesta per quelli dei calciatori?”.
Con un esposto urgente, inviato alle Procure della Repubblica di Sanremo e di Roma e alla Corte dei Conti, il Codacons ha chiesto il sequestro dei contratti stipulati dalla Rai con Paolo Bonolis e con Roberto Benigni. “Il milione di euro percepito da Bonolis per la conduzione e la direzione artistica della kermesse è ormai assodato. Ciò che non è chiaro, invece, è il compenso riconosciuto dalla Rai a Roberto Benigni. Pur di averlo sul palco dell’Ariston la Rai, secondo le indiscrezioni, avrebbe ceduto i diritti delle partecipazioni del comico sulla tv di Stato da sfruttare per l’home video. Diritti valutati in 350 mila euro, ma che per alcuni potrebbero arrivare addirittura a 2 milioni di euro”, così il Codacons. Secondo un calcolo approssimativo l’ammontare totale dei diritti ceduti arriverebbe a 2.200.000 euro, spicciolo più spicciolo meno.
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Mentana non farà più Matrix ma continua il diverbio con Mediaset
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Enrico Mentana fuori da Mediaset
Ma Matrix andrà avanti lo stesso
Che cosa pretende veramente Chicco?
di Iannozzi Giuseppe
Enrico Mentana si sfoga in una lettera inviata al direttore di Libero Vittorio Feltri, uno dei più accesi sostenitori del giornalista ex conduttore di Matrix: “Se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli”. Lo sfogo di Mentana farebbe dunque una dietrologia obbligata su il “come sono andate davvero le cose” e su il come le ha vissute lui “in prima persona”. Nella lettera, Chicco spiega che la sera della morte di Eluana non chiese lo spostamento in prime time di Matrix al posto del Grande Fratello ma che fece tre proposte: “Aprire nel programma (il Grande Fratello, ndr) una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’era previsto, ma un’ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Tutt’e tre le proposte furono bocciate, da qui le dimissioni.
Mentre Mentana litigava con Mediaset, su Rete4 Emilio Fede conduceva una fin troppo larga finestra sulla dipartita di Eluana. Un non-stop morboso intorno alla sofferenza, alle recriminazioni politiche e sociali, che ha tradito il silenzio invocato dalla famiglia Englaro. Emilio Fede, al pari di altri suoi colleghi statalizzati e non, ha portato in prima serata la morte spettacolarizzata e sottomessa alle logiche dei palinsesti televisivi nelle case degli italiani, trasformando Eluana in una sorta di vittima, uccisa dall’ottusità della legge italiana.
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