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Festa della Mamma – dolce ricordo d’una bimba d’una figlia

Festa della Mamma

Dolce ricordo d’una bimba d’una figlia

di RomanticaVany

Ricordi Mamma, ero una bimba ed avevo paura dell’acqua nonostante adorassi il contatto con questa. Mi immergevo con dolcissimo abbandono, però, ne avevo il sacro terrore. Ricordo: vasca da bagno piena di schiuma ed io curva nell’acqua colma di bolle profumate e le tue mani dolcemente a insaponarmi e risciacquarmi. Ed io chiudevo gli occhi stretti stretti e ti dicevo “ti prego, ti prego! non negli occhi! non dentro la bocca!”. Mi sentivo soffocare e chiusa come una conchiglia aspettavo di vederti finire sperando che lo shampoo e l’acqua non raggiungessero gli occhi e il viso. Ero così vulnerabile, l’acqua mi terrorizzava togliendomi il fiato; acqua amica e dolce, acqua nemica e violenta.  Sono ricordi, questi, che affiorano nella memoria senza una ragione precisa; anzi, la ragione c’è: quando ho bisogno di rifugiarmi, ci sei sempre te.

Mamma, mi hai fatto vivere una bellissima infanzia perché solo un grande cuore come il tuo può contenere così tante virtù! Sei dolce, paziente, complice, bellissima, simpatica, generosa, buona, disponibile, unica, speciale, amorevole.

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Naomi Campbell piange in tv

Naomi Campbell piange in tv

di Iannozzi Giuseppe

Naomi Campbell sceglie il salotto della conosciutissima Oprah Winfrey per piangere. Bisogna riconoscerle che è piuttosto brava, un’attrice con del talento. Piange rimpiangendo d’aver sbottato e picchiato giornalisti, fans, amanti. Ammette d’aver un brutto carattere, ma non convince: sono lacrime di coccodrillo.

Naomi, finita la sua carriera di top model, ha continuato a rimanere al centro di gossip e cronache per le sue intemperanze, mentre della sua bellezza si sono quasi tutti dimenticati, anche il tiranno stalinista Hugo Chávez con il quale Naomi sembrava dovesse convolare a nozze da un momento all’altro. Avrà picchiato pure lui? Non ci è dato di sapere, ma Chávez è stato sposato per ben due volte, ha diversi figli – e non si esclude che possa averne degli altri -, e non disdegna di masticare foglie di coca. Possibile che Naomi Campbell sia riuscita a mettere kappaò un mostro simile?
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La Papessa trans che divide Torino. Tutto per una vagina di carta

La Papessa trans che divide Torino
Tutto per una vagina di carta

di Iannozzi Giuseppe

La Papessa trans a Torino nella giornata del 1mo maggio non ha mancato di sollevare polemiche e di far alzare roghi al cielo da parte dei benpensanti, com’è facile intuire. Il corteo del 1mo Maggio a Torino ha visto difatti tra i suoi partecipanti una drag queen vestita da Papessa.

La Papessa, invece di nascere da una conchiglia come la Venere di Milo, nasce da una vagina in cartone che la avvolge tutta.
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Bossi Jr non ama l’Italia e lo dice chiaro e tondo

Bossi Jr non ama l’Italia

e lo dice chiaro e tondo


di Iannozzi Giuseppe

“No, non tifo Italia al Mondiale in Sudafrica. Il tricolore? Identifica un sentimento di cinquant’anni fa”.
Questa la dichiarazione di Renzo Bossi che scatena un putiferio politico che però non sorprende proprio nessuno.Il figlio del Senatùr è adesso in politica grazie alle ultime elezioni regionali, e soprattutto grazie alla proverbiale ignoranza italiana.

Gigi Riva, team manager della Nazionale azzurra, l’ha definita “un’affermazione stupida e grave”: “Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia”. Ci si ricordi a tale pro che quando impazzava il tormentone Balotelli-Mourinho, la magliettina verde del Senatùr sbottò: “Non prendo neanche in considerazione l’esistenza della Nazionale di calcio italiana. Non la seguo, non so in che competizioni sia impegnata e non so nemmeno chi sia questo Balotelli. Per me esiste solo una Nazionale, ed è quella della Padania”. Bossi jr seminò allora un po’ di teatrale imbarazzo nella Lega, che  alla fine decise di far quadrato per Balotelli, a favore di una nazionale multietnica.

Per la cronaca Renzo Bossi è stato general manager della Nazionale padana, vincitrice due volte della Coppa delle nazioni non affiliate alla Fifa.

Bossi JuniorL’eurodeputato leghista Mario Borghezio: “Se Lippi chiamasse Balotelli sarei indifferente, così come sarei indifferente in generale alla convocazione di un atleta di colore. Mi darebbe invece enorme fastidio se ci fosse una rappresentanza del Paese al quale appartengo – anche se il mio cuore batte per la Padania – che avesse un carattere multietnico”.
Walter Veltroni reagisce: “E’ assurdo che una persona eletta pronunci queste frasi. Purtroppo non c’è da meravigliarsi visto che viene dall’esponente di un partito che continua ad insultare l’unità italiana e la sua bandiera”. Il capo della segreteria politica del segretario del Pd Bersani, Filippo Penati, ritiene l’intervista di Bossi jr a Vanity Fair “sconfortante”, sottolineando i suoi “sfondoni” storici e ricordando che il tricolore “esiste da più di 150 anni”. Per il parlamentare del Pd Tonino Russo “non interessarsi di calcio ci può anche stare”, “ma non tenere ai colori del proprio Paese a prescindere e farne un elemento di identità, forse testimoniano un disturbo affettivo o una delusione sentimentale”. Continua..

Cesare Battisti il brigatista latitante mai pentito amato da Lula

Cesare Battisti il brigatista latitante
mai pentito amato da Lula

a cura di Iannozzi Giuseppe

Cesare Battisti, brigatista assassino latitante da più di 30 anni, deve tornare in Italia senza se e senza ma. In Italia dove ha ammazzato e condannato vittime innocenti sotto il suo fuoco assassino di brigatista incallito è giusto che si faccia la prigione.

Cesare BattistiLula dovrà decidere che diavolo farne del brigatista che continua ad allattare al suo seno, senza vergogna alcuna. Il Supremo Tribunal Federal di Brasilia ha pubblicato il testo della sentenza che dichiara illegale l’asilo politico, precisando che la decisione del destino del terrorista rosso è nelle mani del capo dello Stato. Il vicepresidente, José Alencar, dice che Lula deve accettare la sentenza della Corte Suprema. La normativa all’interno della quale Lula ha la possibilità di muoversi è quella del Trattato di estradizione sottoscritto da Italia e Brasile. Il presidente non può confermare l’asilo politico concesso da un ministro del suo governo perché già dichiarato “illegale” dal Tribunale, ma potrebbe purtroppo ricorrere a delle eccezioni contenute nel Trattato. In pratica Lula ha l’ultima parola: se dovesse decidere di continuare a tenersi il brigatista rosso… sarebbe una sua personalissima decisione che però, com’è prevedibile e giusto, susciterebbe l’indignazione del governo italiano e di tutti gli italiani, compromettendo i rapporti commerciali e politici con l’Italia, forse in maniera drastica.
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Minzolini. Epurazioni programmate in Rai

Minzolini.
Epurazioni programmate in Rai

di Iannozzi Giuseppe

Tra la giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi e il direttorissimo Augusto Minzolini è scontro aperto “al pubblico”: una formale lettera di contestazione è stata inviata da Minzolini alla giornalista. La sua colpa sarebbe quella di aver rilasciato ieri 2 aprile 2010 una intervista al quotidiano la Repubblica.
Il direttorissimo del Tg1 Augusto Minzolini, dopo che Maria Luisa Busi aveva dichiarato al quotidiano che il contestato cambio della guardia di ieri alla conduzione di alcune edizioni del Tg1 era “una rappresaglia”, ha deciso per un richiamo bello forte duro in diretta. Il risultato che il direttorissimo è riuscito a racimolare è di venti di tempesta. Contro la Rai, e in particolare su Minzolini e sulle sue prese di posizione personalissime e fuori da ogni canone di libertà di espressione, la Fnsi, molti giornalisti della Rai nonché diversi consiglieri dell’azienda.

Maria Luisa BusiNell’intervista rilasciata a la Repubblica la conduttrice definiva “non casuale” il fatto che dalla conduzione fossero stati cancellati i volti di coloro che non hanno firmato la lettera a favore del direttore sul caso Mills. Aggiungendo che la decisione di Minzolini “ha colpito volti storici e professionisti liberi di questo giornale”. Parlava infine di un clima “insostenibile” in redazione. Tre volti sono stati infatti rimossi dal Tg1 della Rai, in tutta fretta: Tiziana Ferrario (tg delle 20), Paolo Di Giannantonio (tg delle 13,30) e Piero Damosso (tg del mattino). Saranno sostituiti da Francesco Giorgino (tg delle 20), Laura Chimenti (tg delle 13,30) e da Francesca Grimaldi per le edizioni del tg mattino.

Si parla di epurazione dopo le elezioni regionali.
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Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

di Iannozzi Giuseppe

C’è la crisi, la gente soffre: la fame soprattutto, un miagolio ininterrotto che lo stomaco non può tacere. Ed allora Bigazzi ci informa – non che non lo si sapesse già – che la carne di gatto è buona da mangiare. Anzi di più, un piatto prelibato. Ma il povero Beppe Bigazzi non ha fatto i conti con le gattare, che si sono subito messe sul piede di guerra. Con la fame che oggi c’è non è infatti da escludere che scoppi la caccia al gatto: selvaggina prelibata, o sì! E non devi neanche fare la fila dal macellaio. I gatti randagi sono tanti, sparsi nelle città di tutta Italia: se uno proprio non ce la fa più, basta cacciarsi in un vicoletto e il gioco e bell’e fatto, il gatto nel sacco. Il problema non è tanto acchiappare il gatto per farne manicaretto in umido, piuttosto è la spellatura a richiedere una pazienza del diavolo. In ogni modo, Bigazzi ha affermato che “i gatti sono molto più buoni di tanti altri animali” e alla Prova del Cuoco, oggi condotta da Elisa Isoiardi, in onda su RaiUno ha fornito la ricetta per preparare “il gatto in umido”. A Radio Capital Bigazzi si difende con le unghie, proprio come un gatto messo alle corde: “Mi accusano di aver sottolineato la bontà della carne del gatto. Io ho detto altre cose, ho ricordato che negli anni Trenta e Quaranta ho mangiato la carne del gatto come tante altre persone. E’ una cosa che è accaduta tanti anni fa e non me ne vergogno. Sono cose che oggi non si possono capire. Negli anni ‘30 e ‘40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze. Nella puntata di giovedì grasso ho parlato di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio (il carnevale in dialetto) chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma è follia.” E conclude: “Io non mi pento mai di niente”.

Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha addirittura avanzato contro il cuoco e la trasmissione l’accusa di istigazione al maltrattamento di animali: ma Beppe Bigazzi non ha ordinato di mangiare gatti. Si è invece limitato a spiegare che era usanza negli anni ’30 e ’40 di mangiare anche la carne dei gatti, in quanto la povertà era tanta e la fame non la si poteva mettere a tacere con un brodino di niente. La leghista Francesca Martini rasenta l’assurdo difendendo i gatti ma non gli uomini, gli immigrati, i clandestini: “Quanto accaduto durante una trasmissione in onda su un canale televisivo del servizio pubblico è di una gravità assoluta. Mi riservo di intraprendere ogni azione del caso e scriverò all’Autorità Garante e al Direttore generale dell’Azienda affinché vengano presi provvedimenti severi di fronte a dichiarazioni non solo illecite ma anche lesive di una sensibilità, fortunatamente sempre crescente, dei cittadini nei confronti degli animali. I gatti sono animali d’affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell’ art.1 comma 1 recita: ‘Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente’. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. Ai responsabili di quanto accaduto potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall’art. 414 del Codice Penale, in quanto l’art. 544-bis dello stesso Codice Penale sancisce che ‘chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi’. La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tanto più in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.
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Il leghista Grimoldi invoca la censura sul diario di Anna Frank

Il leghista Grimoldi invoca la censura
sul diario di Anna Frank

di Iannozzi Giuseppe

Scandaloso il deputato leghista Paolo Grimoldi che vorrebbe cucire la bocca alle pagine de Il diario di Anna Frank. Ha presentato addirittura una interpellanza a Mariastella Gelmini, attuale ministro dell’istruzione che non gode di certo dell’appoggio di insegnanti, opinione pubblica e studenti.
Il leghista Grimoldi ha chiesto la censura de Il diario di Anna Frank, perché a suo giudizio il libro turberebbe gli studenti. Per il leghista “vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Il passo incriminato dal deputato del Carroccio è presente nella lettera datata 24 marzo 1944, alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi. Il leghista dice che “non è inerente al programma di storia che la classe sta trattando”.

Anna FrankClaudio Redaelli, dirigente vicario dell’istituto la Lina Mandelli di Usmate Velate (Monza-Brianza), ha così replicato: “Credo che il ministro dell’Istruzione abbia cose più importanti di cui occuparsi.” Redaelli ha anche evidenziato che “le pagine a cui si riferisce il deputato sono descrizioni in termini talmente ingenui, come logico attendersi da una dodicenne degli anni Quaranta, da non destare, soprattutto se mediata dall’intervento dell’insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in tivù vedono e sentono di peggio”.
Sindaco incredulo. E l’assessore all’Istruzione, Marilena Riva: “Commenterò solo dopo aver verificato con la scuola quanto accaduto. L’insegnante non doveva certo chiedere la nostra autorizzazione per la lettura del diario, che è un testo da anni in vendita e disponibile presso tutte le biblioteche per ragazzi. La docente avrà fatto di tutto per guidare i bambini nella lettura”.
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Buon AnnO! – reload – da RomanticaVany

Auguri, a chi nella curiosità si sorprende!
Auguri, a chi ama il fascino delle cose semplici
Auguri, alla passione di una vita intensa
Auguri, a chi impara dagli errori
Auguri, a chi sa soffrire
Auguri, a chi sa amare
Auguri, all’artista che c’è dentro di noi
Auguri, a chi viaggia con la mente nei desideri
Auguri, all’animale che c’è in noi
Auguri, a chi sa dare senza ricevere
Auguri, al mio primo amore
Auguri, a chi ha più figli della nuova moglie
Auguri, a chi vede con gli occhi chiusi
Auguri, a chi è al primo lavoro
Auguri, al mio orsetto bastardiSSimo
Auguri, al primo pesce pescato
Auguri, a chi dice le bugie
Auguri, a chi è solo nella solitudine
Auguri, a chi porta le maglie morbide
Auguri, a chi ritorna da un viaggio
Auguri, a chi ama le favole
Auguri, a chi sa ridere
Auguri, a chi ama la musica, la poesia e l’alba
Auguri, che tutti i Vostri sogni futuri
siano voli pindarici.
Buon Anno!


Morire oggi. Malasanità e impunibilità, scandalo italiano

Morire oggi. Malasanità e impunibilità
Scandalo italiano

di Iannozzi Giuseppe

Morire.

Si muore oggi, in maniera tragica. Assurda. Da un momento all’altro.

croce rossa

Si muore non ostante venga da più parti detto che il Sistema Sanitario italiano sia uno dei migliori al mondo. Ma il prezzo di questa supposta verità è che sempre più pazienti rendono l’anima a Dio proprio in quelle strutture sanitarie, che dovrebbero garantire al cittadino assistenza e cure. Reductio ad absurdum, più si va avanti e più facile è che si incorra in un grossolano errore di medici e paramedici. Non è difficile rendersi conto di questa tragica realtà: errori di valutazione da parte dei medici, ahinoi, sono all’ordine del giorno, errori che pare stiano diventando la regola. C’è da augurarsi che mai si debba ricorrere alle cure dei medici italiani, perché il serio rischio è di essere ospedalizzati per una banalità ed uscire poco dopo dall’ospedale in posizione orizzontale coperti soltanto da un triste lenzuolo bianco.
Si muore e si muore con una facilità che ha dell’assurdo.
Ci troviamo di fronte a strutture sanitarie che sì, forse sono all’avanguardia, ma dove il personale medico è ignorante: pur avendo i mezzi per curare od evidenziare una particolare patologia, per colpa della sua ignoranza – e della mancata formazione che lo Stato italiano avrebbe dovuto fornirgli -, non è in alcun modo capace di far fronte a situazioni di emergenza né a diagnosticare patologie e disturbi comuni. Gli errori di valutazione in cui incorrono medici e chirurghi dimostrano, senz’ombra di dubbio, che in Italia morire per colpa dell’ignoranza e dell’incapacità altrui è più che mai facile.
E’ un inutile vantarsi quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica che in Italia la sanità gode di mezzi diagnostici all’avanguardia quando questi non vengono utilizzati, ma abbandonati a sé in qualche dimenticata ala di ospedale. E’ bastardo business quello di acquistare strumenti diagnostici dalle multinazionali se poi questi nessuno è in grado di utilizzarli. I baroni della medicina, o sédicenti tali, se ne lavano le mani: il tempo che spendono nelle strutture sanitarie pubbliche è esiguo, non seguono i propri pazienti, li lasciano nelle mani di dottorini inesperti, probabilmente degli inetti la cui laurea è stata comprata.

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Palloncini

Mi piace guardare i palloncini, innocenza e colore prevalgono ancora dentro di me. Mi riportano alla processione di Ferragosto, quando, finita la funzione, noi bambine e bambini scrivevamo fiduciosi un messaggino agli angeli, legandolo ai palloncini colorati.

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Buona Domenica di Ferragosto a tutti
e buona continuazione di Vacanze!

zukkerosamente,
Vany

Voglia di volare

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di Romantica Vany

A me capita, ma la cosa non è sempre chiara, di provare il desiderio di qualcosa che non sia limitato; di qualcosa che abbia la forza e la capacità di trasportarmi in un altro mondo e di trasformare questo in cui vivo.

Ricordo la canzone di Finardi che dice “extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia“: quando poi il desiderio si realizza, il protagonista della canzone si sente solo, vuole tornare sulla Terra tra le cose e le persone di tutti i giorni.

A volte si sente il bisogno di uscire dai limiti che il corpo e la vita ti fanno sentire insopportabili; si tente la necessità di trovare un significato che riesca a trasformare anche le cose, ma c’è come un peso: è come se la forza di gravità ci facesse piombare a terra e non ci facesse spiccare il volo.

Non voglio però con questo dire che il sogno di Icaro, sollevarsi e volare sino al sole al pari di un Dio, sia irrealizzabile; forse la sua non è stata la strada giusta, forse non si tratta di costruire ali di piume o di fantasticare su ciò che potrebbe essere e non è.

La storia dell’uomo è segnata da questa incessante ricerca, Ulisse aveva varcato le colonne d’Ercole, portando i suoi compagni al di là di quei limiti, che la ragione e gli Dèi avevano fissato; il suo, fu un folle volo, come dice Dante: non ci fu lieto fine, ripiombò tra le onde trovandovi la morte.

La natura ci spinge a cercare l’Infinito. E’ limitata. Incompleta.
Sono profondamente convinta che il desiderio di Infinito coincida con la ricerca di Dio; forse può sembrare strano che una ragazza giovane possa dire una cosa del genere, ma è una verità che sento più forte di tutte le finte verità che di solito vengono dette.

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immensità

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Stasera ho ammirato a lungo il mare, sentivo il rumore delle onde, piccole e lievi.
So che può essere dolce e carezzevole tanto quanto indifferente e crudele, ma lo amo ugualmente. Come amo la vita, anche se so che può essere allo stesso modo dolce e carezzevole o indifferente e crudele.

Di fronte a tanta immensità, tuttavia, oggi non posso che sentirmi felice.

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Un caso di censura in rete

Un caso di censura in rete

di Iannozzi Giuseppe

Che la censura sarebbe presto approdata in rete lo si sapeva. In verità la censura, ben prima dell’iniqua e anticostituzionale legge del governo Berlusconi, è stata portata avanti tanto da chi si dichiara di destra quanto da chi si dice di sinistra. Non sorprende dunque, non poi troppo, che ibs.it internet bookshoop abbia sposato la causa dell’oscurantismo. Va bene che i commenti offensivi e scevri di qualsivoglia barlume di seria critica non vengano fatti passare. Ma non va affatto bene che non vengano fatto passare quei commenti che, con cognizione di causa, esprimono un giudizio negativo su di un libro, o un autore.

Giorni or sono inviai un giudizio negativo sull’ultima operazione commerciale portata avanti da Mondadori e Roberto Saviano con “La bellezza e l’inferno”. Purtroppo o per fortuna amo firmarmi sempre con il mio nome reale, senza tentare di nascondermi dietro un dito perché non sono né un pervertito né un vigliacco, ed ecco così che ibs.it ha pensato bene di cassare il mio commento su il non-libro di Saviano.

Avevo già denunciato in “Saviano come Pinocchio” e “Saviano: pubblicità ingannevole per La bellezza e l’inferno” la barbara operazione commerciale che è, a mio avviso, “La bellezza e l’inferno”. Riporto qui i passi essenziali di questi miei due interventi:

«Non posso/possiamo considerare “La bellezza e l’inferno” un libro perché tale non è.

E’ invece una raccolta di articoli apparsi tra il 2004 e il 2009 su diversi giornali (perlopiù La Repubblica e l’Espresso), ripresi più e più volte da diversi blog, ribattuti fino alla noia, nel riuscito tentativo di portare in alto “Gomorra”, libro-inchiesta che comunque non ritengo meritevole per ragioni che ho più volte reiterato e spiegato in maniera non chiara ma chiarissima.

Oggi Saviano, o Mondadori mi propongono una raccolta di articoli che conosco più delle mie tasche e che in quattro anni sono stati così tante volte letti e discussi sui giornali, per non dire poi in Rete, che davvero non si capisce con quale faccia editore e autore spacciano questa raccolta inutile di articoletti per “un nuovo libro”. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malaeditoria, una pubblicazione il cui scopo è solo quello di ingrassare le tasche di Roberto Saviano e dell’editore, che è evidentemente di destra e che detta legge e che guarda al profitto prima d’ogn’altra cosa.

Io punto il dito contro il sistema editoriale ma l’autore, e lo sottolineo, ha la sua gravissima parte di colpa: se Saviano fosse stato corretto, in primis, subitissimo avrebbe dovuto dare una bibliografia estesa dei testi compulsati per scrivere quella parte di non-fiction che è in “Gomorra”. Non ha mai detto un’acca. Non ha mai accennato al fatto, nonostante gli sia stato fatto notare più volte. Non dicendo nulla a tal riguardo si è “inglobato” nella politica e nel business del sistema editoriale. E’ evidente che è colpevole quanto, se non di più, di quel sistema editoriale che lo pubblica per fare soldi e non denuncia.

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Giuseppe Genna e il non-futuro della narrativa italiana

Genna il creatore di banalità
Appunti critici su uno scrittore senza talento

di Iannozzi Giuseppe

Posso dire che Giuseppe Genna non ha una sola briciola della genialità visionaria di David Lynch. Mi sembra superfluo il dover sottolineare che non c’e niente di Michel Houellebecq né di Umberto Eco nella scrittura “popolare” di Genna, che è tutt’al più molto alla Emilio Salgari. Suvvia, siamo onesti: la scrittura di Genna è limitata a una pochezza di stereotipi bassamente popolari.

Giuseppe Genna è Hitler!Houellebecq è un anarcoide per metà fascista à la Céline e per l’altra metà un demolitore di idoli. Non c’è niente di più lontano come la scrittura devastante e perfetta di Houellebecq dalla lingua popolare di Genna, il quale si rifà a dei cliché narrativi vecchi e comprovati, quali appunto quelli di Salgari e per la narrativa più “di fantasia” a quelli di Jules Verne. Non che ci sia niente di male, però non siamo di fronte a della letteratura, né con la minuscola né con la L maiuscola. Di tanto in tanto nei suoi lavori più mainstream – che sono a mio avviso anche i peggio riusciti – tenta indarno di ascendere a una scrittura nera à la William S. Burroughs, ma con risultati che sono solo imitativi, opachi, e che della potenza lisergica di Burroughs non hanno altro che lo spettro della ridicolaggine. Genna non inventa, Genna si butta a corpo morto in un mare di stereotipi, li pesca – spesse volte più a caso che non per un atto di volontà – e li riadatta malamente alla sua scrittura. Come detto in altre occasioni, Genna il meglio l’ha dato con la narrativa di genere, proprio perché supportata da quei cliché, vecchi e risaputi, che sono in Salgari e Verne. Ma quando tenta come nell’“Anno Luce” o in “De Profundis” di arrivare all’oggettivizzazione letteraria (*), i cliché di cui è imbevuta la sua vena scrittoria lo sottomettono.
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L’Einaudi di Berlusconi: censura preventiva per Il Quaderno di Saramago

Saramago su Berlusconi:
leggi per salvaguardarsi
per l’imprenditore
e l’accompagnatore di minorenni

di Iannozzi Giuseppe

Su El Pais, oltre a due nuove foto delle feste berlusconiane a Villa Certosa, da segnalare soprattutto un articolo del premio Nobel per la Letteratura José Saramago, “La cosa Berlusconi”.
L’articolo di Saramago era stato anticipato nella giornata di ieri dal sito del quotidiano madrileno.

SaramagoEinaudi, c’era una volta, ma tanto tanto tempo fa, un editore che era Giulio Einaudi e che pubblicava dei gran bei libri, senza piegarsi alla censura. L’editore Einaudi di oggi non ha niente a che vedere con l’Einaudi degli anni Cinquanta e Sessanta, essendo che è una catena di montaggio dove a comandare è Silvio Berlusconi. Einaudi, solo una settimana or sono, ha rifiutato di pubblicare il nuovo romanzo di José Saramago, nonostante in Italia l’editore Einaudi abbia in catalogo una ventina di titoli del grande autore portoghese. In un comunicato, Einaudi ha così spiegato quello che è un più che evidente atto di censura voluto dalla destra italiana: “L’Einaudi ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago perché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un ‘delinquente’. Si tratti di lui o di qualsiasi altro esponente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’accusa che qualsiasi giudizio condannerebbe”. Nel quaderno di Saramago si può leggere: “Visto che sono pubblicato in Italia da Einaudi, di proprietà di Berlusconi, gli avrò fatto guadagnare qualche soldo. Una goccia nell’oceano del suo immenso patrimonio, che lui avrà usato per pagarsi i sigari, supponendo che la corruzione non sia il suo unico vizio. […] Il sentimento degli italiani per il Cavaliere è indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale. Del resto, nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?”.
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Il Vademecum del candidato MoNello

Una vignetta di Pv
Una vignetta di Pv

Un piccolo paese di circa ottomila anime qual è Ceprano, rispecchia fedelmente il quadro nazionale. E’ osservando i politici dal basso che ti fai un’idea di come si muovono quelli dall’alto. Sono gli stessi che, una volta eletti, potrebbero fare carriera e occupare poltrone ben più sfavillanti. E siamo noi a gettare le basi, popolo di italianTi. E’ dalle fondamenta che s’innalzano Palazzi di Carta. Come?

Intessendo una trama corrotta, collusa: la stoffa del Mantello Reale. La Grande Promessa. L’Illusorio Cambiamento.

I sinistri sono stilisti raffinati quanto i destri, i centri e gli estremi. Lo si vede ancor meglio nei piccoli comuni, dove tutto è sotto gli occhi di tutti. Occhi -però- per lo più ricoperti da fette di nostrani prosciutti. Occhi visionari che vedono somari decollare. O che auspicano rappresentanti della medesima fattura.

E dove più c’è miseria più si giura ricchezza. Sicurezza, stabilità, certezza. E dove più c’è ignoranza più si avanza. Continua..

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Ilaria D’Amico chiede scusa dopo aver invitato Beppe Grillo

Ilaria D’Amico genuflessa chiede scusa a tutti
dopo l’intervento di Grillo a Exit

di Iannozzi Giuseppe

“Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l’Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio in relazione a quanto accaduto mercoledì sera in diretta con il comico Beppe Grillo nella trasmissione Exit”. Ilaria D’Amico si scusa a trecentosessanta gradi, dimostrando un coraggio davvero unico – chiaramente è eufemismo.

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Soria resta in carcere: no ai domiciliari e alla scarcerazione

Soria del premio Grinzane Cavour resta in carcere

Ma è stata revocata l’ordinanza per il reato di abusi sessuali

di Iannozzi Giuseppe

Giuliano Soria, ex presidente del premio Grinzane Cavour, ex tutto, non tornerà in libertà, non tanto presto. Per il momento resta in carcere, e ci si augura che ci resti per un bel pezzo. Il Tribunale del Riesame ha deciso che la richiesta di scarcerazione, o in subordine gli arresti domiciliari, non può essere accolta. Soria rimane dunque dietro le sbarre nel carcere delle Vallette, senza la stufetta e altre comodità. In gattabuia dal 12 marzo su Giuliano Soria pesano accuse pesanti come macigni, malversazione, schiavismo, abusi sessuali, maltrattamenti nei confronti del suo ex domestico. Soria rimane sottochiave ma per il solo fatto che ha usato dei soldi provenienti da finanziamenti pubblici destinandoli alla sua associazione per scopi privati.
Non si capisce per quali motivi sia stata revocata l’ordinanza per il reato di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di un domestico extracomunitario. Forse perché si è portato la Bibbia dietro le sbarre? Per questo l’ordinanza è stata prontamente cancellata?
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La Balivo mette alla porta la Clerici

La Balivo mette alla porta la Clerici

Retroscena di amori e rancori dello spettacolo


di Iannozzi Giuseppe

caterina-balivoCaterina Balivo: «Il mio sogno era diventare suora missionaria». Ma la faccia da suora non ce l’ha, da missionaria forse. La giovane conduttrice partenopea eletta Rivelazione dell’anno agli Oscar tv 2009, si confessa a Tv Sorrisi e canzoni: «A 13 anni cambiai idea e optai per il magistrato, mi guardavo intorno e sentivo che c’erano tante cose che non andavano: ero convinta che questo Paese avesse bisogno di più legalità. Invece adesso mi trovo a condurre uno show in prima serata in tv». “I sogni son desideri”, nuova versione del fortunato format “Il treno dei desideri”, per due stagioni condotto da Antonella Clerici, da aprile vedrà protagonista assoluta la Balivo. La Clerici ha perso tutto in Rai: è già tanto che qualcuno si ricorda ancora di lei. Ma a breve, di questo passo, della Clerici in tv non rimarrà nemmeno il ricordo. Caterina Balivo è giovane e bella, grintosa, spudorata: e la Rai ha bisogno di facce nuove se vuole alzare il suo risicato audience.
Molti pensano, con malignità forse giustificata, che la Balivo ha «soffiato» la conduzione del programma alla Clerici. Il mondo dello spettacolo è un covo di serpenti e la Clerici doveva aspettarselo che le avrebbero fatto la pelle alla prima occasione buona. L’occasione gli si è presentata e così Antonella Clerici si è trovata sbattuta fuori, con un contratto che in estate varrà meno di zero. Carriera e maternità non vanno d’accordo, non nel mondo dello spettacolo e soprattutto non in Rai. La Balivo spiega: «Antonella è diventata mamma ed essere genitori è il mestiere più bello e più difficile. Le auguro che la bimba, Maelle, sia solare come lei. Comunque, il mio show è diverso dal suo: altra squadra di autori, altri tipi di storie». La povera ricciolina bionda, Antonella Clerici replica rassegnata: «Era impossibile condurre due show che si sovrappongono, visto che dal 4 aprile tornerò in tv con “Ti lascio una canzone”. Ci sono esigenze di programmazione, ne prendo atto: cosa devo fare? Non sono rancorosa, è un programma fortissimo, e anche in questo caso lascio in eredità una trasmissione sana, che avrà il successo che merita. Certo mi dispiace non poterla condurre». Però la Clerici è troppo buona: non le è rimasto più niente in Rai. Chi si ricorderà di lei da qui a qualche mese? Nessuno. Le Del Noce’s Angels hanno oscurato per sempre la carineria materna della Clerici. Elisa Isoardi e Caterina Balivo l’hanno spogliata dei suoi programmi. Le rimane però la famiglia. Si spera per lei che una figlia e un marito le bastino.

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Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1 a Chiambretti night

Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1
a Chiambretti night

di Iannozzi Giuseppe

cicciolina“Sky non mi ha interpellato. Io non sono morta e avrebbero almeno dovuto chiedermi di poter usare il mio nome. L’unica cosa che spero è che Sky diventi un po’ più matura, nel senso che capisca che dovrebbe trattare. A me la notizia del film è arrivata da Google e questo mi dispiace”. Cicciolina Ilona Staller, a Chiambretti Night, in onda su Italia 1, si è sfogata: nella miniserie dedicata a Moana, il personaggio Cicciolina sarà interpretato da Giorgia Wurth. Cicciolina nel suo piccolo di ex pornostar ha tirato fuori un po’ di veleno: perché? Per gli ascolti: la sfuriata di Ilona Staller ha fatto registrare un boom di ascolti, con il 15,71% di share e una media di 892 mila spettatori e un picco di un milione e 299 mila. La Staller da Chiambretti ha ricordato l’ultima volta che vide la pornodiva Moana Pozzi e ha anche detto la sua sul presunto mistero della morte della donna – che in molti vogliono credere viva chissà dove: “Avevamo una conoscente in comune che venne da me e mi disse che Moana era tornata dall’America. Sono uscita sul terrazzo e ho visto Moana malconcia, con braccia e cosce molto magre. Poi è partita per Lione dove è morta”.
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Staminali e fanatismo della Chiesa cattolica

Obama apre la strada
alla ricerca sulle staminali
L’Osservatore Romano
attacca il Presidente
e lo fa con presunzione
anti-etica e nazistoide

di Iannozzi Giuseppe

“Le scelte sulla ricerca scientifica devono essere basate sui fatti, non sull’ideologia. Da credente penso che sia necessario alleviare le sofferenze”. Durante una cerimonia alla Casa Bianca, il Presidente americano Barack Obama annuncia l’attesissima svolta sulle cellule staminali embrionali: cancellati dunque i divieti e i limiti imposti dall’amministrazione di George W. Bush. “L’America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire”: così Obama, che dà così modo alla scienza di alleviare le sofferenze dell’uomo. Una decisione storica quella di Obama: la ricerca sulle staminali permetterà in un prossimo futuro di curare malattie gravi (mortali), per cui oggi non c’è una cura.
L’ordine esecutivo dà ora 120 giorni al National Institute of Health (Nih, il cuore della ricerca scientifica americana) per mettere a punto le linee guida delle modalità con cui verranno distribuiti i finanziamenti federali: “La completa potenzialità della ricerca sulle cellule staminali resta sconosciuta, e non deve essere esagerata. Ma gli scienziati ritengono che queste piccole cellule possano avere il potenziale di aiutarci a capire, e possibilmente a curare, alcune delle più devastanti condizioni mediche e malattie”. Il Presidente Obama ha però sottolineato di non poter “promettere che troveremo i trattamenti e le cure che cerchiamo”; tuttavia ha garantito che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire la ricerca, agendo “in modo attivo, responsabile, e con l’urgenza necessaria per recuperare il tempo perduto”. Obama ha poi aggiunto che il governo americano sosterrà anche le “ricerche promettenti” sulle cellule staminali adulte. Ma anche un’altra promessa che è un secco “NO” alla clonazione umana, nel modo più assoluto: “Posso promettervi che non intraprenderemo mai alla leggera la ricerca scientifica, perché la sosterremo solo quando sia scientificamente valida e condotta responsabilmente. Per questo svilupperemo regole severe che rispetteremo scrupolosamente perché non tollereremo abusi. E ci accerteremo che il nostro governo non apra mai la porta all’uso della clonazione per la riproduzione umana. E’ pericoloso, profondamente sbagliato e non ha posto nella nostra società o in nessuna società”.
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Brokeback Mountain senza censure su RaiDue il 17 marzo

Brokeback Mountain in onda su RaiDue
senza censure ma ancora in seconda serata

di Iannozzi Giuseppe

brokeback-mountain Si era ancora nel 2008, precisamente l’8 dicembre 2008 RaiDue pensò di mandare in onda I segreti di Brokeback Mountain in seconda serata e con pesanti cesure,tanto da rendere il film-capolavoro irriconoscibile. RaiDue si arrampicò sugli specchi pur di non ammettere che si trattò di un vero e proprio atto di censura. Alla fine dovette promettere di mandare di nuovo in onda la pellicola, in maniera integrale. Sono passati tre mesi e arriva l’annuncio che il 17 marzo Brokeback Mountain verrà riproposto senza tagli. L’8 dicembre scorso il film, tagliato in tutte le scene di sesso e di baci tra i due cowboy, sollevò un’ampia protesta da parte non solo dei movimenti gay e di molti politici sensibili ai diritti civili, ma anche di quanti amano l’Arte e il grande Cinema. Il numero uno di RaiDue, Antonio Marano, definì la messa in onda della pellicola censurata un equivoco, promettendo un’adeguata riparazione. E alla fine arrivarono le sue scuse.
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Il male che ci stiamo facendo. Contributo per i ragazzi dell’Istituto d’Arte d’Isernia

Il male che ci stiamo facendo

di Emiliano Grisostolo

Contributo per i ragazzi dell’Istituto d’Arte d’Isernia

Quattro del mattino, suona la sveglia. Mi alzo, gli occhi rossi, le membra stanche. Dalla camera al bagno, mi vesto e scendo in cucina, cafè e giacca, poi via verso l’inferno. Già, per mangiare mi tocca lavorare all’inferno e nonostante sia contrario alla filosofia di produzione di quell’industria, non posso scegliere di cambiare. C’è la recessione, non si trovano posti di lavoro, e chi ne ha uno se lo tiene stretto come un salvagente. Ma è un salvagente pesante da trasportare, un giubbotto che ti avvolge per la vita trasportandoti giù, verso il basso. Prendo la bici per andare al lavoro, non è molto lontano da casa il mio inferno. Un chilometro scarso, poi la zona industriale, il buio mi avvolge. Poco lontano alcune luci, molti lampioni rotti, i vetri ancora a terra da dove nessuno li raccoglie. L’inferno con il tetto d’amianto, vecchio di quarant’anni, mi aspetta in fondo allo stradone. Nella luce fiocca del mattino posso già intravedere i fumi prodotti da quel mondo marcio nel quale mi tocca vivere per otto ore al giorno. Alle volte pure nove. Sto male al solo pensiero di entrare nuovamente tra le sue mura, al pensiero di respirare lo schifo e la merda che esce dagli alti forni come spettri impalpabili che s’innalzano verso il buio, verso un cielo offuscato nel quale si sono persi i nostri sogni di gioventù. Un mondo diverso non è possibile, non qui.
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C’era una volta… il mistero delle donne

romanticavanyc65edd

C’era una volta il mistero delle donne.
Quegli strani esseri che scomparivano dentro panni, cuffie, veli e scialli.
Nascondendosi dietro gonne, sottogonne, bustier, cerchi, crioline, nastri, stecche e tiranti da cocchio.
Poi i tempi son cambiati, e i segreti non sono più sotto i vestiti, ma sopra.
Dicono che il luogo migliore per nascondere una cosa sia metterla ben in vista, per questo sospetto che la moda sia l’ultimo labirinto entro il quale le donne si sono chiuse per non farsi trovare.
Secondo mia nonna, nessuno avrebbe mai pensato che il dramma maschile
sarebbe divenuto non spogliare le donne, ma vestirle :)

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