A mille ce n’è…
Pubblicato da Romanticaperla
A mille ce n’è…
Mi ricordo quando ero piccola piccola. Mia mamma mi faceva ascoltare un disco che cominciava così: “A mille ce n’è… nel mondo di favole da narrar… da narrar“.
Quella canzone mi scombussolava fino alla punta dei piedi.
Era come se mi aprisse la porta di un mondo incantato e che non poteva che incuriosirmi, appassionarmi. Più della Nutella nascosta sopra al frigorifero.
Poi una voce si metteva a raccontare di intrepidi spazzacamini, di splendide regine e di orchi famelici.
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Il collezionista di figurine
Pubblicato da Kristalia
Metà del piacere sessuale non sta nell’atto, ma nel raccontarlo all’indomani stesso agli amici. Boeri
Il puttaniere-recensore
Bello, intrigante, intelligente, distinto, colto, brillante.
Così appare e si propone alla società.
Forse questi soggetti hanno una spiccata smania di protagonismo e nel perseguire il loro obiettivo possono arrivare ad annientare il prossimo, con qualunque mezzo.
Il problema che affligge costoro è come procurarsi il potere, sapendo che questo deriva da spregiudicatezza, astuzia, coraggio e notevole carisma, necessari ad ottenere consensi e sostegni.
Per persone di questo genere il fine giustifica i mezzi e spesso tale è la loro debolezza di fondo, o frustrazione, che possono anche accontentarsi di platee effimere… virtuali. È il caso di cui tratto.
Sviluppa acume e consapevolezza. Crede in se stesso ma non gode di autentica stima.
Cresce, o crede d’essere cresciuto. È uomo - anagraficamente - e cerca di uscire dalla mediocrità. Vuole il successo, ne ha bisogno per sopravvivere.
Ha un rapporto scostante con il prossimo, in particolare sviluppa un’avversione verso le donne e le deve punire. Impara ad usarle per affermare la sua presunta virilità. Questo solo appagherà i suoi vuoti.
La sua doppia personalità lo turba e nei momenti di lucidità ne è cosciente. Tenta allora di riconciliarsi con il mondo facendo affiorare in superficie quel malessere devastante e quello è il momento in cui diventa più pericoloso: ripone le sue armi migliori, ben affilate e solitamente taglienti, per indossare l’abito della sensibilità, di cui però ammette di vergognarsi. Si sente goffo in quei panni, è combattuto, giura di essere un umano malinconico e capace di comprendere i malesseri dell’anima, ma è un tentativo debole e inefficace, e in breve tempo ritorna negli abiti a lui più congeniali che lo isolano dal resto del mondo.
Il suo mondo ideale: sesso e internet
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Perfetto Sconosciuto
Pubblicato da Romanticaperla
Non so perché mi ha seguita. Aveva un modo di guardarmi irresistibile…
Camminando piano si voltava a testa bassa.
Aveva occhi grandi, capelli lunghi e lisci, un’orecchino strano. Mi guardava tutti giorni passare, io intuivo il suo sguardo incollato alla mia pelle: gli ho fatto un sorriso.
Ecco che mi ha seguito, e ha continuato a seguirmi nella luce del giorno che decideva di morire.
Voci e rumori lontani. C’ero solo io davanti a lui. E silenzio.
Mi sono girata di scatto e gli ho chiesto che cosa voleva… Ha allungato una mano e mi ha posato denaro sul braccio… L’ho buttato e come una forsennata sono corsa per sfuggire a quella cattura non voluta.
Scampato il pericolo, ho chiuso gli occhi un attimo e fantasticato: il mio corpo poteva fremere sotto le sue attenzioni offrendomi e negandomi allo stesso tempo.
NO… non poteva… Lui era un perfetto sconosciuto ed io non la puttana che cercava.
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Il tatuaggio e il porkocita
Pubblicato da Romanticaperla
Da quando sono in vacanza mia madre mi tratta come se fossi la sua assistente personale per le faccende domestiche: la mattina all’alba lavaggio tende e pulizie di tutta la casa.
Per fuggire da questa sua mania sono andata a fare un po’ di spese all’angolo sotto casa….
Peccato però che il negozio di abbigliamento non ci sia più, così al suo posto mi ritrovo davanti a un negozio di tatuaggi.
Resto ferma a guardare la vetrina affascinata da tutti quegli strani disegnii.
Proprio in quel momento esce il proprietario del negozio salutando; è più grande di me e ha un aspetto che mi intimidisce…
“Che cavolo ci fa uno così nel mio quartiere?“, mi domando.
Sembra proprio un punkabbestia, pieno di tattoo su collo e braccia.
Non so esattamente cosa, ma qualcosa in lui mi turba. Continua..
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Maschere, di Cristina Bove
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
MASCHERE
Lei aveva fatto davvero il possibile e lui, il burattinaio, era il solo a saperlo.
Stavolta lo aveva pregato di costruirle due maschere ancora migliori delle ultime, una che fosse bellissima e l’altra orrenda.
Lui non chiedeva mai a che cosa le servissero, conosceva la risposta.
Bene, per quella bella non occorre altro che fare ancora il calco al tuo viso, per l’altra dovrò studiarmi qualcosa.
Mi raccomando, disse lei mentre usciva, mandandogli un bacio sulla punta delle dita.
Eccole pronte, vuoi provarle?
Certamente!
La prima, come al solito, non modificava per nulla le sue sembianze, era semplicemente se stessa, perfino gli occhi verdi, contornati dal silicone della maschera assolutamente invisibile, avevano ovviamente la sua dolce espressione.
L’altra la lasciò senza fiato: era ancora lei, ma terribilmente invecchiata, le rughe fittissime e profonde a far da sfondo a un’espressione sofferta , un colore malato…e anche gli occhi che pure rimanevano i suoi, nell’indossarla avevano assunto un’aria di tristezza infinita.
Stavolta lui aveva davvero superato se stesso.
Adesso voglio due vesti, una bellissima che si intoni ai miei capelli e ai miei occhi e una da moribonda, livida, che lasci immaginare piaghe e cicatrici.
Anche quello fu fatto.
Il burattinaio l’amava, e lui solo conosceva il suo segreto, lui solo sapeva il suo vizio nascosto, e lo assecondava per l’immenso amore che lo legava a lei da tempi remoti.
A lei piaceva irretire gli uomini, soprattutto quelli dotati di spirito e intelligenza.
Nel passato però aveva dovuto difendersene perché, inevitabilmente, quello di turno si innamorava di lei, non solo, qualcuno era arrivato anche sul punto di farle la posta dopo essersi procurato chissà come il suo indirizzo.
Continua..
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Principessa di Blackjack
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Principessa
di Blackjack
Mi ero alzato soddisfatto. Non capita tutti i giorni di sedersi al tavolo con uno dei migliori giocatori di poker del mondo che, fra le altre cose, è anche il russo ricercato dalle polizie e dai servizi di mezzo mondo per traffico d’armi, e vincere. Il mio ego era più che appagato, galleggiava, anzi volteggiava leggero e invincibile.
Non solo l’avevo ripulito, dopo due giornate estenuanti, di quasi cinque milioni di dollari – la posta fissata, per lui una bazzecola – ma l’avevo stretto in un angolo, ridotto alla disperazione. L’ultima mano l’ho giocata per sfizio, come capita solo a chi non pesa il denaro: tutti e cinque i milioni di dollari contro la bionda che teneva al guinzaglio. Docile barboncina 90-60-90, da mostrare e umiliare.
Vinta anche quella mano: il Signore delle carte era con me quel giorno, abbarbicato sulle mie spalle a pilotare la ruota dell’imponderabile.
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Un Nuovo Giorno
Pubblicato da Romanticaperla
E’ l’alba. E’ come magia. Tutto intorno è silenzio, tranquillità. Alla finestra guardo la strada, osservo i colori del mattino… la debole luce dilaga piano piano, come in punta di piedi, senza far rumore. La prima campana che suona i suoi rintocchi, la prima auto che va via lentamente; due passanti s’incontrano… un saluto discreto, quasi a non voler disturbare la quiete del silenzio. Le rondini si salutano, librandosi in cielo, con mille e mille voli diversi… Intanto un treno, lento ed assonnato, passa stridendo sui binari, indicandomi il centro della città che ancora dorme. Si aprono i vetri, si fa entrare il mattino nuovo… panni stesi salutano il vento, loro complice di giochi; un gabbiano lassù mi porta il profumo del mare, mentre gli alberi iniziano una danza silenziosa, agitando le loro braccia come per un saluto. E’ giorno. Un nuovo giorno pieno di promesse e di speranze è iniziato, qui, davanti ai miei occhi, prima che il rumore della gente e delle auto prenda il sopravvento.
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Vecchietti!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Vecchietti
di Blackjack
I fatti narrati in questo racconto sono realmente accaduti. Nulla c’è di inventato, la qual cosa ci dovrebbe far riflettere e ridere anche, più del dovuto. Siamo davvero in una strana società.
Leggere per credere, Ladies and Gentlemen.
L’autore ci tiene a rimanere anonimo, quindi solo un nome de plume.
Leggendo il racconto si potranno meglio comprendere le ragioni che spingono quest’uomo all’anonimato.
Dopo aver letto questo racconto-verità guarderete agli anziani con occhio diverso. Ve lo assicuro!
g.i.
Marciapiede. Città. Centro storico. Sono mezzo rimbambito nonostante l’orario, quasi le 10 del mattino, ma la nottata è stata lunga. Mi sono vestito a casaccio, jeans, camicia, un maglioncino blu e Superga bianche anche se ha appena smesso di piovere. Le uniche che ho trovato nel dormiveglia. Cammino rapidamente, assorto e impegnato a schivare un sole smorto che litiga con le nubi. Gli obiettivi sono, in ordine di percorso: edicola, tabaccaio e bar per la colazione.
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(HOT) Strano e imbarazzante
Pubblicato da Romanticaperla

(HOT) Strano e imbarazzante
E’ strano e imbarazzante.
“Non posso fare a meno di non pensarci.”
Lo dico con gli occhi bassi perché me ne vergogno.
“Pensare a cosa?”, mi chiede la sua espressione. Continua..
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La bambina che iniziò a vivere di stelle…
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La bambina che iniziò a vivere di stelle…
di Anna Lamonaca (Vivendolestelle)
C’era una volta una bambina, viveva su uno scoglio circondato dal mare.
La bambina credeva che il suo scoglio fosse il mondo intero.
Ed evitava di farsi domande, per non pensare, per non doversi confrontare con il Mare.
E se ne stava delle ore intere in riva ad una spiaggia senza tuffarsi aspettando che le Onde la raggiungessero.
Esse arrivavano puntuali e puntuali andavano via.
Lasciandola sola.
Erano fatte così, malandrine si rincorrevano e sparivano, nessuna simile ad un altra, dispettose corrodevano il suo piccolo isolotto.
La bambina si sentiva sola e a volte parlava con le onde, confidava i suoi pensieri, ma le sembrava tutto fiato sprecato: esse evitavano di risponderle e tacite lasciavano parlare il vento.
Continua..
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c’è un limite (hot)
Pubblicato da Romanticaperla
La storia tra me e X era un vero casino: fatta di litigi, di scontri, ma anche di riconciliazioni, passione e dolcezza.
Il fatto era che io ero davvero innamorata di lui e questo mi rendeva insicura ed in suo potere. Poteva chiedermi tutto, avrei fatto qualunque cosa per lui. Continua..
(HOT) Senza Benzina
Pubblicato da Romanticaperla

L’incubo era diventato realtà. Non solo eravamo in una strada sperduta nella nebbia, ma a quell’ora sarei dovuta essere a casa. Ero andata in una discoteca sabato sera, ma era un po’ fuori città ed io e una mia amica ci eravamo accodate ad un nostro amico con la sua auto.
Al ritorno però la macchina si è fermata, senza benzina. Continua..
La via smarrita
Pubblicato da Katia Ciarrocchi
La via smarrita
Ho perso la strada di casa, sono giorni, settimane che vi manco eppure non ho voglia di tornarvi.
Ho perso passi nell’illusione, consapevolezza di un percorso, di un desiderio, di un sipario che si dischiude, in un palco in cui ti senti nudo e fragile. A quale energia dovremmo appellarci nei momenti di sconforto e di tentazione, quando la solitudine è turbata da pensieri tempestosi. Ma anche quando le tentazioni toccano la vita e inizia la lotta per il controllo del pensiero e della mente che può durare tutta l’esistenza.
Dovrei mettermi in viaggio, eppure non ne ho la forza o forse è solo la voglia che manca, infondo, toccherei con dolore un momento preparato con cura, nei minimi particolari. Che strano io che non amo organizzare nulla, che mi lascio avvinghiare dall’avventura oggi sento la passione morire nel mio corpo. Ho passato giorni interi chiusa tra le dita di una mano, silenziosa, per non disturbare e non mi rendevo conto che questo piano piano mi portava a perire, lentamente. I gesti sono arrivati troppo tardi e solo in parte e io non ho dato vita a molte promesse, per rabbia, per disperazione o chissà per quale cosa malsana che si aggira nella mente umana. Continua..
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Piacevole Sorpresa
Pubblicato da Romanticaperla
Ieri sera un’amica mi ha invitato ad una festa nella sua grandissima casa in campagna. Ovviamente c’erano tutte le mie amiche e anche tutti i ragazzi… compreso il mio ex. Ha fatto finta di non vedermi e non mi ha rivolto la parola.
Finita la festa… c’era chi dormiva nei sacchi a pelo, chi sul divano e chi nella stanza di Veronica. Io non riuscivo a prendere sonno… mi sono alzata e sono andata in cucina a prendere un bicchiere d’acqua.
Ad un certo punto ho visto il mio ex camminare nel corridoio.
Lo chiamavo ma non rispondeva.
Continuava a camminare come nulla fosse.
Allora l’ho seguito e mi sono affiancata a lui. Aveva gli occhi chiusi. Oddio era sonnambulo!
Sapevo che era bene non svegliare una persona in quello stato, allora l’ho seguito finché non ha cambiato repentinamente strada e ci siamo incrociati.
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