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Fabrizio Corselli. Amor di Ninfa: intervista al Poeta di Eros e Psiche

Fabrizio Corselli
Amor di Ninfa
Intervista al Poeta

a cura di Giuseppe Iannozzi

1. Personaggi abbondantemente sfruttati, Eros e Psiche, sia in narrativa sia in poesia. Dunque, come mai la scelta di rivisitare il loro mito, per quale esigenza?

Il mito di Eros e Psiche rappresenta, nell’ottica dell’ispirazione, un topos come tanti altri, ma non per questo il suo uso o abuso sottende ai diritti di prelazione di altri che vi hanno scritto prima. Così come l’archetipo Amore si presta a molte interpretazioni, e ciò che rende unica questa situazione è proprio la multiformità del punto di vista: l’oggetto è lì che aspetta una luce sempre nuova e diversa che ne metta in evidenza sfumature mai percepite prima. Così anche nell’idealizzazione del bello, l’occhio sarà abituato a vedere in quell’oggetto sempre qualcosa di diverso, rendendolo eterno e imperituro.
Il fulcro di Amor di Ninfa non risiede soltanto nei suoi protagonisti, pur sempre mediatori del tema “amoroso”, quanto nella sua strutturazione globale, in cui essi sono incastonati, nella sua progettualità e storia, soprattutto nella sua tematica, ostica ma allo stesso tempo avvincente. Il tema si incentra sul delirio ninfale e finanche sul ribaltamento delle posizioni assunte dai due protagonisti, Eros e Psiche, demandando al primo la dimensione del dolore e della sofferenza. Eros è qui un poeta, il quale indossa una maschera d’avorio, perché la sua beltà non si mostri alle ninfe, e una piuma di uccello la cui punta è d’oro: è fin troppo chiaro il parallelismo. Per rimanere in linea col mio stile, anche qui la divinità o il semidio viene posto su un piedistallo di tenera mortalità; egli incarna un umano sentire, e il “lieto fine” che caratterizza il mito classico, qui viene arbitrariamente modificato, per porre i due amanti in un sospeso stato di tragicità amorosa.
È anche il modo di consegnare al lettore una versione inedita del mito che rende l’opera unica, anche ai più esigenti, sia per forma sia per contenuti.
In una email privata, ha scritto Matteo Veronesi nei confronti di Amor di Ninfa “Mi sembra che tu abbia riletto Apuleio attraverso il Mallarmé del Pomeriggio di un fauno, riuscendo dunque a fondere mirabilmente classicità e modernità”.
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Qualche volta nella vita ti capita di trovare una persona che ti incendia l’anima e ti lascia in uno stato particolare…
sei ubriaca di lui, dei suoi occhi e del suo profumo e subito dopo, come dopo una sbronza triste, ti trovi depressa perché se ne è andato e chissà se mai lo rivedrai più.

Qualche volta capita che rivedi questa persona e dentro di te cominci a girare un film fatto di varie immagini, dove ci siete tu e lui che vi baciate, lui che ti guarda e che ti corre incontro, tu e lui fidanzati da una vita…

Qualche volta capita che dopo averlo rivisto riesci a strappargli un appuntamento e, dopo aver passato una notte fantastica a parlare, lui ti saluta sfiorando le tue labbra con le sue, facendoti diventare la donna più ricca della terra…

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