Berlusconi e Gheddafi uniti per l’islamismo e le donne
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Berlusconi e Gheddafi uniti
per l’islamismo e le donne
di Iannozzi Giuseppe
Gheddafi, di nuovo in Italia accompagnato dalle sue amazzoni “guardie del corpo”, appena posato piede sul territorio italiano la spara grossa: “L’Islam diventi la religione dell’Europa”. Dopodiché invita tutti a convertirsi all’Islamismo.
Che dire? Gheddafi è un buffone, nulla affatto folcloristico, pericolo sì invece. Molto pericoloso.
Tre ragazze si sarebbero subito convertite all’islamismo. Gheddafi le ha subito benedette con una cerimonia lampo da far invidia a Maometto in prima persona. Un vero miracolo clownesco quello del leader libico.
Un circo ridicolo più che imbarazzante. L’area cattolica scandalizzata.
Ma: le 500 hostess reclutate da un’agenzia di casting hanno ricevuto un misero gettone di presenza pari a 70 Euro, a patto di non rivelare dettagli sull’evento. Poi per tutte le partecipanti una copia del Corano. Due hostess pare non abbiano gradito, abbandonando più o meno subito le obbedienti scimmie al seguito di Gheddafi.
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L’On. Riccardo Nencini si schiera con la Mondadori dimenticando che la casa di Segrate ha censurato Saramago
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
L’On. Riccardo Nencini
si schiera con la Mondadori
dimenticando che la casa di Segrate
ha censurato Saramago
di Iannozzi Giuseppe
”Mi assocerei volentieri alla posizione di Mancuso se Mondadori censurasse gli autori che pubblica. Cosa che mi pare non sia mai avvenuta fino ad oggi… la casa editrice di Segrate rappresenta una delle eccellenze dell’editoria italiana, con un catalogo impareggiabile e un alto profilo di professionalità, garantendo da sempre la massima libertà ai suoi autori”. Parla Riccardo Nencini, dimenticando a tutto favore del padrone per cui vorrebbe lavorare che Einaudi (ovvero Mondadori) ha censurato José Saramago perché nel suo “Quaderno” non elogiava il sempre venerabile santo Cavalier Berlusconi.
E’ dunque il caso di rinfrescare la memoria all’On. Nencini.
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Il fascismo in verde della Lega Nord
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il fascismo in verde della Lega Nord
di Iannozzi Giuseppe
Che la Lega Nord fosse fascista di natura non è mai stato messo in dubbio, per lo meno da chi con un po’ di sale in zucca. Iuri Milesi, 21 anni, su Facebook si fa vedere, braccio destro alzato teso in un osceno saluto romano. E così finisce la carriera pseudo-politica di Iuri Milesi e sul Carroccio si abbatte l’ennesimo giustificato scandalo.

Iuri Milesi era appena stato eletto consigliere per il Carroccio. Nel Comune di San Giovanni Bianco, nella bergamasca, la Lega Nord, con la coda fra le gambe, si è dovuta squagliare: altra soluzione non c’era per nostra fortuna.
Il sindaco e la maggioranza leghista, che amministravano il paese da due anni, hanno rassegnato martedì mattina le dimissioni da tutte le cariche amministrative.
“Non si è mai troppo giovani per imparare a stare al mondo. Dal punto di vista personale mi auguro che crescendo capisca di aver fatto una stupidata, è importante capire la storia e non lasciarsi influenzare dalle ideologie. Io prendo assoluta distanza da quello che ha fatto Milesi”, così Invernizzi segretario provinciale della Lega Nord. “La situazione è complicata, penso che a breve ci sarà una soluzione. E’ giusto prendersi le proprie responsabilità nei confronti degli elettori e penso che l’episodio di Milesi è la goccia che fa traboccare il vaso”.
Gerardo Pozzi, oramai ex sindaco di San Giovanni Bianco: “Iuri? Non ne so nulla, andrò e vedere le foto e poi giudicherò”. Prima di vedere le foto, l’ex sindaco ebbe anche modo di dire: “Per adesso posso dire che è un bravo ragazzo, però non posso commentare le foto perché non le ho viste”.
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Bossi Jr non ama l’Italia e lo dice chiaro e tondo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bossi Jr non ama l’Italia
e lo dice chiaro e tondo
di Iannozzi Giuseppe
“No, non tifo Italia al Mondiale in Sudafrica. Il tricolore? Identifica un sentimento di cinquant’anni fa”.
Questa la dichiarazione di Renzo Bossi che scatena un putiferio politico che però non sorprende proprio nessuno.Il figlio del Senatùr è adesso in politica grazie alle ultime elezioni regionali, e soprattutto grazie alla proverbiale ignoranza italiana.
Gigi Riva, team manager della Nazionale azzurra, l’ha definita “un’affermazione stupida e grave”: “Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia”. Ci si ricordi a tale pro che quando impazzava il tormentone Balotelli-Mourinho, la magliettina verde del Senatùr sbottò: “Non prendo neanche in considerazione l’esistenza della Nazionale di calcio italiana. Non la seguo, non so in che competizioni sia impegnata e non so nemmeno chi sia questo Balotelli. Per me esiste solo una Nazionale, ed è quella della Padania”. Bossi jr seminò allora un po’ di teatrale imbarazzo nella Lega, che alla fine decise di far quadrato per Balotelli, a favore di una nazionale multietnica.
Per la cronaca Renzo Bossi è stato general manager della Nazionale padana, vincitrice due volte della Coppa delle nazioni non affiliate alla Fifa.
L’eurodeputato leghista Mario Borghezio: “Se Lippi chiamasse Balotelli sarei indifferente, così come sarei indifferente in generale alla convocazione di un atleta di colore. Mi darebbe invece enorme fastidio se ci fosse una rappresentanza del Paese al quale appartengo – anche se il mio cuore batte per la Padania – che avesse un carattere multietnico”.
Walter Veltroni reagisce: “E’ assurdo che una persona eletta pronunci queste frasi. Purtroppo non c’è da meravigliarsi visto che viene dall’esponente di un partito che continua ad insultare l’unità italiana e la sua bandiera”. Il capo della segreteria politica del segretario del Pd Bersani, Filippo Penati, ritiene l’intervista di Bossi jr a Vanity Fair “sconfortante”, sottolineando i suoi “sfondoni” storici e ricordando che il tricolore “esiste da più di 150 anni”. Per il parlamentare del Pd Tonino Russo “non interessarsi di calcio ci può anche stare”, “ma non tenere ai colori del proprio Paese a prescindere e farne un elemento di identità, forse testimoniano un disturbo affettivo o una delusione sentimentale”. Continua..
Cesare Battisti il brigatista latitante mai pentito amato da Lula
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Cesare Battisti il brigatista latitante
mai pentito amato da Lula
a cura di Iannozzi Giuseppe
Cesare Battisti, brigatista assassino latitante da più di 30 anni, deve tornare in Italia senza se e senza ma. In Italia dove ha ammazzato e condannato vittime innocenti sotto il suo fuoco assassino di brigatista incallito è giusto che si faccia la prigione.
Lula dovrà decidere che diavolo farne del brigatista che continua ad allattare al suo seno, senza vergogna alcuna. Il Supremo Tribunal Federal di Brasilia ha pubblicato il testo della sentenza che dichiara illegale l’asilo politico, precisando che la decisione del destino del terrorista rosso è nelle mani del capo dello Stato. Il vicepresidente, José Alencar, dice che Lula deve accettare la sentenza della Corte Suprema. La normativa all’interno della quale Lula ha la possibilità di muoversi è quella del Trattato di estradizione sottoscritto da Italia e Brasile. Il presidente non può confermare l’asilo politico concesso da un ministro del suo governo perché già dichiarato “illegale” dal Tribunale, ma potrebbe purtroppo ricorrere a delle eccezioni contenute nel Trattato. In pratica Lula ha l’ultima parola: se dovesse decidere di continuare a tenersi il brigatista rosso… sarebbe una sua personalissima decisione che però, com’è prevedibile e giusto, susciterebbe l’indignazione del governo italiano e di tutti gli italiani, compromettendo i rapporti commerciali e politici con l’Italia, forse in maniera drastica.Continua..
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Minzolini. Epurazioni programmate in Rai
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Minzolini.
Epurazioni programmate in Rai
di Iannozzi Giuseppe
Tra la giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi e il direttorissimo Augusto Minzolini è scontro aperto “al pubblico”: una formale lettera di contestazione è stata inviata da Minzolini alla giornalista. La sua colpa sarebbe quella di aver rilasciato ieri 2 aprile 2010 una intervista al quotidiano la Repubblica.
Il direttorissimo del Tg1 Augusto Minzolini, dopo che Maria Luisa Busi aveva dichiarato al quotidiano che il contestato cambio della guardia di ieri alla conduzione di alcune edizioni del Tg1 era “una rappresaglia”, ha deciso per un richiamo bello forte duro in diretta. Il risultato che il direttorissimo è riuscito a racimolare è di venti di tempesta. Contro la Rai, e in particolare su Minzolini e sulle sue prese di posizione personalissime e fuori da ogni canone di libertà di espressione, la Fnsi, molti giornalisti della Rai nonché diversi consiglieri dell’azienda.
Nell’intervista rilasciata a la Repubblica la conduttrice definiva “non casuale” il fatto che dalla conduzione fossero stati cancellati i volti di coloro che non hanno firmato la lettera a favore del direttore sul caso Mills. Aggiungendo che la decisione di Minzolini “ha colpito volti storici e professionisti liberi di questo giornale”. Parlava infine di un clima “insostenibile” in redazione. Tre volti sono stati infatti rimossi dal Tg1 della Rai, in tutta fretta: Tiziana Ferrario (tg delle 20), Paolo Di Giannantonio (tg delle 13,30) e Piero Damosso (tg del mattino). Saranno sostituiti da Francesco Giorgino (tg delle 20), Laura Chimenti (tg delle 13,30) e da Francesca Grimaldi per le edizioni del tg mattino.
Si parla di epurazione dopo le elezioni regionali.
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Gabriella Carlucci del Pdl si azzuffa con l’esponente del Pd Antonella Cusmai. Nuova ignobile figura per la Carlucci
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Gabriella Carlucci del Pdl si azzuffa
con l’esponente del Pd Antonella Cusmai
Nuova ignobile figura per la Carlucci
a cura di Iannozzi Giuseppe
Gabriella Carlucci le ha suonate di santa ragione ad Antonella Cusmai, 36enne commercialista e militante del Pd della lista che sostiene Bernardo Lodispoto, sfidante della Carlucci.
La Carlucci non ci ha pensato su due volte a torcere il collo alla militante del Pd. Ma la sua unica colpa è di aver obbedito ai comandamenti del partito dell’amore berlusconiano!
Davanti a 200 persone, tutte selvaggiamente urlanti a favore della Carlucci in versione wrestling, Antonella Cusmai è diventata l’ennesima vittima della violenza manesca della ex showgirl.
La Carlucci non è nuova ad episodi del genere: tempo fa si scagliò contro Il Trio Medusa nel corso d’un servizio delle Iene. Fu un vero e proprio duello che ancora oggi nessuno ha dimenticato. Questo scontro fisico con la Cusmai promette di entrare di forza nelle note biografiche di Gabriella Carlucci.
La Carlucci è candidata sindaco del centrodestra nel Comune di Margherita di Savoia, nel foggiano, e questo fine settimana dovrà vedersela con lo sfidante del Pd Bernardo Lodispoto.
L’episodio viene riferito sabato negli articoli pubblicati da diversi giornali locali. Il “contatto fisico” sarebbe avvenuto nella sala d’un albergo, a Margherita di Savoia, alla presenza di circa 200 persone. Le due donne ricostruiscono l’episodio in maniera differente; entrambe ammettono però che il “contatto fisico c’è stato”. Antonella Cusmai afferma di aver riportato un trauma al collo diagnosticato dai medici del pronto soccorso. L’occasione – riferisce il Corriere del Mezzogiorno – era un confronto presieduto dalla Carlucci per parlare d’una residenza sanitaria per anziani.
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La Polverini si abbraccia al cardinal Angelo Bagnaso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Polverini si abbraccia
al cardinal Angelo Bagnaso
di Iannozzi Giuseppe
L’ultima carta che si è giocata Renata Polverini e che le è stata regalata dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei – sicuramente memore del Medioevo e delle sue oscure superstizioni -, è un anatema contro tutti quei cattolici che non dovessero votare per lei, ovvero per il Pdl e Silvio Berlusconi.
La civiltà e la politica hanno fatto un passo indietro di almeno mille anni. Non a caso. Benedetto XVI non ha mai fatto mistero che la Chiesa sotto di lui sarebbe tornata a prestare il proprio braccio a sommarie inquisizioni per metter a tacere i comunisti e chiunque non sia un cattolico sfegatato, fondamentalista fino al buco del culo. Ecco dunque che il cardinal Bagnasco lancia l’anatema contro l’opposizione: “La vita umana va difesa, innanzitutto dal delitto incommensurabile dell’aborto. E questa difesa è uno dei valori non negoziabili in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali. I valori non negoziabili sono la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. Su questo fondamento si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata”. Ed ancora, praticamente sottolineando che il voto i cattolici lo devono svendere a Renata Polverini e a nessun altro: “Che cosa ci vorrà ancora per prendere atto che senza il principio fondativo della dignità intangibile di ogni pur iniziale vita umana, ogni scivolamento diviene a portata di mano? In questo contesto, inevitabilmente denso di significati, sarà bene che la cittadinanza inquadri con molta attenzione ogni singola verifica elettorale, sia nazionale sia locale e quindi regionale. L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso converrà trascurare”.
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A malapena 150mila partecipanti alla manifestazione del Pdl a San Giovanni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
A malapena 150mila partecipanti
alla manifestazione del Pdl a San Giovanni
di Iannozzi Giuseppe
La Questura parla di 150mila partecipanti alla manifestazione di ieri (20 marzo 2010) del Pdl. Non una presenza di più. La comunicazione ufficiale della Questura arriva con un visibile ritardo, il che fa supporre che lo scontro all’interno del governo deve essere stato di non poco conto, se non addirittura violento. Sul palco dal quale Berlusconi ha parlato ai suoi 150mila berlusconiani si notano imbarazzanti tensioni.
Ovviamente ora il premier Berlusconi dirà che la Questura mente; che è di sinistra; che è tutto un complotto dei comunisti e dei marziani pure!
E’ dunque ufficiale: ieri in piazza San Giovanni a Roma c’erano non più di 150mila (150.000) persone.
Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, attacca con inverosimile violenza verbale la Questura: “Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura di Roma a proposito del numero delle presenze alla manifestazione di San Giovanni. Quando la piazza è strapiena, il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’on. Verdini che a quella indicata dalla Questura, che, dando il numero di 150mila, ha perso di credibilità. Ciò lo diciamo al netto del fatto che noi abbiamo sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine, ma evidentemente, non solo da ciò che è avvenuto ieri, ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’è qualcosa che non funziona”
Come volevasi dimostrare: il Pdl, per voce di Fabrizio Cicchitto, parla di “qualcosa che non funziona”, perché il partito di Berlusconi ha “sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine”, per cui “evidentemente” la Questura di Roma sarebbe nel torto e non direbbe la verità.
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La Santanchè porta le prostitute negli esercizi pubblici. Montano le proteste
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Santanchè porta le prostitute
negli esercizi pubblici
Montano le proteste
di Iannozzi Giuseppe
“Bisogna togliere le prostitute dalle strade”.
La domanda sorge spontanea: come?
“Come fanno in Spagna. Lì ci sono locali idonei, ad esempio bar e ristoranti, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze utilizzate per questo”: questa l’idea geniale lanciata da Daniela Santanchè.
Per il sottosegretario al ministero per l’Attuazione del programma “in questo modo sarebbe più facile eseguire controlli e combattere la tratta delle schiave e delle minorenni. E’ sbagliato pensare che dopo il caso D’Addario per il governo sarebbe impopolare varare una legge sulla prostituzione. Al contrario, sono assolutamente convinta della necessità di mettere mano alla regolamentazione del fenomeno, soprattutto per liberare quelle tante donne, spesso minorenni, che sono schiave”.
La Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, alza i toni e si fa sentire: “La prostituzione nei pubblici esercizi, bar e ristoranti, porterebbe alla volgarizzazione del settore e umilierebbe esercenti che hanno ben altri valori da promuovere, danneggiando anche il sistema eno-gastronomico, immagine ed espressione dei veri piaceri del nostro Paese”. Per il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani, “la sola idea di tramutare i pubblici esercizi in locali a luci rosse offende tutta la categoria. Siamo imprenditori seri e spendiamo tutte le nostre energie per curare l’etica e la morale”. Non ci sta neanche Pia Covre, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute: “Il problema non è dove esercitare il mestiere, ma è il riconoscimento dei nostri diritti civili e di lavoratrici. Conosco bene la Spagna e posso dire che anche in quel Paese c’è una forte carenza di diritti civili per le prostitute. Quindi l’idea della Santanchè non risolve i veri problemi che noi abbiamo: dica prima quali diritti vuole garantire e poi dove possiamo esercitare”.
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Minzolini il “direttorissimo” di Berlusconi. Nuovo scandalo e inchiesta per il premier
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Minzolini il “direttorissimo”
di Berlusconi. Nuovo scandalo
e inchiesta per il premier
a cura di Iannozzi Giuseppe
Il Fatto Quotidiano parla di Silvio Berlusconi, del direttore del Tg1 Augusto Minzolini e del commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi: tutt’e tre sarebbero indagati dal pm Michele Ruggiero. Per tutt’e tre l’accusa è di concussione. Si parla di presunte pressioni del premier affinché si arrivasse alla chiusura di Annozero. Il Fatto parla di alcune intercettazioni della Guardia di Finanza di Bari dove Berlusconi si sfogherebbe con
Minzolini, chiamandolo “direttorissimo”. Secondo Il Fatto il premier al telefono avrebbe fatto pressioni affinché Annozero, Ballarò e Parla con me, tre trasmissioni fortemente odiate dal Cavaliere, chiudessero i battenti. Minzolini nelle intercettazioni rassicurerebbe Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.
Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori: “Abbiamo presentato un’interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l’Agcom chiedendo la chiusura di Annozero. Il responsabile dell’Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini”. In una nota il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi: “Le pressioni di Berlusconi sull’Agcom sono la prova che siamo al regime, al fascismo mediatico. Le forze democratiche di questo Paese devono reagire con durezza e determinazione a questo tentativo di piegare l’opinione pubblica con una finta informazione”.
Il presidente del Pd Rosy Bindi: “Solo nell’Italia prigioniera dell’invasivo conflitto d’interessi di Berlusconi si può leggere una storia come quella che ha raccontato Il Fatto quotidiano. Si conosceva l’insofferenza del premier al pluralismo delle idee e alla libera informazione. Ne abbiamo visti tanti frutti amari, dall’editto bulgaro fino all’ultimo blitz sulla ‘impar condicio’. Stavolta emerge la vergogna di pesanti e plateali condizionamenti condotti in prima persona dal capo del governo, proprietario della più importante azienda privata di comunicazione del Paese, a danno di trasmissioni del servizio pubblico come Annozero. Anche così si delegittimano le istituzioni. E’ intollerabile servirsi di chi dovrebbe svolgere una funzione terza, di vigilanza sull’equilibrio e la correttezza del sistema delle comunicazioni, per mettere la mordacchia all’informazione più scomoda e più seguita delle reti Rai”.
Minzolini fa il sordo: “Non so di cosa si parla, non ho ricevuto nessun avviso di garanzia. E quale è il reato? Berlusconi? Mi avrà telefonato due o tre volte, non di più. E comunque quanto Casini e gli altri… Siamo alla follia, credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv”. Il commissario dell’Autorità per le comunicazioni Giancarlo Innocenzi irato avrebbe già dato istruzioni “all’avvocato Marcello Melandri per predisporre denunce e querele necessarie a tutelare la verità dei fatti e la mia onorabilità”. Sempre Innocenzi sottolinea “l’illiceità della pubblicazione delle intercettazioni che lo riguardano”.
Il Presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, in una nota dichiara che “l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è indipendente e autonoma e non ha mai esercitato censura preventiva. In tutte le occasioni nelle quali è stata chiamata in causa, a vario titolo, l’Agcom ha sempre risposto in modo univoco: ‘L’Autorità non esercita censure preventive perché contrarie all’art. 21 della Costituzione, rispetta la libertà dei giornalisti, tutela il pluralismo dell’informazione’. L’Autorità parla attraverso i propri atti; e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio. Anche in relazione alle regole da osservare nel periodo elettorale in materia d’informazione e di comunicazione politica l’Autorità non ha mancato di dare nelle sedi competenti il suo istituzionale contributo al chiarimento dei termini della questione”.
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La Russa le suona a Carlomagno free lance
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Russa le suona
a Carlomagno free lance
a cura di Iannozzi Giuseppe
Presso la sede del Pdl, in via dell’Umiltà, durante la conferenza stampa del presidente del Consiglio sul caos liste, Rocco Carlomagno ha chiesto di poter parlare ed ha criticato l’operato del governo.
I collaboratori di Berlusconi hanno detto che “non si tratta di un giornalista”.
“Sono un free lance”, ha subito ribattuto Carlomagno.
La Russa interviene: “Lei non è iscritto a nessun albo”.
Rocco Carlomagno è in realtà un freelance e un attivista politico. Ieri aveva la tessera del Pd, oggi simpatizza con il Popolo Viola.
Berlusconi ha sbottato: “Lei si deve vergognare, lei è un villano. Questa è una conferenza stampa per i giornalisti e non per gli individui come lei… noi non ci saremmo mai permessi di andare a disturbare la conferenza stampa dell’altra parte politica. In questo sta la differenza con la sinistra. Le sarà chiesto di rilasciare le sue generalità affinché il capo della Protezione Civile possa denunciarlo”.
Berlusconi ha poi insultato l’uomo: “Capisco perché lei è cosi… perché tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede…”. La Russa ha avvicinato per la seconda volta l’uomo che continuava a rivolgersi a Berlusconi e gli ha poggiato la mano sulla testa, al che Carlomagno gli ha urlato: “Lei è un picchiatore fascista”. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini si è avvicinato ha detto: “Allontanate La Russa”.
Carlomagno è stato sbattuto fuori dalla security mentre quelli del Pdl gli gridavano contro “buffone, buffone”. Carlomagno ha annunciato che denuncerà La Russa per aggressione, tesi sostenuta anche dall’agenzia francese AFP, che titola il lancio sulla conferenza stampa odierna: “Un giornalista malmenato dal ministro della Difesa” (Italie: un journaliste malmené par le ministre de la Défense, ndr). “Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”, ha detto Carlomagno intervenendo telefonicamente a Un giorno da pecora, il programma di Radio2 condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro: “Verdini mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto ‘facciamo che la cosa finisce qui’”.
“Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perché la libertà di stampa si difende anche così… Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me. Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”.
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I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà
Pubblicato da Maria Luisa Brandi
I Berlusconidi, tipici esemplari
del Popolo delle Libertà
I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà, riconoscibili dal naso lungo lungo, vanno avanti a colpi di menzogne mediatiche. Mills sarebbe stato assolto. Sbagliato. Ma così recitano il Tg1 e i vari quotIndiani lecchini. Allora facciamo un pò d’ordine chiarendo i precedenti cardine di questo premeditato epilogo processuale. Nel merito, cioè nei fatti, Mills è stato ritenuto colpevole del reato di corruzione e infatti condannato a risarcire i danni alla Presidenza del Consiglio che, ironia della sorte, è ora rappresentata da Berlusconi, ma allora da Prodi. Nella forma, cioè per norma giuridica, invece, il processo è stato chiuso per avvenuta prescrizione. Non perchè il fatto non sussiste. E’ chiara la differenza? Ma perchè è andata così? Guardate prima le date della carriera politica del premier:
Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha ottenuto quattro mandati da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006); infine, l’attuale, nella XVI (2008). Complessivamente Silvio Berlusconi detiene il record di durata in carica come capo di governo dell’Italia repubblicana e ha presieduto il gabinetto di governo più longevo della Repubblica Italiana (Berlusconi II). Silvio Berlusconi è stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna, per via di assoluzioni, prescrizioni e depenalizzazioni del reato.
Punto primo: consideriamo l’anno in cui è stata modificata la Legge sulla prescrizione, ex Cirelli. Anno 2005. E chi era in carica in quel periodo? Ma sempre lui: il prestigiatore delle colombelle diddielle. In pratica questa legge va ad accorciare i tempi, nel caso specifico del reato per corruzione, da 15 a 10 anni. Ma toh, ma guarda un pò! I processi Fininvest-Gdf e All Iberian erano per caso antecedenti quella data? Ma certo che sì. Anche se la Menzogna in personam ha spacciato ben altro:
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Morgan da Santoro con Celentano finalmente canta la sua canzone in Rai
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morgan da Santoro con Celentano
finalmente canta la sua canzone in Rai
di Iannozzi Giuseppe
Celentano, Adriano Celentano telefona in diretta ad Annozero e prende le difese di Morgan: “Prima di tutto complimenti per la trasmissione, meglio dei Raccomandati. Certo che è una serata pacata. Forse la droga calma un po’. Dopo che Filiberto ha partecipato a Sanremo è chiaro che per essere ammessi al Festival non c’è bisogno di essere dei cantanti. Quindi ci possono andare tutti, tranne quelli che fumano e ovviamente anche i tabaccai. Le sigarette fanno venire il cancro, ma anche le polveri sottili. Così ho saputo, voci di corridoio, che l’anno prossimo al Festival non ci sarà nessuno. Anzi Masi (Mauro, direttore generale della Rai, ndr) e Mazza (Mauro, direttore di Raiuno, ndr) preparano un decreto: esclusi tutti quelli che hanno l’automobile… Con Morgan la Rai è stata anche troppo buona. Credevo che lo fucilassero. Bisogna fare una distinzione fra ciò che fa bene e ciò che fa male. Ma non c’è nulla che faccia bene. Allora cerchiamo il male minore. Uniamoci tutti, politici, uomini di spettacolo, veline e Pupo. Siamo tutti colpevoli. E Sanremo non si farà più».
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Nicole Minetti nuova velina per il governo di Berlusconi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Nicole Minetti nuova velina
per il governo di Berlusconi
di Iannozzi Giuseppe
“Mi aspettavo le critiche e le strumentalizzazioni, anche se mi sembrano francamente esagerate”. La Minetti, nuova velina portata in politica da Berlusconi, fa finta di tenere la calma e di non essere preoccupata: “Ho il mio curriculum, mi sono preparata e credo di essere adeguata al ruolo che potrei andare a ricoprire. Sono consapevole di essere giovane e di avere ancora molto da imparare. Ma non mi piacciono i giudizi affrettati e credo che le persone vadano misurate sul campo.” Ma così sicura di sé non lo è e difatti accampa richieste impossibili: “Potreste smettere di pubblicare le foto di quando ho lavorato in tivù? E’ stata una parentesi che mi è servita per pagarmi gli studi e non gravare sulla mia famiglia. Ma il mio mestiere è un altro”. Il passato non lo si cancella con un colpo di spugna né si può pensare che una parte della propria vita sia stata una parentesi insignificante. E’ dunque grave che la Minetti avanzi richieste impossibili, equiparabili a una censura preventiva. Se l’igienista dentale, 25nne, domani dovesse entrare in politica sul serio – e nessuno dubita che così sarà avendo dietro di sé il premier in prima persona con un sorriso a 32 denti -, che farà? Nicole Minetti è stata showgirl a Scorie e ballerina a Colorado Cafè, e anche volendo non possiamo davvero dimenticarci i suoi balletti piccanti provocanti ammiccanti.
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Fini dà ragione ai magistrati e non a Berlusconi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Fini dà ragione ai magistrati e non a Berlusconi
a cura di Iannozzi Giuseppe
“No, i magistrati non si devono vergognare.” Gianfranco Fini prende le distanze da Silvio Berlusconi, che in questi anni non ha mai mancato di attaccare la magistratura.
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervistato al Caffè della Versiliana, ha spiegato: “Il capo del governo è notorio che usa espressioni molto dirette perché ritiene di essere al centro di un particolare accanimento da parte di alcune Procure. Ma al netto di questa espressione, che lascia il tempo che trova, il compito della politica è quello di riformare la cosa pubblica e quindi di garantire che ci sia una giustizia in tempi brevi e certi ma anche che ci sia una giustizia autenticamente giusta, basata su quell’equilibrio necessario che oggi molte volte non c’è… Spero che finita la consultazione elettorale di marzo, che è importantissima, si parta finalmente con un disegno di riforma della Costituzione, partendo da ciò che si può fare con una larga condivisione”.
E’ parere del presidente della Camera Fini che sia possibile utilizzare parte del 2010 e i susseguenti anni 2011-2012, affinché si realizzino riforme istituzionali che maggioranza e opposizione possano condividere, come quelle che prevedono la nascita di un Senato federale e la riduzione del numero dei parlamentari. “Continuo ad essere ottimista, è arrivato il momento di fare le riforme”.
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Berlusconi e il cavallo di Troia, come Caligola con il cavallo senatore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Berlusconi e il cavallo di Troia,
come Caligola con il cavallo senatore
di Iannozzi Giuseppe
Berlusconi ha pronto il piano, l’uscita di sicurezza per quando il suo governo finirà affogato nel fango: auto-eleggersi senatore a vita. Se questo incubo si concretizzerà, Berlusconi, poco ma sicuro, non ce lo leviamo più dai coglioni; e i coglioni sono almeno una buona metà di onesti italiani, quelli invisi all’attuale premier e che lui in campagna elettorale davanti alla platea di Confcommercio ha osato definire proprio così, coglioni. “Voto alla sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni”: così ebbe modo di dire, tranne poi tentare di correggersi sostituendo coglioni con masochisti, bacchettando la stampa perché a suo modo di vedere essa avrebbe travisato le sue parole. Correva l’annus domini 2006 e si era in aprile.
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Pdl: la maioneSex è impazzita?
Pubblicato da Maria Luisa Brandi
Pdl: la maioneSex
è impazzita?
Le cordate ombra all’interno del Pdl preoccupano il Cavaliere Tradito. A forza di sbattere e montare, la maioneSex è impazzita.
“Di questo passo perdiamo le elezioni. Tutto da rifare”
Non posso crederci. Persino Bocchino si è stufato di genuflettersi nell’atto della fellatio. Nemmeno le show girls come Nicole Minetti possono più soddisfare il desiderio esaurito del Popolo dei Libertini.
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Bersani nel 1966 spalava il fango a Firenze, ma di Bertolaso nessuna notizia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bersani angelo del fango nel 66 a Firenze,
Bertolaso invece coccolato dall’editoriale di Minzolini
di Iannozzi Giuseppe
1966: a Firenze ci fu l’alluvione. 44 anni fa il giovanissimo Pier Luigi Bersani è uno dei tanti volontari a spalare in mezzo al fango. I giovani idealisti di allora vennero poi ribattezzati “angeli del fango”.
Oggi 19 febbraio 2010, dopo l’attacco di Bertolaso, che nel corso di un’intervista apparsa sulla berlusconiana rivista Panorama sputa senza ritegno alcuno contro Bersani in questi termini, “se arriva un terremoto chi spala? Bersani?”, oggi, con signorile pacatezza, Bersani replica al capo della Protezione Civile: “A Bertolaso consiglierei un po’ più di umiltà, meno arroganza e di volare un po’ più basso, perché con me capita male: io a quindici anni spalavo a Firenze, non so lui cosa facesse”. E su Flickr mette online la foto che qualcuno gli scattò 44 anni fa. Un giovane, uno dei tanti volontari, in mezzo al fango e a tanti altri come lui, tutti volenterosi, tutti desiderosi di aiutare la gente, Firenze, con i fatti e non con le parole. Grazie a quei ragazzi che nel 1966 s’immersero nel fango, oggi Firenze ha ancora le sue opere d’arte e i suoi libri, che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre.
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Patrizia D’Addario VS Panorama. Lo scoop che non c’è
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Patrizia D’Addario VS Panorama
Lo scoop che non c’è
a cura di Iannozzi Giuseppe
“Conti all’estero non ne ho. Per quanto riguarda i soldi, io e la mia famiglia ne abbiamo su un libretto bancario. Sono ciò che ci resta dell’eredità di mio padre dopo la vendita degli immobili che sono riuscita a far sbloccare, dalle banche e dalle società di recupero crediti, dopo il suo suicidio…”: così Patrizia D’Addario, la escort famosa in tutto il mondo per le feste a Palazzo Grazioli con il premier Berlusconi (di cui lei riferisce nel dettaglio e che mai ha smentito), in un’intervista al quotidiano Bari Sera in edicola nel pomeriggio, riferendosi alla seconda puntata (leggasi “buffonata”) pubblicata da Panorama nella quale si dice che lei avrebbe depositato su un conto estero più di un milione di euro.
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Processo breve. La giustizia nelle mani di Berlusconi
Pubblicato da Maria Luisa Brandi
Processo breve
La giustizia nelle mani di Berlusconi
Ghedini, con una mano accorcia e con l’altra allunga. E’ questa l’evidente manovra di un avvocato/ministro lecchino che da una parte smonta e dall’altra monta. Non è facile da capire. Basta guardare cosa è successo al ProCesso Mediaset. L’avvocato del Perseguitato chiede l’interrogatorio dei testi dell’accusa quando i PM avevano già deciso di non ascoltarli per ragionevoli questioni di tempo. Le stesse identiche motivazioni per cui hanno scritto il Ddl sul ProCesso breve. Accorciare i tempi. E lui, da buon servetto, che fa per Silvietto? Tenta tutte le vie per allungare il brodo, mentre il Senato approva il decreto. Alla faccia dell’onestà intellettuale. Roba da far rizzare i peli in testa anche ad un calvo. Ma i sostenitori dell’Illibato, no. Loro sono accecati e parlano senza alcuna cognizione: Viva la riforma giudiziaria!
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Craxi in Senato diventa un santo. Il miracolo di Napolitano e Berlusconi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Craxi in Senato diventa un santo
Il miracolo di Napolitano e Berlusconi
a cura di Iannozzi Giuseppe
«Craxi era un uomo che sapeva decidere e con il suo governo, eccezionale già per la sua durata, dal 1983 al 1987, seppe restituire centralità e autorevolezza a Palazzo Chigi. Ruppe le gabbie del consociativismo. Il famoso decreto di S. Valentino del 14 febbraio 1984 aprì la via a una vera politica dei redditi. Gli anni trascorsi ci consentono un giudizio storico più sereno e obiettivo. A ciascuno di noi il compito di riflettere su Craxi e su una stagione drammatica. Per lui non ci furono sconti, ha pagato più di ogni altro colpe che erano dell’intero sistema politico dell’epoca. Fu una vittima sacrificale». Così il presidente del Senato Renato Schifani. Ma ce n’è ancora, purtroppo per noi: «Craxi per la sua cultura non concepiva la politica al di fuori dei partiti e, pur avendo più di ogni altro compreso le fragilità e la necessità di una riforma del sistema, ad esso rimase fino all’ultimo fedele… quel famoso intervento pronunciato da Craxi il 2 luglio 1992 alla Camera fu un forte richiamo alla responsabilità collettiva di tutti gli attori del sistema politico di allora di fronte alla crisi morale, istituzionale ed economica che toccava in quei giorni il suo momento più alto. Una crisi legata anche a fenomeni diffusi di corruzione della vita pubblica e che, come si vide negli anni seguenti, chiuse l’esperienza della “Repubblica dei partiti”, segnandone la fine. Una crisi che vide offerta, da un ceto politico intimorito ed esausto, come “vittima sacrificale”, la figura dello statista che qui oggi ricordiamo. E da qui l’aggressione (non solo morale), il processo, la condanna, la forte determinazione a trascorrere gli ultimi anni di vita all’estero e la morte che lo colse in terra straniera. Ritengo che gli anni trascorsi ci consentano di esprimere oggi quel giudizio storico più sereno e obiettivo che quei momenti drammatici ormai lontani non consentirono di dare.
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Il leghista Grimoldi invoca la censura sul diario di Anna Frank
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il leghista Grimoldi invoca la censura
sul diario di Anna Frank
di Iannozzi Giuseppe
Scandaloso il deputato leghista Paolo Grimoldi che vorrebbe cucire la bocca alle pagine de Il diario di Anna Frank. Ha presentato addirittura una interpellanza a Mariastella Gelmini, attuale ministro dell’istruzione che non gode di certo dell’appoggio di insegnanti, opinione pubblica e studenti.
Il leghista Grimoldi ha chiesto la censura de Il diario di Anna Frank, perché a suo giudizio il libro turberebbe gli studenti. Per il leghista “vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Il passo incriminato dal deputato del Carroccio è presente nella lettera datata 24 marzo 1944, alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi. Il leghista dice che “non è inerente al programma di storia che la classe sta trattando”.
Claudio Redaelli, dirigente vicario dell’istituto la Lina Mandelli di Usmate Velate (Monza-Brianza), ha così replicato: “Credo che il ministro dell’Istruzione abbia cose più importanti di cui occuparsi.” Redaelli ha anche evidenziato che “le pagine a cui si riferisce il deputato sono descrizioni in termini talmente ingenui, come logico attendersi da una dodicenne degli anni Quaranta, da non destare, soprattutto se mediata dall’intervento dell’insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in tivù vedono e sentono di peggio”.
Sindaco incredulo. E l’assessore all’Istruzione, Marilena Riva: “Commenterò solo dopo aver verificato con la scuola quanto accaduto. L’insegnante non doveva certo chiedere la nostra autorizzazione per la lettura del diario, che è un testo da anni in vendita e disponibile presso tutte le biblioteche per ragazzi. La docente avrà fatto di tutto per guidare i bambini nella lettura”.
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La Mussolini contro gli autori della bufala a luci rosse
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Mussolini intenderebbe svergognare
gli autori della bufala a luci rosse
a cura di Iannozzi Giuseppe
Una storia senza fine quella che vede travolta in un presunto scandalo a luci rosse Alessandra Mussolini. In una intervista a La Stampa, la Mussolini dichiara: “Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicenda. Aspettate e si vedrà”. La Mussolini specifica inoltre di ”avere sospetti” ma di “non poter fare nomi”.
Con Roberto Fiore, nell’intervista, la Mussolini assicura che “abbiamo fatto campagna elettorale insieme”. Tutto il resto è “assurdo”.
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Alessandra Mussolini e Roberto Fiore in un video a luci rosse che nessuno ha mai visto. Una bufala?
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Alessandra Mussolini, Roberto Fiore
e Vittorio Feltri: il triangolo sì, il triangolo no!
a cura di Iannozzi Giuseppe
La Mussolini torna a far parlare di sé. Si parla di un presunto video hard di lei che farebbe sesso con Roberto Fiore. Il caso è al centro di un’inchiesta della Procura di Roma, pur non avendo niente di niente in mano: i pm stanno cercando di far luce sul tentativo di vendita del video hard. Si parla di una mail inviata addirittura alla Presidenza del Consiglio. Il video – che fino ad oggi non è sbucato fuori – ritrarrebbe in atteggiamenti intimi Alessandra Mussolini insieme all’eurodeputato Roberto Fiore. A Piazzale Clodio sono stati espressi seri dubbi sull’esistenza del video.
Da quanto trapelato, un uomo, un non meglio identificato A.C., è stato arrestato per tentata estorsione. Non v’è certezza, ma gira la voce che A.C. avrebbe chiesto qualcosa come 1 milione di Euro per il video. Di per certo si sa che l’uomo, con precedenti per truffa, sostiene di essere un produttore televisivo. Il procuratore aggiunto Saviotti lo interrogherà. A.C. è già stato ascoltato dalla Digos ma, pur ammettendo di essere l’autore della missiva («avevo bisogno di soldi»), ha negato di essere in possesso del filmato.
Il sédicente produttore ha dichiarato che la richiesta di danaro è stata una sua iniziativa personale. A.C. ha anche affermato di essere stato avvicinato nel mese di settembre da persone a lui sconosciute, le quali gli avrebbero chiesto se era interessato al video, girato con un telefonino. L’uomo sostiene di aver visionato il filmato e che le immagini non sono chiare; specifica inoltre di aver appreso dai suoi interlocutori che si tratta di due parlamentari. Nel corso di una perquisizione in casa di A.C. è stato sequestrato un pc.
Forza Nuova parla di un «video inesistente», «una montatura da cui emergono truffatori da quattro soldi» e annuncia «un processo per danni» nei confronti del direttore de Il Giornale Vittorio Feltri.
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