Berlusconi e Gheddafi uniti per l’islamismo e le donne
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Berlusconi e Gheddafi uniti
per l’islamismo e le donne
di Iannozzi Giuseppe
Gheddafi, di nuovo in Italia accompagnato dalle sue amazzoni “guardie del corpo”, appena posato piede sul territorio italiano la spara grossa: “L’Islam diventi la religione dell’Europa”. Dopodiché invita tutti a convertirsi all’Islamismo.
Che dire? Gheddafi è un buffone, nulla affatto folcloristico, pericolo sì invece. Molto pericoloso.
Tre ragazze si sarebbero subito convertite all’islamismo. Gheddafi le ha subito benedette con una cerimonia lampo da far invidia a Maometto in prima persona. Un vero miracolo clownesco quello del leader libico.
Un circo ridicolo più che imbarazzante. L’area cattolica scandalizzata.
Ma: le 500 hostess reclutate da un’agenzia di casting hanno ricevuto un misero gettone di presenza pari a 70 Euro, a patto di non rivelare dettagli sull’evento. Poi per tutte le partecipanti una copia del Corano. Due hostess pare non abbiano gradito, abbandonando più o meno subito le obbedienti scimmie al seguito di Gheddafi.
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L’On. Riccardo Nencini si schiera con la Mondadori dimenticando che la casa di Segrate ha censurato Saramago
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
L’On. Riccardo Nencini
si schiera con la Mondadori
dimenticando che la casa di Segrate
ha censurato Saramago
di Iannozzi Giuseppe
”Mi assocerei volentieri alla posizione di Mancuso se Mondadori censurasse gli autori che pubblica. Cosa che mi pare non sia mai avvenuta fino ad oggi… la casa editrice di Segrate rappresenta una delle eccellenze dell’editoria italiana, con un catalogo impareggiabile e un alto profilo di professionalità, garantendo da sempre la massima libertà ai suoi autori”. Parla Riccardo Nencini, dimenticando a tutto favore del padrone per cui vorrebbe lavorare che Einaudi (ovvero Mondadori) ha censurato José Saramago perché nel suo “Quaderno” non elogiava il sempre venerabile santo Cavalier Berlusconi.
E’ dunque il caso di rinfrescare la memoria all’On. Nencini.
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In Mondadori si allevano scrittori di sinistra e anarchici. Una bufala politica che circola in Rete da troppi anni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
In Mondadori si allevano scrittori
di sinistra e anarchici
Una bufala politica
che circola in Rete da troppi anni
di Iannozzi Giuseppe
Gli autori Mondadori, prima di passare per ridicoli, farebbero bene a parlare chiaro, molto chiaro invece di tirare in ballo improbabili “cavallini di Troia” a cui non crede davvero nessuno.
Non si credeva ai presunti “cavallini di Troia” dieci anni or sono, nel 2000 o anche nel 1999-98-97, quando Internet non era diffusissimo tra la gente comune, figuriamoci oggi, nel 2010, che credibilità potrebbe mai avere chi dovesse alzar la voce tuonando che “si rimane in Mondadori per fare il cavallo di Troia”.
Ieri si poteva anche far credere al pubblico che così fosse; c’era difatti molta meno informazione e le bufale telematiche, e non, potevano trovare un loro fertile terreno. Oggi non più. A ogni angolo, come minimo, c’è un blogger di vedetta che incastra il fabbricatore di notizie false e di convenienze, per cui tu, bello mio, che vuoi fare il furbo sparando una menzogna dietro l’altra, sappi che ti si mette subito con le spalle al muro e che ci vuol niente a farti secco.
In ogni caso non è che dieci anni fa o anche quindici o venti non si sapesse che in Mondadori le cose andavano avanti grazie alla provvidenza del Cavaliere e non grazie a quella del Signore Iddio: lo sapevano in pochi – questo è vero – e quei pochi tacevano, per loro personalissima convenienza, adducendo la scusa che “si combatteva dal di dentro”. Tuttavia il pubblico ha creduto a questa bufala reiterata e lanciata su mailing list, forum di discussione, liste evangelistiche. Ci ha creduto perché su Internet ci si illudeva che la verità fosse di casa. Chi ieri si è illuso è perché aveva un maledetto bisogno di una illusione da coccolare, anche in previsione della possibilità di diventare poi un autore della scuderia Mondadori. Come di fatto poi è accaduto ad alcuni tutto spirito machiavellico e nessun talento da parte; gli spiriti machiavellici più fortunati finiscono così nei remainders ignorati da tutti a far la muffa, prima di finire al macero; e non è privilegio da poco in questo momento storico di tasche vuote e di grande fame.
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Abbattere subito le antenne di Radio Vaticana – copia & diffondi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Abbattere subito le antenne
di Radio Vaticana

Nel 2002 il primo a denunciare a livello mediatico le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana fu il programma Le Iene, che accusava l’emittente radiofonica di un uso spropositato delle frequenze, che facevano, a loro dire, 3 volte il giro del mondo per quanto erano potenti. Il problema è che, partendo dal centro di Santa Maria di Galeria, un frazione di Roma con circa 3000 abitanti, superavano di gran lunga i limiti previsti dalla legge, finendo con il favorire l’insorgere di leucemie tra i bambini della zona.
Otto anni dopo la situazione ancora non è cambiata, nonostante padre Federico Lombardi, direttore dell’emittente radiofonica, continui a ribadire che si affiderà alle perizie del prof. Umberto Veronesi e della dottoressa Susanna Longorio perché:
La perizia ora andrà discussa e valutata. Radio Vaticana si riserva di discutere con i suoi esperti e di fare le proprie considerazioni in alternativa a questa perizia. Sta di fatto che le misure sono già state prese dieci anni fa seguendo le norme internazionali. Inoltre sono state messe in pratica anche quelle italiane. Dunque Radio Vaticana è perfettamente in regola.
La regola poi andrebbe valutata, visto che nel 2005 due responsabili della radio furono condannati a 10 giorni di carcere. Secondo le misurazioni fatte all’epoca, si stabilì che i tumori nei maschi che abitavano nella zona erano significativamente più numerosi rispetto alla media nazionale, e la possibilità di contrarre la leucemia da parte dei bambini era di 6 volte superiore.
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Il reuccio accompagnatore di minorenni è nudo e Saramago viene censurato
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il reuccio accompagnatore di minorenni
è nudo e Saramago viene censurato
di Iannozzi Giuseppe
Saramago ha criticato tanto la destra quanto la sinistra quando questa è diventata indegna di tenere le redini del potere. Pochi hanno avuto questo coraggio in questo secolo appena agli inizi e già così tanto buio. Ma anche nel secolo scorso, che è appena alle nostre spalle: solamente George Orwell, che provò sulla sua pelle i nefasti effetti/difetti del capitalismo e dello stalinismo, osò criticare in maniera aperta il Potere di per sé, senza scadere nel populismo. Saramago però non hai mai pensato di fare della politica con la letteratura; e ciò è un bene; di gran lunga meglio usare la scrittura per fini più nobili, per raccontare delle storie ad esempio. Per dire contro uno stato di politica sono molto più utili allo scopo un saggio o anche un pamphlet, purché non di stampo voltariano.
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Vasco Rossi, venditore di fumo beccato con le mani nel sacco
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Vasco Rossi, venditore di fumo
beccato con le mani nel sacco
di Iannozzi Giuseppe
Gli italiani non leggono.
In pochi si degnano di leggere anche solo un libro all’anno.
Quasi il 40 % degli italiani non legge un solo libro in dodici mesi. La più parte degli italiani vive e muore nell’ignoranza più totale – e assurda.
I pochi che leggono, che cosa leggono?
Purtroppo non è difficile rispondere: le istruzioni per usare in maniera corretta la carta igienica. Punto e a capo.
Siamo un popolo di ignoranti e di scrittori ancor più ignoranti. Il massimo che un giovinastro italiano riesce a digerire è un manga giapponese, tipo Evangelion o Dante’s Inferno, per cui non stupisce che a crescere sia solo il numero dei fascisti in erba e dei pazzi – che osano dirsi anarchici e vittime della società.
Dall’introduzione scritta dal pugno di Vasco Rossi: “Il fumetto è un’espressione d’arte contemporanea. Arte povera ma… buona, come la musica rock. Il fumetto è ‘pittura’ leggera come la canzone, entrambe ‘leggere’ e insieme profonde, se ne può consigliare l’uso – e l’abuso – non hanno controindicazioni. Portano gioia e fantasia, aiutano a combattere il grigiore quotidiano… Un mondo che non riesce ancora a liberarsi dai pregiudizi nei confronti del diverso e che ha bisogno di trovare un ‘colpevole’ perché non sa affrontare le ‘colpe’” .
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La Papessa trans che divide Torino. Tutto per una vagina di carta
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Papessa trans che divide Torino
Tutto per una vagina di carta
di Iannozzi Giuseppe
La Papessa trans a Torino nella giornata del 1mo maggio non ha mancato di sollevare polemiche e di far alzare roghi al cielo da parte dei benpensanti, com’è facile intuire. Il corteo del 1mo Maggio a Torino ha visto difatti tra i suoi partecipanti una drag queen vestita da Papessa.
La Papessa, invece di nascere da una conchiglia come la Venere di Milo, nasce da una vagina in cartone che la avvolge tutta.
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Il fascismo in verde della Lega Nord
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il fascismo in verde della Lega Nord
di Iannozzi Giuseppe
Che la Lega Nord fosse fascista di natura non è mai stato messo in dubbio, per lo meno da chi con un po’ di sale in zucca. Iuri Milesi, 21 anni, su Facebook si fa vedere, braccio destro alzato teso in un osceno saluto romano. E così finisce la carriera pseudo-politica di Iuri Milesi e sul Carroccio si abbatte l’ennesimo giustificato scandalo.

Iuri Milesi era appena stato eletto consigliere per il Carroccio. Nel Comune di San Giovanni Bianco, nella bergamasca, la Lega Nord, con la coda fra le gambe, si è dovuta squagliare: altra soluzione non c’era per nostra fortuna.
Il sindaco e la maggioranza leghista, che amministravano il paese da due anni, hanno rassegnato martedì mattina le dimissioni da tutte le cariche amministrative.
“Non si è mai troppo giovani per imparare a stare al mondo. Dal punto di vista personale mi auguro che crescendo capisca di aver fatto una stupidata, è importante capire la storia e non lasciarsi influenzare dalle ideologie. Io prendo assoluta distanza da quello che ha fatto Milesi”, così Invernizzi segretario provinciale della Lega Nord. “La situazione è complicata, penso che a breve ci sarà una soluzione. E’ giusto prendersi le proprie responsabilità nei confronti degli elettori e penso che l’episodio di Milesi è la goccia che fa traboccare il vaso”.
Gerardo Pozzi, oramai ex sindaco di San Giovanni Bianco: “Iuri? Non ne so nulla, andrò e vedere le foto e poi giudicherò”. Prima di vedere le foto, l’ex sindaco ebbe anche modo di dire: “Per adesso posso dire che è un bravo ragazzo, però non posso commentare le foto perché non le ho viste”.
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VMO è un blog fascista e squadrista, diffamatorio e calunnioso che Splinder non intenderebbe mettere a tacere…
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
VMO è un blog fascista e squadrista,
diffamatorio e calunnioso
che Splinder non intenderebbe mettere a tacere…
Il perché lo lascio indovinare a Voialtri

Bossi Jr non ama l’Italia e lo dice chiaro e tondo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bossi Jr non ama l’Italia
e lo dice chiaro e tondo
di Iannozzi Giuseppe
“No, non tifo Italia al Mondiale in Sudafrica. Il tricolore? Identifica un sentimento di cinquant’anni fa”.
Questa la dichiarazione di Renzo Bossi che scatena un putiferio politico che però non sorprende proprio nessuno.Il figlio del Senatùr è adesso in politica grazie alle ultime elezioni regionali, e soprattutto grazie alla proverbiale ignoranza italiana.
Gigi Riva, team manager della Nazionale azzurra, l’ha definita “un’affermazione stupida e grave”: “Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia”. Ci si ricordi a tale pro che quando impazzava il tormentone Balotelli-Mourinho, la magliettina verde del Senatùr sbottò: “Non prendo neanche in considerazione l’esistenza della Nazionale di calcio italiana. Non la seguo, non so in che competizioni sia impegnata e non so nemmeno chi sia questo Balotelli. Per me esiste solo una Nazionale, ed è quella della Padania”. Bossi jr seminò allora un po’ di teatrale imbarazzo nella Lega, che alla fine decise di far quadrato per Balotelli, a favore di una nazionale multietnica.
Per la cronaca Renzo Bossi è stato general manager della Nazionale padana, vincitrice due volte della Coppa delle nazioni non affiliate alla Fifa.
L’eurodeputato leghista Mario Borghezio: “Se Lippi chiamasse Balotelli sarei indifferente, così come sarei indifferente in generale alla convocazione di un atleta di colore. Mi darebbe invece enorme fastidio se ci fosse una rappresentanza del Paese al quale appartengo – anche se il mio cuore batte per la Padania – che avesse un carattere multietnico”.
Walter Veltroni reagisce: “E’ assurdo che una persona eletta pronunci queste frasi. Purtroppo non c’è da meravigliarsi visto che viene dall’esponente di un partito che continua ad insultare l’unità italiana e la sua bandiera”. Il capo della segreteria politica del segretario del Pd Bersani, Filippo Penati, ritiene l’intervista di Bossi jr a Vanity Fair “sconfortante”, sottolineando i suoi “sfondoni” storici e ricordando che il tricolore “esiste da più di 150 anni”. Per il parlamentare del Pd Tonino Russo “non interessarsi di calcio ci può anche stare”, “ma non tenere ai colori del proprio Paese a prescindere e farne un elemento di identità, forse testimoniano un disturbo affettivo o una delusione sentimentale”. Continua..
Tassare la libertà su Internet per pagare i costi dell’editoria. Questa la proposta della Fieg
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Tassare la libertà su Internet
per pagare i costi dell’editoria
Questa la proposta della Fieg
di Iannozzi Giuseppe
Il presidente della Fieg Carlo Malinconico: “…una mini tassa per chi si connette a internet e usa i contenuti editoriali online, come misura transitoria per consentire all’editoria di far fronte alla crisi, sul modello del canone per i detentori di computer applicato in Germania”.
“Il settore sta attraversando una fase di crisi tra le più acute della sua lunga storia, che non accenna a diminuire anche nei primi mesi del 2010 e a fronte della quale il governo non solo non è intervenuto per attenuare gli effetti di una congiuntura difficile e per allentare quei nodi strutturali che soffocano il settore, ma ha operato in senso contrario con la soppressione delle tariffe postali agevolate. […] Stiamo negoziando con Poste per verificare come si possa colmare il divario, al momento vastissimo, tra la tariffa piena e la vecchia tariffa agevolata. Sapevamo benissimo che dal 2011 in poi, con la piena liberalizzazione dei servizi postali, non sarebbe stato più ammissibile continuare ad applicare il vecchio sistema e che una riforma sarebbe stata necessaria. Ma il 2010 resta un problema insormontabile, perché lo stop è di fatto una misura retroattiva, che va a incidere su bilanci già approvati e su abbonamenti già in essere. Come fanno gli editori a fare i loro conti in queste condizioni? Puntiamo a trovare una via d’uscita per quest’anno che non ci massacri”.
Mai e poi mai. Il popolo della rete non foraggerà mai e poi mai l’editoria e sue indecenti proposte.
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Cesare Battisti il brigatista latitante mai pentito amato da Lula
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Cesare Battisti il brigatista latitante
mai pentito amato da Lula
a cura di Iannozzi Giuseppe
Cesare Battisti, brigatista assassino latitante da più di 30 anni, deve tornare in Italia senza se e senza ma. In Italia dove ha ammazzato e condannato vittime innocenti sotto il suo fuoco assassino di brigatista incallito è giusto che si faccia la prigione.
Lula dovrà decidere che diavolo farne del brigatista che continua ad allattare al suo seno, senza vergogna alcuna. Il Supremo Tribunal Federal di Brasilia ha pubblicato il testo della sentenza che dichiara illegale l’asilo politico, precisando che la decisione del destino del terrorista rosso è nelle mani del capo dello Stato. Il vicepresidente, José Alencar, dice che Lula deve accettare la sentenza della Corte Suprema. La normativa all’interno della quale Lula ha la possibilità di muoversi è quella del Trattato di estradizione sottoscritto da Italia e Brasile. Il presidente non può confermare l’asilo politico concesso da un ministro del suo governo perché già dichiarato “illegale” dal Tribunale, ma potrebbe purtroppo ricorrere a delle eccezioni contenute nel Trattato. In pratica Lula ha l’ultima parola: se dovesse decidere di continuare a tenersi il brigatista rosso… sarebbe una sua personalissima decisione che però, com’è prevedibile e giusto, susciterebbe l’indignazione del governo italiano e di tutti gli italiani, compromettendo i rapporti commerciali e politici con l’Italia, forse in maniera drastica.Continua..
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Ratzinger accusato dall’Ap è al centro dello scandalo pedofilia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ratzinger accusato dall’Ap
è al centro dello scandalo pedofilia
a cura di Iannozzi Giuseppe
Una lettera inchioda, ci si augura per sempre, Papa Ratzinger alle sue dannate responsabilità. Dagli Usa emergono sconcertanti documenti che non metterebbero più in dubbio come Joseph Ratzinger si oppose alla rimozione di molti preti pedofili.
Nel 1985 l’allora cardinale Joseph Ratzinger, timoroso delle ripercussioni che si sarebbero abbattute sulla Chiesa, nascose dei preti pedofili. Nessuna denuncia da parte del Vaticano, nemmeno un accenno, perché per il cardinale Ratzinger l’importante era che la facciata della Chiesa rimanesse immacolata. Una lettera, ottenuta dall’agenzia Ap, mostrerebbe in maniera inequivocabile come nel 1985 Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, fece resistenza alla riduzione allo stato laicale di Stephen Kiesle, sacerdote statunitense accusato di pedofilia, spiegando che ciò avrebbe avuto conseguenze sul “bene della Chiesa universale”. La lettera fa parte della corrispondenza tra il Vaticano e la diocesi californiana di Oakland.
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Minzolini. Epurazioni programmate in Rai
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Minzolini.
Epurazioni programmate in Rai
di Iannozzi Giuseppe
Tra la giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi e il direttorissimo Augusto Minzolini è scontro aperto “al pubblico”: una formale lettera di contestazione è stata inviata da Minzolini alla giornalista. La sua colpa sarebbe quella di aver rilasciato ieri 2 aprile 2010 una intervista al quotidiano la Repubblica.
Il direttorissimo del Tg1 Augusto Minzolini, dopo che Maria Luisa Busi aveva dichiarato al quotidiano che il contestato cambio della guardia di ieri alla conduzione di alcune edizioni del Tg1 era “una rappresaglia”, ha deciso per un richiamo bello forte duro in diretta. Il risultato che il direttorissimo è riuscito a racimolare è di venti di tempesta. Contro la Rai, e in particolare su Minzolini e sulle sue prese di posizione personalissime e fuori da ogni canone di libertà di espressione, la Fnsi, molti giornalisti della Rai nonché diversi consiglieri dell’azienda.
Nell’intervista rilasciata a la Repubblica la conduttrice definiva “non casuale” il fatto che dalla conduzione fossero stati cancellati i volti di coloro che non hanno firmato la lettera a favore del direttore sul caso Mills. Aggiungendo che la decisione di Minzolini “ha colpito volti storici e professionisti liberi di questo giornale”. Parlava infine di un clima “insostenibile” in redazione. Tre volti sono stati infatti rimossi dal Tg1 della Rai, in tutta fretta: Tiziana Ferrario (tg delle 20), Paolo Di Giannantonio (tg delle 13,30) e Piero Damosso (tg del mattino). Saranno sostituiti da Francesco Giorgino (tg delle 20), Laura Chimenti (tg delle 13,30) e da Francesca Grimaldi per le edizioni del tg mattino.
Si parla di epurazione dopo le elezioni regionali.
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Wu Ming 1 (Roberto Bui) invoca l’oscuramento di blog e post
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Wu Ming 1 invoca
l’oscuramento di blog e post
di Iannozzi Giuseppe
Mi viene intimato di rimuovere entro 3 giorni i seguenti post:
boicotta il New Italian Epic in libreria e vinci un grosso premio
Wu Ming 1 (Roberto Bui) si fa Eracle. Una sporca storia di potere, sesso e soldi
Giuseppe Genna e Wu Ming: in esclusiva assoluta le loro poesie inedite
I tre post non possono essere rimossi in quanto è mio inalienabile diritto quello di fare informazione, critica e satira.
Il primo post è un invito a non lasciarsi sedurre dal “New Italian Epic”.
Il secondo post è una satira sempre sul “New Italian Epic” e sulla sua inutilità culturale. La satira evidenzia che il “New Italian Epic” è a mio giudizio solamente una macchina per fare soldi e non altro.
Il terzo post è invece costituito da alcune “finte poesie” scritte da Giuseppe Genna e Wu Ming 1 con il solo fine, gratuito e oltremodo maligno, di dileggiare pubblicamente il sottoscritto Iannozzi Giuseppe. Essendo stato dileggiato con delle “finte poesie” spacciate in Rete per mie, il minimo che potessi fare era di pubblicarle anche in questa sede, su biogiannozzi.splinder.com.
Wu Ming 1, o chi per esso, rivolgendosi alla Redazione di Splinder chiede la cancellazione in toto dei tre articoli.
Perché?
Perché gli danno fastidio e non sono delle critiche positive così come lui desidererebbe.
In pratica, Roberto Bui aka Wu Ming 1 si schiera
con QUELLI CHE LA CENSURA SÌ
Io non sono il solo destinatario di QUELLI CHE LA CENSURA SÌ.
Lucio Angelini, scrittore e traduttore, che come me ha criticato l’operazione “New Italian Epic”, è stato invitato, per usare un eufemismo, a cancellare i suoi post altrimenti il suo blog verrà oscurato.
TUTTO CIO’ E’ INAMMISSIBILE
E’ UN ATTENTATO GRAVISSIMO ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE
L’art. 97 L. 633/’41 dispone che si possa prescindere dal consenso, nei casi in cui ciò sia giustificato da motivi di notorietà del personaggio ritratto.
A Lucio Angelini viene ordinato di cancellare una foto innocua e banale che ha per soggetto Roberto Bui. Ma Wu Ming 1 in quanto personaggio pubblico non può accampare nessunissimo diritto sulla foto, tanto più che questa è stata scattata in una apparizione pubblica.
La foto contestata è questa:

- foto da http://lucioangelini.splinder.com -
Nessuno, e dico proprio nessuno, in nessun tribunale darebbe oggi anche solo un pelo di ragione a Roberto Bui aka Wu Ming 1.
Rimuovere la detta foto costituirebbe una gravissima violazione alla libertà di informazione.
Né può richiedere che vengano rimosse critiche e satire fatte su di lui, su biogiannozzi.splinder.com, su lucioangelini.splinder.com o su altri blog, siti e/o testate giornalistiche online e cartacee. Sarebbe come pretendere che su Berlusconi non vengano fatte più satire e che vengano rimosse tutte, una per una, dalla faccia del globo terrestre. Possono piacere o no critiche e satire avanzate. Si può condividerle, ma ognuno è libero di criticare l’operato del collettivo Wu Ming in quanto è il collettivo costituito da personaggi pubblici che appaiono in pubblico.
Se io sono (mi trovo) in strada e un fotografo mi scatta una foto nel corso di una manifestazione aperta al pubblico, non posso limitare assolutamente la libertà del fotografo.
Se invece un fotografo si infiltrasse in casa mia fisicamente o con prodotti dell’ingegno per carpire informazioni sul sottoscritto siano esse registrazioni vocali, fotografie, ecc. ecc.
A Lucio Angelini scrivo sul suo blog: “A livello di immagine il fatto che ti è stato chiesto, come a me del resto, di rimuovere immagini e critiche sui Wu Ming costituisce un fatto di inaudita gravità per la libertà di informazione. E’ impensabile che se io scrivo una recensione negativa questa mi venga censurata in un paese democratico, fino a prova contraria: il libro è per il pubblico che ha il sacrosanto diritto di criticarlo in positivo e in negativo, ma nessun autore, foss’anche un premio Nobel, può accampare il diritto di rimuovere critiche che non gli sono gradite. Se non vuole critiche, può decidere di non pubblicare i propri scritti e di tenerli nel cassetto. Se non vuole che in manifestazioni e convegni aperti al pubblico gli vengano scattate foto, ha solo da non partecipare agli eventi aperti al pubblico. Nel momento in cui io partecipo a un evento aperto al pubblico come ospite o relatore o che altro, divento personaggio pubblico.
Wu Ming 1, né chi per esso, può chiedere la rimozione della foto e dei post.
La rimozione della foto potrebbe essere possibile solo in casi estremi al fine di tutelare l’integrità fisica del soggetto: ad esempio se Wu Ming 1 fosse sotto minaccia di morte, allora sarebbe suo diritto chiedere di non essere ritratto. O anche se in foto fosse (stato) ritratto insieme a un minore di 18 anni.
Se qualcuno, sia esso Wu Ming 1 o qualcuno altro dovesse spingerti a rimuovere post di critica o immagini, o venisse operata la censura d’ufficio, tu Lucio Angelini sei nella perfetta condizione di sporgere denuncia e chiedere un risarcimento anche pecuniario. Va da sé che l’oscuramento del blog o di parte di esso per i capricci di una persona o due, sarebbe immediatamente configurato come attentato alla libertà di informazione e creerebbe un precedente pericolosissimo in Italia per la libertà in Rete. Che si allineerebbe a paesi come la Cina o il Venezuela.
La foto in questione non è in alcun modo lesiva dell’onorabilità di Wu Ming 1. E’ una foto normalissima. Banale, se mi permetti: innocente punto e basta.
A me sono state contestate critiche che ho fatto al New Italian Epic. Ed immagini satiriche. Ma non era proprio Roberto Bui aka Wu Ming 1 che non troppo tempo fa si accalorava che la satira è addirittura tutelata dalla Costituzione americana, in quanto espressione di libertà d’informazione?
Se Roberto Bui e compagni oggi si rimangiano le loro stesse dichiarazioni adoprando il metro dell’ingiustizia dei maiali orwelliani “che tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri”, allora non solo cadono in contraddizione – che sarebbe comunque il meno -, ma si dichiarano, e bisogna sottolinearlo, con la loro stessa bocca censori e critici parzialissimi.”
Copia e diffondi questa notizia, o segnalala sul tuo blog. Il tuo contributo è importante, per LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE IN RETE.

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La Polverini si abbraccia al cardinal Angelo Bagnaso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Polverini si abbraccia
al cardinal Angelo Bagnaso
di Iannozzi Giuseppe
L’ultima carta che si è giocata Renata Polverini e che le è stata regalata dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei – sicuramente memore del Medioevo e delle sue oscure superstizioni -, è un anatema contro tutti quei cattolici che non dovessero votare per lei, ovvero per il Pdl e Silvio Berlusconi.
La civiltà e la politica hanno fatto un passo indietro di almeno mille anni. Non a caso. Benedetto XVI non ha mai fatto mistero che la Chiesa sotto di lui sarebbe tornata a prestare il proprio braccio a sommarie inquisizioni per metter a tacere i comunisti e chiunque non sia un cattolico sfegatato, fondamentalista fino al buco del culo. Ecco dunque che il cardinal Bagnasco lancia l’anatema contro l’opposizione: “La vita umana va difesa, innanzitutto dal delitto incommensurabile dell’aborto. E questa difesa è uno dei valori non negoziabili in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali. I valori non negoziabili sono la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. Su questo fondamento si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata”. Ed ancora, praticamente sottolineando che il voto i cattolici lo devono svendere a Renata Polverini e a nessun altro: “Che cosa ci vorrà ancora per prendere atto che senza il principio fondativo della dignità intangibile di ogni pur iniziale vita umana, ogni scivolamento diviene a portata di mano? In questo contesto, inevitabilmente denso di significati, sarà bene che la cittadinanza inquadri con molta attenzione ogni singola verifica elettorale, sia nazionale sia locale e quindi regionale. L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso converrà trascurare”.
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A malapena 150mila partecipanti alla manifestazione del Pdl a San Giovanni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
A malapena 150mila partecipanti
alla manifestazione del Pdl a San Giovanni
di Iannozzi Giuseppe
La Questura parla di 150mila partecipanti alla manifestazione di ieri (20 marzo 2010) del Pdl. Non una presenza di più. La comunicazione ufficiale della Questura arriva con un visibile ritardo, il che fa supporre che lo scontro all’interno del governo deve essere stato di non poco conto, se non addirittura violento. Sul palco dal quale Berlusconi ha parlato ai suoi 150mila berlusconiani si notano imbarazzanti tensioni.
Ovviamente ora il premier Berlusconi dirà che la Questura mente; che è di sinistra; che è tutto un complotto dei comunisti e dei marziani pure!
E’ dunque ufficiale: ieri in piazza San Giovanni a Roma c’erano non più di 150mila (150.000) persone.
Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, attacca con inverosimile violenza verbale la Questura: “Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura di Roma a proposito del numero delle presenze alla manifestazione di San Giovanni. Quando la piazza è strapiena, il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’on. Verdini che a quella indicata dalla Questura, che, dando il numero di 150mila, ha perso di credibilità. Ciò lo diciamo al netto del fatto che noi abbiamo sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine, ma evidentemente, non solo da ciò che è avvenuto ieri, ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’è qualcosa che non funziona”
Come volevasi dimostrare: il Pdl, per voce di Fabrizio Cicchitto, parla di “qualcosa che non funziona”, perché il partito di Berlusconi ha “sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine”, per cui “evidentemente” la Questura di Roma sarebbe nel torto e non direbbe la verità.
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La Santanchè porta le prostitute negli esercizi pubblici. Montano le proteste
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Santanchè porta le prostitute
negli esercizi pubblici
Montano le proteste
di Iannozzi Giuseppe
“Bisogna togliere le prostitute dalle strade”.
La domanda sorge spontanea: come?
“Come fanno in Spagna. Lì ci sono locali idonei, ad esempio bar e ristoranti, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze utilizzate per questo”: questa l’idea geniale lanciata da Daniela Santanchè.
Per il sottosegretario al ministero per l’Attuazione del programma “in questo modo sarebbe più facile eseguire controlli e combattere la tratta delle schiave e delle minorenni. E’ sbagliato pensare che dopo il caso D’Addario per il governo sarebbe impopolare varare una legge sulla prostituzione. Al contrario, sono assolutamente convinta della necessità di mettere mano alla regolamentazione del fenomeno, soprattutto per liberare quelle tante donne, spesso minorenni, che sono schiave”.
La Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, alza i toni e si fa sentire: “La prostituzione nei pubblici esercizi, bar e ristoranti, porterebbe alla volgarizzazione del settore e umilierebbe esercenti che hanno ben altri valori da promuovere, danneggiando anche il sistema eno-gastronomico, immagine ed espressione dei veri piaceri del nostro Paese”. Per il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani, “la sola idea di tramutare i pubblici esercizi in locali a luci rosse offende tutta la categoria. Siamo imprenditori seri e spendiamo tutte le nostre energie per curare l’etica e la morale”. Non ci sta neanche Pia Covre, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute: “Il problema non è dove esercitare il mestiere, ma è il riconoscimento dei nostri diritti civili e di lavoratrici. Conosco bene la Spagna e posso dire che anche in quel Paese c’è una forte carenza di diritti civili per le prostitute. Quindi l’idea della Santanchè non risolve i veri problemi che noi abbiamo: dica prima quali diritti vuole garantire e poi dove possiamo esercitare”.
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Minzolini il “direttorissimo” di Berlusconi. Nuovo scandalo e inchiesta per il premier
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Minzolini il “direttorissimo”
di Berlusconi. Nuovo scandalo
e inchiesta per il premier
a cura di Iannozzi Giuseppe
Il Fatto Quotidiano parla di Silvio Berlusconi, del direttore del Tg1 Augusto Minzolini e del commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi: tutt’e tre sarebbero indagati dal pm Michele Ruggiero. Per tutt’e tre l’accusa è di concussione. Si parla di presunte pressioni del premier affinché si arrivasse alla chiusura di Annozero. Il Fatto parla di alcune intercettazioni della Guardia di Finanza di Bari dove Berlusconi si sfogherebbe con
Minzolini, chiamandolo “direttorissimo”. Secondo Il Fatto il premier al telefono avrebbe fatto pressioni affinché Annozero, Ballarò e Parla con me, tre trasmissioni fortemente odiate dal Cavaliere, chiudessero i battenti. Minzolini nelle intercettazioni rassicurerebbe Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.
Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori: “Abbiamo presentato un’interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l’Agcom chiedendo la chiusura di Annozero. Il responsabile dell’Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini”. In una nota il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi: “Le pressioni di Berlusconi sull’Agcom sono la prova che siamo al regime, al fascismo mediatico. Le forze democratiche di questo Paese devono reagire con durezza e determinazione a questo tentativo di piegare l’opinione pubblica con una finta informazione”.
Il presidente del Pd Rosy Bindi: “Solo nell’Italia prigioniera dell’invasivo conflitto d’interessi di Berlusconi si può leggere una storia come quella che ha raccontato Il Fatto quotidiano. Si conosceva l’insofferenza del premier al pluralismo delle idee e alla libera informazione. Ne abbiamo visti tanti frutti amari, dall’editto bulgaro fino all’ultimo blitz sulla ‘impar condicio’. Stavolta emerge la vergogna di pesanti e plateali condizionamenti condotti in prima persona dal capo del governo, proprietario della più importante azienda privata di comunicazione del Paese, a danno di trasmissioni del servizio pubblico come Annozero. Anche così si delegittimano le istituzioni. E’ intollerabile servirsi di chi dovrebbe svolgere una funzione terza, di vigilanza sull’equilibrio e la correttezza del sistema delle comunicazioni, per mettere la mordacchia all’informazione più scomoda e più seguita delle reti Rai”.
Minzolini fa il sordo: “Non so di cosa si parla, non ho ricevuto nessun avviso di garanzia. E quale è il reato? Berlusconi? Mi avrà telefonato due o tre volte, non di più. E comunque quanto Casini e gli altri… Siamo alla follia, credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv”. Il commissario dell’Autorità per le comunicazioni Giancarlo Innocenzi irato avrebbe già dato istruzioni “all’avvocato Marcello Melandri per predisporre denunce e querele necessarie a tutelare la verità dei fatti e la mia onorabilità”. Sempre Innocenzi sottolinea “l’illiceità della pubblicazione delle intercettazioni che lo riguardano”.
Il Presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, in una nota dichiara che “l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è indipendente e autonoma e non ha mai esercitato censura preventiva. In tutte le occasioni nelle quali è stata chiamata in causa, a vario titolo, l’Agcom ha sempre risposto in modo univoco: ‘L’Autorità non esercita censure preventive perché contrarie all’art. 21 della Costituzione, rispetta la libertà dei giornalisti, tutela il pluralismo dell’informazione’. L’Autorità parla attraverso i propri atti; e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio. Anche in relazione alle regole da osservare nel periodo elettorale in materia d’informazione e di comunicazione politica l’Autorità non ha mancato di dare nelle sedi competenti il suo istituzionale contributo al chiarimento dei termini della questione”.
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La Russa le suona a Carlomagno free lance
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Russa le suona
a Carlomagno free lance
a cura di Iannozzi Giuseppe
Presso la sede del Pdl, in via dell’Umiltà, durante la conferenza stampa del presidente del Consiglio sul caos liste, Rocco Carlomagno ha chiesto di poter parlare ed ha criticato l’operato del governo.
I collaboratori di Berlusconi hanno detto che “non si tratta di un giornalista”.
“Sono un free lance”, ha subito ribattuto Carlomagno.
La Russa interviene: “Lei non è iscritto a nessun albo”.
Rocco Carlomagno è in realtà un freelance e un attivista politico. Ieri aveva la tessera del Pd, oggi simpatizza con il Popolo Viola.
Berlusconi ha sbottato: “Lei si deve vergognare, lei è un villano. Questa è una conferenza stampa per i giornalisti e non per gli individui come lei… noi non ci saremmo mai permessi di andare a disturbare la conferenza stampa dell’altra parte politica. In questo sta la differenza con la sinistra. Le sarà chiesto di rilasciare le sue generalità affinché il capo della Protezione Civile possa denunciarlo”.
Berlusconi ha poi insultato l’uomo: “Capisco perché lei è cosi… perché tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede…”. La Russa ha avvicinato per la seconda volta l’uomo che continuava a rivolgersi a Berlusconi e gli ha poggiato la mano sulla testa, al che Carlomagno gli ha urlato: “Lei è un picchiatore fascista”. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini si è avvicinato ha detto: “Allontanate La Russa”.
Carlomagno è stato sbattuto fuori dalla security mentre quelli del Pdl gli gridavano contro “buffone, buffone”. Carlomagno ha annunciato che denuncerà La Russa per aggressione, tesi sostenuta anche dall’agenzia francese AFP, che titola il lancio sulla conferenza stampa odierna: “Un giornalista malmenato dal ministro della Difesa” (Italie: un journaliste malmené par le ministre de la Défense, ndr). “Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”, ha detto Carlomagno intervenendo telefonicamente a Un giorno da pecora, il programma di Radio2 condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro: “Verdini mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto ‘facciamo che la cosa finisce qui’”.
“Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perché la libertà di stampa si difende anche così… Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me. Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”.
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Condannati tre dirigenti di Google per il filmato online di un ragazzo down
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Condannati tre dirigenti di Google
per il filmato online di un ragazzo down
a cura di Iannozzi Giuseppe
Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione con la condizionale. Un quarto dirigente che era imputato è stato assolto. Si tratta del primo procedimento penale anche a livello internazionale che vede imputati responsabili di Google per la pubblicazione di contenuti sul web. Durissima la reazione della società Usa: “Un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito internet” spiega il portavoce di Google, Marco Pancini.
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I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà
Pubblicato da Maria Luisa Brandi
I Berlusconidi, tipici esemplari
del Popolo delle Libertà
I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà, riconoscibili dal naso lungo lungo, vanno avanti a colpi di menzogne mediatiche. Mills sarebbe stato assolto. Sbagliato. Ma così recitano il Tg1 e i vari quotIndiani lecchini. Allora facciamo un pò d’ordine chiarendo i precedenti cardine di questo premeditato epilogo processuale. Nel merito, cioè nei fatti, Mills è stato ritenuto colpevole del reato di corruzione e infatti condannato a risarcire i danni alla Presidenza del Consiglio che, ironia della sorte, è ora rappresentata da Berlusconi, ma allora da Prodi. Nella forma, cioè per norma giuridica, invece, il processo è stato chiuso per avvenuta prescrizione. Non perchè il fatto non sussiste. E’ chiara la differenza? Ma perchè è andata così? Guardate prima le date della carriera politica del premier:
Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha ottenuto quattro mandati da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006); infine, l’attuale, nella XVI (2008). Complessivamente Silvio Berlusconi detiene il record di durata in carica come capo di governo dell’Italia repubblicana e ha presieduto il gabinetto di governo più longevo della Repubblica Italiana (Berlusconi II). Silvio Berlusconi è stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna, per via di assoluzioni, prescrizioni e depenalizzazioni del reato.
Punto primo: consideriamo l’anno in cui è stata modificata la Legge sulla prescrizione, ex Cirelli. Anno 2005. E chi era in carica in quel periodo? Ma sempre lui: il prestigiatore delle colombelle diddielle. In pratica questa legge va ad accorciare i tempi, nel caso specifico del reato per corruzione, da 15 a 10 anni. Ma toh, ma guarda un pò! I processi Fininvest-Gdf e All Iberian erano per caso antecedenti quella data? Ma certo che sì. Anche se la Menzogna in personam ha spacciato ben altro:
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Morgan da Santoro con Celentano finalmente canta la sua canzone in Rai
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morgan da Santoro con Celentano
finalmente canta la sua canzone in Rai
di Iannozzi Giuseppe
Celentano, Adriano Celentano telefona in diretta ad Annozero e prende le difese di Morgan: “Prima di tutto complimenti per la trasmissione, meglio dei Raccomandati. Certo che è una serata pacata. Forse la droga calma un po’. Dopo che Filiberto ha partecipato a Sanremo è chiaro che per essere ammessi al Festival non c’è bisogno di essere dei cantanti. Quindi ci possono andare tutti, tranne quelli che fumano e ovviamente anche i tabaccai. Le sigarette fanno venire il cancro, ma anche le polveri sottili. Così ho saputo, voci di corridoio, che l’anno prossimo al Festival non ci sarà nessuno. Anzi Masi (Mauro, direttore generale della Rai, ndr) e Mazza (Mauro, direttore di Raiuno, ndr) preparano un decreto: esclusi tutti quelli che hanno l’automobile… Con Morgan la Rai è stata anche troppo buona. Credevo che lo fucilassero. Bisogna fare una distinzione fra ciò che fa bene e ciò che fa male. Ma non c’è nulla che faccia bene. Allora cerchiamo il male minore. Uniamoci tutti, politici, uomini di spettacolo, veline e Pupo. Siamo tutti colpevoli. E Sanremo non si farà più».
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Nicole Minetti nuova velina per il governo di Berlusconi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Nicole Minetti nuova velina
per il governo di Berlusconi
di Iannozzi Giuseppe
“Mi aspettavo le critiche e le strumentalizzazioni, anche se mi sembrano francamente esagerate”. La Minetti, nuova velina portata in politica da Berlusconi, fa finta di tenere la calma e di non essere preoccupata: “Ho il mio curriculum, mi sono preparata e credo di essere adeguata al ruolo che potrei andare a ricoprire. Sono consapevole di essere giovane e di avere ancora molto da imparare. Ma non mi piacciono i giudizi affrettati e credo che le persone vadano misurate sul campo.” Ma così sicura di sé non lo è e difatti accampa richieste impossibili: “Potreste smettere di pubblicare le foto di quando ho lavorato in tivù? E’ stata una parentesi che mi è servita per pagarmi gli studi e non gravare sulla mia famiglia. Ma il mio mestiere è un altro”. Il passato non lo si cancella con un colpo di spugna né si può pensare che una parte della propria vita sia stata una parentesi insignificante. E’ dunque grave che la Minetti avanzi richieste impossibili, equiparabili a una censura preventiva. Se l’igienista dentale, 25nne, domani dovesse entrare in politica sul serio – e nessuno dubita che così sarà avendo dietro di sé il premier in prima persona con un sorriso a 32 denti -, che farà? Nicole Minetti è stata showgirl a Scorie e ballerina a Colorado Cafè, e anche volendo non possiamo davvero dimenticarci i suoi balletti piccanti provocanti ammiccanti.
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Fini dà ragione ai magistrati e non a Berlusconi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Fini dà ragione ai magistrati e non a Berlusconi
a cura di Iannozzi Giuseppe
“No, i magistrati non si devono vergognare.” Gianfranco Fini prende le distanze da Silvio Berlusconi, che in questi anni non ha mai mancato di attaccare la magistratura.
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervistato al Caffè della Versiliana, ha spiegato: “Il capo del governo è notorio che usa espressioni molto dirette perché ritiene di essere al centro di un particolare accanimento da parte di alcune Procure. Ma al netto di questa espressione, che lascia il tempo che trova, il compito della politica è quello di riformare la cosa pubblica e quindi di garantire che ci sia una giustizia in tempi brevi e certi ma anche che ci sia una giustizia autenticamente giusta, basata su quell’equilibrio necessario che oggi molte volte non c’è… Spero che finita la consultazione elettorale di marzo, che è importantissima, si parta finalmente con un disegno di riforma della Costituzione, partendo da ciò che si può fare con una larga condivisione”.
E’ parere del presidente della Camera Fini che sia possibile utilizzare parte del 2010 e i susseguenti anni 2011-2012, affinché si realizzino riforme istituzionali che maggioranza e opposizione possano condividere, come quelle che prevedono la nascita di un Senato federale e la riduzione del numero dei parlamentari. “Continuo ad essere ottimista, è arrivato il momento di fare le riforme”.
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