Urlo, un film scritto e diretto da Rob Epstein e Jefrrey Friedman
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Allen Ginsberg interpretato da James Franco
“Un film che è poesia. Che è la poesia di Allen Ginsberg,
niente di più niente di meno.”
iannozzi giuseppe
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costruiamo castelli di sabbia
Pubblicato da Romanticaperla
costruiamo castelli di sabbia
Godiamoci il mare, giochiamo sulla spiaggia,
costruiamo castelli di sabbia. Le giornate
d’Agosto sono così belle, così profumate, così
fruttate… tutto sa di sole! Già il sole tramonta
prima, mi domando che resterà di tutto questo?
Resterà il ricordo dei nostri giochi
e delle nostre risate, dei nostri amori nuovi e vecchi
e dei buoni gelati, l’energia ritrovata e la fiducia
in noi stessi in attesa di altre vacanze? Mah, chissà!
Per chi invece ha ripreso a lavorare o non ha
mai smesso la dolcezza di un grande abbraccio.
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I Got You
Pubblicato da Romanticaperla
I Got You

di Romantica Vany & King Lear
Spingerti a me, a piccoli morsi
assaggiarti e poi esplorarti
fossero i tuoi; carezze
per dilatare e sciogliere
i nodi del tuo cuore ribelle
perché ogni cosa bella o brutta
sia leggera e veloce, cristallina
come l’acqua che dalla sorgente…
Se Amore ha di sé coscienza
per minima che sia
di desiderio e rivelazione,
nell’oscurità profonda in attesa
di fiorir a giovinezza nova
per carezze e trasgressioni,
tu prova a dargli il mio nome
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In cerca d’inverno
Pubblicato da LadyLunaa
In cerca d’inverno
di LadyLuna

Nessuno parlava più della primavera
che si era dipinta la faccia di rosso
come uno sciamano nel deserto
in cerca di pioggia.
Una colomba era bianca una nera
complottavano basse sospese
in un cielo di ghiaccio.
La valle si copriva di un lungo sonno d’affanni
nel crepuscolo chiaro, tanto chiaro
a battere presagio del nuovo giorno:
perduto nelle timide ali del vento
che si era fermato a riposare sul prato azzurro
là tremavano i pallidi violini dei grilli
( restavano chiusi
nelle loro ombre volanti )
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L’ombra della sera
Pubblicato da LadyLunaa
L’ombra della sera
di Ladyluna

Se la raggiungi nelle prime ore del mattino lo spettacolo che può presentartisi è questo, mentre al tramonto le nebbie si tingono di viola, indaco o anche di rosso sangue; questo crea un’atmosfera irreale che ti porta a crederti in una dimensione diversa, oltre il tempo.

La strada provinciale delle colline volterrane ti si erge davanti giungendo dalla dolce Valdera e si snoda sinuosa fino a portarti a un doppio crinale dalla cui sommità domini due valli d’incomparabile bellezza. In alto la città del vento che ti conduce al centro del’antica terra etrusca, dove questo grande popolo pacifico dominava in splendore e civiltà prima di essere inglobato dall’estensione dell’impero romano, il quale vi aggiunse altri splendori. In seguito fece parte della repubblica fiorentina, i cui Signori Medicei eressero la ciclopica fortezza con il possente maschio, attualmente carcere per detenuti condannati all’ergastolo, o comunque in regime di massima sicurezza. Camminando per le sue stradine lastricate estremamente fascinose ti senti parte di questa terra così pregna d’arte e di storia.
Continua..
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IO, DONNA
Pubblicato da LadyLunaa
IO, DONNA
di LadyLuna

Io, donna
non ho bisogno di mimosa
per saperlo
me lo racconta, dietro l’oscuro dei vetri
il vento
là
dove si sono impigliati gli anni
o gli attimi
[ che poi è lo stesso ]
abbracciati stretti alla vacuità
di ciò che è stato scandito
[ o non c'è stato, e l'ho solo immaginato ]
Io, donna
ho costruito immoti castelli di dolcezze
un intera vita
[ troppo costretta e infine libera ]
Di spine
incoronata
di me stessa regina
indosso come veste di luce
la mia pena ogni mattina.
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Nella sua forma onirica
Pubblicato da LadyLunaa

Nella sua forma onirica
di LadyLuna
Liquidi rumori
uccidono un cielo allentato,
ogni superficie è piatta, stretta all’intrecciato pianto
di quanto mai inutile identità
sopra a un orizzonte eluso, levigato.
Forse
se Lei si sorgesse nella sua forma onirica
e dilatante le radici del midollo tossico smuoverebbe
universi di rame e allergie al nichel fuggirebbero
rigonfiando la terra di stupori.
Forse
in movimento di danza spiriti lievi fra i boschi arsi
nella dura eternità stupirebbero il mondo
e il Golgota d’acqua riavvolgerebbe la vita
nei suoi drappeggi annodati a questa terra da cui sorgo:
un cadere di goccia!
Liquidi rumori
in sapere che sia qui la pace, per toccarla
quando ancora è tanto lontana e non si trabocca.
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Biddicchia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Biddicchia e Lazzarella
Nenia biddicchia
di Tamango
È mutu ora u mari,
mutu puru stu chiaru i luna
e u ventu non si lassa ‘nnari
non ghiga pinni di li nidi stanchi.
Mutu stu fossu unni campu
mentri pi tia sta nenia bampu:
eri na picciridda,
ianca comu na stidda,
vaddavi cu l’occhi beddi
i me manu senza aneddi,
liggera comu n’aceddu
mi rubbasti u coriceddu,
chianciu sira e matina
a to vita di spini china.
Nenti, mancu un lamentu,
chiddu c’avivi era un turmentu,
straziavi l’anima ca to pacenza
ta meritasti a me benivulenza,
ora non sugnu bona mancu pi mmia
piciridditta dill’alma mia,
non poi tunnari, u sacciu bonu,
u signuri mi ti metti supa un tronu,
e a mia, scunsulata e stanca,
a paci pi sta figghia ianca!
Continua..
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Nel Giorno della Memoria
Pubblicato da Romanticaperla
I bambini giocano
I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.
Bertold Brecht
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Io non c’ero… di Tamango
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Io non c’ero…
di Tamango
Io non c’ero quando a Roma le donne
profumavano di Colonia e di Arpège
e le sottogonne inamidate
come sfoglie croccanti
illanguidivano sguardi
di uomini poveri e belli,
e di vecchie portinaie pensierose.
Non c’ero.
Eppure ho sentito odore d’alloro e di pini,
dei platani nei dì di festa lungo il tevere,
e ho bevuto l’acqua di mille fontane
quando le serenate
brillavano negli occhi come le stelle ma…
io non c’ero.
Non c’ero nemmeno in quel salotto
che dava sui tetti di Roma
dove le parole eran regine
e gli ospiti re.
Canto di una casa il profumo
che uno dei venti donava
al mio riposo di bimba
in un giorno d’estate e…
io c’ero!
Io figlia di terra bruciata dal sole,
dissetata d’arance e di mare,
mi abbandono al pensiero
di giorni romani dalle lunghe notti:
ci sarò!
Il blog di Tamango: http://tamango.splinder.com
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Quei morti – straziante è la poesia e il dolore della poetessa Cristina Bove
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Quei morti
http://cristinabove.splinder.com

I morti hanno le scarpe
di cartapesta
i denti scintillanti
- lo sa la donna che scriveva numeri
sulle creste dei mari -
ruggine in bocca e remiganti sparse
hanno totem di latta
qui sulla terraferma
turaccioli nei buchi intercostali
e dormono stipati come pacchi
dentro carcasse al posto dei tucul.
Morire qui
morire adesso
cosa cambia per voi? Morite sempre.
Se lo fate guardando la tv
non ve ne accorgerete che dal sangue
<è rosso come il nostro, lo sapete?>
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La pratica rende perfetti, di Giusy Ragni
Pubblicato da Renzo Montagnoli
La pratica rende perfetti
di Giusy Ragni
con illustrazioni dell’autrice
Edizioni Il Foglio Letterario
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Poesia
Collana PLAQUETTE – I PORPORA
Pag. 90
ISBN 978 88 7606 251 3
Prezzo: € 6,00
Questa raccolta poetica è ispirata e incentrata sull’amore, esaminato, sviscerato, visto in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, con l’emozione di esperienze e l’estro dell’artista. Rilevo, in particolare, che queste esternazioni in versi hanno il particolare pregio di essere comprensibili, perché semplici. Ma semplici non vuole dire elementari, bensì chiarezza di esposizione frutto di un’analoga chiarezza di idee.
Si leggono sovente oggi testi pretesi poetici che sono più un intreccio sgraziato di parole che una vera e propria composizione armonica che dovrebbe caratterizzare la poesia per distinguerla dalla prosa. Spesso sono sciatti, senza inventiva, privi di un’espressione artistica. Ebbene, non è il caso di questa raccolta che si contraddistingue per una creatività poetica che riesce a interpretare il sentimento e a renderlo consapevole non solo all’autore, ma anche al lettore.
…A QUESTA TERRA
Abbracciando
le fatiche dei padri
mi sono avvicinata
a questa terra
e ho riempito lo sguardo
dei suoi fossi… dei rovi.
Ho fatto mio il suo canto
nel gallo, nella tortora…
ho amato la sua gente
condiviso l’idioma.
Abbracciando
uno ad uno i suoi pioppi
salutando la gallinella gentile…
ed il regale airone
mi sono avvicinata
a questa terra
e ho riempito lo sguardo
dei suoi campi… dei suoi campanili
Abbracciando
il sapore del pane
mi sono avvicinata
a questa terra
io non più straniera… io figlia.
Continua..
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“Colombe raggomitolate” di Mohamed Ghonim
Pubblicato da Renzo Montagnoli
Colombe raggomitolate
di Mohamed Ghonim
Introduzione di Alessandro Ramberti
Fara Editore
Poesie raccolta
Collana TerrEmerse
Pagg. 66
ISBN: 9788887808568
Prezzo: € 7,00
Leggere le poesie di questa raccolta, composta da tre piccole sillogi (Il canto dell’amore, La donna, Versi migranti) è scoprire un mondo tutto nuovo, fatto di luci, di colori, di immagini che non rientrano nell’abituale stesura dei versi dell’occidente.
In Ghonim vi è tutta una linea di confine indeterminata fra la realtà e il sogno, così che si ritrae l’impressione di una dimensione sospesa, al di fuori della portata dell’uomo moderno che, pur cercando di astrarsi, finisce sempre con l’essere condizionato dalla quotidianità.
Nell’autore di origini egiziane invece si ritrova quella grazia delicata, soffusa, propria della poesia araba, in una condizione tale che le emozioni, le sensazioni hanno una proiezione celestiale.
Da La notte oscura
…
E’ forse diverso il sangue dell’umanità sotto la pelle?
Sono diversi i sogni,
speri che i tuoi giorni diventino senza notte?
Guardami bene in faccia,
guarda questa faccia scura:
ti accorgerai che sono io la tua notte.
…
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Il tempo, di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli

IL TEMPO
di Renzo Montagnoli
Ho visto sciogliersi i ghiacci
blocchi di gelo franare
lungo impervi pendii
lenta la luce affievolirsi
un sole velato in un cielo
di spettrale diffuso grigiore.
Ho visto gli oceani turbinare
ergersi frementi su terre abitate
travolgere metropoli affollate
mentre l’oscurità pietosa
copriva un mondo attonito
senza più speranze né dei.
Ricordo Venezia sommersa
Un’atlantide rinnovata
un monito per il tempo a venire
solo una gondola,
di nero addobbata,
lenta scivolava su torbide acque,
feretro silenzioso di una città morta.
In giorni uguali alle notti
solo il buio a regnare sovrano
su un desolato mondo
rinunciatario alla vita.
Poi, i mari si ritrassero,
lentamente calarono fino a sparire.
E vortici di vento batterono lande desolate
sollevarono polveri fino al cielo
piegarono ciò che resistette
alla furia dell’acqua,
appiattirono un mondo senza più vita.
Nei disegni dell’universo
l’uomo sconvolse l’ordine
in una cieca e superba volontà
d’esser su tutto, anche su sé.
Ma un raggio di sole penetrò la caligine
rifratto in un cielo di nero colore
pietoso esplorò terre disseccate
brulle montagne deserti infiniti.
Continua..
Spogliami il cuore
Pubblicato da Romanticaperla
Spogliami il cuore

di Romantica Vany & King Lear
Se tu fossi neve
ti leccherei ben bene
prima che il sole ti sciolga
Se tu fossi pioggia
nel cavo della mia bocca
ti raccoglierei
goccia dopo goccia
Se tu fossi vento
morderei il fiato
con il cuore in gola
per starti accanto
Ma queste cose tu non sei
Sei soltanto uno scribacchino
male in arnese che se lo fa
venire duro a ogni ora,
come un disperato
con la testa fra le nuvole
e la corda al collo
Sei uno fra tanti, non un santo
e nemmeno un fraticello colto e bello
Sei uno che ha bisogno della morfina
sempre accanto; ma chissà perché
dimentichi sempre la testa e la “tua” medicina
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Agata, di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Agata
di Renzo Montagnoli
Sei la compagna di tanti anni,
sempre vicina,
attenta a cogliere le mie emozioni.
Mi guardi con quegli occhioni scuri,
pendi dalle mie labbra
e più di altri comprendi quanto voglio dire,
perché tu conosci il mio animo,
perché tu sei parte di me.
Non sei che un cane,
ma mi hai dato più di quanto
tu abbia ricevuto da me:
un affetto sincero, incrollabile,
la scelta di partecipare comunque
alle mie gioie e ai miei dolori.
“Attraversamenti verticali” di Cristina Bove – Edizioni il Foglio
Pubblicato da Renzo Montagnoli
Attraversamenti verticali
di Cristina Bove
Prefazione di Renzo Montagnoli
Edizioni Il Foglio Letterario
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Collana Autori Contemporanei Poesia
Poesia Silloge
Pagg. 110
ISBN: 978 – 88 – 7606 – 238 – 4
Prezzo: € 10,00
C’è un famoso detto che recita che non c’è il due senza il tre. Sono modi di dire che si trascinano nella tradizione popolare, per giustificare una certa catena di eventi, di cui poi magari si verificano solo i primi due, mentre il terzo viene rinviato sine die.
Non è il caso delle pubblicazioni di Cristina Bove, poiché dopo Fiori e fulmini del 2007 e Il respiro della luna del 2008, è fresca di stampa una terza silloge e, senza voler fare previsioni azzardate, sono dell’idea che, data la prolificità dell’autrice, ne seguiranno senza dubbio altre.
Questa messe produttiva trova il suo motivo nel fatto che in lei ormai è talmente connaturato il linguaggio poetico al punto che, per esprimersi sui più svariati temi e comunque sempre cercando di fare un discorso approfondito, finisce con il ricorrere ai versi, una forma di esposizione che le risulta particolarmente congeniale, in particolar modo già nell’aspetto propedeutico dell’elaborazione del pensiero.
Che questo modo sia efficace è dimostrato poi dalla qualità della sua produzione, costante, senza cadute, ma eventualmente in una continua evoluzione dello stile, dapprima più semplice e ora appena un po’ più complesso, con versi anche secchi, troncature e concentrazione del messaggio, il che finisce per avvicinarla ancor di più alla corrente ermetica.
Già nel titolo, Attraversamenti verticali, c’è infatti la volontà di pervenire a una scrittura meno corrente e comunque emblematica di un pensiero che va a cogliere ogni aspetto della società e dell’animo umano. Del resto l’intera silloge prende il nome da una delle poesie presenti che nella sua dinamica mi sembra supporti adeguatamente quanto ho fino ad ora scritto.
ATTRAVERSAMENTI VERTICALI
Modello a cera persa
in fonderia dove tracima e scorre
si lamenta
nello sbuffo di scarico l’impronta
cavità mi contiene, io sono il segno
dell’avido contrarsi, il luogo e il tempo
il mantice d’intorno
e sboccio come fiamma dalla brace
un’immersione
poi, raggio corrusco
mi spengo nella sabbia del fondale.
Lune dipinte erettili
mi navigano il dorso e fluttuo lenta
nell’ondeggiare delle posidonie.
C’è indubbiamente il tentativo di andare oltre una normale forma espositiva per addentrarsi in un’altra dimensione, in parte ancora non del tutto conosciuta.
Continua..
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Pro/Testo, di AA. VV.
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Pro/Testo
Versi
di AA.VV.
a cura di Luca Ariano e Luca Paci
Introduzione di Mimmo Cangiano
Copertina di Elvira Pagliuca
Fara Editore
www.faraeditore.it
Poesia – Pagg. 229
ISBN: 9788895139630
Prezzo: € 16,50
Si ripete fino alla noia che oggi, assai più di ieri, la poesia non ha mercato, ed è pur strano, considerando l’entità numerica, veramente rilevante, degli autori italiani.
Come per qualsiasi prodotto questi non trova compratori se non rappresenta ciò che essi chiedono e in effetti, dopo l’aureo periodo dell’ermetismo, si assiste a un’involuzione della poesia, frutto di un soggettivismo esasperato, di un pernicioso solipsismo che porta a creazioni di versi che non sono più versi, di idee che non lo sono e di nessuna comunicatività, se non per lo sfrenato egotismo degli autori.
Quanto sopra ha tuttavia rare eccezioni, ma proprio perché mosche bianche nello squallido grigiore della pretesa arte poetica non riescono a emergere, apparendo come voci del tutto fuori dal coro.
Si è dimenticata anche una funzione essenziale della poesia, comune peraltro a tutti quelli che si professano letterati, vale a dire ricorrere alla propria arte per comunicare al mondo, all’umanità stati di disagio di cui molti sono vittime inconsapevoli, abbrutimenti derivanti da un servaggio strisciante che si traduce in un eterno scontento, in un’insoddisfazione i cui motivi la maggior parte non sa riconoscere o comprendere.
Ben vengano perciò opere poetiche di vera e propria protesta, come queste raccolta intitolala Pro/Testo, di chiara matrice anarchica e quindi non artefatta o piegata a esigenze di carattere commerciale, ma frutto di una fede di natura filosofica, laddove il concetto di libertà è quanto di massimo possa essere espresso, perché della libertà naturale innata di ogni individuo è qui che si tratta e non di quei concetti retorici così strombazzati nell’attuale decadente società occidentale.
Continua..
Pippo Pollina – Cent’anni di solitudine – musica di Pippo Pollina, video e immagini di Chatterly
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Pippo Pollina – Cent’anni di solitudine

Video ispirato al bellissimo brano di Pippo Pollina
“Cent’anni di solitudine”, tratto dall’album “Rossocuore”.
Musica – Pippo Pollina
Immagini e realizzazione video – Chatterly
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Fabrizio Corselli – Achilleion (L’ombra di Achille)
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Fabrizio Corselli – Achilleion (L’ombra di Achille)
Per tutti i cultori di Epica Moderna,
disponibili da adesso i poemetti:
Energhès Théa – All’Ombra di una Guerra e Achilleion – l’Ombra di Achille
Edizioni E-Book Achilleion
presso il sito www.achilleion.sitiwebs.com
Link diretto per il download
Sezione Megiston Kratos: http://www.achilleion.sitiwebs.com/page4.php
In futuro, saranno disponibili per la categoria “Restyled”
i poemetti Kérberos – l’incanto di Orfeo” e “Ikaros”.
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“D’un volo di stelle” di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli
D’un volo di stelle
di Renzo Montagnoli
D’un volo di stelle
in una notte
baciata dalla luna
resta la memoria
di silenzi assoluti
di note mute
che scendevano
dal cielo
un concerto
per l’anima
un sospiro d’emozioni
un invito a sognare
e a viaggiar con la mente
fra lontani pianeti
a cavallo di lucenti comete.
A giungere là
dove l’orizzonte scompare
dove tutto finisce
e dove tutto comincia
partenza e arrivo
di ogni vita
che nasce
e che poi muore.
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Invincibili – intervista a Jolanda Catalano
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Invincibili
di Jolanda Catalano
Nota introduttiva di Francesco Idotta
Edizioni Città del Sole
www.cittadelsoledizioni.it
Poesia
Pagg. 46
ISBN: 9788873510918
Prezzo: € 7,00
Quando vidi “2001 Odissea nello spazio”, il celebre film di Stanley Kubrik, rimasi fortemente impressionato dalla capacità del regista inglese di narrarci la genesi dell’umanità fino al suo compimento finale.
Analogo stupore ho ritratto dalla lettura di Invincibili, di Jolanda Catalano, un vero e proprio poemetto sull’evoluzione della specie, attuata con continue dilatazioni temporali che colgono gli aspetti essenziali dello sviluppo dell’essere umano, con stacchi sul passato e proiezioni sul futuro, in una continua e costante tensione armonica che riesce ad avvincere e a coinvolgere il lettore.
Dalla nascita della vita alla conoscenza prima animalesca dell’amore, poi alla sua sublimazione, è un percorrere poeticamente e con estrema capacità di sintesi la storia dell’uomo, di questo essere dapprima inconsapevole di esistere e che poi prende possesso della sua realtà oggettiva in una visione soggettiva che gli fa credere di essere l’unico, imponente, importante, sovrano assoluto del mondo.
La scoperta, o meglio le scoperte, in un essere che crede di essere invincibile della sua estrema vulnerabilità, non solo ai fattori esterni, ma alla sua dimensione intima, a quella sfera psichica che tende a esaltarlo, ma anche a deprimerlo, sono versi di accorata impotenza, la constatazione della nullità del suo smisurato orgoglio ( Non ti dirò di tutte le vergogne / che videro i miei occhi nel passare, / sappi soltanto che l’animale è buono / e l’uomo invece è perfido e crudele. /…).
Questa immagine riduttiva della propria capacità conduce l’uomo alla ricerca di chimere, a sprofondare nei sogni che esulano la realtà, in un viaggio, novello Ulisse, che non porta da nessuna parte se non a un malinconico ritorno a se stessi, con il rimpianto di quanto si è perso del poco che si aveva e che pur invece è tanto ( E piansi, finalmente piansi, / a lungo prostrato su me stesso / e mai un pentimento fu così grave / mai più ci fu una nave per il ritorno. /…).
Continua..
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Loredana Lipperini invita alla lettura dei libri di Iannozzi: “E’ la poesia auspicabile”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Loredana Lipperini consiglia
Iannozzi eccetera eccetera
La vostra eccetera non può fare a meno di segnalare d’Amore di Romantica Vany e King Lear. Dietro il nick King Lear tutti sanno che si nasconde Iannozzi Giuseppe, uno dei più influenti blogger della rete italiana, nonché talentuoso scrittore che più di una volta ho avuto modo di lodare su queste pagine e altrove. La vostra eccetera ha letto con vivo interesse d’Amore di Vany e King Lear, e, cari lettori di queste pagine elettroniche, vi devo dire che è quella poesia che da anni attendevo. E’ la poesia auspicabile. Sembrerò quasi una macchietta isterica con questo mio vizio di voler sempre ribadire, ma ribadisco che d’Amore di Vany e King Lear è un libro essenziale per la poesia italiana.
La vostra eccetera vi invita alla lettura di questo libro di King Lear (Iannozzi Giuseppe) e di Romantica Vany (misteriosa musa della rete di cui nulla si sa): è difatti la loro scrittura quella di due angeli. Ci metto la faccia in questa calda estate.
Loredana Lipperini


http://stores.lulu.com/iannozzi
Descrizione:
Una raccolta di poesie felici, d’amore.
Per chi ama, per chi ama sognare l’amore in tutte le sue sfumature.
In un universo immaginifico, ma non per questo meno reale,
principesse e cavalieri, poeti e muse, santi e peccatori, fate e satiri,
vergini e dongiovanni raccontano le loro surreali pene a lieto fine.
d’amore
di Romantica Vany & King Lear
1ma edizione 2009 – 92 pagine – € 12.88
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D’amore di Vany e King Lear. E il papa assicura: “Sia benedetto l’orsetto”. Provare per credere.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
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Le notti bianche, di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli
Le notti bianche
di Renzo Montagnoli
Non c’è il blu della notte
ma un soffuso biancore
una luce incerta se andare
al riposo fra le stelle
o correr rapida incontro al giorno.
In queste terre, aspre e pur dolci,
che si protendono all’artico
che impongono allo sguardo
di volgere a settentrione
alla ricerca di quel limite estremo
oltre il quale c’è forse il nulla,
un giorno d’agosto non sembra mai finire.
E se il tramonto appare
come un riflesso sbiadito di luce
l’aurora s’annuncia
con strisce diseguali,
dipinte in diversi colori,
riverberi lievi di anime
che migrano verso le banchise
a racchiudere nel ghiaccio
il sonno di chi non c’è più.
Da Viaggi in poesia






































