Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

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I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà

I Berlusconidi, tipici esemplari
del Popolo delle Libertà

I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà, riconoscibili dal naso lungo lungo,  vanno avanti a colpi di menzogne mediatiche. Mills sarebbe stato assolto. Sbagliato. Ma così recitano il Tg1 e i vari quotIndiani lecchini.  Allora facciamo un pò d’ordine chiarendo  i precedenti cardine di questo premeditato epilogo processuale. Nel merito, cioè nei fatti, Mills è stato ritenuto colpevole del reato di corruzione e infatti condannato a risarcire i danni alla Presidenza del Consiglio che, ironia della sorte,  è ora rappresentata da Berlusconi, ma allora  da Prodi.  Nella forma, cioè per norma giuridica, invece, il processo è stato chiuso per avvenuta prescrizione. Non perchè il fatto non sussiste. E’ chiara la differenza? Ma perchè è andata così? Guardate prima le date della carriera politica del premier:

Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha ottenuto quattro mandati da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006); infine, l’attuale, nella XVI (2008). Complessivamente Silvio Berlusconi detiene il record di durata in carica come capo di governo dell’Italia repubblicana e ha presieduto il gabinetto di governo più longevo della Repubblica Italiana (Berlusconi II). Silvio Berlusconi è stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna, per via di assoluzioni, prescrizioni e depenalizzazioni del reato.

Punto primo: consideriamo l’anno in cui è stata modificata la Legge sulla prescrizione, ex Cirelli. Anno 2005. E chi era in carica in quel periodo? Ma sempre lui: il prestigiatore delle colombelle diddielle. In pratica questa legge va ad accorciare i tempi, nel caso specifico del reato per  corruzione, da 15 a 10 anni. Ma toh, ma guarda un pò!  I processi Fininvest-Gdf e All Iberian erano per caso antecedenti quella data? Ma certo che sì.  Anche se la Menzogna in personam ha spacciato ben altro:
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Berlusconi e il cavallo di Troia, come Caligola con il cavallo senatore

Berlusconi e il cavallo di Troia,
come Caligola con il cavallo senatore

di Iannozzi Giuseppe

Berlusconi ha pronto il piano, l’uscita di sicurezza per quando il suo governo finirà affogato nel fango: auto-eleggersi senatore a vita. Se questo incubo si concretizzerà, Berlusconi, poco ma sicuro, non ce lo leviamo più dai coglioni; e i coglioni sono almeno una buona metà di onesti italiani, quelli invisi all’attuale premier e che lui in campagna elettorale davanti alla platea di Confcommercio ha osato definire proprio così, coglioni. “Voto alla sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni”: così ebbe modo di dire, tranne poi tentare di correggersi sostituendo coglioni con masochisti, bacchettando la stampa perché a suo modo di vedere essa avrebbe travisato le sue parole. Correva l’annus domini 2006 e si era in aprile.
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Bersani nel 1966 spalava il fango a Firenze, ma di Bertolaso nessuna notizia

Bersani angelo del fango nel 66 a Firenze,

Bertolaso invece coccolato dall’editoriale di Minzolini

di Iannozzi Giuseppe

1966: a Firenze ci fu l’alluvione. 44 anni fa il giovanissimo Pier Luigi Bersani è uno dei tanti volontari a spalare in mezzo al fango. I giovani idealisti di allora vennero poi ribattezzati “angeli del fango”.

Oggi 19 febbraio 2010, dopo l’attacco di Bertolaso, che nel corso di un’intervista apparsa sulla berlusconiana rivista Panorama sputa senza ritegno alcuno contro Bersani in questi termini, “se arriva un terremoto chi spala? Bersani?”, oggi, con signorile pacatezza, Bersani replica al capo della Protezione Civile: “A Bertolaso consiglierei un po’ più di umiltà, meno arroganza e di volare un po’ più basso, perché con me capita male: io a quindici anni spalavo a Firenze, non so lui cosa facesse”. E su Flickr mette online la foto che qualcuno gli scattò 44 anni fa. Un giovane, uno dei tanti volontari, in mezzo al fango e a tanti altri come lui, tutti volenterosi, tutti desiderosi di aiutare la gente, Firenze, con i fatti e non con le parole. Grazie a quei ragazzi che nel 1966 s’immersero nel fango, oggi Firenze ha ancora le sue opere d’arte e i suoi libri, che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre.
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Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

di Iannozzi Giuseppe

C’è la crisi, la gente soffre: la fame soprattutto, un miagolio ininterrotto che lo stomaco non può tacere. Ed allora Bigazzi ci informa – non che non lo si sapesse già – che la carne di gatto è buona da mangiare. Anzi di più, un piatto prelibato. Ma il povero Beppe Bigazzi non ha fatto i conti con le gattare, che si sono subito messe sul piede di guerra. Con la fame che oggi c’è non è infatti da escludere che scoppi la caccia al gatto: selvaggina prelibata, o sì! E non devi neanche fare la fila dal macellaio. I gatti randagi sono tanti, sparsi nelle città di tutta Italia: se uno proprio non ce la fa più, basta cacciarsi in un vicoletto e il gioco e bell’e fatto, il gatto nel sacco. Il problema non è tanto acchiappare il gatto per farne manicaretto in umido, piuttosto è la spellatura a richiedere una pazienza del diavolo. In ogni modo, Bigazzi ha affermato che “i gatti sono molto più buoni di tanti altri animali” e alla Prova del Cuoco, oggi condotta da Elisa Isoiardi, in onda su RaiUno ha fornito la ricetta per preparare “il gatto in umido”. A Radio Capital Bigazzi si difende con le unghie, proprio come un gatto messo alle corde: “Mi accusano di aver sottolineato la bontà della carne del gatto. Io ho detto altre cose, ho ricordato che negli anni Trenta e Quaranta ho mangiato la carne del gatto come tante altre persone. E’ una cosa che è accaduta tanti anni fa e non me ne vergogno. Sono cose che oggi non si possono capire. Negli anni ‘30 e ‘40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze. Nella puntata di giovedì grasso ho parlato di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio (il carnevale in dialetto) chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma è follia.” E conclude: “Io non mi pento mai di niente”.

Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha addirittura avanzato contro il cuoco e la trasmissione l’accusa di istigazione al maltrattamento di animali: ma Beppe Bigazzi non ha ordinato di mangiare gatti. Si è invece limitato a spiegare che era usanza negli anni ’30 e ’40 di mangiare anche la carne dei gatti, in quanto la povertà era tanta e la fame non la si poteva mettere a tacere con un brodino di niente. La leghista Francesca Martini rasenta l’assurdo difendendo i gatti ma non gli uomini, gli immigrati, i clandestini: “Quanto accaduto durante una trasmissione in onda su un canale televisivo del servizio pubblico è di una gravità assoluta. Mi riservo di intraprendere ogni azione del caso e scriverò all’Autorità Garante e al Direttore generale dell’Azienda affinché vengano presi provvedimenti severi di fronte a dichiarazioni non solo illecite ma anche lesive di una sensibilità, fortunatamente sempre crescente, dei cittadini nei confronti degli animali. I gatti sono animali d’affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell’ art.1 comma 1 recita: ‘Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente’. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. Ai responsabili di quanto accaduto potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall’art. 414 del Codice Penale, in quanto l’art. 544-bis dello stesso Codice Penale sancisce che ‘chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi’. La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tanto più in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.
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Ornella Muti sotto il bisturi. E’ meglio o peggio?

Ornella Muti sotto il bisturi.
E’ meglio o peggio?

di Iannozzi Giuseppe

Ornella Muti oggi è bionda. No, di più: biondissima e senza una ruga. Un lifting che le sarà costato un occhio della testa. Bisogna però dire che il chirurgo plastico ha fatto davvero un gran bel lavoro, d’altro canto aveva solo da sistemare qualche imperfezione dovuta all’età su una donna già molto bella di suo.

La bella attrice, classe 1955, si presenta come una trentenne davanti alle telecamere del Chiambretti Night. Impeccabile. Ma Ornella Muti impeccabile lo è sempre stata. Bellissima sempre. Il sogno impossibile di milioni di italiani e non sempre. Oggi che si è concessa un lifting, lei che è sempre stata bella, baciata dalla natura, non muove scandalo alcuno, tanto più che ammette d’esser ricorsa al bisturi: “Sono molte le donne che ricorrono ai ritocchini”.

In tutta franchezza, anche se non avesse fatto ricorso alla chirurgia plastica, noi Ornella Muti l’avremmo amata comunque. Forse di più.
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Il Nano Malefico Cattolico Fondamentalista pronto a far danni

Il Nano Malefico Cattolico
Fondamentalista pronto a far danni

di Iannozzi Giuseppe

Anche quest’anno il Nano Malefico promette di fare danni, grossi danni. Pur trovandosi nell’infelice condizione di arrivare a toccare a malapena una bassezza pari a un metro e cinquanta, il Nano Malefico, con o senza tacchi alti, con o senza trampoli, può ancora contare su qualche fedelissimo fondamentalista e fare così danni nel panorama editoriale italiano promuovendo mezze calzette, portaborse, gigolò di quart’ordine e veline brufolose.

Il Nano Malefico Cattolico Fondamentalista è purtroppo una realtà, come Berlusconi – per cui Esso lavora, magna e caga – e Veltroni. Nel corso degli anni questo Nano Cattolico Fondamentalista è riuscito a spacciare in rete, e non, nomi di improbabili imbrattacarte innalzandoli al Settimo Cielo. Per nostra fortuna, molti di questi imbrattacarte sono presto caduti per non rialzarsi mai più.
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Craxi in Senato diventa un santo. Il miracolo di Napolitano e Berlusconi

Craxi in Senato diventa un santo
Il miracolo di Napolitano e Berlusconi

a cura di Iannozzi Giuseppe

«Craxi era un uomo che sapeva decidere e con il suo governo, eccezionale già per la sua durata, dal 1983 al 1987, seppe restituire centralità e autorevolezza a Palazzo Chigi. Ruppe le gabbie del consociativismo. Il famoso decreto di S. Valentino del 14 febbraio 1984 aprì la via a una vera politica dei redditi. Gli anni trascorsi ci consentono un giudizio storico più sereno e obiettivo. A ciascuno di noi il compito di riflettere su Craxi e su una stagione drammatica. Per lui non ci furono sconti, ha pagato più di ogni altro colpe che erano dell’intero sistema politico dell’epoca. Fu una vittima sacrificale». Così il presidente del Senato Renato Schifani. Ma ce n’è ancora, purtroppo per noi: «Craxi per la sua cultura non concepiva la politica al di fuori dei partiti e, pur avendo più di ogni altro compreso le fragilità e la necessità di una riforma del sistema, ad esso rimase fino all’ultimo fedele… quel famoso intervento pronunciato da Craxi il 2 luglio 1992 alla Camera fu un forte richiamo alla responsabilità collettiva di tutti gli attori del sistema politico di allora di fronte alla crisi morale, istituzionale ed economica che toccava in quei giorni il suo momento più alto. Una crisi legata anche a fenomeni diffusi di corruzione della vita pubblica e che, come si vide negli anni seguenti, chiuse l’esperienza della “Repubblica dei partiti”, segnandone la fine. Una crisi che vide offerta, da un ceto politico intimorito ed esausto, come “vittima sacrificale”, la figura dello statista che qui oggi ricordiamo. E da qui l’aggressione (non solo morale), il processo, la condanna, la forte determinazione a trascorrere gli ultimi anni di vita all’estero e la morte che lo colse in terra straniera. Ritengo che gli anni trascorsi ci consentano di esprimere oggi quel giudizio storico più sereno e obiettivo che quei momenti drammatici ormai lontani non consentirono di dare.
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Il leghista Grimoldi invoca la censura sul diario di Anna Frank

Il leghista Grimoldi invoca la censura
sul diario di Anna Frank

di Iannozzi Giuseppe

Scandaloso il deputato leghista Paolo Grimoldi che vorrebbe cucire la bocca alle pagine de Il diario di Anna Frank. Ha presentato addirittura una interpellanza a Mariastella Gelmini, attuale ministro dell’istruzione che non gode di certo dell’appoggio di insegnanti, opinione pubblica e studenti.
Il leghista Grimoldi ha chiesto la censura de Il diario di Anna Frank, perché a suo giudizio il libro turberebbe gli studenti. Per il leghista “vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Il passo incriminato dal deputato del Carroccio è presente nella lettera datata 24 marzo 1944, alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi. Il leghista dice che “non è inerente al programma di storia che la classe sta trattando”.

Anna FrankClaudio Redaelli, dirigente vicario dell’istituto la Lina Mandelli di Usmate Velate (Monza-Brianza), ha così replicato: “Credo che il ministro dell’Istruzione abbia cose più importanti di cui occuparsi.” Redaelli ha anche evidenziato che “le pagine a cui si riferisce il deputato sono descrizioni in termini talmente ingenui, come logico attendersi da una dodicenne degli anni Quaranta, da non destare, soprattutto se mediata dall’intervento dell’insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in tivù vedono e sentono di peggio”.
Sindaco incredulo. E l’assessore all’Istruzione, Marilena Riva: “Commenterò solo dopo aver verificato con la scuola quanto accaduto. L’insegnante non doveva certo chiedere la nostra autorizzazione per la lettura del diario, che è un testo da anni in vendita e disponibile presso tutte le biblioteche per ragazzi. La docente avrà fatto di tutto per guidare i bambini nella lettura”.
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Morire oggi. Malasanità e impunibilità, scandalo italiano

Morire oggi. Malasanità e impunibilità
Scandalo italiano

di Iannozzi Giuseppe

Morire.

Si muore oggi, in maniera tragica. Assurda. Da un momento all’altro.

croce rossa

Si muore non ostante venga da più parti detto che il Sistema Sanitario italiano sia uno dei migliori al mondo. Ma il prezzo di questa supposta verità è che sempre più pazienti rendono l’anima a Dio proprio in quelle strutture sanitarie, che dovrebbero garantire al cittadino assistenza e cure. Reductio ad absurdum, più si va avanti e più facile è che si incorra in un grossolano errore di medici e paramedici. Non è difficile rendersi conto di questa tragica realtà: errori di valutazione da parte dei medici, ahinoi, sono all’ordine del giorno, errori che pare stiano diventando la regola. C’è da augurarsi che mai si debba ricorrere alle cure dei medici italiani, perché il serio rischio è di essere ospedalizzati per una banalità ed uscire poco dopo dall’ospedale in posizione orizzontale coperti soltanto da un triste lenzuolo bianco.
Si muore e si muore con una facilità che ha dell’assurdo.
Ci troviamo di fronte a strutture sanitarie che sì, forse sono all’avanguardia, ma dove il personale medico è ignorante: pur avendo i mezzi per curare od evidenziare una particolare patologia, per colpa della sua ignoranza – e della mancata formazione che lo Stato italiano avrebbe dovuto fornirgli -, non è in alcun modo capace di far fronte a situazioni di emergenza né a diagnosticare patologie e disturbi comuni. Gli errori di valutazione in cui incorrono medici e chirurghi dimostrano, senz’ombra di dubbio, che in Italia morire per colpa dell’ignoranza e dell’incapacità altrui è più che mai facile.
E’ un inutile vantarsi quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica che in Italia la sanità gode di mezzi diagnostici all’avanguardia quando questi non vengono utilizzati, ma abbandonati a sé in qualche dimenticata ala di ospedale. E’ bastardo business quello di acquistare strumenti diagnostici dalle multinazionali se poi questi nessuno è in grado di utilizzarli. I baroni della medicina, o sédicenti tali, se ne lavano le mani: il tempo che spendono nelle strutture sanitarie pubbliche è esiguo, non seguono i propri pazienti, li lasciano nelle mani di dottorini inesperti, probabilmente degli inetti la cui laurea è stata comprata.

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Heal the World

Il Mondo delle MerDaviglie, dove è vero tutto e il contrario di tutto

a cura di Maria Luisa Brandi

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Che mondo è questo? Mi domando. Come siamo ridotti, davvero, non capisco.

Questa società borderline dal valore aggiunto dove è vero tutto e il contrario di tutto. E’ marcia fino all’osso. Basta confrontare l’obeso occidentale con lo scheletrico orientale, per scorgere il disturbo bipolare che affligge l’umanità. L’icona del progresso regresso. Da una parte l’abbondanza, il superfluo, l’esubero, la tracotanza e dall’altra la denutrizione, il necessario, l’assenza, la privazione. Che poi la via è la stessa e porta comunque alla morte. Solo che il primo perisce scoppiando letteralmente di salute, il secondo decede per denutrizione. Una società veramente schizoide, dove però accade anche il contrario: si muore per anoressia, e non per mancanza di pane. Quel pane che, a farla breve e senza stare a salmodiare tutti i Pil, gli stat, etc, qualche tempo fa lo compravi con euro e adesso ce ne vogliono due. Non necessitiamo di luminari d’alta finanza -sommersi dalle loro cifre – i quali sbandierano arzigogolati grafici in percentuale. Lo vediamo nella vita di tutti i giorni che va tutto a rotoloni. Non bastano le immagini che abbiamo sotto gli occhi per capire che è un sistema marcio? Non basta vedere in quale fogna siamo finiti? Ci servono sentenze irrevocabilmente taroccate a spennellarci d’ipocrisia la facciata? A molti manca il pane e tanti lo buttano nel cesso. Per diventare come i biafrani. Disturbo evidente della personalità: il nero che cerca di scolorire, e il bianco che invece cerca d’abbronzare. Compromettendo ugualmente “la pelle”, artficialmente. Una società plastificata in cui non capisci più se hai di fronte un uomo o un bicipite. Un canotto gonfiato a tre atmosfere o un paio di labbra. Dove tutto è finto, fasullo. Perfino l’età è truccata. Molti individui sono ormai indefinibili, a vista. E’ sconvolgente. Di naturale non esiste più niente.

Ma è vero tutto, e il contrario di tutto. Continua..

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Giuseppe Genna e il non-futuro della narrativa italiana

Genna il creatore di banalità
Appunti critici su uno scrittore senza talento

di Iannozzi Giuseppe

Posso dire che Giuseppe Genna non ha una sola briciola della genialità visionaria di David Lynch. Mi sembra superfluo il dover sottolineare che non c’e niente di Michel Houellebecq né di Umberto Eco nella scrittura “popolare” di Genna, che è tutt’al più molto alla Emilio Salgari. Suvvia, siamo onesti: la scrittura di Genna è limitata a una pochezza di stereotipi bassamente popolari.

Giuseppe Genna è Hitler!Houellebecq è un anarcoide per metà fascista à la Céline e per l’altra metà un demolitore di idoli. Non c’è niente di più lontano come la scrittura devastante e perfetta di Houellebecq dalla lingua popolare di Genna, il quale si rifà a dei cliché narrativi vecchi e comprovati, quali appunto quelli di Salgari e per la narrativa più “di fantasia” a quelli di Jules Verne. Non che ci sia niente di male, però non siamo di fronte a della letteratura, né con la minuscola né con la L maiuscola. Di tanto in tanto nei suoi lavori più mainstream – che sono a mio avviso anche i peggio riusciti – tenta indarno di ascendere a una scrittura nera à la William S. Burroughs, ma con risultati che sono solo imitativi, opachi, e che della potenza lisergica di Burroughs non hanno altro che lo spettro della ridicolaggine. Genna non inventa, Genna si butta a corpo morto in un mare di stereotipi, li pesca – spesse volte più a caso che non per un atto di volontà – e li riadatta malamente alla sua scrittura. Come detto in altre occasioni, Genna il meglio l’ha dato con la narrativa di genere, proprio perché supportata da quei cliché, vecchi e risaputi, che sono in Salgari e Verne. Ma quando tenta come nell’“Anno Luce” o in “De Profundis” di arrivare all’oggettivizzazione letteraria (*), i cliché di cui è imbevuta la sua vena scrittoria lo sottomettono.
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Silvio, giù la maschera! Per il Times Berlusconi è un clown

Silvio, giù la maschera!
Per il Times Berlusconi è un clown

Dall’editoriale del Times, 1 giugno 2009: “La qualità del governo Berlusconi non è una questione privata”. E subito dopo il sottotitolo: “L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al parlamento europeo. Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria ‘privacy’, pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente. [...] Molti potrebbero dire che l’Italia non è l’America, che l’etica puritana degli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e che pochi italiani si scandalizzano davanti ai donnaioli. Ma questo è un ragionamento insensato e condiscendente. Gli italiani comprendono quanto gli americani cosa è accettabile e cosa non lo è.
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Noi, le sciacquette di Silvio

ragionlibera

Noi, le sciacquette di Silvio

di Maria Luisa Brandi

Sfogliare il Giornale vuol dire farsi del male. Fustigarsi. E’ meglio stare in ginocchio sui sassi.

Ma bisogna anche sapere cosa scrive la stampa di potere, no? Oggi ne ho lette di tutti i colori. Ma la più bella riguarda come sempre il Buffone Capellone. E’ incredibile come sappia cavalcare l‘onda mediatica.

Il Cavaliere Mascherato è come il Re Mida al contrario: tutto ciò che tocca diventa escremento. Ha una lingua biforcuta che adopera per difendersi vendendosi al miglior offerente, sfruttando ogni sua pagliacciata.
Il Times lo definisce un clown. Poco originale, ma calzante. Le sue buffonate ormai echeggiano nel Pianeta.

Non se ne può più. Continua..

Giulio Mozzi parla di Dio ma non con Dio: l’importanza di essere un cattolico fondamentalista

Giulio Mozzi parla di Dio ma non con Dio

a cura di Iannozzi Giuseppe

Il blog curato da Giulio Mozzi:  vibrisse bollettino

1. Accetta a occhi chiusi tutti gli insegnamenti della Santa Chiesa Cattolica?

No. Farei fatica ad accettarli tutti, visto quanto sono contraddittori. E non vedo perché dovrei accettare qualcosa ad occhi chiusi.

2. Accetta il Papa in veste di unico rappresentante di Dio in Terra?

No.
Nessuno – tantomeno la Chiesa – accetta il papa come “unico rappresentante di Dio in Terra”.

3. Chi è il suo unico Dio, e, perché?

Mi spiace, ma nessun dio è “mio”.

4. Crede nel Paradiso e nell’Inferno? Crede ancora nel Purgatorio (*) dopo che Joseph Ratzinger l’ha fatto scomparire di botto?

Del paradiso e dell’inferno la Bibbia parla assai poco. L’immaginario corrente in proposito (specie quello visivo) è sostanzialmente un’invenzione medievale. Se sull’esistenza di un luogo (o di una condizione) di premio e di un luogo o di una condizione di pena c’è un certo consenso fin dai tempi più antichi del cristianesimo, il purgatorio è qualcosa di assai più recente e più vago (vedi il bel libro di Jacques Le Goff, La nascita del purgatorio, Einaudi). Non mi risulta che Ratzinger abbia fatto “scomparire” il purgatorio. Immagino che tu ti confonda con il Limbo.

5. Crede in Gesù Cristo, nel Re dei Giudei, nel Salvatore, nel figlio di Dio? E: ha mai pensato a Cristo come a un semplice filosofo, al pari di Seneca e Platone ad esempio?

Credo che Gesù fosse uomo e dio. So che questo è contraddittorio, e che è inaccettabile. Quindi, quando parlo con altri che non condividano questa credenza, penso a Gesù come a un qualsiasi filosofo. L’analogia tra Gesù e Socrate, peraltro, è assai antica.
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Corrado Augias, saggista di nullo valore. Ennesimo libro inutile “Disputa su Dio e dintorni”

Corrado Augias, saggista di nullo valore

di Iannozzi Giuseppe

Scopriamo subito le carte: sulla Terra c’erano le condizioni ottimali perché venisse su la vita. Per dirla con un’espressione colorita e popolare, una gran botta di culo, proprio bella grossa. Fu così che la vita fece la sua comparsa sul nostro pianeta piuttosto che su un altro.
Leggevo tempo fa che nell’Universo ci sarebbero milioni di pianeti in grado di ospitare la vita, però di fatto la vita non c’è, per lo meno per quello che noi ne sappiamo. Su milioni di pianeti adatti a ospitare delle forme viventi, la Terra ha avuto il colpo di culo che reazioni chimiche ed elettriche dessero origine alla vita. Quella che per noi uomini è un miracolo, per la l’Eternità dell’Universo è meno d’una virgola persa nell’Infinito. Noi giudichiamo la vita con il nostro metro umano ed è giusto che così sia. Ma l’Universo no: ha il suo di metro. E’ da sottolineare poi che l’Universo non è insensato, come qualcuno potrebbe erroneamente pensare: sono gli uomini, nella loro piccolezza, ad essere talmente limitati da non riuscire a concepire concetti come Eternità ed Infinito. E forse, ai fini dell’esistenza, è bene che sia così, perché se l’umanità davvero riuscisse ad avere un’idea esatta dell’Eternità e dell’Infinito intrinseci all’Universo, allora la sua mente impazzirebbe nel tempo d’un batter d’ali di farfalla o anche meno.
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La Balivo mette alla porta la Clerici

La Balivo mette alla porta la Clerici

Retroscena di amori e rancori dello spettacolo


di Iannozzi Giuseppe

caterina-balivoCaterina Balivo: «Il mio sogno era diventare suora missionaria». Ma la faccia da suora non ce l’ha, da missionaria forse. La giovane conduttrice partenopea eletta Rivelazione dell’anno agli Oscar tv 2009, si confessa a Tv Sorrisi e canzoni: «A 13 anni cambiai idea e optai per il magistrato, mi guardavo intorno e sentivo che c’erano tante cose che non andavano: ero convinta che questo Paese avesse bisogno di più legalità. Invece adesso mi trovo a condurre uno show in prima serata in tv». “I sogni son desideri”, nuova versione del fortunato format “Il treno dei desideri”, per due stagioni condotto da Antonella Clerici, da aprile vedrà protagonista assoluta la Balivo. La Clerici ha perso tutto in Rai: è già tanto che qualcuno si ricorda ancora di lei. Ma a breve, di questo passo, della Clerici in tv non rimarrà nemmeno il ricordo. Caterina Balivo è giovane e bella, grintosa, spudorata: e la Rai ha bisogno di facce nuove se vuole alzare il suo risicato audience.
Molti pensano, con malignità forse giustificata, che la Balivo ha «soffiato» la conduzione del programma alla Clerici. Il mondo dello spettacolo è un covo di serpenti e la Clerici doveva aspettarselo che le avrebbero fatto la pelle alla prima occasione buona. L’occasione gli si è presentata e così Antonella Clerici si è trovata sbattuta fuori, con un contratto che in estate varrà meno di zero. Carriera e maternità non vanno d’accordo, non nel mondo dello spettacolo e soprattutto non in Rai. La Balivo spiega: «Antonella è diventata mamma ed essere genitori è il mestiere più bello e più difficile. Le auguro che la bimba, Maelle, sia solare come lei. Comunque, il mio show è diverso dal suo: altra squadra di autori, altri tipi di storie». La povera ricciolina bionda, Antonella Clerici replica rassegnata: «Era impossibile condurre due show che si sovrappongono, visto che dal 4 aprile tornerò in tv con “Ti lascio una canzone”. Ci sono esigenze di programmazione, ne prendo atto: cosa devo fare? Non sono rancorosa, è un programma fortissimo, e anche in questo caso lascio in eredità una trasmissione sana, che avrà il successo che merita. Certo mi dispiace non poterla condurre». Però la Clerici è troppo buona: non le è rimasto più niente in Rai. Chi si ricorderà di lei da qui a qualche mese? Nessuno. Le Del Noce’s Angels hanno oscurato per sempre la carineria materna della Clerici. Elisa Isoardi e Caterina Balivo l’hanno spogliata dei suoi programmi. Le rimane però la famiglia. Si spera per lei che una figlia e un marito le bastino.

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Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1 a Chiambretti night

Cicciolina rimprovera Sky su Italia 1
a Chiambretti night

di Iannozzi Giuseppe

cicciolina“Sky non mi ha interpellato. Io non sono morta e avrebbero almeno dovuto chiedermi di poter usare il mio nome. L’unica cosa che spero è che Sky diventi un po’ più matura, nel senso che capisca che dovrebbe trattare. A me la notizia del film è arrivata da Google e questo mi dispiace”. Cicciolina Ilona Staller, a Chiambretti Night, in onda su Italia 1, si è sfogata: nella miniserie dedicata a Moana, il personaggio Cicciolina sarà interpretato da Giorgia Wurth. Cicciolina nel suo piccolo di ex pornostar ha tirato fuori un po’ di veleno: perché? Per gli ascolti: la sfuriata di Ilona Staller ha fatto registrare un boom di ascolti, con il 15,71% di share e una media di 892 mila spettatori e un picco di un milione e 299 mila. La Staller da Chiambretti ha ricordato l’ultima volta che vide la pornodiva Moana Pozzi e ha anche detto la sua sul presunto mistero della morte della donna – che in molti vogliono credere viva chissà dove: “Avevamo una conoscente in comune che venne da me e mi disse che Moana era tornata dall’America. Sono uscita sul terrazzo e ho visto Moana malconcia, con braccia e cosce molto magre. Poi è partita per Lione dove è morta”.
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Staminali e fanatismo della Chiesa cattolica

Obama apre la strada
alla ricerca sulle staminali
L’Osservatore Romano
attacca il Presidente
e lo fa con presunzione
anti-etica e nazistoide

di Iannozzi Giuseppe

“Le scelte sulla ricerca scientifica devono essere basate sui fatti, non sull’ideologia. Da credente penso che sia necessario alleviare le sofferenze”. Durante una cerimonia alla Casa Bianca, il Presidente americano Barack Obama annuncia l’attesissima svolta sulle cellule staminali embrionali: cancellati dunque i divieti e i limiti imposti dall’amministrazione di George W. Bush. “L’America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire”: così Obama, che dà così modo alla scienza di alleviare le sofferenze dell’uomo. Una decisione storica quella di Obama: la ricerca sulle staminali permetterà in un prossimo futuro di curare malattie gravi (mortali), per cui oggi non c’è una cura.
L’ordine esecutivo dà ora 120 giorni al National Institute of Health (Nih, il cuore della ricerca scientifica americana) per mettere a punto le linee guida delle modalità con cui verranno distribuiti i finanziamenti federali: “La completa potenzialità della ricerca sulle cellule staminali resta sconosciuta, e non deve essere esagerata. Ma gli scienziati ritengono che queste piccole cellule possano avere il potenziale di aiutarci a capire, e possibilmente a curare, alcune delle più devastanti condizioni mediche e malattie”. Il Presidente Obama ha però sottolineato di non poter “promettere che troveremo i trattamenti e le cure che cerchiamo”; tuttavia ha garantito che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire la ricerca, agendo “in modo attivo, responsabile, e con l’urgenza necessaria per recuperare il tempo perduto”. Obama ha poi aggiunto che il governo americano sosterrà anche le “ricerche promettenti” sulle cellule staminali adulte. Ma anche un’altra promessa che è un secco “NO” alla clonazione umana, nel modo più assoluto: “Posso promettervi che non intraprenderemo mai alla leggera la ricerca scientifica, perché la sosterremo solo quando sia scientificamente valida e condotta responsabilmente. Per questo svilupperemo regole severe che rispetteremo scrupolosamente perché non tollereremo abusi. E ci accerteremo che il nostro governo non apra mai la porta all’uso della clonazione per la riproduzione umana. E’ pericoloso, profondamente sbagliato e non ha posto nella nostra società o in nessuna società”.
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Brokeback Mountain senza censure su RaiDue il 17 marzo

Brokeback Mountain in onda su RaiDue
senza censure ma ancora in seconda serata

di Iannozzi Giuseppe

brokeback-mountain Si era ancora nel 2008, precisamente l’8 dicembre 2008 RaiDue pensò di mandare in onda I segreti di Brokeback Mountain in seconda serata e con pesanti cesure,tanto da rendere il film-capolavoro irriconoscibile. RaiDue si arrampicò sugli specchi pur di non ammettere che si trattò di un vero e proprio atto di censura. Alla fine dovette promettere di mandare di nuovo in onda la pellicola, in maniera integrale. Sono passati tre mesi e arriva l’annuncio che il 17 marzo Brokeback Mountain verrà riproposto senza tagli. L’8 dicembre scorso il film, tagliato in tutte le scene di sesso e di baci tra i due cowboy, sollevò un’ampia protesta da parte non solo dei movimenti gay e di molti politici sensibili ai diritti civili, ma anche di quanti amano l’Arte e il grande Cinema. Il numero uno di RaiDue, Antonio Marano, definì la messa in onda della pellicola censurata un equivoco, promettendo un’adeguata riparazione. E alla fine arrivarono le sue scuse.
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Un milione di ragioni

regolamentoUn milione di ragioni

di Kristalia

In questi giorni mi è capitato di leggere diversi commenti sul compenso percepito da Bonolis, per la conduzione di Sanremo.

Premesso che a me non interessa difendere o attaccare il conduttore, riflettevo sulla ridondanza della notizia e sugli effetti che ha sull’opinione pubblica.

Il compenso di un milione di euro, per la conduzione di 5 serate.
Una bella cifra, non c’è che dire! Ma, si deve considerare che la somma è stata erogata non solo al conduttore, ma anche al direttore artistico della manifestazione, nella persona dello stesso Bonolis. Questo significa che il suo lavoro non si è limitato alle 5 serate, ma è iniziato quasi un anno prima. Ha comportato la direzione dei lavori,  i contatti con gli ospiti, eventuali operazioni strategiche, e, di conseguenza, la trattativa di spazi pubblicitari, che,  infine, sono l’elemento che interessa di più al Cda Rai.

Trattasi quindi di politiche aziendali.  Quanti introiti ha realizzato la Rai a fronte del costo sostenuto?
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Vince Marco Carta la 59ma edizione del Festival ma sotto la protezione di Maria De Filippi

Maria De Filippi vince la 59ma edizione del festival di Sanremo

di Iannozzi Giuseppe

cartaMaria De Filippi, per Tv Sorrisi e Canzoni in edicola domani: “Marco Carta ha vinto il Festival e la mia felicità si moltiplica perché ero presente sul palco dell’Ariston proprio nella serata della sua incoronazione. E mi arrabbio se qualcuno vuole vedere una strana coincidenza perché non si può rovinare né avvilire il sogno di un ragazzino che si è sorprendemente, e per me meritatamente, avverato”.

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Patty Pravo mostra il seno e Radio Vaticano la promuove

Albano Carrisi squalificato e Iva Zanicchi attacca Benigni
Ma Patty Pravo mostra le tette in prima serata su RaiUno

di Iannozzi Giuseppe

Albano Carrisi non ce l’ha fatta. Il festival di Sanremo dovrà privarsi dei suoi gargarismi in prima serata. Nei giorni precedenti al festival aveva fatto considerazioni piuttosto pesanti sugli omosessuali asserendo che l’omosessualità è una malattia. Il 65enne Albano ha attirato subito su di sé pesanti e doverose critiche: forse l’artista non sa che in natura l’omosessualità è anche fra alcuni primati e non solo; e forse non sospetta neanche che i tanto pacifici delfini (almeno all’apparenza) non disdegnano lo stupro pur di possedere una femmina. Anche lui può sperare nel ripescaggio di giovedì. Nell’intanto va a tenere compagnia a Iva Zanicchi, a Tricarico e agli Afterhours di Manuel Agnelli. Fuori anche Nicky Nicolai in coppia con Stefano Di Battista e Sal Da Vinci.
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Isabella Ferarri ha fatto sesso con Moretti mentre si giravano le scene di Caos Calmo!

Isabella Ferarri ha fatto sesso con Moretti mentre si giravano le scene di Caos Calmo!

a cura di Iannozzi Giuseppe

Isabella Ferrari rivela al settimanale Gioia d’aver fatto sesso sul set del film Caos calmo tratto dal romanzo di Sandro Veronesi. Il film, con un Nanni Moretti che non è sé stesso, in un ruolo che non gli compete, ha lasciato spazio a Isabella Ferrari per le presunte scene di sesso bollente. In realtà il sesso che Isabella Ferrari ha portato sul grande schermo è molto banale stando agli standard a cui ci hanno abituato le fiction hollywoodiane: se per l’Italia vedere una attrice che si fa palpeggiare per arrivare infine al sodo, con la bocca fin sulla patta del partner e aprirgli così la zip, può sembrare una scena hard, nelle fiction made in USA siamo invece di fronte all’ennesimo quadretto visto e rivisto.

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Sanremo indietro tutta grazie a Bonolis, Povia e Benigni

Sanremo indietro tutta
grazie a Bonolis, Povia e Benigni

di Iannozzi Giuseppe

Bonolis criticato per il compenso, polemiche dal mondo gay contro la canzone discriminatoria di Povia, Benigni che si squalifica da sé (in Rai riprendono il pallottoliere in mano e capiscono che cedere i diritti home video delle apparizioni tv, in cambio della sua partecipazione a Sanremo, non è un affare della madonna). Questa la 59ma edizione del festival di Sanremo che promette d’essere l’ultima. Il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce parla chiaro, più o meno: “Parliamoci chiaro o arriveranno i risultati quest’anno o dovremo ufficializzare la crisi di questo evento”. Del Noce, a proposito dei compensi, se ne esce fuori con un “in linea con quelli dello scorso anno. Perché nessuno protesta per quelli dei calciatori?”.
Con un esposto urgente, inviato alle Procure della Repubblica di Sanremo e di Roma e alla Corte dei Conti, il Codacons ha chiesto il sequestro dei contratti stipulati dalla Rai con Paolo Bonolis e con Roberto Benigni. “Il milione di euro percepito da Bonolis per la conduzione e la direzione artistica della kermesse è ormai assodato. Ciò che non è chiaro, invece, è il compenso riconosciuto dalla Rai a Roberto Benigni. Pur di averlo sul palco dell’Ariston la Rai, secondo le indiscrezioni, avrebbe ceduto i diritti delle partecipazioni del comico sulla tv di Stato da sfruttare per l’home video. Diritti valutati in 350 mila euro, ma che per alcuni potrebbero arrivare addirittura a 2 milioni di euro”, così il Codacons. Secondo un calcolo approssimativo l’ammontare totale dei diritti ceduti arriverebbe a 2.200.000 euro, spicciolo più spicciolo meno.
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Violante Placido è una Moana Pozzi acqua e sapone

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Violante Placido improbabile Moana Pozzi
Ma il ruolo è ormai suo

di Iannozzi Giuseppe

Violante Placido interpreterà Moana Pozzi. E’ deciso, non si torna più indietro. Le riprese di Moana, la fiction di Sky prodotta da Polivideo, interpretata da Violante Placido, avranno inizio nel mense di aprile. Sul piccolo schermo, con la faccia di Violante Placido, rivivrà la pornostar Moana Pozzi, una donna che per molti è un idolo, una icona morta a soli 33 anni per un tumore al fegato. Ma il mistero sulla sua morte è ancora fitto e alimentato dalla leggenda che vorrebbe la pornostar viva chissà dove. Ufficialmente Moana Pozzi è morta a 33 anni a Lione.
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