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Depenalizzazione universale dell’omosessualità, ma il Vaticano non ci sta

Depenalizzazione universale dell’omosessualità
Ma il Vaticano non ci sta

a cura di Giuseppe Iannozzi

L’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, boccia il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea all’Onu per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. «Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale», spiega in maniera tutta sua il vescovo nel corso d’un’intervista rilasciata all’agenzia stampa francese I.Media. «Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un`altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso
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Crozza invita a Crozza Italia Live Berlusconi per una sfida all’ultima battuta (comica)!

Crozza invita a Crozza Italia Live Berlusconi
per una sfida all’ultima battuta (comica)!

di Giuseppe Iannozzi

Silvio Berlusconi si rivolge ai “suoi” ministri al governo e l’esplicito invito è quello di non partecipare a trasmissioni televisive dove manca il contraddittorio. L’invito viene portato, secondo alcune indiscrezioni, nel corso del Consiglio dei Ministri: non ci si può sbagliare, il Premier ce l’ha su con Maurizio Crozza. L’accusa che gli muove contro è quella di mettere in difficoltà gli ospiti con domande che lui, Crozza, ha avuto il tempo di preparare nel corso di una settimana, mentre così no chi dovrebbe rispondergli - in genere nel giro di pochi secondi. Crozza subito porta la sua replica all’attenzione del Premier: “Ringrazio il presidente del Consiglio che, nonostante tutte le cose importanti che ha da fare, trova sempre un minuto per me, è davvero carino. In ogni caso non voglio sfuggire al dibattito, riconosco che è vero: io preparo le domande con anticipo e un povero ministro deve rispondere al volo. Gli verremo incontro: domenica prossima, in diretta farò qualche domanda a Berlusconi, e lui avrà una settimana per pensare alle risposte. Lo aspettiamo dunque in diretta la domenica successiva, 7 dicembre, ultima puntata di Crozza Italia Live. Venga, Presidente!».
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Carol Alt nuda per Playboy a 47 anni

Carol Alt nuda per Playboy a 47 anni

Hugh Hefner, il patron di Playboy, è dell’avviso che la bellezza non abbia età. Però oramai sui giornali sono sempre di più le donne che si spogliano e che sono già ben più che stagionate. Questa volta tocca a Carol Alt: 47 anni, un fisico che fa ancora la sua bella figura, ma che è inevitabilmente quello d’una signora matura.

In gioventù Carol Alt rifiutò di spogliari, oggi che giovane non lo è più ha cambiato idea. Con un po’ di malizia si potrebbe pensare che cerca di farsi pubblicità con il corpo, tentando così un rilancio della sua carriera.
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Il reggiseno per gli uomini è finalmente una realtà da indossare!

Il reggiseno per gli uomini
è finalmente una realtà da indossare!

Dal Giappone la nuova epica frontiera della lingerie

di Giuseppe Iannozzi

Quand’ero un povero pubescente segaiolo pensavo sempre alle poppe delle donne. La sola idea della ghiandola mammaria mi faceva impazzire l’anima e la mente. Ammetto che oggi non sono cambiato poi tanto rispetto a ieri, però il petto degli uomini, sarò sincero, non mi stimola, e né mi fa sprizzare felicità da tutti pori sapere che sono in vendita i reggiseni per uomini. No, non sono impazzito. In Giappone però qualcuno sì, e la moda del reggiseno maschile si potrebbe allargare anche in Europa, secondo diverse taglie! Giacché la crisi economica ha lambito anche le coste nipponiche, i giapponesi si saranno detti: “Perché non provarci? In fondo i pettorali, per chi ce li ha, non sono poi tanto diversi da un bel paio di tette!” Ed ecco così che un’azienda di lingerie giapponese sta facendo i soldi vendendo reggiseni a tutti quei maschi che amano travestirsi. Non è strano, non per loro comunque, e l’articolo va.
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Cristofobia? La Spagna di Zapatero promuove il recupero della Memoria e un più sano e giusto stato laico

Cristofobia?
La Spagna di Zapatero
promuove
il recupero della Memoria
e un più sano
e giusto stato laico

di Giuseppe Iannozzi

La Chiesa cattolica attacca il governo socialista di José Luis Rodríguez Zapatero: “A volte è necessario saper dimenticare. Dimenticare la Guerra Civile, dimenticare la dittatura, per evitare di dar adito a scontri che potrebbero finire per essere violenti”. Così il cardinale Antonio Maria Rouco Varela. Il cardinale vede sol più rosso dopo che è stata promossa la legge sulla Memoria Storica, il cui scopo precipuo è quello di restituire dignità alle vittime del franchismo. Maria Rouco davanti all’assemblea plenaria dei vescovi tuona l’inferno intero contro il socialismo di Zapatero, non dimenticando che pochi giorni or sono un giudice di Valladolid ha dato ordine di rimuovere tutti i crocifissi dalle pareti di una scuola. Il cardinale primate di Spagna, Antonio Carizares, parla di “cristofobia” e di “società malata”. La Chiesa cattolica spagnola non ama Zapatero, ama soltanto l’iconoclastia.
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Sexpolitik 2009 il calendario delle studentesse pro Gelmini

Sexpolitik 2009 il calendario delle studentesse pro Gelmini

di Giuseppe Iannozzi

Dodici studentesse (universitarie dai 19 ai 33 anni) si spogliano per la Gelmini, o meglio per sostenere la riforma Gelmini. Chissà come mai a destra, in politica, ci si debba sempre spogliare, a dispetto della Chiesa che condanna il nudo femminile, l’esibizionismo, la mercificazione del corpo umano, ecc. ecc. Sia come sia, dodici figliole - non troppo belle a ben vedere - per dimostrare che loro sono proprio anima e corpo con il decreto della Gelmini si mettono a nudo: il risultato è un calendario, che senz’ombra di dubbio è il più trash degli ultimi anni. Le ragazze non sono granché e lo scopo e tutt’altro che nobile. Sexpolitik 2009 il calendario delle studentesse pro Gelmini è proprio brutto, un pezzo da collezione per gli amanti del trash estremo.

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Gomorra, il presepe e gli eroi di Stefania Nardini - dal Corriere nazionale

Gomorra, il presepe e gli eroi

di Stefania Nardini - Fonte: Corriere nazionale

Forse con la faccia di Saviano ci faranno le statuette per il presepe, come ha detto qualcuno ironizzando. E magari sarà vero. Perché il bisogno di avere un eroe non è soltanto degli artigiani di S. Biagio dei Librai. Anzi tra i pastorari napoletani e la platea nazionale c’è una differenza: per i primi è una consuetudine piazzare sul presepe un personaggio popolare, mentre la platea ne ha un bisogno fisico, come una medicina che serve a metabolizzare colpe, errori, responsabilità. Conosco l’area di cui Saviano parla. La conosco da cronista. E ne ho un ricordo più che nitido.
Saviano era ragazzino quando da quelle parti c’era il mercato degli schiavi, cioè dei braccianti neri usati per la raccolta dei pomodori, quando la Domiziana era zona di accoltellamenti, puttane, droga.
E Sandokan, il mitico Francesco Schiavone, ex killer, non si faceva tanti scrupoli a minacciare i cronisti che da quelle parti non avevano e non hanno vita facile.
Saviano era ragazzino ed in prima persona ha vissuto l’escalation della criminalità in una terra dove si ammazza per poco e niente, dove tutto è illegale, dove chi parla rischia la pelle.
Perché laggiù nulla è cambiato, anzi la mattanza continua colpendo anche poveri cristi che nulla hanno a che fare con il branco di cocainomani al servizio delle famiglie.
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La Canalis presa per i capelli dall’ex senatrice Procaccioni E Berlusconi querelerà Di Pietro!

La Canalis presa per i capelli
dall’ex senatrice Procaccioni
E Berlusconi querelerà Di Pietro!

di Giuseppe Iannozzi

L’ex senatrice Maria Burani Procaccini (Pdl) ha tempo da perdere e così prende per i capelli la Canalis che imita, all’interno del programma Artù, Michelle Hunziker. L’ex senatrice definisce Elisabetta Canalis «stupida» e «volgare», tanto da arrivare al punto di chiedere l’intervento di Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, con l’evidente scopo di far sanzionare la Canalis e la Rai. «Le persone coinvolte mi interessano poco. Non condivido il messaggio: sono delle scorrettezze che non giovano a nessuno, specie ai giovani. Ora voglio esagerare, ma se bisogna ridere di una persona che calpesta un senzatetto, poi non dobbiamo stupirci se nella realtà si arrivi a dargli fuoco. Non tutti quelli che assistono a un simile messaggio sono in grado di riderne semplicemente, ammesso poi che faccia ridere. Non invoco una tv didattica, ma dico no alla televisione che fa scuola di maleducazione. Poi è anche una questione estetica, di buongusto. Un pochino di autocensura in più non guasterebbe… la comunicazione in video ha un ruolo determinante nella nostra società. Per molte persone l’educazione viene indotta proprio dalla tv. Non stiamo parlando di un valoretto». Ed ancora: «Sarà utile farle apprendere qualche principio elementare di educazione civica che né Vieri né Reginaldo avrebbero potuto insegnarle».
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Eluana Englaro: chi rimuoverà il sondino? e in quale struttura?

Eluana Englaro:
chi rimuoverà il sondino?
e in quale struttura?

di Giuseppe Iannozzi

Da profano qual sono, io penso che Eluana non sia più una entità viva da un lungo lunghissimo pezzo, ovvero da quando è iniziato (e mai terminato) il suo coma profondo, coma che oramai dura da ben 17 e più anni. In tutto questo tempo, mi sembra non ci siano state reazioni cerebrali significative che facessero pensare che Eluana incorporasse ancora in sé un seppur minimo anelito di vita.
E’ brutto da dire, ma sostanzialmente oggi Eluana Englaro è una macchina il cui cervello è morto (e cioè privo di significative reazioni chimiche ed elettriche che danno all’individuo la coscienza di sé e quindi la vita). Non c’è coscienza in lei, c’è invece un corpo che si mantiene integro perché alimentato e idratato. Null’altro. E’ anche vero che in rarissimi casi si è avuto il risveglio di malati caduti in coma profondo, anche dopo venticinque anni; e che se fosse stata staccata loro la spina, non avrebbero più avuto alcuna speranza di risvegliarsi. Mi chiedo però che vita potrebbe mai essere quella di un soggetto che si risvegli dopo decenni e decenni, anche se l’eventualità è molto più che remota. Però è già accaduto. Tuttavia non credo sia il caso di Eluana: qualche giorno or sono è andata incontro a una emorragia di una certa importanza, segno inequivocabile che anche il corpo, oramai scevro di coscienza, è oltremodo stanco (consumato). Continuare ad alimentare il corpo di Eluana, e non Eluana, si badi bene alla netta differenza, non ha niente di umano in una accezione laica e non ce l’ha in una meramente cristiana. La sentenza avrebbe dovuto avere il coraggio di pronunciarsi per “la dolce morte”, per l’eutanasia; si è invece pronunciata dando luogo a una vigliaccata, con un “non alimentare e dissetare più Eluana”, o meglio, il corpo che un tempo fu dotato di coscienza intellettiva e che era Eluana.
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Magdi Allam: adottiamo Eluana

Magdi Allam: adottiamo Eluana
Ferruccio Saro: rispettiamo la famiglia

AVVERTENZA: Riporto questo testo di Magdi Cristiano Allam, per puro diritto d’informazione, ma sia chiaro a tutti che non intendo in alcun modo sostenere né l’appello di Allam né le sue idee in merito al caso di Eluana Englaro.
Il testo qui riportato ha la sola funzione di informare i lettori.
Il sottoscritto Giuseppe Iannozzi si disgiunge in maniera netta e forte da quanto espresso da Allam.

g.i.

Magdi Cristiano Allam, lo scrittore e giornalista islamico convertito al cristianesimo, lancia dalle pagine del suo sito un appello per l’adozione a distanza di Eluana Englaro: “Non è attaccata a nessun tipo di macchinario che ne favorisca la respirazione, non assume alcun farmaco, l’unico elemento esterno che le consente di vivere è il sondino che scende in fondo al suo stomaco e la nutre”.

Magdi Allam entra nella polemica di questi giorni con un appello provocatorio nei confronti del mondo cattolico, chiamandolo alla mobilitazione. Che cosa ne pensate? Ha ragione a chiedere un intervento, oppure ha ragione il senatore Ferruccio Saro, del PDL: che dice: “Invoco un po’ di privacy per la famiglia Englaro”.

Saro è amico del padre di Eluana, Beppino. “Gli sono stato vicino e gli sono personalmente vicino in questo momento tragico e delicato per qualsiasi genitore e per qualsiasi familiare”, aggiunge Saro che condanna “gli eccessi dei toni e delle forme che stanno caratterizzando questa vicenda, che coinvolge esclusivamente la sfera privata”. Saro si dice “profondamente convinto che trasformare questo caso in un’arma con cui battagliare politicamente, come di fatto si continua a fare, sia un errore tragico, che va a scapito della famiglia e a scapito di un dibattito serio e approfondito che non può e non deve partire da un singolo caso”.
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Democrazia e gerontocrazia, di Renzo Montagnoli

Democrazia e gerontocrazia

di Renzo Montagnoli

Il risultato elettorale americano è oggetto di articoli ovunque e quindi non intendo aggiungere qualche cosa di mio o fare previsioni. Mi limito solo a consigliare di attendere un po’ di tempo prima di esprimere giudizi su Obama, che trova una nazione piena di debiti, in crisi economica e finanziaria, e con una credibilità internazionale ridotta ormai all’osso. Il suo è un compito arduo e l’importante è che possa essere lasciato lavorare.

Quello che invece mi preme evidenziare sono tre punti fondamentali, che differenziano in modo marcato la democrazia americana da quella italiana.
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Perché non sono cattolico

Perché non sono cattolico

di Giuseppe Iannozzi

I. Se anche i fedeli più accesi - o fondamentalisti che dir si voglia - hanno cominciato a non seguire quelle che sono delle imposizioni di chiaro stampo medioevale, dovrebbe essere a tutti evidente che l’indottrinamento voluto da Joseph Ratzinger è cattivo ab imis per il benessere della società tutta e di conseguenza per l’individuo. Nonostante le critiche e i reiterati rimproveri ricevuti dalla società, Papa Ratzinger si ostina in favore d’un cattolicesimo (di stampo) integralista vecchio di mezzo secolo e non si pone interrogativi sul suo operato; continua a puntare l’indice contro la contraccezione e dimostra di non essere poi tanto dissimile da quei vecchi inquisitori che condannarono e appicciarono roghi.
La Chiesa cattolica è vecchia, vecchia nelle idee e con Joseph Ratzinger è già ben avviata a diventare un organo d’intolleranza trucemente razzista. La Chiesa di Ratzinger non predica l’amore, predica invece l’intolleranza: non accetta i Pacs, discrimina i gay, si fa portavoce di roghi in piazza – come per “Il codice da Vinci” di Dan Brown -, e in maniera più che mai subdola vorrebbe dettare le sue regole alla scienza e al progresso scientifico intrufolandosi negli atenei e non solo.

II. Alcune controversie e critiche su Benedetto XVI sono, ahinoi, diventate storia moderna nel giro di poco tempo, così come testimonia la voce dedicata a Ratzinger su Wikipedia l’enciclopedia libera. Riporto integralmente:

>>> Alcune pubblicazioni sono critiche circa la veridicità delle affermazioni di Ratzinger sul proprio rapporto con il nazismo. Nel libro di autori anonimi, chiamati “Discepoli di verità” Senza misericordia della Kaos edizioni, viene enfatizzata l’ammirazione del giovane Ratzinger per il cardinale Michael von Faulhaber, che nel libro viene accusato di avere avuto posizioni filo-naziste e antisemite, sebbene sia stato un autore dell’enciclica di condanna del nazismo Mit brennender Sorge e definito dai nazisti come Judenkardinal (il «cardinale ebreo»).
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Riservata personale

Riservata Personale

Caro Babbo Natale,

sono anni che non ti scrivo e forse ho perso la manualità e lo stile idoneo a formulare la mia richiesta. Così ti scriverò in modo diretto per scongiurare fraintendimenti.

E ti scrivo con largo anticipo per darti tutto il tempo che ti occorre a cercare l’oggetto della mia bizzarra richiesta, ma, con l’aiuto di persone di buona volontà e indagando qua e là, potresti infine procurarmi il regalo che sto per domandarti.

Si tratta di risposte, semplicemente la soluzione ad un rebus.

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La Carfagna è magra, magra, magra e Berlusconi è preoccupato, però minaccia gli studenti con la polizia nel nome della Gelmini

La Carfagna è magra, magra, magra e Berlusconi è preoccupato
Però minaccia gli studenti con la polizia nel nome della Gelmini

di Giuseppe Iannozzi

Povera, povera, povera Mara Carfagna! Sono preoccupato per lei. Molto preoccupato. Preoccupatissimo. La notte non chiudo occhio, penso sempre e solo a lei, al suo pallore, alla sua magrezza. Dov’è finita la Carfagna di appena un anno fa, bene in carne, sul calendario di Maxim il meglio per l’uomo? Non c’è più. Al suo posto c’è una ministra sempre più magra, così tanto magra che persino il nostro amatissimo Premier Silvio Berlusconi è preoccupato, al punto da consigliarle una visita medica speciale, nel senso che le presterà il suo medico personale e la parcella la pagherà lui il Premier. Ho le lacrime agl’occhi tanta è l’emozione: poche volte m’accade d’essere commosso, ma questa volta ho aperto le cataratte.
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A Saviano lo vogliono ammazzare

A Saviano lo vogliono ammazzare

riflessioni di Giuseppe Iannozzi

Gomorra col tempo avrà lo stesso destino del Codice Da Vinci di Dan Brown, ma solo se il libro di Saviano sarà molto ma molto fortunato, cosa che non credo affatto. Ma non si sa mai.

Il libro di Saviano, Gomorra, come già ripetuto sino alla noia, è una minestrina riscaldata, e mi stupisce che la Camorra se la sia presa tanto. Mi stupisce sul serio. Non mi stupisce che se la siano presa invece con Saviano, perché per colpa o destino, ha finito con l’essere su tutti i mass-media e questo posso capirlo: alla Camorra dà fastidio che si parli di Saviano. Non sono dunque i contenuti di Gomorra a dar fastidio, bensì l’autore.

Il punto è che la Camorra ce l’ha con Saviano e non tanto con il libro, che sarebbe passato inosservato a tutti non fosse stato che l’ha pubblicato Mondadori. Ma vuoi che la Camorra s’incazzi con la Mondadori che è di Berlusconi? No, troppo difficile. C’è però Saviano e con lui se la prende. Ed è in tal senso che la mia solidarietà c’è verso Roberto Saviano, perché nessuno, e ripeto nessun cittadino, dovrebbe mai essere minacciato di morte.

Il solo nome Mondadori è di per sé una dichiarazione di “potere editoriale”, anche se le copie sono 5000 all’inizio. Per gli esordienti un editore quand’è in vena di esagerazioni arriva a 2000 copie. A Gomorra bastarono e avanzarono come trampolino di lancio 5000 copie sotto l’egida di Mondadori/Berlusconi.

Paolo Giordano non era uno sconosciuto, non in Mondadori; né lo era Roberto Saviano, che aveva ed ha dietro Nazione Indiana e chi ruota intorno ad essa… cioè un sacco di nomi e di giornalisti più o meno affermati e potenti. Per farla breve, è la solita vecchia storia: con certi editori pubblichi solo per conoscenze, perché c’hai l’aggancio, e mai per quella cosa caduta ahinoi in disuso che è la meritocrazia, altrimenti Wu Ming 5 e altri tipetti così non dovrebbero passare manco per il buco della serratura d’un editore.
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La Carfagna a Matrix miagola nella parte della vittima

La Carfagna a Matrix miagola
nella parte della vittima
Mentana accomodante è meno d’una comparsa

di Giuseppe Iannozzi

«Anche la televisione italiana è maschilista. Ho lavorato in programmi in cui non mi hanno fatto parlare per un anno». A parlare è il Ministro Carfagna: «Sono sopravvissuta perché ho le spalle larghe e sono più forte di quanto non immaginassero. C’è un tempo per tacere e uno per parlare». Ed ancora: «Quando è esplosa una polemica fatta di illazioni e insinuazioni, talune volgari, se avessi risposto quel che volevo avrei dovuto aprire una rissa. E la rissa genera violenza. [...] Sono stata vittima di questo, perché sono una donna, una giovane. Ho provato ad immaginare le ragioni di questo equivoco: il maschilismo imperante di questo Paese. E la presunzione di ignoranza per cui di un uomo che fa politica si pensa comunque che sia bravo e preparato, e di una donna che fa politica, invece, che sia stata fortunata o abile nel farsi sostenere da qualcuno». E riferendosi a Berlusconi: «Ama fare battute galanti e spesso atteggiamenti che sembrano sopra le righe sono frutto della sua ingenuità».
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L’arte di sedurre

Strategie e implicazioni.

Con questa intervista un po’ datata, a Franco Trentalance, ho scoperto un pornodivo di cui non avevo mai sentito parlare, eppure, sembra sia un personaggio destinato a diventare famoso.  Vero è che io non sono una cultrice del genere e che, di conseguenza, devo accettare il fatto di non conoscere gli attori, ma prendere atto, altresì, che questo non turba la mia quotidianità.

Dunque, il pornodivo ci parla delle sue strategie di seduzione.

Ne traggo alcune considerazioni, ma prima mi pongo due domande:

le strategie di seduzione sono un efficace strumento di conquista?

E cosa si intende per tecniche di seduzione?

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Su La7 torna Lilli Gruber ma non Otto e mezzo

Su La7 torna Lilli Gruber
ma non Otto e mezzo

Torna Lilli Gruber ma non torna “Otto e mezzo”.
Su La7 il programma, ora condotto dalla Gruber al posto di Giuliano Ferrara, rischia di rivelarsi uno dei più mastodontici flop dell’appena inaugurata stagione televisiva.

Dopo aver lasciato il Tg1, la Gruber aveva raccolto al Parlamento europeo una marea di voti: ma il suo mandato sta per scadere e così la Gruber ha pensato bene di tornare a fare televisione.

Con il politichese-sindacalese in bocca, la Gruber sbarca su La7, ma non buca lo schermo.

Giuliano Ferrara
sapeva essere irritante, al limite della provocazione fine a sé stessa, e proprio per questo “Otto e mezzo” era trasmissione che arrivava ai telespettatori d’ogni razza e padrone: con Ferrara “Otto e mezzo” prima che informazione era uno spettacolo low down trash, ovvero una marea di chiacchiere di quart’ordine; e funzionava. Oggi con la Gruber più doll che mezzobusto, freddissima e attillatissima, aristocratica-spartana non poco buffa e imbarazzante con la  puzza sotto il naso che male recita la parte della sindacalista, non riesce a staccare neanche un sorriso d’amarezza a chi la guarda attraverso lo schermo.

Compagno di sventura della Gruber è Federico Guiglia.

La nuova stagione di “Otto e mezzo” merita una piena insufficienza, un bel 2 per contenuti e condotta.

Giuseppe Iannozzi

The Pussycat Dolls

The Pussycat Dolls
Musica per gli occhi

di Giuseppe Iannozzi

L’apparenza è tutto e le Pussycat Dolls
ci piacciono proprio perché dimostrano senz’ombra
di dubbio che l’arte è soprattutto una questione di culo:
poco o nulla importa che non sappiano tirare su una nota buona
e che solo Nicole sappia arrangiarsi un po’ con l’ugola.

Sono delle bambole perfette in ogni fisico dettaglio,
di che altro c’è bisogno in una band tutta al femminile?
Non ci bastano forse i loro culetti rotondi e perfetti?

A volte sappiamo essere davvero crudeli,
solamente buoni a disprezzare quella generosità
che il buon Dio ci ha messo proprio sotto gli occhi
per il nostro piacere terreno.

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Raffaella Fico mette all’asta la sua verginità per un milione di euro

Raffaella Fico mette all’asta
la sua verginità per un milione di euro
E a Roma il primo cliente è stato multato
per aver contrattato una prestazione con un trans

di Giuseppe Iannozzi

Raffaella Fico mette all’asta - ma sarebbe meglio dire che vende - la sua presunta verginità.
Dopo questo annuncio shock credo sia ovvio che la crisi c’è e che ha investito tutti i settori, compreso quello dello spettacolo. Così mentre grazie all’onorevole ministro Maria Rosaria Carfagna e alla lunga mano della provvidenza fascista del primo cittadino di Roma Gianni Alemanno, un povero meccanico di 23 anni si becca la prima multa di 200 € per aver tentato d’andare a puttane, Raffaella Fico, concorrente del Grande Fratello 8, ci mette tutti in ginocchio vendendo la sua verginità! Il povero 23enne, che era un acceso sostenitore di Alemanno, dopo esser stato multato ha dichiarato: “Questo provvedimento può essere utile ma di sicuro non lo rivoterò”. E’ dunque giusto presumere che il 23enne non acquisterà la verginità di Raffaella Fico, poiché già salassato dall’ordinanza di Alemanno. Il meccanico è stato bloccato nel pomeriggio di martedì dai vigili urbani dell’VIII Gruppo, guidato dal comandante Antonio Di Maggio, mentre contrattava una prestazione con un transessuale brasiliano in via Longoni, nell’estrema periferia est di Roma, vicino alla via Prenestin. Era di ritorno dal lavoro. “Non sapevo nulla di questa ordinanza. La mia è una trasgressione innocua. Mi sono alzato questa mattina alle 6 per andare a lavorare ed ora, stavo tornando a casa e sono passato di qua: se ci stanno queste uno ci va”.
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