Ci sono stati dei disordini, Luigi Milani, eBook gratis su Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ci sono stati dei disordini
di Luigi Milani
“Non so perché abbia acceso la luce, quella mattina all’alba.”
Un racconto drammatico ambientato nei giorni convulsi del G8 di Genova del 2001. La vicenda di un fotoreporter scomparso durante quei terribili eventi.
Una storia immaginaria, ma descritta con approccio molto realistico.
Clicca qui e scarica gratis “Ci sono stati dei disordini” di Luigi Milani
Editore: Lulu Press
Copyright: © 2008 LM Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0
Lingua: Italian
Paese: Italia
Edizione: prima edizione eBook
Luigi Milani è nato a Roma, dove vive e lavora. Scrive di musica e tecnologia da un paio di lustri. In passato è stato coinvolto in fanzine e bbs fumettare, ha fatto il consulente informatico e curato testi di siti Web. In preda alla peggiore hubrys è giunto perfino a spacciarsi per sceneggiatore e consulente tecnico per una società di produzione cinematografica. Di recente si è macchiato di diversi crimini letterari: tra questi il romanzo Rockstar e alcuni racconti presenti nell’antologia XII, antologia di novelle scritte da dodici autori italiani indipendenti incontratisi in Rete. Fa parte della redazione della rivista letteraria “inutile”, alla quale dona periodicamente alcune perle letterarie di rara inutilità. Collabora con la e-zine letteraria Progetto Babele. Fa parte del Gruppo XII ed è autore di un blog molto frequentato, False Percezioni.
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Luca Casarini: Coerenza
Pubblicato da Katia Ciarrocchi
Luca Casarini
Coerenza
Una stupida coerenza è l’ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Con la coerenza una grande anima non ha, semplicemente, nulla a che fare. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muro. Dite quello che pensate ora con parole dure, e dite domani quello che il domani penserà con parole altrettanto dure, per quanto ciò possa essere in contraddizione con qualunque cosa abbiate detto oggi. (Ralph Waldo Emerson)
Purtroppo le nostre ideologie, spesso ben radicate, vengono intaccare dal luccichio del successo è della fama, ma una fama che non faccia fare la fame (scusate il gioco di parole). Un qualcosa che porti nelle tasche un riscontro economico.
Non è facile per uno “scrittore” esordiente vantare, come sua prima pubblicazione, una casa Editrice come Mondadori e per chi vi riesce è motivo d’orgoglio, poi l’essere stato un leader del no global aiuta di sicuro se non altro per la curiosità che attira. E già si annuncia un successo di vendite.
José Saramago, La caverna, Einaudi, collana ET
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
José Saramago
La caverna
José Saramago è nato ad Azinhaga nel 1922: narratore, poeta e drammaturgo, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Tra le sue opere, tutte originalissime e scritte con stile inimitabile, è d’obbligo segnalare almeno i seguenti titoli: L’anno della morte di Ricardo Reis, La zattera di pietra, Storia dell’assedio di Lisbona, Viaggio in Portogallo, Cecità, Oggetto quasi, Teatro, Tutti i nomi, Il racconto dell’isola sconosciuta, La caverna, L’uomo duplicato, Saggio sulla lucidità, Le intermittenze della morte, Poesie.«L’uomo più saggio che io abbia conosciuto non sapeva né leggere né scrivere. Alle quattro di mattina, quando la promessa di un nuovo giorno stava ancora in terra di Francia, si alzava dal pagliericcio e usciva nei campi, portando al pascolo la mezza dozzina di scrofe della cui fertilità si nutrivano lui e sua moglie, i miei nonni materni. [...] Talvolta, nelle calde notti d’estate, dopo cena, mio nonno mi diceva: “José, stanotte dormiamo tutti e due sotto il fico” [...]. In piena pace notturna, tra gli alti rami dell’albero, mi appariva una stella, e poi, lentamente, si nascondeva dietro una foglia, e, guardando da un’altra parte, come un fiume che scorre in silenzio nel cielo concavo, sorgeva il chiarore opalescente della Via Lattea. E mentre il sonno tardava ad arrivare, la notte si popolava delle storie e dei casi che mio nonno raccontava: leggende, apparizioni, spaventi, episodi singolari, morti antiche, zuffe di bastoni e pietre, parole di antenati, un instancabile brusio di memorie che mi teneva sveglio e al contempo mi cullava. Non ho mai potuto sapere se lui taceva quando si accorgeva che mi ero addormentato, o se continuava a parlare per non lasciare a metà la risposta alla domanda che gli facevo nelle pause più lunghe che lui volontariamente metteva nel racconto: “E poi ?” [...] Molti anni più tardi, scrivendo per la prima volta di mio nonno Jeronimo e di mia nonna Josefa, mi accorsi che stavo trasformando le persone comuni che erano state in personaggi letterari, e che questo era probabilmente il modo per non dimenticarli, disegnando e ridisegnando i loro volti con un lapis cangiante di ricordi [...]. Nel dipingere i miei genitori e i miei nonni con i colori della letteratura, trasformandoli da semplici persone in carne e ossa in personaggi di nuovo e in modi diversi costruttori della mia vita, senza accorgermene stavo tracciando il percorso attraverso il quale i personaggi che avrei inventato, gli altri, quelli veramente letterari, avrebbero fabbricato e mi avrebbero portato i materiali e gli arnesi che, finalmente, nel buono e nel meno buono, nel sufficiente e nell’insufficiente, nel guadagnato e nel perduto, in quello che è difetto, ma anche in quello che è eccesso, avrebbero finito per fare di me la persona in cui oggi ancora mi riconosco: creatore di quei personaggi, ma al tempo stesso loro creatura». (José Saramago – Dalla lettura per il Premio Nobel, 7 dicembre 1998) Continua..































