Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

JuJol.com

 

Wu Ming 1 (Roberto Bui) si fa Eracle. Il New Italian Epic è una cazzata enorme

Wu Ming 1 (Roberto Bui) si fa Eracle

Il New Italian Epic è una cazzata enorme

Wu Ming 1

Una sporca storia di potere, sesso e soldi

prefazione di Lucio Angelini e Iannozzi Giuseppe

Wu Ming 1 abbraCcia Eracle

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Se sei nuovo di qui, dovresti iscriverti al nostro RSS feed. Qui ti spieghiamo cosa sono i feed Grazie per la visita!

Giulio Mozzi è l’ultimo a scendere perché è un quasi cinquantenne anoressico

MozziGiulio Mozzi è l’ultimo a scendere
perché è un quasi cinquantenne anoressico

di Iannozzi Giuseppe

Non un libro. Non un diario. Raccontini che non si possono collocare né nella narrativa più spicciola o informale che dir si voglia, né in un’altra ghettizzante categoria, in una qualsiasi. Minimalismo spietato (oserei dire “anoressico”) e retorico, scrittura finalizzata all’abbrutimento della lingua italiana. Pagine di dialoghi su dialoghi, tutti sempliciotti quando non insignificanti, perlopiù ambientati in stazioni ferroviarie e cabine di treni. Raramente qualche accenno al mondo editoriale, ma in maniera trasversale e riduttiva, quasi l’autore volesse lasciare a intendere che “son tutte rose e fiori in ogni caso”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Boicotta Tiziano Scarpa e il suo Stabat Mater. E’ un consiglio di Vivaldi in prima persona contro la malaeditoria

Tiziano Scarpa boicottalo

Un consiglio di Vivaldi in persona

Perché leggere deve essere un piacere e non un supplizio

Tiziano Scarpa

NO ALLA MALAEDITORIA ienax

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Tiziano Scarpa vince il LXIII Strega soltanto per perdere la prova più difficile: non vende e non incontra il favore dei lettori

Tiziano Scarpa vince il LXIII Strega soltanto
per perdere la prova più difficile:
non vende e non incontra il favore dei lettori

di Iannozzi Giuseppe

ScarpaE’ iniziato il giro di lamentazioni di Tiziano Scarpa, che si dice abbia vinto per chissà quali meriti la LXIII edizione del premio Strega con Stabat Mater. Il libro pubblicato – difficile se non impossibile dirlo “romanzo” – da Einaudi, nonostante la bandella rossa premio Strega 2009 che lo annuncia al pubblico non vende. O meglio, vende ma poco e con risultati critici tutt’altro che incoraggianti. Le passate edizioni del premio Strega hanno visto vincitori due giovani, Paolo Giordano con La solitudine dei numeri primi e Niccolò Ammaniti con Come Dio comanda: entrambi pubblicati da Mondadori, ancora oggi vendono. Sia chiaro, non sono capolavori, il primo è un romanzetto lineare fintamente à la David Foster Wallace, il secondo è un thriller scritto adoprando uno stile ridotto all’osso. Due storie lineari, senza pretese, che il pubblico ha accettato senza batter ciglio: due prodotti commerciali, lontanissimi dalla Letteratura che sapevano fare Cesare Pavese e Primo Levi, o che oggi fa Sebastiano Vassalli e pochi altri.

Stabat Mater di Scarpa non raccoglie consensi. Se si escludono gli amici dello scrittore, e il pubblico che fesso non è si esprime con questi toni:

a. A volte mi chiedo come mai chi scrive ignori così spudoratamente colui che poi dovrà leggere. Quanto mi piacciono gli scrittori che sanno raccontare le storie rispettando il lettore con i tempi, la cronologia degli eventi, la limpidezza della sintassi. Senza sfoggiare creatività, cultura, doti linguistiche. L’ho letto prima dello Strega e mi era parso un delirio… oggi, dopo il prestigioso premio, metto pure in discussione la mia capacità di leggere. In ogni caso il mio voto resta basso. Un libro può essere vuoto, ma deve almeno farsi leggere.” [ Manu ]

b. Leggendo questo libro mi è venuto in mente “Storia di una capinera”, anche se non ne regge il confronto: lì totale partecipazione, qui distacco assoluto. La storia non è riuscita a coinvolgermi: tre quarti di libro insistono sempre sugli stessi argomenti ed è difficile riuscire ad attribuirli ad una ragazzina, l’ultimo quarto accenna solo superficialmente al rapporto con Antonio Vivaldi. Il finale, che arriva troppo presto, non l’ho trovato coerente con la personalità della protagonista. Un vero peccato perché dalla recensione della quarta di copertina mi aspettavo molto di più da questo libro.” [ Maria ]

c. Questo raccontino “accademico” di TS. è la dimostrazione che molti scrittori (ormai con un nome) producono cose, ricercano una scrittura abbastanza furba, tirano fuori qualche vecchia leggenda, mettono un nome importante “Vivaldi”. E in quattro e quattro otto, il ROMANZO/raccontino nero è fatto. E io lo ho comprato, l’ho letto malvolentieri eppure ci ho impiegato mezzo pomeriggio. La letteratura italiana continua su questa strada truffaldina (case editrici e critica d’accordo) con alcune eccezioni, così come nel cinema, del resto, si salva perché in questo Paese non si legge, non si pensa molto, non si usa fare confronti. Tutti contenti di un’autarchia stanca, furba e noiosa. [ Camilla ]

d. Mai nessun libro mi ha messo di così cattivo umore come questo!!! Il monologo interiore di un’orfana sedicenne, relegata e segnata dall’abbandono e dalla solitudine, si dipana per ben 134 pagine senza alcuna suddivisione in capitoli. Angosciante il contenuto; plumbea l’atmosfera; disgustosamente macabre ed orripilanti alcune scene (il parto equiparato alla defecazione; l’annegamento dei micini appena nati; l’agnello sgozzato); ripetitivo in alcune parti lo stile; spiacevoli alcune incongruenze storiche (invero ammesse dallo stesso autore nella Nota finale). Insopportabili al limite dell’incomprensione gli scambi di battute tra la protagonista e la sua amica immaginaria dai capelli di serpente (personificazione della morte) che vengono inseriti ex abrupto nel corso della narrazione. Per carità, non regalatelo per nessuna occasione, a meno che non vogliate rattristare qualcuno che non vi sta troppo simpatico!!! – [ Giovanna ]
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

L’incapacità di emanciparsi di Michele Monina nonostante la scoperta del fuoco

Michele Monina
Questa volta il fuoco

O l’incapacità di emanciparsi

di Iannozzi Giuseppe

michele monina“Questa volta il fuoco” di Michele Monina è un librettino illeggibile. In totale centodue pagine, che purtroppo non sono utili a nessun uso alternativo: libello troppo sottile, non può finire sotto la gamba più corta d’un tavolo né lo si può utilizzare in luogo di cuneo.
Sempre troppo generoso, Valerio Evangelisti – e chi se non lui, che oramai firma più prefazioni che libri?! – spara un giudizio così tanto campato in aria, così tanto ridicolo, che ahinoi non ci riesce né di sorridere né di piangere: “Michele Monina tratteggia, nelle pagine secche di un romanzo breve ma denso, il quadro persuasivo di una leva di giovani ribelli nata dopo la crisi delle ideologie. Capaci di ascoltare le memorie dei padri con curiosità, ma incapaci di vedere un legame qualsiasi tra quelle vite e le proprie, o di progettare per se stessi un futuro. Inevitabile, a quel punto, che il loro furore, quando esplode, diventi immediatamente cronaca nera”. Che Valerio Evangelisti abbia scambiato fischi per fiaschi? che abbia letto un altro libro e non quello di Monina per dire quello che ha detto così a cuor leggero? Non è da escludere.
In ogni caso, “Questa volta il fuoco” di Michele Monina – già pubblicato nel lontano 1999 per i tipi DeriveApprodi – viene riproposto da PeQuod e davvero non si capisce quale la necessità di ripubblicare un libro, che già al suo primo apparire lasciò scontenti un po’ tutti i pochi ch’ebbero il coraggio di portarne a termine la lettura. “Questa volta il fuoco” è di stile privo così come di contenuti: ricettacolo raccapricciante di luoghi comuni, sia sociali che politici, il romanzo narra la storia di quattro ragazzacci che invano cercano di darsi un tono di alternativi, di rivoluzionari in fasce. In realtà sono compromessi nel sistema, più di quanto l’autore sia disposto ad ammettere. Fanno tutto quello che farebbero i tipi alternativi: menano botte senza un preciso motivo ma solo perché hanno avuto la bella idea di andarsi a cacciare in mezzo ai guai, partecipano a manifestazioni perché passavano da quelle parti e allora tanto valeva che pure loro si unissero al coro scagliando slogan senza senso, quando non tristemente filostalinisti. Ma è tutto uno show molto scimmiesco: rivoluzionari sì, ma per gioco, per fare parte del coro, per stare dietro alla moda sociale di spacciarsi alternativi impegnati a sabotare il sistema.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Un caso di censura in rete

Un caso di censura in rete

di Iannozzi Giuseppe

Che la censura sarebbe presto approdata in rete lo si sapeva. In verità la censura, ben prima dell’iniqua e anticostituzionale legge del governo Berlusconi, è stata portata avanti tanto da chi si dichiara di destra quanto da chi si dice di sinistra. Non sorprende dunque, non poi troppo, che ibs.it internet bookshoop abbia sposato la causa dell’oscurantismo. Va bene che i commenti offensivi e scevri di qualsivoglia barlume di seria critica non vengano fatti passare. Ma non va affatto bene che non vengano fatto passare quei commenti che, con cognizione di causa, esprimono un giudizio negativo su di un libro, o un autore.

Giorni or sono inviai un giudizio negativo sull’ultima operazione commerciale portata avanti da Mondadori e Roberto Saviano con “La bellezza e l’inferno”. Purtroppo o per fortuna amo firmarmi sempre con il mio nome reale, senza tentare di nascondermi dietro un dito perché non sono né un pervertito né un vigliacco, ed ecco così che ibs.it ha pensato bene di cassare il mio commento su il non-libro di Saviano.

Avevo già denunciato in “Saviano come Pinocchio” e “Saviano: pubblicità ingannevole per La bellezza e l’inferno” la barbara operazione commerciale che è, a mio avviso, “La bellezza e l’inferno”. Riporto qui i passi essenziali di questi miei due interventi:

«Non posso/possiamo considerare “La bellezza e l’inferno” un libro perché tale non è.

E’ invece una raccolta di articoli apparsi tra il 2004 e il 2009 su diversi giornali (perlopiù La Repubblica e l’Espresso), ripresi più e più volte da diversi blog, ribattuti fino alla noia, nel riuscito tentativo di portare in alto “Gomorra”, libro-inchiesta che comunque non ritengo meritevole per ragioni che ho più volte reiterato e spiegato in maniera non chiara ma chiarissima.

Oggi Saviano, o Mondadori mi propongono una raccolta di articoli che conosco più delle mie tasche e che in quattro anni sono stati così tante volte letti e discussi sui giornali, per non dire poi in Rete, che davvero non si capisce con quale faccia editore e autore spacciano questa raccolta inutile di articoletti per “un nuovo libro”. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malaeditoria, una pubblicazione il cui scopo è solo quello di ingrassare le tasche di Roberto Saviano e dell’editore, che è evidentemente di destra e che detta legge e che guarda al profitto prima d’ogn’altra cosa.

Io punto il dito contro il sistema editoriale ma l’autore, e lo sottolineo, ha la sua gravissima parte di colpa: se Saviano fosse stato corretto, in primis, subitissimo avrebbe dovuto dare una bibliografia estesa dei testi compulsati per scrivere quella parte di non-fiction che è in “Gomorra”. Non ha mai detto un’acca. Non ha mai accennato al fatto, nonostante gli sia stato fatto notare più volte. Non dicendo nulla a tal riguardo si è “inglobato” nella politica e nel business del sistema editoriale. E’ evidente che è colpevole quanto, se non di più, di quel sistema editoriale che lo pubblica per fare soldi e non denuncia.

Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

101EasyWeb provides high-quality web site hosting and domain registration services. Our hosting plans allow hosting of personal and business websites, e-mails, FTP, 24/7 support and many FREE bonuses: web site builder, Front Page support, Elefante Installer with 30+ FREE PHP scripts, among them blogs, forums, e-Commerce, CMS, image galleries