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Sesso in cambio di un lavoro, ecco il pedofilo seriale

Sesso in cambio di un lavoro
Ecco il pedofilo seriale

a cura di Giuseppe Iannozzi

Faceva lavorare nel suo bar ragazze dai 13 ai 18 anni pagandole in nero, poi le costringeva ad avere rapporti sessuali completi con lui minacciando il licenziamento in tronco. Dopo due mesi di indagini è finito in carcere un uomo di 68 anni, gestore di un locale del Bergamasco. Gli uomini del comando provinciale di Bergamo, che lo hanno arrestato, lo hanno definito un “pedofilo seriale”, anche se sarebbe più giusto dire che si tratta di un maniaco sessuale seriale. A un personaggio così tanto schifoso si spera venga comminata la più severa delle pene e che non si finisca a tarallucci e vino, come purtroppo spesso accade in simili casi.
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Precari in piazza: “Ritirare emendamento” E Brunetta: “Nessuna restrizione prevista”

Pantaleo (cgil): «no allo slittamento, il governo torni indietro»

Precari in piazza: “Ritirare emendamento”
E Brunetta: “Nessuna restrizione prevista”

I ricercatori hanno occupato anche l’Istituto nazionale di Astrofisica. Il sottosegretario al Welfare: «Sono con loro»

ROMA - Cinquemila. Sono i ricercatori precari a rischio per effetto dell’emendamento in Finanziaria che blocca la normativa sul graduale assorbimento del precariato nella pubblica amministrazione. La denuncia arriva dal segretario nazionale della Uil Ricerca Amerigo Marasci. Intanto cresce la protesta contro l’emendamento ribattezzato “ammazza-precari” e sono stati occupati diversi enti di ricerca: l’Isfol, l’Apat, l’Ingv e l’Istituto nazionale di Astrofisica Inaf. «Sono proprio i precari a portare avanti buona parte della fondamentale attività degli enti di ricerca - ha detto Marasci -. Senza di loro all’Istituto nazionale di vulcanologia Ingv è a rischio il sistema di sorveglianza sismica». La protesta «continuerà se la questione non verrà risolta. Al momento, il ministro Brunetta starebbe mettendo a punto un nuovo emendamento che, però - ha concluso il rappresentante Uil - riteniamo non risolverebbe comunque il problema».
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S’impenna la disoccupazione in un anno salita dal 5,7 al 6,7%

Trecentomila persone in più in cerca di lavoro nel secondo trimestre 2008
E’ il dato peggiore degli ultimi due anni, più penalizzate le donne (8,7% con un +1,3)

S’impenna la disoccupazione
in un anno salita dal 5,7 al 6,7%

Si conferma l’enorme divario tra Settentrione (3,8%) e Mezzogiorno (11,8%)
S’impenna la disoccupazione in un anno salita dal 5,7 al 6,7%

ROMA - Nel secondo trimestre 2008 il numero delle persone in cerca di occupazione è nuovamente aumentato, portandosi a 1.704.000 (+291.000 unità pari al +20,6% rispetto al secondo trimestre 2007). Il tasso di disoccupazione è aumentato di un punto percentuale in un anno posizionandosi al 6,7%. Lo annuncia l’Istat. In confronto al primo trimestre 2008, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione è aumentato di due decimi di punto. Si tratta, precisa l’Istat, del più elevato tasso di disoccupazione degli ultimi due anni se si confrontano i dati destagionalizzati. L’aumento è dovuto alla crescita degli inattivi e degli ex-occupati.
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New York, è crisi: sul lastrico anche lap dancer, spogliarelliste ed escort

New York, è crisi: sul lastrico
anche lap dancer, spogliarelliste ed escort

Il «Washington Post» suggerisce un’alternativa alle signorine: trasferirsi nella capitale. «Il potere è qui»


Fonte: Corriere.it

WASHINGTON – Lo «tsunami finanziario» abbattutosi su Wall Street – così lo definisce il Washington Post – non ha fatto vittime solo tra i banchieri e i loro giovani leoni. Sta mettendo sul lastrico anche spogliarelliste, ballerine, ed «escort», le ragazze-compagnia con cui, sposati o non, i big e i meno big spartivano le ricchezze. Lo svela un avvocato di Manhattan, Edward Hayes, noto viveur. Hayes ha creato due indici finanziari – e come non poteva? – per misurare l’impatto della crisi, l’Hegi e l’Hesi. L’Hegi, acronimo di «High end girlfriend index» (Indice delle accompagnatrici d’alto bordo), e l’Hesi, acronimo di «High end stripper index» (Indice delle spogliarelliste di alto bordo) danno l’allarme quando i banchieri e i loro giovani leoni spendono meno di 500 dollari a testa per le ragazze.
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“Tra i migliori dipendenti pubblici” Ma niente assunzione per la precaria

Il caso di Valentina Benni, 40 enne dell’Istituto Formazione Lavoro
Un suo progetto selezionato tra i cento casi di buona amministrazione

“Tra i migliori dipendenti pubblici”
Ma niente assunzione per la precaria

Il governo ha bloccato la stabilizzazione di 50mila lavoratori a tempo determinato

di MAURO MUNAFO’ - Fonte: Repubblica.it

ROMA - “E’ il momento di riconoscere i meriti e di premiare i migliori”. Il proclama, rigorosamente in grassetto, domina la pagina “Non solo fannulloni” del sito del Ministero per la pubblica amministrazione, che da qualche settimana indice il concorso “Premiamo i risultati”, per mettere in evidenza gli esempi di buona gestione. Valentina Benni, dell’Istituto Formazione Lavoro, è responsabile di uno dei cento lavori selezionati e, come premio, si è vista togliere la tanto attesa stabilizzazione: precaria da dodici anni e, commenta amara, “chissà per quanti altri ancora”.

I precari. Un emendamento approvato dal governo blocca l’assunzione di circa 50 mila lavoratori a tempo determinato della pubblica amministrazione. Secondo gli impegni presi dalle ultime due finanziarie la stabilizzazione sarebbe iniziata con il nuovo anno per tutti coloro che possedevano tre requisiti: aver lavorato per almeno tre anni, aver sostenuto una prova selettiva ed essere entrati in graduatoria.
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Liberazione, sciopero, sovvenzioni ai giornali: una storia del Belpaese

Liberazione, sciopero,
sovvenzioni ai giornali

Una storia del Belpaese

di Giuseppe Iannozzi

Credo che un giornale, di qualsiasi schieramento politico esso sia, non dovrebbe mai e poi mai, in nessun caso, ricevere finanziamenti dallo Stato.

Mi spiace per i giornalisti di Liberazione cui va la mia solidarietà, ma i giornali non possono credere di campare grazie allo Stato: se intendono fare informazione grazie ai finanziamenti dello Stato sono allora diramazioni della macchina statale prima che organi di partito e giornali destinati a informare il pubblico tutto. Un quotidiano deve saper informare tutto lo spettro di possibili lettori, altrimenti affonda. Il giornalismo è purtroppo uno dei tanti talloni d’Achille del Belpaese: quasi sempre imparziale. Non sorprende dunque che per sapere qualche cosa del proprio paese bisogna leggere i quotidiani stranieri.

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UNA CIVILTA’ FRANTUMATA

UNA CIVILTA’ FRANTUMATA

Ricevo e volentieri pubblico e invito a diffondere sui vostri blog.

Grazie. – g.i.


UNA CIVILTA’ FRANTUMATA: Informazione, difesa, corruzione anche in campo giudiziario, quanto di tutto ciò viene posto davvero all’attenzione dell’opinione pubblica? Quanti i filtri, le manipolazioni, le censure di comodo, le deturpazioni della verità, finalizzate a proteggere dei malviventi amici di una catena di fuorilegge? Chi vuole può scoprire persino l’esistenza della resistenza nelle situazioni limite anche in Italia. Le povere vittime dei falsi moralismi e di quella parte di individui, che di fatto rappresenta una finta e falsa giustizia, sono continuamente spinte in situazioni stressanti e fortemente traumatiche, sino a causare agli innocenti stati di malattia, con i governi che si succedono i quali tacciono anche se formalmente informati in pieno dei fatti! I malcapitati improvvisano e adattano la più possibile resistenza anche nelle situazioni limite, ove si spingono di nascosto le vittime alla più crudele disperazione e qualche volta persino al più vile suicidio. Il contestuale criminale tentativo di denigrare e screditare impunemente le vittime, tentando persino di farle passare per quello che non sono, risultano ulteriori nefandezze, aggravate dal fatto che alcuni uomini messi ad amministrare la giustizia si sporcano le mani alla spicciolata, senza né scrupoli né tanto meno ripensamenti. Se potessero tornare a parlare i morti di questo corrotto e marcio sistema, nessun uomo politico in campo, che tace tutto questo, avrebbe più alcun voto elettorale dalla brava e onesta gente.

Giacomo Montana

http://agimurad.splinder.com


Altre osservazioni e riflessioni si possono leggere qui:

http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata.php

http://it.youtube.com/watch?v=K0IG4I3YAT0

http://it.youtube.com/watch?v=Wqb-d27vYtU

http://www.mobbing-sisu.com/poesie/justice.html

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Usa, il debito pubblico supera il Pil

Usa, il debito pubblico supera il Pil
15 mila miliardi dopo i salvataggi di Stato
Quasi metà dei bond del Tesoro all’estero

Fonte: Corriere.it

Sidney Winter, docente della Wharton School di Philadelphia, così riassume la crisi americana in una mail a un collega della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa: «Abbiamo scoperto che la nostra ricchezza è di qualche migliaio di miliardi di dollari inferiore alle attese e ora dobbiamo decidere come ci dividiamo la sberla ». La sberla è violenta. E gli Stati Uniti non ne nascondono più i lividi sui loro conti pubblici e privati. Per cominciare, la Federal Reserve si scopre senza più margini di manovra. Ha già impegnato la metà delle riserve, circa 500 miliardi, in prestiti al mercato e finanziamenti al Tesoro (Consolidated statement of condition of all Federal Reserve Banks, 18 settembre 2008).
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Alitalia: chi ci capisce è bravo, di Renzo Montagnoli

Alitalia: chi ci capisce è bravo

di Renzo Montagnoli

La vicenda è sotto gli occhi di tutti ed è tipica di quanto accade da tempo nel nostro paese. Questo carrozzone, perché di carrozzone si tratta, è sempre stato gestito con criteri clientelari, senza trasparenza e oculatezza. Cosa sia costata fino a ora alla collettività è di difficile quantificazione, ma sicuramente si tratta di una cifra elevatissima. Nonostante questo, anche per la concorrenza di un mercato sempre più agguerrito, poco a poco si è ridotta in stato fallimentare.

Il precedente governo così si decise a venderla e ottenne l’offerta solo di Air France, progetto poi fallito, sia per l’intransigenza dei sindacati, sia per la turbativa da parte dell’attuale premier.

Ora siamo arrivati al momento cruciale, a un progetto di sistemazione che sembra partorito da menti eccelse, ma che, secondo me, è una vera e propria fregatura.

Diciamo che è stata costituita una nuova società, a cui sono state conferite parte delle attività dell’Alitalia, che finisce con il restare un osso senza polpa, che dovrà essere liquidato, sulla base della legge Marzano, opportunamente modificata. E’ infatti inequivocabile che, stante lo stato d’insolvenza pronunciato nei giorni scorsi dal Tribunale di Roma, senza modifiche alle leggi esistenti (è stato provveduto tempestivamente) quel conferimento di attività si estrinsecherebbe in una serie di reati, penali, che vanno dalla bancarotta fraudolenta a quella preferenziale.
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Notizia l’è morta 2 di Mauro Baldrati

Notizia l’è morta 2

di Mauro Baldrati

Fonte: La Poesia e lo Spirito

Continua, con grande, incontenibile slancio, la campagna anti dipendenti pubblici, che ha alle spalle la vera motivazione, cioè un attacco al servizio pubblico, il suo progressivo smantellamento e la privatizzazione di settori sempre più importanti.
L’ultimo capitolo di questa gigantesca opera propagandistica è il servizio portante del numero de L’espresso in edicola. Meno isterico del programma de La7 (già commentato qui ), con un taglio più giornalistico, apparentemente più scientifico, è tuttavia un esempio di come dati reali, se esposti con una finalità ben precisa, perdano la loro valenza per essere usati come strumenti di propaganda. Perché la tesi è già scritta da tempo, e i dati che vengono forniti, numeri, percentuali, citazioni da studi, servono solo per confermarla: gli enti pubblici vanno ridimensionati, e i servizi esternalizzati (cioè affidati a privati).
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Era partito per caso…

Era partito per caso…

di Lady Luna

Era partito per caso
- forse anche lui si chiamava Pablo -
e non era tornato

la chiazza d’amore, rossa sul cappello
dimenticato sopra la panca dell’orto
- erano maturati i fichi -
di fronte
una minuscola marina silenziosa
- la luna di brina… come aveva sobbalzato! -

Uccido
questa emozione di carta
alle gambe appallottolata - che si fermarono
mentre camminavi e ti chiamavo Pablo -

Era partito
per caso
legando tutte le stelle della piccola marina
con uno spago
[ e la luna: catturata! nella tela luccicante
di un ragno ]

ma non era tornato.

Questa poesia l’avevo dedicata ad un amico morto in un incidente aereo durante un viaggio di lavoro - aveva sostituito un collega, per questo “era partito per caso”, ma in occasione della festa dei lavoratori volevo dedicarla a tutti coloro che per lavoro hanno perso la vita, volevo postarla ieri, se non fossi andata a veder perdere la mia Fiorentina in Coppa Uefa… sigh

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A lezione di prostituzione

Seminario in una classe femminile americana
del «Randolph College» di Lynchburg (Virginia)

Quando la prof insegna prostituzione

Le lezioni si sono tenute all’interno dello storico bordello legale
di Chicken Ranch a 100 chilometri da Las Vegas

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LAS VEGAS - Di corsi bizzarri ne esistono tanti nelle scuole e nelle università di tutto il mondo. Ma il seminario seguito giovedì scorso da una classe femminile americana del «Randolph College» di Lynchburg (Virginia) è a dir poco singolare: undici alunne di questa scuola hanno attraversato il deserto del Nevada e sono arrivate a Pahrump per seguire una lezione sulla prostituzione. Il seminario si è tenuto all’interno dello storico bordello legale di Chicken Ranch (tenuta che si trova a circa 100 km da Las Vegas) e a spiegare «i segreti del mestiere» sono intervenute proprio le prostitute che qui lavorano.
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Nel fango affonda lo stivale dei maiali

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Nel fango affonda lo stivale dei maiali

Quest’anno ricorrono i primi 60 anni della nascita della Costituzione Italiana, e nonostante il tempo trascorso la gente comune e nella fattispecie gli organi competenti che dovrebbero applicarla continuano a sconoscerla. Nei suoi articoli vi è la fatica dei padri fondatori della nostra Repubblica e proprio nell’articolo 3 della Costituzione si legge che ogni uomo è uguale davanti la legge senza alcun tipo di distinzione. Ebbene io non credo più che questo in Italia sia vero, poiché quando capitano delle ingiustizie a della gente onesta e senza amicizie influenti si rimane soli. Soli con le proprie ragioni, soli con le proprie rabbie per essere stati ancora una volta ignorati dallo Stato Italiano. Dopo questa lunga premessa desidero raccontarvi quanto mi è successo. Nel dicembre del 2007 ho preso servizio presso il Codacons di Catania per svolgere attività di volontariato nell’arco di 12 mesi e inerente un progetto del servizio civile nazionale; nonostante questo progetto sia patrocinato dal Ministero della solidarietà sociale, nessuno in questi giorni ha mostrato un barlume di solidarietà nei miei confronti. Ebbene nella data del 30 gennaio 2008 ho dovuto sporgere querela nei confronti della responsabile legale della sede Codacons di Catania per minaccia e ingiuria. Da quel momento mi è stato intimato di non rientrare più negli uffici del Codacons. Da quella fatidica data la mia vita è totalmente cambiata, poiché per avere denunciato a viso aperto le scorrettezze commesse dagli avvocati della sede preso cui prestavo servizio, mi son ritrovato a combattere contro i cosiddetti mulini al vento. Sono piovute minacce telefoniche, intimidazioni di ogni ordine e tipo; colpendo vigliaccamente anche la persona di mio padre che proprio in una particolare occasione, di ritorno dall’incontro con un avvocato dell’ufficio Codacons, è stato sull’orlo di avere un infarto. Il Codacons di Catania voleva a tutti i costi le mie dimissioni perché non potevo restare in un luogo in cui avevo ravvisato tali irregolarità, altrimenti avrebbero reso la mia vita e di conseguenza quella della mia famiglia un inferno; e soprattutto perché l’avvocato che io avevo querelato per il male provocatomi era da considerarsi un intoccabile e quindi non passibile di condanna. Così dal 28 gennaio mi trovo in stato di malattia in quanto affetto da depressione con elevati livelli di ansia reattiva a causa di episodi di mobbing; e nonostante stia seguendo una cura farmacologica prescrittami da una psichiatra vivo continuamente nel terrore. Purtroppo viviamo in una società in cui l’informazione e di conseguenza le testate giornalistiche nella stragrande maggioranza dei casi tendono a non comunicare pubblicamente i problemi che attanagliano alcuni cittadini. Soprattutto se a causare i problemi sono enti tutelati politicamente e che godono in un certo qual modo di una pubblicità altisonante. Io sono un volontario del servizio civile ( anzi dovrei dire ex visto che nel momento in cui scrivo ho appreso per puro caso che sono stato sbattuto fuori dal progetto) che purtroppo quando ha presentato la propria domanda di partecipazione credeva che i progetti da scegliere dovessero in qualche modo rispecchiare fedelmente l’attività che si sarebbe svolta. Invece appena entrato a far parte del volontariato dopo un mese e mezzo di “lavoro” ho dovuto subire danni morali e addirittura aggressioni verbali e anche fisiche da un componente della sede dove prestavo servizio. Ho dovuto, come per altro ho sempre fatto, combattere in prima persona una battaglia con il solo ausilio del mio avvocato che mi assiste e che naturalmente pago di tasca mia. Battaglia già persa in partenza poiché in Italia chi è intoccabile politicamente non può di conseguenza subire il responso di un giudice; anzi!
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Luigi, 39 anni, precario ottava vittima della Thyssen: “Senza lavoro non riesco a vivere”

Suicida per l’assunzione mancata in un’azienda del gruppo
Non rinnovato il contratto interinale.
Lascia la moglie e due figli

Luigi, 39 anni, precario
ottava vittima della Thyssen

L’ultima lettera: “Senza lavoro non riesco a vivere”

di MAURIZIO CROSETTI

Fonte: La Repubblica.it

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TORINO - Dicono che Luigi Roca avesse la faccia di chi per anni ha assorbito la tristezza, giorno dopo giorno, fino a disegnarsela sul volto, tra i lineamenti, come una ruga. Dicono anche che due settimane fa quella faccia invece e stranamente sorridesse: “Stavolta ho trovato il lavoro giusto, mi assumeranno, durerà”. L’aveva detto al suo amico Vito, vicino di casa e sindacalista. Erano al parco giochi di Rocca Canavese, c’erano anche i bambini.
Invece Luigi si è ucciso, perché era tutta un’illusione e la tristezza era ormai dentro la sua storia, non solo sul suo viso.

“Mi ammazzo perché insieme al lavoro ho perso la dignità”. L’”ottava vittima” della Thyssen, 39 anni, non ha mai lavorato nella fabbrica della morte. Ma la sua azienda, la Berco di Busano Canavese, faceva parte del gruppo tedesco. E il suo contratto, interinale, non è stato rinnovato perché la Thyssen adesso ha 150 persone “da collocare”, come si dice terribilmente in questi casi. Come se le persone fossero i pezzi di un incastro. Però Luigi era diventato il pezzo stagliato: di troppo, e già troppo vecchio. Trentanove anni, un’età da matusalemme se cerchi il posto fisso. Ma ci aveva creduto. Dopo quattro anni di rimbalzi, un mese, due mesi in fabbrica e poi a casa, era arrivato un impiego giusto, più solido. “Durerà”. Lui, che non aveva un carattere facile, stavolta andava d’accordo con i colleghi e i superiori, non come quell’altra volta alla “Canavera e Audi”, stampaggi industriali: lì, dopo quindici anni se n’era andato per colpa di un brutto screzio con un capo.
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Il mondo del lavoro sta cambiando

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Storie di Masche
Il mondo del lavoro sta cambiando *

Chi ancora pensa ingenuamente che oggi Torino sia la “capitale dell’automobile”, resterà deluso nell’apprendere che Torino è sol più un mito, una memoria d’altri tempi, memoria che morirà presto con gli ultimi grandi vecchi, quelli che videro i partigiani, l’esilio dei Savoia, coloro che diedero vita a figli per le catene di montaggio dell’industria automobilistica, figli oggi in pensione o già dimenticati in qualche loculo nostrano.

Torino ha preso lo stesso abbrivio caro a Milano e un po’ comune a tutte le città del Nord: l’impostazione lavorativa ricalca nettamente quella americana, impostazione che negli USA non ha trovato a suo tempo difficoltà ad attecchire, e, oggi, anche in Italia sembra esserci terreno ubertoso. La Fiat, ad esempio, che fino a vent’anni fa contava 115.000 unità lavorative (per la maggior parte operai), oggi ne conta più o meno 40.000; in un arco di tempo di 20 anni, il famoso marchio è stato capace di assumere licenziare e riciclare qualcosa come 220.000 unità lavorative. Torino città dell’automobile è ormai un mito relegato in un passato che si è fin troppo mitizzato quasi ad assurgerlo ad arcadia del lavoro, dell’occupazione. Continua..

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Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino: “La Emi ha rifiutato il mio brano”

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Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino: “La Emi ha rifiutato il mio brano”

La canzone, “Il rubacuori”,
parla dei dipendenti mandati via dalle aziende

di Gino Castaldo (La Repubblica.it)

“Io, censurato a Sanremo
per la canzone sui licenziati”

ROMA - “Mi hanno censurato il brano per Sanremo”. Lo racconta Federico Zampaglione, alias Tiromancino. “Avevo scritto un brano - spiega - che affrontava il tema dei licenziamenti di massa. La Emi, la mia casa discografica, all’inizio era entusiasta, poi dopo aver ascoltato “Il rubacuori”, così è intitolato, lo scenario è cambiato. Si sono rifiutati di iscrivere la canzone e hanno revocato l’uscita del disco. Così per poter portare il brano a Sanremo ho dovuto rompere il contratto con la Emi. Non avevo altra possibilità”. Questa è la storia vera di un insolito “rubacuori”, protagonista di una canzone proposta e accettata al prossimo festival della canzone a Sanremo, ma a quanto sembra poco amata dai discografici. La canzone è di Federico Zampaglione, alias Tiromancino, s’intitola Il rubacuori e tratta un tema delicato, molto sentito, ovvero quello dei licenziamenti di massa, un tema che, è cronaca di questi giorni, coinvolge pesantemente anche il settore discografico.

“Un giorno”, racconta Zampaglione, “di fronte a questa drammaticissima situazione di licenziamenti di massa, e avendo per di più un amico rimasto da un giorno all’altro senza lavoro, disperato e senza prospettive, ho sentito la necessità di parlare di questo argomento in una canzone, anche per essere solidale con quelli che si trovavano in questa condizione. Mi è venuta di getto, e il pezzo ne parla in modo molto specifico”. La canzone, che abbiamo ascoltato, è tutt’altro che un attacco violento: la storia è narrata in prima persona da un “rubacuori” che altro non è se non un tagliatore di teste, uno di quelli chiamati dalle aziende per fare bruschi ripulisti di personale. È un rubacuori nel senso che strappa il cuore alle persone, ne annulla l’esistenza professionale, ma l’atmosfera è trasognata: il “rubacuori” si confessa, ma con una certa amarezza e perfino un fondo di malinconia.

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I siti di social networking: fate attenzione!

snapspace.jpgI siti di social networking
bruciano le carriere di giovani e non

Tutta colpa dell’imprudenza degli internauti
nel mettere on line dati sensibili soprattutto su Facebook e MySpace  
 

I siti di social networking bruciano le carriere di giovani e non.  

Allarme giustificato o inutile allarmismo?

Mettere online le proprie preferenze sessuali, dire nel dettaglio di sé stessi e dei propri comportamenti sociali, dei propri orientamenti politici e religiosi, in futuro potrebbe rivelarsi assai dannoso, soprattutto per i giovani. Facebook e MySpace sono i due principali social network finiti nel mirino del tutore britannico della privacy.
Dal suo ufficio, il tutore lancia un monito chiaro verso quanti oggi frequentano i social network senza preoccupazione alcuna. Internet è difatti un Grande Fratello, dove tutti possono essere ascoltati ed eventualmente schedati da diversi organi, siano essi commerciali siano essi preposti a raccogliere dati sensibili, che per mancanza di prudenza sono stati diffusi dagli utenti stessi in Rete.
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Uno stipendio migliore per un lavoro migliore

inufficio.jpgUno stipendio migliore
per un lavoro migliore

Un aumento di stipendio
è sempre un aumento di stipendio

Un aumento di stipendio è sempre un aumento di stipendio. Alto o basso che sia, provoca comunque una bella sensazione in chi lo riceve. Ma la competitività è una brutta bestia e, secondo uno studio della rivista inglese Science, la soddisfazione non c’è se l’aumento del collega è più alto del nostro.

Un aumento di stipendio anche irrisorio viene vissuto con gioia se il compagno di scrivania ne ha percepito uno inferiore o se, meglio ancora, non l’ha percepito affatto. E, per la stessa ragione, una promozione sostanziosa viene vissuta con meno euforia, se inferiore a quella di un collega. Continua..