Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

JuJol.com

 

Berlusconi e Gheddafi uniti per l’islamismo e le donne

Berlusconi e Gheddafi uniti
per l’islamismo e le donne

di Iannozzi Giuseppe

Gheddafi, di nuovo in Italia accompagnato dalle sue amazzoni “guardie del corpo”, appena posato piede sul territorio italiano la spara grossa: “L’Islam diventi la religione dell’Europa”. Dopodiché invita tutti a convertirsi all’Islamismo.

Che dire? Gheddafi è un buffone, nulla affatto folcloristico, pericolo sì invece. Molto pericoloso.
Tre ragazze si sarebbero subito convertite all’islamismo. Gheddafi le ha subito benedette con una cerimonia lampo da far invidia a Maometto in prima persona. Un vero miracolo clownesco quello del leader libico.
Un circo ridicolo più che imbarazzante. L’area cattolica scandalizzata.

Ma: le 500 hostess reclutate da un’agenzia di casting hanno ricevuto un misero gettone di presenza pari a 70 Euro, a patto di non rivelare dettagli sull’evento. Poi per tutte le partecipanti una copia del Corano. Due hostess pare non abbiano gradito, abbandonando più o meno subito le obbedienti scimmie al seguito di Gheddafi.
Continua..

Italia, donna di strada

Italia, donna di strada

di RomanticaVany

Ticchettio del tempo sordo e folgorante
s’ infrange febbrile e amplificato.
Diaforismi dai pulpiti, enfatici e convincenti.
Nella memoria collettiva il senso della nazione.
Nel valore della patria l’idea di appartenenza.
Solo vane battaglie superate dalla storia.

L’ingranaggio arranca e l’orologio si frantuma:
Italia, donna di strada tra notturni focolai,
Italia, Tutti la usano, nessuno l’ama.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Il fascismo in verde della Lega Nord

Il fascismo in verde della Lega Nord

di Iannozzi Giuseppe

Che la Lega Nord fosse fascista di natura non è mai stato messo in dubbio, per lo meno da chi con un po’ di sale in zucca. Iuri Milesi, 21 anni, su Facebook si fa vedere, braccio destro alzato teso in un osceno saluto romano. E così finisce la carriera pseudo-politica di Iuri Milesi e sul Carroccio si abbatte l’ennesimo giustificato scandalo.

Iuri Milesi era appena stato eletto consigliere per il Carroccio. Nel Comune di San Giovanni Bianco, nella bergamasca, la Lega Nord, con la coda fra le gambe, si è dovuta squagliare: altra soluzione non c’era per nostra fortuna.

Il sindaco e la maggioranza leghista, che amministravano il paese da due anni, hanno rassegnato martedì mattina le dimissioni da tutte le cariche amministrative.

“Non si è mai troppo giovani per imparare a stare al mondo. Dal punto di vista personale mi auguro che crescendo capisca di aver fatto una stupidata, è importante capire la storia e non lasciarsi influenzare dalle ideologie. Io prendo assoluta distanza da quello che ha fatto Milesi”, così Invernizzi segretario provinciale della Lega Nord. “La situazione è complicata, penso che a breve ci sarà una soluzione. E’ giusto prendersi le proprie responsabilità nei confronti degli elettori e penso che l’episodio di Milesi è la goccia che fa traboccare il vaso”.

Gerardo Pozzi, oramai ex sindaco di San Giovanni Bianco: “Iuri? Non ne so nulla, andrò e vedere le foto e poi giudicherò”. Prima di vedere le foto, l’ex sindaco ebbe anche modo di dire: “Per adesso posso dire che è un bravo ragazzo, però non posso commentare le foto perché non le ho viste”.

Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Bossi Jr non ama l’Italia e lo dice chiaro e tondo

Bossi Jr non ama l’Italia

e lo dice chiaro e tondo


di Iannozzi Giuseppe

“No, non tifo Italia al Mondiale in Sudafrica. Il tricolore? Identifica un sentimento di cinquant’anni fa”.
Questa la dichiarazione di Renzo Bossi che scatena un putiferio politico che però non sorprende proprio nessuno.Il figlio del Senatùr è adesso in politica grazie alle ultime elezioni regionali, e soprattutto grazie alla proverbiale ignoranza italiana.

Gigi Riva, team manager della Nazionale azzurra, l’ha definita “un’affermazione stupida e grave”: “Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia”. Ci si ricordi a tale pro che quando impazzava il tormentone Balotelli-Mourinho, la magliettina verde del Senatùr sbottò: “Non prendo neanche in considerazione l’esistenza della Nazionale di calcio italiana. Non la seguo, non so in che competizioni sia impegnata e non so nemmeno chi sia questo Balotelli. Per me esiste solo una Nazionale, ed è quella della Padania”. Bossi jr seminò allora un po’ di teatrale imbarazzo nella Lega, che  alla fine decise di far quadrato per Balotelli, a favore di una nazionale multietnica.

Per la cronaca Renzo Bossi è stato general manager della Nazionale padana, vincitrice due volte della Coppa delle nazioni non affiliate alla Fifa.

Bossi JuniorL’eurodeputato leghista Mario Borghezio: “Se Lippi chiamasse Balotelli sarei indifferente, così come sarei indifferente in generale alla convocazione di un atleta di colore. Mi darebbe invece enorme fastidio se ci fosse una rappresentanza del Paese al quale appartengo – anche se il mio cuore batte per la Padania – che avesse un carattere multietnico”.
Walter Veltroni reagisce: “E’ assurdo che una persona eletta pronunci queste frasi. Purtroppo non c’è da meravigliarsi visto che viene dall’esponente di un partito che continua ad insultare l’unità italiana e la sua bandiera”. Il capo della segreteria politica del segretario del Pd Bersani, Filippo Penati, ritiene l’intervista di Bossi jr a Vanity Fair “sconfortante”, sottolineando i suoi “sfondoni” storici e ricordando che il tricolore “esiste da più di 150 anni”. Per il parlamentare del Pd Tonino Russo “non interessarsi di calcio ci può anche stare”, “ma non tenere ai colori del proprio Paese a prescindere e farne un elemento di identità, forse testimoniano un disturbo affettivo o una delusione sentimentale”. Continua..

Tassare la libertà su Internet per pagare i costi dell’editoria. Questa la proposta della Fieg

Tassare la libertà su Internet

per pagare i costi dell’editoria

Questa la proposta della Fieg

di Iannozzi Giuseppe

Il presidente della Fieg Carlo Malinconico: “…una mini tassa per chi si connette a internet e usa i contenuti editoriali online, come misura transitoria per consentire all’editoria di far fronte alla crisi, sul modello del canone per i detentori di computer applicato in Germania”.

Carlo Malinconico“Il settore sta attraversando una fase di crisi tra le più acute della sua lunga storia, che non accenna a diminuire anche nei primi mesi del 2010 e a fronte della quale il governo non solo non è intervenuto per attenuare gli effetti di una congiuntura difficile e per allentare quei nodi strutturali che soffocano il settore, ma ha operato in senso contrario con la soppressione delle tariffe postali agevolate. […] Stiamo negoziando con Poste per verificare come si possa colmare il divario, al momento vastissimo, tra la tariffa piena e la vecchia tariffa agevolata. Sapevamo benissimo che dal 2011 in poi, con la piena liberalizzazione dei servizi postali, non sarebbe stato più ammissibile continuare ad applicare il vecchio sistema e che una riforma sarebbe stata necessaria. Ma il 2010 resta un problema insormontabile, perché lo stop è di fatto una misura retroattiva, che va a incidere su bilanci già approvati e su abbonamenti già in essere. Come fanno gli editori a fare i loro conti in queste condizioni? Puntiamo a trovare una via d’uscita per quest’anno che non ci massacri”.

Mai e poi mai. Il popolo della rete non foraggerà mai e poi mai l’editoria e sue indecenti proposte.
Continua..

Gabriella Carlucci del Pdl si azzuffa con l’esponente del Pd Antonella Cusmai. Nuova ignobile figura per la Carlucci

Gabriella Carlucci del Pdl si azzuffa
con l’esponente del Pd Antonella Cusmai
Nuova ignobile figura per la Carlucci

a cura di Iannozzi Giuseppe

Gabriella CarlucciGabriella Carlucci le ha suonate di santa ragione ad Antonella Cusmai, 36enne commercialista e militante del Pd della lista che sostiene Bernardo Lodispoto, sfidante della Carlucci.

La Carlucci non ci ha pensato su due volte a torcere il collo alla militante del Pd. Ma la sua unica colpa è di aver obbedito ai comandamenti del partito dell’amore berlusconiano!

Davanti a 200 persone, tutte selvaggiamente urlanti a favore della Carlucci in versione wrestling, Antonella Cusmai è diventata l’ennesima vittima della violenza manesca della ex showgirl.

La Carlucci non è nuova ad episodi del genere: tempo fa si scagliò contro Il Trio Medusa nel corso d’un servizio delle Iene. Fu un vero e proprio duello che ancora oggi nessuno ha dimenticato. Questo scontro fisico con la Cusmai promette di entrare di forza nelle note biografiche di Gabriella Carlucci.

La Carlucci è candidata sindaco del centrodestra nel Comune di Margherita di Savoia, nel foggiano, e questo fine settimana dovrà vedersela con lo sfidante del Pd Bernardo Lodispoto.

L’episodio viene riferito sabato negli articoli pubblicati da diversi giornali locali. Il “contatto fisico” sarebbe avvenuto nella sala d’un albergo, a Margherita di Savoia, alla presenza di circa 200 persone. Le due donne ricostruiscono l’episodio in maniera differente; entrambe ammettono però che il “contatto fisico c’è stato”. Antonella Cusmai afferma di aver riportato un trauma al collo diagnosticato dai medici del pronto soccorso. L’occasione – riferisce il Corriere del Mezzogiorno – era un confronto presieduto dalla Carlucci per parlare d’una residenza sanitaria per anziani.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

La Polverini si abbraccia al cardinal Angelo Bagnaso

La Polverini si abbraccia
al cardinal Angelo Bagnaso

di Iannozzi Giuseppe

L’ultima carta che si è giocata Renata Polverini e che le è stata regalata dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei – sicuramente memore del Medioevo e delle sue oscure superstizioni -,  è un anatema contro tutti quei cattolici che non dovessero votare per lei, ovvero per il Pdl e Silvio Berlusconi.

Renata PolveriniLa civiltà e la politica hanno fatto un passo indietro di almeno mille anni. Non a caso. Benedetto XVI non ha mai fatto mistero che la Chiesa sotto di lui sarebbe tornata a prestare il proprio braccio a sommarie inquisizioni per metter a tacere i comunisti e chiunque non sia un cattolico sfegatato, fondamentalista fino al buco del culo. Ecco dunque che il cardinal Bagnasco lancia l’anatema contro l’opposizione: “La vita umana va difesa, innanzitutto dal delitto incommensurabile dell’aborto. E questa difesa è uno dei valori non negoziabili in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali. I valori non negoziabili sono la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. Su questo fondamento si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata”. Ed ancora, praticamente sottolineando che il voto i cattolici lo devono  svendere a Renata Polverini e a nessun altro: “Che cosa ci vorrà ancora per prendere atto che senza il principio fondativo della dignità intangibile di ogni pur iniziale vita umana, ogni scivolamento diviene a portata di mano? In questo contesto, inevitabilmente denso di significati, sarà bene che la cittadinanza inquadri con molta attenzione ogni singola verifica elettorale, sia nazionale sia locale e quindi regionale. L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso converrà trascurare”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Siamo tutti osservatori. Con Roberto Saviano

Siamo tutti osservatori. Con Roberto Saviano

Alle prossime elezioni siamo tutti osservatori. Raccogliamo idealmente l’appello di ROBERTO SAVIANO a non arrendersi e a denunciare tutti i tentativi di inquinamento del voto.
www.valigiablu.it

Ci indigniamo insieme a Saviano perché siamo stanchi di una politica che è gestione di potere e non cura del bene comune. Questo gruppo da sempre ha precisato di essere apartitico e qualsiasi simbolo elettorale non è accolto nelle nostre discussioni. Perché crediamo che i principi per cui ci siamo mobilitati siano patrimonio di tutti i cittadini, di destra e di sinistra. Questi principi vengono prima di qualsiasi appartenenza e sono a fondamento del nostro stare insieme come società civile.

Come non era accettabile per noi che il principale tg della tv pubblica potesse dare una notizia falsa senza rettificare (e a tutt’oggi non c’è stata la rettifica, è stata solo data la notizia correttamente senza fare riferimento alla notizia sbagliata) non è accettabile oggi far passare sotto silenzio con una alzata di spalle una denuncia come quella di Roberto Saviano. Noi come Saviano non abbiamo paura a dirlo: “è necessario che il nostro Paese chieda un aiuto. Lo dico e non temo che mi si punti il dito contro, per un’affermazione del genere. Chi pensa che questa sia un’esagerazione, sappia che l’Italia è un paese sotto assedio. In Calabria su 50 consiglieri regionali 35 sono stati inquisiti o condannati. E tutto accade nella più totale accondiscendenza. Nel silenzio. Quale altro paese lo ammetterebbe?”

CLICCA QUI PER ADERIRE

La Santanchè porta le prostitute negli esercizi pubblici. Montano le proteste

La Santanchè porta le prostitute
negli esercizi pubblici
Montano le proteste

di Iannozzi Giuseppe

“Bisogna togliere le prostitute dalle strade”.
La domanda sorge spontanea: come?
“Come fanno in Spagna. Lì ci sono locali idonei, ad esempio bar e ristoranti, dove ai piani superiori sono presenti delle stanze utilizzate per questo”: questa l’idea geniale lanciata da Daniela Santanchè.
Daniela SantanchèPer il sottosegretario al ministero per l’Attuazione del programma “in questo modo sarebbe più facile eseguire controlli e combattere la tratta delle schiave e delle minorenni. E’ sbagliato pensare che dopo il caso D’Addario per il governo sarebbe impopolare varare una legge sulla prostituzione. Al contrario, sono assolutamente convinta della necessità di mettere mano alla regolamentazione del fenomeno, soprattutto per liberare quelle tante donne, spesso minorenni, che sono schiave”.

La Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, alza i toni e si fa sentire: “La prostituzione nei pubblici esercizi, bar e ristoranti, porterebbe alla volgarizzazione del settore e umilierebbe esercenti che hanno ben altri valori da promuovere, danneggiando anche il sistema eno-gastronomico, immagine ed espressione dei veri piaceri del nostro Paese”. Per il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani, “la sola idea di tramutare i pubblici esercizi in locali a luci rosse offende tutta la categoria. Siamo imprenditori seri e spendiamo tutte le nostre energie per curare l’etica e la morale”. Non ci sta neanche Pia Covre, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute: “Il problema non è dove esercitare il mestiere, ma è il riconoscimento dei nostri diritti civili e di lavoratrici. Conosco bene la Spagna e posso dire che anche in quel Paese c’è una forte carenza di diritti civili per le prostitute. Quindi l’idea della Santanchè non risolve i veri problemi che noi abbiamo: dica prima quali diritti vuole garantire e poi dove possiamo esercitare”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

L’ombra della sera

L’ombra della sera

di Ladyluna

Se la raggiungi nelle prime ore del mattino lo spettacolo che può presentartisi è questo, mentre al tramonto le nebbie si tingono di viola, indaco o anche di rosso sangue; questo crea un’atmosfera irreale che ti porta a crederti in una dimensione diversa, oltre il tempo.

La strada provinciale delle colline volterrane ti si erge davanti giungendo dalla dolce Valdera e si snoda sinuosa fino a portarti a un doppio crinale dalla cui sommità domini due valli d’incomparabile bellezza. In alto la città del vento che ti conduce al centro del’antica terra etrusca, dove questo grande popolo pacifico dominava in splendore e civiltà prima di essere inglobato dall’estensione dell’impero romano, il quale vi aggiunse altri splendori. In seguito fece parte della repubblica fiorentina, i cui Signori Medicei eressero la ciclopica fortezza con il possente maschio, attualmente carcere per detenuti condannati all’ergastolo, o comunque in regime di massima sicurezza. Camminando per le sue stradine lastricate estremamente fascinose ti senti parte di questa terra così pregna d’arte e di storia.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Minzolini il “direttorissimo” di Berlusconi. Nuovo scandalo e inchiesta per il premier

Minzolini il “direttorissimo”
di Berlusconi. Nuovo scandalo
e inchiesta per il premier

a cura di Iannozzi Giuseppe

Il Fatto Quotidiano parla di Silvio Berlusconi, del direttore del Tg1 Augusto Minzolini e del commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi: tutt’e tre sarebbero indagati dal pm Michele Ruggiero. Per tutt’e tre l’accusa è di concussione. Si parla di presunte pressioni del premier affinché si arrivasse alla chiusura di Annozero. Il Fatto parla di alcune intercettazioni della Guardia di Finanza di Bari dove Berlusconi si sfogherebbe con Berlusconi e MinzoliniMinzolini, chiamandolo “direttorissimo”. Secondo Il Fatto il premier al telefono avrebbe fatto pressioni affinché Annozero, Ballarò e Parla con me, tre trasmissioni fortemente odiate dal Cavaliere, chiudessero i battenti. Minzolini nelle intercettazioni rassicurerebbe Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.

Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori: “Abbiamo presentato un’interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l’Agcom chiedendo la chiusura di Annozero. Il responsabile dell’Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini”. In una nota il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi: “Le pressioni di Berlusconi sull’Agcom sono la prova che siamo al regime, al fascismo mediatico. Le forze democratiche di questo Paese devono reagire con durezza e determinazione a questo tentativo di piegare l’opinione pubblica con una finta informazione”.
Il presidente del Pd Rosy Bindi: “Solo nell’Italia prigioniera dell’invasivo conflitto d’interessi di Berlusconi si può leggere una storia come quella che ha raccontato Il Fatto quotidiano. Si conosceva l’insofferenza del premier al pluralismo delle idee e alla libera informazione. Ne abbiamo visti tanti frutti amari, dall’editto bulgaro fino all’ultimo blitz sulla ‘impar condicio’. Stavolta emerge la vergogna di pesanti e plateali condizionamenti condotti in prima persona dal capo del governo, proprietario della più importante azienda privata di comunicazione del Paese, a danno di trasmissioni del servizio pubblico come Annozero. Anche così si delegittimano le istituzioni. E’ intollerabile servirsi di chi dovrebbe svolgere una funzione terza, di vigilanza sull’equilibrio e la correttezza del sistema delle comunicazioni, per mettere la mordacchia all’informazione più scomoda e più seguita delle reti Rai”.
Minzolini fa il sordo: “Non so di cosa si parla, non ho ricevuto nessun avviso di garanzia. E quale è il reato? Berlusconi? Mi avrà telefonato due o tre volte, non di più. E comunque quanto Casini e gli altri… Siamo alla follia, credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv”. Il commissario dell’Autorità per le comunicazioni Giancarlo Innocenzi irato avrebbe già dato istruzioni “all’avvocato Marcello Melandri per predisporre denunce e querele necessarie a tutelare la verità dei fatti e la mia onorabilità”. Sempre Innocenzi sottolinea “l’illiceità della pubblicazione delle intercettazioni che lo riguardano”.
Il Presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, in una nota dichiara che “l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è indipendente e autonoma e non ha mai esercitato censura preventiva. In tutte le occasioni nelle quali è stata chiamata in causa, a vario titolo, l’Agcom ha sempre risposto in modo univoco: ‘L’Autorità non esercita censure preventive perché contrarie all’art. 21 della Costituzione, rispetta la libertà dei giornalisti, tutela il pluralismo dell’informazione’. L’Autorità parla attraverso i propri atti; e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio. Anche in relazione alle regole da osservare nel periodo elettorale in materia d’informazione e di comunicazione politica l’Autorità non ha mancato di dare nelle sedi competenti il suo istituzionale contributo al chiarimento dei termini della questione”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

La Russa le suona a Carlomagno free lance

La Russa le suona
a Carlomagno free lance

a cura di Iannozzi Giuseppe

Presso la sede del Pdl, in via dell’Umiltà, durante la conferenza stampa del presidente del Consiglio sul caos liste, Rocco Carlomagno ha chiesto di poter parlare ed ha criticato l’operato del governo.
I collaboratori di Berlusconi hanno detto che “non si tratta di un giornalista”.
“Sono un free lance”, ha subito ribattuto Carlomagno.
La Russa interviene: “Lei non è iscritto a nessun albo”.

Rocco Carlomagno è in realtà un freelance e un attivista politico. Ieri aveva la tessera del Pd, oggi simpatizza con il Popolo Viola.

Ignazio La RussaBerlusconi ha sbottato: “Lei si deve vergognare, lei è un villano. Questa è una conferenza stampa per i giornalisti e non per gli individui come lei… noi non ci saremmo mai permessi di andare a disturbare la conferenza stampa dell’altra parte politica. In questo sta la differenza con la sinistra. Le sarà chiesto di rilasciare le sue generalità affinché il capo della Protezione Civile possa denunciarlo”.
Berlusconi ha poi insultato l’uomo: “Capisco perché lei è cosi… perché tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede…”. La Russa ha avvicinato per la seconda volta l’uomo che continuava a rivolgersi a Berlusconi e gli ha poggiato la mano sulla testa, al che Carlomagno gli ha urlato: “Lei è un picchiatore fascista”. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini si è avvicinato ha detto: “Allontanate La Russa”.

Carlomagno è stato sbattuto fuori dalla security mentre quelli del Pdl gli gridavano contro “buffone, buffone”. Carlomagno ha annunciato che denuncerà La Russa per aggressione, tesi sostenuta anche dall’agenzia francese AFP, che titola il lancio sulla conferenza stampa odierna: “Un giornalista malmenato dal ministro della Difesa” (Italie: un journaliste malmené par le ministre de la Défense, ndr). “Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”, ha detto Carlomagno intervenendo telefonicamente a Un giorno da pecora, il programma di Radio2 condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro: “Verdini mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto ‘facciamo che la cosa finisce qui’”.

“Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perché la libertà di stampa si difende anche così… Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me. Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà

I Berlusconidi, tipici esemplari
del Popolo delle Libertà

I Berlusconidi, tipici esemplari del Popolo delle Libertà, riconoscibili dal naso lungo lungo,  vanno avanti a colpi di menzogne mediatiche. Mills sarebbe stato assolto. Sbagliato. Ma così recitano il Tg1 e i vari quotIndiani lecchini.  Allora facciamo un pò d’ordine chiarendo  i precedenti cardine di questo premeditato epilogo processuale. Nel merito, cioè nei fatti, Mills è stato ritenuto colpevole del reato di corruzione e infatti condannato a risarcire i danni alla Presidenza del Consiglio che, ironia della sorte,  è ora rappresentata da Berlusconi, ma allora  da Prodi.  Nella forma, cioè per norma giuridica, invece, il processo è stato chiuso per avvenuta prescrizione. Non perchè il fatto non sussiste. E’ chiara la differenza? Ma perchè è andata così? Guardate prima le date della carriera politica del premier:

Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha ottenuto quattro mandati da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006); infine, l’attuale, nella XVI (2008). Complessivamente Silvio Berlusconi detiene il record di durata in carica come capo di governo dell’Italia repubblicana e ha presieduto il gabinetto di governo più longevo della Repubblica Italiana (Berlusconi II). Silvio Berlusconi è stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna, per via di assoluzioni, prescrizioni e depenalizzazioni del reato.

Punto primo: consideriamo l’anno in cui è stata modificata la Legge sulla prescrizione, ex Cirelli. Anno 2005. E chi era in carica in quel periodo? Ma sempre lui: il prestigiatore delle colombelle diddielle. In pratica questa legge va ad accorciare i tempi, nel caso specifico del reato per  corruzione, da 15 a 10 anni. Ma toh, ma guarda un pò!  I processi Fininvest-Gdf e All Iberian erano per caso antecedenti quella data? Ma certo che sì.  Anche se la Menzogna in personam ha spacciato ben altro:
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Fini dà ragione ai magistrati e non a Berlusconi

Fini dà ragione ai magistrati e non a Berlusconi

a cura di Iannozzi Giuseppe

“No, i magistrati non si devono vergognare.” Gianfranco Fini prende le distanze da Silvio Berlusconi, che in questi anni non ha mai mancato di attaccare la magistratura.

FiniIl presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervistato al Caffè della Versiliana, ha spiegato: “Il capo del governo è notorio che usa espressioni molto dirette perché ritiene di essere al centro di un particolare accanimento da parte di alcune Procure. Ma al netto di questa espressione, che lascia il tempo che trova, il compito della politica è quello di riformare la cosa pubblica e quindi di garantire che ci sia una giustizia in tempi brevi e certi ma anche che ci sia una giustizia autenticamente giusta, basata su quell’equilibrio necessario che oggi molte volte non c’è… Spero che finita la consultazione elettorale di marzo, che è importantissima, si parta finalmente con un disegno di riforma della Costituzione, partendo da ciò che si può fare con una larga condivisione”.

E’ parere del presidente della Camera Fini che sia possibile utilizzare parte del 2010 e i susseguenti anni 2011-2012, affinché si realizzino riforme istituzionali che maggioranza e opposizione possano condividere, come quelle che prevedono la nascita di un Senato federale e la riduzione del numero dei parlamentari. “Continuo ad essere ottimista, è arrivato il momento di fare le riforme”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Berlusconi e il cavallo di Troia, come Caligola con il cavallo senatore

Berlusconi e il cavallo di Troia,
come Caligola con il cavallo senatore

di Iannozzi Giuseppe

Berlusconi ha pronto il piano, l’uscita di sicurezza per quando il suo governo finirà affogato nel fango: auto-eleggersi senatore a vita. Se questo incubo si concretizzerà, Berlusconi, poco ma sicuro, non ce lo leviamo più dai coglioni; e i coglioni sono almeno una buona metà di onesti italiani, quelli invisi all’attuale premier e che lui in campagna elettorale davanti alla platea di Confcommercio ha osato definire proprio così, coglioni. “Voto alla sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni”: così ebbe modo di dire, tranne poi tentare di correggersi sostituendo coglioni con masochisti, bacchettando la stampa perché a suo modo di vedere essa avrebbe travisato le sue parole. Correva l’annus domini 2006 e si era in aprile.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Bersani nel 1966 spalava il fango a Firenze, ma di Bertolaso nessuna notizia

Bersani angelo del fango nel 66 a Firenze,

Bertolaso invece coccolato dall’editoriale di Minzolini

di Iannozzi Giuseppe

1966: a Firenze ci fu l’alluvione. 44 anni fa il giovanissimo Pier Luigi Bersani è uno dei tanti volontari a spalare in mezzo al fango. I giovani idealisti di allora vennero poi ribattezzati “angeli del fango”.

Oggi 19 febbraio 2010, dopo l’attacco di Bertolaso, che nel corso di un’intervista apparsa sulla berlusconiana rivista Panorama sputa senza ritegno alcuno contro Bersani in questi termini, “se arriva un terremoto chi spala? Bersani?”, oggi, con signorile pacatezza, Bersani replica al capo della Protezione Civile: “A Bertolaso consiglierei un po’ più di umiltà, meno arroganza e di volare un po’ più basso, perché con me capita male: io a quindici anni spalavo a Firenze, non so lui cosa facesse”. E su Flickr mette online la foto che qualcuno gli scattò 44 anni fa. Un giovane, uno dei tanti volontari, in mezzo al fango e a tanti altri come lui, tutti volenterosi, tutti desiderosi di aiutare la gente, Firenze, con i fatti e non con le parole. Grazie a quei ragazzi che nel 1966 s’immersero nel fango, oggi Firenze ha ancora le sue opere d’arte e i suoi libri, che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

L’affaire Moro, di Leonardo Sciascia

L'affaire MoroL’affaire Moro

di Leonardo Sciascia
Nota dell’editore
Sellerio Editore
Collana La rosa dei venti
Saggistica politica
Pagg. 208
ISBN: 9788838924002
Prezzo: € 8,00

Fra il 12 dicembre 1969 (strage di piazza Fontana a Milano) e il 2 agosto 1980 (strage della Stazione di Bologna) si sono consumati in Italia i cosiddetti anni di piombo, secondo una strategia della tensione che vedeva da un lato movimenti extraparlamentari di destra e dall’altro analoghi di sinistra.
Fu un periodo tragico, purtroppo indimenticabile e di cui ancora si ignorano, più che le origini degli eversori, le menti segrete che li manovravano.
In un contesto di stragi senza vittime predestinate, di gambizzazioni, di  rapimenti, di omicidi mirati, si inserisce anche la famosa vicenda di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La mattina del 16 marzo 1978, lo stesso giorno il cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti e costituito con l’appoggio del Partito Comunista Italiano si apprestava a presentarsi al Parlamento per il voto di fiducia, l’automobile che trasportava Aldo Moro dalla sua residenza alla Camera dei Deputati fu intercettata da un gruppo di fuoco delle Brigate Rosse. Gli uomini della scorta, 5, furono tutti uccisi, mentre il presidente della Democrazia Cristiana venne sequestrato. Tenuto in prigionia per 55 giorni, processato e condannato a morte, il suo corpo fu fatto ritrovare il 9 maggio nel baule di una Renault 4 parcheggiata a Roma in via Caetani, ubicazione non scelta a caso perché a poca distanza da Piazza del Gesù, dove c’era la sede nazionale della Democrazia Cristiana, e da  via delle Botteghe Oscure, dove invece si trovava la sede nazionale del Partito Comunista.
Continua..

La Mussolini contro gli autori della bufala a luci rosse

La Mussolini intenderebbe svergognare
gli autori della bufala a luci rosse

a cura di Iannozzi Giuseppe

Una storia senza fine quella che vede travolta in un presunto scandalo a luci rosse Alessandra Mussolini. In una intervista a La Stampa, la Mussolini dichiara: “Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicenda. Aspettate e si vedrà”. La Mussolini specifica inoltre di ”avere sospetti” ma di “non poter fare nomi”.
Con Roberto Fiore, nell’intervista, la Mussolini assicura che “abbiamo fatto campagna elettorale insieme”. Tutto il resto è “assurdo”.
Continua..

Alessandra Mussolini e Roberto Fiore in un video a luci rosse che nessuno ha mai visto. Una bufala?

Alessandra Mussolini, Roberto Fiore
e
Vittorio Feltri: il triangolo sì, il triangolo no!

a cura di Iannozzi Giuseppe

La Mussolini torna a far parlare di sé. Si parla di un presunto video hard di lei che farebbe sesso con Roberto Fiore. Il caso è al centro di un’inchiesta della Procura di Roma, pur non avendo niente di niente in mano: i pm stanno cercando di far luce sul tentativo di vendita del video hard. Si parla di una mail inviata addirittura alla Presidenza del Consiglio. Il video – che fino ad oggi non è sbucato fuori – ritrarrebbe in atteggiamenti intimi Alessandra Mussolini insieme all’eurodeputato Roberto Fiore. A Piazzale Clodio sono stati espressi seri dubbi sull’esistenza del video.

Alessandra MussoliniDa quanto trapelato, un uomo, un non meglio identificato A.C., è stato arrestato per tentata estorsione. Non v’è certezza, ma gira la voce che A.C. avrebbe chiesto qualcosa come 1 milione di Euro per il video. Di per certo si sa che l’uomo, con precedenti per truffa, sostiene di essere un produttore televisivo. Il procuratore aggiunto Saviotti lo interrogherà. A.C. è già stato ascoltato dalla Digos ma, pur ammettendo di essere l’autore della missiva («avevo bisogno di soldi»), ha negato di essere in possesso del filmato.

Il sédicente produttore ha dichiarato che la richiesta di danaro è stata una sua iniziativa personale. A.C. ha anche affermato di essere stato avvicinato nel mese di settembre da persone a lui sconosciute, le quali gli avrebbero chiesto se era interessato al video, girato con un telefonino. L’uomo sostiene di aver visionato il filmato e che le immagini non sono chiare; specifica inoltre di aver appreso dai suoi interlocutori che si tratta di due parlamentari. Nel corso di una perquisizione in casa di A.C. è stato sequestrato un pc.

Forza Nuova parla di un «video inesistente», «una montatura da cui emergono truffatori da quattro soldi» e annuncia «un processo per danni» nei confronti del direttore de Il Giornale Vittorio Feltri.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Silvio Story

La vita di Berlusconi, cronologia

A cura di Maria Luisa Brandi


Berlusca


Questa cronologica penso che tutti dovrebbero leggerla, perchè è la storia del Capo del Governo Silvio Berlusconi distribuita al parlamento europeo nel 2003. E’ roba vecchia ma, per chi non conosce il suo passato, è sempre utile. Il migliore Premier negli ultimi 150 anni? Buona lettura.

1936. Nasce a Milano il 29 settembre, primo di tre figli (due maschi e una femmina) di Luigi Berlusconi, impiegato alla Banca Rasini, e Rosa Bossi, casalinga. Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Tra 21 giorni si decide il destino dell’Italia

Berlusconi operaioBerlusconi e il lodo Alfano

Tra 21 giorni si decide il destino dell’Italia

a cura di Iannozzi Giuseppe

Potrebbe finire male, molto male, per l’attuale Premier se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il lodo Alfano, che oggi regala una immunità pressoché totale alle quattro più alte cariche dello Stato.

L’Avvocatura generale dello Stato, per conto della Presidenza del Consiglio, difende a spada tratta una delle leggi più inique che siano mai state varate da quella che si presume essere una democrazia, dove la legge dovrebbe essere uguale per tutti: “Ci sarebbero danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l’impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso con danni in gran parte irreparabili”. Grazie all’esecrando lodo Alfano, a tutt’oggi, sono stati congelati ben tre processi nei confronti di Silvio Berlusconi. L’udienza si terrà il 6 ottobre prossimo, la cancelleria della Corte costituzionale ha già depositato una memoria di ben 21 pagine.
Per l’avvocato dello Stato, Glauco Nori la “ragionevolezza” del lodo Alfano non è da mettersi in discussione, in quanto garantisce due interessi: quello “personale dell’imputato a difendersi in giudizio” e “quello generale, ma anche quello personale per l’efficienza “delle funzioni pubbliche” svolte dal premier. Se invece la legge (“non solo legittima, ma addirittura dovuta”) venisse bocciata dai giudici della Consulta, c’è il pericolo che ripeta quanto accadde a Giovanni Leone. Glauco Nori sottolinea: “Talvolta la sola minaccia di un procedimento penale può costringere alle dimissioni prima che intervenga una sentenza ed anche quando i sospetti diffusi presso la pubblica opinione si sono dimostrati infondati”. Ed ancora: “Sono rari i processi penali che si concludono dentro il tempo di una legislatura (ancor di più, di un mandato di un Presidente del Consiglio dei ministri); di conseguenza quest’ultimo si trova esposto al rischio di subire per tutta la durata della carica i danni conseguenti. Se la legge fosse dichiarata costituzionalmente illegittima non sarebbe eliminato il pericolo di danno all’esercizio delle funzioni che, in quanto elettive, trovano una tutela diffusa nella Costituzione”. Per l’avvocatura dello Stato, in sintesi: “il titolare di funzioni di massimo rilievo politico non solo deve avere la serenità sufficiente per il loro esercizio corretto, ma prima di tutto deve essere sottratto ad ogni condizionamento, che possa pregiudicare la stessa continuità dell’esercizio”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Berlusconi, The PeaceKeeper

Berlusconi, The PeaceKeeper

di Iannozzi Giuseppe

La Conferenza Episcopale Italiana ai rappresentanti politici, per voce del suo presidente Angelo Bagnasco: “Occorre che chiunque accetta di assumere un mandato politico sia consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda. Una sobrietà che non deve essere solo apparenza: politici e amministratori hanno il dovere di perseguire concretamente il bene comune. E’ questo il criterio della reale efficacia di ogni azione politica rispetto ai problemi concreti del Paese. Infatti, il criterio fondamentale per una onesta valutazione dell’agire politico è la capacità di individuare le obiettive esigenze delle persone e delle comunità, di analizzarle e di corrispondervi con la gradualità e nei tempi compatibili. [...]
Come vescovi di questo amato Paese sottolineiamo anche noi con il Papa ‘l’importanza dei valori etici e morali nella politica ad ogni livello. La stessa memoria degli impegni solennemente assunti da ogni forza politica al momento del voto, si pone per noi su quel livello della pertinenza etica che è intrinseco ad una partecipazione vitale di tutti i cittadini alla costruzione della polis. [...]
Avvertiamo necessaria una costante e umile verifica della condotta nostra e delle nostre comunità. Ma nondimeno siamo consapevoli di non poterci mai sottrarre al dovere di testimoniare e annunciare la verità, ed essere cioè quel ‘segno di contraddizione’ rispetto allo spirito del mondo di cui parla il Vangelo”.
Poi Angelo Bagnasco torna sul caso Boffo: “E’ ancora vivo in noi un passaggio amaro che, in quanto ingiustamente diretto ad una persona impegnata a dar voce pubblica alla nostra comunità, ha finito per colpire un po’ tutti noi: la gravità dell’attacco non può non essere ancora una volta stigmatizzata, come segno di un allarmante degrado di quel buon vivere civile che tanto desideriamo e a cui tutti dobbiamo tendere… la Chiesa è in questo Paese una presenza costantemente leale e costruttiva che non può essere coartata né intimidita solo perché compie il proprio dovere”.
Continua..

Berlusconi non è vittima dei media ma solamente di sé stesso

Berlusconi non è vittima dei media
ma solamente di sé stesso

a cura di Iannozzi Giuseppe

Com’era facilmente immaginabile adesso il presidente del Consiglio vorrebbe far credere all’opinione pubblica di essere vittima sacrificale, il mostro sbattuto in prima pagina, ecc. ecc. L’avvocato Niccolò Ghedini a un quotidiano inglese: “Berlusconi è pronto ad andare in tribunale per spiegare che non è impotente”. Niccolò Ghedini (Pdl), a proposito della causa per diffamazione all’Unità, spiega: “Berlusconi è pronto ad andare in tribunale per spiegare non solo che non è un libidinoso, ma anche che non è impotente. L’Unità non può scrivere che qualcuno è impotente o libidinoso senza aspettarsi che quella persona reagisca. Perché mai a Berlusconi non dovrebbe essere consentito di spiegare a 20 milioni di italiani, i suoi fedeli elettori, che egli funziona perfettamente bene?” E il Times ribatte all’offensiva lanciata dal premier, non dimenticando il caso Boffo: “Berlusconi sotto attacco va all’attacco… l’impressione che ormai nessuno più è al sicuro potrebbe spingere i leader politici cattolici ad abbandonarlo nonostante le sue politiche (antieutanasia, antigay, ecc. ecc.)… La pretesa continua di Berlusconi si essere la vittima numero Uno dei media suona come un assurdità, o completamente orwelliana. Il suo possesso e la sua influenza sul 90 per cento della televisione italiana è di nuovo in bella evidenza, visto che la pubblicità di un nuovo film svedese che critica il controllo dei media di Berlusconi è stata bandita da tutte le maggiori reti tv”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

La polenta di Umberto Bossi e la taumaturgia di Famiglia Cristiana – riedit

La polenta di Umberto Bossi
e la taumaturgia di Famiglia Cristiana

di Iannozzi Giuseppe

Famiglia Cristiana punta l’indice contro la legge sulla sicurezza voluta e promulgata dal governo Berlusconi. La denuncia è: “Ironia della sorte è toccato a Verona, la città di Romeo e Giulietta, aprire le danze”. Si legge nell’editoriale paolino delle “proposte bislacche” della Lega, che oramai “si susseguono al ritmo di una al giorno”. I paolini, sotto la direzione del taumaturgo Don Sciortino, scrivono: “Quanto alla legge sulla sicurezza, che per le nozze miste sembra scritta da don Rodrigo (ma chiedere a un politico leghista di leggere i Promessi Sposi del gran lombardo Alessandro Manzoni è chiedere troppo), essa sarà probabilmente spazzata via da una sentenza della consulta non appena qualcuno la impugnerà. Nel frattempo, la Lega avrà già conquistato le poltrone di governatore nelle regioni del Nord alle amministrative. Che importa se si sarà rivelata un’inutile grida? Al massimo qualche centinaio di migliaia di extracomunitari avranno dovuto rinunciare al loro sogno di sposarsi e metter su famiglia.
Una proposta di legge simile, in Francia, è stata bocciata dal Tribunale costituzionale. Invece a Verona e in Italia le nozze non s’hanno da fare. Con buona pace di quelle centinaia di migliaia di stranieri clandestini, badanti comprese, che non hanno il diritto d’innamorarsi, amarsi e creare una famiglia fondata sul matrimonio e protetta giuridicamente. In spregio a un diritto fondamentale della persona, sancito dalla Costituzione (agli articoli 29 e 30), dalle leggi dell’unione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, da quel diritto naturale e universale che muove il mondo e che è alla base del Vangelo: l’amore. Dimenticando i veri problemi del paese, le proposte bislacche si susseguono al ritmo di una al giorno dai presidi e professori autoctoni al dialetto a scuola (ideale per formare cittadini europei), alle gabbie salariali, ai giudici eletti dal popolo fino ai sottotitoli in dialetto delle fiction e al cambio dell’inno nazionale”.
Continua..

Roberto Maroni assicura di non essere Hitler. Però è davvero tanto tanto difficile credergli

Roberto Maroni assicura di non essere Hitler
Però è davvero tanto tanto difficile credergli

di Iannozzi Giuseppe

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, scatta infuriato: “Non sono Hitler”. E senza pensarci su due volte sgancia le sue bombe sul Vaticano e sull’Unione Europea. E per completare l’opera si dice prontissimo ad applicare la legge sulla sicurezza, che guarda caso è stata pubblicata in data odierna (25/07/2009) sulla Gazzetta ufficiale.

Durante un convegno organizzato dai circoli Nuova Italia, Roberto Maroni si produce in copiose lamentele perché “non sono la reincarnazione di Hitler che approva le leggi razziali, anzi ci rido sopra. L’Italia è all’avanguardia in materia di integrazione. Siamo il Paese che nell’Unione europea, che da questo punto di vista ha le performance migliori, anche se alcuni mezzi di informazione sostengono il contrario”.
Da bravo ragazzo qual è cerca persino di spiegare il reato di clandestinità: “Non ci interessa il carcere per i clandestini, ma l’espulsione obbligatoria. Abbiamo finalmente affrontato con serietà questo grande tema e siamo pronti ad applicare le norme”. E dopo questa spiegazione elementare efficace e diretta, la bomba sulla Santa Sede: “La legislazione del Vaticano prevede il carcere per gli immigrati clandestini. Noi che siamo più buoni di loro abbiamo previsto solo una multa”. E non si dimentica di attaccare l’Unione Europea con le famose – e rinomate – bombe intelligenti: “Invece di criticare i Paesi dell’Ue applichino i principi di solidarietà per l’accoglienza stabiliti proprio dalla stessa Unione. Le norme stabiliscono che un rifugiato deve essere trattenuto nel Paese dove ottiene lo status di rifugiato. E’ chiaro che in Italia dall’Africa ne sbarcano molto di più di quanti non ne arrivino a Berlino in aereo. Io ho chiesto di applicare il modello della solidarietà tra i diversi Paesi nell’accoglienza. Almeno dell’assistenza dovuta ai rifugiati talvolta per tutta la vita, deve essere l’Unione europea a farsi carico. La risposta dei paesi europei è stata no, grazie; vengono in Italia e ve li tenete voi”.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.