Appunti della Storia, di Gaspare Armato
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Appunti della Storia
di Gaspare Armato
Ideazione copertina di Maria Catalina Alvarez
Edizioni Autorinediti
www.autorinediti.it
info@autorinediti.it
Saggio storico
Pagg. 108
ISBN: 9788895300498
Prezzo: € 9,50
La passione per la storia di Gaspare Armato è inequivocabile, tanto che è il dominus di un blog dove si parla esclusivamente di questa materia, a scuola troppo spesso trascurata e comunque non considerata, erroneamente, prioritaria.
Peraltro il metodo di approccio dell’autore toscano è quanto mai ampio, non comprendendo solo i fatti salienti che si sono verificati, ma estendendo la visione alle caratteristiche di determinati periodi, con la descrizione di usi, di costumi, perfino dell’alimentazione. In questo modo il risultato è rappresentativo in misura abbastanza attendibile dei personaggi ignoti della storia, cioè della quasi totalità degli esseri umani di un’epoca, ombre sconosciute che pure hanno collaborato in modo determinante al concretizzarsi di eventi che non possono trovare spiegazione solo nell’iniziativa dei singoli, ma inquadrandoli nel contesto generale.
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Vieri Tommasi Candidi, Da un’altra parte, Cicorivoltaedizioni.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Vieri Tommasi Candidi
Da un’altra parte
collana: i quaderni di Cico
Cicorivoltaedizioni
ISBN 978-88-95106-35-9
© luglio 2008 - € 10,00 - pp. 137
in copertina, illustrazione originale e copywrite di Emidio Giovannozzi
Adattamento grafico, di Phab Postini
Dalla Napoli dei Quartieri Spagnoli alla Milano dei quartieri alti la strada è lunga e piena d’insidie. Tre voci narranti si combinano tra loro, dando vita a una prosa spaesante, mozzafiato, che ci afferra sin dal primo rigo e ci lascia andare, stremati, solo all’ultimo. Interazioni, slittamenti, movimenti senza tregua da una realtà all’altra, da un luogo mentale all’altro in continua sovrapposizione. Ciò che è vicino si allontana, ciò che è lontano si sta avvicinando. La trama crossover del secondo romanzo di Vieri Tommasi Candidi si compone come un affascinante e misterioso puzzle. Una strada vera e una metaforica s’intrecciano, trasportandoci in una dimensione profonda in cui il fuori e il dentro della realtà non sono poi così distanti.
Storia d’amore, di disperazione, di sangue. Sangue del corpo. Sangue dell’anima. Storia di un passato che riemerge in tutta la sua crudezza e di un presente troppo doloroso per essere sopportato. Fino al colpo di scena finale che dona un nuovo senso a tutte le cose.
Nato nel 1966 a Firenze, Vieri Tommasi Candidi vive da una decina d’anni tra le colline del Chianti. È autore di alcuni racconti pubblicati dalla rivista Inchiostro e da Doc Toscana, e di un romanzo, Là oltre la fine del giorno, edito da Carlo Zella Editore. Il suo luogo internet è: www.vieritommasicandidi.splinder.com
Da un’altra parte è il suo secondo romanzo.
Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba”
Pubblicato da chiaraperseghin
Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba”
La persona che ho intervistato oggi non ha bisogno di tante presentazioni. Chi bazzica la rete prima o poi si imbatte su uno dei suoi siti: Giuseppe Iannozzi, giornalista, recensore, colui che non si risparmia in complimenti o stroncature, oggi ci presenta il suo nuovissimo libro. Si tratta di una raccolta di racconti intitolata “Morte all’alba“.
1) Giuseppe Iannozzi. Il tuo nome è noto sulla rete. Chi naviga ti conosce, molti ti stimano, ma molti ti temono. Sei sincero e pungente. Ti sei fatto più amici o più nemici?
Nel corso degli anni il mio nome, bene o male, è finito sulla bocca di molti. Anche questo è un risultato, disgraziato quanto si vuole ma pur sempre un risultato.
Quando decisi di parcheggiare le chiappe (anche) in Rete non mi aspettavo granché; ad essere sincero al massimo mi aspettavo una slabbratura nelle maglie della Rete e null’altro. Con gli anni Internet ha cominciato a veicolare le scelte dei lettori e più in generale di chiunque faccia arte. Credo di non sbagliare dicendo che oggi buona metà delle informazioni ci arrivano grazie all’http; ed è ormai un dato di fatto che molte notizie approdano prima in Rete e poi sulla carta stampata. Libri, musica, film sono largamente pubblicizzati attraverso Internet. C’è stato un tempo, neanche poi troppo lontano, in cui si pensava che l’e-book avrebbe soppiantato la carta stampata: così non è stato e sinceramente non ho mai creduto che un e-book potesse cancellare dalla faccia della terra il classico libro. Oggi viene utilizzato soprattutto per la manualistica tecnica, e molti autori in erba pubblicano i loro romanzi o fumetti in formato lit o pdf. Sono un mezzo come un altro buono per la promozione, ma non per altro. Il lettore ha ancora la necessità di avere il supporto cartaceo, per fortuna. Il libro, quando nasce invalido e non arriva né al pubblico né alla critica, può tranquillamente finire al macero e diventare carta riciclata utile per stampare altri libri. Si deve solo imparare a riciclare con maggiore attenzione per far fronte al problema carta, allo sfruttamento delle foreste.
Se come me fai il critico e lo fai senza concedere sconti di alcun tipo, è chiaro che ti fai tanti nemici, nemici che spesse volte si dicono tuoi amici per un puro calcolo di convenienza. In campo artistico e critico preferisco avere dei nemici dichiarati piuttosto che tanti sorrisi a trentadue denti: dai primi so che non tradiranno la loro natura, non tanto facilmente comunque, mentre i secondi ci mettono un secondo a pugnalarti alle spalle con i loro sorrisi. Gli amici sinceri, sempre e comunque, sono una rarità, come i buoni libri. Continua..
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Il cerchio infinito, di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Il cerchio infinito
di Renzo Montagnoli
Introduzione dell’autore
Prefazione di Fabrizio Manini
In copertina “Galassia M 104”
fotografata dal telescopio spaziale Spitzer della NASA
Elaborazione grafica di Elena Migliorini
Edizioni Il Foglio
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Poesia silloge
Pagg. 70
ISBN: 978-88-7606-196 – 7
Prezzo: € 10,00
Ho letto le poesie di Renzo Montagnoli in un’atmosfera evocata dai suoi intensi versi soffusi di malinconia, eppure anche aperti alla speranza.
Credo che l’Autore abbia espresso al meglio lo stupore dell’uomo di fronte al mistero della vita, il suo sentirsi a volte travolto dagli eventi, il suo doversi rassegnare alle perdite e agli abbandoni, il suo cercare senso e significato dove c’è invece solo il silenzio…mai una risposta.
“E’ già il buio e poi sarà la luce
fra atomi erranti
in un tempo senza fine,
in una catena di indissolubili destini,
dove resta la polvere di anime spoglie,
soffi di vita ritornati nell’eternità.”
Questi versi da “Il cerchio infinito”, la poesia che apre questa splendida raccolta, sono tra i più pregnanti e significativi della sua poetica.
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Gian Ruggero Manzoni. L’albero di Maehwa. Intervista all’Autore.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

GIAN RUGGERO MANZONI
L’albero di Maehwa
Intervista all’Autore
a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Nel tuo ultimo romanzo, “L’albero di Maehwa”, si narra di un marchese decaduto il cui nomignolo è Nessuno. Chi è il Nessuno del tuo romanzo? E: chi oggi nella società – che nostro malgrado viviamo sulla pelle – si può bene o male definire un Nessuno?
Da un lato il Nessuno di turno è un’Europa ormai priva di una sua identità, in balia della mercificazione, del consumo, di uno pseudo-sogno americano; dall’altro è l’Ulisse di sempre alla ricerca di un senso da dare all’esistere, curioso di scoprire se tale senso nell’uomo ancora alberga e coraggioso nonché furbo al punto di sfidare la sorte come fosse costantemente seduto a un tavolo da gioco. Ma potrebbe anche essere, il mio Nessuno, colui che ha fatto del Nulla la sola possibile dimensione dell’essere, quindi il nichilista, ma di aristocratico lignaggio, alla Junger, per intenderci bene, in cui la sfida poi al Nulla diviene ragione di vita, non certo quello inebetito dal benessere, dall’omologazione e dal continuo bisogno d’avere, perché, in questo secondo caso, non si potrebbe che parlare di un nichilismo d’accatto, privo di dignità e di rispetto, del quale pare che ormai molti siano i figli, in particolare i giovani.
2. Ne “L’albero di Maehwa”, prima della vicenda personale di Nessuno e di Libero, suo grande amico, quasi un fratello, ho avuto come l’impressione che tu abbia voluto delineare la decadenza delle arti, della politica, della società, degli uomini. E’ un ritratto spietato dell’attuale società, non esiste un solo buono che si possa definire tale, tutti sono compromessi nell’avanzare pregiudizi, nel disporre ipocrisie e machiavellismi e nel fregare il prossimo. Caro Gian Ruggero Manzoni, ti chiedo dunque: è l’Italia un paese alla deriva? Se sì, per quali motivi?
Caro Giuseppe hai colto pienamente nel segno. Sì, nel mio ultimo romanzo punto l’indice d’accusa contro una società allo sbando in cui… che al potere ci sia la destra o la sinistra… sempre e solo i furbi e gli opportunisti la fanno da padroni, ma tale situazione ormai è estendibile a tutto il pianeta, non solo all’Italia. Non esistono più luoghi ancora vergini, magici, immuni dalla protervia umana. Là dove esiste un uomo votato unicamente alle logiche del potere e del privato interesse domina la corruzione, la violenza finalizzata al mantenimento di una carica e, ovviamente, l’intrigo, il ladrocinio. Sono sempre più convinto che se non succederà veramente un qualcosa di eclatante, forse di catastrofico, tali regole perverse saranno sempre, su questo pianeta, motivo portante dell’esistenza. Infine non se ne può più! La stanchezza sta prendendo il posto del resistere e il fatalismo sta scalzando ogni idealità. Siamo in balia della corrente. Nuotare per opporsi a essa è sfinente, lacerante, sempre più faticoso, forse non ci resta che fare il morto per galleggiare e seguire il flusso, ma mio padre mi diceva che sono sempre gli stronzi a stare a galla, quindi, a questo punto, direi che è quasi meglio affogare, al fine di mantenersi degni, pur di non continuare a galleggiare da morti, amorfi, ignavi, insensibili, demotivati e puzzolenti.
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Il respiro della luna, di Cristina Bove
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Il respiro della luna
di Cristina Bove
Prefazione di Renzo Montagnoli
Immagine di copertina di Cristina Bove
Elaborazione grafica di Elena Migliorini
Edizioni Il Foglio
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Collana Autori Contemporanei Poesia
Diretta da Fabrizio Manini
Poesia silloge
Pagg. 110
ISBN: 978 – 88 -7606 -195 – 0
Prezzo: € 12,00
Come una fonte antica che disseta con le sue fresche acque il viandante accaldato dal lungo viaggio, da Cristina Bove sgorgano versi limpidi a placare l’arsura dell’affanno della vita quotidiana.
Questa raccolta di poesie è un compendio dell’attività artistica di una donna che già ci aveva stupito con Fiori e fulmini (Edizioni Il Foglio, 2007), confermando la sua innata capacità a trasfondere in equilibrate e armoniose parole sentimenti ed emozioni che irrefrenabili traboccano dall’animo.
I temi affrontati, sviscerati, approfonditi sono i più diversi, ma in ogni caso ciò che ne scaturisce è in un delicato equilibrio fra la potenza della folgore e il lieve soffio della brezza della sera; sono parole che fluiscono incessanti, che entrano dentro con leggerezza, ma che incidono, lasciano traccia tale da ritornare prepotenti nel corso delle giornate, quando meno te l’aspetti. Come ricordi emergono all’improvviso, un verso, anche solo l’inizio di un verso, e allora ti metti a pensare, a riflettere sulla caducità della vita, su questo nostro correre vano verso il nulla, ma anche sulla bellezza della natura, sulla purezza dei sentimenti più semplici e spontanei.
Ma tu che ne sai / delle lune traverse / dei tronchi contorti dei meli / Che ne sai delle maschere nere / delle strade di notte? / …
Presenze e Assenze, di Davide Vaccino
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Presenze e Assenze
di Davide Vaccino
Prefazioni di Thomas Lowe
e Arnaldo Colombo
In copertina immagine tratta dal free site
windoweb.it:80
rielaborata dall’autore.
Elaborazione grafica e assemblamento
di Elena Migliorini
Edizioni Il Foglio
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Poesia silloge
Pagg. 100
ISBN: 978-88-7606-194 – 3
Prezzo: € 12,00
Presenze e Assenze è l’ultima opera poetica di Davide Vaccino, autore dai toni pessimistici, dai versi velati di una tristezza che sembra emergere dall’oceano dell’animo come una nebbia che impregna i versi e poco a poco avvolge il lettore. Ma forse non è tristezza, almeno come normalmente l’intendiamo, bensì un’intensa angoscia che riverbera nelle parole, nel fluttuare del discorso, un’esplosione che solo all’apparenza è liberatoria, ma che poi rifluisce implacabile donde è venuta.
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Franz Krauspenhaar: “Era mio padre”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Franz Krauspenhaar: “Era mio padre”
di e a cura di G. Iannozzi
Franz Krauspenhaar è un’altra Liala con le braghe
Franz Krauspenhaar ringrazia Iannozzi
Intervista a Franz Krauspenhaar
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Tittyna Cerquetti intervistata da Mariella Calcagno
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi


Mariella Calcagno intervista
Tittyna Cerquetti
fonte: schizofrenie letterarie
Tittyna, (http://www.tittyna.net/) amica di scrittura, conosciuta alla presentazione del mio libro ma unite da qualcosa di più, lancia BlogTime una rivista, bella e ben costruita, le ho chiesto di presentarcela.
1) BlogTime, spiegaci cos’è in poche parole.
Blogtime è una rivista. Senza fare paragoni imbarazzanti (considerati i mezzi a disposizione ed il tempo spendibile per le attività no-profit che abbiamo tutti noi) è la versione “citizen journalism” dei settimanali generalisti che si trovano in edicola. È un progetto che vuole mettere su carta virtuale, attraverso i nuovi sistemi (file pdf leggibili anche online in modalità “rivista” con programmi tipo issuu) la capacità che i bloggers hanno di realizzare qualcosa di simile a questi prodotti, senza grosse organizzazioni e pesanti costi. Un magazine informativo/generalista che da un lato offre un prodotto fruibile a tutti, nello stesso tempo consente a chi ha desiderio di fare giornalismo di vivere un’esperienza fuori dal proprio blog.
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Franz Krauspenhaar: altre letture consigliate
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Su Franz Krauspenhaar:
Tutto il cattivo sangue di F. Krauspenhaar - intervista
Spremuta di sangue - i lettori intervistano F. Krauspenhaar
Due amci al bar - Krauspenhaar chiacchiera con Iannozzi
Rivoli di donna, di Gloria Venturini
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Rivoli di donna
di Gloria Venturini
Prefazione di Paolo Santato
Edizioni Nuovi Poeti
di Gianpiero Grasso
Poesia raccolta
Pagg. 45
ISBN: 9788889755938
Prezzo: € 5,00
Mi vestirò
Vestita di sole,
camminerò tra verdi giardini,
vestita di luna,
andrò tra i sentieri dei sogni.
Inizia così Rivoli di donna, pochi versi che delineano la personalità dell’autrice, che di giorno, pur essendo occupata dal lavoro e dalla famiglia, riesce a osservare ciò che la circonda con la sensibilità propria del poeta, a cui lascia ampi spazi nel silenzio della notte, quando il soffuso chiarore della luna imperla le idee e le emozioni trasformandole in versi.
Non ci troviamo di fronte a una silloge tematica, ma a una raccolta di alcuni testi, con argomenti quindi anche assai diversi fra di loro.
L’introspezione, quello scavare dentro se stessi, trova una felice trasposizione in Nulla echeggia (Grido senza suono / assediata / dall’impotenza / schiacciata / dal peso asfissiante / della realtà. / Un grido senza voce / oscura questo cielo, già nero / rincorre impazzito / un’eco lontana, / dispersa nel tempo, / nella memoria. / …), oppure in Una goccia di mercurio ( E’ una goccia di mercurio / la personalità, / ad ogni caduta / si stacca in mille frammenti. /…).
Mi sembra opportuno evidenziare che, accanto alla ricerca di quanto di più nascosto e recondito alberga nel suo animo, frutto di metabolismi intellettuali, voci udite e sepolte per tempi migliori, assai felice è il ricorso a immagini esaustive non fini a se stesse, che tendono a dare corpo al verso, creando un’atmosfera surreale propria di quell’andare tra i sentieri dei sogni.
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Fiori di serra, di Miriam Ballerini
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Fiori di serra
di Miriam Ballerini
Prefazione dell’autore
In copertina immagine di Aldo Colnago
Serel International – EEditrice.com
www.eeditrice.com
info@eeditrice.com
Narrativa romanzo
Pagg. 228
ISBN: 978-88-89401-12-5
Prezzo: € 13,00
La vita carceraria, ma anche le finalità della reclusione sono un tema che è sempre stato oggetto di ampi dibattiti. In buona sostanza ci si domanda se una pena detentiva sia finalizzata al recupero del reo, oppure se si tratti di una semplice vendetta della società nei confronti di chi non ne accetti le regole, oppure ancora, nella migliore delle ipotesi, se si intenda perseguire l’una e l’altra strada.
Resta comunque un fatto: quello che succede al di là del muro, dietro le inferriate, quale sia la vita che là si conduce è quasi sempre ignoto ai più, proprio perché la reclusione rappresenta una parentesi di isolamento dal mondo esterno, una sorta di “altro mondo” di cui sappiamo l’esistenza, ma che confiniamo in una zona di disinteresse mentale.
Miriam Ballerini si deve essere posta questo problema se al riguardo ha deciso di scrivere addirittura un libro che ha intitolato assai bene Fiori di serra, perché al pari dei fiori che possono nascere liberamente o possono essere coltivati sotto strutture artificiali (e sempre fiori restano), ci sono uomini che vivono liberamente e altri invece che sono detenuti nelle carceri. Anche in questo caso sempre uomini restano, con la loro personalità, i loro affetti, le angosce e le gioie che si portano dentro.
Ecco, mi sembra che con questo libro l’autrice comasca abbia inteso sollevare quel velo di ipocrisia che sommerge la pietà, una virtù ormai rara, quasi dimenticata, ma che consente di comprendere anche chi sbaglia e, fermo restando che le leggi devono essere rispettate, questo non toglie tuttavia che chi ha commesso un reato debba conservare la sua dignità anche durante l’espiazione della colpa.
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Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, di Maurizio de Giovanni
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Il senso del dolore
L’inverno del commissario Ricciardi
di Maurizio de Giovanni
Fandango Libri
Narrativa romanzo giallo
Pagg. 247
ISBN: 9788860440730
Prezzo: € 10,00
Ci sono romanzi gialli e romanzi gialli e in particolare ce n’è uno che, prendendo a pretesto una trama che prevede un delitto e la classica ricerca del colpevole, si rivela opera di elevato livello, con una descrizione memorabile dell’atmosfera dominante nel ventennio.
Maurizio de Giovanni ci presenta una Napoli crepuscolare, quasi tenebrosa, con una immediatezza tale da far pensare che lui sia vissuto in quel periodo e invece all’epoca era ben lungi dal nascere.
Più che la vicenda, contano le caratterizzazioni dei personaggi, le descrizioni dei luoghi, gli istinti amorosi, traboccanti, oppure pudici, quasi timorosi.
La rappresentazione al Teatro San Carlo, per esempio, è raccontata nello stato emotivo di uno che l’ha vissuta, come se quella Cavalleria rusticana fosse stata rappresentata il giorno prima, con l’autore seduto in uno dei primi posti e al tempo stesso assente quel tanto da far avvertire solo una discreta presenza.
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Amor di ninfa, di Fabrizio Corselli
Pubblicato da Renzo Montagnoli
Amor di ninfa
di Fabrizio Corselli
per Lulu.com
Poesia mitologica
Pagg. 72
Paperback: € 5,50
Download: € 2,20
Il link per poter acquistare il libro è:
http://www.lulu.com/content/2399493
Non mi stancherò di dirlo, né di ripeterlo, ma leggere i versi di Fabrizio Corselli è come tornare indietro nel tempo di almeno 2.500 anni, giacché i miti che propone sono quelli di un mondo configurabile nell’antica Grecia e a cui peraltro le civiltà successive, soprattutto quella romana, si ispirarono in un senso tacito di continuità della cultura del bello, di quella ricerca costante di arrivare a una perfezione estetica che solo in epoca più recente si è rarefatta.
Certo non sono le poesie che noi siamo abituati a leggere al giorno d’oggi ed in cui prevalentemente c’è un’analisi riflessa dell’insoddisfazione della nostra società, quindi tutto il contrario del bello, con versi in prevalenza disarticolati da un’armonia, composti senza il ricorso alla metrica classica o comunque a regole di stesura che tendano a distinguere la poesia dalla narrativa.
Si potrà dire che in un’altra epoca, in cui tutto è frenesia, non c’è né il tempo né la voglia di traslare sentimenti ed emozioni se non attraverso il linguaggio corrente, in uno spezzettamento del ritmo che necessariamente fa passare in secondo piano la forma per dedicare la sola attenzione al contenuto.
Eros
Dorme, alato e stanco su quella coltre
d’ombroso disio, con viso adorno, Eros,
mentre io, docile, finanche mi struggo
ai suoi piedi come una serva mortale.
* * *
Oppure
Inno a Seiphoros
Di Seiphoros,
signore di tutti i cavalli
ratto, s’infuoca il vello
d’eburnea tinta,
come del promaco Ares
s’incendia la propria ira furente.
* * *
E’ appena il caso di sottolineare che sono versi che si prestano a essere declamati, più che a essere semplicemente letti, perché solo in questo modo è possibile avvertire la fluidità, lo scorrimento senza intralci delle parole, a formare una musicalità che è il nerbo principale di queste opere, che pure hanno il pregio di far volare la mente, di oltrepassare il limite apparentemente invalicabile fra realtà e irrealtà, trasportandoci nell’etereo mondo di divinità solo credute scomparse e invece solo dimenticate.
Regna un’aria di bucolico mistero, quasi un’evanescente visione di quelle che sono le aspirazioni degli uomini e che nelle divinità trovano sbocco, creando così una fusione perfetta fra l’aspetto onirico della vita e la concretezza materiale di ogni giorno.
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La Morte fra la Piazza e la Stazione, a cura di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli

La Morte fra la Piazza e la Stazione
Storia e cultura politica del terrorismo
in Italia negli anni ‘70 di Domenico Guzzo
Edizioni Agemina
www.edizioniagemina.it
Saggio storico - Pagg. 246 - ISBN: 97888965555941 - Prezzo: € 18,00
Nella storia del nostro paese c’è stato un periodo, che va dal 12 dicembre 1969 al 2 agosto 1980, in cui la vita era diventata un optional. Uscivi per andare al lavoro nel timore di non fare poi ritorno a casa, la nazione viveva poi in una specie di stato d’assedio, con frequenti attentati, esecuzioni mirate in pieno giorno, insomma una sorta di incubo che accompagnava le giornate. Già allora si parlava di eversione nera e di eversione rossa, di un terrorismo che sembrava perfino protetto in alto loco. Tutto è iniziato quel 12 dicembre 1969 con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano ed è finito a Bologna il 2 agosto 1980 con un’autentica strage nella stazione ferroviaria.
Ci sono immagini che non potrò mai dimenticare, macerie avvolte in una nube di polvere, le urla dei feriti, lo strazio dei morenti, cittadini semplici come noi, in attesa di partire per le vacanze o dell’arrivo di congiunti in quel caldo agosto del 1980.
Mistress Eliselle. Fidanzato in affitto. Newton Compton Editori
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Mistress Eliselle
Fidanzato in affitto
intervista a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Tu, Eliselle, timida e sottomessa, uguale a Cristal?
Nel tuo ultimo romanzo “Fidanzato in affitto”, edito da Newton & Compton, la protagonista appare, per lo meno all’inizio, più come una totale imbranata che non come una possibile femme fatale.
Quale necessità ti ha spinta ad affrontare il mondo fetish, tra dominatori, mistress, slaves e quant’altro?
Timida sì, sottomessa no. Cristal è un personaggio dedicato alle ragazze “che amano troppo”, quelle che sono disposte a tutto pur di compiacere il proprio uomo, anche a scapito di se stesse. E per questo motivo perdono di vista i propri bisogni. L’ho calata in un mondo, quello del fetish e dei rapporti tra dominatrici e schiavi, per far nascere il contrasto e le contraddizioni che ha dentro di sé, e poi diciamocelo: è un mondo molto affascinante.
2. Ho trovato che il mondo da te descritto nel romanzo sia quasi tutto basato su dei cliché, per altro abbastanza edulcorati, quando è invece risaputo che le pratiche sadomaso sono piuttosto crudeli ed estreme, e in alcuni casi pericolose se non addirittura letali. Cristal invece, nonostante i consigli delle amiche, non diventa crudele fino in fondo: rimane fedele a sé stessa, solo un po’ più dispettosa, come una bambina che ha scoperto che giocare a tagliare le code alle lucertole può essere divertente.
È un mondo edulcorato quello che ho descritto, ma è stata una scelta voluta e ponderata: ho voluto dare una chiave di lettura ironica e molto personale che si discostasse da altri libri che ho letto sull’argomento e che ho trovato addirittura più “omologati” del mio, in cui abbondavano veramente i luoghi comuni. Cristal si cala in questo mondo da scettica e non abbandona mai la propria titubanza, ma durante il suo percorso personale scopre che è cresciuta interiormente, ha trovato dei punti di forza caratteriali che credeva di non avere: non è necessario diventare crudeli per maturare, quel che è necessario è fare i conti con se stessi.
3. Cristal viene mollata dal fidanzato in un ristorante di lusso. In meno di un minuto solleva un disastro, per cui le vengono richiesti quasi 10.000 € di danni. Ovviamente Cristal è una eterna precaria, senza il becco di un quattrino; ma c’è che deve pagare i danni, o per lei saranno guai ben peggiori. Ha tre mesi di tempo per far fronte al debito contratto. Non sa come fare per rimediare i soldi necessari. Ma poi incontra una vecchia amicizia che le suggerisce di prendersi uno “schiavo”.
Tu, Eliselle, sei mai stata schiava di qualcuno? Ed ancora: hai mai pensato di prenderti uno “schiavo” che ti lecchi le scarpe, ad esempio?
Schiava in senso stretto o in senso lato? Perché anche io, come credo il 90% delle donne, ho vissuto un amore che mi ha fatto soffrire e col senno di poi ho capito che ero schiava (mentalmente) di quel rapporto e di quella persona. Schiava come gioco erotico o come esplorazione della mia sessualità no, se mi chiedessero di scegliere un ruolo, sceglierei quello della padrona, mi si addice di più. E sì, ho pensato di prendermi uno schiavo che mi regali tante scarpe! Ma quale donna non lo vorrebbe?!
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Laura Costantini e Loredana Falcone: intervista alle autrici di “1920″
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Laura Costantini e Loredana Falcone
Intervista alle due autrici
a cura di Chiara Perseghin
Fonte: Dalleprimebattute
L’intervista di questa settimana vede come protagoniste Laura Costantini e Loredana Falcone, curatrici del seguitissimo blog Laura&Lory. Una coppia di scrittrici, una sorta di “Fruttero e Lucentini” al femminile.

Ciao Laura, ciao Lory, grazie di avere accettato il mio invito. È una bella sfida per me intervistare un duo. Iniziamo comunque con la domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama “Dalle prime battute”; a quando risalgono le vostre prime battute nel mondo letterario?

Distingueremmo tra le prime battute nella scrittura, che risalgono al lontanissimo 1978, a quelle nel mondo letterario, che sono parecchio più recenti. Il nostro primo romanzo, New York 1920 – il primo attentato a Wall Street, è stato pubblicato dalla Maprosti&Lisanti a settembre del 2006 e, nonostante la casa editrice sia piccola e senza altra distribuzione che la vendita online, il libro ha riscosso pareri lusinghieri e buone vendite. E’ stato anche recensito dal Corriere della Sera a settembre del 2007, a firma Severino Colombo. Se poi ci chiedi cosa è successo dal 1978 al 2006, possiamo rispondere che, oltre a scrivere ed elaborare idee, siamo cresciute. Lory ha avuto due figli. Laura ha seguito la carriera giornalistica.
Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Voi quale metodo usate?
Il nostro metodo è il lunedì. Cascasse il mondo, noi il lunedì ci si vede e si scrive. Da sempre. Poi se c’è qualche scadenza impellente (tipo qualche concorso letterario), gli incontri si moltiplicano.
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Frecce e Pugnali. Nicola Vacca. Edizioni il Foglio
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Frecce e pugnali
di Nicola Vacca
Introduzione di Giordano Bruno Guerri
In copertina “Spaziale” di Lucio Fontana
Edizioni Il Foglio
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Collana Autori Contemporanei Poesia
Diretta da Fabrizio Manini
Poesia Aforismi
Pagg. 90
ISBN: 978 - 88 - 7606 - 185 – 1
Prezzo: € 10,00
L’aforisma (o aforismo) è una frase breve che, tuttavia, riesce a concentrare un sapere di carattere filosofico o morale.
Per quanto creati anche in passato, la loro diffusione si è incrementata in modo notevole a partire dalla seconda metà del XX secolo, con numerose pubblicazioni di raccolte di aforismi di autori diversi, insomma delle vere e proprie antologie.
Più raro è il caso di libri costituiti da queste massime a opera di un solo autore e fra questi rientra Frecce e pugnali di Nicola Vacca, già conosciuto come poeta e come critico letterario.
Come precisa giustamente l’autore, nel corso dell’intervista che gli ho fatto in concomitanza con l’uscita di quest’opera, l’aforisma è un modo efficace per essere ironici e divertenti, ma è anche, nel caso specifico, un mezzo per scuotere e far pensare una società che sembra vivere in una sorta di limbo, avulsa da una concreta realtà, prigioniera di un’illusione propinatale e che ha recepito volentieri: vivere senza esistere.
E così Vacca ci trascina in un vortice di punzecchiature mentali sulle quali pare impossibile non sentire la necessità di riflettere, mettendo in discussione le nostre convinzioni, frutto di anni di martellanti lobotomie tese al nostro annullamento, volte a toglierci quella innata capacità di raziocinio.
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Emiliano Grisostolo. Il castello incantato. Zona editrice
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Emiliano Grisostolo
Il castello incantato
Zona editrice
di Giuseppe Iannozzi
Emiliano Grisostolo ha alle spalle almeno tre romanzi di forte impegno sociale, “L’ultima notte”; “Il grande burattinaio” e l’ultimissimo “Il castello incantato”, tutti editi da Zona editrice. Non temo una smentita se oggi qui dico che “Il castello incantato” è sicuramente il miglior lavoro dell’autore maniaghese, sia per stile sia per contenuti.
Emiliano Grisostolo già nelle sue opere precedenti ci ha abituati a temi di grande attualità, come la pena capitale e la pedofilia, riuscendo a mettere bene in evidenza questi mali della società, mali che purtroppo diventano day after day più che mai attuali, drammatici e reiterati. E’ quasi impossibile aprire un quotidiano e non doversi confrontare con una notizia di nera che riguarda la scomparsa di un minore, forse vittima dei pedofili, forse rapito da non si sa chi e chissà per quali tristi fini. La nera oggi ci ha purtroppo quasi anestetizzati di fronte all’idea che nel mondo, ogni giorno, scompaiono nel nulla tantissimi innocenti, che non ritorneranno mai più a casa. E’ il caso di definirli desaparecidos? Ahinoi, la più parte di quei fanciulli che scompaiono da un giorno all’altro, senza un motivo apparente, senza la richiesta d’un riscatto, sono da considerarsi desaparecidos. Se fino a qualche decina d’anni or sono si pensava, erroneamente, che le persone scomparse misteriosamente fossero solo una macabra realtà presente in stati totalitari quali l’Argentina e il Cile, oggi non è più così: chi oggi scompare dalla faccia della Terra, senza di sé lasciare traccia, è una persona comune, di qualsiasi età ed estrazione sociale. Non di rado gli scomparsi finiscono spolpati dai macabri ingranaggi di organizzazioni malavitose - che si annidano nel cuore di quelle società apparentemente più civili e democratiche. Pensare che oggi non esistano più i campi di concentramento è un’ingenuità bella grossa. Il mercato della prostituzione, della pedofilia, dello schiavismo, del traffico di organi umani non si ferma davanti a niente e a nessuno: le autorità, per quanto cerchino di sgominare schiavisti e pedofili - purtroppo ampiamente diffusi anche in Rete, che da alcuni anni è diventata la spiaggia preferita di moltissimi adescatori -, spesse volte si trovano con le mani legate o in un vicolo cieco.
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Mara Venuto su SkyVivo di e con Maurizio Costanzo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il blog di Mara Venuto:
http://www.ilblorumdimara.blogspot.com/
Domani, 12 giugno 2008, dalle 11 alle 13
Mara Venuto autrice di “Leggimi nei pensieri”
sarà ospite di “Stella”,
il programma interattivo di e con Maurizio Costanzo

che si può seguire sia su internet, in streaming,
che in televisione su SkyVivo
Mara Venuto - Leggimi nei pensieri (In 15. Donne, uomini, ragazzi, vecchi, una bambina: brainstorming in libertà) - Cicorivolta edizioni - collana i quaderni di Cico -ISBN 978-88-95106-16-8 - aprile 2008 - pp. 121 - € 11,00
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la prima intervista a Mara Venuto
a cura di Giuseppe Iannozzi
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