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La legge italiana antiweb mobilita la rete

La legge italiana antiweb mobilita la rete

Fonte: Punto informatico

Roma - È maretta. Com’era prevedibile, gli italiani in rete non sembrano avere alcuna intenzione di stare a guardare mentre nella stanza dei bottoni qualcuno decide di creare doveri per chi vuole esprimersi, paletti per i blog e i siti Internet italiani. Dopo la pubblicazione su Punto Informatico dell’articolo La Camera manda avanti il DDL anti-blog di Luca Spinelli, è tutto un fiorire di iniziative che dimostrano la vitalità del web nostrano.

Tra i primi a mobilitarsi è Antonio Di Pietro, da sempre attento alle dinamiche sulle libertà di informazione online, che sul suo blog ricorda come il DDL antiblog sia figlio del già criticatissimo decreto Levi e avverte: “I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile”.

Di Pietro non solo ritiene che la legge sia stata scritta da chi di rete sa poco o niente, la definisce “pura censura”, ma annuncia anche che il suo movimento politico “offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione”, e sul blog diffonde un banner per spargere ulteriormente la notizia.
Ma l’eco di quanto sta andando avanti alla Camera si riverbera, come era lecito attendersi, proprio sui blog italiani, dove a centinaia esprimono indignazione per quanto si è riusciti a partorire, e vede la luce il gruppo su Facebook che già conta centinaia di aderenti. Allo stesso tempo cresce la petizione contro l’iscrizione al ROC dei siti italiani, che conta più di 12mila firme, nonché un’altra iniziativa specifica per quest’ultimo DDL partita nelle scorse ore, una petizione rivolta al Presidente della Camera dei Deputati affinché si blocchi sul nascere quella che da più parti viene definita “mostruosità legislativa”.

In attesa che l’intera vicenda conquisti le prime pagine dei quotidiani internazionali, come già avvenuto all’epoca per il DDL Levi, proprio Luca Spinelli precisa con un post dedicato come la proposta normativa tutto è meno che pensata per i soli blog: ad essere tirati in ballo sono centinaia di migliaia di siti Internet italiani. Non solo chi “fa informazione”, per quel che questa espressione può significare, ma anche siti che raccolgono barzellette, enciclopedie, guide online, siti culturali, educativi, formativi, e così via. Nel DDL non si parla infatti solo di informazione, osserva Spinelli, ma più in generale di qualunque spazio web che si occupi anche di formazione, divulgazione, intrattenimento.

“Basterebbe - sottolinea Spinelli - l’uso di qualche banner, o l’uso di quel sito come fonte di guadagno, per farlo ricadere nella tipologia indicata dal DDL come prodotto editoriale che deve iscriversi al ROC, ha maggiori responsabilità, maggiori costi, maggiore burocrazia, ed è imputabile per i reati sulla stampa”.

Il problema centrale, suggerisce ancora Spinelli, non è tanto una improbabile messa in stato d’accusa dell’intero web italiano, quanto invece che questa legge, come tante che l’hanno preceduta, sia tenuta nel cassetto finché non serva al (pre)potente di turno, che ricorra ad essa per tacitare voci sgradite. “Invece che chiarire e ripulire uno dei corpus normativi più grandi e impenetrabili al mondo - conclude riferendosi all’ordinamento italiota - si propongono altre leggi fumose e contestabili che prestano il fianco a pruriti censori”.

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Buttafuoco: “Nei blog mare di bugie”

Buttafuoco: “Nei blog mare di bugie”

di SANDRA RICCIO - Fonte: La Stampa.it

Antimoderno, con fama di spirito corrosivo, dunque poco incline ad accodarsi al popolo degli appassionati di tecnologie. Ma Pietrangelo Buttafuoco è davvero così, uno spirito semi-luddista, uno di pochi quarantenni dubbiosi sulle virtù della rete? Lui sorride placido. «Mah, certo Internet ha il grande limite di essere infarcita di errori. È un mare in cui navigano tante facilonerie. Il web ci agevola la vita, ma non facilita l’apprendimento e la verità. Molto spesso le ricerche che facciamo nella rete non sono accompagnate dalle dovute verifiche e quindi si finisce nel scivolare in un pasticcio di abbagli».

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Fallo vibrare!

E va bene. Ora che  sta per essere messa in commercio l’ultima generazione di sex toys, siamo tutti più gaudenti.

Ma no, non è il solito dildo.  Questo è speciale, è lo strumento  più cool del cyber sex. Trattasi di attrezzo ideato e creato  per “accorciare le distanze”.  In pratica, la good vibrations è assicurata, anzi, consigliata  anche per chi ha una relazione con una persona che vive distante.

È una genialata: ricevere carezze erotiche dal partner via web è il sogno segreto di tutti.

E udite udite: i creatori, oltre a consigliarlo,  promettono che presto i  cyber-dildo arriveranno persino sui social network, a cominciare da Facebook e MySpace. Questo vuol dire che - sempre che lo vogliate - chiunque potrà fare sesso con voi.

Ovviamente serve un sex toy compatibile per essere collegato alla Rete e il download di uno specifico software. Ma niente affanno: il sofware è rintracciabile su HighJoy.com o Sinulator.com

Ah, altra notizia importante: il creatore  tiene a precisare  che questo gioiellino non è uno strumento di bassa qualità, bensì di alta tecnologia. Ci si collega ad Internet, si contatta la persona interessata, e se questa è provvista del magico strumento, iniziano le good vibrations. Nota ben, nota ben… ovunque si trovi. -)

Vi mancava un vibratore azionato a distanza via web, vero?  Ebbene, c’è chi ci l’ha ideato. Non ci credete?  Ecco qua  il video.

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BlogTime Numero 2 - download

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84 ricchissime pagine in formato pdf da scaricare gratis.
Siamo proprio pazzi a regalarvi così tanto!

Blogtime

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Tittyna Cerquetti intervistata da Mariella Calcagno

Mariella Calcagno intervista
Tittyna Cerquetti

fonte: schizofrenie letterarie

Tittyna, (http://www.tittyna.net/) amica di scrittura, conosciuta alla presentazione del mio libro ma unite da qualcosa di più, lancia BlogTime una rivista, bella e ben costruita, le ho chiesto di presentarcela.

1) BlogTime, spiegaci cos’è in poche parole.

Blogtime è una rivista. Senza fare paragoni imbarazzanti (considerati i mezzi a disposizione ed il tempo spendibile per le attività no-profit che abbiamo tutti noi) è la versione “citizen journalism” dei settimanali generalisti che si trovano in edicola. È un progetto che vuole mettere su carta virtuale, attraverso i nuovi sistemi (file pdf leggibili anche online in modalità “rivista” con programmi tipo issuu) la capacità che i bloggers hanno di realizzare qualcosa di simile a questi prodotti, senza grosse organizzazioni e pesanti costi. Un magazine informativo/generalista che da un lato offre un prodotto fruibile a tutti, nello stesso tempo consente a chi ha desiderio di fare giornalismo di vivere un’esperienza fuori dal proprio blog.
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Emiliano Grisostolo. Il castello incantato. Zona editrice

Emiliano Grisostolo - Il castello incantato

Emiliano Grisostolo
Il castello incantato

Zona editrice

di Giuseppe Iannozzi

Emiliano Grisostolo ha alle spalle almeno tre romanzi di forte impegno sociale, “L’ultima notte”; “Il grande burattinaio” e l’ultimissimo “Il castello incantato”, tutti editi da Zona editrice. Non temo una smentita se oggi qui dico che “Il castello incantato” è sicuramente il miglior lavoro dell’autore maniaghese, sia per stile sia per contenuti.
Emiliano Grisostolo già nelle sue opere precedenti ci ha abituati a temi di grande attualità, come la pena capitale e la pedofilia, riuscendo a mettere bene in evidenza questi mali della società, mali che purtroppo diventano day after day più che mai attuali, drammatici e reiterati. E’ quasi impossibile aprire un quotidiano e non doversi confrontare con una notizia di nera che riguarda la scomparsa di un minore, forse vittima dei pedofili, forse rapito da non si sa chi e chissà per quali tristi fini. La nera oggi ci ha purtroppo quasi anestetizzati di fronte all’idea che nel mondo, ogni giorno, scompaiono nel nulla tantissimi innocenti, che non ritorneranno mai più a casa. E’ il caso di definirli desaparecidos? Ahinoi, la più parte di quei fanciulli che scompaiono da un giorno all’altro, senza un motivo apparente, senza la richiesta d’un riscatto, sono da considerarsi desaparecidos. Se fino a qualche decina d’anni or sono si pensava, erroneamente, che le persone scomparse misteriosamente fossero solo una macabra realtà presente in stati totalitari quali l’Argentina e il Cile, oggi non è più così: chi oggi scompare dalla faccia della Terra, senza di sé lasciare traccia, è una persona comune, di qualsiasi età ed estrazione sociale. Non di rado gli scomparsi finiscono spolpati dai macabri ingranaggi di organizzazioni malavitose - che si annidano nel cuore di quelle società apparentemente più civili e democratiche. Pensare che oggi non esistano più i campi di concentramento è un’ingenuità bella grossa. Il mercato della prostituzione, della pedofilia, dello schiavismo, del traffico di organi umani non si ferma davanti a niente e a nessuno: le autorità, per quanto cerchino di sgominare schiavisti e pedofili - purtroppo ampiamente diffusi anche in Rete, che da alcuni anni è diventata la spiaggia preferita di moltissimi adescatori -, spesse volte si trovano con le mani legate o in un vicolo cieco.
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Bambini preoccupati per i genitori online

più ore di fronte a siti pornografici e chat che seduti in salotto a parlare con i figli

Bambini preoccupati per i genitori online

In Svezia i bambini in ansia per i comportamenti online di mamma e papà.
Fioccano le «denunce»

di Alessandra Carboni - Fonte: Corriere Dellla Sera

SVEZIA - E’ un report di Children’s Rights in Society a rivelare che in Svezia non sono i genitori a essere preoccupati per il tempo che i propri figli trascorrono online, bensì esattamente il contrario. Dai dati emersi dal rapporto, basato sugli oltre 1.800 casi di adolescenti che lo scorso anno si sono rivolti all’organizzazione svedese no-profit Bris (Barnens Rätt i Samhället) - che lavora per far rispettare i diritti dei minori - per avere aiuto o sostegno, è emerso infatti che un numero sempre maggiori di ragazzini del Paese nordico è seriamente impensierito da ciò che mamma e papà fanno online, ogni giorno.
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Henry Jenkins - Cultura convergente

A cura di Mario Ughi

Titolo: Cultura convergente
Autore: Jenkins Henry
Prezzo: € 22,00
Dati: 2007, XLVIII-368 p., ill., brossura
Traduttore: Susca V.; Papacchioli M.; Sala V. B.
Editore: Apogeo (collana Apogeo Saggi)

Quanti ritenevano inevitabile una collisione distruttiva tra vecchi e nuovi media dovranno ricredersi: internet non ucciderà la televisione così come la televisione non ha ucciso il cinema. La rivoluzione alla quale stiamo assistendo è il risultato della diversificazione e modificazione degli strumenti atti a veicolare i contenuti, nonché della loro evoluzione: computer e cellulari non solo si trasformano in televisione, stereo e telecamera, ma facilitano la distribuzione dei prodotti che con quegli stessi dispositivi si possono creare. In questo modo i contenuti della comunicazione possono essere elaborati e adattati a una sempre più vasta e diversificata condivisione.
Si apre così uno scenario di produzione e fruizione culturale del tutto nuovo, molto spesso osteggiato dalle grandi Major e dai Network broadcast, ma col quale è ormai necessario fare i conti. La trasmissione broadcast (da uno a molti) si aspetta dei consumatori passivi, prevedibili e in qualche modo facili all’indottrinamento, pronti a fruire acriticamente i format dell’intrattenimento decisi dall’alto e dall’alto imposti, spettatori immobili e quasi ipnotizzati di fronte alla scatola che trasmette contenuti sui quali è impossibile intervenire. Oggi invece per il consumatore diventa possibile l’appropriarsi di una canzone, per esempio, e trasformarla utilizzandola come colonna sonora per un video da trasmettere in internet o come file da condividere sul computer. E’ diventato molto facile interagire con immagini, suoni e informazioni, creando nuovi contenuti o utilizzando i vecchi in contesti nuovi. E’ la nascita di una cultura popolare, intesa come proprietà di chi la recepisce, se ne appropria e la reinventa in formule diverse per poi ridistribuirla, una cultura partecipativa, che non risente dell’acceso dibattito tra chi sostiene che tutto si riduce ad un “copia e incolla” e quanti invece affermano che la rielaborazione è alla base della creatività.
Aspetto non irrilevante di queste modalità di fruizione (e produzione) è la possibilità di interagire con persone che coltivano gli stessi interessi, a prescindere dalla collocazione geografica, magari aventi caratteristiche personali di approccio ai media e competenze specifiche, usufruendo quindi di una forma di scambio e confronto e apprendimento reciproco. Si assiste alla formazione di comunità eterogenee che hanno come come motivazione comune la passione per un prodotto televisivo o cinematografico, fino ad arrivare alla creazione di veri e propri “mondi paralleli” caratterizzati da quella che Jenkins definisce intelligenza collettiva distribuita. La fortuna di alcuni reality quali Survivor, versione americana dell’isola dei famosi, si deve in gran parte all’opera delle comunità di fan che alla ricerca di informazioni sul possibile vincitore (Survivor viene registrato per intero prima della messa in onda) ingaggiano un duello con i produttori i quali a loro volta sono ben felici di sfruttare il fenomeno per massimizzare gli ascolti e fidelizzare gli spettatori. Tale atteggiamento aperto verso la condivisione delle informazioni potrebbe rivelare potenzialità interessanti, una volta che giungesse ad esprimersi in campi quali la politica o l’attivismo sociale, e Jenkins interpreta questo fenomeno come un allenamento al pensare collettivamente, abilità che poi consentirebbe peculiari sviluppi alle modalità di partecipazione al vivere sociale. Continua..

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Un rialzo dell’offerta di Microsoft? Il titolo di Yahoo vola in Borsa

Un rialzo dell’offerta di Microsoft?
Il titolo di Yahoo vola in Borsa

Indiscrezioni secondo le quali il colosso Internet
e la società di Redmond avrebbero "intensificato" le trattative

MILANO - Nessun accordo è stato ancora raggiunto ma sono bastate alcune voci su un rialzo dell’offerta di Microsoft per l’acquisto di Yahoo e le azioni della società che controlla il motore di ricerca sono balzate dell’8 per cento. Microsoft ha aumentato l’offerta di acquisizione sul colosso Internet Yahoo in modo significativo: «di molti dollari per azione» è stato precisato da un portavoce, secondo quanto riporta il New York Times in via esclusiva. Non si conosce al momento il valore dell’ammontare complessivo.
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In Italia i compiti si fanno su Yahoo

yah.jpgScoppia la polemica sul sito
delle risposte interattive
Usato per traduzioni e problemi.
Gli utenti: “E’ intasato”

In Italia i compiti
si fanno su Yahoo
Ma è rivolta:
“Andate a studiare”

di SARA FICOCELLI

Fonte: Repubblica.it

Una quindicina di anni fa, per correggere una versione di latino, si telefonava al compagno di classe più bravo, oggi le traduzioni dettate al telefono sono state surclassate dall’interattività del web e in particolare da uno strumento, “Yahoo Answer“, creato per rispondere alle domande degli utenti, anche a quelle più strane. Il sistema è facile: basta porre una domanda in rete e subito chi in quel momento è collegato risponde, cercando di fornire una soluzione e correggendo quelle sbagliate. Chi risponde più velocemente o in modo più esaustivo guadagna dei punti in più rispetto agli altri; viene persino segnalata la “miglior risposta”. Continua..

Un aiuto per Gramos: blogger e scrittori esordienti uniti su Lulu.com

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Un aiuto per Gramos:

blogger e scrittori esordienti

uniti su Lulu.com

Attraverso il libro “Le fiabe di Gramos”, blogger e scrittori esordienti si sono uniti per aiutare Gramos Gashi, affetto da una grave malattia metabolica, con la collaborazione di Sos Infanzia nel mondo ONLUS e i City Angels.

Gramos Gashi ha 12 anni, è nato in Kosovo ed è affetto da una grave malattia metabolica, la tirosinemia. I costi per sostenere la sua vita sono veramente alti, ed è per questo motivo che il popolo di Internet si è mosso in maniera massiccia, grazie alla collaborazione tra SOS Infanzia nel Mondo ONLUS e i City Angels di Roma.

La raccolta fondi, nata sfruttando i blog e i siti, insieme ad un concorso letterario al quale hanno partecipato più di 80 persone, ha dato vita al libro “Le fiabe di Gramos”, disponibile su Lulu.com all’indirizzo https://www.lulu.com/content/1423738.

Gramos è attualmente in cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

segnalazione di Luigi Milani

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Fibra, elettricità, wi-fi e satellite

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Dai cavi ottici che passano per le fogne di alcune città britanniche
alle sperimentazioni senza fili e nello spazio. Nel segno della velocità

Fibra, elettricità, wi-fi e satellite
Tutte le strade della banda larga

di ALESSANDRO LONGO

LA BANDA larga cerca di sperimentare nuove vie per raggiungere l’utente e diffondersi. A volte persino con idee originali, come quella avuta da un operatore britannico che ha annunciato di voler cablare la fibra ottica attraverso le fognature in alcune città.
Perché si arriva a tali acrobazie di fantasia, per la fame di fibra? Il punto è che la fibra resta ancora il modo migliore per trasportare tanta banda larga. Ma è anche un modo molto costoso, perché per mettere nuova fibra bisogna scavare. Usare le fogne può essere un’alternativa agli scavi, ma è tutta da verificare: la manodopera nelle fogne è costosa e non è che i cavi possano essere posati a terra con incuranza; devono essere fissati solidamente.

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Giovane giapponese guarda la webcam per 34 secondi. E’ boom di visite su YouTube.

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Giovane giapponese guarda la webcam per 34 secondi.
E’ boom di accessi su YouTube.com

Questa simpatica ragazzina giapponese non fa assolutamente niente. Fissa per 34 secondi esatti la webcam.

Non c’è che dire, è molto carina, è indubbiamente dolcissima con quegli occhioni tanto innocenti che sembrano esser stati rubati ad un angelo. Non si può non provare simpatia per questa bambina che nella sua innocenza non fa assolutamente niente, tranne fissare la webcam.

E la notizia?!
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L’occhio Microsoft per studiare i comportamenti in ufficio

L’azienda di Bill Gates ha presentato il brevetto di un software
che monitorizza la produttività, la competenza e il benessere psicofisico

L’occhio Microsoft per studiare
i comportamenti in ufficio

di ENRICO FRANCESCHINI

fonte: La Repubblica.it

LONDRA - Il “Grande Fratello” diventa realtà. L’occhio elettronico che tutto vede e tutto controlla, immaginato da George Orwell nel suo celebre romanzo fantapolitico “1984″, potrebbe essere dietro l’angolo, se un brevetto presentato dalla Microsoft di Bill Gates verrà approvato dalle autorità dagli Stati Uniti.

billgates.jpgSi tratta di un sistema di software capace di monitorare la produttività, la competenza e il benessere psicofisico di chi sta davanti a un computer. Il dipendente di un’azienda sarebbe collegato al proprio computer attraverso sensori senza fili, che permetterebbero ai suoi superiori di monitarne il battito cardiaco, la temperatura corporea, i movimenti, le espressioni facciali e la pressione del sangue. I sindacati britannici temono che i lavoratori potrebbero essere licenziati sulla base della valutazione data dal computer del loro stato fisiologico.

La notizia è stata data stamane in prima pagina dal Times di Londra, un cui reporter ha potuto visionare la domanda di accettazione del brevetto presentata dalla Microsoft: diciassette pagine di analisi e di grafici, che il quotidiano londinese riassume sotto il titolo “la spia in ufficio”. La Microsoft per il momento rifiuta di fare qualsiasi commento, notando che il brevetto non è ancora stato approvato e che potrebbe essere modificato prima di diventare operativo.

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Gli analisti scommettono su MacBook Mini, film su iTunes e iPhone più veloce

Arriva il mini Mac con touch-screen

Attesa per le novità Apple.
Gli analisti scommettono su MacBook Mini,
film su iTunes e iPhone più veloce

MILANO - Cresce l’attesa per il Macworld, l’annuale conferenza in cui Steve Jobs rivela i nuovi prodotti e i programmi della Apple. E come ogni anno gli analisti sono scatenati nel tentativo di anticipare quali saranno gli assi nella manica del carismatico “guru” dell’azienda di Cupertino. L’appuntamento è per martedì a San Francisco. Secondo gli analisti tre potrebbero i focus della presentazione.

MACBOOK MINI - Una teoria prevalente è che la Apple torni sul primo amore, il computer, con un prodotto destinato a coprire un segmento su cui in questi anni è rimasta parzialmente scoperta, lasciando il campo ai concorrenti. Steve Jobs potrebbe quindi lanciare un notebook ulta-sottile. Il peso dovrebbe essere contenuto tra 0,9 e 1,8 chilogrammi. Prezzo previsto per questo “MacBook Mini” tra 1.014 e 1.352 euro. Per contenere il peso dovrebbe essere dotato di una memoria “flash” invece del tradizionale hard disk. E anche tastiera e mouse potrebbe essere una sorpresa: spariti e sostituiti dal touch-screen già sperimentato brillantemente su iPhone e iPod.

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Otto ore nel porno per gli inglesi grazie al Web

telefonino.jpgSiti pornografici
e video hot sui telefonini
Otto ore nel porno
per gli inglesi grazie al Web

Aumentano nel Regno Unito gli uomini ossessionati dalla libido. E che la sfogano anche per 8 ore al giorno…

LONDRA (Regno Unito) - Niente sesso siamo inglesi? Una volta, forse. Perché adesso i sudditi di Sua Maestà al sesso ci pensano parecchio. Tutti i giorni. Più volte al giorno. Di più: in tutto il Regno Unito sono in aumento gli uomini letteralmente «drogati di sesso», che manifestano la loro dipendenza soprattutto collezionando in maniera ossessiva immagini e filmati pornografici sui loro computer o telefonini.

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Prostitute al tempo di internet

prostituzione.jpg

Fenomeno in crescita costante. Business redditizio e pochi rischi
I proprietari dei siti sono “invisibili”. E le indagini si arenano

Prostitute al tempo di internet raddoppiate in pochi anni

di VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Dal marciapiede, al web. Dal magnaccia in carne e ossa, al protettore on line invisibile. Cambiano i luoghi della prostituzione, si evolvono le forme di sfruttamento. Sono i vantaggi di internet: cresce il giro d’affari, si abbattono i rischi. I quartieri a luci rosse? Superati, oggi il sesso si vende sulla rete. “In Italia, negli ultimi anni, i siti specializzati sono raddoppiati”, spiega Maurizio Masciopinto, direttore della divisione investigativa della polizia delle comunicazioni. Sul web si trova di tutto: escort, girl, boy, transex. Ragazze in tour per la penisola, prostitute con sconto, vere e proprie “guide all’acquisto”: forum di recensioni con le escort più votate, quelle più economiche, quelle che offrono i servizi migliori. I portali più cliccati presentano centinaia di annunci e ciascuna ragazza paga fino a 400 euro al mese per vedere pubblicata la propria inserzione con foto. Escortforum. it, recensioniescort. com, relazionisociali. net, topclassescort. net, arcaton. com: tanti siti per un business ormai miliardario. Chi si nasconde dietro? Per lo più, imprenditori italiani, con server stranieri. “Il fenomeno è noto e in costante espansione - conferma Masciopinto - le indagini condotte in questi anni hanno portato a un nulla di fatto. Siti oscurati, poi subito riaperti. Impossibile accertare il reato di sfruttamento. È un affare redditizio e, in pratica, non perseguibile”.

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Iscrive l’amante del marito a un chat erotica: una vendetta pagata con una denuncia!

Iscrive l’amante del marito a un chat erotica
La vendetta di una moglie tradita,
una bresciana di 42 anni indagata
dopo la denuncia dell’altra donna

CREMONA - È entrata in aula come testimone ma ne è uscita da indagata. Protagonista una donna bresciana che ha confessato, davanti al Tribunale di Cremona, di aver messo l’amante del marito su una chat erotica, divulgandone i dati personali e facendola così subissare di telefonate hard. La Polizia postale, infatti, dopo la denuncia dell’altra donna, che d’improvviso si era trovata al centro di centinaia di proposte osè, era arrivata al computer di un’amica della vendicativa moglie, che però oggi si è scoperto che era all’oscuro di tutto.
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Vita da blogger

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“Vita da Blogger”, il libro sui blogger,
a cura di Splinder
è disponibile su Lulu.com

Milano, 9 gennaio 2007 – La community di blogger Splinder dedica un libro alle testimonianze dei blogger: il partner scelto per la distribuzione è Lulu.com, il sito Internet leader a livello mondiale nel self-publishing. Il libro Vita da Blogger, già disponibile su Lulu.com, vuole essere il punto di riferimento per parlare del fenomeno blog, raccogliendo le testimonianze di quelle persone che hanno cambiato la propria vita, grazie alla presenza virtuale che il blog ha permesso loro di avere. I contatti sviluppati nel tempo tra i blogger digitando sulle tastiere, sono man mano diventati persone da conoscere, da frequentare e con le quali creare opportunità professionali, sentimentali o di amicizia.

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Scambisti nel Salento: costringeva la moglie a prostituirsi

Scambisti nel Salento
Costringeva la moglie a prostituirsi

Per chi pensava che gli scambi di coppia fossero una novità un po’ troppo arrugginita per questi nostri tempi moderni, oggi dovrà ricredersi, difatti nel Salento gli scambisti sono in prima pagina.

Per il momento, un giovane artigiano abitante in un paese dell’entroterra è indagato dal sostituto procuratore di Lecce Angela Rotondano, per sfruttamento della prostituzione. Il suo computer è stato messo subito sotto sequestro. Lo ha denunciato la moglie, giovane come lui e casalinga, dopo un violento litigio seguito alla paternale fatta dal parroco del paese circa sei mesi fa.

La donna ha riferito ai carabinieri che il marito la costringeva a rapporti sessuali con sconosciuti contattati via Internet per un generico scambio di coppie: lei era costretta a concedersi, mentre lui stava a guardare e a fotografare, salvo poi mettere le sue foto su Internet.
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