Berlusconi e Gheddafi uniti per l’islamismo e le donne
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Berlusconi e Gheddafi uniti
per l’islamismo e le donne
di Iannozzi Giuseppe
Gheddafi, di nuovo in Italia accompagnato dalle sue amazzoni “guardie del corpo”, appena posato piede sul territorio italiano la spara grossa: “L’Islam diventi la religione dell’Europa”. Dopodiché invita tutti a convertirsi all’Islamismo.
Che dire? Gheddafi è un buffone, nulla affatto folcloristico, pericolo sì invece. Molto pericoloso.
Tre ragazze si sarebbero subito convertite all’islamismo. Gheddafi le ha subito benedette con una cerimonia lampo da far invidia a Maometto in prima persona. Un vero miracolo clownesco quello del leader libico.
Un circo ridicolo più che imbarazzante. L’area cattolica scandalizzata.
Ma: le 500 hostess reclutate da un’agenzia di casting hanno ricevuto un misero gettone di presenza pari a 70 Euro, a patto di non rivelare dettagli sull’evento. Poi per tutte le partecipanti una copia del Corano. Due hostess pare non abbiano gradito, abbandonando più o meno subito le obbedienti scimmie al seguito di Gheddafi.
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Tu burattino
Pubblicato da Romanticaperla
Tu burattino
di RomanticaVany & King Lear (iannozzi giuseppe)
Tu burattino
che di luce tua brilli;
che le silenti lunghe ombre
su paesi e boschi
inganni
con diabolico gioco di poesia;
che il passo silenzioso muovi
come un sole
dentro al tramonto;
tu burattino senza fili
che col favore della Luna
la mia pelle baci
e che nel mio giardino
i frutti succosi cogli e mordi,
io ti dipingerò su tela di seta
tra quelle stelle
che ieri fecero capo ad Atlantide
spingendosi oltre i bastioni di Orione.
Alla fine cascata di luce
disposta sui miei seni
per sempre sarai.
Di Romantica Vany & King Lear
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All’ombra della grande fabbrica. Gennaro Morra, un vero scrittore che racconta Napoli e la sua malattia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
All’ombra della grande fabbrica
Gennaro Morra, un vero scrittore
che racconta Napoli e la sua malattia
di Iannozzi Giuseppe
Gennaro Morra (www.gennaromorra.com) è nato a Napoli nel 1972 da genitori giovani e proletari, che avevano messo sù casa in un quartiere di periferia, nato e sviluppatosi intorno a una fabbrica siderurgica. Di sé l’autore scrive: “La mia venuta al mondo non fu proprio un evento felice, i medici non riuscivano a farmi uscire e allora tentarono con le maniere forti. Alla fine i loro sforzi furono premiati e io vidi la luce, ma una parte del mio cervello era danneggiata. Fortunatamente la lesione riguardava solo la zona dalla quale partono gli impulsi che controllano l’attività motoria, mentre le facoltà intellettive erano intatte. Niente male come inizio, no?…”
“All’ombra della grande fabbrica” di Gennaro Morra è un romanzo. Non si creda che definire romanzo un lavoro scrittorio sia leggerezza critica. Tutt’altro. Migliaia le uscite editoriali ogni anno, soprattutto di esordienti minimalisti e sgrammaticati, incoscienti e perlopiù vittimisti alla moda che nulla hanno da raccontare: scrivere è un impegno grave che implica delle responsabilità artistiche e sociali, e politiche (anche) e solamente chi è disposto ad assumere su di sé questo peso si può fregiare del titolo di scrittore.
Gennaro Morra è uno scrittore che ha scritto un vero romanzo accettando le responsabilità che l’atto dello scrivere comporta. Parliamoci chiaro, Morra non è fumo negli occhi, è invece un giovane scrittore che i calli sulle mani ce li ha veramente: chiunque oggi osa levare la sua voce per dichiararsi poeta saggista giornalista, romanziere, dovrebbe prima guardarsi ben bene le mani e poi allo specchio la faccia, e se sui palmi delle mani e sul volto non troverà chiari segni d’una felice stanchezza, allora forse, benedetto da un barlume di onestà, capirà di non essere uno scrittore. Di pennivendoli il pubblico è esausto. In Italia si leggono pochi libri e giornali; sospetto che tra i tanti motivi addotti, più o meno banali, uno sia sincero: i libri al pari dei loro autori mancano di onestà e di sostanza.
Con “All’ombra della grande fabbrica” di Gennaro Morra ci troviamo davanti a una storia che non è di diarismo spicciolo, che non è di vittimismo alla moda e che non è nemmeno un mero prodotto editoriale. Chi avrà la fortuna di leggere il romanzo di Morra capirà all’istante che i fatti narrati, tra finzione e realtà, sono l’autentico corpo di uno scrittore che, nel dosare parole e pensieri, ha investito tutto sé stesso nella scrittura senza mai dimenticare l’anima, la ragione critica e lo stile.
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I poeti di Victor Gischler uccidono e lo fanno meglio di Palahniuk
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
I poeti di Victor Gischler uccidono
e lo fanno meglio di Palahniuk
di Iannozzi Giuseppe
Provate un po’ a immaginare poeti e gangster che vanno a braccetto; che coltivano le stesse passioni; che sono dei disgraziati, bastardi per necessità di sopravvivenza ed avrete un mezzo professore universitario, poeta con il blocco dello scrittore, che, nel giro d’una notte e d’una scopata con una studentessa, finirà con il diventare un assassino a piede libero.
Victor Gischler, nel suo ultimo lavoro “Anche i poeti uccidono”, spara duro; ma è difficile capire se spreca più pallottole contro la società poetica o contro quella dei gangster. E però Gischler non ha alcun intento pedagogico, il suo scopo ultimo è difatti ludico e basta, per cui è davvero difficile non parteggiare per Gischler che prende per i fondelli la malavita organizzata ed i poeti mettendoli sullo stesso piano morale e sociale.
Jay Morgan ha il blocco dello scrittore; sono anni che non riesce a scrivere una sola poesia decente; per sbarcare il lunario accetta di fare il tappabuchi, professore di Letteratura sì, ma per brevi periodi ora presso una università più o meno prestigiosa ora in una scalcagnata in culo ai lupi.
Morgan non se la passa bene, è un perdente consapevole di esserselo: questa consapevolezza non lo aiuta però a darsi una raddrizzata. Si porta a letto una certa Annie Walsh, una studentessa: non può sapere che la tipa si è impasticcata ben bene con della robaccia. La mattina dopo Annie è cadavere. Presto Morgan capisce che è nei guai fino al collo. Di chiamare la polizia non se ne parla, direbbe che è stato lui, nessuno crederebbe che lui se l’è soltanto scopata e morta lì! Come se ciò non bastasse, il preside della Eastern Oklahoma University lo chiama affidandogli il compito di seguire da vicino Fred Jones, il quale ha una silloge poetica nel cassetto e che ha da essere pubblicata presto e con un gran tamtam. Morgan non può rifiutare, viene messo alle strette: dovrà inventarsi editor, curare le poesie del malavitoso Fred Jones e aiutarlo a pubblicare il libro. Un compito davvero ingrato, per chiunque: Jones non è un tipo tranquillo, è un uomo della malavita che ha le mani in pasta in tutta la città e che gira sempre scortato da un gorilla dal grilletto facile. Ad ogni buon conto non tutti i mali vengono per nuocere. Jones è un uomo di mondo, capisce che Morgan s’è cacciato in un impiccio più grande di lui e che lo deve aiutare a far sparire il cadavere di Annie. Fred aiuta Jay Morgan e, per un momento soltanto, sembra che le cose si stabilizzino. Peccato che i genitori della ragazza abbiano ingaggiato un investigatore privato fuori di testa, marcio fino al midollo, che non si fa scrupolo alcuno a seminare cadaveri dappertutto. Investiga sì per conto della famiglia Walsh, ma scoprendo che la ragazza si impasticcava e che c’è in giro una partita di droga del valore di diverse migliaia di dollari, l’uomo la vuole da Morgan, con le buone o con le cattive.
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L’On. Riccardo Nencini si schiera con la Mondadori dimenticando che la casa di Segrate ha censurato Saramago
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
L’On. Riccardo Nencini
si schiera con la Mondadori
dimenticando che la casa di Segrate
ha censurato Saramago
di Iannozzi Giuseppe
”Mi assocerei volentieri alla posizione di Mancuso se Mondadori censurasse gli autori che pubblica. Cosa che mi pare non sia mai avvenuta fino ad oggi… la casa editrice di Segrate rappresenta una delle eccellenze dell’editoria italiana, con un catalogo impareggiabile e un alto profilo di professionalità, garantendo da sempre la massima libertà ai suoi autori”. Parla Riccardo Nencini, dimenticando a tutto favore del padrone per cui vorrebbe lavorare che Einaudi (ovvero Mondadori) ha censurato José Saramago perché nel suo “Quaderno” non elogiava il sempre venerabile santo Cavalier Berlusconi.
E’ dunque il caso di rinfrescare la memoria all’On. Nencini.
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In Mondadori si allevano scrittori di sinistra e anarchici. Una bufala politica che circola in Rete da troppi anni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
In Mondadori si allevano scrittori
di sinistra e anarchici
Una bufala politica
che circola in Rete da troppi anni
di Iannozzi Giuseppe
Gli autori Mondadori, prima di passare per ridicoli, farebbero bene a parlare chiaro, molto chiaro invece di tirare in ballo improbabili “cavallini di Troia” a cui non crede davvero nessuno.
Non si credeva ai presunti “cavallini di Troia” dieci anni or sono, nel 2000 o anche nel 1999-98-97, quando Internet non era diffusissimo tra la gente comune, figuriamoci oggi, nel 2010, che credibilità potrebbe mai avere chi dovesse alzar la voce tuonando che “si rimane in Mondadori per fare il cavallo di Troia”.
Ieri si poteva anche far credere al pubblico che così fosse; c’era difatti molta meno informazione e le bufale telematiche, e non, potevano trovare un loro fertile terreno. Oggi non più. A ogni angolo, come minimo, c’è un blogger di vedetta che incastra il fabbricatore di notizie false e di convenienze, per cui tu, bello mio, che vuoi fare il furbo sparando una menzogna dietro l’altra, sappi che ti si mette subito con le spalle al muro e che ci vuol niente a farti secco.
In ogni caso non è che dieci anni fa o anche quindici o venti non si sapesse che in Mondadori le cose andavano avanti grazie alla provvidenza del Cavaliere e non grazie a quella del Signore Iddio: lo sapevano in pochi – questo è vero – e quei pochi tacevano, per loro personalissima convenienza, adducendo la scusa che “si combatteva dal di dentro”. Tuttavia il pubblico ha creduto a questa bufala reiterata e lanciata su mailing list, forum di discussione, liste evangelistiche. Ci ha creduto perché su Internet ci si illudeva che la verità fosse di casa. Chi ieri si è illuso è perché aveva un maledetto bisogno di una illusione da coccolare, anche in previsione della possibilità di diventare poi un autore della scuderia Mondadori. Come di fatto poi è accaduto ad alcuni tutto spirito machiavellico e nessun talento da parte; gli spiriti machiavellici più fortunati finiscono così nei remainders ignorati da tutti a far la muffa, prima di finire al macero; e non è privilegio da poco in questo momento storico di tasche vuote e di grande fame.
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Brigante
Pubblicato da Romanticaperla
Brigante
Per fortuna
era soltanto
uno di quei sogni
che sogni tu
solamente.
La sera tu ti pappi
sin troppi fichi e gelati
e così la notte ti vien
da sognare forte;
sogni le gru
che si stirano nel cielo,
sogni treni invisibili
che vanno e vengono,
sogni draghi da scannare
e fanciulle da salvare,
infine con il canto dei grilli
e delle cicale ti svegli matto.
A occhi aperti fai sogni
sconci, per non dire
delle mani che sfregano
piano piano, poi forte forte
fino a farsi di fumo.
Se chiudo gli occhi ti vedo,
sì, ti vedo felice,
felice come un brigante,
e sulle labbra mi nasce un sorriso
che con la scusa di un bacio
è sicuro verrai a rubare.
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La non-letteratura da Evangelisti a Scarpa
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La non-letteratura da Evangelisti a Scarpa
di Iannozzi Giuseppe
Viviamo in un medioevo tecnologico. E’ già stato detto da Umberto Eco parecchi anni or sono.
Ad esempio i romanzi di Valerio Evangelisti, la produzione piratesca, soprattutto, riflettono l’incapacità di scrivere il “contemporaneo”; Evangelisti guarda al passato con fare frettoloso, confusionario e illude sé stesso che parlare al passato sia tentativo di globalizzare il presente; e ci riesce ma in una misura hollywoodiana e di serie B, quando non addirittura pienamente volgare e fuori di ogni possibile realtà e fantasia. Il non-risultato più emblematico ci è dato dalla “Luce di Orione” che è sublimazione del trash, di una spazzatura che l’autore assurge alla funzione di “narrare storie”. Par quasi non si renda conto che lui votatosi ad essere autore a tutti i costi è regredito a una forma di demenza senile freudiana, nella quale scopre la penetrazione sessuale quasi con una innocenza maligna – d’altro canto tipica di certe demenze -, e che tenderebbe a dissacrare il quotidiano riuscendo però a manifestarsi soltanto per quel che è, agitazione psicotica.
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Imbranati thrilleristi italiani tra pizza, spaghetti con la pummarola… e gorilla
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Imbranati thrilleristi italiani tra pizza,
spaghetti con la pummarola… e gorilla
di Iannozzi Giuseppe
I thrilleristi italiani che imitano Michael Connelly sono divertentissimi… imbarazzanti… perfette trans-veline votate al culto del “chi ha più culo” … rischiano di brutto, prima o poi qualche testa calda prende uno di questi italioti pieni di fantasie di sangue e di bigoli col peperoncino e gliela fracassa la testa usando proprio quel thriller di seicento e passa pagine che hanno osato scrivere, non di rado con l’aiuto di un ghostwriter e dei consigli della mamma mezza paralitica in carrozzella.
Perlomeno Connelly è un thrillerista americano, uno che è nato nella terra del sogno e dell’incubo americano per cui è un suo diritto shockare i lettori con coltelli e rivoltelle, con un po’ di sesso e fiumi di sangue. Dicevo di Connelly, sottolineato americano, perché lui è nella terra dei grandi spazi, dove incubi e sogni sono all’ordine del giorno grazie a Hollywood. Che importanza ha per chi lo legge se poi sono di serie A, B o C? Sempre sono marchiati Hollywood e non è mica poco.
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La letteratura che non c’è e la poca che c’è. Spazzatura editoriale a non finire da Antonio Moresco a Silvia Avallone
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La letteratura che non c’è e la poca che c’è
La critica letteraria vive la sua crisi in silenzio o quasi
Spazzatura editoriale a non finire
da Antonio Moresco a Silvia Avallone
La dura legge del marketing e quella delle mafiette editoriali
di Iannozzi Giuseppe
Non sono per un ritorno al Classicismo antico, ma per il bello scrivere sì. Credo si debba coniugare la sostanza e lo stile, cosa che riesce sempre a meno scrittori, il più delle volte incensati in maniera indebita. In ogni caso il tempo sarà il miglior giudice: ha già spazzato via sédicenti autori che soli dieci anni or sono pareva dovessero vincere il Nobel. Le mode, in ogni campo, nascono in fretta e muoiono altrettanto in fretta.
Uno scrittore, che come pochi ha saputo coniugare sostanza e stile, è stato Gesualdo Bufalino. Ma ci sono anche Sebastiano Vassalli, Umberto Eco, Aldo Busi, Alberto Ongaro… Non sono molti in verità gli scrittori che sanno scrivere sul serio.
Tuttavia credo che troppi oggigiorno scrivono per non lavorare sul serio; e con questo intendo dire che non hanno la voglia di spaccarsi la schiena in fabbrica, anche se è il solo lavoro che saprebbero fare con onestà.
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Ferroni e le lobbies editoriali sul blog Iannozzi Giuseppe
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ferroni e le lobbies editoriali Il NIE che non esiste,
i premi Strega che affondano il concetto stesso di Letteratura

dei tigli il profumo
Pubblicato da Romanticaperla

In questi giorni d’estate
esplode nell’aria
dei tigli il profumo.
Sui tacchi alti ancheggio
e gonna stretta ai fianchi,
vacillano però
un po’ le mie gambe
da un desiderio di complicità
infiammate
per carezze di velluto
fra santità e peccato.
Il sole ha già
stregato il mio volto,
in fiamme
denudata
dalla fronte in giù.
Cadranno i fiori poi
uno a uno
vorticando
nel silenzio dei prati,
mille petali
di luce bagnati
accompagnati
dalla danza delle lucciole
nel folto del verde
nascoste
per il nostro amore sì silente.
di romanticavany & giuseppeiannozzi
Caravaggio sfrenato e violento puttaniere. Lo rivela il critico d’arte Andrew Graham-Dixon
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Caravaggio sfrenato e violento puttaniere
Lo rivela il critico d’arte Andrew Graham-Dixon
di Iannozzi Giuseppe
Pare che Caravaggio non fosse quel che si dice uno stinco di santo. Caravaggio fu anche un pappone e un puttaniere. Lo rivela un libro, A life Sacre and Profane di Andrew Graham-Dixon. Il libro uscirà nelle librerie inglesi il prossimo 1 luglio e promette sin d’ora di accendere gli animi dei critici, degli artisti e anche dei semplici estimatori dell’artista.
Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, era in realtà un uomo violento, libidinoso e senza scrupoli, capace di spingere la propria mano fino al delitto più efferato.
Andrew Graham-Dixon, noto critico d’arte, non ha dubbi.
A sostegno delle nuove rivelazioni sull’uomo Caravaggio, Graham-Dixon cita importanti documenti scoperti solo di recente negli archivi romani. Caravaggio avrebbe anche avuto una relazione clandestina con una certa Lavinia Giugoli, moglie del lenone Tommasoni. Al Telegraph - che ha recensito il libro in anteprima - Graham-Dixon spiega che “c’era un’antica ostilità tra i due e Tommasoni volle che ad assistere al duello ci fossero anche suo fratello e suo cognato. Ciò dimostra che si trattava di una lite d’onore”. Dalla relazione fra Caravaggio e Lavinia nacque una bambina, che la donna diede in adozione prima di trasferirsi a Firenze. Caravaggio nel frattempo, dopo la morte di Tommasoni, era fuggito da Roma.
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Il reuccio accompagnatore di minorenni è nudo e Saramago viene censurato
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il reuccio accompagnatore di minorenni
è nudo e Saramago viene censurato
di Iannozzi Giuseppe
Saramago ha criticato tanto la destra quanto la sinistra quando questa è diventata indegna di tenere le redini del potere. Pochi hanno avuto questo coraggio in questo secolo appena agli inizi e già così tanto buio. Ma anche nel secolo scorso, che è appena alle nostre spalle: solamente George Orwell, che provò sulla sua pelle i nefasti effetti/difetti del capitalismo e dello stalinismo, osò criticare in maniera aperta il Potere di per sé, senza scadere nel populismo. Saramago però non hai mai pensato di fare della politica con la letteratura; e ciò è un bene; di gran lunga meglio usare la scrittura per fini più nobili, per raccontare delle storie ad esempio. Per dire contro uno stato di politica sono molto più utili allo scopo un saggio o anche un pamphlet, purché non di stampo voltariano.
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Semi d’Amore
Pubblicato da Romanticaperla
di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi
Levata or ora dal sonno,
perduta
dentro ai miei pensieri
che confini non hanno
le labbra tue
nervose di caffè
con la mia bocca
sfiorisco.
Infiammate di sole le rose
campeggiano dal balcone,
mentr’io in quiete
dal profumo
nell’aria disperso
spirito in me assorbo
sciogliendo infine
tra i tuoi baci le incertezze
perché siano carezze,
miele da suggere
dai miei giovani seni.
Furtiva la tua intimità
occhieggio;
dallo sguardo tuo dolce
illuminato in un furbo sorriso
ai confini del sole infine
nella tua interezza m’appari.
Il nostro tempo
com’è scritto scorrerà,
spargendo semi d’amore
e petali d’infinita dolcezza
sovrastando
dei mattini la trasparenza.
Allora sì, la coppa degli Dèi
d’ambrosia colma
noi insieme la vuoteremo
immersi in caldi bagni
di lacrime giù dal Cielo.
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nella dolcezza
Pubblicato da Romanticaperla

di Romantica Vany & King Lear
La pioggia
cade
e nell’aria aleggia
indubbia
una promessa,
tracimante torrente
di parole
da lasciar libere
di fluire Continua..
Iannozzi Giuseppe con il suo nuovo blog è ora qui
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Iannozzi Giuseppe con il suo nuovo blog è ora qui
http://iannozzigiuseppe.wordpress.com
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My Only Love
Pubblicato da Romanticaperla

My Only Love
Non puoi piangere, bambina
E’ solo una pioggia che vien d’estate
Non ti ho mica lasciata sulla spiaggia
con il sole al tramonto e una vecchia
chitarra scordata
che nessuno ti sa suonare
Se piangi adesso
domani che farai mai?
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parfum de vous
Pubblicato da Romanticaperla
Parfum de Vous
di Romantica Vany & King Lear
Adoro i sogni sciolti,
qualche volta li inseguo,
sono imprevisti, inattesi,
hanno i colori
dell’incanto, della fantasia,
a volte sono impudici,a volte
candidi.
Gemma Gaetani e l’Elogio del tradimento – Intervista a tradimento all’Autrice
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gemma Gaetani
Elogio del tradimento
Intervista a tradimento all’Autrice
a cura di Iannozzi Giuseppe
L’unico vero caso in cui tradire è un peccato è quello della coppia eroticamente fedele a se stessa, ossia il tradimento della possibilità del tradimento. Questo l’assunto dal quale muove spassosamente Gemma Gaetani per smantellare, esempi alla mano, da Ikea alle vacanze low cost, la comune concezione del tradimento, derivante da un’interpretazione distorta della figura di Giuda, il “traditore” per eccellenza, e dimostrare come l’esercizio della virtù non porti, praticamente mai, a niente di buono. Con una prosa dissacrante e ironica ma allo stesso tempo arguta e costellata di riferimenti letterari, cinematografici e iconografici, l’autrice ci spiega come tradire in segreto e con assiduità ci consenta di decostruire la vigente e ridicola concezione sacrale dell’amore fedele, offensiva per altro nei confronti di Dio, l’unico a cui dobbiamo un trattamento di tipo esclusivistico, di soffrire meno nel caso in cui il nostro oggetto d’amore ci dia il benservito, di vivere continuamente il brivido di una nuova conquista che ci è invece negato da pratiche contemporanee vieppiù diffuse quali la coppia poliamoristica, lo scambismo, il sesso virtuale, l’autoerotismo e la fruizione della prostituzione. Dai vantaggi economico-sociali del tradimento alle vere e proprie dritte per aspiranti traditori, saremo forniti di ottime e valide ragioni per l’esercizio di questa nuovissima virtù, per troppo tempo rimasta ingiustamente relegata tra i vizi peggiori dell’umanità.
Elogio del tradimento – Gemma Gaetani – Vallecchi Editore – 1ma edizione 2010 – 360 pagine – ISBN 978-88-8427-156-3 – Prezzo di copertina: € 12.50
1. In “Paradise lost” di Milton è la risposta. Di Adamo è il compito di vigilare su Eva, perché lei è debole e già una volta ha ceduto alle lusinghe dell’Angelo traditore in veste di serpente. Non fu forse Eva creata da una costola di Adamo perché gli fosse compagna? Sì, così fu. E Lei tosto lo tradì mangiando la polpa di quell’unico frutto che il Padre Iddio aveva vietato.
Gemma Gaetani: Ma per essere Eva, Giuseppe, ci vuole una forza che nessuna costola di uomo, che è spesso la creatura più debole del mondo, ha…
2. Tu sei credente?
Se credi in Dio, allora Dio è forte abbastanza da creare l’uomo e da strappargli una costola affinché abbia la compagna da lui desiderata.
Dio precisa ad Adamo che Eva è tanto bella quanto debole, quindi è suo compito vigilare sulla compagna perché non cada in tentazione coinvolgendolo.
Eva trasgredisce.
Adamo, quando il danno è oramai perpetrato, può solo rendersi colpevole anche lui, per non lasciare Eva da sola con il suo peccato. Colpa di Adamo – ed egli proprio per questo si rimprovera – fu di aver accordato troppa fiducia a una creatura che lo stesso Dio gli aveva indicato debole, facile preda delle tentazioni.
Da qui la cacciata dal Paradiso.
Satana ha vinto.
Blake disse di Milton che “era un vero poeta, e stava dalla parte del diavolo senza saperlo”.
Satana è il protagonista, il ribelle, che nonostante l’ira di Dio e la cacciata nell’Inferno, non si arrende e penetra nel regno di Dio per corrompere le creature di Dio. Satana ci riesce, corrompe la donna e con essa l’uomo, quell’Essere creato a immagine e somiglianza di Dio. Satana, per come l’ha esaltato Milton, è un personaggio positivo, un ribelle shakespeariano che non conosce regole morali.
Gli Angeli di Dio possono solo limitarsi a far conoscere un pezzetto del futuro che attende Adamo.
Gemma Gaetani: Io credo in Dio come al Grande Narratore. Poi ci credo come mito, trovo la Bibbia analoga alla saga di Guerre Stellari (una mitopoiesi). In momenti di debolezza mi dico che sarebbe bello se poi questo Dio esistesse, ascoltasse le nostre preghiere, custodisse i nostri morti, e in quei momenti credo vere queste mie ultime due affermazioni.
Credendoci così, non posso considerarmi una costola di Adamo, e se proprio devo pensare alla donna come a un pezzo di Adamo e in generale dell’uomo, allora ci penso come a un pezzo non fisico: il coraggio, la forza, anche di “peccare”.
3. Insomma ci credi poco in Dio. Nietzsche diceva che non è stato Dio a creare gli uomini, ma al contrario sono stati gli uomini a creare Dio. Per illudersi di avere sempre a portata di mano un’àncora di salvezza.
La Bibbia è un libro, a suo modo, divertente; forse il primo esempio di fantascienza. E’ un libro che parte da un presupposto maschilista: la donna viene creata con il solo e unico scopo di servire l’uomo, il maschio.
Dunque, a tuo avviso, i maschi avrebbero meno coraggio di peccare… di cedere al tradimento?
Loredana Lipperini consiglia di leggere Iannozzi Giuseppe perché è la sua la poesia ideale
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Loredana Lipperini consiglia
di leggere Iannozzi Giuseppe perché è la sua la poesia ideale
La vostra eccetera non può fare a meno di segnalare d’Amore di Romantica Vany e King Lear. Dietro il nick King Lear tutti sanno che si nasconde Iannozzi Giuseppe, uno dei più influenti blogger della rete italiana, nonché talentuoso scrittore che più di una volta ho avuto modo di lodare su queste pagine e altrove. La vostra eccetera ha letto con vivo interesse d’Amore di Vany e King Lear, e, cari lettori di queste pagine elettroniche, vi devo dire che è quella poesia che da anni attendevo. E’ la poesia auspicabile. Sembrerò quasi una macchietta isterica con questo mio vizio di voler sempre ribadire, ma ribadisco che d’Amore di Vany e King Lear è un libro essenziale per la poesia italiana.
Gemma Gaetani parla del tradimento, e non solo. Una chiacchierata insieme all’autrice dell’Elogio del Tradimento
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gemma Gaetani parla del tradimento, e non solo
clicca qui e leggi elogio del tradimento
Una chiacchierata con Gemma Gaetani
a cura di Iannozzi Giuseppe
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Vasco Rossi, venditore di fumo beccato con le mani nel sacco
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Vasco Rossi, venditore di fumo
beccato con le mani nel sacco
di Iannozzi Giuseppe
Gli italiani non leggono.
In pochi si degnano di leggere anche solo un libro all’anno.
Quasi il 40 % degli italiani non legge un solo libro in dodici mesi. La più parte degli italiani vive e muore nell’ignoranza più totale – e assurda.
I pochi che leggono, che cosa leggono?
Purtroppo non è difficile rispondere: le istruzioni per usare in maniera corretta la carta igienica. Punto e a capo.
Siamo un popolo di ignoranti e di scrittori ancor più ignoranti. Il massimo che un giovinastro italiano riesce a digerire è un manga giapponese, tipo Evangelion o Dante’s Inferno, per cui non stupisce che a crescere sia solo il numero dei fascisti in erba e dei pazzi – che osano dirsi anarchici e vittime della società.
Dall’introduzione scritta dal pugno di Vasco Rossi: “Il fumetto è un’espressione d’arte contemporanea. Arte povera ma… buona, come la musica rock. Il fumetto è ‘pittura’ leggera come la canzone, entrambe ‘leggere’ e insieme profonde, se ne può consigliare l’uso – e l’abuso – non hanno controindicazioni. Portano gioia e fantasia, aiutano a combattere il grigiore quotidiano… Un mondo che non riesce ancora a liberarsi dai pregiudizi nei confronti del diverso e che ha bisogno di trovare un ‘colpevole’ perché non sa affrontare le ‘colpe’” .
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Bright Star. La vita autentica di John Keats. Il romanzo biografico lo scrive Elido Fazi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bright Star. La vita autentica di John Keats
Il romanzo biografico lo scrive Elido Fazi
di Iannozzi Giuseppe
Chi non conosce John Keats, Colui il cui nome fu scritto sull’acqua, sa poco o niente della Poesia. Keats, uno dei principali esponenti del Romanticismo, scriveva in una lettera a John Taylor (27 febbraio 1818): «Se la poesia non viene naturalmente come le foglie vengono ad un albero, è meglio che non venga per niente». E in un’altra missiva indirizzata invece a John Hamilton Reynolds (3 febbraio 1818): «Non sopportiamo la poesia che ha un disegno chiaro per noi [...] La poesia dovrebbe essere grande ma discreta; qualcosa che ti penetra dentro senza farti trasalire, senza colpirti in sé stessa, ma col suo messaggio. Come sono belli i fiori nascosti! Come se ne sciuperebbe la bellezza se si spingessero dalla strada gridando: “Ammiratemi: sono una violetta! Adoratemi: sono una primula!”». E poco prima di morire, rivolgendosi a un altro grande poeta esponente anch’egli del Romanticismo inglese, ovvero a Percy Shelley, in una lettera datata 16 agosto 1820: «La mia immaginazione è un monastero e io sono un monaco».
I Got You
Pubblicato da Romanticaperla
I Got You

di Romantica Vany & King Lear
Spingerti a me, a piccoli morsi
assaggiarti e poi esplorarti
fossero i tuoi; carezze
per dilatare e sciogliere
i nodi del tuo cuore ribelle
perché ogni cosa bella o brutta
sia leggera e veloce, cristallina
come l’acqua che dalla sorgente…
Se Amore ha di sé coscienza
per minima che sia
di desiderio e rivelazione,
nell’oscurità profonda in attesa
di fiorir a giovinezza nova
per carezze e trasgressioni,
tu prova a dargli il mio nome
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