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Giulio Mozzi, Come un killer sotto il sole - a cura di Leonardo Colombati

GIULIO MOZZI

COME UN KILLER SOTTO IL SOLE

IL FALLIMENTO DEL ROMANZO

a cura di Leonardo Colombati

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ad alta risoluzione

(c) Tutti i diritti riservati

fotomontaggio di Giuseppe Iannozzi

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La Prima Volta che ho incontrato Wu Ming 1

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La Prima Volta che ho incontrato
Wu Ming 1

La prima volta che ho incontrato Wu Ming Uno, fu in un locale equivoco frequentato da castori e marmotte. Wu Ming Uno era già completamente brillo, e io ero il solo a essere lucido. Wu Ming Uno s’abbracciava a un castoro che gli mostrava i denti: in risposta, il povero castoro riceveva grandi sorrisi accondiscendenti.
Io non ci avrei fatto caso a quel tizio lì, ma lui s’è fatto subito appresso a me, abbandonando il castoro e allungandomi la zampa amputata del povero animaletto: “Piacere!”
”Piacere, di che? Chi ti conosce?”
“Appunto.”
“Non la capisco. Non ho preso alcun appunto.”
”Appunto.”
L’ho guardato storto: era chiaro che era uno dei servizi segreti, in pratica un completo fallito.
“Per favore, mi tolga da sotto gli occhi quella zampa. Mi fa orrore e tristezza.”
”Animalista?”
”No.”
”E allora, perché la disturba?”
“Forse perché con quella zampa il castoro – che adesso sta affondando i denti nel legno del bancone, tentando d’arginare il dolore –, fino a pochi momenti fa, ci si grattava e veniva pure bene: è bianca di tracce grosse come sputi.”
“Per così poco!”
Continua..

Babsi Jones …e dài notizie ai turbati (intervista apocrifa)

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Babsi Jones
…e dài notizie ai turbati.
(intervista apocrifa)


I:
Babsi Jones, come si sente adesso che finalmente ha pubblicato il suo libro “Sappiano le mie parole di sangue”?

B:Non lo so, non è un sentimento che si possa dire stando in piedi, di primo mattino, appena alzata. Sono confusa. Confusa e felice.

I: Intende dire che i giorni neri di dolore sono oramai roba vecchia?

B: E’ una domanda difficile. Non ho preso ancora il caffè, poi sono sotto stress, dovrei fare un servizio fotografico per la versione italiana di Rolling Stones, ma la redazione non mi ha ancora chiamata. Insomma mi sento un brivido luciferino dentro.

I: “Dammi tre parole: sole, cuore e amore/ dammi un bacio che no fa parlare/ è l’amore che ti vuole/ prendere o lasciare/ stavolta non farlo scappare/ Sono le istruzioni per muovere le mani/ non siamo mai così vicini…” Se la ricorda? La cantava qualche anno fa Valeria Rossi. Al tempo ebbe molto successo.
Continua..

Giancarlo De Cataldo, intervista apocrifa e acrilica al 100%

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Giancarlo De Cataldo
intervista apocrifa e acrilica al 100%

Ho avuto la fortuna e il privilegio di incontrare Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo criminale e Nelle mani giuste.

Ci siamo trovati in Torino, proprio in quel caffè che frequentava Cesare Pavese insieme a Luigi Einaudi. Subito ci siamo salutati. Giancarlo De Cataldo ha una mano forte, calorosa. Si è messo a sedere. Gli ho chiesto se potevo registrare la nostra conversazione. Abbiamo iniziato a parlare prima a ruota libera, poi, centellinando una cioccolata calda le domande a De Cataldo sono venute spontanee.

Questo è il risultato.

«Il fatto è che ogni delitto mi affascina nell’intimo più profondo. Ci trovo sempre un chiodo fisso che entra in sintonia, che entra in contatto con le mie proprie paure: non escludo che in un’altra vita possa reincarnarmi in San Francesco o in Charles Manson. E’ così, la mente umana oltre ad essere un dedalo tende allo stesso tempo alla santità e al diabolico. Ciò è ancora più evidente quando il delitto di cui vengo a conoscenza coinvolge i miei rapporti con gli altri, la famiglia, i vicini di casa, le mie abitudini. Poi, essendo io uno scrittore, cerco sempre di darmi un’occasione per mettermi in mostra, spesse volte in maniera esagerata; amo l’attenzione mediatica, quell’interesse oppiaceo che a fine giornata mi fa esplodere la testa in milioni d’immagini di cronaca nera. Mi sento assassino anch’io, come nel più grande thriller che abbia mai letto, “Io uccido” di Giorgio Faletti. Faletti è un autore geniale, lo invidio, non posso farne a meno». Così parla Giancarlo De Cataldo.

Continua..

Giancarlo De Cataldo, intervista apocrifa e acrilica al 100%

decataldogiancarlo.jpg
Giancarlo De Cataldo

intervista apocrifa e acrilica al 100%

Ho avuto la fortuna e il privilegio di incontrare Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo criminale e Nelle mani giuste.

Ci siamo trovati in Torino, proprio in quel caffè che frequentava Cesare Pavese insieme a Luigi Einaudi.

Subito ci siamo salutati.

Giancarlo De Cataldo ha una mano forte, calorosa.

Si è messo a sedere.

Gli ho chiesto se potevo registrare la nostra conversazione.

Abbiamo iniziato a parlare prima a ruota libera, poi, centellinando una cioccolata calda le domande a De Cataldo sono venute spontanee.

Questo è il risultato.

«Il fatto è che ogni delitto mi affascina nell’intimo più profondo. Ci trovo sempre un chiodo fisso che entra in sintonia, che entra in contatto con le mie proprie paure: non escludo che in un’altra vita possa reincarnarmi in San Francesco o in Charles Manson. E’ così, la mente umana oltre ad essere un dedalo tende allo stesso tempo alla santità e al diabolico. Ciò è ancora più evidente quando il delitto di cui vengo a conoscenza coinvolge i miei rapporti con gli altri, la famiglia, i vicini di casa, le mie abitudini. Poi, essendo io uno scrittore, cerco sempre di darmi un’occasione per mettermi in mostra, spesse volte in maniera esagerata; amo l’attenzione mediatica, quell’interesse oppiaceo che a fine giornata mi fa esplodere la testa in milioni d’immagini di cronaca nera. Mi sento assassino anch’io, come nel più grande thriller che abbia mai letto, “Io uccido” di Giorgio Faletti. Faletti è un autore geniale, lo invidio, non posso farne a meno». Così parla Giancarlo De Cataldo.

Forse perché da piccolo non ha avuto su di sé sufficienti attenzioni? Perché parla di interesse oppiaceo?

«Quand’ero solo un bambino ho chiesto ai miei genitori un cagnetto, un volpino per la precisione. Non hanno mai esaudito questa mia modesta richiesta. E’ stato così che ho cominciato ad interessarmi di cronaca nera. Già allora sognavo di diventare un giudice. Ci sono riuscito, oggi sono giudice in corte d’Assise. Io guardo nell’utero sociale per strappare con le mie proprie mani le ragioni che inducono l’uomo al delitto. Per esperienza so che il particolare, il più insignificante e modesto, è in realtà l’indizio che porterà alla verità. Continua..

John Travolta bacia Kirk Douglas

John Travolta bacia Kirk Douglas

Nessuno se lo sarebbe aspettato, ma è accaduto: John Travolta ha baciato Kirk Douglas sulla bocca, quasi soffocandolo il povero Kirk.

Kirk ha strabuzzato gli occhi ma non si è sottratto né al bacio né all’abbraccio di John.
Continua..

britney spears in thriller

 
 

Britney Spears in thriller

 
 
 
 
“…ballo in maniera così rigida dopo un lungo e duro esercizio.
Provate un po’ voi a ballare con una scopa su per il culo Continua..

In un mondo tutto Barbie

barbiebabsi.jpgBabsi Jones
in un mondo tutto Barbie

- Ciao Babsi Jones
- Ciao Giu Genna, solo Babsi per te
- Babsi, vuoi sballare con me?
- Certo che sì, Giu Genna
- Allora salta a bordo, bambolina

Sono Babsi Barbie, in un mondo tutto Barbie
La vita in una copertina patinata è da delirio
Puoi spazzolarmi e strapparmi i capelli quanto vuoi,
puoi mettermi a nudo dovunque ti salti in testa di farlo
Immaginazione ragazzi, immaginazione! Continua..

Babsi Jones: intervista apocrifa… e dài notizie ai turbati

autopsiash5.jpgIntervista apocrifa a
Babsi Jones

e dài notizie ai turbati.

a cura di Giuseppe Iannozzi

I: Babsi Jones, come si sente adesso che finalmente ha pubblicato il suo libro “Sappiano le mie parole di sangue”?

B:Non lo so, non è un sentimento che si possa dire stando in piedi, di primo mattino, appena alzata. Sono confusa. Confusa e felice.

I: Intende dire che i giorni neri di dolore sono oramai roba vecchia?

B: E’ una domanda difficile. Non ho preso ancora il caffè, poi sono sotto stress, dovrei fare un servizio fotografico per la versione italiana di Rolling Stones, ma la redazione non mi ha ancora chiamata. Insomma mi sento un brivido luciferino dentro.

I: “Dammi tre parole: sole, cuore e amore/ dammi un bacio che no fa parlare/ è l’amore che ti vuole/ prendere o lasciare/ stavolta non farlo scappare/ Sono le istruzioni per muovere le mani/ non siamo mai così vicini…” Se la ricorda? La cantava qualche anno fa Valeria Rossi. Al tempo ebbe molto successo.
Continua..