Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Morte all'alba

JuJol.com

Ivo Mej. Moro Rapito! Personaggi. Testimonianze. Fatti. (Barbera editore)

moro1.jpg

Ivo Mej
Moro rapito!
Personaggi. Testimonianze. Fatti.

di Giuseppe Iannozzi

Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi. (Aldo Moro)

Il motto, l’idea, lo scopo della lotta armata, tutto per le Brigate Rosse è riassumibile nel loro motto, nel tragico slogan che ancora riecheggia nell’aria: “Colpiscine uno per educarne cento”. Le BR, di matrice marxista-leninista, fondate da Alberto Franceschini, Renato Curcio e Margherita Cagol nel 1970, non sono morte: brigatisti nuovi di zecca sono a piede libero, e molti di quelli di vecchia data indicati come ex brigatisti sono o latitanti o nascosti chissà dove, e quasi certamente imprendibili. Nel giugno del ‘77 Indro Montanelli viene gambizzato da Franco Bonisoli, che è legato al giornalista da un vincolo di amicizia, come si appurerà in seguito alla cattura del brigatista. Sul finire del 1999, neanche poi troppo a sorpresa, le nuove Brigate Rosse fanno la loro apparizione: Massimo D’Antona nel 1999 viene freddato; non passano tre anni che Marco Biagi, nel 2002, fa la stessa fine. Nel 2003 le Brigate Rosse occupano ancora le colonne dei giornali: due esponenti delle Nuove Brigate Rosse - Nuclei Comunisti Combattenti (BR - NCC), Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce e degli agenti della Polizia Ferroviaria sono nel bel mezzo del fuoco delle pistole. Galesi e l’agente Emanuele Petri moriranno.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Se sei nuovo di qui, dovresti iscriverti al nostro RSS feed. Qui ti spieghiamo cosa sono i feed Grazie per la visita!

Palermo, arrestati presidenti di seggi

In manette per i fatti accaduti durante le elezioni comunali
Falsificarono oltre 500 schede per favorire una lista di Cammarata

Palermo, arrestati presidenti di seggi
Brogli nelle amministrative 2007
Il candidato del centrosinistra,
Orlando parlò di “257 urne manomesse”

Palermo, arrestati presidenti di seggi
Brogli nelle amministrative 2007


PALERMO - Arrestati stamani due presidenti di seggio palermitani accusati di brogli elettorali. I provvedimenti, disposti dal gip Maria Pino, su richiesta del pm Maria Forti, sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato che ha condotto l’indagine. Gli arrestati sono i palermitani Gaetano Giorgianni, 51 anni, e Giovanni Maria Profeta, 63 anni. Entrambi rivestivano le funzioni di presidente di seggio in occasione delle consultazioni amministrative per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale di Palermo del maggio 2007.
Continua..

Petizione Liberadonna

Petizione Liberadonna

A: Veltroni, Bertinotti e tutti i dirigenti del centro-sinistra

PRIME FIRMATARIE: Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Cristina Comencini, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Rossana Rossanda, Elisabetta Visalberghi

Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra tutti, ora basta! L’offensiva clericale contro le donne - spesso vera e propria crociata bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza. Con l’oscena proposta di moratoria dell’aborto, che tratta le donne da assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati ad essere “cose”, terreno di scontro per il fanatismo religioso, oggetti sui quali esercitare potere. Lo scorso 24 novembre centomila donne - completamente autorganizzate - hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza, mascherate dietro l’arroganza ipocrita di “difendere la vita”. Perciò non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione. Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che condanni senza mezzi termini tutti i tentativi - da qualunque pulpito provengano - di mettere a rischio l’autodeterminazione delle donne, faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l’ultima parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze. Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare l’obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce l’accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro). Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più disposte a compromessi.

Per firmare la petizione, qui.

Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe, Napolitano: da Croazia reazioni inconsulte

presidentenapolitano.jpg
Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe
Napolitano: da Croazia reazioni inconsulte

Il Capo dello Stato ribadisce: furono pulizia etnica,
pace per le polemiche all’estero

Giorgio Napolitano ribadisce a chiare lettere: «Le foibe furono pulizia etnica». E «pace», sottolinea il Capo dello Stato, per le «reazioni inconsulte che vennero al mio discorso di un anno fa da fuori d’Italia». «Ritengo», ha detto al Quirinale nella cerimonia per la giornata del ricordo, «che fosse giusto esprimere quel pensiero». Le polemiche, ha aggiunto, non hanno «scalfito la mia convinzione che fosse giusto esprimermi a nome della Repubblica con quelle parole, con quell’impegno». E si è detto «contento » che il ministro Rutelli avesse appena ribadito lo stesso concetto.
Continua..

Espulso l’imam Mohamed Kohaila per fondamentalismo

iman-di-torino.jpg
Espulso l’imam Mohamed Kohaila
per fondamentalismo

Ripreso da una telecamera nascosta, era apparso nella trasmissione di Michele Santoro, ‘Annozero’
E’ stato un giudice donna dell’ottava sezione del Tribunale di Torino a convalidare il decreto di espulsione, firmato dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, di Mohamed Kohaila, 44 anni, l’imam della moschea in via Cottolengo a Torino. Kohaila, al centro di un video trasmesso nella primavera scorsa dalla trasmissione tv ‘Annozero’, e accusato di essere un fondamentalista vicino alle posizioni di Al Qaida, è stato rimpatriato in Marocco accompagnato da uomini della polizia che lo hanno accompagnato in uno scalo del Nord Italia. L’udienza di convalida dell’espulsione si è tenuta negli uffici della questura di Torino, alla presenza di un avvocato dell’imam.
Continua..

Polemiche sulla proposta di grazia a Bruno Contrada

contrada.jpgPolemiche sulla proposta
di grazia a Bruno Contrada


FAMILIARI VITTIME MAFIA, STATO RIAPRE FERITE
- “Lo Stato italiano, avanzando l’ipotesi di concedere la grazia a Bruno Contrada, continua a non perdere l’occasione per riaprire ferite dolorose e per non schierarsi dalla parte di chi ha creduto in questo stesso Stato sino all’estremo sacrificio”. Lo dicono in una nota alcuni familiari di vittime di mafia, tra cui Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Rosanna Scopelliti, Mimmo Mangano, Rita Spartà, Giuseppe Ciminnisi, che rivolgendosi al presidente della Repubblica aggiungono: “Mastella continua a farsi portavoce delle ragioni di chi delinque non garantendo la certezza della pena e destabilizzando cosi la parte più sana di questo paese. Presidente Napolitano, proprio perché crediamo in questo Stato le chiediamo ma la colpa è dei mafiosi e dei loro complici o di chi ha lottato e perso la vita nella lotta alla mafia in nome di questo stesso Stato che lei si pregia di presiedere?”

Continua..