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L’Unità minaccia il Ministro Brunetta puntandogli contro la pistola! E’ scandalo

L’Unità minaccia il Ministro Brunetta
puntandogli contro la pistola! E’ scandalo

a cura di Giuseppe Iannozzi

“La satira è sacrosanta. Bisogna evitare in materia le polemiche. Ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta pubblicata nell’inserto satirico allegato all’Unità”. Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, polemizza sull’affondo del giornale, diretto da Concita De Gregorio, al ministro per la Pubblica Amministrazione.
Sergio Staino, direttore dell’inserto satirico Emme, si scusa con i lettori e il ministro quando la frittata è già bell’e fatta: “qualche lettore può interpretarla in modo da sembrare un invito all’uso delle armi, né io, né Biani, né l’intera redazione di Emme, abbiamo alcuna difficoltà a chiedere scusa a questi lettori, Ministro Brunetta, ovviamente, compreso”.
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Liberazione, sciopero, sovvenzioni ai giornali: una storia del Belpaese

Liberazione, sciopero,
sovvenzioni ai giornali

Una storia del Belpaese

di Giuseppe Iannozzi

Credo che un giornale, di qualsiasi schieramento politico esso sia, non dovrebbe mai e poi mai, in nessun caso, ricevere finanziamenti dallo Stato.

Mi spiace per i giornalisti di Liberazione cui va la mia solidarietà, ma i giornali non possono credere di campare grazie allo Stato: se intendono fare informazione grazie ai finanziamenti dello Stato sono allora diramazioni della macchina statale prima che organi di partito e giornali destinati a informare il pubblico tutto. Un quotidiano deve saper informare tutto lo spettro di possibili lettori, altrimenti affonda. Il giornalismo è purtroppo uno dei tanti talloni d’Achille del Belpaese: quasi sempre imparziale. Non sorprende dunque che per sapere qualche cosa del proprio paese bisogna leggere i quotidiani stranieri.

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Su La7 torna Lilli Gruber ma non Otto e mezzo

Su La7 torna Lilli Gruber
ma non Otto e mezzo

Torna Lilli Gruber ma non torna “Otto e mezzo”.
Su La7 il programma, ora condotto dalla Gruber al posto di Giuliano Ferrara, rischia di rivelarsi uno dei più mastodontici flop dell’appena inaugurata stagione televisiva.

Dopo aver lasciato il Tg1, la Gruber aveva raccolto al Parlamento europeo una marea di voti: ma il suo mandato sta per scadere e così la Gruber ha pensato bene di tornare a fare televisione.

Con il politichese-sindacalese in bocca, la Gruber sbarca su La7, ma non buca lo schermo.

Giuliano Ferrara
sapeva essere irritante, al limite della provocazione fine a sé stessa, e proprio per questo “Otto e mezzo” era trasmissione che arrivava ai telespettatori d’ogni razza e padrone: con Ferrara “Otto e mezzo” prima che informazione era uno spettacolo low down trash, ovvero una marea di chiacchiere di quart’ordine; e funzionava. Oggi con la Gruber più doll che mezzobusto, freddissima e attillatissima, aristocratica-spartana non poco buffa e imbarazzante con la  puzza sotto il naso che male recita la parte della sindacalista, non riesce a staccare neanche un sorriso d’amarezza a chi la guarda attraverso lo schermo.

Compagno di sventura della Gruber è Federico Guiglia.

La nuova stagione di “Otto e mezzo” merita una piena insufficienza, un bel 2 per contenuti e condotta.

Giuseppe Iannozzi

La Cina viola la tregua olimpica in Tibet

La Cina viola la tregua olimpica in Tibet
Mentre vanno in onda i giochi di Pechino 2008
i monaci tibetani continuano ad essere brutalizzati
La denuncia arriva dal santo Dalai Lama

a cura di G. Iannozzi

Il Dalai Lama ha accusato la Cina di violare, con la repressione in Tibet, la tregua olimpica che tutti dovrebbero rispettare durante i Giochi, tanto più il Paese che sta ospitando l’edizione di Pechino 2008. Lo hanno riferito diversi parlamentari francesi dopo aver incontrato il leader spirituale dei buddhisti tibetani, in visita per dodici giorni in Francia per motivi religiosi.
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La rinascita dell’epica italiana? «È soltanto autopromozione» di FRANCESCO BORGONOVO

La rinascita dell’epica italiana?
«È soltanto autopromozione»

Evangelisti, Genna, Lucarelli, Wu Ming, De Cataldo:
con noi è tornato il romanzo storico impegnato.
Ma i critici li bacchettano: «Inconsistenti»

Il fumetto capolavoro di Frank Miller, “300”, racconta l’eroica resistenza degli spartani alle Termopili.
Il film omonimo è citato come fonte di ispirazione dai “nuovi autori epici italiani”

di FRANCESCO BORGONOVO

Fonte originale: Libero di Vittorio Feltri


New Italian Epic... Chi l'ha duro... la vince!Le donne, i cavallieri, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese loro vogliono cantare. “Loro” sono un gruppo di scrittori italiani che sta animando un dibattito sui quotidiani (in primis Repubblica), su internet (in siti come Carmilla, Lipperatura di Loredana Lipperini, wumingfoundation.com), in riviste “alternative” come Tabard e in qualche università. Ecco i nomi: Wu Ming, Giuseppe Genna, Valerio Evangelisti, Carlo Lucarelli, Alessandro Bertante, Giancarlo De Cataldo e altri. Gli autori in questione discutono di una nuova tendenza della narrativa italiana che - per definizione di Wu Ming 1 - si chiama “New Italian Epic”, nuova epica italiana. Tutto ha avuto inizio con un articolo di Wu Ming 1 inserito in rete alla fine di aprile e intitolato “New italian epic. Memorandum 1993-2008: narrativa, sguardo obliquo, ritorno al futuro”. Diciotto pagine che hanno prima identificato, poi dato alla luce e battezzato la “NIE”. Poco tempo dopo,una versione ridotta dell’intervento è comparsa sulle pagine di Repubblica. Il 3 maggio, sempre su Repubblica, è sceso in campo anche Carlo Lucarelli. Il 6 dello stesso mese, sull’Unità, è stato il turno di Valerio Evangelisti. L’8, su Liberazione, ha detto la sua Alessandro Bertante, seguito il 15 da Girolamo Di Michele. A tenere il bilancio della discussione ci ha pensato la rivista on line Carmilla (curata da Evangelisti e Genna) che ha raccolto ciascun intervento. Wu Ming 1 è stato invitato anche in alcune università americane (compreso il prestigioso MIT) per dare conto dello stato dell’arte. Ma che cos’è, in concreto, la NIE? Wu Ming 1 spiega innanzitutto quando è nata. I primi sentori ci sono stati nel 2001, nei pressi di due «eventi-chiave» come il G8 di Genova e l’11 settembre. In quel periodo uscivano i romanzi “54″ degli stessi Wu Ming e “Black Flag” di Evangelisti. Wu Ming 1 ha sentito che in questi libri c’erano delle affinità. Le stesse che rintracciò, cinque anni dopo, nel lavoro di Giancarlo De Cataldo “Nelle mani giuste”.

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Soru compra l’Unità. Soddisfatti i giornalisti

Soru compra l’Unità
Soddisfatti i giornalisti

ROMA - Nuovo proprietario per l’Unità. Il presidente della regione Sardegna nonche’ patron di Tiscali, Renato Soru, ha acquistato, stamattina, la testata de “L’Unità”, storica testata della sinistra fondata da Antonio Gramsci. Il quotidiano sarà intestato ad una fondazione che si occuperà della gestione. “Non era giusto che il giornale di Gramsci e di Enrico Berlinguer, che ha rappresentato tanto nella storia del nostro Paese, fosse trattato - spiega il Governatore - come una merce qualsiasi”.
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Ivo Mej: Moro rapito! Prensentazione del libro a Milano, venerdì 9 maggio ore 18.00, Mondadori Multicenter Duomo

Moro rapito!
Personaggi, testimonianze, fatti
Media e terrorismo

Milano, venerdì 9 maggio ore 18.00,
Mondadori Multicenter Duomo – Piazza del Duomo 1

In Occasione della Giornata della memoria per le vittime del terrorismo, verrà presentato il libro di Ivo Mej “Moro rapito! Personaggi, testimonianze, fatti” (Barbera editore) con: Gianluca Mazzini , Massimo Bernardini , Paolo Colombo e Giorgio Santerini . Saranno proiettati filmati audio e video dell’epoca.

Sono usciti molti libri sul caso del rapimento-omicidio del presidente Aldo Moro, ma questo è il primo che ricostruisce la vicenda con una documentazione stampa completa. Infatti, l’autore analizza come dal 16 marzo 1978 siano cambiati i media e il modo di fare informazione nel nostro Paese. Con il rapimento Moro, per la prima volta nella storia della televisione italiana, la "finestra si è aperta" sul mondo di notizie che si affastellano una sull’altra nell’incertezza della verità.
Questo sarà il tema al centro del dibattito a cui parteciperanno, insieme all’autore:
Gianluca Mazzini, capo-redattore di Mediaset, Massimo Bernardini, conduttore e autore di Tv Talk, Rai Educational, Paolo Colombo, professore di Storia della Politica presso l’Università Cattolica e Giorgio Santerini, già segretario FNSI.

Ivo Mej è giornalista, autore e animatore di programmi televisivi di intrattenimento informativo per LA7. Il suo primo libro, Le nuove mille e una notte, è stato pubblicato da Barbera nel 2006. Vive e lavora a Roma.

Roma, 6 maggio 2008

Leggi anche:

recensione e intervista all’autore Ivo Mej a cura di Giuseppe Iannozzi

Gianfranco Fini assolve i neofascisti! Nicola Tommasoli è morto

Gianfranco Fini
assolve i neofascisti!
Nicola Tommasoli è morto

di Giuseppe Iannozzi

Durante il notiziario Studio Aperto, uno dei due amici che era con Nicola Tommasoli, vittima del pestaggio a morte da parte di cinque neofascisti, ha raccontato: “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi, uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perché ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo essere lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti, ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì - dice l’amico, riferendosi alla rianimazione - si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.

E’ clinicamente morto Nicola Tommasoli, il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato picchiato a sangue la notte del primo maggio. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione per l’accertamento della morte. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti. Vincenzo Stingone, il questore di Verona, si è così espresso: “Il pestaggio non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante è stato proprio quella sigaretta negata ai cinque giovani ultras”.
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Il vDay 2 a Torino: Grillo attacca Napolitano, l’Ordine dei Giornalisti, L’Unità… Interviene anche Celentano

Il vDay 2 a Torino: Grillo attacca
Napolitano, l’Ordine dei Giornalisti,
L’Unità… Interviene anche Celentano

TORINO - Beppe Grillo, appena salito sul palco allestito in piazza San Carlo, rivolgendosi alla folla di grillini che lo applaude, inizia la sua manifestazione con un pensiero rivolto a quanti in piazza Castello manifestando per la festa della Liberazione. «Dedichiamo questa manifestazione - ha aggiunto Grillo - a coloro che stanno manifestando nell’altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli noi compiremo un lavoro per loro».

I NUMERI - «Da una stima dicono che in questa piazza siamo in 120-140 mila». Così azzarda Beppe Grillo. Ma la piazza, secondo le forze dell’ordine, al massimo o può contenere tra 45-50 mila persone ed essendo affollata, gli osservatori dell’ordine pubblico stimano tra 40-50 mila presenze. Poche migliaia di persone, invece, sono rimaste in piazza Castello a seguire la manifestazione per il 25 aprile, indetta dal Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza.

L’ATTACCO AL PRESIDENTE - E dopo aver salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le «televisioni libere» e cioè Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana attacca: «Il presidente Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più». Questo a proposito del mancato referendum sulla legge elettorale. «Il presidente della Repubblica, «Morfeo» Napolitano, dorme, dorme, poi esce e monita. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle elezioni non dopo perchè farlo dopo è come mettersi un preservativo dopo che si è trombato».
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Richard Quest volto Cnn in manette

Richard Quest volto Cnn in manette

Il giornalista è stato accalappiato al Central Park
con una corda intorno al collo e un fallo in uno stivale

Uno dei volti più noti della Cnn, Richard Quest, se l’è vista brutta, si fa per dire ovviamente, poiché il giornalista è conosciuto dal grande pubblico anche per le sue performances al limite dell’eccesso e della provocazione più trash. In ogni caso Quest, giornalista britannico, 46 anni, è stato arrestato al Central Park di New York, la notte tra giovedì e venerdì. La polizia lo ha ammanettato che aveva ancora una corda intorno al collo e non poteva mancare anche una bella dose di droga. Stando a quanto riferisce il tabloid New York Post, il cronista aveva una corda intorno al collo che gli legava anche i genitali, oltre a un fallo di gomma infilato in uno stivale. Era in compagnia di un altro uomo, e stavano forse perfezionando dei giochi erotici con un po’ di brivido di troppo provando a farlo in luogo pubblico. Non fosse stato per la droga, probabilmente Quest si sarebbe beccato un paio di simpatiche sculacciate per atti osceni in luogo pubblico, e morta lì. Purtroppo per lui è stato pizzicato nel parco dopo l’una di notte - ed è fatto esplicito divieto a tutti la frequentazione del parco dopo il coprifuoco che scatta all’una - e per giunta in possesso di stupefacenti. Gli agenti che gl’hanno frugato nelle tasche hanno trovato un pasticca di metanfetamina, utilizzata come stimolante sessuale. E così sono scattate le manette.
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Ivo Mej. Moro Rapito! Personaggi. Testimonianze. Fatti. (Barbera editore)

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Ivo Mej
Moro rapito!
Personaggi. Testimonianze. Fatti.

di Giuseppe Iannozzi

Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi. (Aldo Moro)

Il motto, l’idea, lo scopo della lotta armata, tutto per le Brigate Rosse è riassumibile nel loro motto, nel tragico slogan che ancora riecheggia nell’aria: “Colpiscine uno per educarne cento”. Le BR, di matrice marxista-leninista, fondate da Alberto Franceschini, Renato Curcio e Margherita Cagol nel 1970, non sono morte: brigatisti nuovi di zecca sono a piede libero, e molti di quelli di vecchia data indicati come ex brigatisti sono o latitanti o nascosti chissà dove, e quasi certamente imprendibili. Nel giugno del ‘77 Indro Montanelli viene gambizzato da Franco Bonisoli, che è legato al giornalista da un vincolo di amicizia, come si appurerà in seguito alla cattura del brigatista. Sul finire del 1999, neanche poi troppo a sorpresa, le nuove Brigate Rosse fanno la loro apparizione: Massimo D’Antona nel 1999 viene freddato; non passano tre anni che Marco Biagi, nel 2002, fa la stessa fine. Nel 2003 le Brigate Rosse occupano ancora le colonne dei giornali: due esponenti delle Nuove Brigate Rosse - Nuclei Comunisti Combattenti (BR - NCC), Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce e degli agenti della Polizia Ferroviaria sono nel bel mezzo del fuoco delle pistole. Galesi e l’agente Emanuele Petri moriranno.
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Cina: vergognose le proteste per il Tibet. Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino

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Le autorità di Pechino hanno ammesso di aver arrestato in totale quasi 900 persone

Cina: vergognose le proteste per il Tibet
Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino

Critiche contro la manifestazione a Olimpia. Il presidente francese: «Disertare i Giochi? Tutto è possibile»

PECHINO - «Vergognose»: così il governo cinese ha definito le proteste di lunedì in favore del Tibet durante la cerimonia di accensione della torcia olimpica in Grecia. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Qin Gang, che ha esortato anche tutti i Paesi dove passerà la torcia ad impedire manifestazioni di protesta. «Ogni atto volto a impedire il passaggio della torcia è vergognoso», ha dichiarato. I media cinesi hanno completamente ignorato le proteste a Olimpia. La televisione ha tagliato le immagini e i giornali non le hanno menzionate nei lunghi servizi dedicati alla cerimonia.
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Figlia di desaparecidos denuncia i genitori adottivi: «Ladri di bambini. Voglio per loro 25 anni di carcere»

È la prima vittima dei golpisti a portare in tribunale la famiglia

Figlia di desaparecidos denuncia
i genitori adottivi: «Ladri di bambini»
«Voglio per loro 25 anni di carcere»

Fonte: Corriere.it

Quelli che pensi siano i tuoi genitori, irascibili e violenti ma comunque la tua famiglia, un giorno scopri che sono dei «ladri», che t’hanno sottratto neonata a una donna rinchiusa in un centro clandestino di tortura «per soddisfare il desiderio egoista di avere un figlio»: «In nome di tutti i bambini nelle mie condizioni, nell’interesse dell’intera società» María Eugenia Sampallo Barragán vuole adesso - ed è il primo caso in Argentina - che quella coppia sia riconosciuta colpevole di sequestro e negazione di identità, e condannata al massimo della pena, 25 anni di galera. Gli stessi chiesti ieri dal pm. Più o meno il periodo che lei, ora trentenne, ha passato a casa dei due impostori, la signora Gómez e il signor Rivas, con la finta madre che non faceva che gridare e una volta - così ha testimoniato in aula una vicina - arrivò a dirle: «Se sei tanto ribelle devi essere figlia di una guerrigliera…».

Comunque non sua. Il 24 luglio del 2001 l’esame del Dna ha provato definitivamente che María Eugenia è nata da due militanti comunisti, Mirta Mabel Barragán e Leonardo Ruben Sampallo, operai attivi nel sindacato e per questo nel 1977 sequestrati e fatti sparire dalle squadre al servizio dei militari golpisti. Rinchiusa nel centro di tortura Club Atlético e poi a El Banco, Mirta viene tenuta in vita fino al ‘78: è incinta, e la bimba che dà alla luce a febbraio di quell’anno può rientrare nel «traffico» di figli di dissidenti (almeno 500, calcolano le Nonne di Plaza de Mayo, 88 ritrovati finora) affidati a famiglie vicine al regime. È la sorte di María Eugenia. Grazie all’intervento dell’ex capitano Berthier - coimputato dei finti genitori nel processo in corso a Buenos Aires - vecchio amico della Gómez, la coppia a maggio del ‘78, riceve la neonata e usando un falso certificato di nascita la registra come figlia propria. «Un oggetto - accusa l’avvocato della ragazza -. Rivas e Gómez non sono mai stati una famiglia per lei. La trattarono come un oggetto, cancellarono la sua identità e la privarono del legame con la sua famiglia, che l’ha cercata per 24 anni».
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Ferrara abortisce in diretta con Pannella

Ferrara abortisce in diretta con Pannella

Ferrara abortisce in diretta con Pannella

prima parte

seconda parte

La Borromeo: contestato perché attacca il potere - «A Michele accuse infondate. E la sinistra non lo difende»

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Intervista - La collaboratrice del giornalista: è solo un pretesto

«A Michele accuse infondate
E la sinistra non lo difende»

La Borromeo: contestato perché attacca il potere

ROMA - «Ma è ovvio che sono pretesti! Creano accuse infondate per far parlare di queste e non delle cose dette in trasmissione che evidentemente sono scomode».

Beatrice Borromeo, figlia del conte Carlo e nipote di Marta Marzotto, aveva due anni quando Michele Santoro scatenava polemiche feroci con Samarcanda. E prima di Annozero ha lavorato solo come modella. Ma frantuma le accuse di faziosità ad Annozero con la stessa naturalezza con cui si annoda i lunghi capelli biondi. E replica senza esitazioni, con quel parlare diretto, severo e distaccato, scambiato all’inizio per cattiva capacità di leggere il gobbo (che invece non c’era): «Michele viene accusato di essere fazioso semplicemente perché fa le pulci a chi è al potere».

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“No” ad elezioni anticipate: troppe le tensioni sociali, politiche e religiose

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“No” ad elezioni anticipate
Troppe le tensioni sociali, politiche e religiose

Tempo di tensioni sociali politiche religiose.
Il Governo Prodi è caduto.
Silvio Berlusconi
non vuole sentire ragioni, grida a gran voce che si deve andare a votare subito. Ma i più, cittadini e politici, parrebbe non siano d’accordo: prima un governo istituzionale per le riforme, poi dopo le elezioni. Elezioni anticipate, ora, sarebbero solamente un disastro: il sistema elettorale, abbiamo già avuto più volte modo di verificarlo, così com’è non funziona e davvero non c’è bisogno dell’ascesa di una Destra dittatoriale in questo momento per un paese, l’Italia, ridotto al collasso. Le varie fazioni politiche litigano. Nelle budella s’annida il cancro del Potere.
Romano Prodi
ha commesso parecchi sbagli, ma non più di quanti ne abbia prodotti la Destra di Berlusconi. Il paese che ha avuto in consegna era in coma profondo, non era possibile pensare di risvegliarlo dall’oggi al domani. Pensare a delle elezioni anticipate, oggi come oggi, significherebbe staccare la spina all’Italia, che, poco ma sicuro, finirebbe con l’essere abusata fino a consegnarla alla più invereconda delle morti.

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Intervista a Gilberto Gavioli: Il Foglio Clandestino

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Intervista a Gilberto Gavioli:
Il Foglio Clandestino

Come e quando nasce Il Foglio Clandestino?

La rivista nasce nel 1993, con la ferma volontà di incontrare, ricercare, dialogare, condividere la poesia e la letteratura. Si rivolge al passato, la poesia è rilettura costante, ritrovando libri e autori dimenticati; cammina nel presente, fiutando ciò che avviene di nuovo, leggendo e dialogando costantemente. Con mani e orizzonti aperti, il più possibile,

Ad oggi, quanti numeri sono usciti de Il Foglio Clandestino?

61.

Colpiscono, nell’impostazione della rivista, l’aspetto sobrio e il rigore dei contenuti. Una precisa scelta stilistica, immagino…

Una scelta essenziale, direi. L’intenzione era quella di rendersi visibili più che apparire. Ho cercato il modo più semplice di realizzare una rivista decente e senza fronzoli. Il formato è ispirato a Keraunia, rivista di Sergio Fumich, che nasceva un po’ prima de Il Foglio Clandestino. Con il numero 60, la veste è cambiata, siamo passati ad una brossura, sempre essenziale.

Il Foglio Clandestino ha ottenuto numerosi riconoscimenti prestigiosi. Che riscontro ha ottenuto la rivista presso il pubblico dei lettori?

Lo scambio rimane costante, da parte nostra, i lettori sono un po’ pigri nel riscontro, anche chi viene pubblicato non ricambia questa sorta di sorriso e lascia cadere occasioni di crescita reciproca, utile, credo. La rivista è stata oggetto, con altre, fino ad oggi di tre tesi di laurea. esiste una compagine di lettori fedeli, con alcuni si crea una rete di sensazioni, qualche amicizia, si discute su libri e testi. Certo si potrebbe far di più, ma molti considerano il loro scrivere partenza e arrivo, senza possibilità di crescita, né di scoprire lettori veri.

Qual è stato il percorso che ha condotto alla nascita delle Edizioni del Foglio Clandestino?

Le edizioni del Foglio Clandestino nascono nel 2005, come sviluppo, diremmo quasi inevitabile, della più che decennale esperienza della rivista Il Foglio Clandestino. La dimensione editoriale che ne è scaturita condivide questa filosofia originaria, continuando a giudicare importante il dialogo e il confronto, auspicando un continuo interscambio di studio, approfondimento e invito alla lettura con lettori e autori, alla ricerca mai paga di nuovi orizzonti culturali. Al momento le edizioni del Foglio Clandestino lavorano nel settore della narrativa e della poesia, dell’antichista e dei naturalia. La pubblicazione è su invito. Nessun impegno economico viene richiesto agli autori selezionati, chiaro segno di una precisa e decisa marginalità editoriale.

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L’occhio Microsoft per studiare i comportamenti in ufficio

L’azienda di Bill Gates ha presentato il brevetto di un software
che monitorizza la produttività, la competenza e il benessere psicofisico

L’occhio Microsoft per studiare
i comportamenti in ufficio

di ENRICO FRANCESCHINI

fonte: La Repubblica.it

LONDRA - Il “Grande Fratello” diventa realtà. L’occhio elettronico che tutto vede e tutto controlla, immaginato da George Orwell nel suo celebre romanzo fantapolitico “1984″, potrebbe essere dietro l’angolo, se un brevetto presentato dalla Microsoft di Bill Gates verrà approvato dalle autorità dagli Stati Uniti.

billgates.jpgSi tratta di un sistema di software capace di monitorare la produttività, la competenza e il benessere psicofisico di chi sta davanti a un computer. Il dipendente di un’azienda sarebbe collegato al proprio computer attraverso sensori senza fili, che permetterebbero ai suoi superiori di monitarne il battito cardiaco, la temperatura corporea, i movimenti, le espressioni facciali e la pressione del sangue. I sindacati britannici temono che i lavoratori potrebbero essere licenziati sulla base della valutazione data dal computer del loro stato fisiologico.

La notizia è stata data stamane in prima pagina dal Times di Londra, un cui reporter ha potuto visionare la domanda di accettazione del brevetto presentata dalla Microsoft: diciassette pagine di analisi e di grafici, che il quotidiano londinese riassume sotto il titolo “la spia in ufficio”. La Microsoft per il momento rifiuta di fare qualsiasi commento, notando che il brevetto non è ancora stato approvato e che potrebbe essere modificato prima di diventare operativo.

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Moro, tragedia nazionale in 55 giorni. E Pisanu capì che la famiglia era tagliata fuori.

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II rapimento e l’assassinio dello statista democristiano

Moro, tragedia nazionale in 55 giorni
E Pisanu capì che la famiglia era tagliata fuori

Giuseppe Pisanu, quarantenne deputato sardo della Dc e capo della segreteria politica di Benigno Zaccagnini, quando sente la voce della collaboratrice che l’ha chiamato a casa per dirgli che hanno rapito Moro pensa a uno scherzo. Sembra che la signora stia ridendo, e invece singhiozza per il pianto quando dice: «Sta venendo a prenderla una macchina, deve andare subito a palazzo Chigi, Zaccagnini la sta aspettando». Pisanu mette giù la cornetta e, realizzato che non è un gioco, prova a fermare le emozioni. Moro è il più amato dei suoi maestri, e lui ha aderito alla corrente degli «amici del presidente» fin dai tempi della militanza nel Movimento giovanile. Quando Zaccagnini fu nominato segretario della Dc, Moro stesso, insieme ad altri, gli consigliò di metterselo al fianco. E «Zac», che considerava transitorio il proprio impegno in prima linea nel partito, scelse Pisanu. Sono ormai tre anni che quel piccolo deputato sardo è la sua ombra. Tutti e due, insieme, all’ombra di Moro. E adesso? Adesso bisogna sbrigarsi ad arrivare a palazzo Chigi, e cercare di capire che cosa sta accadendo. Nella sede del governo Pisanu incontra subito il volto terreo del segretario, un’espressione mista di dolore e incredulità più eloquente di qualunque frase. Zaccagnini ha saputo dell’agguato sulle scale d’ingresso di Montecitorio, mentre entrava alla Camera con il suo addetto stampa, Umberto Cavina, e con il responsabile della propaganda della Dc, l’onorevole Guido Bodrato.

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Il Critico e l’Amante, da Loredana Lipperini ad Alessandro Baricco

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Il Critico e l’Amante
da Loredana Lipperini ad Alessandro Baricco

Stroncare è una necessità deontologica: punto e basta. Il resto è fuffa. Ma certo che sì: poi si può dire, in maniera diplomatica, che non è brutto e nemmeno bello, e così non si scontenta nessuno. Oppure: si può dire, bello. Per dire brutto senza possibilità d’appello invece ci vuole un critico e non un lustrascarpe. Ma siamo in un paese di lustrascarpe, e tanto fa. E i cancri del tutto bello continuano a far metastasi: ci vorrebbe un oncologo, altro che un critico o due che seguono la deontologia.

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