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Vladimir Luxuria senza veli e senza peli sulla lingua

Vladimir Luxuria senza veli

e senza peli sulla lingua

“Sono stata corteggiata da famosi della politica e della tv. Ma non volevano amore, cercavano solo una botta e via”.

“Mi piacciono gli uomini, ma anni fa ho amato una donna, Sarah, con cui ho condiviso tutto. Adesso vive in un paesino che sta di fronte all’isola di Wight, ha due figli ed è ancora molto bella”.

“Molti trans si prostituiscono ed è successo anche a me. Per fortuna è durato poco, era un momento difficile. Però, capisco chi lo fa: prova ad andare a chiedere un posto da commessa o a fare un concorso alle Poste se sei trans!”

“In Parlamento ci sono tanti omosessuali e soprattutto a destra tendono a non dirlo. Credo che l’outing sia orrendo ma chi ha una posizione di rilievo dovrebbe fare coming out, cioè dichiararsi, sarebbe più etico”.

“Ho accettato per provare a vivere lontano da tutto e perchè Simona mi è simpatica. Giorgio Gori, poi, all’aeroporto di Fiumicino, un giorno mi ha aiutata con le valigie e io non ho dimenticato questa sua gentilezza. Ma mi hanno fatto arrabbiare quelli che hanno detto che all’inizio avevo rifiutato per alzare il prezzo. [...] Se dovessi vincere, l’ho messo a contratto, metà del premio andrà a bambini disagiati: visto che non potrò averne di miei, cerco di aiutare quelli in difficoltà. Con il resto, vedremo. Per me, comunque, sarà già una vittoria non mollare finchè il pubblico mi voterà”.

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Sequestrata Antares, la sauna-gay di Torino

Sequestrata Antares, la sauna-gay di Torino

Era frequentata da diversi vip.
Il proprietario accusato di agevolazione della prostituzione

Una vero e proprio postribolo di prostituzione gay tra giovani stranieri, che si offrivano a italiani d’ogni età, professione e condizione sociale, in una delle zone più rinomate dell’Augusta Taurinorum. Antares, questo il locale scoperto dalla Polizia a Torino, sotto le mentite spoglie d’una palestra con sauna, ai margini dell’elegante quartiere Crocetta. Il titolare, il settantenne Marco Lo Marco, è stato denunciato per agevolazione della prostituzione.
Quando gli agenti del commissariato San Secondo hanno fatto irruzione nel club Antares, in via Pigafetta 73/D, dopo giorni e notti di appostamenti, hanno trovato 29 uomini, molti dei quali con il solo asciugamano legato alla vita, in compagnia di giovani brasiliani, algerini, romeni, marocchini, molti dei quali clandestini. Giovani che offrivano prestazioni sessuali a pagamento, appartandosi coi clienti nei camerini sui due piani del locale, tra il naif e il decadente. L’ingresso nel locale costava 8 Euro nei giorni feriali, 10 durante i festivi. A quanto pare gli stessi giovani prostituti dovevano pagare per poter accedere al club: riuscivano comunque ad avere anche più di dieci incontri al giorno.
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Al Circolo “Mario Mieli” di Roma aggressione omofobica nazifascista

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Al Circolo “Mario Mieli” di Roma
aggressione omofobica nazifascista
al grido di “froci di merda”Subito la severa condanna della Sinistra

di Giuseppe Iannozzi

Aggressione omofobica di chiaro stampo nazifascista, nel pomeriggio del 17 aprile, contro il Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli” di via Efeso, a Roma. Si legge in un comunicato diramato dall’associazione: “Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l’ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo. Solo grazie all’intervento dei soci presenti al primo piano dell’Associazione, i vandali si sono allontanati gridando improperi come Froci di merda ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio“.
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Thomas Beatie, transgender al quinto mese di gravidanza

thomasbeatie.jpg«Quando mia figlia nascerà io sarò il padre»

Era una donna,
ora è un trans “incinto”
Dall’Oregon l’incredibile storia
di Thomas Beatie,
transgender al quinto mese
di gravidanza

OREGON (Stati Uniti) - L’incredibile storia che arriva dagli Stati Uniti ricorda vagamente il film «Junior» con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito, dove il primo rimane “incinto” a causa di un eccezionale quanto fantascientifico esperimento di fecondazione artificiale. Thomas Beatie dell’Oregon è però un transessuale, ora al quinto mese di gravidanza, e sarà il primo uomo a partorire, scrive la stampa Usa.

FOTO COL PANCIONE - Thomas Beatie, che un tempo era una donna, è apparso sull’ultimo numero di The Advocate, magazine americano rivolto soprattutto ai lettori gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Nell’articolo Beatie descrive la sua particolare situazione e una foto lo ritrae col pancione alla sua ventiduesima settimana di gravidanza. Per cambiare sesso anni fa Beatie si sottopose ad un intervento di rimozione del seno e alla terapia ormonale con iniezioni di testosterone. Non ha però voluto far asportare gli organi femminili e qualche mese fa ha voluto sospendere le sue iniezioni bimensili decidendo così di fatto di rimanere “incinto”. «La sterilizzazione non è un requisito fondamentale per la riassegnazione del sesso, così ho deciso di preservare il mio diritto a procreare», spiega. Una scelta derivata dal fatto che Nancy, la compagna di Thomas da 10 anni, non sarebbe stata in grado di portare a buon fine una gravidanza tanto desiderata, a causa di una grave endometriosi che l’aveva colpita in giovane età.
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Ecco le canzoni più gay della storia

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Ecco le canzoni più gay della storia

Un sito australiano lancia la classifica mondiale della «gayest song», la canzone più omosex al mondo

Fonte: Il Corriere della Sera

SYDNEY, (Australia) - É Dancing Queen del gruppo svedese degli ABBA la canzone più gay della storia. A proclamarla regina dell’immaginario canoro omosessuale sono stati gli utenti del sito SameSame, rivolto alla comunità gay australiana, chiamata a stilare la speciale classifica in occasione del 30esimo anniversario del carnevale gay e lesbico di Sydney. Il motivo - che descrive le sensazioni di una diciassettenne alla ricerca di se stessa nelle danze scatenate del venerdì sera - precede altri due classici della disco music anni ‘70 e del pantheon melodico omo: I Will Survive di Gloria Gaynor e YMCA dei Village People.
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La Tatangelo seconda a Sanremo, tutta colpa del suo amico gay!

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La Tatangelo seconda a Sanremo
Tutta colpa del suo amico gay!

Il Cardinale Tonini scomunica la canzoncina della Tatangelo, arrivata seconda al Festival di Sanremo, edizione 2008: “Strumentalizza e danneggia gli omosessuali. Ad esser sincero, anche per l’età piuttosto avanzata, vado a letto presto e non guardo il Festival, ma ho sentito ugualmente parlare della canzone della Tatangelo. Ritengo che un tema così scottante, così delicato e tanto controverso come l’omosessualità non possa essere oggetto di una canzonetta. Mi sembra assurdo, oltre che offensivo verso gli omosessuali stessi, fare di questa diversità l’oggetto di un concorso televisivo. Ma si sa, oggi si sacrifica tutto sull’altare dell’audience, sia per rendere il prodotto più morboso e pruriginoso, sia per riempirsi il portafogli ai danni di quella parte debole che si pretende, falsamente e con ipocrisia, di difendere. Non ho dubbi: boccio su tutta la linea la canzone di Anna Tatangelo. E penso che quella canzone neppure ai gay piacerebbe.” Continua..

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Marco Mancassola, o come sfondare nell’editoria alla voce “letteratura genere gay”

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Marco Mancassola
Il mondo senza di me

O come sfondare nell’editoria
alla voce “letteratura genere gay”

“Il mondo senza di me”, un libro confessione soporifero strappalacrime col contagocce che ammorba il lettore in un limbo di fittizia inutilità esistenziale. Ci si domanda se sia meglio Tavor Lexotan o Valium a fine lettura, ma è solo il coraggio d’un’inutile disperazione provocata dalla lettura a illuderci che il libro di Marco Mancassola abbia scosso fortemente i nostri ascosi sentimenti, perché uno zuccherino in bocca, sotto la lingua, cura meglio di tanti ansiolitici. Con “Il mondo senza di me” siamo di fronte a uno dei tanti libri che tentano, indarno, di investigare nella solitudine umana per arrischiare un recupero in extremis d’un’umanità che si dichiara omosessuale e che non si vergogna d’esser tale. Sin qui nulla di strano, non fosse per il fatto che l’editoria ha investito sulle storie scritte da omosessuali, veri o dichiarati tali per convenienza, un vero e proprio patrimonio in crescendo. In pratica, dal nulla ci si è inventati il genere letterario gay. Ci si domanda perché mai Aldo Busi abbia scritto “Seminario sulla gioventù” se poi nessuno è stato capace di comprenderlo sino in fondo; sicuramente non prevedeva che uno stuolo di emuli avrebbe tentato di imitarlo con risultati quasi mai apprezzabili ma solo pietosamente discutibili.
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