Ramona Badescu con Alemanno per promuovere la Romania in Italia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Ramona Badescu con Alemanno
per promuovere la Romania in Italia
a cura di Giuseppe Iannozzi
Il 9 ottobre all’Auditorium di Roma Ramona Badescu presenterà uno spettacolo che prevede la contemporanea presenza sul palco di artisti italiani e romeni. L’iniziativa mira a favorire la conoscenza dell’arte e della tradizione romena da parte dei cittadini italiani.
Ramona Badescu, attrice, nata a Craiova nel 1968, è laureata in Economia e Commercio.
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Al mio amico Leo
Pubblicato da Errosa
Al mio amico Leo
di Nadia Errosa
Sei down e a me piaci così, con i tuoi grandi occhioni che incontrano i miei e mi abbracciano. Mi piaci così, mentre ti entusiasmi come un bambino se una nuvola, come dici tu, sgranocchia un raggio di sole o mentre soffi forte su una fogliolina sperando di sentire il fischio della natura.
Tu per me sei il cubo di Rubik: infinitamente coinvolgente e senza soluzione. Sei un’avventura, un naufragio che mi insegna a nuotare nel tuo mare così spontaneo e complicato, pieno di colori che non hanno voglia di unirsi tra loro ma che, separati, ne creano altri e altri ancora.
Hai il sapore del fresco anche quando tutto intorno è acre.
Mi incanti quando cammini dondolando un po’ la testa, facendomi immaginare che, tra una tempia e l’altra, nasca una musica che renda gioia anche ai più tristi.
Tu mi ricordi che il banale e il prevedibile, se sfiorati da te, sono concetti decisamente astratti, probabilmente inesistenti. Tu sei una delicata debolezza che mi rafforza ogni volta che ti incontro.
Tu fai veloce il tempo, lo trasformi in uno schiocco di dita: un attimo di distrazione ed è già sera, senza annoiarmi mai, perché mi fai correre nei tuoi slanci e nei tuoi entusiasmi, perché mi fai riposare mentre provi a leggermi “L’uomo di ferro”.
Poi, quando svanisce l’ultimo secondo e si fa buio, quando è ora di andare e mi stringi talmente forte da farmi sentire il tuo cuore dentro il mio, io sono felice d’essere amica tua. Semplicemente felice.
Ecco. Tu mi piaci perché della felicità fai una cosa semplice e normale.
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La Cina viola la tregua olimpica in Tibet
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Cina viola la tregua olimpica in Tibet
Mentre vanno in onda i giochi di Pechino 2008
i monaci tibetani continuano ad essere brutalizzati
La denuncia arriva dal santo Dalai Lama
a cura di G. Iannozzi
Il Dalai Lama ha accusato la Cina di violare, con la repressione in Tibet, la tregua olimpica che tutti dovrebbero rispettare durante i Giochi, tanto più il Paese che sta ospitando l’edizione di Pechino 2008. Lo hanno riferito diversi parlamentari francesi dopo aver incontrato il leader spirituale dei buddhisti tibetani, in visita per dodici giorni in Francia per motivi religiosi.
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Pechino 2008 nel sangue: un morto, feriti gravi, arresti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Pechino 2008 nel sangue
Un morto, feriti gravi, arresti
a cura di Giuseppe Iannozzi
Siamo solo al primo giorno e già c’è il morto a Pechino. Un cinese invasato ha ucciso a coltellate un turista americano, ne ha poi ferito gravemente un altro e infine si è suicidato lanciandosi dal secondo piano della Torre del Tamburo, monumento che si trova nel centro della capitale cinese. Il turista era parente del ct della nazionale americana maschile di pallavolo, Hugh McCutcheon. Feriti gravemente la donna che era con lui, anche lei parente di McCutcheon, e la guida cinese che li accompagnava.
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LINEA GIALLA ONLUS: DESTINA IL 5 PER MILLE A CHI NE HA BISOGNO
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

AVRETE TUTTI RICEVUTO A CASA LETTERE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI ONLUS
CHE CHIEDONO IL 5 PER MILLE . TUTTAVIA CE NE SONO ALCUNE
CHE ANCORA NON HANNO LA POSSIBILITA’ ECONOMICA DI INVIARLE.
FRA QUESTE VI E’ LINEA GIALLA
WWW.STAZIONEMILANO.SPLINDER.COM
Per cui ho pensato bene di riportare qui i dati necessari:
LINEA GIALLA ONLUS C.F 97462100153
A buon intenditore poche parole.
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Aiutare subito le popolazioni del Myanmar, ex Birmania
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Aiutare subito le popolazioni
del Myanmar, ex Birmania
Secondo una fonte Onu, sarebbero oltre 5.000 chilometri quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy ad essere sommersi d’acqua e un milione le persone rimaste senza alcun riparo.
Le autorità birmane avrebbero dato l’okay all’arrivo nel Paese di un volo Onu di aiuti umanitari e di un piccolo gruppo di membri dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nell’ambito delle operazioni di soccorso alle vittime.
Tuttavia, dopo il ciclone, sulla dittatura birmana si abbattono oggi le accuse di non aver fatto nulla per salvare la popolazione. E a puntare il dito non è solo l’agenzia delle Nazioni Unite per il contenimento delle calamità ma soprattutto il dipartimento meteorologico indiano, che avvertì la Birmania dell’arrivo del ciclone Nargis con 48 ore di anticipo: “In tempo per evacuare vaste zone”. Ma nonostante le accuse, la giunta militare al potere, costretta dall’ecatombe a permettere l’ingresso agli aiuti internazionali, non ha ancora rilasciato i visti agli operatori delle agenzie internazionali.
I carichi degli aiuti rischiano di accumularsi nei magazzini senza poter essere distribuiti alla popolazione, i finanziamenti sbloccati da numerosi paesi rimarranno ancora inutilizzati.
Mentre il paese agonizza devastato dal passaggio del ciclone, il bilancio delle vittime continua a salire: ufficialmente le stime parlano di 22mila morti, ma secondo le organizzazioni umanitarie presenti potrebbero essere 50mila, forse anche più contando gli oltre 41mila dispersi. Per Kyi Minn, consulente dell’Ong cristiana World Vision, uno delle poche organizzazioni umanitarie straniere autorizzate a operare in territorio birmano, il ciclone di sabato scorso potrebbe rivelarsi ancora più disastroso dello tsunami di tre anni e mezzo fa in cui morirono 230mila persone. La città di Bogalay, nel delta dell’Irrawaddy, è distrutta al 95 per cento: diecimila i morti, mentre la maggior parte dei 190mila abitanti. In cinque regioni è stato dichiarato lo stato di disastro naturale. Nella capitale Rangoon, secondo le testimonianze, “La città è in ginocchio. Moltissime case sono state distrutte o danneggiate. Tantissima gente non ha più un tetto e si rifugia nelle strutture disponibili, in particolare le scuole o gli edifici governativi che sono affollatissimi. C’è disperazione e stordimento”.
“Dove sono tutte queste persone in uniforme sempre pronte a picchiare i civili? Dovrebbero venire fuori in forze e aiutarci a ripulire e a ripristinare l’elettricità”, spiega un povero autista di risciò.
Per ora, a spazzare le strade dai resti del ciclone, ci sono solo semplici cittadini, aiutati dai monaci buddisti.
Centinaia di monaci buddisti sono per le strade della capitale birmana per aiutare gli abitanti a sgomberare le strade soffocate dai detriti dopo il passaggio del ciclone. E’ la prima volta, dalle proteste del settembre scorso, che un numero così imponente di monaci esce dai monasteri liberamente per strada.
L’appello ad un ammorbidimento del regime di fronte alla calamità, intanto, è anche arrivato dai birmani in esilio, che chiedono alla giunta militare di consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di operare liberamente nel Paese, per portare assistenza e aiuti. E anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è detto disponibile ad “assistere il governo a far fronte alle necessità umanitarie, se richiesto”. Ma “per il momento - ha denunciato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di Coordinamento dell’Onu per gli Affari Umanitari - abbiamo i cinque membri della nostra squadra di valutazione dell’impatto della catastrofe i quali sono bloccati a Bangkok, in attesa dei rispettivi visti”.
Gran parte del paese è isolato, intere regioni sono irraggiungibili, alcune città cancellate, vaste zone senza acqua potabile e tutte le coltivazioni di riso distrutte.
L’elenco delle devastazioni si ferma ancora alla semplice osservazione, l’emergenza non riesce ad essere affrontata adeguatamente.
Ecco qui indicati i conti correnti postali e bancari di tre diverse istituzioni che si sono mobilitate per aiutare le popolazioni del Myanmar, l’ex Birmania, colpite dal ciclone:
CARITAS ITALIANA
c/c postale n. 347013 causale “EMERGENZA MYANMAR”
CROCE ROSSA ITALIANA
c/c postale n. 300004
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
oppure bonifico bancario
BNL agenzia 1
c/c n. 218020
codice ABI 01005 codice CAB 03382
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
SAVE THE CHILDREN
c/c postale n. 43019207 causale "EMERGENZA BIRMANIA"
oppure bonifico bancario
Banca Popolare Etica
codice IBAN IT39U0501803200000000511550
codice BIC-SWIFT CCRTIT2184D
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
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Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

La famiglia del defunto annulla il funerale in parrocchia
dopo il rifiuto del prete di far esibire la banda anche sul sagrato
Parroco vieta “Bella ciao” in chiesa
partigiano sepolto con rito civile
PORDENONE - Il parroco vieta Bella ciao dentro e fuori la chiesa, e la famiglia del partigiano annulla i funerali in parrocchia. E’ accaduto a Castelnuovo del Friuli (Pordenone), roccaforte partigiana della destra Tagliamento. Protagonisti della vicenda sono la famiglia di Egidio Cozzi , 80 anni, ex partigiano, e don Renato D’Aronco , parroco di Castelnuovo. L’anziano partigiano aveva chiesto, prima di morire, che il suo funerale si svolgesse in chiesa e che fossero eseguite canzoni partigiane.
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Vanessa ( dedicato a Vany )
Pubblicato da LadyLunaa

Vanessa
dedicata a Vany
Uno due e tre
attimi di palpitante vita
la farfalla portava con sé.
Ricamava oro il vento fra le sue ali
la cipria colorata disegni spandeva
fra l’erba scintillante, rugiada dei prati.
Uno due e tre
l’eterno della bellezza
portava con sé.
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Al Circolo “Mario Mieli” di Roma aggressione omofobica nazifascista
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Al Circolo “Mario Mieli” di Roma
aggressione omofobica nazifascista
al grido di “froci di merda”Subito la severa condanna della Sinistra
di Giuseppe Iannozzi
Aggressione omofobica di chiaro stampo nazifascista, nel pomeriggio del 17 aprile, contro il Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli” di via Efeso, a Roma. Si legge in un comunicato diramato dall’associazione: “Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l’ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo. Solo grazie all’intervento dei soci presenti al primo piano dell’Associazione, i vandali si sono allontanati gridando improperi come Froci di merda ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio“.
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Parigi, fiamma olimpica tra bus e tedofori. Bandiere tibetane sul municipio
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Il Cio alla Cina: «Serve una soluzione rapida e pacifica della crisi in Tibet»
Parigi, fiamma olimpica
tra bus e tedofori.
Bandiere tibetane sul municipio.
Messa su pullman per oltrepassare gruppi di protesta.
I cinesi non vogliono cerimonia davanti a drappo Tibet
PARIGI - La corsa della fiaccola olimpica diventa sempre più a ostacoli tra le crescenti proteste anticinesi. La fiaccola, simbolo dei Giochi, è stata addirittura spenta a Parigi e portata su un bus prima di riprende il percorso con i tedofori, ma dopo è stata di nuovo bloccata più volte. Tutto ciò ha comportato un ritardo di circa un’ora sul programma previsto: le ultime staffette sono state quindi annullate e la torcia è stata portata in pullman direttamente allo stadio Charlety per la cerimonia finale. Inoltre la bandiera nera di Reporter senza frontiere con i cerchi olimpici raffigurati come manette è stata issata al primo piano della Tour Eiffel, sugli Champs Elysées e anche, insieme a quella del Tibet, sul municipio. Il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, ha quindi annullato la prevista cerimonia al municipio, dove l’ex campionessa di nuoto Christine Caron avrebbe dovuto consegnarla al calciatore del Paris Saint Germain Pedro Pauleta. «Sono state le autorità cinesi che non hanno voluto che la torcia si fermasse al municipio», dove c’erano le bandiera che ai cinesi non sono piaciute, ha dichiarato il sindaco.
SPENTA - La decisione di spegnere la fiamma e caricarla su un pullman è stata presa dalle autorità parigine e dagli organizzatori del Comitato olimpico francese «per motivi tecnici». C’erano timori consistenti di ritrovarsi con incidenti simili a quelli accaduti a Londra, visto che una grande folla con bandiere tibetane e cartelli pro Tibet si era radunata sul percorso, in particolare vicino alla partenza del primo tedoforo, l’ex campione del mondo dei 400 ostacoli Stephane Diagana. Come previsto la fiaccola olimpica era partita intorno alle 12,35 dalla Torre Eiffel ma ha interrotto la sua corsa dopo poche centinaia di metri.
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Cina: vergognose le proteste per il Tibet. Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Le autorità di Pechino hanno ammesso di aver arrestato in totale quasi 900 persone
Cina: vergognose le proteste per il Tibet
Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino
Critiche contro la manifestazione a Olimpia. Il presidente francese: «Disertare i Giochi? Tutto è possibile»
PECHINO - «Vergognose»: così il governo cinese ha definito le proteste di lunedì in favore del Tibet durante la cerimonia di accensione della torcia olimpica in Grecia. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Qin Gang, che ha esortato anche tutti i Paesi dove passerà la torcia ad impedire manifestazioni di protesta. «Ogni atto volto a impedire il passaggio della torcia è vergognoso», ha dichiarato. I media cinesi hanno completamente ignorato le proteste a Olimpia. La televisione ha tagliato le immagini e i giornali non le hanno menzionate nei lunghi servizi dedicati alla cerimonia.
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Buona Pasqua!!
Pubblicato da Romanticaperla
Occhi ridenti
allegri sorrisi
che festa nei cuori
che gioia sui visi.
Nell’aria tiepida
c’è odore di festa
è Pasqua
e la natura si desta!

Auguri A Tutti!
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Nel nome della letteratura, Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Nel nome della letteratura
Israele ospite della Fiera del Libro di Torino 2008
Con questa firma esprimiamo una solidarietà senza riserve nei confronti degli organizzatori della Fiera del libro di Torino, nel momento in cui questo evento di prima grandezza della vita letteraria nazionale viene attaccato per aver scelto Israele come paese ospite dell’edizione 2008.
L’appello a cui aderiamo s’intende apartitico, e politico solo nell’accezione più alta e radicale del termine. Non intende affatto definire uno schieramento, se non alla luce di poche idee semplici e profondamente vissute.
In particolare, l’idea che le opinioni critiche, che chiunque fra noi è libero di avere nei confronti di aspetti specifici della politica dell’attuale amministrazione israeliana, possono tranquillamente, diremmo perfino banalmente!, coesistere con il più grande affetto e riconoscimento per la cultura ebraica e le sue manifestazioni letterarie dentro e fuori Israele. Queste manifestazioni sono da sempre così strettamente intrecciate con la cultura occidentale nel suo insieme, rappresentano una voce talmente indistinguibile da quella di tutti noi, che qualsiasi aggressione nei loro confronti va considerata un atto di cieco e ottuso autolesionismo.
Raul Montanari
Per aderire nei commenti su:
l’adesione è stata accolta anche da Il primo amore.
Bono Vox contro l’Italia: «Promesse non mantenute…»
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Bono Vox contro l’Italia
«Promesse non mantenute, come la Francia.
Solo la Germania ha rispettato gli impegni»
“L’Italia e la Francia non hanno mantenuto nessuna delle loro promesse sugli aiuti umanitari per l’Africa.” A formulare il durissimo giudizio, in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, è il cantante Bono Vox, secondo il quale solo il cancelliere Angela Merkel ha tenuto fede agli impegni presi nel corso dell’ultimo vertice del G8 ad Heiligendamm.
La gioia del Natale: che i cristiani annuncino il messaggio di Gesù… Parola di Benedetto XVI
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

La gioia del Natale
che i cristiani annuncino il messaggio di Gesù…
Parola di Benedetto XVI
“La gioia del Natale che già pregustiamo, mentre ci colma di speranza, ci spinge al tempo stesso ad annunciare a tutti la presenza di Dio in mezzo a noi”. Ricorda cioè con forza ai cristiani il loro dovere di annunciare il messaggio di Gesù: “nulla è più bello, urgente ed importante che ridonare gratuitamente agli uomini quanto gratuitamente abbiamo ricevuto da Dio. Nulla ci può esimere o sollevare da questo oneroso impegno”.
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Papa Giovanni XXIII, Discorso alla luna, 11 ottobre 1962, Città del Vaticano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Discorso “alla luna”
Papa Giovanni XXIII
11 ottobre 1962
Cari figlioli, sento le vostre voci.
La mia è una sola, ma riassume la voce del mondo intero; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: “Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà”.
Se domandassi, se potessi chiedere ora a ciascuno: voi da che parte venite? I figli di Roma, che sono qui specialmente rappresentati, risponderebbero: “ah, noi siamo i figli più vicini, e voi siete il nostro vescovo”. Ebbene, figlioli di Roma, voi sentite veramente di rappresentare la “Roma caput mundi”, la capitale del mondo, così come per disegno della Provvidenza è stata chiamata ad essere attraverso i secoli.
Don Tonino, Natale 1985, Auguri scomodi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Natale 1985
Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire.
Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Continua..





























