L’Altalena a cura di Alessio Valsecchi
Pubblicato da Katia Ciarrocchi

A cura di Katia Ciarrocchi
Titolo: L’altalena
Curato da: Valsecchi A.
Editore: Edizioni XII
Prezzo: € 9.90
Data di Pubblicazione: 2008
ISBN: 889573310X
Una nuova antologia per Edizioni XII, curata da Alessio Valsecchi.
Amo le altalene. Forse perché, sin da piccola, adoravo salire fino al “cielo” per poi ridiscendere vertiginosamente in una spinta che ti riportava ancora più su (nel blu dipinto di blu) mi verrebbe da cantare citando Modugno, eppure ne ho avuto il terrore quando mio figlio, piccolo allora, si mise dinanzi a un’altalena di ferro, la stessa che descrive Alessio Valsecchi nella prefazione del libro: “Le mie altalene sono quelle di trent’anni fa… Corpo massiccio e in ferro. Catene arrugginite… “: dietro il cugino la spingeva vuota e mio figlio la becca in pieno naso, mai visto tanto sangue e il suo nasino fracassato.
Ma al di là dei miei ricordi, chi non ama/odia l’altalena compagna di giochi da sempre e per sempre?
Gli autori de “L’altalena” narrano “l’orrore” in una serie di racconti brevi, brevissimi ma soprattutto d’effetto. La raccolta è composta dai migliori racconti, tra le centinaia, che si sono sfidati nei vari concorsi proposti da XII Online.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Se sei nuovo di qui, dovresti iscriverti al nostro RSS feed. Qui ti spieghiamo cosa sono i feed Grazie per la visita!
Gian Ruggero Manzoni. L’albero di Maehwa. Intervista all’Autore.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

GIAN RUGGERO MANZONI
L’albero di Maehwa
Intervista all’Autore
a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Nel tuo ultimo romanzo, “L’albero di Maehwa”, si narra di un marchese decaduto il cui nomignolo è Nessuno. Chi è il Nessuno del tuo romanzo? E: chi oggi nella società – che nostro malgrado viviamo sulla pelle – si può bene o male definire un Nessuno?
Da un lato il Nessuno di turno è un’Europa ormai priva di una sua identità, in balia della mercificazione, del consumo, di uno pseudo-sogno americano; dall’altro è l’Ulisse di sempre alla ricerca di un senso da dare all’esistere, curioso di scoprire se tale senso nell’uomo ancora alberga e coraggioso nonché furbo al punto di sfidare la sorte come fosse costantemente seduto a un tavolo da gioco. Ma potrebbe anche essere, il mio Nessuno, colui che ha fatto del Nulla la sola possibile dimensione dell’essere, quindi il nichilista, ma di aristocratico lignaggio, alla Junger, per intenderci bene, in cui la sfida poi al Nulla diviene ragione di vita, non certo quello inebetito dal benessere, dall’omologazione e dal continuo bisogno d’avere, perché, in questo secondo caso, non si potrebbe che parlare di un nichilismo d’accatto, privo di dignità e di rispetto, del quale pare che ormai molti siano i figli, in particolare i giovani.
2. Ne “L’albero di Maehwa”, prima della vicenda personale di Nessuno e di Libero, suo grande amico, quasi un fratello, ho avuto come l’impressione che tu abbia voluto delineare la decadenza delle arti, della politica, della società, degli uomini. E’ un ritratto spietato dell’attuale società, non esiste un solo buono che si possa definire tale, tutti sono compromessi nell’avanzare pregiudizi, nel disporre ipocrisie e machiavellismi e nel fregare il prossimo. Caro Gian Ruggero Manzoni, ti chiedo dunque: è l’Italia un paese alla deriva? Se sì, per quali motivi?
Caro Giuseppe hai colto pienamente nel segno. Sì, nel mio ultimo romanzo punto l’indice d’accusa contro una società allo sbando in cui… che al potere ci sia la destra o la sinistra… sempre e solo i furbi e gli opportunisti la fanno da padroni, ma tale situazione ormai è estendibile a tutto il pianeta, non solo all’Italia. Non esistono più luoghi ancora vergini, magici, immuni dalla protervia umana. Là dove esiste un uomo votato unicamente alle logiche del potere e del privato interesse domina la corruzione, la violenza finalizzata al mantenimento di una carica e, ovviamente, l’intrigo, il ladrocinio. Sono sempre più convinto che se non succederà veramente un qualcosa di eclatante, forse di catastrofico, tali regole perverse saranno sempre, su questo pianeta, motivo portante dell’esistenza. Infine non se ne può più! La stanchezza sta prendendo il posto del resistere e il fatalismo sta scalzando ogni idealità. Siamo in balia della corrente. Nuotare per opporsi a essa è sfinente, lacerante, sempre più faticoso, forse non ci resta che fare il morto per galleggiare e seguire il flusso, ma mio padre mi diceva che sono sempre gli stronzi a stare a galla, quindi, a questo punto, direi che è quasi meglio affogare, al fine di mantenersi degni, pur di non continuare a galleggiare da morti, amorfi, ignavi, insensibili, demotivati e puzzolenti.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, di Maurizio de Giovanni
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Il senso del dolore
L’inverno del commissario Ricciardi
di Maurizio de Giovanni
Fandango Libri
Narrativa romanzo giallo
Pagg. 247
ISBN: 9788860440730
Prezzo: € 10,00
Ci sono romanzi gialli e romanzi gialli e in particolare ce n’è uno che, prendendo a pretesto una trama che prevede un delitto e la classica ricerca del colpevole, si rivela opera di elevato livello, con una descrizione memorabile dell’atmosfera dominante nel ventennio.
Maurizio de Giovanni ci presenta una Napoli crepuscolare, quasi tenebrosa, con una immediatezza tale da far pensare che lui sia vissuto in quel periodo e invece all’epoca era ben lungi dal nascere.
Più che la vicenda, contano le caratterizzazioni dei personaggi, le descrizioni dei luoghi, gli istinti amorosi, traboccanti, oppure pudici, quasi timorosi.
La rappresentazione al Teatro San Carlo, per esempio, è raccontata nello stato emotivo di uno che l’ha vissuta, come se quella Cavalleria rusticana fosse stata rappresentata il giorno prima, con l’autore seduto in uno dei primi posti e al tempo stesso assente quel tanto da far avvertire solo una discreta presenza.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Mara Venuto: Leggimi nei pensieri
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Mara Venuto: Leggimi nei pensieri
di Giuseppe Iannozzi
1. Di te si sa poco o niente: chi è Mara Venuto, forse solo l’autrice di “Leggimi nei pensieri” edito da Cicorivolta edizioni? Racconta qualche cosa di te.
La premessa è che non amo molto parlare di me. Infatti, nella vita, essenzialmente ascolto. Ho fatto studi sociali e mi occupo di counseling: la mia è stata una scelta naturale, compiuta, tuttavia, dopo un percorso di auto-esplorazione durato qualche anno. Ho sempre amato ascoltare, le persone mi interessano profondamente, mi nutro di storie. Solo di recente mi sono avvicinata anche al mondo dell’informazione, a seguito della mia partecipazione, via webcam, al format di Maurizio Costanzo “Stella”, in onda sul satellite e in streaming: un’esperienza voluta, che mi ha messa alla prova sotto molteplici aspetti, facendomi crescere molto. Nella vita privata sono una persona serena, vivo un amore molto forte da alcuni anni, ho una sorella gemella artista e una famiglia presente.
Didier van Cauwelaert. Il vangelo di Jimmy. Barbera editore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Didier van Cauwelaert
Il vangelo di Jimmy
di Giuseppe Iannozzi
Didier van Cauwelaert è uno dei più originali scrittori contemporanei, un autore che rifugge le facili etichette di genere. Le sue storie, surreali eppure sempre a rischio sul filo della realtà più estrema ma non impossibile, riesce a travolgere il lettore portandolo a conoscere quelle ansietà psico-sociali che neanche lui sa di nutrire in seno. “Il vangelo secondo Jimmy” nella sola Francia ha venduto subito 100.000 copie. A tutt’oggi i libri di van Cauwelaert sono tradotti in venti lingue e ogni volta riesce a stordire il lettore con le sue storie, che sono un misto di cinismo anarcoide à la Michel Houellebecq e di sprezzante fantasia sul modello del migliore Andreas Eschbach . Però non si creda che Didier van Cauwelaert sia un dozzinale scrittore di science fiction, né si creda che sia semplice narrazione per uno svago mordi e fuggi , perché sarebbe un grosso errore: Cauwelaert sa divertire chi lo legge ma lo porta, volente o nolente, a riflettere sulla società in cui è inserito ponendolo di fronte a uno specchio per mostrargli chi è, uno specchio che poi abbatte facendo in modo che gli rovini addosso con tutte le sue taglienti schegge di realtà riflessa.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Nella sala indifferente a Gomorra
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Tante sedie vuote per il film che dovrebbe risvegliare le coscienze contro il crimine
di ANTONIO SCURATI - Fonte: La Stampa.it
Perché Umberto Bossi non ha mai minacciato di rivolgere i suoi fantomatici fucili leghisti contro i Kalashnikov della camorra? Perché sempre contro «Roma ladrona», contro la sinistra statalista?
Contro la «canaglia immigrata» e mai contro le organizzazioni criminali autoctone che affliggono l’Italia?
La domanda mi assilla per buona parte della visione di Gomorra. L’interrogativo rimbalza come un’eco cavernosa in un’enorme sala quasi completamente vuota. E’ sabato pomeriggio di un fine settimana piovoso eppure saremo al massimo trenta o quaranta a vedere il superbo film che Matteo Garrone ha tratto dal libro di Roberto Saviano. Le altre mille poltroncine rosse sono rimaste vacanti. La passione civile per la piaga camorristica pare essersi arrestata al di sotto della Linea Gotica. La gente dell’hinterland milanese sembra accendersi per altro, per l’Inter che si gioca il campionato, per il federalismo fiscale o per i campi nomadi da sgomberare. Oggi il film verrà proiettato in concorso al festival di Cannes, preceduto dall’aura del capolavoro, ma io lo vedo in un multiplex alla periferia Nord di Milano - zona Bicocca -, diciotto sale inglobate in un mastodontico centro commerciale dove trascorre il suo intero weekend il nuovo proletariato suburbano, i figli adolescenti di ciò che un tempo furono le borgate, gli uomini e le donne di ciò che un tempo fu la classe operaia e le non-persone della nuova massiccia immigrazione. Proprio di fronte allo shopping center, a fare memoria, sorge la torre delle scomparse acciaierie Breda. Muta, solitaria, inconsolabile, più che rammentargliela, sembra voler rinfacciare all’edificio simbolo del nuovo proletariato la storia cancellata di quello vecchio.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
E scocca la scintilla X-Files (con amore)
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Presto sul grande schermo il sequel della pellicola con i due agenti Fbi
E scocca la scintilla X-Files (con amore)
David Duchovny: macché alieni questa è una storia romantica
LOS ANGELES (USA) - In una cinestagione che sino alla fine dell’anno sarà contrassegnata da sequel, remake e pre-sequel, è pronto il secondo atto di X-Files con l’algido Fox Mulder (David Duchovny) e l’appassionata Dana Scully (Gillian Anderson), girato in segreto tra Vancouver e Portland dal regista Chris Carter. Il fenomeno di questa serie tv, tramutata in un primo film nel 1998 e che incassò oltre 187 milioni di dollari, ha creato legioni di fan delle paranoie dei due agenti dell’Fbi che, in questo atteso secondo round, finalmente vivranno una relazione d’amore. «Perché — se la ride Duchovny — Chris, Gillian e io in fondo abbiamo sempre pensato a X-Files come a una storia d’amore problematica e sorprendentemente romantica». Nel più antico e lussuoso albergo di Santa Monica, arrivando dalla sua villa a Malibu con orto organico, dove abita con la moglie Tea Leoni, i due figli, svariati cani e regole di vita vegetariana e salutista, uno dei più intelligenti e riservati attori di Hollywood (laurea a Princeton in Letteratura Inglese e seconda laurea a Yale in Storia e letteratura latina, capace di conversare in francese, latino ed ebraico) dà il via all’incontro con una battuta: «Benvenuti a casa mia».
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Il canto maledetto
Pubblicato da Alberto Carollo
Roberto Mistretta
IL CANTO DELL’UPUPA
(Cairo Editore, 2008 pagg. 254, Euro 15,00)

Il lugubre canto dell’upupa di foscoliana memoria si aggiorna, mantenendo la sua valenza negativa e perturbante, in un acrostico utile a criptare un sito internet e coprire le attività di turpi individui che hanno toccato il fondo più melmoso della loro umanità, se mai ne hanno avuta una. Ma questo è solo uno dei motivi che compongono l’ordito di questo giallo mediterraneo di Roberto Mistretta, giornalista di Mussomeli (Caltanissetta), la Villabosco dove sono ambientati i romanzi che vedono come protagonista il maresciallo dell’Arma Saverio Bonanno. Il libro è già stato pubblicato con successo in Germania e ora esce per i tipi di Cairo Editore con un consenso diffuso da parte di critica e pubblico.
Bonanno è una figura di tutore della legge che per ovvi motivi non possiamo fare a meno di accostare al più noto Montalbano di Camilleri, ma è bene puntualizzare quanto l’autore abbia lavorato sul suo personaggio per conferirgli alcune peculiarità che lo rendono un personaggio a tutto tondo. Bonanno non ha niente da spartire con una certa cervelloticità del più famoso Salvo. Potrebbe essere l’uomo della porta accanto, l’onesto professionista appassionato del proprio lavoro, col suo corredo di ferite esistenziali (è stato abbandonato da una moglie volubile e si occupa con maldestria e tenerezza della giovane figlia), con le sue debolezze (l’oroscopo che dice male e una tosse catramosa, scomoda eredità di un vizietto che attraversa il testo, pari solo a un altro suo vizio, quello della gola) e i suoi impacci, in special modo nei confronti della tecnologia e dell’altro sesso, per i quali prova sentimenti di inadeguatezza. Ma la sua carica di umanità risalta e lo nobilita anche nell’imminente pericolo, quando nel corso di un inseguimento preferisce non puntare la pistola, anche se per legittima difesa, su due ladruncoli e tossicodipendenti che gli sparano contro; o quando restituisce il denaro estorto dai protettori a due prostitute, mettendole sul primo treno utile per portarle il più lontano possibile dalla Sicilia. Continua..
Mario Favini. Centro commerciale. Cicorivolta edizioni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Centro Commerciale
Mario Favini
Non credo di sbagliare asserendo che il luogo deputato per gli incontri oggi è uno e uno solo, il centro commerciale: qui si radunano le più svariate forme di esseri, siano essi umani siano essi non-umani. Il centro commerciale, oggi come oggi, è per tutti quelli che hanno una qualsiasi necessità, reale o fittizia, perché semplicemente non si è se non ci si incontra nel suo dedalo ventre. Le icone della contemporaneità vivono e muoiono tra le varie corsie, tra gli sponsor e le standiste appostate a ogni angolo del centro, pronte a rifilare ai malcapitati un nuovo miracoloso prodotto dell’ingegneria alimentare.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Emiliano Grisostolo. Il castello incantato. Zona editrice
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Emiliano Grisostolo
Il castello incantato
zona editrice
Finalmente disponibile in tutte le librerie il nuovo romanzo dell’autore maniaghese Emiliano Grisostolo.
Il giovane operaio scrittore ripercorre con questa sua nuova fatica letteraria dal titolo Il castello incantato edito dai tipi di ZONA, e dedicato all’amico Antonio Panzeri venuto a mancare improvvisamente nell’autunno del 2006, una strada in precedenza iniziata con il romanzo del 2006 Il grande burattinaio nel quale parlava di un rapimento di minore nell’est europeo per essere rivenduto in Italia all’interno di un traffico internazionale di minori e organi.
Il castello incantato è un romanzo di più ampio respiro, nel quale Grisostolo riporta dalle spiagge il chirurgo de Il grande burattinaio e racconta della tratta delle bianche e della vendita di bambini da parte di donne raggirate che li vendono per soldi ad una banda dai mille tentacoli, che a loro volta li rivendono a coppie che non ne possono avere.
Una storia noir di tutti i giorni, un mondo che ci circonda e nel quale siamo sospesi. Una terra di mezzo nella quale personaggi senza scrupoli barattano la vita altrui per i loro sporchi scopi.
Un lavoro, quello de Il castello incantato, nato grazie alla collaborazione indispensabile di diverse figure, tutti amici, che con il loro entusiasmo hanno fatto sì che questo lavoro potesse uscire con una veste diversa, più completa rispetto ai precedenti lavori. Quella grafica è della giovane disegnatrice Gwen Rigutto di Maniago, tra le migliori artiste che Grisostolo conosca.
Un’indispensabile collaborazione l’ha offerta la ditta artigianale maniaghese Leader Cam, di Livio e Ilar Centazzo, leader europeo e tra i primi al mondo per la produzione di forbici per parrucchieri professionisti, che hanno creduto nelle capacità del giovane autore e per i quali Grisostolo nel 2007 ha scritto il loro nuovo catalogo e dal 2006 lavora come operaio.
Grisostolo ringrazia anche la Sartoria Dany di Maniago per avere messo a disposizione i suoi segnalibri ricamati che saranno regalati a tutti coloro che acquisteranno il romanzo presso la libreria di piazza Italia a Maniago.
Anticipazioni e presentazioni sul sito:
http://www.editricezona.it/ilcastello.htm
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Daniele Bonfanti. Melodia. Edizioni XII
Pubblicato da Katia Ciarrocchi
Melodia
Daniele Bonfanti
Titolo: Melodia
Autore: Bonfanti Daniele
Prezzo: € 11,50
Dati: 2007, 250 p., brossura
Editore: Edizioni XII
Non è facile recensire questo libro, tocca tante di quelle sfere emotive da lasciare senza parole.
Proverò sperando di esserne all’altezza.
Melodia. Respira profondamente e lasciati travolgere dalle note. Note ben disposte. Un’alternanza di alti e bassi, di slanci verso accordi di difficile raggiungimento.
Si potrebbe definire una “cospirazione cosmologica” che provoca caos nella vita del protagonista, un complesso di mille domande, enfatizzate forse, che abitano l’essere umano da sempre. Un libro, “Melodia“, ricco di inquietanti spettri, in scena una ricerca accompagnata dalla paura per “l’ignoto” o forse dalla quasi certezza di una congiura tessuta contro il mondo, riciclata in versione moderna, che ha come fine quello di impossessarsi del governo del popolo terrestre.
Continua..
Visconte di Lascano Tegui: Sogno senza fine, Barbera editore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Visconte di Lascano Tegui
Sogno senza fine
Il crimine, il sesso, il desiderio
d’un dandy nel mezzo della Senna
“Di stupore in stupore si resta soggiogati. Meravigliati. Un libro cinico e brutale. Disincantato e visionario. Le mosche, la sifilide, i gesuiti, i gobbi, consentono al Visconte digressioni tanto stravaganti quanto spassose”. (Le Canard Enchainé)
“Ha il dono letterario di sorprendere il lettore, passando impercettibilmente da un‘osservazione apparentemente banale a una imprevedibile.” (Le Monde)
Si faceva chiamare Visconte di Lascano Tegui, ma Visconte non lo era. Fu soprattutto un dandy, anche se non al pari di Oscar Wilde o del più nostrano Gabriele D’Annunzio; ciò nonostante riuscì ad avere una certa notorietà per la sua epoca, soprattutto grazie a un romanzo, “Sogno senza fine”, che sarebbe più giusto indicare come metaromanzo. Il libro gli attirò subito alcune simpatie, in particolare fra i circoli letterari: “Sono estremamente imbarazzato a parlare di questo libro, che [....] è sicuramente una delle cose più originali, più singolari che abbia mai letto. In cosa consiste la sua originalità? Io sento che in queste pagine c’è qualcosa di inafferrabile, che sfugge a qualsiasi definizione, a qualsiasi spiegazione”. Francis de Miomandre, nel 1930 con queste parole presentava la sua traduzione dell’edizione francese di “Sogno senza fine”. Miomandre fu un celebre ispanista: si fece in quattro per difendere Louis-Ferdinand Céline quando venne accusato di turpiloquio, e non si risparmiò quando promosse all’attenzione della critica e del pubblico autori monumentali quali Claudel, Valéry, Proust e Gide. Miomandre nel 1908 ricevette il prestigioso premio Gouncort per il suo lavoro più celebre, “Ecrit sur de l’eau”. Viene così ammesso tra i grandi letterati del tempo e ha la possibilità d’incontrare artisti quali Jean Cocteau, Debussy, Paul Valéry, Oscar V. Milosz, e molti altri. Miomandre inizia a collaborare per riviste importanti, Nouvelles littéraires e Cahiers du Sud, alternando l’attività di pubblicista con quella di traduttore. Muore quasi del tutto dimenticato, nonostante il grande impegno di tutta una vita per promuovere artisti e cultura. Solo negli ultimi anni alcuni illuminati intellettuali lo stanno risollevando dall’ingiusto oblio in cui fu precipitato dagli intelletti del suo tempo. Tuttavia, nel 1930, Francis de Miomandre era una voce autorevole che veniva ben accolta e ascoltata: “Sogno senza fine” ottenne visibilità proprio grazie a Miomandre che lo presentò ai francesi curandone in prima persona la traduzione.
Lascano Tegui nacque in un paesino della provincia argentina di Entre Ríos. Di famiglia assai modesta, presto si trasferì a Buenos Aires. Emilio Lascano Tegui (1887-1966), oltre che scrittore, fu traduttore per L’Ufficio internazionale delle Poste. Viaggiò parecchio, soprattutto a piedi, in Francia, Italia e Nord Africa. Proprio in Nord Africa si attribuì il titolo di Visconte e pubblicò la sua prima opera, una raccolta di versi, che subito venne accolta con discreto entusiasmo dagli intellettuali del suo tempo. Nel 1913 fu a Parigi e qui strinse amicizia con Apollinaire e Picasso. Non gli bastò: per sbarcare il lunario fu costretto a svolgere diversi mestieri, venditore ambulante, arredatore, meccanico, dentista, e nell’intanto esponeva alcuni suoi dipinti presso importanti mostre collettive. Uno spirito bizzarro, un dandy ma anche un instancabile viaggiatore modernista. Fu in seguito un diplomatico i cui incarichi lo portarono a Boulogne Sur Mer, Cherbourg, Parigi, Caracas (dove realizzò un gigantesco murale) e Los Angeles. Di lui si dice che fu squisito maestro dell’arte culinaria e bon vivant. Collaborò a importanti pubblicazioni in patria e all’estero, e senz’ombra di dubbio fu uno dei precursori della nuova sensibilità modernista. Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Eroticamente, AA.VV, Valter Casini Editore
Pubblicato da Tittyna
Eroticamente
AA.VV.
Uscito poco più di un mese fa, edito da Valter Casini, casa editrice romana, questo volume nasce per inaugurare una nuova collana dedicata alla scrittura erotica, alla passione, al corpo.
8 scrittrici per altrettanti racconti, tutte più o meno note sul web, e tavole realizzate con maestria e sensualità da Cristina Fabris e Riccardo Alfonsi.
Monica Maggi introduce così questo libro, nella prefazione: “Eroticamente è una seduta di analisi, sicuramente più piacevole ed eccitante, di otto donne alle prese con il loro corpo. Una sorta di gioco dove i momenti di sesso sono i puntini da tratteggiare, da unire uno con l’altro. La soluzione sarà un corpo di donna. Nuovo. (…) Eroticamente è un’antologia che diventa banda di cattive ragazze.”
Ma può essere cattiva l’io narrante di “Con il sangue“? La splendida lettera d’amore, cuore del racconto di Manila Benedetto, parla di una sofferenza così intensa e profonda da sfociare si, nella cattiveria, ma contro sé stessa. Un dolore chiesto, invocato, perché poi “quando uno ha perso tutto, niente più lo spaventa.”
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Visconte di Lascano Tegui, Sogno senza fine, Barbera editore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Visconte di Lascano Tegui
Sogno senza fine
L’autore
Nato in un paesino della provincia argentina di Entre Ríos, in una famiglia modesta che presto si trasferì a Buenos Aires, Emilio Lascano Tegui (1887-1966) fu traduttore per L’Ufficio internazionale delle Poste. Poco più che ventenne viaggiò a piedi in Francia, Italia e Nordafrica, dove pubblicò (attribuendosi il titolo di visconte) una raccolta di versi accolta con entusiasmo dai circoli intellettuali. Nel 1913 visse a Parigi, dove strinse amicizia con Apollinaire e Picasso, e per sbarcare il lunario fece vari mestieri - venditore ambulante, arredatore, meccanico dentista - mentre esponeva dipinti in importanti mostre collettive. In seguito ricoprì in veste di diplomatico diversi incarichi ufficiali che lo condussero a Boulogne Sur Mer, Cherbourg, Parigi, Caracas (dove realizzò un gigantesco murale) e Los Angeles. Squisito maestro dell’arte culinaria, bon vivant, collaborò per tutta la vita a importanti pubblicazioni in patria e all’estero e fu uno dei precursori della nuova sensibilità modernista. Oltre a Sogno senza fine, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1925, nel 1936 diede alle stampe altri due romanzi singolari, El libro celeste e Album de familia, e nel 1954 i versi di Muchacho de San Telmo. Dandy, provocatore, cosmopolita, morì a Buenos Aires. La sua opera, riscoperta negli ultimi anni dalla critica, ha avuto edizioni in Francia, Olanda e Germania.
Il libro
«Sono estremamente imbarazzato a parlare di questo libro, che [....] è sicuramente una delle cose più originali, più singolari che abbia mai letto. In cosa consiste la sua originalità? Io sento che in queste pagine c’è qualcosa di inafferrabile, che sfugge a qualsiasi definizione, a qualsiasi spiegazione.» Così scriveva Francis de Miomandre nel 1930, presentando la sua traduzione dell’edizione francese di Sogno senza fine, del Visconte di Lascano Tegui. L’elogio non è di maniera, e vale la pena ricordare che Miomandre - illustre ispanista d’Oltralpe - ebbe il merito di scoprire e promuovere talenti come Claudel, Gide, Valéry, Proust, e di difendere Céline dalle accuse di turpiloquio.
Sogno senza fine è il racconto in prima persona dell’infanzia e della giovinezza del protagonista, la sua iniziazione al sesso, alla letteratura e al crimine. L’omicidio che fa capolino come per caso nell’incipit del romanzo, infatti, verrà effettivamente commesso alla fine. Ma i cadaveri affiorano fin dal primo episodio: vivendo sulle sponde della Senna, il bambino ripesca i morti annegati, conquistandosi il rispetto dei coetanei. Seguono l’incontro con un cocchiere, ex prete sconsacrato, e i suoi racconti dell’orrore, le precoci esperienze omosessuali, il gusto per il travestimento femminile, la prima donna, molto più anziana di lui (una spiritista ossessionata dall’idea di ritrovare il cadavere del marito annegato nel fiume) e poi Gabriela, la povera pazza che si concede a tutti dopo che il padre, sbronzo, si è evirato davanti a lei quando era bambina.
Un’opera che varca i confini dei generi letterari: un romanzo in forma di diario che presenta frammenti di un’autobiografia apocrifa, mischiando elementi del romanzo gotico e poliziesco, slanci lirici e gustose parodie, aforismi stravaganti e acuti spunti metaletterari.
Visconte di Lascano Tegui - Sogno senza fine - Barbera editore - Collana Radio Londra - Pagine: 143 - 14,50 euro - Isbn: 88-7899-204-7
In libreria: febbraio 2008

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
La guerra dei sordi, Laura Costantini e Loredana Falcone
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

La guerra dei sordi
Laura Costantini
e Loredana Falcone
1. Una di voi due ha visto, è stata in Palestina, tra le macerie quasi quotidiane, le morti, le stragi ordinate? O si tratta solamente di un lavoro commissionato, per cui vi siete “documentate” e avete scritto a tavolino, un po’ come faceva Salgari che con la fantasia visitava luoghi in cui mai era stato?
No, nessuna delle due è mai stata in Palestina. Perché? Perché nessuna delle due ha soldi a sufficienza per visitare tutti i posti del mondo nei quali vale la pena andare. Per scrivere questo romanzo ci è stata data una scadenza precisa e tutto quello che abbiamo potuto fare è stato documentarci, parlare con persone che lì hanno vissuto, che hanno conosciuto di persona Arafat, che erano con lui durante quell’assedio.
Scrivere su commissione non è facile, e infatti non ripeteremo l’esperienza, dalla nostra abbiamo avuto la completa libertà di esprimerci dato che il soggetto che ci avevano proposto era piuttosto scarno. Del resto alla fine, la fine l’abbiamo cambiata con un’altra che a nostro parere era più probabile, più bella, più giusta.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Ci sono stati dei disordini, Luigi Milani, eBook gratis su Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ci sono stati dei disordini
di Luigi Milani
“Non so perché abbia acceso la luce, quella mattina all’alba.”
Un racconto drammatico ambientato nei giorni convulsi del G8 di Genova del 2001. La vicenda di un fotoreporter scomparso durante quei terribili eventi.
Una storia immaginaria, ma descritta con approccio molto realistico.
Clicca qui e scarica gratis “Ci sono stati dei disordini” di Luigi Milani
Editore: Lulu Press
Copyright: © 2008 LM Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0
Lingua: Italian
Paese: Italia
Edizione: prima edizione eBook
Luigi Milani è nato a Roma, dove vive e lavora. Scrive di musica e tecnologia da un paio di lustri. In passato è stato coinvolto in fanzine e bbs fumettare, ha fatto il consulente informatico e curato testi di siti Web. In preda alla peggiore hubrys è giunto perfino a spacciarsi per sceneggiatore e consulente tecnico per una società di produzione cinematografica. Di recente si è macchiato di diversi crimini letterari: tra questi il romanzo Rockstar e alcuni racconti presenti nell’antologia XII, antologia di novelle scritte da dodici autori italiani indipendenti incontratisi in Rete. Fa parte della redazione della rivista letteraria “inutile”, alla quale dona periodicamente alcune perle letterarie di rara inutilità. Collabora con la e-zine letteraria Progetto Babele. Fa parte del Gruppo XII ed è autore di un blog molto frequentato, False Percezioni.
Tutte le pubblicazioni di Luigi Milani su Lulu.com: clicca qui sopra
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Marco Candida, Il diario dei sogni (intervista all’Autore), Las Vegas edizioni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Marco Candida
Il diario dei sogni
Intervista all’Autore
1. In che misura “Il diario dei sogni” è romanzo autobiografico e/o diaristico? Per quali motivi?
Mi pare che l’uso di “e/o” nella tua domanda leghi concetti diversi. L’autobiografia riguarda i contenuti di un romanzo. Posso raccontare anche una storia di alieni gialli sul Pianeta 746 e non per questo essere meno autobiografico che se scrivessi un romanzo intitolato: “I miei primi quarant’anni”. Il diario, invece, è una forma letteraria - e tra l’altro talmente ben nota, che non occorre aggiungere ulteriori spiegazioni. Ciò premesso, Il diario dei sogni non ha la forma letteraria di un diario: è un resoconto. In secondo luogo, all’inizio del libro c’è una pagina dove si ricorda che ogni riferimento a fatti, luoghi e persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Immagino che questo valga anche per me.
2. Sei al secondo romanzo. Che cosa aggiunge, o toglie, alla tua prima esperienza editoriale, “La mania per l’alfabeto”?
Nel romanzo La mania per l’alfabeto sono per così dire indicate alcune strade - di pensiero, di linguaggio, di forme letterarie, di idee… -: ora si tratta di cominciare a percorrerle queste strade, e se necessario anche a tracciarle. Il diario dei sogni sviluppa, ad esempio, alcuni elementi già presenti nel precedente romanzo: principalmente il microracconto. Poi posso aggiungere questo. Soprattutto nelle pellicole cinematografiche - ma anche nei libri - arriva il momento di quello che tra amici si usa chiamare il “discorso finale”, dove il protagonista tira le somme e cerca di dare un senso a quel che si è raccontato. Gli esempi sono infiniti. Dico quelli che avevo in mente io: da Moonlight Mile con Holly Hunter e Susan Sarandon, a Kramer contro Kramer con Meryl Streep, a Rocky, a Rambo… Ci sono momenti dove il protagonista parla, come si dice, con il cuore in mano, e tira fuori tutto quello che gli brucia dentro. Ecco, le due e-mail, il Discorso per il mio funerale, lo “Scritto per l’ufficio” e altri testi contenuti in La mania per l’alfabeto sono una collazione di possibili “discorsi finali” dove il protagonista fa parlare le sue viscere. Il diario dei sogni, invece, si può considerare come un romanzo dedicato a quelle parti dei romanzi che di solito almeno io tendo a saltare: cioè il racconto dei sogni. Come lettore lo sguardo del subcosciente del protagonista di solito non mi interessa, lo leggo con noia, addirittura lo salto. Un’immersione totale, però, credo potrebbe essere interessante. L’idea di caratterizzare un personaggio quasi esclusivamente attraverso i suoi sogni e costringere il lettore a farsi un’idea del profilo della sua personalità in pratica soltanto attraverso i suoi sogni come lettore mi attrae.
3. “Il diario dei sogni” è una sorta di taccuino, almeno a mio avviso, dove in una forma narrativa più o meno coerente vengono esorcizzate le paure del protagonista. Dico giusto?
Questa è una delle possibili interpretazioni. Credo che però in questo romanzo si tratti essenzialmente non di angosce personali ma di superstizioni. Verino sferra critiche ferocissime a molte credenze superstiziose. Alcune di queste credenze sono già largamente considerate come superstizioni - come la telepatia, la telecinesi, la possessione spiritica… Accanto a queste alcune solide certezze che fondano le nostre esistenze vengono smascherate come credenze superstiziose.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Penélope e Mónica lesbiche per amore del fratellino Eduardo (backstage e videoclip)
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Penélope e Mónica lesbiche
per amore del fratellino Eduardo
Penélope, Mónica e Eduardo Cruz, una famiglia molto ma molto unita, non c’è che dire. Proprio Eduardo infatti, cantautore fallito, ha voluto le due sorelle come protagoniste del suo nuovo videoclip, quello che accompagna il singolo “Cosas que contar”.
Il disco di Eduardo Cruz non ha sfondato. Non ha talento il ragazzo. Però ha idee da vendere, e così ha ingaggiato le sue due belle sorelle ed ha realizzato, almeno su pellicola, il sogno erotico di tanti e tanti maschietti: due sorelle lesbiche che non perdono tempo in convenevoli e che ci danno sotto senza mezzi termini.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Golden Globes: Espiazione miglior film drammatico
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
“Espiazione” miglior film drammatico
Ai Golden Globes senza festa
L’italiano Dario Marianelli vince per la colonna sonora della pellicola di Joe Wright
“Espiazione” miglior film drammatico
Ai Golden Globes senza festa
LOS ANGELES - Julie Christie migliore attrice protagonista drammatica con “Away from her”, Daniel Day Lewis miglior attore drammatico per “There will be blood”, Julian Schnabel miglior regista per “Lo scafandro e la farfalla”, “Espiazione” miglior film drammatico.
Niente festa sfarzosa, niente passerelle né riflettori sulle star: i Golden Globes sono stati annunciati ieri pomeriggio a Los Angeles (le tre di notte in Italia) con una scarna conferenza stampa, vittime anche loro dello sciopero degli sceneggiatori che sta paralizzando Hollywood.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Ci sono stati dei disordini
Pubblicato da Luigi Milani
Ci sono stati dei disordini
racconto di Luigi Milani
Non so perché abbia acceso la luce, quella mattina all’alba.
Avevo la sensazione di essere rimasta sola, nel nostro bel letto d’ottone (il letto, già: ricordi la fatica che facemmo per trasportarlo dalla vecchia abitazione dei tuoi genitori a casa nostra?).
Ma non era solo un’impressione.
Tu non eri più accanto a me. Alla mia sinistra, non ho trovato altro che l’impronta impalpabile del tuo corpo. Un vago sentore del tuo odore, niente più.
Ho scostato il lenzuolo. Non riuscivo a tenere gli occhi aperti, e sono rimasta distesa per qualche istante, finché l’urlo di una sirena mi ha costretta a saltar giù. È stato allora che il contatto dei piedi col pavimento gelato ha dissolto gli ultimi brandelli di sonno, mentre annaspavo in cerca delle pianelle. Il condizionatore era rimasto acceso tutta la notte, e la temperatura nella stanza ricordava quella di una ghiacciaia.
Rabbrividendo, mi sono alzata, ho raggiunto tentoni l’ingresso, ho acceso la luce. Nell’armadio a muro, il ripiano che usavi per ospitare la tua attrezzatura era vuoto. Mi sono ricordata della tua uscita precipitosa, che evidentemente doveva avere avuto altre motivazioni oltre al gesto astioso di un momento.
Va tutto bene, vedi?, mi sono detta. Sarà corso a coprire qualche evento. Non è la prima volta che è costretto a partire nel cuore della notte.
Ho cercato di rintuzzare nell’angolo più remoto dell’animo lo stupore e il risentimento per la tua decisione di andare via senza darmi uno straccio di spiegazione, ma dentro di me sentivo crescere lo sgomento.
Sullo specchio del bagno due occhi cerchiati di nero mi hanno fissato impietosi. Le guance e il mento mi sono apparsi appesantiti, cadenti. Di colpo il peso dei miei trentacinque anni mi è sembrato insostenibile, come se un dio dispettoso avesse impresso all’orologio del Tempo un’accelerazione vertiginosa. Mi sono sentita irrimediabilmente vecchia, sola. Disperata.
Ho aperto il rubinetto dell’acqua, e sono rimasta inebetita ad ascoltare lo scroscio sgraziato del getto, finché non ho avvertito un freddo umido tra le gambe. Mancavano solo loro! Erano in anticipo di una settimana, ma c’erano.
Continua..










