Anatole France, il premio Nobel ribelle torna con “La rivolta degli angeli” – Meridiano zero
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Anatole France
Il premio Nobel ribelle torna
con “La rivolta degli angeli”
di Iannozzi Giuseppe
La rivolta degli angeli ha inizio nella Parigi di inizio Novecento perché le figlie degli uomini sono belle e gli angeli non sono immuni alla bellezza. Ma c’è anche un altro motivo, ben più importante: Dio è stato riconosciuto colpevole di crimini contro quella umanità che lui asserisce d’aver creato di punto in bianco dal niente.
Il Dio che Anatole France disegna ne “La rivolta degli angeli” è una divinità talmente fragile, sottomessa al peso del suo stesso nome, che assomiglia più a un azzeccagarbugli male in arnese che non a un creatore di infinite possibilità. E’ un demiurgo, un impostore che ha avuto ragione dei Cieli solo grazie all’inganno e alla menzogna. Arcade, angelo ribelle, decide di affrontare di petto la questione, giacché i mortali sembrano interessarsi di tutto fuorché del problema che è Dio. Arcade comprende che l’umanità è sottomessa a un Dio di parvenze e menzogne; e comprende pure che forse qualcuno ha sospettato la verità ma per la pace della propria anima – cioè per calcolata convenienza – fa finta di niente e continua così ad adorare un “falso” gridando i suoi alleluia in Chiesa, genuflettendosi al cospetto di ogni pretino e non mancando quasi mai di baciare la Croce. Anatole France è un distruttore di idoli, che nega la bontà di un Dio creato ad arte dagli uomini per nascondere le proprie malefatte e per sottomettere e schiavizzare interi popoli.
Continua..
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