Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Morte all'alba

JuJol.com

Gomorra: Giovanni Venosa è il terzo arrestato; la pellicola di Matteo Garrone girata con dei camorristi!

Gomorra: Giovanni Venosa è il terzo arrestato
La pellicola di Matteo Garrone girata con dei camorristi!

E’ auspicabile che il film venga ritirato dagli Oscar del 22 febbraio 2009

di Giuseppe Iannozzi

Tra un pezzo di carbone e un altro apprendo che Giovanni Venosa, attore nel film Gomorra tratto dal romanzo di Roberto Saviano, è finito in carcere. E’ il terzo attore di Gomorra in manette. Accidenti che bel film! Pare che abbiano utilizzato dei camorristi veri per girarlo: volevano forse che il realismo della pellicola fosse più che mai esplicito, anche al di fuori delle sale di proiezione? Se così fosse - perché a un certo punto è lecito anche il sospetto più spietato -, ci sono riusciti perfettamente.

Gomorra dovrebbe essere il simbolo italiano alla lotta contro la Camorra, contro il malaffare: però così non è. Da quanto si apprende, sono ben tre gli attori finiti in manette e non per aver prodotto qualche spacconata da divi in odor di Oscar. Il film doveva essere tra le altre cose un simbolo anti-camorra: peccato che sia stato girato con dei poco di buono. Il film di Matteo Garrone, tratto dal controverso romanzo di Roberto Saviano, si candida a essere uno dei film più ambigui mai prodotti e usciti nelle sale italiane, tanto più che la pellicola ha fatto razzia di premi agli Oscar europei: ci si chiede ora con quali credenziali!
Dopo tre arresti, dopo tre figure ben più che meschine, forse sarebbe il caso di restituire gli Oscar ricevuti, anche se è oramai troppo tardi per tentare di salvare la faccia dell’Italia e degli italiani onesti.
Giovanni Venosa nel film è un capo zona che condanna a morte due ragazzini che si erano messi in testa di diventare camorristi senza prendere ordini da lui: “Qui ci sono troppe tarantelle, qui comando io”. Oggi l’attore è accusato di estorsione proprio nella terra dei Casalesi, a Casal di Principe. Già due mesi or sono Giovanni Venosa era finito in manette dopo un’irruzione dei carabinieri nella sua abitazione: alcuni pentiti l’avevano accusato di spaccio. Indagato come delinquente abituale, ci si limitò, purtroppo e chissà come mai, a comminargli soltanto due anni di casa lavoro, a Modena. E arriva così subito subito una licenza premio: Venosa torna nel Casertano e comincia/torna a chiedere il pizzo. Venosa non chiedeva il pizzo da solo: insieme a un altro pregiudicato, con numerosi precedenti penali, Venosa aveva messo su una vera e propria attività di estorsione con il fine di costringere in ginocchio i commercianti della zona, costretti a versare la rata di Natale per le casse del clan.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Se sei nuovo di qui, dovresti iscriverti al nostro RSS feed. Qui ti spieghiamo cosa sono i feed Grazie per la visita!

Sotto l’albero tre inediti “folk” firmati De André

Sotto l’albero tre inediti “folk”
firmati De André

Fonte: La Stampa.it

GENOVA
«Ho trovato dei nastri in cui un giovane Fabrizio interpreta canzoni popolari. Brani non suoi, tranne uno», annunciò Dori Ghezzi nel febbraio 2007. Oggi quei tre inediti, che De Andrè non aveva inserito nei suoi album, sono stati pubblicati da Bmg Sony/Nuvole e fanno parte del cofanetto Effedia - Sulla mia cattiva strada (due cd più il documentario di Teresa Marchetti presentato nel corso dell’ultimo Festival del cinema di Roma).
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court Skeletons in the closet

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court
Skeletons in the closet

Il lancio dell’album avvenuto ad Halloween con 52 ore di festeggiamenti!!!

Al mio ritorno dal viaggio di Halloween - che mi ha portato in Portogallo e Spagna - ho trovato una bellissima sorpresa: il pacco che i Ravens Court (la band australiana di cui sono l’artista ufficiale) mi ha inviato contenente i saggi della loro bravura, ossia cd e dvd del loro nuovo album Skeletons in the Closet. Si tratta di un album composto da 9 canzoni, ognuna ha anche il suo video, video peraltro molto affascinanti per gli amanti del genere dark con una forte venatura ironica, caratteristica che contraddistingue i Ravens Court. L’influenza di Alice Cooper è quanto mai evidente e rende il tutto ancora più intrigante.

Per lanciare Skeleton in the Closet la band australiana ha organizzato per Halloween un party che è durato ben 52 ore e che ha visto coinvolte una miriade di persone. Guardate le foto su Myspace!!!

Al momento cd e dvd sono distribuiti in Australia, USA e UK per l’Europa i Ravens Court stanno prendendo accordi con una casa di distribuzione polacca che coprirà l’ntera Comunità Europea.

Altre notizie seguiranno presto.

Il sito dei Ravens Court

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André

Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André

Fonte: http://www.livecity.it

Il lungometraggio - documentario di Teresa Marchesi colpisce al cuore gli spettatori dell’Auditorium: 7 applausi durante la proiezione, 9minuti e 30 secondi di applausi continuativi a fine proiezione, la regista commossa, Dori Ghezzi e Cristiano De André - in sala - assolutamente entusiasmati, dal film e dalla gente. Nel documentario anche Wim Wenders, Vasco Rossi, Zucchero, Battiato… e una frase che colpisce: “Fabrizio De André non è il Bob Dylan italiano… è Bob Dylan a essere il Fabrizio De André americano”

Continua..

Festival Roma, doppio omaggio con polemica a De André

Wenders, fan d’eccezione, si propone per un concerto tributo e un film

Festival Roma, doppio omaggio con polemica a De André

Roma, 29 ott. (Adnkronos) - Dori Ghezzi produce il documentario ‘Effedia’ e prende le distanza da ‘Amore che vieni amore che vai’, tratto dal romanzo ‘Un destino ridicolo’. La vedova: ”A me non era mai piaciuto nemmeno il libro”. La replica del regista Costantini: ”Mi sono appassionato al testo non tanto per amore del cantautore quanto perché tratta di personaggi che amo”

Doppio omaggio a Fabrizio De André con strascisco polemico al Festival Internazionale del film di Roma. Il grande cantautore scomparso è protagonista del film-documentario di Teresa Marchesi ‘Effedia - Sulla mia cattiva strada’, prodotto dalla vedova del cantante Dori Ghezzi con Rai Trade e Sony, e anche in qualche modo del film ‘Amore che vieni amore che vai’ di Daniele Costantini, tratto dal romanzo ‘Un destino ridicolo’, scritto a quattro mani da De André con Alessandro Gennari.
Continua..

IL DECENNALE DI FABRIZIO DE ANDRE’ IL POETA

IL DECENNALE DI FABRIZIO DE ANDRE’ IL POETA

L’11 gennaio 2009, saranno dieci anni che Fabrizio De André se n’è andato. Al sempiterno rimpianto per un personaggio tanto fuori dal comune nella casistica della musica popolare italiana, rivoluzionatore di prospettive e sentimenti, si cominciano ad aggiungere i segni di quello che può già essere definito uno sfruttamento sistematico dell’anniversario: è come se tutti coloro che l’hanno conosciuto a vari titoli, e quelli che hanno lavorato con lui, si sentissero in dovere di diffondere ricordi, filmati, testimonianze, collaborazioni gelosamente tenute da parte. Fra qualche giorno il Festival di Roma mostrerà un documentario promosso dalla Fondazione De André e poi in vendita in DVD dal 31 ottobre, e già Massimo Bubola annuncia per dicembre l’uscita di «Dall’altra parte del vento», un cd di pezzi da lui scritti insieme con Fabrizio dal ‘78 al ‘90.

Meno prevedibile, o almeno più curioso, è il lavorio all’interno dell’editoria. Anche De Scalzi e Di Palo (che ora per beghe legali all’interno della loro vecchia formazione si chiamano «La leggenda New Trolls») finiscono per rendere omaggio all’artista in «Un viaggio lungo 40 anni - Senza Orario Senza Bandiera» di Antonio Oleari; il disco del quale si racconta fu scritto nel ‘68 da De Scalzi e Di Palo, proprio con i testi di Fabrizio De André: una simbiosi fra genovesi che diede vita a uno dei primi concept album italiani. Il libro esce domani: come pure «Evaporati in una nuvola rock». E’, questo, un volumone storico-fotografico di Chiarelettere, a cura del fotografo del pop per antonomasia, Guido Harari, e di Franz Di Cioccio, sulfureo e ancora indomabile batterista della PFM.
Continua..

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.