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“Tra i migliori dipendenti pubblici” Ma niente assunzione per la precaria

Il caso di Valentina Benni, 40 enne dell’Istituto Formazione Lavoro
Un suo progetto selezionato tra i cento casi di buona amministrazione

“Tra i migliori dipendenti pubblici”
Ma niente assunzione per la precaria

Il governo ha bloccato la stabilizzazione di 50mila lavoratori a tempo determinato

di MAURO MUNAFO’ - Fonte: Repubblica.it

ROMA - “E’ il momento di riconoscere i meriti e di premiare i migliori”. Il proclama, rigorosamente in grassetto, domina la pagina “Non solo fannulloni” del sito del Ministero per la pubblica amministrazione, che da qualche settimana indice il concorso “Premiamo i risultati”, per mettere in evidenza gli esempi di buona gestione. Valentina Benni, dell’Istituto Formazione Lavoro, è responsabile di uno dei cento lavori selezionati e, come premio, si è vista togliere la tanto attesa stabilizzazione: precaria da dodici anni e, commenta amara, “chissà per quanti altri ancora”.

I precari. Un emendamento approvato dal governo blocca l’assunzione di circa 50 mila lavoratori a tempo determinato della pubblica amministrazione. Secondo gli impegni presi dalle ultime due finanziarie la stabilizzazione sarebbe iniziata con il nuovo anno per tutti coloro che possedevano tre requisiti: aver lavorato per almeno tre anni, aver sostenuto una prova selettiva ed essere entrati in graduatoria.
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UNA CIVILTA’ FRANTUMATA

UNA CIVILTA’ FRANTUMATA

Ricevo e volentieri pubblico e invito a diffondere sui vostri blog.

Grazie. – g.i.


UNA CIVILTA’ FRANTUMATA: Informazione, difesa, corruzione anche in campo giudiziario, quanto di tutto ciò viene posto davvero all’attenzione dell’opinione pubblica? Quanti i filtri, le manipolazioni, le censure di comodo, le deturpazioni della verità, finalizzate a proteggere dei malviventi amici di una catena di fuorilegge? Chi vuole può scoprire persino l’esistenza della resistenza nelle situazioni limite anche in Italia. Le povere vittime dei falsi moralismi e di quella parte di individui, che di fatto rappresenta una finta e falsa giustizia, sono continuamente spinte in situazioni stressanti e fortemente traumatiche, sino a causare agli innocenti stati di malattia, con i governi che si succedono i quali tacciono anche se formalmente informati in pieno dei fatti! I malcapitati improvvisano e adattano la più possibile resistenza anche nelle situazioni limite, ove si spingono di nascosto le vittime alla più crudele disperazione e qualche volta persino al più vile suicidio. Il contestuale criminale tentativo di denigrare e screditare impunemente le vittime, tentando persino di farle passare per quello che non sono, risultano ulteriori nefandezze, aggravate dal fatto che alcuni uomini messi ad amministrare la giustizia si sporcano le mani alla spicciolata, senza né scrupoli né tanto meno ripensamenti. Se potessero tornare a parlare i morti di questo corrotto e marcio sistema, nessun uomo politico in campo, che tace tutto questo, avrebbe più alcun voto elettorale dalla brava e onesta gente.

Giacomo Montana

http://agimurad.splinder.com


Altre osservazioni e riflessioni si possono leggere qui:

http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata.php

http://it.youtube.com/watch?v=K0IG4I3YAT0

http://it.youtube.com/watch?v=Wqb-d27vYtU

http://www.mobbing-sisu.com/poesie/justice.html

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Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate

Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate

Aveva solo 19 anni, aveva rubato un pacchetto di biscotti

a cura di Giuseppe Iannozzi

E’ morto nel primo pomeriggio, all’ospedale Fatebenfratelli, Abdul Salam Guibre, 19 anni, ragazzo di colore, originario del Burkina Faso e con cittadinanza italiana, aggredito a colpi di spranga a Milano da due uomini in via Zuretti, non distante dalla stazione Centrale.
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Pechino 2008 nel sangue: un morto, feriti gravi, arresti

Pechino 2008 nel sangue
Un morto, feriti gravi, arresti

a cura di Giuseppe Iannozzi

Siamo solo al primo giorno e già c’è il morto a Pechino. Un cinese invasato ha ucciso a coltellate un turista americano, ne ha poi ferito gravemente un altro e infine si è suicidato lanciandosi dal secondo piano della Torre del Tamburo, monumento che si trova nel centro della capitale cinese. Il turista era parente del ct della nazionale americana maschile di pallavolo, Hugh McCutcheon. Feriti gravemente la donna che era con lui, anche lei parente di McCutcheon, e la guida cinese che li accompagnava.
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Sedia elettrica a Milano per un Euro

Sedia elettrica a Milano per un Euro
Tutti felici e contenti, giostraio compreso

di Giuseppe Iannozzi

Il cinismo dell’uomo oramai ha raggiunto il suo acme.
Se c’è una speranza che l’umanità si risollevi dalla sua triste condizione di barbarie, questa speranza è proiettata molto in là nel futuro.

La pena capitale è diventata uno spettacolo per famiglie.
Dove? A Milano ovviamente, in quella città lager, e dov’altro sennò?!
Un manichino di gomma e lattice è sulla sedia elettrica. “Inserire la moneta per vedere l’esecuzione”: per un Euro si può essere tutti quanti dei boia. Accade al Luna Park dell’Idroscalo, est milanese. Un Euro ti dà diritto ad assistere all’esecuzione che dura in media 15 secondi, duranti i quali il manichino si dibatte, digrigna i denti, urla, e infine si accascia sconfitto dalle convulsioni, mentre il fumo l’avvolge. Il tristo spettacolo è molto realistico. Troppo.
Da evidenziare che chiunque abbia un Euro può eseguire la pena capitale.
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nessuno ascolta il grido dei monaci tibetati assassinati

nessuno ascolta il grido

dei monaci tibetati assassinati

ecco le vere Olimpiadi di Pechino 2008


Anche tu sei un assassino?

Scoprilo leggendo qui

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Jasmina Tesanovic: Processo agli Scorpioni

Processo agli Scorpioni

Jasmina Tesanovic

A cura di Katia Ciarocchi
Titolo: Processo agli Scorpioni

Autore: Jasmina Tesanovic
Anno: 2008
Formato: 134 pp. (brossura)
Collana: Nero su Bianco
ISBN: 9788895733012
Prezzo: 8,20 €

Bosnia Erzegovina - Srebrenica, una ferita ancora aperta.

Perché la guerra? Non vi è risposta in proposito, ovvero di risposte ve ne sarebbero, all’infinito, ma nessuna di esse darebbe valore a ciò che avvelena gli esseri umani nel mettersi in contrasto con i propri simili. Purtroppo, quando parlo di contrasto, non parlo solo di divergenze ma di un qualcosa di più profondo che, inevitabilmente, sfocia ad armare gli uomini per una lotta fino agli stremi. Potere, Religione, accaparramento e quanto altro sono le apparenti motivazioni, una facciata, forse, che nasconde la vera natura umana. Ma questo rimane, pur sempre, un modesto parere, opinabile, naturalmente.
“I conflitti d’interesse tra gli uomini sono dunque in linea di principio decisi mediante l’uso della violenza. Ciò avviene in tutto il regno animale, di cui l’uomo fa inequivocabilmente parte; per gli uomini si aggiungono, a dire il vero, anche i conflitti di opinione, che arrivano fino alle più alte cime dell’astrazione e sembrano esigere, per essere decisi, un’altra tecnica. Ma questa è una complicazione che interviene più tardi. Inizialmente, in una piccola orda umana, la maggiore forza muscolare decise a chi dovesse appartenere qualcosa o la volontà di chi dovesse essere portata ad attuazione. Presto la forza muscolare viene accresciuta o sostituita mediante l’uso di strumenti; vince chi ha le armi migliori o le adopera più abilmente”, rispondeva Sigmund Freud alla domanda “C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?” che Albert Einstein gli poneva in un loro epistolare. Perché la guerra? Carteggio Albert Einstein - Sigmund Freud per approfondire la lettura.
Ma torniamo al “Processo agli scorpioni” di Jasmina Tesanovic. Ho passato giorni interi, dopo aver letto il “Processo agli scorpioni“, a documentarmi sugli avvenimenti di Srebrenica ripercorrendo, poi, tutta la guerra bosniaca; addentrarmi nelle ramificazioni politiche, etniche e religiose di questo stato per me è impresa ardua. Purtroppo, oggi mi rendo conto, di quanto noi, al di qua dell’Adriatico abbiamo vissuto marginalmente cotanto orrore, perché è “Orrore” quello che ho visto attraverso gli occhi di Jasmina. Continua..

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“Prostitute soggetto pericoloso”: La norma, se approvata dal Senato, aprirebbe la strada all’espulsione

“Prostitute soggetto pericoloso”
La norma, se approvata dal Senato,
aprirebbe la strada all’espulsione

di Giuseppe Iannozzi

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, a margine del Consiglio Giustizia e Affari esteri, conferma che l’introduzione del reato di immigrazione clandestina è “la via giusta”: “I dubbi di Berlusconi riguardano solo l’applicazione”. E intanto nel ddl, in discussione al Senato, anche un emendamento anti-prostitute: le prostitute vengono definite soggetti pericolosi, si aprirebbe dunque la strada a una veloce espulsione senza né “se” né “ma”.

Tra la Lega e il Pdl cominciano i primi (inevitabili) dissapori, forse perché l’Italia è indicata da tutta la UE come un paese fascista e nel migliore dei casi soltanto razzista. Anche il Vaticano si è schierato contro il reato di clandestinità, una presa di posizione netta che fa tremare il cuore in petto anche all’uomo politico più machiavellico, tranne a quello appartenente alla Lega Nord. Durante la recente conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy, Berlusconi ha puntualizzato: “La clandestinità può essere un’aggravante, ma non un reato”. “Non è un monito dell’Onu - precisa Berlusconi -. E’ una dichiarazione smentita circa un giudizio negativo su qualcosa che è ancora in divenire. Il Parlamento è sovrano e deciderà secondo coscienza e buon senso. Personalmente penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”. Il reato di clandestinità vuole che “lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni di legge è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni”. Il ministro Maroni ha replicato a Berlusconi: “L’aggravante c’è ed è già entrata in vigore, è nel decreto legge; il reato di clandestinità è nel disegno di legge che il Consiglio dei ministri ha approvato due settimane fa all’unanimità e che porta come prima firma quella del presidente Berlusconi, la seconda è la mia. Io non ho cambiato opinione su questo punto, ritengo che sia utile inserirlo e l’abbiamo mandato al Parlamento; dopodiché, mi trovo d’accordo con Berlusconi, il Parlamento è sovrano e potrà fare e decidere ciò che vuole, ma io resto della mia opinione, l’opinione del Consiglio dei ministri che all’unanimità ha votato il ddl”.
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SLAVE_AA: Umanità 1

SLAVE_AA: Umanità 1

di Blackjack

Come facciamo ad essere sempre, immancabilmente, così sicuri? Inamovibili come i nostri ideali: inchiodati al muro di cemento armato della nostra presunta normalità. Non continuate a leggere, fermatevi finché siete in tempo perché voglio farvi vomitare, riempirvi di incubi, demolire le vostre certezze. Le mie se sono già andate a ramengo da molti anni.

Ha un prezzo la dignità? Sì, come tutto e come sempre. Si può comperare e usare, la dignità, assieme alla persona che se la porta appresso. Ha un tariffario ed è sufficiente saperlo vedere.

SLAVE_AA ha 23 anni, 160 centimetri la statura, pesa 43 Kg. Il suo profilo riporta, dettagliatamente e senza alcun mistero, che ha un alto livello di sottomissione, una buona tolleranza al dolore, parla correttamente inglese, cinese e cantonese ed è disponibile per ben 96 diverse pratiche di sottomissione. Per la Società che la ‘affitta’ è solo una questione di prezzo: primi 3 giorni 4.500$, prima settimana 7.000$, primo mese 16.000$. Per finire in bellezza e se avete bisogno di sfogare a lungo i vostri peggiori istinti, solo 127.000$ per un anno intero: un vero affare.
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LINEA GIALLA ONLUS: DESTINA IL 5 PER MILLE A CHI NE HA BISOGNO

AVRETE TUTTI RICEVUTO A CASA LETTERE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI ONLUS
CHE CHIEDONO IL 5 PER MILLE . TUTTAVIA CE NE SONO ALCUNE
CHE ANCORA NON HANNO LA POSSIBILITA’ ECONOMICA DI INVIARLE.

FRA QUESTE VI E’ LINEA GIALLA

WWW.STAZIONEMILANO.SPLINDER.COM

Per cui ho pensato bene di riportare qui i dati necessari:

LINEA GIALLA ONLUS C.F 97462100153

A buon intenditore poche parole.

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Aiutare subito le popolazioni del Myanmar, ex Birmania

Aiutare subito le popolazioni
del Myanmar, ex Birmania

Secondo una fonte Onu, sarebbero oltre 5.000 chilometri quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy ad essere sommersi d’acqua e un milione le persone rimaste senza alcun riparo.

Le autorità birmane avrebbero dato l’okay all’arrivo nel Paese di un volo Onu di aiuti umanitari e di un piccolo gruppo di membri dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nell’ambito delle operazioni di soccorso alle vittime.

Tuttavia, dopo il ciclone, sulla dittatura birmana si abbattono oggi le accuse di non aver fatto nulla per salvare la popolazione. E a puntare il dito non è solo l’agenzia delle Nazioni Unite per il contenimento delle calamità ma soprattutto il dipartimento meteorologico indiano, che avvertì la Birmania dell’arrivo del ciclone Nargis con 48 ore di anticipo: “In tempo per evacuare vaste zone”. Ma nonostante le accuse, la giunta militare al potere, costretta dall’ecatombe a permettere l’ingresso agli aiuti internazionali, non ha ancora rilasciato i visti agli operatori delle agenzie internazionali.

I carichi degli aiuti rischiano di accumularsi nei magazzini senza poter essere distribuiti alla popolazione, i finanziamenti sbloccati da numerosi paesi rimarranno ancora inutilizzati.

Mentre il paese agonizza devastato dal passaggio del ciclone, il bilancio delle vittime continua a salire: ufficialmente le stime parlano di 22mila morti, ma secondo le organizzazioni umanitarie presenti potrebbero essere 50mila, forse anche più contando gli oltre 41mila dispersi. Per Kyi Minn, consulente dell’Ong cristiana World Vision, uno delle poche organizzazioni umanitarie straniere autorizzate a operare in territorio birmano, il ciclone di sabato scorso potrebbe rivelarsi ancora più disastroso dello tsunami di tre anni e mezzo fa in cui morirono 230mila persone. La città di Bogalay, nel delta dell’Irrawaddy, è distrutta al 95 per cento: diecimila i morti, mentre la maggior parte dei 190mila abitanti. In cinque regioni è stato dichiarato lo stato di disastro naturale. Nella capitale Rangoon, secondo le testimonianze, “La città è in ginocchio. Moltissime case sono state distrutte o danneggiate. Tantissima gente non ha più un tetto e si rifugia nelle strutture disponibili, in particolare le scuole o gli edifici governativi che sono affollatissimi. C’è disperazione e stordimento”.

“Dove sono tutte queste persone in uniforme sempre pronte a picchiare i civili? Dovrebbero venire fuori in forze e aiutarci a ripulire e a ripristinare l’elettricità”, spiega un povero autista di risciò.
Per ora, a spazzare le strade dai resti del ciclone, ci sono solo semplici cittadini, aiutati dai monaci buddisti.
Centinaia di monaci buddisti sono per le strade della capitale birmana per aiutare gli abitanti a sgomberare le strade soffocate dai detriti dopo il passaggio del ciclone. E’ la prima volta, dalle proteste del settembre scorso, che un numero così imponente di monaci esce dai monasteri liberamente per strada.

L’appello ad un ammorbidimento del regime di fronte alla calamità, intanto, è anche arrivato dai birmani in esilio, che chiedono alla giunta militare di consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di operare liberamente nel Paese, per portare assistenza e aiuti. E anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è detto disponibile ad “assistere il governo a far fronte alle necessità umanitarie, se richiesto”. Ma “per il momento - ha denunciato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di Coordinamento dell’Onu per gli Affari Umanitari - abbiamo i cinque membri della nostra squadra di valutazione dell’impatto della catastrofe i quali sono bloccati a Bangkok, in attesa dei rispettivi visti”.

Gran parte del paese è isolato, intere regioni sono irraggiungibili, alcune città cancellate, vaste zone senza acqua potabile e tutte le coltivazioni di riso distrutte.

L’elenco delle devastazioni si ferma ancora alla semplice osservazione, l’emergenza non riesce ad essere affrontata adeguatamente.

Ecco qui indicati i conti correnti postali e bancari di tre diverse istituzioni che si sono mobilitate per aiutare le popolazioni del Myanmar, l’ex Birmania, colpite dal ciclone:

CARITAS ITALIANA

c/c postale n. 347013 causale “EMERGENZA MYANMAR”

CROCE ROSSA ITALIANA

c/c postale n. 300004
causale “EMERGENZA BIRMANIA”

oppure bonifico bancario

BNL agenzia 1
c/c n. 218020
codice ABI 01005 codice CAB 03382
causale “EMERGENZA BIRMANIA”

SAVE THE CHILDREN

c/c postale n. 43019207 causale "EMERGENZA BIRMANIA"

oppure bonifico bancario

Banca Popolare Etica
codice IBAN IT39U0501803200000000511550
codice BIC-SWIFT CCRTIT2184D
causale “EMERGENZA BIRMANIA”

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Gianfranco Fini assolve i neofascisti! Nicola Tommasoli è morto

Gianfranco Fini
assolve i neofascisti!
Nicola Tommasoli è morto

di Giuseppe Iannozzi

Durante il notiziario Studio Aperto, uno dei due amici che era con Nicola Tommasoli, vittima del pestaggio a morte da parte di cinque neofascisti, ha raccontato: “C’erano i ragazzi, noi stavamo passeggiando, ci hanno chiesto una sigaretta, anche con un tono un po’ strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi, uno mi ha sferrato un pugno, da lì è cominciato tutto. Due minuti di panico, faccio fatica adesso perché ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte e ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato, altrimenti potevo essere lì al posto del mio amico. Cosa ci dicevano? No, non insulti, ci davano le botte ma non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente”. La vittima-testimone ribadisce l’aggressione alle spalle: “Se Nicola si fosse girato probabilmente non sarebbe lì - dice l’amico, riferendosi alla rianimazione - si sarebbe potuto difendere, avrebbe avuto solo qualche botta”.

E’ clinicamente morto Nicola Tommasoli, il giovane ricoverato all’ospedale Borgo Trento di Verona dopo essere stato picchiato a sangue la notte del primo maggio. Alle 18 il collegio medico dell’ospedale ha concluso il periodo di osservazione per l’accertamento della morte. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare organi e tessuti. Vincenzo Stingone, il questore di Verona, si è così espresso: “Il pestaggio non è avvenuto per motivi politici ma per motivi futili. Per quel che ne sappiamo fino adesso il motivo scatenante è stato proprio quella sigaretta negata ai cinque giovani ultras”.
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Braccialetto? No meglio la cintura di castità!

Braccialetto? No meglio la cintura di castità!

di Stefania Nardini - fonte: la Poesia e lo Spirito

E perché no la cintura di castità ?

E’ stato un pensiero istintivo, quando ho sentito che il candidato a sindaco di Roma Francesco Rutelli ha proposto il braccialetto antiviolenza per le donne.

Perché, diciamola tutta, questi aggeggi elettronici spesso fanno cilecca, e cosi’ potrebbe capitare che se un stupratore entra in azione e l’aggeggio va in tilt la vittima-preda, cioè la donna, è spacciata. E’ più comoda la vecchia cintura di castità! Antico mezzo di coercizione del potere maschile che con la voglia di “vintage” che c’è in giro potrebbe fare addirittura tendenza…

Siamo al ridicolo. Per non dire che siamo alla frutta. E, tanto per rimanere in tema gastronomico, c’è pure la ciliegina sulla torta : il solito, immancabile dibattito televisivo a casa Vespa.

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Al Circolo “Mario Mieli” di Roma aggressione omofobica nazifascista

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Al Circolo “Mario Mieli” di Roma
aggressione omofobica nazifascista
al grido di “froci di merda”Subito la severa condanna della Sinistra

di Giuseppe Iannozzi

Aggressione omofobica di chiaro stampo nazifascista, nel pomeriggio del 17 aprile, contro il Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli” di via Efeso, a Roma. Si legge in un comunicato diramato dall’associazione: “Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l’ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo. Solo grazie all’intervento dei soci presenti al primo piano dell’Associazione, i vandali si sono allontanati gridando improperi come Froci di merda ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio“.
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A lezione di prostituzione

Seminario in una classe femminile americana
del «Randolph College» di Lynchburg (Virginia)

Quando la prof insegna prostituzione

Le lezioni si sono tenute all’interno dello storico bordello legale
di Chicken Ranch a 100 chilometri da Las Vegas

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LAS VEGAS - Di corsi bizzarri ne esistono tanti nelle scuole e nelle università di tutto il mondo. Ma il seminario seguito giovedì scorso da una classe femminile americana del «Randolph College» di Lynchburg (Virginia) è a dir poco singolare: undici alunne di questa scuola hanno attraversato il deserto del Nevada e sono arrivate a Pahrump per seguire una lezione sulla prostituzione. Il seminario si è tenuto all’interno dello storico bordello legale di Chicken Ranch (tenuta che si trova a circa 100 km da Las Vegas) e a spiegare «i segreti del mestiere» sono intervenute proprio le prostitute che qui lavorano.
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Parigi, fiamma olimpica tra bus e tedofori. Bandiere tibetane sul municipio

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Il Cio alla Cina: «Serve una soluzione rapida e pacifica della crisi in Tibet»

Parigi, fiamma olimpica
tra bus e tedofori.
Bandiere tibetane sul municipio.
Messa su pullman per oltrepassare gruppi di protesta.
I cinesi non vogliono cerimonia davanti a drappo Tibet

PARIGI - La corsa della fiaccola olimpica diventa sempre più a ostacoli tra le crescenti proteste anticinesi. La fiaccola, simbolo dei Giochi, è stata addirittura spenta a Parigi e portata su un bus prima di riprende il percorso con i tedofori, ma dopo è stata di nuovo bloccata più volte. Tutto ciò ha comportato un ritardo di circa un’ora sul programma previsto: le ultime staffette sono state quindi annullate e la torcia è stata portata in pullman direttamente allo stadio Charlety per la cerimonia finale. Inoltre la bandiera nera di Reporter senza frontiere con i cerchi olimpici raffigurati come manette è stata issata al primo piano della Tour Eiffel, sugli Champs Elysées e anche, insieme a quella del Tibet, sul municipio. Il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, ha quindi annullato la prevista cerimonia al municipio, dove l’ex campionessa di nuoto Christine Caron avrebbe dovuto consegnarla al calciatore del Paris Saint Germain Pedro Pauleta. «Sono state le autorità cinesi che non hanno voluto che la torcia si fermasse al municipio», dove c’erano le bandiera che ai cinesi non sono piaciute, ha dichiarato il sindaco.

SPENTA - La decisione di spegnere la fiamma e caricarla su un pullman è stata presa dalle autorità parigine e dagli organizzatori del Comitato olimpico francese «per motivi tecnici». C’erano timori consistenti di ritrovarsi con incidenti simili a quelli accaduti a Londra, visto che una grande folla con bandiere tibetane e cartelli pro Tibet si era radunata sul percorso, in particolare vicino alla partenza del primo tedoforo, l’ex campione del mondo dei 400 ostacoli Stephane Diagana. Come previsto la fiaccola olimpica era partita intorno alle 12,35 dalla Torre Eiffel ma ha interrotto la sua corsa dopo poche centinaia di metri.
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Thomas Beatie, transgender al quinto mese di gravidanza

thomasbeatie.jpg«Quando mia figlia nascerà io sarò il padre»

Era una donna,
ora è un trans “incinto”
Dall’Oregon l’incredibile storia
di Thomas Beatie,
transgender al quinto mese
di gravidanza

OREGON (Stati Uniti) - L’incredibile storia che arriva dagli Stati Uniti ricorda vagamente il film «Junior» con Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito, dove il primo rimane “incinto” a causa di un eccezionale quanto fantascientifico esperimento di fecondazione artificiale. Thomas Beatie dell’Oregon è però un transessuale, ora al quinto mese di gravidanza, e sarà il primo uomo a partorire, scrive la stampa Usa.

FOTO COL PANCIONE - Thomas Beatie, che un tempo era una donna, è apparso sull’ultimo numero di The Advocate, magazine americano rivolto soprattutto ai lettori gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Nell’articolo Beatie descrive la sua particolare situazione e una foto lo ritrae col pancione alla sua ventiduesima settimana di gravidanza. Per cambiare sesso anni fa Beatie si sottopose ad un intervento di rimozione del seno e alla terapia ormonale con iniezioni di testosterone. Non ha però voluto far asportare gli organi femminili e qualche mese fa ha voluto sospendere le sue iniezioni bimensili decidendo così di fatto di rimanere “incinto”. «La sterilizzazione non è un requisito fondamentale per la riassegnazione del sesso, così ho deciso di preservare il mio diritto a procreare», spiega. Una scelta derivata dal fatto che Nancy, la compagna di Thomas da 10 anni, non sarebbe stata in grado di portare a buon fine una gravidanza tanto desiderata, a causa di una grave endometriosi che l’aveva colpita in giovane età.
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Cina: vergognose le proteste per il Tibet. Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino

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Le autorità di Pechino hanno ammesso di aver arrestato in totale quasi 900 persone

Cina: vergognose le proteste per il Tibet
Ma sul boicottaggio Sarkozy gela Pechino

Critiche contro la manifestazione a Olimpia. Il presidente francese: «Disertare i Giochi? Tutto è possibile»

PECHINO - «Vergognose»: così il governo cinese ha definito le proteste di lunedì in favore del Tibet durante la cerimonia di accensione della torcia olimpica in Grecia. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Qin Gang, che ha esortato anche tutti i Paesi dove passerà la torcia ad impedire manifestazioni di protesta. «Ogni atto volto a impedire il passaggio della torcia è vergognoso», ha dichiarato. I media cinesi hanno completamente ignorato le proteste a Olimpia. La televisione ha tagliato le immagini e i giornali non le hanno menzionate nei lunghi servizi dedicati alla cerimonia.
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Free Tibet: firma anche tu la petizione

 

Free Tibet

Boicottiamo i Giochi di Pechino

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C’è bisogno anche di noi,
di un nostro gesto di solidarietà
e di fratellanza
per quanto minimo possa essere.


Non diamo voce all’indifferenza.


Stand with Tibet - Support the Dalai Lama

After decades of repression, Tibetans are crying out to the world for change. China’s leaders are right now making a crucial choice between escalating brutality or dialogue that could determine the future of Tibet, and China.

We can affect this historic choice — China does care about its international reputation. But it will take an avalanche of global people power to get the government’s attention. The Tibetan spiritual leader, the Dalai Lama, has called for restraint and dialogue: he needs the world’s people to support him. Fill out the form below to sign the petition–and spread the word.

Petition to Chinese President Hu Jintao:

As citizens around the world, we call on you to show restraint and respect for human rights in your response to the protests in Tibet, and to address the concerns of all Tibetans by opening meaningful dialogue with the Dalai Lama. Only dialogue and reform will bring lasting stability. China’s brightest future, and its most positive relationship with the world, lies in harmonious development, dialogue and respect.


CLICCA QUI SOPRA PER FIRMARE LA PETIZIONE

Veronesi attaccato dai cattolici

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Veronesi attaccato dai cattoliciLa teodem Binetti non risparmia di censurare
in tempo zero la candidatura dell’inclito oncologo

La candidatura dell’inclito oncologo Umberto Veronesi in qualità di capolista in Lombardia, dopo l’avvenuto accordo tra il Pd e i Radicali, ha subito sollevato un mare di polemiche, perlopiù ingiustificate ma soprattutto di chiaro stampo censorio. Ovviamente chi se non i cattolici potevano gridare “allo scandalo”?
Paola Binetti
, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica: “Noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito”. La risposta della Binetti è arrivata subito dopo che è stato siglato l’accordo per l’inserimento nelle liste del Partito Democratico di candidati radicali. A dare l’annuncio che sarà Umberto Veronesi capolista in Lombardia è stato il segretario Walter Veltroni. E su Il Giornale, la teodem Binetti spara duro, senza mezzi termini, arrivando al punto di definire Veronesi “una medaglia con due facce”: “Mi preoccupa moltissimo. Il professor Veronesi è una medaglia con due facce. La prima, la più importante, è l’immagine del grande oncologo, quello che ha posto un’attenzione nuova al tumore alla mammella, il testimonial della lotta contro il cancro in grado di attrarre ingenti risorse in virtù della sua credibilità. In campo scientifico, e lo dico da medico, infonde fiducia e autorevolezza [...] Lui è stato uno dei più strenui e autorevoli oppositori nella campagna referendaria sulla legge 40, ha scritto un libro che lascia emergere la sua posizione a favore dell’eutanasia”. La teodem Binetti si dice anche sicura di ottenere/avere tutto il solidale appoggio dei cattolici: “Queste candidature, dai radicali a Veronesi, stanno ottenendo un effetto strepitoso: tutte le componenti cattoliche, davanti alla possibilità che i nostri valori corrano un rischio, si stanno stringendo, e cresce la partecipazione. [...] La mia è una sfida. Io contesto che i cattolici possano stare solo a destra o al centro. Perché a sinistra dobbiamo essere sempre sotto scacco? Voglio dimostrare che i cattolici possono stare anche a sinistra, senza rinunciare a una virgola dei propri valori”.

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