Laura Liberale – Tanatoparty – intervista all’autrice sull’eutanasia e la morte in un romanzo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Laura Liberale
TANATOPARTY
Intervista all’autrice
a cura di Iannozzi Giuseppe

- Laura Liberale – foto per gentile concessione -
1. In primis, chi è Laura Liberale?
Laura nasce il 15 maggio del 1969 a Torino.
Ho iniziato a scrivere alle elementari (come tutti, d’accordo, però sto parlando di poesie… orride composizioni sullo spauracchio della terza guerra mondiale e sulla commovente abnegazione delle mamme).
A diciannove anni ho cominciato a suonare il basso. Poi mi sono iscritta a Filosofia (studente-lavoratore, mi si conceda orgogliosamente di precisare). Mi sono laureata in Religioni e Filosofie dell’India. Ho fatto un dottorato di ricerca in Studi Indologici. Ho continuato a scrivere poesie (un po’ più belle delle prime), a cui si sono aggiunti saggi sull’India e racconti di vario genere. Ho insegnato, tradotto, mi sono trasferita a Padova per amore, ho fatto una figlia a cui ho dedicato una raccolta poetica. Ho conosciuto Marco Vicentini di Meridiano Zero.
Marco mi ha detto: “Perché non scrivi un romanzo?”. Io ero già lì lì per farlo. E quindi…
2. “Tanatoparty” si apre con una citazione tratta da un famoso romanzo di Philip K. Dick, autore che oggi viene indicato come il guru della fantascienza, di quegli universi che cadono a pezzi. “Tanatoparty” quanto deve agli universi che cadono a pezzi, ai simulacri dickiani?
In realtà non molto. Il famoso “moratorium” dickiano in cui i vivi possono dialogare con i morti “riattivati cerebralmente”, mi ha certamente suggestionata [“(…) Lei era ancora con me. L’alternativa è il nulla (..)”, Ubik]. Ma il vero universo in rovina da cui è scaturito TP è il mio, alla morte di mio padre nel 2004.
3. Nel tuo ultimo romanzo si parla della morte “nera e secca” che viene spettacolarizzata, che viene portata addirittura sul palco al pari d’un’opera d’arte. Gunther von Hagens porta in giro per il mondo una mostra fatta di morti: arte, spettacolarizzazione, o perversione?
Meglio precisare che TP è il mio romanzo d’esordio.
A detta di von Hagens, innanzitutto “divulgazione scientifica”.
E questo bisogna concederglielo. “Non ho mai disumanizzato una plastinazione. Non ho mai usato una vescica come vaso”, dice il signore in questione. Finché e se i cadaveri esposti provengono da donazioni volontarie, e sottolineo volontarie, non vedo perché discutere del “magazzino umano” di von Hagens e non del florilegio di reperti anatomici presente negli scantinati di tanti vetusti Istituti di Medicina.
Ciò su cui dovremmo piuttosto ragionare è il perché la sua mostra itinerante non sia ancora stata ospitata in Italia…
4. In un capitolo del tuo romanzo, c’è un piccolo accenno alla necrofilia. Non sono rari i casi di furti di cadaveri nei cimiteri, né il fare sesso con dei morti. In una civiltà come la nostra, dove la Morte è spettacolarizzata e passata a tutte le ore in tivù al pari di uno show, riusciremo ancora a essere vivi, od è ipotizzabile che un domani si diventi tutti degli inconsapevoli simulacri?
La morte oggi è un evento quotidiano, seppur mediatico, virtuale.
Ma la morte reale? È il grande tabù. Non siamo più in grado di occuparcene. Deleghiamo la cura dei morenti e dei corpi morti a degli “esperti”; i nostri rituali di morte, quelli superstiti, hanno perso di significatività; mastichiamo morte tutti i giorni, ma è la morte anonima, incolore e inodore della fiction…
Tutto ciò fa parte di quella che si chiama decadenza.
Però no, “macchine senza memoria e senza desiderio”, come auspicato provocatoriamente da Stelarc, no, mai.
Certo che riusciremo ancora a essere vivi. È mio dovere e responsabilità di madre crederlo.
Quanto alla necrofilia, è cosa vecchia, letterariamente e umanamente parlando.
5. C’è gente che si eccita solamente di fronte a un corpo bell’e morto. Nella storia non sono mancati personaggi, anche famosi, che hanno condiviso la loro genialità con la necrofilia, ad esempio Beethoven. In tempi più recenti, Ted Bundy uccideva per avere dei cadaveri a sua completa disposizione. Che ne pensi? La genialità e la perversione sono forse facce d’una stessa medaglia?
Beethoven e Ted Bundy?
L’accoppiata non mi piace molto (e Ted Bundy non è il vicino di casa feticista del piede, tanto per distinguere fra “perversione” e “perversione”).
La perversione appartiene a una singola biografia umana.
Il genio è ciò che trascende l’individuale per consegnarsi all’universale.
O forse volevi parlare, meno impegnativamente, di “genio maledetto”?
Continua..
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MORTE ALL’ALBA di Iannozzi Giuseppe – dal volume edito da Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
MORTE ALL’ALBA
di Iannozzi Giuseppe
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La Morte è l’unico potere.
La Vita non esiste.
Di Voi resterà solo vanità.
Morire è una terapia d’urto: si serba e non si serba memoria della Morte, quando avvenuta, consumata e amata. Quando amata. E amata, ancora.
Lo sapeva bene Shamaim che presto avrebbe tirato le cuoia: il petto gli si squassava a seguito dei ripetuti colpi di tosse, che non gli lasciavano requie. Ma non erano quelli ad ammazzarlo lentamente. Era il cuore che lo preoccupava: sapeva che presto avrebbe ceduto senza un motivo preciso. I dottori gli avevano detto ch’era tutto a posto e che la sua malattia era solo immaginata. Avrebbero fatto prima a dirgli ch’era pazzo
andato, ma Shamaim sapeva la pazzia e la sua non lo era. Nella vita non aveva mai nutrito particolari certezze, ma delle poche cose di cui era sicuro, lo era veramente: la pazzia l’aveva curata quand’era ancora capace di stare dietro ai suoi pazienti, prima che la ferale malattia gli si presentasse davanti, all’improvviso, una mattina di primavera. Si stava annodando la cravatta, ma non sospettava ancora fosse il cappio al collo che avrebbe stretto, lentamente, il resto dei suoi giorni. E la vide, la Morte: non era tremenda come s’era immaginato, ma non era da considerarsi una buon partito. Era bella, d’una bellezza che metteva il terrore addosso. Gli aveva sorriso: aveva il volto di qualcuno che conosceva. Lo specchio gli diceva ch’era proprio così e che nulla avrebbe potuto fare per stornarla. Si sorprese: non desiderava lasciare questo mondo, così su due piedi, in orizzontale. Non aveva combinato granché nella vita, e a quarant’anni era ancora uno scapolo impenitente: non gl’erano mancate delle buone occasioni per metter su famiglia, ma tutte le aveva rovinate con la sua presunzione di dirsi eternamente insoddisfatto. Adesso che sapeva che la Morte lo reclamava avrebbe voluto poter tornare indietro e accontentarsi. Ma non era più possibile. Col petto oppresso dai colpi di tosse, indossò il vecchio impermeabile per uscire di casa: non aveva una mèta precisa. Le strade si assomigliavano tutte e le macchine sapevano sfrecciare veloci, e i semafori s’accendevano, prima rosso, poi arancione, infine verde. Ecco, la vita era così: un semaforo o un incidente stradale ad un incrocio. Shamaim lo pensava veramente e il mare d’inverno che aveva raggiunto, non senza poche difficoltà, era di fronte a lui: le onde alzavano schiuma, vanità, poi morivano sulla battigia, e si ripetevano, ma non erano mai le stesse onde morte un attimo prima. Una musica gracchiava in lontananza: la conosceva. Ma chissà da dove proveniva! Forse solo ce l’aveva nella testa. “Confined to sex, we pressed against / The limits of the sea: / I saw there were no oceans left / For scavengers like me. / I made it to the forward deck / I blessed our remnant fleet – / And then consented to be wrecked, / A Thousand Kisses Deep.” Era una canzone di Leonard Cohen, che conosceva bene: l’aveva cantata qualche volta sotto la doccia, per poi recitarla come una poesia all’amante che quella sera gl’avrebbe tenuto compagnia. Ed ora, le onde che morivano e l’ossessione di quelle parole che non si spegnevano. Shamaim sentì un nodo in gola: non fosse stato per la tosse, avrebbe pianto. Ma non sarebbe comunque valso a nulla dar credito al dolore.
Continua..
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Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court Skeletons in the closet
Pubblicato da Chatterly

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court
Skeletons in the closet
Il lancio dell’album avvenuto ad Halloween con 52 ore di festeggiamenti!!!
Al mio ritorno dal viaggio di Halloween – che mi ha portato in Portogallo e Spagna - ho trovato una bellissima sorpresa: il pacco che i Ravens Court (la band australiana di cui sono l’artista ufficiale) mi ha inviato contenente i saggi della loro bravura, ossia cd e dvd del loro nuovo album Skeletons in the Closet. Si tratta di un album composto da 9 canzoni, ognuna ha anche il suo video, video peraltro molto affascinanti per gli amanti del genere dark con una forte venatura ironica, caratteristica che contraddistingue i Ravens Court. L’influenza di Alice Cooper è quanto mai evidente e rende il tutto ancora più intrigante.
Per lanciare Skeleton in the Closet la band australiana ha organizzato per Halloween un party che è durato ben 52 ore e che ha visto coinvolte una miriade di persone. Guardate le foto su Myspace!!!
Al momento cd e dvd sono distribuiti in Australia, USA e UK per l’Europa i Ravens Court stanno prendendo accordi con una casa di distribuzione polacca che coprirà l’ntera Comunità Europea.
Altre notizie seguiranno presto.
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Tenebrae Aeternae. Nocturnal Visions. (CD cover di Chatterly)
Pubblicato da Chatterly
Tenebrae Aeternae
Nocturnal Visions
(CD cover di Chatterly)
Eccoli qui i Tenebrae Aeternae, band street gothic/glam metal anconetana. Il loro cd Nocturnal Visions sta per essere ultimato e la cover del cd è stata realizzata con una delle mie immagini intitolata
"End of innocence" (Fine dell’innocenza), immagine che potete vedere anche nel video che vi propongo qui sul blog. In ogni caso appena il booklet sarà ultimato vi mostrerò il risultato finale della cover.
Nel frattempo se volete sentire qualche pezzo dei Tenebrae Aeternae potete trovarli su YouTube (vi consiglio Catacombs). A me è piaciuto molto questo girato nel backstage di uno dei loro concerti. Spero piaccia anche a voi.
Buon ascolto!
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Ragazza tenuta al guinzaglio
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La ragazza al guinzaglio
“I cani non sono ammessi e neppure le persone strane”. Con questa motivazione ad una coppia di “gotici” inglesi, Dani Graves di 25 anni e Tasha Maltby di 19, è stato impedito di salire in autobus in Gran Bretagna.
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Chatterly, Arte & Sentimento – L’Artista si racconta tra Dark e Goth
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Chatterly
Arte & Sentimento
1. Una domanda facile, giusto per iniziare, che però è anche difficile: chi è Chatterly l’artista?
Domanda complessa più che facile o difficile. In linea di massima posso definirmi una visionaria, idealista, romantica, malinconica, vampiresca, ironica e, all’occorrenza, demoniaca persona.
2. Come hai iniziato ad interessarti all’arte digitale? C’è stato qualcuno che ti ha spinto a provare o che ti ha insegnato i primi rudimenti di questa arte, a mio avviso non poco difficile?
C’è da premettere che da sempre ho avuto inclinazione per il disegno e la pittura, da che io ricordi penne, matite colorate, pennarelli e pennelli hanno fatto parte del mio mondo. Il mio primo disegno a tempera su cartoncino risale all’età di 3 anni. La scoperta della grafica digitale ha rappresentato per me una sfida, un modo nuovo ed illimitato per esprimermi e creare, senza lasciarmi influenzare da guide o manuali o per meglio dire, usando il gergo di internet, smanettando. All’arte digitale vera e propria mi sono avvicinata nel 1996, iniziando con primi semplici lavori, comprendendo da subito l’importanza della conoscenza approfondita dei programmi di grafica. Per questo non mi sono fermata all’apprendimento di un solo programma ma ho voluto imparare ad utilizzarne il più possibile scoprendo così, dal confronto delle caratteristiche di ogni prodotto, le loro prerogative migliori. Attualmente, grafica 3D a parte, sono in grado di utilizzare 7 software differenti e di ciascuno cerco di sfruttare le sue peculiarità, mi piace nei miei lavori ottenere il miglior risultato possibile. Certamente la parte tecnica è più facile, perché a forza di provare e riprovare prima o poi si acquisisce, per i contenuti invece quello è tutto un altro discorso, lì serve l’ispirazione. Continua..































