Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

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Berlusconi e Gheddafi uniti per l’islamismo e le donne

Berlusconi e Gheddafi uniti
per l’islamismo e le donne

di Iannozzi Giuseppe

Gheddafi, di nuovo in Italia accompagnato dalle sue amazzoni “guardie del corpo”, appena posato piede sul territorio italiano la spara grossa: “L’Islam diventi la religione dell’Europa”. Dopodiché invita tutti a convertirsi all’Islamismo.

Che dire? Gheddafi è un buffone, nulla affatto folcloristico, pericolo sì invece. Molto pericoloso.
Tre ragazze si sarebbero subito convertite all’islamismo. Gheddafi le ha subito benedette con una cerimonia lampo da far invidia a Maometto in prima persona. Un vero miracolo clownesco quello del leader libico.
Un circo ridicolo più che imbarazzante. L’area cattolica scandalizzata.

Ma: le 500 hostess reclutate da un’agenzia di casting hanno ricevuto un misero gettone di presenza pari a 70 Euro, a patto di non rivelare dettagli sull’evento. Poi per tutte le partecipanti una copia del Corano. Due hostess pare non abbiano gradito, abbandonando più o meno subito le obbedienti scimmie al seguito di Gheddafi.
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Abbattere subito le antenne di Radio Vaticana – copia & diffondi

Abbattere subito le antenne
di Radio Vaticana

antenne Radio Vaticana

Nel 2002 il primo a denunciare a livello mediatico le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana fu il programma Le Iene, che accusava l’emittente radiofonica di un uso spropositato delle frequenze, che facevano, a loro dire, 3 volte il giro del mondo per quanto erano potenti. Il problema è che, partendo dal centro di Santa Maria di Galeria, un frazione di Roma con circa 3000 abitanti, superavano di gran lunga i limiti previsti dalla legge, finendo con il favorire l’insorgere di leucemie tra i bambini della zona.

Otto anni dopo la situazione ancora non è cambiata, nonostante padre Federico Lombardi, direttore dell’emittente radiofonica, continui a ribadire che si affiderà alle perizie del prof. Umberto Veronesi e della dottoressa Susanna Longorio perché:

La perizia ora andrà discussa e valutata. Radio Vaticana si riserva di discutere con i suoi esperti e di fare le proprie considerazioni in alternativa a questa perizia. Sta di fatto che le misure sono già state prese dieci anni fa seguendo le norme internazionali. Inoltre sono state messe in pratica anche quelle italiane. Dunque Radio Vaticana è perfettamente in regola.

La regola poi andrebbe valutata, visto che nel 2005 due responsabili della radio furono condannati a 10 giorni di carcere. Secondo le misurazioni fatte all’epoca, si stabilì che i tumori nei maschi che abitavano nella zona erano significativamente più numerosi rispetto alla media nazionale, e la possibilità di contrarre la leucemia da parte dei bambini era di 6 volte superiore.
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Saviano, un freak alla Fiera del Libro che si illude di essere un rompipalle

Saviano, un freak alla Fiera del Libro che si illude di essere un rompipalle

Saviano

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Saviano, un freak alla Fiera del Libro che si illude di essere un rompipalle

Vittorio Sgarbi si spoglia a Pomeriggio 5: “Criminalizzare il nudo è sbagliato!”

Vittorio Sgarbi si spoglia a Pomeriggio 5

“Criminalizzare il nudo è sbagliato!”

a cura di Iannozzi Giuseppe

Vittorio Sgarbi si spoglia nel corso della trasmissione “Pomeriggio 5″ condotta da Barbara D’Urso. Il critico d’arte si è levato la camicia e ha poi promesso di togliersi i pantaloni.
Il motivo?
Una accesa discussione sul nudo e su chi utilizza il proprio corpo in televisione: “Crimilinazzare il nudo e chi si voglia spogliare, anche per soldi, è sbagliato! Io mi sono spogliato perché mi piace e lo faccio gratis. Se uno viene a casa mia mi trova nudo!”
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La Papessa trans che divide Torino. Tutto per una vagina di carta

La Papessa trans che divide Torino
Tutto per una vagina di carta

di Iannozzi Giuseppe

La Papessa trans a Torino nella giornata del 1mo maggio non ha mancato di sollevare polemiche e di far alzare roghi al cielo da parte dei benpensanti, com’è facile intuire. Il corteo del 1mo Maggio a Torino ha visto difatti tra i suoi partecipanti una drag queen vestita da Papessa.

La Papessa, invece di nascere da una conchiglia come la Venere di Milo, nasce da una vagina in cartone che la avvolge tutta.
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Il fascismo in verde della Lega Nord

Il fascismo in verde della Lega Nord

di Iannozzi Giuseppe

Che la Lega Nord fosse fascista di natura non è mai stato messo in dubbio, per lo meno da chi con un po’ di sale in zucca. Iuri Milesi, 21 anni, su Facebook si fa vedere, braccio destro alzato teso in un osceno saluto romano. E così finisce la carriera pseudo-politica di Iuri Milesi e sul Carroccio si abbatte l’ennesimo giustificato scandalo.

Iuri Milesi era appena stato eletto consigliere per il Carroccio. Nel Comune di San Giovanni Bianco, nella bergamasca, la Lega Nord, con la coda fra le gambe, si è dovuta squagliare: altra soluzione non c’era per nostra fortuna.

Il sindaco e la maggioranza leghista, che amministravano il paese da due anni, hanno rassegnato martedì mattina le dimissioni da tutte le cariche amministrative.

“Non si è mai troppo giovani per imparare a stare al mondo. Dal punto di vista personale mi auguro che crescendo capisca di aver fatto una stupidata, è importante capire la storia e non lasciarsi influenzare dalle ideologie. Io prendo assoluta distanza da quello che ha fatto Milesi”, così Invernizzi segretario provinciale della Lega Nord. “La situazione è complicata, penso che a breve ci sarà una soluzione. E’ giusto prendersi le proprie responsabilità nei confronti degli elettori e penso che l’episodio di Milesi è la goccia che fa traboccare il vaso”.

Gerardo Pozzi, oramai ex sindaco di San Giovanni Bianco: “Iuri? Non ne so nulla, andrò e vedere le foto e poi giudicherò”. Prima di vedere le foto, l’ex sindaco ebbe anche modo di dire: “Per adesso posso dire che è un bravo ragazzo, però non posso commentare le foto perché non le ho viste”.

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VMO è un blog fascista e squadrista, diffamatorio e calunnioso che Splinder non intenderebbe mettere a tacere…

VMO è un blog fascista e squadrista,
diffamatorio e calunnioso
che Splinder non intenderebbe mettere a tacere…

Il perché lo lascio indovinare a Voialtri

banner di denuncia contro il fascismo in rete

Tassare la libertà su Internet per pagare i costi dell’editoria. Questa la proposta della Fieg

Tassare la libertà su Internet

per pagare i costi dell’editoria

Questa la proposta della Fieg

di Iannozzi Giuseppe

Il presidente della Fieg Carlo Malinconico: “…una mini tassa per chi si connette a internet e usa i contenuti editoriali online, come misura transitoria per consentire all’editoria di far fronte alla crisi, sul modello del canone per i detentori di computer applicato in Germania”.

Carlo Malinconico“Il settore sta attraversando una fase di crisi tra le più acute della sua lunga storia, che non accenna a diminuire anche nei primi mesi del 2010 e a fronte della quale il governo non solo non è intervenuto per attenuare gli effetti di una congiuntura difficile e per allentare quei nodi strutturali che soffocano il settore, ma ha operato in senso contrario con la soppressione delle tariffe postali agevolate. […] Stiamo negoziando con Poste per verificare come si possa colmare il divario, al momento vastissimo, tra la tariffa piena e la vecchia tariffa agevolata. Sapevamo benissimo che dal 2011 in poi, con la piena liberalizzazione dei servizi postali, non sarebbe stato più ammissibile continuare ad applicare il vecchio sistema e che una riforma sarebbe stata necessaria. Ma il 2010 resta un problema insormontabile, perché lo stop è di fatto una misura retroattiva, che va a incidere su bilanci già approvati e su abbonamenti già in essere. Come fanno gli editori a fare i loro conti in queste condizioni? Puntiamo a trovare una via d’uscita per quest’anno che non ci massacri”.

Mai e poi mai. Il popolo della rete non foraggerà mai e poi mai l’editoria e sue indecenti proposte.
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Whitney Houston sta bene. Solo malignità su di lei

Whitney Houston sta bene
Solo malignità su di lei

di Iannozzi Giuseppe

Whitney HoustonWhitney Houston ha risposto alle pressanti domande dei giornalisti a Londra. La cantante è difatti arrivata oggi da Parigi, dov’era ricoverata. Alcune indiscrezioni parlavano di “uso di droghe”. Whitney Houston ha smentito e ha bollato le insinuazioni come “ridicole”. Dunque stando alle dichiarazioni della cantante nessuna ricaduta nella droga: “Su queste cose semplicemente non rispondo. Non le leggo nemmeno. Faccio quello che amo fare, ovvero cantare. La parte migliore è proprio quella di incontrare i miei fan in tutto il mondo”.

Whitney Houston ha assicurato di aver recuperato dai problemi respiratori per cui era stata ricoverata in un ospedale di Parigi e ha annunciato di essere pronta per il suo tour europeo. Lo ha riferito la rivista People. La cantante 46enne ha detto di sentirsi “bene, molto allegra e in perfetta forma”.

Parigi era la prima tappa della sua tournée europea che porterà l’artista anche a Tenerife (30 aprile) e poi in Italia, Svizzera, Germania, Austria e Belgio.
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Ratzinger accusato dall’Ap è al centro dello scandalo pedofilia

Ratzinger accusato dall’Ap
è al centro dello scandalo pedofilia

a cura di Iannozzi Giuseppe

Una lettera inchioda, ci si augura per sempre, Papa Ratzinger alle sue dannate responsabilità. Dagli Usa emergono sconcertanti documenti che non metterebbero più in dubbio come Joseph Ratzinger si oppose alla rimozione di molti preti pedofili.
Nel 1985 l’allora cardinale Joseph Ratzinger, timoroso delle ripercussioni che si sarebbero abbattute sulla Chiesa, nascose dei preti pedofili. Nessuna denuncia da parte del Vaticano, nemmeno un accenno, perché per il cardinale Ratzinger l’importante era che la facciata della Chiesa rimanesse immacolata.  Una lettera, ottenuta dall’agenzia Ap, mostrerebbe in maniera inequivocabile come nel 1985 Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, fece resistenza alla riduzione allo stato laicale di Stephen Kiesle, sacerdote statunitense accusato di pedofilia, spiegando che ciò avrebbe avuto conseguenze sul “bene della Chiesa universale”. La lettera fa parte della corrispondenza tra il Vaticano e la diocesi californiana di Oakland.

Il Vaticano segnala “cinque inesattezze” nella ricostruzione del caso Kiesle e parla di tentativo di coinvolgere il Papa in uno scandalo. Ma la Chiesa è già al centro dello scandalo! Per il Vaticano l’allora cardinale Ratzinger non dispose la riammissione di Kiesle, ma suggerì la tipica prudenza cattolica – che, com’è ovvio sospettare, portò Ratzinger a non rimuovere il prete. Non meglio identificate fonti della Santa Sede avrebbero consigliato a Ratzinger “di avere la massima cura paterna non tanto per il prete quanto per le vittime e per i bambini che mai più avrebbe dovuto poter avvicinare”. Sempre secondo queste fonti [ della Provvidenza? ] il card. Ratzinger definiva gli argomenti a favore della riduzione del sacerdote allo stato laicale di “grande significato”, ma suggeriva prudenza al vescovo di Oakland, mons. John Cummins, sottolineando di considerare “il bene della Chiesa universale e il danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare vista la giovane età” del religioso, poi ridotto allo stato laicale nel 1987, due anni dopo la lettera: “Quella invocata dal futuro pontefice risulta dunque un normale invito alla prudenza per vedere chiaro nelle cose prospettate dalla diocesi. Fermo restando che il sacerdote non veniva riammesso al lavoro pastorale, tema che non era all’epoca di competenza della Congregazione della dottrina della fede, che divenne competente su questi casi nel 2001. Sembra che alcuni commentatori confondano la rimozione di un sacerdote dall’incarico con la riduzione allo stato laicale, che deve essere autorizzata dalla Santa Sede”.
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Lista nera dei preti pedofili. La propone Doris Leuthard

Lista nera dei preti pedofili. La propone Doris Leuthard

Doris LeuthardLa presidente della Confederazione svizzera, Doris Leuthard, vuole che sia istituita una lista nera dei preti pedofili per evitare che possano entrare in contatto con i bambini. Lo ha affermato in una dichiarazione pubblicata sul sito internet del giornale svizzero Le Matin Dimanche.

«I casi di pedofilia devono essere trattati in modo risoluto. E la Chiesa deve assumersi la sua parte di responsabilità – ha aggiunto la presidente -. Che gli autori (degli abusi) siano laici o religiosi non fa alcuna differenza. Tutti sono sottoposti al Codice penale svizzero, senza eccezione». «È importante che i pedofili, che siano preti, insegnanti o che abbiano in un modo o nell’altro a che fare con i bambini, non possano più avere contatti con questi ultimi. La possibilità di tenere un registro centralizzato, come ne esiste già uno per gli insegnanti, deve essere discussa anche per i preti pedofili», ha concluso Leuthard.

Della stessa opinione è anche la maggioranza della popolazione svizzera. Da un sondaggio, condotto dall’istituto Demoscope per conto dei domenicali SonntagsBlick e Il Caffè, risulta infatti che l’80% degli interrogati è favorevole all’idea che la Chiesa cattolica stili un elenco di preti colpevoli di abusi sessuali. Solo il 14% si dice contrario, mentre il 6% non si esprime.

L’inchiesta indica che il 92% degli intervistati è contrario all’obbligatorietà del celibato, a fronte di un 5% che considera giusta questa regola osservata dai sacerdoti cattolici. Per nove svizzeri su dieci, inoltre, un prete che viene a conoscenza di abusi al di fuori della confessione, deve denunciarli alla giustizia. Il 57% ritiene persino che i sacerdoti, nell’intento di prevenire qualsiasi rischio, debbano essere sottoposti a un test psicologico.

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Gabriella Carlucci del Pdl si azzuffa con l’esponente del Pd Antonella Cusmai. Nuova ignobile figura per la Carlucci

Gabriella Carlucci del Pdl si azzuffa
con l’esponente del Pd Antonella Cusmai
Nuova ignobile figura per la Carlucci

a cura di Iannozzi Giuseppe

Gabriella CarlucciGabriella Carlucci le ha suonate di santa ragione ad Antonella Cusmai, 36enne commercialista e militante del Pd della lista che sostiene Bernardo Lodispoto, sfidante della Carlucci.

La Carlucci non ci ha pensato su due volte a torcere il collo alla militante del Pd. Ma la sua unica colpa è di aver obbedito ai comandamenti del partito dell’amore berlusconiano!

Davanti a 200 persone, tutte selvaggiamente urlanti a favore della Carlucci in versione wrestling, Antonella Cusmai è diventata l’ennesima vittima della violenza manesca della ex showgirl.

La Carlucci non è nuova ad episodi del genere: tempo fa si scagliò contro Il Trio Medusa nel corso d’un servizio delle Iene. Fu un vero e proprio duello che ancora oggi nessuno ha dimenticato. Questo scontro fisico con la Cusmai promette di entrare di forza nelle note biografiche di Gabriella Carlucci.

La Carlucci è candidata sindaco del centrodestra nel Comune di Margherita di Savoia, nel foggiano, e questo fine settimana dovrà vedersela con lo sfidante del Pd Bernardo Lodispoto.

L’episodio viene riferito sabato negli articoli pubblicati da diversi giornali locali. Il “contatto fisico” sarebbe avvenuto nella sala d’un albergo, a Margherita di Savoia, alla presenza di circa 200 persone. Le due donne ricostruiscono l’episodio in maniera differente; entrambe ammettono però che il “contatto fisico c’è stato”. Antonella Cusmai afferma di aver riportato un trauma al collo diagnosticato dai medici del pronto soccorso. L’occasione – riferisce il Corriere del Mezzogiorno – era un confronto presieduto dalla Carlucci per parlare d’una residenza sanitaria per anziani.
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A malapena 150mila partecipanti alla manifestazione del Pdl a San Giovanni

A malapena 150mila partecipanti
alla manifestazione del Pdl a San Giovanni

di Iannozzi Giuseppe

La Questura parla di 150mila partecipanti alla manifestazione di ieri (20 marzo 2010) del Pdl. Non una presenza di più. La comunicazione ufficiale della Questura arriva con un visibile ritardo, il che fa supporre che lo scontro all’interno del governo deve essere stato di non poco conto, se non addirittura violento. Sul palco dal quale Berlusconi ha parlato ai suoi 150mila berlusconiani si notano imbarazzanti tensioni.

Ovviamente ora il premier Berlusconi dirà che la Questura mente; che è di sinistra; che è tutto un complotto dei comunisti e dei marziani pure!

E’ dunque ufficiale: ieri in piazza San Giovanni a Roma c’erano non più di 150mila (150.000) persone.

San GiovanniFabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, attacca con inverosimile violenza verbale la Questura: “Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura di Roma a proposito del numero delle presenze alla manifestazione di San Giovanni. Quando la piazza è strapiena, il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’on. Verdini che a quella indicata dalla Questura, che, dando il numero di 150mila, ha perso di credibilità. Ciò lo diciamo al netto del fatto che noi abbiamo sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine, ma evidentemente, non solo da ciò che è avvenuto ieri, ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’è qualcosa che non funziona”

Come volevasi dimostrare: il Pdl, per voce di Fabrizio Cicchitto, parla di “qualcosa che non funziona”, perché il partito di Berlusconi ha “sempre difeso le ragioni delle forze dell’ordine”, per cui “evidentemente” la Questura di Roma sarebbe nel torto e non direbbe la verità.
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La Russa le suona a Carlomagno free lance

La Russa le suona
a Carlomagno free lance

a cura di Iannozzi Giuseppe

Presso la sede del Pdl, in via dell’Umiltà, durante la conferenza stampa del presidente del Consiglio sul caos liste, Rocco Carlomagno ha chiesto di poter parlare ed ha criticato l’operato del governo.
I collaboratori di Berlusconi hanno detto che “non si tratta di un giornalista”.
“Sono un free lance”, ha subito ribattuto Carlomagno.
La Russa interviene: “Lei non è iscritto a nessun albo”.

Rocco Carlomagno è in realtà un freelance e un attivista politico. Ieri aveva la tessera del Pd, oggi simpatizza con il Popolo Viola.

Ignazio La RussaBerlusconi ha sbottato: “Lei si deve vergognare, lei è un villano. Questa è una conferenza stampa per i giornalisti e non per gli individui come lei… noi non ci saremmo mai permessi di andare a disturbare la conferenza stampa dell’altra parte politica. In questo sta la differenza con la sinistra. Le sarà chiesto di rilasciare le sue generalità affinché il capo della Protezione Civile possa denunciarlo”.
Berlusconi ha poi insultato l’uomo: “Capisco perché lei è cosi… perché tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede…”. La Russa ha avvicinato per la seconda volta l’uomo che continuava a rivolgersi a Berlusconi e gli ha poggiato la mano sulla testa, al che Carlomagno gli ha urlato: “Lei è un picchiatore fascista”. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini si è avvicinato ha detto: “Allontanate La Russa”.

Carlomagno è stato sbattuto fuori dalla security mentre quelli del Pdl gli gridavano contro “buffone, buffone”. Carlomagno ha annunciato che denuncerà La Russa per aggressione, tesi sostenuta anche dall’agenzia francese AFP, che titola il lancio sulla conferenza stampa odierna: “Un giornalista malmenato dal ministro della Difesa” (Italie: un journaliste malmené par le ministre de la Défense, ndr). “Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”, ha detto Carlomagno intervenendo telefonicamente a Un giorno da pecora, il programma di Radio2 condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro: “Verdini mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto ‘facciamo che la cosa finisce qui’”.

“Mi chiamo Rocco Carlomagno e querelerò il ministro Ignazio La Russa per aggressione perché la libertà di stampa si difende anche così… Quando La Russa si è accorto che volevo fare domande diverse da quelle preconfezionate fatte fino a quel momento ha cercato di chiudermi la bocca, è venuto subito a sedersi vicino a me per impedirmi di parlare e ha alzato le mani su di me. Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”.
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Andrea Bocelli cammina sulla Walk of Fame con Caruso

Andrea Bocelli

Andrea Bocelli cammina
sulla Walk of Fame con Caruso

a cura di Iannozzi Giuseppe

Un premio più che mai meritato in un’Italia che i riconoscimenti li regala a principi e a chi meriti non ha. Ad assegnarlo però non è l’Italia, bensì Hollywood: Andrea Bocelli, il tenore italiano più amato al mondo, è stato inserito nella prestigiosa Walk of Fame. Adesso c’è anche la sua stella: è il settimo italiano a ricevere il riconoscimento che, in pratica, elegge a Mito la star italiana: insieme ad Arturo Toscanini, Anna Magnani, Bernardo Bertolucci, Sophia Loren, Enrico Caruso e Rodolfo Valentino, oggi c’è anche Andrea Bocelli. Un onore quello di essere nella Walk of Fame che è per pochissimi, solo per chi di innato talento. Bocelli è in ottima compagnia: solo un altro tenore è insieme a lui, il tenore dei tenori Enrico Caruso.
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Angie Sanselmente Valencia e la droga nelle mutandine

Angie Sanselmente Valencia
e la droga nelle mutande

a cura di Iannozzi Giuseppe

Angie Sanselmente Valencia, 30 anni, sarebbe la mente di una vera e propria gang di donne e modelli. Scopo ultimo della gang più affascinante del mondo sarebbe quello di trasportare giorno dopo giorno grossi quantitativi di cocaina dal Sudamerica all’Inghilterra.

Angie Sanselmente Valencia, modella di lingerie, oggi è la boss di un bel gruppetto di trafficanti di droga. Non c’è male, un avanzamento di carriera non da poco. E’ il Daily Mail a riportare la notizia che Angie Valencia è oggi in realtà la boss.
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Bersani nel 1966 spalava il fango a Firenze, ma di Bertolaso nessuna notizia

Bersani angelo del fango nel 66 a Firenze,

Bertolaso invece coccolato dall’editoriale di Minzolini

di Iannozzi Giuseppe

1966: a Firenze ci fu l’alluvione. 44 anni fa il giovanissimo Pier Luigi Bersani è uno dei tanti volontari a spalare in mezzo al fango. I giovani idealisti di allora vennero poi ribattezzati “angeli del fango”.

Oggi 19 febbraio 2010, dopo l’attacco di Bertolaso, che nel corso di un’intervista apparsa sulla berlusconiana rivista Panorama sputa senza ritegno alcuno contro Bersani in questi termini, “se arriva un terremoto chi spala? Bersani?”, oggi, con signorile pacatezza, Bersani replica al capo della Protezione Civile: “A Bertolaso consiglierei un po’ più di umiltà, meno arroganza e di volare un po’ più basso, perché con me capita male: io a quindici anni spalavo a Firenze, non so lui cosa facesse”. E su Flickr mette online la foto che qualcuno gli scattò 44 anni fa. Un giovane, uno dei tanti volontari, in mezzo al fango e a tanti altri come lui, tutti volenterosi, tutti desiderosi di aiutare la gente, Firenze, con i fatti e non con le parole. Grazie a quei ragazzi che nel 1966 s’immersero nel fango, oggi Firenze ha ancora le sue opere d’arte e i suoi libri, che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre.
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Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi

di Iannozzi Giuseppe

C’è la crisi, la gente soffre: la fame soprattutto, un miagolio ininterrotto che lo stomaco non può tacere. Ed allora Bigazzi ci informa – non che non lo si sapesse già – che la carne di gatto è buona da mangiare. Anzi di più, un piatto prelibato. Ma il povero Beppe Bigazzi non ha fatto i conti con le gattare, che si sono subito messe sul piede di guerra. Con la fame che oggi c’è non è infatti da escludere che scoppi la caccia al gatto: selvaggina prelibata, o sì! E non devi neanche fare la fila dal macellaio. I gatti randagi sono tanti, sparsi nelle città di tutta Italia: se uno proprio non ce la fa più, basta cacciarsi in un vicoletto e il gioco e bell’e fatto, il gatto nel sacco. Il problema non è tanto acchiappare il gatto per farne manicaretto in umido, piuttosto è la spellatura a richiedere una pazienza del diavolo. In ogni modo, Bigazzi ha affermato che “i gatti sono molto più buoni di tanti altri animali” e alla Prova del Cuoco, oggi condotta da Elisa Isoiardi, in onda su RaiUno ha fornito la ricetta per preparare “il gatto in umido”. A Radio Capital Bigazzi si difende con le unghie, proprio come un gatto messo alle corde: “Mi accusano di aver sottolineato la bontà della carne del gatto. Io ho detto altre cose, ho ricordato che negli anni Trenta e Quaranta ho mangiato la carne del gatto come tante altre persone. E’ una cosa che è accaduta tanti anni fa e non me ne vergogno. Sono cose che oggi non si possono capire. Negli anni ‘30 e ‘40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze. Nella puntata di giovedì grasso ho parlato di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio (il carnevale in dialetto) chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma è follia.” E conclude: “Io non mi pento mai di niente”.

Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha addirittura avanzato contro il cuoco e la trasmissione l’accusa di istigazione al maltrattamento di animali: ma Beppe Bigazzi non ha ordinato di mangiare gatti. Si è invece limitato a spiegare che era usanza negli anni ’30 e ’40 di mangiare anche la carne dei gatti, in quanto la povertà era tanta e la fame non la si poteva mettere a tacere con un brodino di niente. La leghista Francesca Martini rasenta l’assurdo difendendo i gatti ma non gli uomini, gli immigrati, i clandestini: “Quanto accaduto durante una trasmissione in onda su un canale televisivo del servizio pubblico è di una gravità assoluta. Mi riservo di intraprendere ogni azione del caso e scriverò all’Autorità Garante e al Direttore generale dell’Azienda affinché vengano presi provvedimenti severi di fronte a dichiarazioni non solo illecite ma anche lesive di una sensibilità, fortunatamente sempre crescente, dei cittadini nei confronti degli animali. I gatti sono animali d’affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell’ art.1 comma 1 recita: ‘Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente’. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. Ai responsabili di quanto accaduto potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall’art. 414 del Codice Penale, in quanto l’art. 544-bis dello stesso Codice Penale sancisce che ‘chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi’. La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tanto più in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.
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Patrizia D’Addario VS Panorama. Lo scoop che non c’è

Patrizia D’Addario VS Panorama
Lo scoop che non c’è

a cura di Iannozzi Giuseppe

“Conti all’estero non ne ho. Per quanto riguarda i soldi, io e la mia famiglia ne abbiamo su un libretto bancario. Sono ciò che ci resta dell’eredità di mio padre dopo la vendita degli immobili che sono riuscita a far sbloccare, dalle banche e dalle società di recupero crediti, dopo il suo suicidio…”:  così Patrizia D’Addario, la escort  famosa in tutto il mondo per le feste a Palazzo Grazioli con il premier Berlusconi (di cui lei riferisce nel dettaglio e che mai ha smentito), in un’intervista al quotidiano Bari Sera in edicola nel pomeriggio, riferendosi alla seconda puntata (leggasi “buffonata”) pubblicata da Panorama nella quale si dice che lei avrebbe depositato su un conto estero più di un milione di euro.
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Omaggio a Salinger

Omaggio a Salinger

salinger_fotoA cura di  Augusto Benemeglio

1. Il giovane Holden

Il giovane Holden” ( The Catcher in the Rye) è un libro che fu pubblicato quasi sessanta anni fa ( 1953) da uno scrittore fantasma, Jerome David Salinger, che da oltre 45 anni non scriveva più nulla (Frannie and Zooey e Alzate l’architrave, carpentieri , gli ultimi suoi racconti tra il 1961 e il 1963) , indifferente a qualunque tipo di richiamo; ed è uscito di casa una sola volta per andare a vedere la Callas al Metropolitan, ma poi arrivò in ritardo e non fece in tempo a sentire la grande diva lirica.
Salinger aveva superato i novanta, essendo nato nel 1919, e viveva praticamente murato vivo nella sua casa di Cornish, una cittadina del New Hampashere, in un allusivo misticismo che si richiama alle filosofie orientali e che sembra voler rispecchiare lo stato d’animo di crescente impotenza e totale rinuncia ad agire, a  “fare”, movimento che si era diffuso nell’America degli anni sessanta fra i giovani anticonformisti, di cui “Il giovane Holden” è l’emblema, il portabandiera indiscusso. Ed è per questo che quando uscì il romanzo, nel 1953 , fu subito un grandissimo successo, un best seller, tradotto in tutte le lingue possibili. Ma è stato ( ed è tuttora ) un libro mitico, un vero e proprio “totem” per molte generazioni di studenti “perduti” e non, aspiranti scrittori e non.
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Alì Agca dichiara la fine del mondo. Il terrorista che sparò a Wojtyla è libero

Alì Agca dichiara la fine del mondo
Il terrorista che sparò a Wojtyla è libero

di Iannozzi Giuseppe

Mehmet Alì Agca, soprannominato il Lupo grigio turco, è tornato in libertà. Il 13 maggio 1981 sparò a Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro ferendolo. Alì Agca era allora poco più d’un ragazzo. Per lui una condanna esemplare, 29 anni di carcere. Oggi Alì Agca è libero. O quasi. Nel 2000 era stato estradato dall’Italia in Turchia, dove ha finito di scontare la sua pena.
Al momento del suo rilascio Alì Agca, tramite il suo avvocato, ha fatto sapere che lui sa qual è la data della fine del mondo e, com’è ovvio sospettare, non ha dimenticato di ricordare al mondo intero che lui il Lupo grigio è in realtà Gesù Cristo.

Alì AgcaAlì Agca ha lasciato la prigione di Sincan, alla periferia di Ankara, uscendo però da una uscita secondaria: un po’ tanto umiliante per uno che dice di essere la reincarnazione di Cristo. In ogni caso l’avvocato di Alì Agca ha riferito ai mass media che il suo cliente è stato subito tradotto in un centro di reclutamento dell’esercito, affinché le autorità preposte giudichino la sua posizione nei confronti degli obblighi di leva. Stando a quanto riferito dall’emittente Ntv, Alì Agca dovrebbe essere presto tradotto presso l’ospedale Gara di Istanbul per essere sottoposto ad alcuni test psichiatrici, affinché si possa giudicarlo in maniera definitiva “non atto alla leva per gravi turbe antisociali della personalità”. Se i nuovi test giudicheranno il Lupo grigio un antisociale, per Alì sarebbe la seconda volta: già nel 2006, a seguito di un errore nel calcolo di uno sconto di pena concesso da una amnistia, Alì fu scarcerato per un breve periodo e costretto a subire i test psichiatrici. Oggi si tratta di confermare o meno la gravità della sua situazione mentale.

Una volta fuori Alì Agca ha dichiarato al mondo intero di essere Gesù Cristo e che la fine del mondo è vicina. Per rendersi conto che Cristo non è basta guardarlo in faccia. Per sapere che il mondo sta vivendo un collasso sociale e politico di portata immane è purtroppo sufficiente aprire un qualsiasi giornale che non sia Playboy.
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Il leghista Grimoldi invoca la censura sul diario di Anna Frank

Il leghista Grimoldi invoca la censura
sul diario di Anna Frank

di Iannozzi Giuseppe

Scandaloso il deputato leghista Paolo Grimoldi che vorrebbe cucire la bocca alle pagine de Il diario di Anna Frank. Ha presentato addirittura una interpellanza a Mariastella Gelmini, attuale ministro dell’istruzione che non gode di certo dell’appoggio di insegnanti, opinione pubblica e studenti.
Il leghista Grimoldi ha chiesto la censura de Il diario di Anna Frank, perché a suo giudizio il libro turberebbe gli studenti. Per il leghista “vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Il passo incriminato dal deputato del Carroccio è presente nella lettera datata 24 marzo 1944, alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi. Il leghista dice che “non è inerente al programma di storia che la classe sta trattando”.

Anna FrankClaudio Redaelli, dirigente vicario dell’istituto la Lina Mandelli di Usmate Velate (Monza-Brianza), ha così replicato: “Credo che il ministro dell’Istruzione abbia cose più importanti di cui occuparsi.” Redaelli ha anche evidenziato che “le pagine a cui si riferisce il deputato sono descrizioni in termini talmente ingenui, come logico attendersi da una dodicenne degli anni Quaranta, da non destare, soprattutto se mediata dall’intervento dell’insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in tivù vedono e sentono di peggio”.
Sindaco incredulo. E l’assessore all’Istruzione, Marilena Riva: “Commenterò solo dopo aver verificato con la scuola quanto accaduto. L’insegnante non doveva certo chiedere la nostra autorizzazione per la lettura del diario, che è un testo da anni in vendita e disponibile presso tutte le biblioteche per ragazzi. La docente avrà fatto di tutto per guidare i bambini nella lettura”.
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La Mussolini contro gli autori della bufala a luci rosse

La Mussolini intenderebbe svergognare
gli autori della bufala a luci rosse

a cura di Iannozzi Giuseppe

Una storia senza fine quella che vede travolta in un presunto scandalo a luci rosse Alessandra Mussolini. In una intervista a La Stampa, la Mussolini dichiara: “Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicenda. Aspettate e si vedrà”. La Mussolini specifica inoltre di ”avere sospetti” ma di “non poter fare nomi”.
Con Roberto Fiore, nell’intervista, la Mussolini assicura che “abbiamo fatto campagna elettorale insieme”. Tutto il resto è “assurdo”.
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Alessandra Mussolini e Roberto Fiore in un video a luci rosse che nessuno ha mai visto. Una bufala?

Alessandra Mussolini, Roberto Fiore
e
Vittorio Feltri: il triangolo sì, il triangolo no!

a cura di Iannozzi Giuseppe

La Mussolini torna a far parlare di sé. Si parla di un presunto video hard di lei che farebbe sesso con Roberto Fiore. Il caso è al centro di un’inchiesta della Procura di Roma, pur non avendo niente di niente in mano: i pm stanno cercando di far luce sul tentativo di vendita del video hard. Si parla di una mail inviata addirittura alla Presidenza del Consiglio. Il video – che fino ad oggi non è sbucato fuori – ritrarrebbe in atteggiamenti intimi Alessandra Mussolini insieme all’eurodeputato Roberto Fiore. A Piazzale Clodio sono stati espressi seri dubbi sull’esistenza del video.

Alessandra MussoliniDa quanto trapelato, un uomo, un non meglio identificato A.C., è stato arrestato per tentata estorsione. Non v’è certezza, ma gira la voce che A.C. avrebbe chiesto qualcosa come 1 milione di Euro per il video. Di per certo si sa che l’uomo, con precedenti per truffa, sostiene di essere un produttore televisivo. Il procuratore aggiunto Saviotti lo interrogherà. A.C. è già stato ascoltato dalla Digos ma, pur ammettendo di essere l’autore della missiva («avevo bisogno di soldi»), ha negato di essere in possesso del filmato.

Il sédicente produttore ha dichiarato che la richiesta di danaro è stata una sua iniziativa personale. A.C. ha anche affermato di essere stato avvicinato nel mese di settembre da persone a lui sconosciute, le quali gli avrebbero chiesto se era interessato al video, girato con un telefonino. L’uomo sostiene di aver visionato il filmato e che le immagini non sono chiare; specifica inoltre di aver appreso dai suoi interlocutori che si tratta di due parlamentari. Nel corso di una perquisizione in casa di A.C. è stato sequestrato un pc.

Forza Nuova parla di un «video inesistente», «una montatura da cui emergono truffatori da quattro soldi» e annuncia «un processo per danni» nei confronti del direttore de Il Giornale Vittorio Feltri.
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Morire oggi. Malasanità e impunibilità, scandalo italiano

Morire oggi. Malasanità e impunibilità
Scandalo italiano

di Iannozzi Giuseppe

Morire.

Si muore oggi, in maniera tragica. Assurda. Da un momento all’altro.

croce rossa

Si muore non ostante venga da più parti detto che il Sistema Sanitario italiano sia uno dei migliori al mondo. Ma il prezzo di questa supposta verità è che sempre più pazienti rendono l’anima a Dio proprio in quelle strutture sanitarie, che dovrebbero garantire al cittadino assistenza e cure. Reductio ad absurdum, più si va avanti e più facile è che si incorra in un grossolano errore di medici e paramedici. Non è difficile rendersi conto di questa tragica realtà: errori di valutazione da parte dei medici, ahinoi, sono all’ordine del giorno, errori che pare stiano diventando la regola. C’è da augurarsi che mai si debba ricorrere alle cure dei medici italiani, perché il serio rischio è di essere ospedalizzati per una banalità ed uscire poco dopo dall’ospedale in posizione orizzontale coperti soltanto da un triste lenzuolo bianco.
Si muore e si muore con una facilità che ha dell’assurdo.
Ci troviamo di fronte a strutture sanitarie che sì, forse sono all’avanguardia, ma dove il personale medico è ignorante: pur avendo i mezzi per curare od evidenziare una particolare patologia, per colpa della sua ignoranza – e della mancata formazione che lo Stato italiano avrebbe dovuto fornirgli -, non è in alcun modo capace di far fronte a situazioni di emergenza né a diagnosticare patologie e disturbi comuni. Gli errori di valutazione in cui incorrono medici e chirurghi dimostrano, senz’ombra di dubbio, che in Italia morire per colpa dell’ignoranza e dell’incapacità altrui è più che mai facile.
E’ un inutile vantarsi quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica che in Italia la sanità gode di mezzi diagnostici all’avanguardia quando questi non vengono utilizzati, ma abbandonati a sé in qualche dimenticata ala di ospedale. E’ bastardo business quello di acquistare strumenti diagnostici dalle multinazionali se poi questi nessuno è in grado di utilizzarli. I baroni della medicina, o sédicenti tali, se ne lavano le mani: il tempo che spendono nelle strutture sanitarie pubbliche è esiguo, non seguono i propri pazienti, li lasciano nelle mani di dottorini inesperti, probabilmente degli inetti la cui laurea è stata comprata.

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