Andrea Bocelli cammina sulla Walk of Fame con Caruso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Andrea Bocelli cammina
sulla Walk of Fame con Caruso
a cura di Iannozzi Giuseppe
Un premio più che mai meritato in un’Italia che i riconoscimenti li regala a principi e a chi meriti non ha. Ad assegnarlo però non è l’Italia, bensì Hollywood: Andrea Bocelli, il tenore italiano più amato al mondo, è stato inserito nella prestigiosa Walk of Fame. Adesso c’è anche la sua stella: è il settimo italiano a ricevere il riconoscimento che, in pratica, elegge a Mito la star italiana: insieme ad Arturo Toscanini, Anna Magnani, Bernardo Bertolucci, Sophia Loren, Enrico Caruso e Rodolfo Valentino, oggi c’è anche Andrea Bocelli. Un onore quello di essere nella Walk of Fame che è per pochissimi, solo per chi di innato talento. Bocelli è in ottima compagnia: solo un altro tenore è insieme a lui, il tenore dei tenori Enrico Caruso.
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Angie Sanselmente Valencia e la droga nelle mutandine
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Angie Sanselmente Valencia
e la droga nelle mutande
a cura di Iannozzi Giuseppe
Angie Sanselmente Valencia, 30 anni, sarebbe la mente di una vera e propria gang di donne e modelli. Scopo ultimo della gang più affascinante del mondo sarebbe quello di trasportare giorno dopo giorno grossi quantitativi di cocaina dal Sudamerica all’Inghilterra.
Angie Sanselmente Valencia, modella di lingerie, oggi è la boss di un bel gruppetto di trafficanti di droga. Non c’è male, un avanzamento di carriera non da poco. E’ il Daily Mail a riportare la notizia che Angie Valencia è oggi in realtà la boss.
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Bersani nel 1966 spalava il fango a Firenze, ma di Bertolaso nessuna notizia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bersani angelo del fango nel 66 a Firenze,
Bertolaso invece coccolato dall’editoriale di Minzolini
di Iannozzi Giuseppe
1966: a Firenze ci fu l’alluvione. 44 anni fa il giovanissimo Pier Luigi Bersani è uno dei tanti volontari a spalare in mezzo al fango. I giovani idealisti di allora vennero poi ribattezzati “angeli del fango”.
Oggi 19 febbraio 2010, dopo l’attacco di Bertolaso, che nel corso di un’intervista apparsa sulla berlusconiana rivista Panorama sputa senza ritegno alcuno contro Bersani in questi termini, “se arriva un terremoto chi spala? Bersani?”, oggi, con signorile pacatezza, Bersani replica al capo della Protezione Civile: “A Bertolaso consiglierei un po’ più di umiltà, meno arroganza e di volare un po’ più basso, perché con me capita male: io a quindici anni spalavo a Firenze, non so lui cosa facesse”. E su Flickr mette online la foto che qualcuno gli scattò 44 anni fa. Un giovane, uno dei tanti volontari, in mezzo al fango e a tanti altri come lui, tutti volenterosi, tutti desiderosi di aiutare la gente, Firenze, con i fatti e non con le parole. Grazie a quei ragazzi che nel 1966 s’immersero nel fango, oggi Firenze ha ancora le sue opere d’arte e i suoi libri, che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre.
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Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Le gattare vogliono cucinare il cuoco Bigazzi
di Iannozzi Giuseppe
C’è la crisi, la gente soffre: la fame soprattutto, un miagolio ininterrotto che lo stomaco non può tacere. Ed allora Bigazzi ci informa – non che non lo si sapesse già – che la carne di gatto è buona da mangiare. Anzi di più, un piatto prelibato. Ma il povero Beppe Bigazzi non ha fatto i conti con le gattare, che si sono subito messe sul piede di guerra. Con la fame che oggi c’è non è infatti da escludere che scoppi la caccia al gatto: selvaggina prelibata, o sì! E non devi neanche fare la fila dal macellaio. I gatti randagi sono tanti, sparsi nelle città di tutta Italia: se uno proprio non ce la fa più, basta cacciarsi in un vicoletto e il gioco e bell’e fatto, il gatto nel sacco. Il problema non è tanto acchiappare il gatto per farne manicaretto in umido, piuttosto è la spellatura a richiedere una pazienza del diavolo. In ogni modo, Bigazzi ha affermato che “i gatti sono molto più buoni di tanti altri animali” e alla Prova del Cuoco, oggi condotta da Elisa Isoiardi, in onda su RaiUno ha fornito la ricetta per preparare “il gatto in umido”. A Radio Capital
Bigazzi si difende con le unghie, proprio come un gatto messo alle corde: “Mi accusano di aver sottolineato la bontà della carne del gatto. Io ho detto altre cose, ho ricordato che negli anni Trenta e Quaranta ho mangiato la carne del gatto come tante altre persone. E’ una cosa che è accaduta tanti anni fa e non me ne vergogno. Sono cose che oggi non si possono capire. Negli anni ‘30 e ‘40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze. Nella puntata di giovedì grasso ho parlato di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio (il carnevale in dialetto) chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma è follia.” E conclude: “Io non mi pento mai di niente”.
Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha addirittura avanzato contro il cuoco e la trasmissione l’accusa di istigazione al maltrattamento di animali: ma Beppe Bigazzi non ha ordinato di mangiare gatti. Si è invece limitato a spiegare che era usanza negli anni ’30 e ’40 di mangiare anche la carne dei gatti, in quanto la povertà era tanta e la fame non la si poteva mettere a tacere con un brodino di niente. La leghista Francesca Martini rasenta l’assurdo difendendo i gatti ma non gli uomini, gli immigrati, i clandestini: “Quanto accaduto durante una trasmissione in onda su un canale televisivo del servizio pubblico è di una gravità assoluta. Mi riservo di intraprendere ogni azione del caso e scriverò all’Autorità Garante e al Direttore generale dell’Azienda affinché vengano presi provvedimenti severi di fronte a dichiarazioni non solo illecite ma anche lesive di una sensibilità, fortunatamente sempre crescente, dei cittadini nei confronti degli animali. I gatti sono animali d’affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell’ art.1 comma 1 recita: ‘Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente’. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. Ai responsabili di quanto accaduto potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall’art. 414 del Codice Penale, in quanto l’art. 544-bis dello stesso Codice Penale sancisce che ‘chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi’. La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tanto più in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.
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Patrizia D’Addario VS Panorama. Lo scoop che non c’è
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Patrizia D’Addario VS Panorama
Lo scoop che non c’è
a cura di Iannozzi Giuseppe
“Conti all’estero non ne ho. Per quanto riguarda i soldi, io e la mia famiglia ne abbiamo su un libretto bancario. Sono ciò che ci resta dell’eredità di mio padre dopo la vendita degli immobili che sono riuscita a far sbloccare, dalle banche e dalle società di recupero crediti, dopo il suo suicidio…”: così Patrizia D’Addario, la escort famosa in tutto il mondo per le feste a Palazzo Grazioli con il premier Berlusconi (di cui lei riferisce nel dettaglio e che mai ha smentito), in un’intervista al quotidiano Bari Sera in edicola nel pomeriggio, riferendosi alla seconda puntata (leggasi “buffonata”) pubblicata da Panorama nella quale si dice che lei avrebbe depositato su un conto estero più di un milione di euro.
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Omaggio a Salinger
Pubblicato da Katia Ciarrocchi
Omaggio a Salinger
A cura di Augusto Benemeglio
1. Il giovane Holden
“Il giovane Holden” ( The Catcher in the Rye) è un libro che fu pubblicato quasi sessanta anni fa ( 1953) da uno scrittore fantasma, Jerome David Salinger, che da oltre 45 anni non scriveva più nulla (Frannie and Zooey e Alzate l’architrave, carpentieri , gli ultimi suoi racconti tra il 1961 e il 1963) , indifferente a qualunque tipo di richiamo; ed è uscito di casa una sola volta per andare a vedere la Callas al Metropolitan, ma poi arrivò in ritardo e non fece in tempo a sentire la grande diva lirica.
Salinger aveva superato i novanta, essendo nato nel 1919, e viveva praticamente murato vivo nella sua casa di Cornish, una cittadina del New Hampashere, in un allusivo misticismo che si richiama alle filosofie orientali e che sembra voler rispecchiare lo stato d’animo di crescente impotenza e totale rinuncia ad agire, a “fare”, movimento che si era diffuso nell’America degli anni sessanta fra i giovani anticonformisti, di cui “Il giovane Holden” è l’emblema, il portabandiera indiscusso. Ed è per questo che quando uscì il romanzo, nel 1953 , fu subito un grandissimo successo, un best seller, tradotto in tutte le lingue possibili. Ma è stato ( ed è tuttora ) un libro mitico, un vero e proprio “totem” per molte generazioni di studenti “perduti” e non, aspiranti scrittori e non.
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Alì Agca dichiara la fine del mondo. Il terrorista che sparò a Wojtyla è libero
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Alì Agca dichiara la fine del mondo
Il terrorista che sparò a Wojtyla è libero
di Iannozzi Giuseppe
Mehmet Alì Agca, soprannominato il Lupo grigio turco, è tornato in libertà. Il 13 maggio 1981 sparò a Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro ferendolo. Alì Agca era allora poco più d’un ragazzo. Per lui una condanna esemplare, 29 anni di carcere. Oggi Alì Agca è libero. O quasi. Nel 2000 era stato estradato dall’Italia in Turchia, dove ha finito di scontare la sua pena.
Al momento del suo rilascio Alì Agca, tramite il suo avvocato, ha fatto sapere che lui sa qual è la data della fine del mondo e, com’è ovvio sospettare, non ha dimenticato di ricordare al mondo intero che lui il Lupo grigio è in realtà Gesù Cristo.
Alì Agca ha lasciato la prigione di Sincan, alla periferia di Ankara, uscendo però da una uscita secondaria: un po’ tanto umiliante per uno che dice di essere la reincarnazione di Cristo. In ogni caso l’avvocato di Alì Agca ha riferito ai mass media che il suo cliente è stato subito tradotto in un centro di reclutamento dell’esercito, affinché le autorità preposte giudichino la sua posizione nei confronti degli obblighi di leva. Stando a quanto riferito dall’emittente Ntv, Alì Agca dovrebbe essere presto tradotto presso l’ospedale Gara di Istanbul per essere sottoposto ad alcuni test psichiatrici, affinché si possa giudicarlo in maniera definitiva “non atto alla leva per gravi turbe antisociali della personalità”. Se i nuovi test giudicheranno il Lupo grigio un antisociale, per Alì sarebbe la seconda volta: già nel 2006, a seguito di un errore nel calcolo di uno sconto di pena concesso da una amnistia, Alì fu scarcerato per un breve periodo e costretto a subire i test psichiatrici. Oggi si tratta di confermare o meno la gravità della sua situazione mentale.
Una volta fuori Alì Agca ha dichiarato al mondo intero di essere Gesù Cristo e che la fine del mondo è vicina. Per rendersi conto che Cristo non è basta guardarlo in faccia. Per sapere che il mondo sta vivendo un collasso sociale e politico di portata immane è purtroppo sufficiente aprire un qualsiasi giornale che non sia Playboy.
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Il leghista Grimoldi invoca la censura sul diario di Anna Frank
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il leghista Grimoldi invoca la censura
sul diario di Anna Frank
di Iannozzi Giuseppe
Scandaloso il deputato leghista Paolo Grimoldi che vorrebbe cucire la bocca alle pagine de Il diario di Anna Frank. Ha presentato addirittura una interpellanza a Mariastella Gelmini, attuale ministro dell’istruzione che non gode di certo dell’appoggio di insegnanti, opinione pubblica e studenti.
Il leghista Grimoldi ha chiesto la censura de Il diario di Anna Frank, perché a suo giudizio il libro turberebbe gli studenti. Per il leghista “vi è un passo nel quale Anna Frank descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime e la descrizione è talmente dettagliata da suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Il passo incriminato dal deputato del Carroccio è presente nella lettera datata 24 marzo 1944, alla pagina 220 dell’edizione italiana Einaudi a cura di Frediano Sessi. Il leghista dice che “non è inerente al programma di storia che la classe sta trattando”.
Claudio Redaelli, dirigente vicario dell’istituto la Lina Mandelli di Usmate Velate (Monza-Brianza), ha così replicato: “Credo che il ministro dell’Istruzione abbia cose più importanti di cui occuparsi.” Redaelli ha anche evidenziato che “le pagine a cui si riferisce il deputato sono descrizioni in termini talmente ingenui, come logico attendersi da una dodicenne degli anni Quaranta, da non destare, soprattutto se mediata dall’intervento dell’insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in tivù vedono e sentono di peggio”.
Sindaco incredulo. E l’assessore all’Istruzione, Marilena Riva: “Commenterò solo dopo aver verificato con la scuola quanto accaduto. L’insegnante non doveva certo chiedere la nostra autorizzazione per la lettura del diario, che è un testo da anni in vendita e disponibile presso tutte le biblioteche per ragazzi. La docente avrà fatto di tutto per guidare i bambini nella lettura”.
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La Mussolini contro gli autori della bufala a luci rosse
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Mussolini intenderebbe svergognare
gli autori della bufala a luci rosse
a cura di Iannozzi Giuseppe
Una storia senza fine quella che vede travolta in un presunto scandalo a luci rosse Alessandra Mussolini. In una intervista a La Stampa, la Mussolini dichiara: “Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicenda. Aspettate e si vedrà”. La Mussolini specifica inoltre di ”avere sospetti” ma di “non poter fare nomi”.
Con Roberto Fiore, nell’intervista, la Mussolini assicura che “abbiamo fatto campagna elettorale insieme”. Tutto il resto è “assurdo”.
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Alessandra Mussolini e Roberto Fiore in un video a luci rosse che nessuno ha mai visto. Una bufala?
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Alessandra Mussolini, Roberto Fiore
e Vittorio Feltri: il triangolo sì, il triangolo no!
a cura di Iannozzi Giuseppe
La Mussolini torna a far parlare di sé. Si parla di un presunto video hard di lei che farebbe sesso con Roberto Fiore. Il caso è al centro di un’inchiesta della Procura di Roma, pur non avendo niente di niente in mano: i pm stanno cercando di far luce sul tentativo di vendita del video hard. Si parla di una mail inviata addirittura alla Presidenza del Consiglio. Il video – che fino ad oggi non è sbucato fuori – ritrarrebbe in atteggiamenti intimi Alessandra Mussolini insieme all’eurodeputato Roberto Fiore. A Piazzale Clodio sono stati espressi seri dubbi sull’esistenza del video.
Da quanto trapelato, un uomo, un non meglio identificato A.C., è stato arrestato per tentata estorsione. Non v’è certezza, ma gira la voce che A.C. avrebbe chiesto qualcosa come 1 milione di Euro per il video. Di per certo si sa che l’uomo, con precedenti per truffa, sostiene di essere un produttore televisivo. Il procuratore aggiunto Saviotti lo interrogherà. A.C. è già stato ascoltato dalla Digos ma, pur ammettendo di essere l’autore della missiva («avevo bisogno di soldi»), ha negato di essere in possesso del filmato.
Il sédicente produttore ha dichiarato che la richiesta di danaro è stata una sua iniziativa personale. A.C. ha anche affermato di essere stato avvicinato nel mese di settembre da persone a lui sconosciute, le quali gli avrebbero chiesto se era interessato al video, girato con un telefonino. L’uomo sostiene di aver visionato il filmato e che le immagini non sono chiare; specifica inoltre di aver appreso dai suoi interlocutori che si tratta di due parlamentari. Nel corso di una perquisizione in casa di A.C. è stato sequestrato un pc.
Forza Nuova parla di un «video inesistente», «una montatura da cui emergono truffatori da quattro soldi» e annuncia «un processo per danni» nei confronti del direttore de Il Giornale Vittorio Feltri.
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Morire oggi. Malasanità e impunibilità, scandalo italiano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morire oggi. Malasanità e impunibilità
Scandalo italiano
di Iannozzi Giuseppe
Morire.

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Berlusconi non è vittima dei media ma solamente di sé stesso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Berlusconi non è vittima dei media
ma solamente di sé stesso
a cura di Iannozzi Giuseppe
Com’era facilmente immaginabile adesso il presidente del Consiglio vorrebbe far credere all’opinione pubblica di essere vittima sacrificale, il mostro sbattuto in prima pagina, ecc. ecc. L’avvocato Niccolò Ghedini a un quotidiano inglese: “Berlusconi è pronto ad andare in tribunale per spiegare che non è impotente”. Niccolò Ghedini (Pdl), a proposito della causa per diffamazione all’Unità, spiega: “Berlusconi è pronto ad andare in tribunale per spiegare non solo che non è un libidinoso, ma anche che non è impotente. L’Unità non può scrivere che qualcuno è impotente o libidinoso senza aspettarsi che quella persona reagisca. Perché mai a Berlusconi non dovrebbe essere consentito di spiegare a 20 milioni di italiani, i suoi fedeli elettori, che egli funziona perfettamente bene?” E il Times ribatte all’offensiva lanciata dal premier, non dimenticando il caso Boffo: “Berlusconi sotto attacco va all’attacco… l’impressione che ormai nessuno più è al sicuro potrebbe spingere i leader politici cattolici ad abbandonarlo nonostante le sue politiche (antieutanasia, antigay, ecc. ecc.)… La pretesa continua di Berlusconi si essere la vittima numero Uno dei media suona come un assurdità, o completamente orwelliana. Il suo possesso e la sua influenza sul 90 per cento della televisione italiana è di nuovo in bella evidenza, visto che la pubblicità di un nuovo film svedese che critica il controllo dei media di Berlusconi è stata bandita da tutte le maggiori reti tv”.
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Addio a Fernanda Pivano ultima grande americanista protagonista della scena culturale internazionale
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Addio a Fernanda Pivano
ultima grande americanista
protagonista della scena culturale internazionale
a cura di Iannozzi Giuseppe
Nanda Pivano è morta a 92 anni. L’ultima grande americanista, indiscussa protagonista d’un ideale gemellaggio fra la cultura italiana e quella americana, se n’è andata. Si è spenta in una clinica privata di Milano. I funerali si svolgeranno probabilmente venerdì prossimo, a Genova, dove era nata il 18 luglio 1917.
Grande protagonista della cultura italiana, nel dopoguerra fu Nanda a far conoscere nel nostro Paese gli autori della Beat Generation, ma non solo. Dobbiamo a lei traduzioni immortali di grandissimi autori della Letteratura americana, da Edgar Lee Masters ad Ernest Hemingway, da Francis Scott Fitzgerald a Jack Kerouac ed Allen Ginsberg, firmando anche prefazioni per autori quali Dorothy Parker, Chuck Palahniuk, oltre a una fondamentale intervista a Charles Bukowski pubblicata in volume da Sugar edizioni.
Circa un mese or sono, nonostante la malattia, Nanda Pivano aveva consegnato a Bompiani la seconda parte della sua autobiografia, ultima fatica di un’intellettuale che ha vissuto sempre con passione, amica di tanti grandi della scena culturale internazionale.
“Sono quelle persone straordinarie che ci regala il cielo ogni tanto e che se ne vanno. La Nanda è una parte dell’universo, non una piccola parte di me che se ne va”. Così Dori Ghezzi, amica di Fernanda Pivano la quale fu ovviamente grande amica ed estimatrice di Fabrizio De André. “Fernanda Pivano ci ha insegnato un linguaggio universale che annullava tutte le distanze. Si faceva capire, dai più giovani a tutti gli altri”. E: “Sapevo che questa volta non ce l’avrebbe fatta e sono contenta di esserle stata vicina in questi ultimi giorni. Poche settimane fa, prima che io partissi per la Sardegna, avevamo cantato Bocca di rosa insieme. Ha lottato fino all”ultimo”. Ed ancora, ricordando quei giorni passati che li vide tutt’e tre insieme, Nanda, Fabrizio e lei, Dori Ghezzi: “Tra loro c’è stato un legame straordinario che ha coinvolto anche me. Ho avuto la fortuna di convivere con persone non comuni”.
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La polenta di Umberto Bossi e la taumaturgia di Famiglia Cristiana – riedit
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La polenta di Umberto Bossi
e la taumaturgia di Famiglia Cristiana
di Iannozzi Giuseppe
Famiglia Cristiana punta l’indice contro la legge sulla sicurezza voluta e promulgata dal governo Berlusconi. La denuncia è: “Ironia della sorte è toccato a Verona, la città di Romeo e Giulietta, aprire le danze”. Si legge nell’editoriale paolino delle “proposte bislacche” della Lega, che oramai “si susseguono al ritmo di una al giorno”. I paolini, sotto la direzione del taumaturgo Don Sciortino, scrivono: “Quanto alla legge sulla sicurezza, che per le nozze miste sembra scritta da don Rodrigo (ma chiedere a un politico leghista di leggere i Promessi Sposi del gran lombardo Alessandro Manzoni è chiedere troppo), essa sarà probabilmente spazzata via da una sentenza della consulta non appena qualcuno la impugnerà. Nel frattempo, la Lega avrà già conquistato le poltrone di governatore nelle regioni del Nord alle amministrative. Che importa se si sarà rivelata un’inutile grida? Al massimo qualche centinaio di migliaia di extracomunitari avranno dovuto rinunciare al loro sogno di sposarsi e metter su famiglia.
Una proposta di legge simile, in Francia, è stata bocciata dal Tribunale costituzionale. Invece a Verona e in Italia le nozze non s’hanno da fare. Con buona pace di quelle centinaia di migliaia di stranieri clandestini, badanti comprese, che non hanno il diritto d’innamorarsi, amarsi e creare una famiglia fondata sul matrimonio e protetta giuridicamente. In spregio a un diritto fondamentale della persona, sancito dalla Costituzione (agli articoli 29 e 30), dalle leggi dell’unione, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, da quel diritto naturale e universale che muove il mondo e che è alla base del Vangelo: l’amore. Dimenticando i veri problemi del paese, le proposte bislacche si susseguono al ritmo di una al giorno dai presidi e professori autoctoni al dialetto a scuola (ideale per formare cittadini europei), alle gabbie salariali, ai giudici eletti dal popolo fino ai sottotitoli in dialetto delle fiction e al cambio dell’inno nazionale”.
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Malcostume: due sfollati “umiliati e offesi”
Pubblicato da Maria Luisa Brandi
Vale qualcosa o interessa a qualcuno la mia vita e quella di mia moglie? Caro sindaco, può incuriosirla questa storia di malcostume cosi evidente ed acclarato?
A cura di Maria Luisa Brandi

Ricevo segnalazione e riporto integralmente lettera aperta di un cittadino di Firenze al Sindaco. La famiglia, tornando dalle vacanze estive, trova la casa inagibile e danneggiata, causa lavori di ristrutturazione del vicinato, senza ricevere alcun preavviso, e costretta a vivere in un affittacamere. In Italia non c’è proprio più religione. Fatela girare, il web serve anche a questo. Solidarietà alla famiglia.
Sono arrabbiato come umano e come cittadino e ci tengo a raccontarle la storia accaduta alla mia famiglia perchè è un segno dei tempi e la spia di un degrado urbano inarrestabile. Siamo proprietari (io e mia moglie) di un piccolo appartamento in un condominio a Firenze. Tutta la nostra idea di bellezza vi era racchiusa: migliaia di libri, tele di autori vari, dischi in vinile e cd, chitarre di pregio ed icone russe. Ebbene, tutto ciò è stato, in un attimo, vanificato dall’azione di uomini quantomeno, per non alludere ad altro, privi di tatto ed educazione al vivere sociale. Un sisma umano si è abbattuto ed ha distrutto il nostro habitat. Siamo partiti per le ferie estive tranquilli ed ignari – non c’erano ponteggi nè dichiarazione di inizio attività – ed, al ritorno, abbiamo trovato uno scempio realizzato da chi lavorava nell’appartamento sovrastante il nostro. Continua..
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“No agli scrutini e ai crediti. La sinistra cattolica si ribella con Paola Binetti a capo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
I professori di religione fuori dagli scrutini
“No agli scrutini e ai crediti”
La sinistra cattolica si ribella
a cura di Iannozzi Giuseppe
I docenti di religione (cattolica) non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini ed il loro insegnamento non può avere effetti sulla determinazione del credito scolastico: lo stabilisce il Tar del Lazio, che con la sentenza n. 7076 ha accolto i ricorsi presentati, a partire dal 2007, da alcuni studenti. Gli studenti, supportati da associazioni laiche e confessioni estranee al cattolicesimo, chiedevano per l’appunto l’annullamento delle ordinanze ministeriali firmate dall’ex ministro Giuseppe Fioroni e che furono adottate in maniera discriminatoria nel corso degli esami di Stato del 2007 e 2008. La sentenza non piace alla parlamentare del Pd, Paola Binetti: “Così si creano insegnati di serie A e serie B; la religione non è un optional. Io credo, al contrario, che il non ammetterli agli scrutini sia un criterio discriminatorio nei confronti dei docenti, che crea dei docenti di serie A e di serie B, un criterio massimamente scorretto perché si ripercuote anche sullo studente in particolare quello che ha scelto l’insegnamento della religione. Che poi loro debbano avere grande professionalità e rispetto per la libertà di tutti è un altro discorso, ma escluderli significa dire agli studenti che ci sono dei professori di serie A e di serie B e questo contraddice tra l’altro l’altissimo numero di persone che scelgono l’insegnamento della religione e si aspettano che, una volta scelto, non sia un optional ma entri a pieno titolo nella valutazione”.
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Michael Jackson: si aggrava la posizione di Murray medico personale di Jacko
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson: Murray, medico personale di Jacko ufficialmente indagato dalla polizia di Los Angeles
di Iannozzi Giuseppe
Conrad Murray è ufficialmente indagato per l’omicidio di Michael Jackson. Il medico personale di Michael Jackson, che lo scorso 25 giugno aveva somministrato al Re del Pop un potente anestetico, è adesso indagato.
Si è subito sospettato di lui. Dopo molte indiscrezioni, il medico, più volte messo sotto torchio dalla polizia di Los Angeles, è ora indagato con l’accusa pesantissima di omicidio. La clinica di Murray, a Houston in Texas, è stata perquisita e così pure altri immobili di sua proprietà.
Gli inquirenti hanno ascoltato due volte Conrad Murray, per delle ore.
Il 25 giugno 2009, mezz’ora dopo la somministrazione dell’anestetico, Michael Jackson è collassato per non riprendersi mai più. Gli inquirenti sospettano fortemente che la somministrazione fatta dal cardiologo a Jacko sia stata la causa prima dell’infarto mortale che ha colpito la popstar. Edward Chernoff, avvocato del cardiologo, ha negato questa ipotesi.
Per il momento Murray non è stato ancora arrestato. L’incriminazione potrebbe arrivare a breve.
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Carla Bruni torna sul palco per festeggiare i 91 anni di Nelson Mandela
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Carla Bruni canta per Nelson Mandela
Nelson Mandela, il primo presidente nero del Sudafrica, festeggia il suo 91mo compleanno in casa a Johannesburg fra alcune decine di invitati. Ma il mondo lo celebra con un maxi-concerto a New York, dove una parata di star, fra le quali la first lady francese Carla Bruni, salirà questa sera sul palco del Radio City Music Hall per una esibizione di beneficenza alla quale, per motivi di salute, il simbolo della lotta all’apartheid e Premio Nobel per la pace non potrà partecipare. “E’ troppo debole per viaggiare e raggiungere New York” per le celebrazioni organizzate in suo onore, spiega Graca Machel, moglie di Mandela, in un’intervista alla Cnn. Anche se sempre impegnato con le sue iniziative caritatevoli “Madiba (così lo chiama la moglie) è stato costretto a rallentare il ritmo e questo per lui è frustrante. E’ una persona molto orgogliosa”.
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Abba, Abdul Guibre, ammazzato a sprangate. Per gli assassini 15 anni di carcere appena.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Abdul Guibre “Abba” lo hanno ammazzato
Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio
Per i due assassini 15 anni di carcere
Ma meritavano l’ergastolo senza se e ma
di Iannozzi Giuseppe
Quanto vale la vita di un ragazzo di 19 anni? una vita spezzata a suon di calci pugni e sprangate? Appena 15 anni di carcere. Abba lo hanno ammazzato Fausto e Daniele Cristofoli, due baristi, padre e figlio di 51 e 31 anni. Lo hanno ammazzato con cieca furia, a colpi di spranga, perché aveva rubato un misero pacchetto di biscotti. La vita del 19enne Abdul Guibre si è arrestata il 14 settembre 2008 in via Zuretti, a Milano, sotto i colpi incessanti di spranga di due assassini. Oggi Fausto e Daniele Cristofoli prendono 15 anni di galera, che si sospetta verranno presto dimezzati, come spesso accade in simili casi qui in Italia, dove legge e giustizia valgono meno di due baiocchi bucati. I due sono stati condannati per concorso in omicidio volontario aggravato da motivi abbietti e futili. Il pm Roberta Brera aveva chiesto per entrambi 16 anni e 8 mesi. Il processo si è svolto con rito abbreviato – che dà diritto allo sconto di un terzo della pena, che per questo reato va dai 21 ai 24 anni – davanti al gup Nicola Clivio, che ha accolto l’impianto accusatorio del pm e ha concesso ai due baristi soltanto le attenuanti generiche e un piccolo sconto, oltre a quello previsto dal rito abbreviato, per il buon atteggiamento processuale e l’offerta di risarcimento, peraltro rifiutata dai familiari di Abba.
«E’ stata fatta giustizia, ma solo in parte, perché la pena poteva e doveva essere più alta – ha detto Hassane Guibre, padre del giovane ucciso -. Dei soldi non mi importa, non penso al risarcimento che non mi restituisce mio figlio, ma al mio dolore». Il giudice aveva fissato un risarcimento pari a 100mila Euro per i genitori di Abdul (detto Abba), cittadino italiano figlio di immigrati del Burkina Faso, e di 25mila euro per ognuna delle sorelle. La famiglia di Abdul ha rifiutato la magra offerta, che non restituisce la vita a nessuno. In ogni caso i legali della famiglia Guibre hanna chiesto 900mila Euro di risarcimento.
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Crolla il palco di Madonna, un morto e 9 feriti a Marsiglia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Uno dei quattro argani che sostenevano
la copertura del palco ha ceduto
Un operaio ha perso la vita.
Annullato lo show, previsto per domenica
Crolla il palco di Madonna
Un morto e 9 feriti a Marsiglia
Madonna: “Sono sconvolta, prego per le vittime del crollo”
Fonte: Repubblica.it
MARSIGLIA – Doveva essere la preparazione di una festa e invece si è trasformato in dramma l’allestimento del palco, allo Stadio Vélodrome di Marsiglia, sul quale domenica si sarebbe dovuta esibire la popstar Madonna, in una delle tappe del suo “Sticky and Sweet Tour” (due giorni fa lo spettacolo allo stadio San Siro di Milano). Quattro gru stavano sollevando il tetto del palco che si è improvvisamente sbilanciato, provocando la caduta di una gru e il crollo della struttura fra tubi e travi metallici. Una persona ha perso la vita, altre nove sono rimaste ferite, due sono in gravi condizioni.
L’incidente è avvenuto intorno alle 17.15. L’impianto aveva già ospitato, nei giorni scorsi, le esibizioni degli AC/DC e di Johnny Hallyday. Il concerto di Madonna, per il quale erano stati venduti biglietti da 135 a 250 euro, è stato annullato.
Madonna: “Sono sconvolta”. In quel momento erano una cinquantina le persone impegnate nelle operazioni di montaggio del palco, una decina delle quali si trovavano sulla struttura. “Sono sconvolta per aver appena ricevuto questa notizia così tragica – ha dichiarato la cantante – le mie preghiere vanno alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro colpiti da questa notizia sconvolgente”.
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Michael Jackson: Conrad Murray nel mirino della polizia di Los Angeles
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson:
Conrad Murray
nel mirino della polizia
di Los Angeles
a cura di Iannozzi Giuseppe
Si è subito pensato che, prima o poi, Conrad Murray sarebbe stato accusato di omicidio. La morte di Michael Jackson, il 25 giugno, ha subito attirato l’attenzione degli inquirenti, della famiglia, dei fans sul medico personale di Jacko, che mezz’ora prima aveva iniettato alla popstar una dose di Propofol, potente anestetico usato solitamente per eseguire interventi chirurgici. La notizia è ufficiosa e viene data in anteprima dal sito Tmz.com. Secondo una fonte vicina alla polizia di Los Angeles, l’arresto cardiaco di Michael sarebbe stato causato proprio da una dose letale di Propofol. Si parla di “pesanti prove a carico del dottor Murray”.
Ma ci sono anche altri grandi indagati: il medico delle star Arnold Klein, l’anestesista Stuart Finkelstein e un dottore che ha seguito la popstar negli anni Novanta, Neil Ratner. Il sito Tmz.com specifica che la polizia avrebbe tenuto “diversi colloqui con l’ufficio del procuratore di Los Angeles”; tuttavia non è stata formalizzata nessuna accusa. Per il momento.
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Craxi riabilitato da un inedito Veltroni riciclatosi craxiano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Walter Veltroni
riabilita Craxi
a cura di Iannozzi Giuseppe
«Interpretò meglio di ogni altro uomo politico come la società italiana stava cambiando. Fu grande. Ci fu l’episodio di Sigonella ma anche la scelta di tenere l’Italia nella sfera occidentale, senza intaccare autonomia e dignità del Paese». La dichiarazione è di Walter Veltroni, per trent’anni imboscato tra le fila di Pci, Pds, Ds, e da ultimo segretario del Pd. Parla davanti a Stefania Craxi: «Craxi decise che bisognava cambiare gioco, porre la sinistra di fronte al problema di una nuova leadership. Ho riletto i verbali delle riunioni del partito, fanno accapponare la pelle… un partito fluido, moderno, capace di raccogliere anche ciò che non è omogeneo a sé, ma che si unisce attorno a determinate idee.
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Censurate le fantastiche 4 dell’Alma Mater. Troppo belle per fare la pubblicità all’università
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Le fantastiche 4 dell’Alma Mater censurate
a cura di Iannozzi Giuseppe
Le Fantastiche 4 dell’Alma Mater vengono censurate. La pubblicità, realizzata da un’agenzia forlivese, aveva già coperto buona parte dei muri pugliesi, quando sulle 4 ragazze si è abbattuta la bufera censoria dei benpensanti. Eppure il manifesto pubblicitario è stato commissionato e pagato dagli enti dello sviluppo degli insediamenti universitari della Romagna, tra cui la Serinar di Forlì-Cesena.
Le Fantastiche 4 sono delle ragazze che sponsorizzano “il massimo per i tuoi studi universitari”. Quattro belle ragazze con addosso una tutina aderente, che ricorda un po’ quella di una supergirl. Questo è tutto il presunto scandalo. Le si accusa di “velinismo”.
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La Toya Jackson: Michael Jackson è stato ucciso da una banda di parassiti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Toya Jackson: Michael Jackson
è stato ucciso da una banda di parassiti
a cura di Iannozzi Giuseppe
“Michael Jackson è stato ucciso da una banda di parassiti che lo ha sfruttato e derubato fino all’ultimo”. L’accusa arriva dalla sorella di Michael Jackson, La Toya Jackson, accusa portata al Mail on Sonday e al News of the World: “Credo che sia tutto per il denaro, Michael valeva più di un miliardo di dollari, tenendo conto dei diritti sulle canzoni e l’immagine e qualcuno lo ha ucciso per questo. Valeva più da morto che da vivo”. E ahinoi l’accusa di La Toya non è senza fondamento: a pochi giorni dal quel tragico 25 giugno 2009, i dischi di Michael Jackson hanno conosciuto una seconda meritata giovinezza: milioni di copie vendute nel giro di pochi giorni.
La Toya, tra l’altro, spiega che un gruppo di persone avrebbe addirittura rubato due milioni di dollari in contanti e preziosi dalla casa di Michael, dopo averlo imbottito di droghe e isolato da amici e parenti perché si sentisse “solo e vulnerabile”. Ed ancora: “Lo hanno fatto lavorare fino allo sfinimento, perché producesse ancora più denaro”. Joe Jackson, in un’intervista alla catena americana televisiva ABC, venerdì 10 luglio, aveva parlato di omicidio. L’ipotesi non è stata esclusa dagli inquirenti. I sospetti di Joe Jackson troverebbero conferma nelle dichiarazioni di La Toya Jackson: “Ho un’idea ben precisa di quelli che saranno i risultati dell’autopsia. Credo che Michael sia stato assassinato. Non si tratta di una sola persona, ma di più soggetti che hanno cospirato”
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Jacko, dal Web all’eternità. Con 7 milioni di fans su Facebook supera Obama, fermo a quota 6
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Jacko, dal Web all’eternità
Con 7 milioni di fans su Facebook supera Obama, fermo a quota 6
EGLE SANTOLINI – Fonte: La Stampa.it
LOS ANGELES
È stato il requiem per un re. È stato anche un perfetto funerale nero di impronta battista, nonostante Jacko si piacesse con la pelle bianca e il naso all’insù, e negli ultimi anni si fosse avvicinato all’Islam. Ci sono stati gli spiritual, i discorsi funebri rivolti alla bara, le lacrime e le risate, per esempio quando Magic Johnson ha ricordato come al signore di Neverland piacesse il pollo fritto del Kentucky. Le esequie di Michael Jackson, suggellate dalla supervisione del produttore dei Grammy Ken Ehrlich e viste in tivù da un numero esorbitante di persone, sono state, soprattutto, assolutamente coerenti con la vita di colui che si stava celebrando.E il tema cruciale dell’infanzia spettacolarizzata che le ha innervate fin dall’inizio, con il continuo riferimento al miracolo dei Jacksons Five, alla fine è deflagrato sul palcoscenico, quando la piccola Paris è stata trascinata davanti al microfono, in pianto, le unghie incongruamente laccate di rosso, circondata dalle zie in gramaglie bardate come in un episodio di Desperate Housewives, a gridare il proprio strazio per «daddy». Difficile non pensare, in quel momento, che Michael, con le sue eccentricità, non avesse tutti i torti quando insisteva nel non mostrare il volto dei bambini in pubblico, a costo di coprirli con un velo nero.
«Ha aperto la via a Obama»
Prima, c’erano stati molti momenti da brivido: il fratello Jermaine che canta la canzone preferita di Jacko, Smile di Charlie Chaplin, invitando a «sorridere, anche se il tuo cuore si spezza». L’immenso Stevie Wonder che ripropone la sua I Never Dreamed You’d Leave In Summer, mai avrei pensato che te ne saresti andato d’estate, bella e commossa come la Candle In The Wind scelta da Elton John per Lady Diana. Jennifer Hudson, una che il dolore violento sa che cos’è, dopo lo sterminio della propria famiglia, che intona con purezza drammatica Will You Be There (Hold me like the river of Jordan…).
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