Morire oggi. Malasanità e impunibilità, scandalo italiano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morire oggi. Malasanità e impunibilità
Scandalo italiano
di Iannozzi Giuseppe
Morire.

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Michael Jackson: si aggrava la posizione di Murray medico personale di Jacko
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson: Murray, medico personale di Jacko ufficialmente indagato dalla polizia di Los Angeles
di Iannozzi Giuseppe
Conrad Murray è ufficialmente indagato per l’omicidio di Michael Jackson. Il medico personale di Michael Jackson, che lo scorso 25 giugno aveva somministrato al Re del Pop un potente anestetico, è adesso indagato.
Si è subito sospettato di lui. Dopo molte indiscrezioni, il medico, più volte messo sotto torchio dalla polizia di Los Angeles, è ora indagato con l’accusa pesantissima di omicidio. La clinica di Murray, a Houston in Texas, è stata perquisita e così pure altri immobili di sua proprietà.
Gli inquirenti hanno ascoltato due volte Conrad Murray, per delle ore.
Il 25 giugno 2009, mezz’ora dopo la somministrazione dell’anestetico, Michael Jackson è collassato per non riprendersi mai più. Gli inquirenti sospettano fortemente che la somministrazione fatta dal cardiologo a Jacko sia stata la causa prima dell’infarto mortale che ha colpito la popstar. Edward Chernoff, avvocato del cardiologo, ha negato questa ipotesi.
Per il momento Murray non è stato ancora arrestato. L’incriminazione potrebbe arrivare a breve.
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Abba, Abdul Guibre, ammazzato a sprangate. Per gli assassini 15 anni di carcere appena.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Abdul Guibre “Abba” lo hanno ammazzato
Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio
Per i due assassini 15 anni di carcere
Ma meritavano l’ergastolo senza se e ma
di Iannozzi Giuseppe
Quanto vale la vita di un ragazzo di 19 anni? una vita spezzata a suon di calci pugni e sprangate? Appena 15 anni di carcere. Abba lo hanno ammazzato Fausto e Daniele Cristofoli, due baristi, padre e figlio di 51 e 31 anni. Lo hanno ammazzato con cieca furia, a colpi di spranga, perché aveva rubato un misero pacchetto di biscotti. La vita del 19enne Abdul Guibre si è arrestata il 14 settembre 2008 in via Zuretti, a Milano, sotto i colpi incessanti di spranga di due assassini. Oggi Fausto e Daniele Cristofoli prendono 15 anni di galera, che si sospetta verranno presto dimezzati, come spesso accade in simili casi qui in Italia, dove legge e giustizia valgono meno di due baiocchi bucati. I due sono stati condannati per concorso in omicidio volontario aggravato da motivi abbietti e futili. Il pm Roberta Brera aveva chiesto per entrambi 16 anni e 8 mesi. Il processo si è svolto con rito abbreviato – che dà diritto allo sconto di un terzo della pena, che per questo reato va dai 21 ai 24 anni – davanti al gup Nicola Clivio, che ha accolto l’impianto accusatorio del pm e ha concesso ai due baristi soltanto le attenuanti generiche e un piccolo sconto, oltre a quello previsto dal rito abbreviato, per il buon atteggiamento processuale e l’offerta di risarcimento, peraltro rifiutata dai familiari di Abba.
«E’ stata fatta giustizia, ma solo in parte, perché la pena poteva e doveva essere più alta – ha detto Hassane Guibre, padre del giovane ucciso -. Dei soldi non mi importa, non penso al risarcimento che non mi restituisce mio figlio, ma al mio dolore». Il giudice aveva fissato un risarcimento pari a 100mila Euro per i genitori di Abdul (detto Abba), cittadino italiano figlio di immigrati del Burkina Faso, e di 25mila euro per ognuna delle sorelle. La famiglia di Abdul ha rifiutato la magra offerta, che non restituisce la vita a nessuno. In ogni caso i legali della famiglia Guibre hanna chiesto 900mila Euro di risarcimento.
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Crolla il palco di Madonna, un morto e 9 feriti a Marsiglia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Uno dei quattro argani che sostenevano
la copertura del palco ha ceduto
Un operaio ha perso la vita.
Annullato lo show, previsto per domenica
Crolla il palco di Madonna
Un morto e 9 feriti a Marsiglia
Madonna: “Sono sconvolta, prego per le vittime del crollo”
Fonte: Repubblica.it
MARSIGLIA – Doveva essere la preparazione di una festa e invece si è trasformato in dramma l’allestimento del palco, allo Stadio Vélodrome di Marsiglia, sul quale domenica si sarebbe dovuta esibire la popstar Madonna, in una delle tappe del suo “Sticky and Sweet Tour” (due giorni fa lo spettacolo allo stadio San Siro di Milano). Quattro gru stavano sollevando il tetto del palco che si è improvvisamente sbilanciato, provocando la caduta di una gru e il crollo della struttura fra tubi e travi metallici. Una persona ha perso la vita, altre nove sono rimaste ferite, due sono in gravi condizioni.
L’incidente è avvenuto intorno alle 17.15. L’impianto aveva già ospitato, nei giorni scorsi, le esibizioni degli AC/DC e di Johnny Hallyday. Il concerto di Madonna, per il quale erano stati venduti biglietti da 135 a 250 euro, è stato annullato.
Madonna: “Sono sconvolta”. In quel momento erano una cinquantina le persone impegnate nelle operazioni di montaggio del palco, una decina delle quali si trovavano sulla struttura. “Sono sconvolta per aver appena ricevuto questa notizia così tragica – ha dichiarato la cantante – le mie preghiere vanno alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro colpiti da questa notizia sconvolgente”.
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La Toya Jackson: Michael Jackson è stato ucciso da una banda di parassiti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Toya Jackson: Michael Jackson
è stato ucciso da una banda di parassiti
a cura di Iannozzi Giuseppe
“Michael Jackson è stato ucciso da una banda di parassiti che lo ha sfruttato e derubato fino all’ultimo”. L’accusa arriva dalla sorella di Michael Jackson, La Toya Jackson, accusa portata al Mail on Sonday e al News of the World: “Credo che sia tutto per il denaro, Michael valeva più di un miliardo di dollari, tenendo conto dei diritti sulle canzoni e l’immagine e qualcuno lo ha ucciso per questo. Valeva più da morto che da vivo”. E ahinoi l’accusa di La Toya non è senza fondamento: a pochi giorni dal quel tragico 25 giugno 2009, i dischi di Michael Jackson hanno conosciuto una seconda meritata giovinezza: milioni di copie vendute nel giro di pochi giorni.
La Toya, tra l’altro, spiega che un gruppo di persone avrebbe addirittura rubato due milioni di dollari in contanti e preziosi dalla casa di Michael, dopo averlo imbottito di droghe e isolato da amici e parenti perché si sentisse “solo e vulnerabile”. Ed ancora: “Lo hanno fatto lavorare fino allo sfinimento, perché producesse ancora più denaro”. Joe Jackson, in un’intervista alla catena americana televisiva ABC, venerdì 10 luglio, aveva parlato di omicidio. L’ipotesi non è stata esclusa dagli inquirenti. I sospetti di Joe Jackson troverebbero conferma nelle dichiarazioni di La Toya Jackson: “Ho un’idea ben precisa di quelli che saranno i risultati dell’autopsia. Credo che Michael sia stato assassinato. Non si tratta di una sola persona, ma di più soggetti che hanno cospirato”
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Un nuovo album e oltre 100 brani inediti il tesoretto di Michael Jackson
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson non è morto d’infarto
Un nuovo album e oltre 100 brani inediti
a cura di Iannozzi Giuseppe
Michael Jackson non sarebbe morto a causa di un infarto ma, più verosimilmente, per i troppi medicinali che stava assumendo, in particolare il Demerol. L’autopsia ha rivelato il buono stato di salute del Re del Pop, e questo fatto ha sorpreso gli stessi medici legali che parlano di “buono stato di salute generale del cantante”. La morte improvvisa sarebbe dunque da imputarsi a un mix di farmaci che avrebbero innescato una crisi cardiorespiratoria fatale. In ogni caso l’esame tossicologico approfondito non sarà disponibile prima di 4/6 settimane.
Sul corpo di Jacko sono state rivelati solamente dei lividi dovuti al tentativo di rianimazione e alcune cicatrici al volto, frutto degli interventi correttivi a cui Michael si era sottoposto nel corso degli anni. Non ci sono segni di colluttazione né evidenti patologie che avrebbero potuto portare Michael Jackson a una così veloce e triste morte. L’ipotesi più accreditata è che un mix di medicinali l’abbia stroncato. Il sito web Tmz, il primo ad annunciare la morte del cantante, citando un familiare di Jackson, aveva indicato dal canto suo già durante la sera di giovedì che sarebbe stata proprio una iniezione di Demerol a provocare l’arresto cardiaco al cantante, finito in coma e poi morto poco dopo. “Il medico legale ha ordinato il test tossicologici, polmonari e neuropatologici” ha dichiarato Harvey. Il portavoce dello staff medico ha inoltre confermato la notizia secondo cui l’artista stesse assumendo dei farmaci, ma si è rifiutato di rivelarne la natura. I medici si dicono comunque ottimisti circa la possibilità di svelare il mistero di una morte che tiene con il fiato sospeso milioni di persone in tutto il mondo: “Possiamo affermare con certezza che i risultati dei test ci permetteranno di risalire alle cause del decesso”.
Per l’entourage di Jacko i dubbi sono pochi: il Demerol, che Michael Jackson prendeva combinato ad altri medicinali prescrittigli da “medici ciarlatani”, gli ha tolto la vita. In ogni modo gli inquirenti hanno disposto, insieme all’ufficio del coroner della contea di Los Angeles, una serie di esami supplementari.
L’autopsia è durata circa tre ore e il portavoce dell’ufficio del coroner ha confermato che Jackson è morto nella Emergency Room dell’ospedale dell’Ucla. Gli esami autoptici sono terminati in serata, per cui il coroner ha autorizzato la famiglia a seppellire il cantante. La salma è stata restituita in tutta segretezza ai familiari. La consegna è avvenuta verso le 21 ora locale (le 6 in Italia), riuscendo a evitare le orde di paparazzi appostati davanti all’istituto medico-legale, ha precisato Winter. La destinazione delle spoglie del Re del Pop non è stata resa nota e, per fortuna, non ci sono state fughe di notizie circa la data.
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Morire sotto gli occhi degli indifferenti. Accade a Napoli
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Petru Birlandeanedu, giovane rom, muore sotto gli occhi della moglie. La sua colpa, nessuna. Colpito a morte per errore dalla camorra. Nessuno muove un solo dito per prestare soccorso all’uomo a terra.
di Giuseppe Iannnozzi
Muore sotto gli occhi indifferenti della gente.
Nessuno alza un dito.
I sicari della camorra sparano e colpiscono un rom, innocente, che si trovava nel quartiere napoletano per puro caso.
Nessuno, nessuno, nessuno ha fatto niente per Petru Birlandeanedu.
Tutti sono passati avanti incuranti del giovane rom morente a terra.
Nessuno ha sentito le urla disperate della compagna che invano ha cercato di chiedere aiuto.
Petru Birlandeanedu è morto sotto i suoi occhi.
La sparatoria alla fermata del treno di Montesanto sono state registrate dalle telecamere a circuito chiuso della ferrovia Cumana.
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Febbre suina. 100 i morti. Casi sospetti in Europa. L’America è in stato d’allarme rosso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Febbre suina. 100 i morti. Casi sospetti in Europa.
L’America è in stato d’allarme rosso
CITTÀ DEL MESSICO – È allarme in Messico e negli Stati Uniti, per un nuovo tipo di febbre suina che si starebbe trasmettendo da uomo a uomo e che potenzialmente potrebbe dar vita ad una pandemia. Il virus che è stato rilevato prima in Messico e poi negli Stati Uniti, secondo l’agenzia governativa americana per la salute Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, è un mix inedito di virus di solito presenti tra maiali, uccelli e esseri umani. Il Cdc di Atlanta teme che sia «probabilmente troppo tardi» per riuscire a contenere una nuova epidemia di influenza suina. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che già sabato potrebbe essere convocata una riunione di emergenza.
MESSICO – La situazione peggiore è al momento a Città del Messico dove prima le scuole e le università sono state chiuse e poi anche altri luoghi pubblici, come biblioteche, musei e teatri. Il sindaco Marcelo Ebrard ha anche ordinato la sospensione di ogni attività pubblica, in ottemperanza delle raccomandazioni emanate dal ministero della Sanità. Il governo messicano ha annunciato che sono 20 le vittime accertate nel Paese per il nuovo ceppo dell’influenza suina, mentre sono in corso accertamenti su altre 40 vittime. Il ministro della Salute di Città del Messico, Jose Angel Cordova, ha rivisto le precedenti stime, sottolineando che il tasso di mortalità si è ridotto. I casi di contagio nel Paese centro-americano sono 1.004. L’Oms, l’organizzazione mondiale della Sanità, parla di 70 vittime, anche se non è ancora chiaro se tutti i decessi siano da attribuire allo stesso tipo di virus.
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Tutta colpa di Nietzsche? di Franco Volpi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Tutta colpa di Nietzsche? di Franco Volpi
E’ morto il filosofo Franco Volpi, docente di Storia della filosofia contemporanea all’Università di Padova. Volpi era uscito il pomeriggio del 13 aprile per un giro in bicicletta e a San Germano dei Berici (Vicenza) ad un incrocio si e’ scontrato con un’auto. Il professore ha battuto la testa sull’ asfalto riportando un gravissimo trauma cranico.
Franco Volpi è nato a Vicenza nel 1952. Tra i maggiori esperti della tradizione aristotelica e del pensiero tedesco del novecento, è stato Visiting professor nell’Università Laval di Québec (1989) e in quelle di Poitiers (1990) e di Nizza (1993). Ha tenuto conferenze e seminari in numerose altre università europee e americane. È membro della consulta scientifica delle riviste: “Philosophischer Literaturanzeiger”, “Brentano Studien”, “Husserl Studien”, “Les Etudes Philosophiques”, “Internationale Zeitschrift für Philosophie”, “Iride”, “Filosofia politica”, “Informazione filosofica”. Editore delle opere di Schopenhauer e Heidegger, è consulente per la filosofia della casa editrice Adelphi. Recentemente nominato coordinatore del comitato scientifico della Fondazione San Carlo di Modena.
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Terremoto in Abruzzo: un dramma che si poteva evitare – Il Prof. Giampaolo Giuliani l’aveva previsto
Pubblicato da Emiliano Grisostolo

Terremoto in Abruzzo
Un dramma che si poteva evitare
Il prof. Giampaolo Giuliani l’aveva previsto
a cura di Emiliano Grisostolo
Sono passati solo pochi giorni, una settimana, un errore di valutazione di soli sette giorni. Un tempo lunghissimo per una regione che doveva essere totalmente sfollata, un tempo brevissimo per una previsione disastrosa che oggi si è avverata. Giampaolo Giuliani è stato denunciato per procurato allarma da Bertolaso, da quella Protezione Civile che dovrebbe prevenire, non riparare. Milioni di euro spesi per equipaggiamenti utili, che però non sarebbero serviti, e sarebbe stato meglio così, se qualcuno avesse dato ascolto allo scienziato, definito un pazzo, che ha annunciato questo grosso disastro con ore di anticipo. Il sindaco dell’Aquila, le forze dell’ordine, la Protezione Civile, lo hanno accusato di allarmismo, di avere causato un caos enorme alla popolazione, ma è anche vero che sono mesi che in tutto l’Abruzzo la popolazione condivide la loro esistenza con queste innumerevoli scosse, forti anche nei giorni scorsi, e che nessuno ha mai annunciato, o pubblicizzato nei tg nazionali. Sono mesi che a poco a poco uno sciame sismico attraversa il territorio del centro Italia, e nessuno si è mosso in tutto questo tempo, nessuno ha mai ascoltato le previsioni di uno scienziato che come accade molto spesso nel nostro Paese, non viene ascoltato.
Di seguito riporto del materiale recuperato velocemente dal web per voi, così che possiate farvi un’idea sulla persona e sulla professionalità di questo scienziato che a mio avviso, e di moltissima altra gente, forse ha trovato il modo di annunciare l’arrivo di un terremoto.

Link con discussioni interessanti:
http://www.univaq.net/interactive/articoli/ar_leggi.asp?cod3=1386
“Giampaolo Giuliani e’ un tecnico dei laboratori di fisica del Gran Sasso. Lui dice di aver inventato un sistema infallibile per prevedere i terremoti: la sua invenzione potrebbe essere una vera e propria rivoluzione. Ma domenica scorsa ha creato un vero e proprio caso: ha annunciato una fortissima scossa di terremoto che poi non si e’ verificata gettando tutti nel panico.
17enne fa strage al liceo Albertville del Baden-Wuerttemberg
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
17enne fa strage al liceo Albertville del Baden-Wuerttemberg
a cura di Iannozzi Giuseppe
Ennesimo dramma. In una scuola. Si parla di dieci morti. Ma potrebbero essere molti di più. Un giovane in tuta mimetica nera, in Germania, ha fatto fuoco contro una scuola del Baden-Wuerttemberg, il liceo Albertville: dieci morti, una cifra destinata a salire. E’ accaduto nella città di Winnenden, a circa 20 chilometri da Stoccarda. “Ha sparato all’impazzata e poi è riuscito a fuggire”, ha riferito un portavoce della polizia. Poco dopo la polizia ha rintracciato ed ha arrestato l’assassino.
“Dobbiamo presumere che ci siano almeno dieci morti”, ha detto una portavoce del ministero dell’Interno del Baden-Wuerttemberg, sottolineando che sono tutti allievi della scuola. Le autorità regionali, intanto, hanno evacuato la scuola nella quale è avvenuta la strage e chiuso le altre tre scuole della città, ordinando a tutti – allievi e professori – di non uscire dagli edifici. I giornali tedeschi sono discordanti: un ragazzo di 25 o forse di 17 anni, ex studente della scuola, i cui genitori tenevano in casa 18 armi regolarmente denunciate, ha fatto fuoco per uccidere. Dalle prime informazioni giunte si sa che otto delle persone uccise si trovavano all’interno della scuola, e due all’esterno. Il quadro non è ancora chiaro: i giornali tedeschi fanno confusione. Il dramma ha sconvolto tutti, giornalisti compresi.
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Guidonia, presi gli stupratori Sono quattro romeni. Fermati i complici
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Nella notte tra giovedì e venerdì violentarono una ragazza
di 21 anni e picchiarono il suo fidanzato. Nei guai chi li ha aiutati
Guidonia, presi gli stupratori
Sono quattro romeni. Fermati i complici
Tensione davanti alla caserma: “Bastardi, finalmente vi hanno presi”
La ragazza violentata: “E’ la fine di un incubo. Grazie ai carabinieri”
Fonte: La Repubblica.it
ROMA – Presi gli stupratori di Guidonia. I carabinieri del comando provinciale di Roma del gruppo di Frascati hanno arrestato nella notte la banda di romeni che ha violentato nella notte tra giovedì e venerdì scorso una giovane di 21 anni e picchiato brutalmente il suo fidanzato in una zona di campagna del comune alle porte di Roma. Insieme a quattro romeni, direttamente implicati nello stupro e accusati di violenza sessuale e rapina aggravata, sono state fermate anche altre due persone nei cui confronti potrebbero scattare le accuse di favoreggiamento per aver aiutato la banda a nascondersi.
La rabbia della folla. Quando il primo dei sei romeni è uscito dalla stazione dei carabinieri di Guidonia c’è stato un tentativo linciaggio da parte della folla. “Bastardi, finalmente vi hanno presi”, “Maiali” e “Consegnatelo al padre della ragazza” hanno urlato le persone piene di rabbia, soprattutto giovani, contro l’uomo trascinato con difficoltà a bordo della gazzella. Anche l’auto dei militari è stata presa a calci e pugni. Stessa scena all’uscita degli altri fermati. I carabinieri sono dovuti intervenire per riportare la situazione alla calma.
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Il clochard è deceduto nella sala d’attesa gremita di gente. Era un volto noto della stazione
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il «signor Franco» è morto in Centrale
Il clochard è deceduto nella sala d’attesa gremita di gente. Era un volto noto della stazione
Milano – Uno dei tanti personaggi che popolano la Stazione Centrale di Milano, conosciuto come «il signor Franco», 70 anni, è morto la mattina della Befana nella sala d’attesa gremita di gente, senza però che nessuno se ne accorgesse: l’uomo sembrava stesse dormendo. L’anziano era un volto noto della stazione: un senzatetto, che spesso dormiva lì, vestito in modo decente e anche abbastanza curato, e che per sbarcare il lunario portava le valigie dei passeggeri dalle varie banchine ai taxi o agli autobus o al Malpensa Express in cambio di piccole mance. Quando il personale medico dell’infermeria, attorno alle 10, è arrivato nella sala d’attesa non ha fatto altro che constatarne la morte. Morte avvenuta circa un’ora prima e della quale non si conoscono ancora le cause. Per questo il pm di turno ha disposto l’autopsia.
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Morta in un incidente stradale Valentina Giovagnini, arrivò seconda a Sanremo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morta in un incidente stradale
Valentina Giovagnini,
arrivò seconda a Sanremo
I funerali domenica alle 15 nella chiesa di Pozzo della Chiana
Fonte: Il Messaggero.it
AREZZO (3 gennaio) - La cantante Valentina Giovagnini è morta la scorsa notte in un incidente stradale ad Arezzo. La Giovagnini aveva partecipato nel 2002 al Festival di Sanremo con il brano Il passo silenzioso della neve e si era classificata seconda nella categoria giovani, dopo Anna Tatangelo, aggiudicandosi anche il premio della giuria di qualità per il miglior arrangiamento.
Giovagnini, 28 anni di Pozzo della Chiana, al volante della sua Nissan Micra è uscita di strada ribaltandosi contro un albero e finendo la sua corsa in mezzo ad un campo. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio lungo la strada che collega Pozzo della Chiana a Foiano. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime e la ragazza era stata trasportata al policlinico senese dove è stato tentato anche un intervento chirurgico. I funerali si svolgeranno domenica alle 15 nella chiesa parrocchiale di Pozzo
della Chiana (Arezzo).
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Intervista al dott Pietro MONTRONE PM della Dda di Trieste – di Emiliano Grisostolo
Pubblicato da Emiliano Grisostolo
Intervista al dott Pietro MONTRONE PM della Dda di Trieste
di Emiliano Grisostolo
Il “personaggio” di oggi è una persona davvero speciale. Ho avuto l’onore di poterlo avere al mio fianco nel novembre del 2006 durante la presentazione del mio romanzo “Il grande burattinaio”, come figura professionale la quale poteva discutere dei problemi trattati in esso, dal punto di vista giuridico. Il suo lavoro lo ha portato ad essere presente nel web e nei giornali, lo ha reso – nonostante la sua riservatezza – una delle persone più in vista nel suo settore. Un lavoro quello del dottor Pietro Montrone, PM della Dda di Trieste, molto importante, un compito il suo che lo porta spesso a correre sul filo del rasoio per ovvi motivi di tempo delle indagini, burocrazia spesso resa molto complicata, molti dettagli da vagliare e valutare con estrema attenzione. Un compito quello di uno dei più conosciuti Pubblici Ministeri del nord est Italia davvero speciale e importante, dove solo la professionalità accumulata negli anni può aiutare nei momenti più duri e difficili di un provvedimento.
Per chi ancora non lo conoscesse, possiamo dire che il gentilissimo sostituto procuratore della Repubblica di Trieste dottor Pietro Montrone è stato per molti anni uno dei diretti responsabili del caso Unabomber, e ha svolto tra le altre alcune importanti indagini su trafficanti di neonati che hanno coinvolto non solo le città più importanti del nord Italia, ma anche il Friuli.
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La Digos ha arrestato quattro persone. Uno delle due vittime è grave in ospedale
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Studenti “comunisti” pestati da naziskin
La Digos ha arrestato quattro persone. Uno delle due vittime è grave in ospedale
BOLOGNA – Quattro attivisti di estrema destra sono stati arrestati dalla Digos per un’aggressione compiuta la scorsa notte, nel pieno centro di Bologna, a due giovani di sinistra, etichettati come “comunisti”. Prima gli insulti politici, poi il pestaggio: una delle vittime, un 34enne di Catanzaro, è in condizioni serie all’ospedale Maggiore con il naso e una mascella fratturati e una lesione ad un occhio, un suo amico di 21 anni se l’è cavata con qualche livido.
QUATTRO ARRESTATI – Gli arrestati sono Luigi Guerzoni, 33 anni, di Bologna e residente nel ravennate, commerciante, Vincenzo Gerardi, 26 anni, operaio di Cento (Ferrara), residente ad Argelato, entrambi già noti alle forze dell’ordine; Gunther Xavier Latiano, studente di 25 anni, di S.Giovanni Rotondo (Foggia), residente a Bologna, e Alessandro Malaguti, 20 anni, operaio di S.Giovanni in Persiceto residente a Crevalcore, questi ultimi incensurati. Gerardi, noto con il soprannome di “miccia”, è imputato a Bologna per associazione per delinquere finalizzata alla discriminazione e all’odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionalistici e religiosi, in un processo che vede coinvolti diversi esponenti di gruppi di estrema destra, per episodi avvenuti tra il 2002 e il 2006. Nella stessa inchiesta era finito anche Guerzoni, che è stato però prosciolto all’udienza preliminare, ma ha alle spalle numerosi precedenti di polizia per reati di discriminazione razziale, porto d’armi, fabbricazione di ordigni esplosivi, violenze e minacce a pubblico ufficiale. Guerzoni inoltre fa parte, insieme a Malaguti, del gruppo musicale “Legittima offesa”; sul proprio sito web il gruppo si definisce «skinheads-band nazionalista e anticomunista».
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Clochard bruciato vivo, la sua colpa la povertà
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Clochard bruciato vivo, la sua colpa la povertà
a cura di Giuseppe Iannozzi
Ignoti hanno tentato di uccidere la scorsa notte un clochard a Rimini, dandogli fuoco mentre l’uomo dormiva su una panchina di via Flaminia. Gli hanno versato addosso una tanica di benzina. Le ustioni su tutto il corpo ne hanno imposto il trasferimento immediato al centro grandi ustionati di Padova.
L’uomo presenta ustioni sul 40% della superficie del corpo. Le sue condizioni, al momento, sono stabili. La prognosi è riservata, ma «non è in pericolo di vita»secondo l’Azienda ospedaliera di Padova.
Quando è stato soccorso, attorno a mezzanotte e mezza, era in stato confusionale ma è riuscito a dire agli agenti della Questura di essere di Taranto e di avere 46 anni. Sono in corso accertamenti per l’identificazione. Il senzatetto non ha saputo fornire nessun elemento circa i suoi aggressori. Si sarebbe svegliato sulla panchina già avvolto dalle fiamme. A dare l’allarme al 118, una ragazza che si trovava a passare in auto da via Flaminia e che ha visto l’uomo avvolto dalle fiamme. Accanto alla panchina sulla quale dormiva il clochard è stata rinvenuta dai vigili del fuoco una bottiglia vuota che odorava di benzina, quasi certamente adoperata per dar fuoco all’uomo.
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Con un coltello in testa sopravvive E’ capitato a un quindicenne inglese
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Con un coltello in testa sopravvive
E’ capitato a un quindicenne inglese
di Giuseppe Iannozzi
L’hanno accoltellato alla testa. Una lama di ben 13 centimetri gli è entrata nel cranio.
La foto delle radiografie è stata diffusa da Scotland Yard dopo circa dieci mesi dall’incidente occorso a un quindicenne. La lama è entrata in profondità nel cranio del giovane, appena sopra l’occhio per fermarsi poco al di sopra dell’orecchio.
Non è una storia dell’horror anche se ne ha tutte le caratteristiche.
Il giovane accoltellato alla testa era su un mezzo pubblico a Walworth, a sud di Londra; per evitare di essere scippato ha reagito e un rapinatore gli ha piantato un coltello da cucina in testa, poi si è dato alla fuga insieme a due complici. Il quindicenne si è presentato in ospedale con il coltello conficcato in testa, ancora vivo.
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Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Abdul Salam Guibre: ucciso a sprangate
Aveva solo 19 anni, aveva rubato un pacchetto di biscotti
a cura di Giuseppe Iannozzi

E’ morto nel primo pomeriggio, all’ospedale Fatebenfratelli, Abdul Salam Guibre, 19 anni, ragazzo di colore, originario del Burkina Faso e con cittadinanza italiana, aggredito a colpi di spranga a Milano da due uomini in via Zuretti, non distante dalla stazione Centrale.
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La Cina viola la tregua olimpica in Tibet
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Cina viola la tregua olimpica in Tibet
Mentre vanno in onda i giochi di Pechino 2008
i monaci tibetani continuano ad essere brutalizzati
La denuncia arriva dal santo Dalai Lama
a cura di G. Iannozzi
Il Dalai Lama ha accusato la Cina di violare, con la repressione in Tibet, la tregua olimpica che tutti dovrebbero rispettare durante i Giochi, tanto più il Paese che sta ospitando l’edizione di Pechino 2008. Lo hanno riferito diversi parlamentari francesi dopo aver incontrato il leader spirituale dei buddhisti tibetani, in visita per dodici giorni in Francia per motivi religiosi.
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Pechino 2008 nel sangue: un morto, feriti gravi, arresti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Pechino 2008 nel sangue
Un morto, feriti gravi, arresti
a cura di Giuseppe Iannozzi
Siamo solo al primo giorno e già c’è il morto a Pechino. Un cinese invasato ha ucciso a coltellate un turista americano, ne ha poi ferito gravemente un altro e infine si è suicidato lanciandosi dal secondo piano della Torre del Tamburo, monumento che si trova nel centro della capitale cinese. Il turista era parente del ct della nazionale americana maschile di pallavolo, Hugh McCutcheon. Feriti gravemente la donna che era con lui, anche lei parente di McCutcheon, e la guida cinese che li accompagnava.
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nessuno ascolta il grido dei monaci tibetati assassinati
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
nessuno ascolta il grido
dei monaci tibetati assassinati
ecco le vere Olimpiadi di Pechino 2008
Anche tu sei un assassino?
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Taneski il cronista killer, Gus il cane più brutto e altre amenità horror
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Taneski, il cronista killer
Gus, il cane più brutto
e altre amenità horror
di Giuseppe Iannozzi
Vi spiego ora perché, apparentemente, i thriller e i noir oggi vanno tanto di moda, incontrando in alcuni casi un buon successo criminale… pardon! … intendevo un buon successo fatale… per la miseria! … un certo successo commerciale.
Quella che in breve vi sto per raccontare sembrerebbe la trama di tanti abusati thriller, di quelli che si scrivevano negli anni ‘30 e ‘40. Per farla breve, un giornalista specializzato in cronaca nera, per scrivere i suoi pezzi, prima si faceva le vittime con le proprie mani riducendole in tanti brani tutti ben tagliati, e poi buttava i loro pezzi nella spazzatura, insieme agli altri sacchi della spazzatura. Vlado Taneski, questo il nome del giornalista, era un vero e proprio artista del coltello, un autentico macellaio, che avrebbe continuato imperterrito a scrivere se non fosse stato arrestato dalla polizia macedone. I suoi pezzi erano a dir poco chirurgici tanto erano precisi e ricchi di dettagli. Forse proprio questo dettaglio, non insignificante, ha messo in allerta gli inquirenti, che l’hanno beccato e ammanettato.
Vlado Taneski, 56 anni, giornalista del «Nova Makedonija», la più antica testata del Paese, e di un altro giornale di Skopje, è stato arrestato dalla polizia macedone con l’accusa di aver rapito e stuprato almeno tre anziane nella cittadina sud-occidentale di Kicevo. Gli esami del DNA non hanno lasciato spazi a dubbi. Le vittime di Taneski subivano prima una lunga violenza, dopodiché, senza tanti giri di parole, venivano uccise, quindi fatte a pezzi e ben chiuse in sacchi di plastica che venivano infine gettati in luoghi diversi. Lo ha riferito il portavoce della polizia, Ivo Kotevski. Tutti gli omicidi sarebbero stati portati a termine tra il 2003 e il 2008. A quanto pare Taneski sceglieva le vittime, tutte ultrasettantenni, in base alla somiglianza con la madre, con la quale aveva una relazione ambigua o tormentata… difficile dire in simili casi. Il giornalista assassino è stato subito bollato «mostro di Kicevo».
Per il momento Taneski non scriverà più alcun pezzo di nera. Non è da escludere a priori che in prigione avrà modo e tempo di scrivere dei thriller, basandosi sulla sua lunga e provata personale esperienza di giornalista di sangue. Continua..
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Jurij Druznikov: è scomparso ieri uno dei più grandi scrittori russi del Novecento
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

E’ scomparso ieri Jurij Druznikov
uno dei maggiori scrittori russi del Novecento
autore del classico “Angeli sulla punta di uno spillo”
e del romanzo “Il primo giorno del resto della mia vita”,
appena pubblicato da Barbera Editore.
La partecipazione di Druznikov al Festivaletteratura di Mantova nel 2006 e la costante attenzione che la stampa italiana gli ha dedicato lo hanno reso noto anche in Italia, dove le sue opere sono state pubblicate solo di recente da Barbera Editore.
È scomparso ieri, all’età di 75 anni, Jurij Druznikov, considerato dalla critica uno dei più importanti scrittori russi del Novecento, candidato al Nobel per la letteratura nel 2001 e menzionato nello stesso anno come autore del miglior romanzo in traduzione (Angeli sulla punta di uno spillo, Barbera 2006) dall’Unesco. Druznikov, che viveva negli USA dal 1985, è morto nella sua casa di Davis, California, per le conseguenze di una grave polmonite che lo aveva colpito due settimane fa.
Scrittore, critico letterario, pedagogista, autore teatrale, Druznikov aveva pubblicato le sue prime opere durante il regime stalinista. Subito bollato come dissidente, era stato più volte censurato ed era vissuto per anni sotto lo stretto controllo del KGB. Nonostante fosse stato radiato dall’Unione scrittori sovietici, con il conseguente veto alla pubblicazione, continuava a diffondere i suoi scritti clandestinamente, fino al 1985, quando il samizdat (ciclostile) di Angeli sulla punta di uno spillo, il suo capolavoro, fu rinvenuto durante una perquisizione in casa di un amico. Arrestato, stava per essere internato in manicomio criminale, ma fu salvato da una petizione internazionale cui parteciparono intellettuali come Bernard Malamud, Kurt Vonnegut, Arthur Miller, Elie Wiesel. Grazie a queste pressioni Gorbaciov decise di lasciarlo fuggire. Druznikov riparò prima in Italia e poi negli Usa, dove gli fu offerta la cattedra di Letteratura russa all’Università della California, dove ha insegnato fino alla morte.
Le opere di Druznikov, fra cui ricordiamo, oltre che Angeli sulla punta di uno spillo anche i romanzi Il primo giorno del resto della mia vita, pubblicato il mese scorso da Barbera Editore, Passport to yesterday, Superwoman, la raccolta di racconti Là non è qua (Barbera 2007) e i saggi Informer 001 or the Myth of Pavlik Morozov e Alexander Pushkin and Political Uses of Nationalism, sono state pubblicate in 14 paesi e tradotte in altrettante lingue, fra cui inglese, russo, italiano, polacco, francese.
Web:
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Aiutare subito le popolazioni del Myanmar, ex Birmania
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Aiutare subito le popolazioni
del Myanmar, ex Birmania
Secondo una fonte Onu, sarebbero oltre 5.000 chilometri quadrati del delta del fiume birmano Irrawaddy ad essere sommersi d’acqua e un milione le persone rimaste senza alcun riparo.
Le autorità birmane avrebbero dato l’okay all’arrivo nel Paese di un volo Onu di aiuti umanitari e di un piccolo gruppo di membri dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, nell’ambito delle operazioni di soccorso alle vittime.
Tuttavia, dopo il ciclone, sulla dittatura birmana si abbattono oggi le accuse di non aver fatto nulla per salvare la popolazione. E a puntare il dito non è solo l’agenzia delle Nazioni Unite per il contenimento delle calamità ma soprattutto il dipartimento meteorologico indiano, che avvertì la Birmania dell’arrivo del ciclone Nargis con 48 ore di anticipo: “In tempo per evacuare vaste zone”. Ma nonostante le accuse, la giunta militare al potere, costretta dall’ecatombe a permettere l’ingresso agli aiuti internazionali, non ha ancora rilasciato i visti agli operatori delle agenzie internazionali.
I carichi degli aiuti rischiano di accumularsi nei magazzini senza poter essere distribuiti alla popolazione, i finanziamenti sbloccati da numerosi paesi rimarranno ancora inutilizzati.
Mentre il paese agonizza devastato dal passaggio del ciclone, il bilancio delle vittime continua a salire: ufficialmente le stime parlano di 22mila morti, ma secondo le organizzazioni umanitarie presenti potrebbero essere 50mila, forse anche più contando gli oltre 41mila dispersi. Per Kyi Minn, consulente dell’Ong cristiana World Vision, uno delle poche organizzazioni umanitarie straniere autorizzate a operare in territorio birmano, il ciclone di sabato scorso potrebbe rivelarsi ancora più disastroso dello tsunami di tre anni e mezzo fa in cui morirono 230mila persone. La città di Bogalay, nel delta dell’Irrawaddy, è distrutta al 95 per cento: diecimila i morti, mentre la maggior parte dei 190mila abitanti. In cinque regioni è stato dichiarato lo stato di disastro naturale. Nella capitale Rangoon, secondo le testimonianze, “La città è in ginocchio. Moltissime case sono state distrutte o danneggiate. Tantissima gente non ha più un tetto e si rifugia nelle strutture disponibili, in particolare le scuole o gli edifici governativi che sono affollatissimi. C’è disperazione e stordimento”.
“Dove sono tutte queste persone in uniforme sempre pronte a picchiare i civili? Dovrebbero venire fuori in forze e aiutarci a ripulire e a ripristinare l’elettricità”, spiega un povero autista di risciò.
Per ora, a spazzare le strade dai resti del ciclone, ci sono solo semplici cittadini, aiutati dai monaci buddisti.
Centinaia di monaci buddisti sono per le strade della capitale birmana per aiutare gli abitanti a sgomberare le strade soffocate dai detriti dopo il passaggio del ciclone. E’ la prima volta, dalle proteste del settembre scorso, che un numero così imponente di monaci esce dai monasteri liberamente per strada.
L’appello ad un ammorbidimento del regime di fronte alla calamità, intanto, è anche arrivato dai birmani in esilio, che chiedono alla giunta militare di consentire alle organizzazioni umanitarie internazionali di operare liberamente nel Paese, per portare assistenza e aiuti. E anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è detto disponibile ad “assistere il governo a far fronte alle necessità umanitarie, se richiesto”. Ma “per il momento – ha denunciato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di Coordinamento dell’Onu per gli Affari Umanitari – abbiamo i cinque membri della nostra squadra di valutazione dell’impatto della catastrofe i quali sono bloccati a Bangkok, in attesa dei rispettivi visti”.
Gran parte del paese è isolato, intere regioni sono irraggiungibili, alcune città cancellate, vaste zone senza acqua potabile e tutte le coltivazioni di riso distrutte.
L’elenco delle devastazioni si ferma ancora alla semplice osservazione, l’emergenza non riesce ad essere affrontata adeguatamente.
Ecco qui indicati i conti correnti postali e bancari di tre diverse istituzioni che si sono mobilitate per aiutare le popolazioni del Myanmar, l’ex Birmania, colpite dal ciclone:
CARITAS ITALIANA
c/c postale n. 347013 causale “EMERGENZA MYANMAR”
CROCE ROSSA ITALIANA
c/c postale n. 300004
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
oppure bonifico bancario
BNL agenzia 1
c/c n. 218020
codice ABI 01005 codice CAB 03382
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
SAVE THE CHILDREN
c/c postale n. 43019207 causale "EMERGENZA BIRMANIA"
oppure bonifico bancario
Banca Popolare Etica
codice IBAN IT39U0501803200000000511550
codice BIC-SWIFT CCRTIT2184D
causale “EMERGENZA BIRMANIA”
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