Gordiano Lupi intervistato presenta le sue cattive storie di provincia
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Intervista a
Gordiano Lupi
Cattive storie di provincia
a cura di Iannozzi Giuseppe
1. Cattive storie di provincia è una raccolta di racconti mai a lieto fine: si spazia dall’horror puro al thriller, dall’erotico sanguinario al dark più classico, per sfociare infine anche in una verve splatterosa, come in Oltre ogni limite. C’è un fil rouge che lega i racconti, e se sì quale?
Il filo conduttore è il lato oscuro della provincia, che non può essere più considerata un’isola felice. Al giorno d’oggi sono frequenti i delitti in famiglia, le esplosioni di violenza, i fatti di sangue, prima riservati a realtà metropolitane. I racconti sono horror, fantastici, noir… ma il legame è la provincia italiana. Oltre ogni limite – strano a dirsi – è un fatto vero leggermente romanzato…
2. I racconti prendono spunto da fatti realmente accaduti, almeno in un caso. Gli altri sono frutto della fantasia; tuttavia ognuno di essi, con un approccio diverso di volta in volta, mette il dito nella piaga di quei problemi sociali che infestano la società odierna. Oltre ad essere delle storie per divertire e spaventare il pubblico, sono anche qualche cosa di più, forse una denuncia…?
Un ragazzo di nome Simone e Oltre ogni limite sono due fatti veri romanzati. Gli altri no, raccontano storie che potrebbero accadere, ma sono frutto della mia fantasia. Non scrivo per fare denunce, ma seguo un’esigenza interiore. Forse nel periodo in cui ho scritto questi racconti (2000 – 2008) mi sono occupato molto di cronaca nera e questa cosa mi ha condizionato a livello inconscio.
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Vito Benicio Zingales e il Truccatore dei morti: intervista all’autore a cura di G. Iannozzi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Intervista a
Vito Benicio Zingales
Il Truccatore dei morti
a cura di Iannozzi Giuseppe
Autore: Vito Benicio Zingales
Titolo: Il truccatore dei morti
144 pp.
1ma ediz. novembre 2008
collana narrativa
Armando Siciliano Editore
prezzo: 10 €
acquistalo su IBS – dall’editore Armando Siciliano
1. Prima di parlare di “Il truccatore dei morti”, tuo secondo romanzo, vorrei che ti presentassi spiegando, se non proprio nel dettaglio, chi sei e come sei approdato al mondo delle lettere. In pratica: chi è Vito Benicio Zingales?
Un uomo semplice, ma inquieto, fatto di vita e di sogni che se non sono bambini parlano di miracoli di seconda mano. nella “tempesta delle lettere” mi hanno sbattuto, col tacito assenso di papà giornalista, Giacomo Giardina, Rosa Balistreri, Nino Muccioli e i maestri Cutino e Giambecchina, giganti della cultura siciliana e miei “zii d’infanzia”.
2. I tuoi precedenti romanzi sono stati “Là, oltre i campi di Sfaax” (2002) e “Cosa di Noi. I ragazzi di Sala Paradiso (2003)”: in merito a “Cosa di Noi”, a suo tempo ebbi modo di dire che “non è romanzo che metta in campo vinti o vincitori, eroi per caso o miti inventati, è piuttosto un sapiente coacervo di identità umane che fanno orgia negli abusati significati che si potrebbero attribuire ai concetti di ‘bene’ e ‘male’. Questi finiscono col perdere valore, perché i confini dei loro significati si intrecciano, si superano, si inghiottono nella loro stessa quiddità.” Il ritmo incalzante del romanzo, lo stile funambolico del linguaggio sospeso fra italiano e gergo di strada, mi conquistarono. Oggi con “Il Truccatore dei morti” rimango di nuovo conquistato. Com’è nato questo tuo nuovo lavoro, per quale impellente necessità umana letteraria sociale?
“Cosa di Noi” è uno scatto veloce, in bianco e nero, che cattura l’immagine perversamente vivida e a colori della “Cosa Nostra” a Palermo. Il truccatore nasce dall’essenza di un sospetto, forse dall’ipotesi da un mio multiplo che ormai da tempo, fra terre inesplorate, governa dinamiche ignote e tenacemente ambivalenti.
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Vladimiro Giacché – La fabbrica del falso – DeriveApprodi
Pubblicato da Katia Ciarrocchi
Vladimiro Giacché
La fabbrica del falso.
Strategie della menzogna nella politica contemporanea
A cura di Renzo Montagnoli
Titolo: La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea
Autore: Giacchè Vladimiro
Editore: DeriveApprodi
Prezzo: € 18.00
Data di Pubblicazione: 2008
ISBN: 8889969512
Pagine: 272
Reparto: Politica
La ricerca della verità è sempre stata un percorso arduo e difficoltoso, anche perché di uno stesso fatto posso esserci tante verità soggettive, in quanto gli individui, per loro natura, tendono a cogliere un aspetto invece di un altro.
Il problema è ben più serio quando viene imposta una verità per il tornaconto di interessi economici e di potere, con tutti i mezzi possibili,
anche i più subdoli.
Il bel saggio di Vladimiro Giacché si occupa delle strategie della menzogna nella politica contemporanea, che si attuano attraverso gli strumenti di diffusione a qualsiasi livello.
Goebels, il famoso ministro della propaganda nazista, diceva che una menzogna resta una menzogna, ma se ripetuta cento, mille volte diventa una verità.
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Italo Gilles Lasalle. L’Elenco Universale delle cose tristi. Un Capolavoro contemporaneo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Italo Gilles Lasalle
L’Elenco Universale delle cose tristi
Un Capolavoro contemporaneo
di Iannozzi Giuseppe
Dovreste far di tutto per assicurarvi una copia del nuovo romanzo di Italo Gilles Lasalle, L’Elenco Universale delle cose tristi edito da Cicorivolta edizioni nella collana i quaderni di Cico. Il perché è presto detto, anzi urlato: questo romanzo è un Capolavoro con la “C” maiuscola. Provo a farvi capire perché: avete presente Il gioco del mondo di Julio Cortázar, una delle più grandi denunce in chiave ironica dell’inautenticità della vita e della letteratura? Chiunque abbia letto Il gioco del mondo sa bene che il lavoro di Cortázar è un miracolo letterario. Altro miracolo, moderno seppur meno ambizioso ma non per questo meno divino, è quello operato di recente da Carlos Ruiz Zafón con L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo, senza dimenticare il romanzo breve Il principe della nebbia. Si aggiunga poi un po’ dell’erotismo fiabesco di Gabriel Garcia Marquez, di quello che ha saputo ritrarre in maniera mirabile nell’Amore ai tempi del colera, e anche un po’ della decadenza esistenziale che è nel Generale e il suo labirinto, ed ecco a voi una storia che si legge tutta d’un fiato, L’Elenco Universale delle cose tristi di Italo Gilles Lasalle.
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Amore di confine, di Mario Rigoni Stern
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Amore di confine
di Mario Rigoni Stern
Edizioni Einaudi
Narrativa raccolta di racconti
Pagg. 208
ISBN: 9788805189310
Prezzo: € 9,50
Quarantaquattro racconti, divisi in quattro capitoli, costituiscono questo libro, che di fatto è una vera e propria autobiografia. Del resto in tutte le sue opere c’è la presenza attiva dell’io che non è solo narrante, ma che ripercorre le tappe del suo passato a beneficio del lettore. Sono esperienze maturate o fatti dei quali, se pur non presente, ha avuto dettagliata notizia, insomma sono il ricordo di Mario Rigoni Stern. Spesso si tratta di racconti brevi, quasi di piccole annotazioni, ma che hanno il pregio di aprire uno squarcio su un mondo che ormai non c’è più; in tutti è sempre presente una grande pacatezza, una capacità di comunicare dolcemente, tanto che si ha l’impressione di avere l’autore dinanzi a noi, seduto comodamente e intento a raccontarci.
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Il partigiano Johnny, di Beppe Fenoglio
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Il partigiano Johnny
di Beppe Fenoglio
Edizione critica
a cura di Dante Isella
Edizioni Einaudi
Narrativa romanzo
Pagg. 527
ISBN: 9788806174668
Prezzo: € 11,50
Ritengo indispensabile una doverosa premessa: questo romanzo è stato pubblicato postumo (Fenoglio era deceduto senza completare l’opera) in una versione che mescolava, in modo del tutto arbitrario, due diverse stesure, con tutte le inevitabili lacune e contraddizioni.
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Jurij Družnikov: Il primo giorno del resto della mia vita, il capolavoro del geniale autore russo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Jurij Družnikov
Il primo giorno del resto della mia vita
Il capolavoro del geniale autore russo
recentemente scomparso
di Giuseppe Iannozzi
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Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici. Fabrizio Corselli: il fantasy poetico per Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Uscito tempo fa in versione e-book, adesso, l’opera di epica fantasy Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici approda alla sua versione cartacea.
Titolo Opera: Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Fantasy (Concept Work poetico)
Pagine: 366
Edizione: Lulu
Costo: 11,50 €
Lyrellende è un viaggio fantastico all’interno del paradiso elfico di Ambheur-Arél. Un mondo le cui cronache introdurranno il lettore a un’esperienza davvero avvincente, se non unica, fatta di grandi eroi e potenti maghi, abilmente narrati dalla sua diretta protagonista: una mistica danzatrice della stirpe eleamar, una valadyn per l’appunto, spintasi oltre i Regni della Luna, nel tentativo di disvelare i molteplici misteri che si celano dietro l’elfica struttura dell’Envydal, noto come Circolo delle Tre Stelle. Un’impresa che la vedrà lambire le più oscure forze dei tempi remoti, discendendo persino gli abissi profondi di quelle memorie che furono taciute, con grande timore, dalla stessa razza elfica. Un destino già segnato quello della stirpe eleamar ma che adesso risorge in virtù del coraggio della loro unica figlia.
L’opera non manca infine di creature leggendarie quali i draghi, spettri, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio semplice e diretto, permettendo anche al lettore medio un più facile approccio. Lo stesso autore, nella prefazione all’opera, avverte che si è preferito impiegare un linguaggio molto semplice, destinando la lettura a un target più ampio, tralasciando così la forma epica che ha sempre caratterizzato i propri poemi a tema mitologico, più complessi, ma pur sempre mantenendo il tono dell’epos.
L’opera non rappresenta una silloge poetica ma un vero e proprio Concept Work, con una sua storia ben costruita che si sviluppa lungo le nervature strofiche dei testi, rafforzate ulteriormente da ponti narrativi che ne definiscono meglio la organicità strutturale. L’impiego dei ponti narrativi è una situazione insolita per la poesia, divenendo in Corselli un dato di fatto, se non una sua esclusiva.
Il background che fa da sfondo all’opera è quello del paradiso elfico di Ambheur-Arél, mondo fantasy creato dallo stesso autore, divenuto in futuro trampolino di lancio per i prodotti del Chimerae Hobby Group (soprattutto moduli avventura ed espansioni per il sistema di Advanced Dungeons & Dragons 2.a Edizione).
Per tale motivo, in modo da facilitare ulteriormente l’orientamento all’interno di questo viaggio fantastico, è stato incorporato all’opera un corposo Dizionario Fantasy (Eluen Algadi). Inoltre, sarà presente un’Appendice che, oltre a dare informazioni su alcuni concetti o personaggi presenti nella storia, e finanche approfondirne altri, segnerà i lemmi specifici da ricercare sull’Eluen Algadi. Molte sono le relazioni tra un elemento e l’altro, dovendo a volte ricorrere a più “parole chiave” per ricostruire organicamente la storia di quel dato luogo o creatura che sia. Da questo punto di vista, l’opera, e nella fattispecie il Dizionario, risultano essere un ricchissimo e utile compendio per il gioco di ruolo, dal quale trarre plot, leggende e ambienti per la propria avventura. Inoltre, l’opera supporterà i moduli del Chimerae Hobby Group.
A livello grafico, Lyrellende è corredato dalle immagini della nota illustratrice Cesarina Ciotti (http://www.maniecreative.it) e da Antonio Nonnato, già avviato disegnatore per il Chimerae Hobby Group. Il personaggio di Uar-Elleja è stato ispirato proprio dall’immagine di copertina Moon della Ciotti.
L’acquisto online è possibile presso questo il seguente link:
Non resta che augurare Buona Lettura.
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Benedetta Cibrario: Campiello, vince ‘Rossovermiglio’ epopea di una donna del ‘900
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Per il secondo anno consecutivo il prestigioso premio va a un’esordiente
Dietro di lei Cinzia Tani, Eliana Bouchard, Paolo di Stefano e Sara Gamberale
Campiello, vince ‘Rossovermiglio’ epopea di una donna del ‘900

VENEZIA - E’ Rossovermiglio di Benedetta Cibrario (Feltrinelli) il romanzo che ha vinto il 46esimo premio Campiello, ottenendo 94 voti dei 300 della giuria popolare, scrutinati stasera sul palcoscenico del Teatro La Fenice, a Venezia. E’ il secondo anno di seguito che vince una esordiente, dopo Mariolina Venezia nel 2007.
E’ con queste parole che Benedetta Cibrario, nata a Firenze, ma cresciuta a Torino e vissuta a lungo in Inghilterra, definisce il tema del suo romanzo: “Una donna racconta la sua vita, i suoi complicati e misteriosi amori, per cercare di capire il confine tra realtà e apparenza, tra verità e menzogna, tra torto e ragione”.
Rossovermiglio è il vino che la protagonista, una donna ormai ottantenne, che con il suo racconto ripercorre tutto il secolo scorso, produce nella tenuta di San Biagio, nel senese, dal simbolico nome “La bandita”. Dopo essersi lasciata alle spalle infatti un matrimonio di convenienza, la protagonista si ritira a vivere in Toscana. La vicenda costituisce una grande e complessa saga che qualcuno ha anche avvicinato, per argomenti e tensione popolare, a Via col vento.
Gli altri quattro finalisti si sono piazzati con quest’ordine: Cinzia Tani con Sole e ombra (Mondadori) con 86 voti; Eliana Bouchard con Louise (Bollati Boringhieri) con 43 voti; Paolo di Stefano con Nel cuore di chi ti cerca (Rizzoli) con 29 voti; Sara Gamberale con La zona cieca (Bompiani) con 26 voti.
La giuria cosiddetta “dei letterati”, presieduta da Gianni Letta, era composta, tra gli altri, da Riccardo Calimani, Philippe Daverio, Aldo Forbice, Monica Maggioni e Salvatore Nigro. A scegliere il vincitore, una giuria allargata, composta da trecento lettori, selezionati in tutte le regioni italiane e appartenenti a diverse categorie professionali. La serata è condotta da Bruno Vespa, affiancato da Claudia Gerini.
Fonte: Repubblica.it
Tittyna Cerquetti intervistata da Mariella Calcagno
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi


Mariella Calcagno intervista
Tittyna Cerquetti
fonte: schizofrenie letterarie
Tittyna, (http://www.tittyna.net/) amica di scrittura, conosciuta alla presentazione del mio libro ma unite da qualcosa di più, lancia BlogTime una rivista, bella e ben costruita, le ho chiesto di presentarcela.
1) BlogTime, spiegaci cos’è in poche parole.
Blogtime è una rivista. Senza fare paragoni imbarazzanti (considerati i mezzi a disposizione ed il tempo spendibile per le attività no-profit che abbiamo tutti noi) è la versione “citizen journalism” dei settimanali generalisti che si trovano in edicola. È un progetto che vuole mettere su carta virtuale, attraverso i nuovi sistemi (file pdf leggibili anche online in modalità “rivista” con programmi tipo issuu) la capacità che i bloggers hanno di realizzare qualcosa di simile a questi prodotti, senza grosse organizzazioni e pesanti costi. Un magazine informativo/generalista che da un lato offre un prodotto fruibile a tutti, nello stesso tempo consente a chi ha desiderio di fare giornalismo di vivere un’esperienza fuori dal proprio blog.
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Maschere, di Cristina Bove
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
MASCHERE
Lei aveva fatto davvero il possibile e lui, il burattinaio, era il solo a saperlo.
Stavolta lo aveva pregato di costruirle due maschere ancora migliori delle ultime, una che fosse bellissima e l’altra orrenda.
Lui non chiedeva mai a che cosa le servissero, conosceva la risposta.
Bene, per quella bella non occorre altro che fare ancora il calco al tuo viso, per l’altra dovrò studiarmi qualcosa.
Mi raccomando, disse lei mentre usciva, mandandogli un bacio sulla punta delle dita.
Eccole pronte, vuoi provarle?
Certamente!
La prima, come al solito, non modificava per nulla le sue sembianze, era semplicemente se stessa, perfino gli occhi verdi, contornati dal silicone della maschera assolutamente invisibile, avevano ovviamente la sua dolce espressione.
L’altra la lasciò senza fiato: era ancora lei, ma terribilmente invecchiata, le rughe fittissime e profonde a far da sfondo a un’espressione sofferta , un colore malato…e anche gli occhi che pure rimanevano i suoi, nell’indossarla avevano assunto un’aria di tristezza infinita.
Stavolta lui aveva davvero superato se stesso.
Adesso voglio due vesti, una bellissima che si intoni ai miei capelli e ai miei occhi e una da moribonda, livida, che lasci immaginare piaghe e cicatrici.
Anche quello fu fatto.
Il burattinaio l’amava, e lui solo conosceva il suo segreto, lui solo sapeva il suo vizio nascosto, e lo assecondava per l’immenso amore che lo legava a lei da tempi remoti.
A lei piaceva irretire gli uomini, soprattutto quelli dotati di spirito e intelligenza.
Nel passato però aveva dovuto difendersene perché, inevitabilmente, quello di turno si innamorava di lei, non solo, qualcuno era arrivato anche sul punto di farle la posta dopo essersi procurato chissà come il suo indirizzo.
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Emiliano Grisostolo, Il castello incantato – la recensione su Il Corriere Nazionale
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Emiliano Grisostolo
(Maniago, 1977)
E’ nato a Maniago, in provincia di Pordenone, dove lavora come operaio presso una ditta artigiana. A vent’anni ha pubblicato il suo primo libro, Fino alla morte, a ventuno il secondo, Adrenalina. Per ZONA ha pubblicato i romanzi L’ultima notte (sulla pena di morte, 2005) e Il grande burattinaio (in cui ha iniziato la sua personale esplorazione del dramma della tratta, 2006). Il suo sito personale è www.emilianogrisostolo.it

Emiliano Grisostolo ha alle spalle almeno tre romanzi di forte impegno sociale, “L’ultima notte”; “Il grande burattinaio” e l’ultimissimo “Il castello incantato”, tutti editi da Zona editrice. Non temo una smentita se oggi qui dico che “Il castello incantato” è sicuramente il miglior lavoro dell’autore maniaghese, sia per stile sia per contenuti.
Emiliano Grisostolo già nelle sue opere precedenti ci ha abituati a temi di grande attualità, come la pena capitale e la pedofilia, riuscendo a mettere bene in evidenza questi mali della società, mali che purtroppo diventano day after day più che mai attuali, drammatici e reiterati. E’ quasi impossibile aprire un quotidiano e non doversi confrontare con una notizia di nera che riguarda la scomparsa di un minore, forse vittima dei pedofili, forse rapito da non si sa chi e chissà per quali tristi fini. [...]
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Mistress Eliselle. Fidanzato in affitto. Newton Compton Editori
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Mistress Eliselle
Fidanzato in affitto
intervista a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Tu, Eliselle, timida e sottomessa, uguale a Cristal?
Nel tuo ultimo romanzo “Fidanzato in affitto”, edito da Newton & Compton, la protagonista appare, per lo meno all’inizio, più come una totale imbranata che non come una possibile femme fatale.
Quale necessità ti ha spinta ad affrontare il mondo fetish, tra dominatori, mistress, slaves e quant’altro?
Timida sì, sottomessa no. Cristal è un personaggio dedicato alle ragazze “che amano troppo”, quelle che sono disposte a tutto pur di compiacere il proprio uomo, anche a scapito di se stesse. E per questo motivo perdono di vista i propri bisogni. L’ho calata in un mondo, quello del fetish e dei rapporti tra dominatrici e schiavi, per far nascere il contrasto e le contraddizioni che ha dentro di sé, e poi diciamocelo: è un mondo molto affascinante.
2. Ho trovato che il mondo da te descritto nel romanzo sia quasi tutto basato su dei cliché, per altro abbastanza edulcorati, quando è invece risaputo che le pratiche sadomaso sono piuttosto crudeli ed estreme, e in alcuni casi pericolose se non addirittura letali. Cristal invece, nonostante i consigli delle amiche, non diventa crudele fino in fondo: rimane fedele a sé stessa, solo un po’ più dispettosa, come una bambina che ha scoperto che giocare a tagliare le code alle lucertole può essere divertente.
È un mondo edulcorato quello che ho descritto, ma è stata una scelta voluta e ponderata: ho voluto dare una chiave di lettura ironica e molto personale che si discostasse da altri libri che ho letto sull’argomento e che ho trovato addirittura più “omologati” del mio, in cui abbondavano veramente i luoghi comuni. Cristal si cala in questo mondo da scettica e non abbandona mai la propria titubanza, ma durante il suo percorso personale scopre che è cresciuta interiormente, ha trovato dei punti di forza caratteriali che credeva di non avere: non è necessario diventare crudeli per maturare, quel che è necessario è fare i conti con se stessi.
3. Cristal viene mollata dal fidanzato in un ristorante di lusso. In meno di un minuto solleva un disastro, per cui le vengono richiesti quasi 10.000 € di danni. Ovviamente Cristal è una eterna precaria, senza il becco di un quattrino; ma c’è che deve pagare i danni, o per lei saranno guai ben peggiori. Ha tre mesi di tempo per far fronte al debito contratto. Non sa come fare per rimediare i soldi necessari. Ma poi incontra una vecchia amicizia che le suggerisce di prendersi uno “schiavo”.
Tu, Eliselle, sei mai stata schiava di qualcuno? Ed ancora: hai mai pensato di prenderti uno “schiavo” che ti lecchi le scarpe, ad esempio?
Schiava in senso stretto o in senso lato? Perché anche io, come credo il 90% delle donne, ho vissuto un amore che mi ha fatto soffrire e col senno di poi ho capito che ero schiava (mentalmente) di quel rapporto e di quella persona. Schiava come gioco erotico o come esplorazione della mia sessualità no, se mi chiedessero di scegliere un ruolo, sceglierei quello della padrona, mi si addice di più. E sì, ho pensato di prendermi uno schiavo che mi regali tante scarpe! Ma quale donna non lo vorrebbe?!
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Frecce e Pugnali. Nicola Vacca. Edizioni il Foglio
Pubblicato da Renzo Montagnoli

Frecce e pugnali
di Nicola Vacca
Introduzione di Giordano Bruno Guerri
In copertina “Spaziale” di Lucio Fontana
Edizioni Il Foglio
www.ilfoglioletterario.it
ilfoglio@infol.it
Collana Autori Contemporanei Poesia
Diretta da Fabrizio Manini
Poesia Aforismi
Pagg. 90
ISBN: 978 – 88 – 7606 – 185 – 1
Prezzo: € 10,00
L’aforisma (o aforismo) è una frase breve che, tuttavia, riesce a concentrare un sapere di carattere filosofico o morale.
Per quanto creati anche in passato, la loro diffusione si è incrementata in modo notevole a partire dalla seconda metà del XX secolo, con numerose pubblicazioni di raccolte di aforismi di autori diversi, insomma delle vere e proprie antologie.
Più raro è il caso di libri costituiti da queste massime a opera di un solo autore e fra questi rientra Frecce e pugnali di Nicola Vacca, già conosciuto come poeta e come critico letterario.
Come precisa giustamente l’autore, nel corso dell’intervista che gli ho fatto in concomitanza con l’uscita di quest’opera, l’aforisma è un modo efficace per essere ironici e divertenti, ma è anche, nel caso specifico, un mezzo per scuotere e far pensare una società che sembra vivere in una sorta di limbo, avulsa da una concreta realtà, prigioniera di un’illusione propinatale e che ha recepito volentieri: vivere senza esistere.
E così Vacca ci trascina in un vortice di punzecchiature mentali sulle quali pare impossibile non sentire la necessità di riflettere, mettendo in discussione le nostre convinzioni, frutto di anni di martellanti lobotomie tese al nostro annullamento, volte a toglierci quella innata capacità di raziocinio.
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John Fante. Chiedi alla polvere. Einaudi
Pubblicato da Katia Ciarrocchi

John Fante
Chiedi alla polvere
A cura di Claudio Arzani
Titolo: Chiedi alla polvere
Autore: Fante John
Prezzo: € 10,00
Dati: 2004, XXXV-234 p., brossura
Traduttore: Castagnone M. G.
Editore: Einaudi (collana Einaudi. Stile libero)
Terzo romanzo della saga di Arturo Bandini, ventenne italoamericano con il sogno di affermarsi scrittore: abbandonata l’oppressiva famiglia, madre e sorella in particolare, non solo del genere umile sottoproletariato piccolo borghese ma addirittura di chiara fede cattolico osservante, il giovane ribelle si cimenta con la grande Los Angeles. Sistemato alla meno peggio in un alberghetto di infima categoria riesce ad ottenere la grande soddisfazione di veder pubblicato su una rivista il suo primo racconto, ”Il cagnolino rise” con tanto di primo assegno di compenso: e basta una rivista per sentirsi in cima al mondo. Salvo poi verificare che ben pochi prestano attenzione, nemmeno proponendone copia gratuita. Compresa quella cameriera messicana dal sangue caliente, Camilla Lopez, che sembra più attenta ad Arturo che non ai suoi impegni di penna. Fatto comunque non certo disdicevole, salvo poi verificare che, mentre crescono le fortune dell’aspirante scrittore, Camilla sembra non riuscire nell’impresa di abbandonare il suo destino di emarginata. Cosa la lega, a quel destino? Quando Camilla sembra sparire definitivamente, Arturo non esiterà ad imboccare con la sua auto la strada che si inoltra nel deserto, alla scoperta di verità che sono in parte autobiografiche di John Fante, lo scrittore dimenticato più famoso del mondo. Ed è bene ricordarlo: “Chiedi alla polvere“, il romanzo forse più bello della saga, vede la luce nel 1933 ma resterà sostanzialmente ignorato dal grande pubblico fino all’edizione del 1980. Del resto, la prima parte della lunga avventura di Bandini, “La strada per Los Angeles“, scritta nel 1935, verrà pubblicata solo nel 1985, dopo la morte di John: racconti di un giovane ribelle di strada, da uno scrittore controcorrente nei libri e nella vita.
Emiliano Grisostolo. Il castello incantato. Zona editrice
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Emiliano Grisostolo
Il castello incantato
Zona editrice
di Giuseppe Iannozzi
Emiliano Grisostolo ha alle spalle almeno tre romanzi di forte impegno sociale, “L’ultima notte”; “Il grande burattinaio” e l’ultimissimo “Il castello incantato”, tutti editi da Zona editrice. Non temo una smentita se oggi qui dico che “Il castello incantato” è sicuramente il miglior lavoro dell’autore maniaghese, sia per stile sia per contenuti.
Emiliano Grisostolo già nelle sue opere precedenti ci ha abituati a temi di grande attualità, come la pena capitale e la pedofilia, riuscendo a mettere bene in evidenza questi mali della società, mali che purtroppo diventano day after day più che mai attuali, drammatici e reiterati. E’ quasi impossibile aprire un quotidiano e non doversi confrontare con una notizia di nera che riguarda la scomparsa di un minore, forse vittima dei pedofili, forse rapito da non si sa chi e chissà per quali tristi fini. La nera oggi ci ha purtroppo quasi anestetizzati di fronte all’idea che nel mondo, ogni giorno, scompaiono nel nulla tantissimi innocenti, che non ritorneranno mai più a casa. E’ il caso di definirli desaparecidos? Ahinoi, la più parte di quei fanciulli che scompaiono da un giorno all’altro, senza un motivo apparente, senza la richiesta d’un riscatto, sono da considerarsi desaparecidos. Se fino a qualche decina d’anni or sono si pensava, erroneamente, che le persone scomparse misteriosamente fossero solo una macabra realtà presente in stati totalitari quali l’Argentina e il Cile, oggi non è più così: chi oggi scompare dalla faccia della Terra, senza di sé lasciare traccia, è una persona comune, di qualsiasi età ed estrazione sociale. Non di rado gli scomparsi finiscono spolpati dai macabri ingranaggi di organizzazioni malavitose – che si annidano nel cuore di quelle società apparentemente più civili e democratiche. Pensare che oggi non esistano più i campi di concentramento è un’ingenuità bella grossa. Il mercato della prostituzione, della pedofilia, dello schiavismo, del traffico di organi umani non si ferma davanti a niente e a nessuno: le autorità, per quanto cerchino di sgominare schiavisti e pedofili – purtroppo ampiamente diffusi anche in Rete, che da alcuni anni è diventata la spiaggia preferita di moltissimi adescatori -, spesse volte si trovano con le mani legate o in un vicolo cieco.
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Fabrizio Corselli. Amor di Ninfa: intervista al Poeta di Eros e Psiche
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Fabrizio Corselli
Amor di Ninfa
Intervista al Poeta
a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Personaggi abbondantemente sfruttati, Eros e Psiche, sia in narrativa sia in poesia. Dunque, come mai la scelta di rivisitare il loro mito, per quale esigenza?
Il mito di Eros e Psiche rappresenta, nell’ottica dell’ispirazione, un topos come tanti altri, ma non per questo il suo uso o abuso sottende ai diritti di prelazione di altri che vi hanno scritto prima. Così come l’archetipo Amore si presta a molte interpretazioni, e ciò che rende unica questa situazione è proprio la multiformità del punto di vista: l’oggetto è lì che aspetta una luce sempre nuova e diversa che ne metta in evidenza sfumature mai percepite prima. Così anche nell’idealizzazione del bello, l’occhio sarà abituato a vedere in quell’oggetto sempre qualcosa di diverso, rendendolo eterno e imperituro.
Il fulcro di Amor di Ninfa non risiede soltanto nei suoi protagonisti, pur sempre mediatori del tema “amoroso”, quanto nella sua strutturazione globale, in cui essi sono incastonati, nella sua progettualità e storia, soprattutto nella sua tematica, ostica ma allo stesso tempo avvincente. Il tema si incentra sul delirio ninfale e finanche sul ribaltamento delle posizioni assunte dai due protagonisti, Eros e Psiche, demandando al primo la dimensione del dolore e della sofferenza. Eros è qui un poeta, il quale indossa una maschera d’avorio, perché la sua beltà non si mostri alle ninfe, e una piuma di uccello la cui punta è d’oro: è fin troppo chiaro il parallelismo. Per rimanere in linea col mio stile, anche qui la divinità o il semidio viene posto su un piedistallo di tenera mortalità; egli incarna un umano sentire, e il “lieto fine” che caratterizza il mito classico, qui viene arbitrariamente modificato, per porre i due amanti in un sospeso stato di tragicità amorosa.
È anche il modo di consegnare al lettore una versione inedita del mito che rende l’opera unica, anche ai più esigenti, sia per forma sia per contenuti.
In una email privata, ha scritto Matteo Veronesi nei confronti di Amor di Ninfa “Mi sembra che tu abbia riletto Apuleio attraverso il Mallarmé del Pomeriggio di un fauno, riuscendo dunque a fondere mirabilmente classicità e modernità”.
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Paola Lauterano: Professoressa al primo click!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Paola Lauterano
Professoressa al primo click!
Se a scuola avessi avuto Paola Lauterano come professoressa, poco ma sicuro, che non avrei fatto sega una sola volta, sarei sempre stato presente alle lezioni, sarei stato un lecchino e un secchione Di Origine Controllata, ovviamente seduto al primo banco. Sì, non lo nego, mi sarei ammazzato anche di seghe, e molto probabilmente un vecchio bidello mi avrebbe ritrovato mezzo morto nel bagno dei maschi, privo di sensi. Non mi sarei risparmiato. Avrei dato tutto il meglio di me, ma proprio tutto. Ed invece ho avuto la sfortuna d’avere un corpo insegnante di professoresse che cadevano a pezzi, solo qualche raro dente in bocca e pochi capelli stopposi in testa. Quando si dice la sfiga!
Dopo questa premessa, giusto è che vi parli di Paola Lauterano, professoressa: attualmente insegna economia all’Alberghiero “Rossi Doria” di Monitoro Inferiore. Paola ha ben due lauree, un dottorato di ricerca, un passato da modella, nonché volto tv. Intelligenza e bellezza all’ennesimo grado, formula perfetta per far perdere la testa a qualsiasi uomo.
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Valentina Santomo, Madrigale, i quaderni di Cico, Cicorivolta edizioni
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

in copertina, olio su tela by ANIMO
adattamento grafico, di Phab Postini
“Madrigale”
Valentina Santomo
Uno straordinario esordio
Navighiamo in Rete credendo con assoluta ingenuità d’aver abbattuto le frontiere dello spazio e del tempo, solo perché qualche anno or sono, nel 1989, il muro di Berlino cadde spianando la strada al business. Al mercato globale. Ci crediamo padroni di noi stessi solo perché qualcuno ci ha raccontato che tanto, ma proprio tanto tempo fa Caino ed Abele furono fratelli e che Caino uccise Abele, facendo così in modo che l’umanità discendesse tutta da lui e da lui solo. Ci illudiamo che conoscere una persona sia amore eterno, per tutta la vita, quando questa non è neanche un battito di ali di fronte a quell’immenso che è l’universo, nonostante noi si faccia di tutto per illuminarci (di immenso). In un mondo sempre più vasto, fatto di città di cemento e di peccati babilonici, nella confusione delle lingue da quando l’ira di Dio buttò giù la torre di Babele, noi piccoli mortali, come formiche instancabili, continuiamo ad attraversare semafori, a scrivere poesie e lettere, lettere che poi non abbiamo il coraggio d’imbucare. Ma che la nostra lettera finisca nella buca o meno è solo un dettaglio di poco conto, perché tanto il postino continuerà a bussare sempre due volte, per l’eternità, alla porta di qualcuno. Abbiamo così tante certezze che è come se non ne avessimo alcuna. Continua..
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Long Evening Shadows, di Peter Russell – Edizioni Il Foglio
Pubblicato da Renzo Montagnoli
Long Evening Shadows
(Lunghe ombre della sera)
Peter Russell
Long Evening Shadows (Lunghe ombre della sera) è una raccolta di 16 liriche scritte dal grande poeta britannico dal 21 febbraio al 21 luglio 2001. E’ un titolo che ha un valore metaforico, perché l’approssimarsi della sera è inteso come il progressivo decadimento fisico della vecchiaia, ed è anche profetico, considerato che l’autore, in precarie condizioni di salute e quasi cieco, morirà nel 2003.
Accanto a versi dedicati ai temi propri della malattia risaltano, di fulgida luce, quelli propri della splendida bellezza della vita e del mondo. Questo dualismo, fra il sentore di essere prossimi alla fine dell’esistenza e il compiacimento per quanto di meraviglioso offre la natura, mi hanno richiamato subito l’immagine di una grande figura della storia, quella dell’imperatore romano Publio Valerio Traiano Adriano.
Anche là, immortalato nelle celebri pagine della Yourcenar, c’è un uomo conscio dell’imminente fine e che tuttavia si estasia ancora alle bellezze di un mondo che è prossimo a lasciare. Direi che c’è anche una corrispondenza nel concetto di spiritualità, quasi a dimostrare che l’essenza dell’essere umano è rimasta inalterata nel tempo. Là è sintetizzata nell’emozionante Animula Blandula Vagula, qua invece in Dunque, che succede?Diversa è la concezione religiosa, con un Russell cristiano, ma con una visione tutta sua di carattere filosofico più che teologico, che finisce con l’accostarlo inevitabilmente ad Adriano: il Paradiso esiste, ma non è dove viene canonicamente situato; è invece uno stato particolare della mente, il massimo dell’estasi. Ebbene questa sorta di trascendenza, che separa lo spirito dal corpo, non è propria del momento della morte, ma può avvenire anche in vita e questo grazie alla poesia. Continua..
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Città di vetro, Auster Mazzucchelli Kasarik, Coconino Press
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

CITTÀ di VETRO
Auster – Mazzucchelli – Kasarik
Paul Auster è autore di più di una dozzina di romanzi apprezzati in tutto il mondo e pubblicati in Italia da Einaudi. Città di vetro fa parte della cosiddetta Trilogia di New York, composta anche dai romanzi brevi Fantasmi e La stanza chiusa. Uno degli aspetti più caratteristici della sua produzione è l’attenzione alle conseguenze del caso sulla vita delle persone (elemento che dà anche il titolo a un suo romanzo, La musica del caso), accomunata da una acuta capacità di tratteggiare e approfondire i personaggi che delinea, vere e proprie metafore complesse della realtà che ci circonda.
David Mazzucchelli nasce a Rhode Island (USA), vive e lavora a New York. Dopo aver segnato giovanissimo con la sua impronta l’universo dei supereroi (il memorabile ciclo Born again per Devil e la miniserie Batman: Year One, entrambi su testi di Frank Miller), ha scelto una strada più personale, fondando la rivista Rubber Blanket (1991), vero e proprio laboratorio artistico personale, dove ha sperimentato nuove narrazioni, stili e approcci al fumetto. Ha pubblicato su testate come The New Yorker e The New York Times, e ha accettato la sfida lanciata da Art Spiegelman di adattare il complesso romanzo di Paul Auster Città di vetro. Da qualche anno insegna disegno e sceneggiatura alla Rhode Island School of Design e per alcuni periodi dell’anno vive e lavora in Giappone. I suoi lavori sono stati pubblicati in Francia, Svizzera e Spagna. In Italia la Coconino Press ha tradotto Big Man, Discovering America e Phobia. Continua..
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Le avventure di Tom Bombadil & Il cacciatori di draghi, J.R.R. Tolkien, Bompiani
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Le avventure di Tom Bombadil
& Il Cacciatore di Draghi
J.R.R. Tolkien
Dopo il fallimento Rusconi, i libri del grande J.R.R. Tolkien sono stati tutti riediti da Bompiani con una nuova veste grafica, moderna, che non dispiace. Ma è più interessante notare invece che Bompiani ha riedito anche quelle opere di J.R.R. Tolkien meno note al grande pubblico, una operazione questa nobile e degna di attenta considerazione; infatti ci si sarebbe potuti limitare a pubblicare i titoli più letti, ma sembra evidente che Bompiani crede nella poesia di Tolkien.
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Un aiuto per Gramos: blogger e scrittori esordienti uniti su Lulu.com
Pubblicato da Luigi Milani
Un aiuto per Gramos:
blogger e scrittori esordienti
uniti su Lulu.com
Attraverso il libro “Le fiabe di Gramos”, blogger e scrittori esordienti si sono uniti per aiutare Gramos Gashi, affetto da una grave malattia metabolica, con la collaborazione di Sos Infanzia nel mondo ONLUS e i City Angels.
Gramos Gashi ha 12 anni, è nato in Kosovo ed è affetto da una grave malattia metabolica, la tirosinemia. I costi per sostenere la sua vita sono veramente alti, ed è per questo motivo che il popolo di Internet si è mosso in maniera massiccia, grazie alla collaborazione tra SOS Infanzia nel Mondo ONLUS e i City Angels di Roma.
La raccolta fondi, nata sfruttando i blog e i siti, insieme ad un concorso letterario al quale hanno partecipato più di 80 persone, ha dato vita al libro “Le fiabe di Gramos”, disponibile su Lulu.com all’indirizzo https://www.lulu.com/content/1423738.
Gramos è attualmente in cura presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
segnalazione di Luigi Milani
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La guerra dei sordi, Laura Costantini e Loredana Falcone
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

La guerra dei sordi
Laura Costantini
e Loredana Falcone
1. Una di voi due ha visto, è stata in Palestina, tra le macerie quasi quotidiane, le morti, le stragi ordinate? O si tratta solamente di un lavoro commissionato, per cui vi siete “documentate” e avete scritto a tavolino, un po’ come faceva Salgari che con la fantasia visitava luoghi in cui mai era stato?
No, nessuna delle due è mai stata in Palestina. Perché? Perché nessuna delle due ha soldi a sufficienza per visitare tutti i posti del mondo nei quali vale la pena andare. Per scrivere questo romanzo ci è stata data una scadenza precisa e tutto quello che abbiamo potuto fare è stato documentarci, parlare con persone che lì hanno vissuto, che hanno conosciuto di persona Arafat, che erano con lui durante quell’assedio.
Scrivere su commissione non è facile, e infatti non ripeteremo l’esperienza, dalla nostra abbiamo avuto la completa libertà di esprimerci dato che il soggetto che ci avevano proposto era piuttosto scarno. Del resto alla fine, la fine l’abbiamo cambiata con un’altra che a nostro parere era più probabile, più bella, più giusta.
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Ci sono stati dei disordini, Luigi Milani, eBook gratis su Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Ci sono stati dei disordini
di Luigi Milani
“Non so perché abbia acceso la luce, quella mattina all’alba.”
Un racconto drammatico ambientato nei giorni convulsi del G8 di Genova del 2001. La vicenda di un fotoreporter scomparso durante quei terribili eventi.
Una storia immaginaria, ma descritta con approccio molto realistico.
Clicca qui e scarica gratis “Ci sono stati dei disordini” di Luigi Milani
Editore: Lulu Press
Copyright: © 2008 LM Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0
Lingua: Italian
Paese: Italia
Edizione: prima edizione eBook
Luigi Milani è nato a Roma, dove vive e lavora. Scrive di musica e tecnologia da un paio di lustri. In passato è stato coinvolto in fanzine e bbs fumettare, ha fatto il consulente informatico e curato testi di siti Web. In preda alla peggiore hubrys è giunto perfino a spacciarsi per sceneggiatore e consulente tecnico per una società di produzione cinematografica. Di recente si è macchiato di diversi crimini letterari: tra questi il romanzo Rockstar e alcuni racconti presenti nell’antologia XII, antologia di novelle scritte da dodici autori italiani indipendenti incontratisi in Rete. Fa parte della redazione della rivista letteraria “inutile”, alla quale dona periodicamente alcune perle letterarie di rara inutilità. Collabora con la e-zine letteraria Progetto Babele. Fa parte del Gruppo XII ed è autore di un blog molto frequentato, False Percezioni.
Tutte le pubblicazioni di Luigi Milani su Lulu.com: clicca qui sopra
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