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Ornella Muti sotto il bisturi. E’ meglio o peggio?

Ornella Muti sotto il bisturi.
E’ meglio o peggio?

di Iannozzi Giuseppe

Ornella Muti oggi è bionda. No, di più: biondissima e senza una ruga. Un lifting che le sarà costato un occhio della testa. Bisogna però dire che il chirurgo plastico ha fatto davvero un gran bel lavoro, d’altro canto aveva solo da sistemare qualche imperfezione dovuta all’età su una donna già molto bella di suo.

La bella attrice, classe 1955, si presenta come una trentenne davanti alle telecamere del Chiambretti Night. Impeccabile. Ma Ornella Muti impeccabile lo è sempre stata. Bellissima sempre. Il sogno impossibile di milioni di italiani e non sempre. Oggi che si è concessa un lifting, lei che è sempre stata bella, baciata dalla natura, non muove scandalo alcuno, tanto più che ammette d’esser ricorsa al bisturi: “Sono molte le donne che ricorrono ai ritocchini”.

In tutta franchezza, anche se non avesse fatto ricorso alla chirurgia plastica, noi Ornella Muti l’avremmo amata comunque. Forse di più.
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Cinema Letteratura e Diritto. La Mafia e lo Stato. Presentazione della sezione napoletana di Images of Justice/Images de justice

Cinema Letteratura e Diritto

La Mafia e lo Stato

Presentazione della sezione napoletana
di Images of Justice/Images de justice

Martedì 10 Novembre 2009 alle ore 15.30 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli nell’ambito della rassegna “Cinema, Letteratura e Diritto” Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo, Raffaele Marino, procuratore aggiunto della Repubblica di Torre Annunziata, Lia Sava, sostituto procuratore della DDA di Palermo e Franco Fichera, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa prenderanno parte alla proiezione del film di Pietro Germi “In nome della legge” (Italia, 1949).

Il film di Germi racconta la storia di un pretore settentrionale che lavorando in Sicilia si trova in conflitto con un potente latifondista. Dovrà scontrarsi con mille difficoltà ed un muro di omertà. Un film intenso e di grande riflessione civile, che è stato tratto dal romanzo Piccola pretura del magistrato Giuseppe Guido Lo Schiavo ed ha avuto tra gli sceneggiatori Federico Fellini. Ha vinto tre nastri d’argento: miglior attore protagonista per Massimo Girotti, miglior attore non protagonista per Saro Urzì e premio speciale per la regia di Pietro Germi.

Quest’incontro dedicato a “Mafia e Stato” segna l’avvio delle attività della sezione napoletana, dopo quelle di Bologna e Palermo, del network internazionale di ricerca Images of Justice/Images de justice, nato da un’idea di Antoine Garapon e Barbara Villez.

La sezione napoletana del network afferisce al CRIE (Centro di ricerca sulle istituzioni europee) dell’Università Suor Orsola Benincasa ed è coordinata da Francesco De Sanctis (direttore scientifico del CRIE), Raffaele Marino (procuratore aggiunto di Torre Annunziata) e Gennaro Carillo (ordinario di Storia delle dottrine politiche nella Facoltà di Lettere di Suor Orsola e membro del CRIE).

La facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola Benincasa, con il sostegno dell’Associazione amici di Suor Orsola per la Promozione degli Studî Giuridici, ha voluto fortemente anche nell’anno accademico 2009-2010 il ritorno della rassegna Cinema, Letteratura Diritto con un duplice obiettivo: rafforzare i percorsi formativi integrativi all’interno dei corsi di laurea ed avere un momento di incontro sui temi del diritto e della giustizia per la città, per la comunità dei giuristi ed in particolare per i giovani studiosi del settore.

“Si tratta di un’iniziativa originale – spiega Franco Fichera, preside della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola – nata nel 2006 nel nostro Ateneo ed ora riproposta anche in altre università, il che per noi rappresenta un motivo di grande soddisfazione. Anche perché in un contesto accademico molto attento agli approfondimenti teorici ed alle dimensioni pragmatiche del diritto, a mio giudizio, per gli studenti assume un grande valore didattico e di riflessione potersi confrontare con gli sguardi sulla realtà che può offrire un’opera letteraria o cinematografica”.

La rassegna ha per titolo “Davanti alla legge. Immaginare il diritto” con un chiaro riferimento alla celebre parabola kafkiana sulla necessità della legge (la porta aperta), sulla sua destinazione, sulla sua forma e interpretazione; parabola nella quale Kafka riprende, riscrivendola, una tradizione secolare che risale a Origene.

Come da tradizione, il ciclo di incontri di Cinema, Letteratura e Diritto alterna proiezioni cinematografiche a lezioni sui classici della letteratura, sempre con il filo conduttore del diritto e dei suoi tanti risvolti pratici e teoretici.

La rassegna proseguirà tutti i martedì alle ore 15.30 fino al 15 Dicembre 2009 e vedrà, tra gli altri, gli autorevoli interventi di Antoine Garapon, direttore dell’Istituto di Alti Studi sulla Giustizia di Parigi, Roberto Escobar, docente di filosofia politica all’Università di Milano e firma prestigiosa della critica cinematografica per il Sole24ore, Roberto Scarpinato, scrittore e procuratore aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e dell’avvocato e scrittrice Simonetta Agnello Hornby

Scarica in formato pdf il programma Cinema Letteratura e Mafia

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Mel Gibson revisionista. Nella classifica del Times è presente con ben tre film

Braveheart - Mel Gibson

Mel Gibson: se lo conosci lo eviti
I peggiori film storici della storia cinematografica

a cura di Iannozzi Giuseppe

Se a qualcuno passasse per la testa l’idea di andare al cinema pensando d’imparare un po’ di storia oltre a godersi lo spettacolo, è forse il caso che si faccia un rassegnato segno della croce e che riprenda subito in mano i libri di storia, perché le pellicole accolgono solamente errori che definire grossolani è a dir poco riduttivo.

A Mel Gibson va indubbiamente la palma di peggior regista e sceneggiatore: è difatti il più ignorante tra gli attori, i registi e gli sceneggiatori. Nella classifica stilata dal Times, Mel Gibson è presente con ben tre film storici, storici per le impressionanti inesattezze che riesce a propinare a un pubblico sempre più disattento e ignorante, o forse solo lobotomizzato dall’industria hollywoodiana.
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Harry Potter: anteprima mondiale per il sesto episodio della saga, la fine

Harry Potter, brividi e catastrofi

Anteprima mondiale per il sesto episodio della saga: la fine dell’innocenza tra scene da incubo e sospiri d’amore

LONDRA – Amore e morte, perdite dolorose, gelosie, pozioni letali, l’ombra minacciosa del maligno Valdemort e romantici baci (non sempre casti) di fanciulle in fiore: ecco Harry Potter e il principe mezzosangue, favola più dark delle precedenti. Non è un caso che negli Stati Uniti il sesto film della saga abbia avuto il visto «PG», più restrittivo del precedente «PG 13». Diretti dallo stesso regista di questo round, David Yates, arriveranno ancora altri due episodi, che si stanno girando contemporaneamente in Gran Bretagna, entrambi tratti dal libro finale di J.K. Rowling.

I ragazzi della magica scuola di Hogwarts sono cresciuti: avevano all’incirca dieci anni quando cominciarono a interpretare i loro personaggi e ora sono diciannove/ventenni tramutati in star per più generazioni di fan. Ride Daniel Radcliffe, Harry senza i proverbiali occhialini e con un volto da elfo: «Non siamo più bambini: nella realtà, come sullo schermo, dobbiamo confrontarci con i grandi dilemmi della vita, l’assenza di amici e insegnanti che il tempo ci ha rubato. I vantaggi? Finalmente possiamo baciarci liberamente, andare al pub, vestirci come ci pare. E, questa volta, ce le diamo anche di santa ragione con Draco (Tom Felton), proprio come in un western all’ultima sfida. Parlo a nome di tutti gli amici del clan: la saga di Harry Potter ci ha aiutato a crescere nel modo migliore, dando a noi e a tanti altri coetanei il gusto della lettura, il mistero della magia, il significato del confronto tra Bene e Male». Eccoli, spiritosi, tutti divertiti dal loro ultimo round di prodezze dove disputano, volando a cavallo di scope e con caschi di cuoio, una spettacolare partita di quidditch (il loro gioco tramutato anche in un vendutissimo videogame).
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Le ossessioni private di Ballard. Lo scrittore Martin Amis ricorda l’amico e collega scomparso

Lo scrittore Martin Amis ricorda l’amico e collega scomparso

Le ossessioni private di Ballard

Era assediato da fantasie belliche e tecnologiche
Ma la sua villetta e una Ford rossa lo rendevano felice

Fonte: Corriere della Sera.it

La mostra delle atrocità - Ballard - ed. FeltrinelliIl mio primo incontro con J. G. Ballard risale agli an­ni dell’adolescenza. Era amico di mio padre e fu mio padre a incoraggiarlo ai suoi esordi letterari, definendo­lo «l’astro della fantascienza post-bellica». Ballard era un uo­mo affascinante, con un viso pieno ed espressivo e uno sguardo intenso, e parlava in tono graffian­te accentuato da marcate cadenze, ma non di sar­casmo si trattava, bensì di fervore. L’amicizia tra i due non sopravvisse all’interesse crescente di Bal­lard per lo sperimentalismo, che mio padre defi­niva un modo per «rincoglionire il lettore». Tut­tavia, il piacere di incontrare Jim in seguito non venne mai meno. Era un uomo di eccezionale simpatia e affabilità, nonostante l’incredibile biz­zarria della sua immaginazione.

Immaginazione che era stata plasmata dalle esperienze belliche a Shanghai, quando fu inter­nato in un campo di prigionia giapponese. Al­l’epoca aveva tredici anni e si adattò alla vita del campo come «a una gigantesca famiglia di strac­cioni ». Alla sua formazione non contribuì unica­mente la vita di prigionia, bensì soprattutto lo scarso valore attribuito alla vita umana, di cui vi­de testimonianze in tutta la sua infanzia. Mi rac­contò di aver assistito, a cinque metri di distan­za, al massacro di alcuni cinesi a bastonate, e ogni mattina, quando veniva condotto a scuola in una limousine americana, vedeva le strade riempirsi di nuovi cadaveri. Poi arrivarono i giap­ponesi. Diceva Ballard: «I popoli democratici non hanno idea della quotidiana brutalità che re­gna in alcuni Paesi orientali. No, non ne hanno la più pallida idea. E forse è meglio così».
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Feisbum: il film sul “fenomeno” SfasciaCervelli?

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Un film su Facebook?!

Hanno girato un film su Facebook???
Sono sconvolta. Datemi un pizzicotto, ditemi che sto sognando. No?
E’ proprio tutto vero?
Ma allora sta avvenendo quello che ho sempre pensato e anche scritto altrove già da tempo!

Non me lo toglie nessuno dalla testa: la massa italiana approdata di recente sul web, conosce quasi solo ed esclusivamente quel ghetto. Seguono a ruota i paesi più sottosviluppati. Gente che fino a ieri non sapeva nemmeno cos’era un Pc si collega in Rete e che fa? Apre un profilo su Facebook e lì giace? Ore e ore a fare cosa? Linkare pensieri altrui, farsi i cazzi altrui, perdere tempo con test idioti e taggare altri utenti attraverso domande invadenti, indiscrete, persino volgari. Dunque è questo il nuovo disegno del potere occulto che influenza le masse che ormai cominciano ad abbandonare l’obsoleto mezzo di comunicazione? Continua..

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Valentino Sergi – Frank Miller. Matite su Hollywood

Titolo: Frank Miller. Matite su Hollywood
Autore: Sergi Valentino
Editore
: Edizioni XII
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: China & grafite
Prezzo: € 14.90
ISBN: 8895733118
ISBN-13: 9788895733111
Pagine: 134

Chi è Frank Miller?
Frank Miller è considerato uno dei migliori fumettisti statunitensi, uomo capace di ritrasformare il mondo dei supereroi immergendoli in un’atmosfera decisamente più cupa e noir. E’ proprio il noir, il genere che più si avvicina al grande autore.
Cresciuto a Montpelier, nel Vermont, Frank Miller lavora fin da giovane per alcune delle case fumettistiche più importanti come la DC Comics, la Dark Horse, la Marvel e la Gold Key. Il suo stile si fa subito inconfondibile, realizzando le storie più cupe di alcuni tra i più famosi supereroi in auge negli anni ‘80. Fa riemergere il personaggio di Daredevil e di Batman, realizzando alcune tra le loro storie più belle. Crea il personaggio di Elektra ed è grazie a lui che Tim Burtonprende trae ispirazione per il suo Batman del 1989. (Biografia di Matteo Carletti)
Ecco io da buona ignorante l’ho conosciuto e apprezzato qualche tempo fa, quando mio figlio mi ha costretto ad affittare Sin City. Lui, “superesperto” e appassionato mi ha parlato della capacità “espressiva“, comunicativa e quant’altro di Frank Miller.
Valentino Sergi un giovane giornalista pubblicista, scrittore di racconti e sceneggiatore e autore di “Frank Miller. Matite su Hollywood“, trae questo libro dalla sua tesi di laurea, ampliata e rielaborata ne esce un vero e proprio gioiello – non esagero credetemi – .
Ho atteso un po’, dopo la fine della lettura, a parlare di questo libro, perché in verità me ne sento inadeguata vista la mia incompetenza in materia sia fumettistica sia cinematografica, ma soprattutto dopo aver “assaggiato” il livello degno di nota del saggio del Sergi.
Ma veniamo al libro.
Frank Miller. Matite su Hollywood di Valentino Sergi è un libro avvincente sin dall’introduzione di Massimiliano Spanu, il quale ripercorre la storia del fumetto e del suo adattamento cinematografico fino a mostrare al lettore quali influenze hanno avuto sulla cultura contemporanea.
Sergi ci mostra tutte le opere di Miller dalla nascita fin all’adattamento cinematografico, ci fa vedere le riproduzioni ben lontane dal lavoro originale, la delusione di Miller (con citazioni e immagini), e le riproduzioni fedeli al fumetto quale Sin City. Continua..

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Bruce Willis dice “sì” a Emma Heming

Bruce Willis sposa Emma Heming
Secondo matrimonio per l’attore

di Iannozzi Giuseppe

Bruce Willis si è sposato con l’avvenente Emma Heming. Lui 54 anni, lei 30. Ancora una volta il fascino di noi calvi colpisce. E’ il secondo matrimonio per Bruce Willis, dopo il divorzio da Demi Moore.
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Kate Winslet Oscar 2009

Kate Winslet Oscar 2009

di Tittyna Cerquetti

Kate Elizabeth Winslet, nata a Reading, Inghilterra, il 5 ottobre del 1975, finalmente ha coronato il suo sogno professionale più grande. Alla sesta nomination, un record per la sua età, dopo i due Golden Globes ricevuti per “The Reader” come attrice protagonista e per “Revolutionary Road” come attrice non protagonista, finalmente è arrivato anche il tanto sospirato Oscar della Academy come migliore attrice protagonista nel film “The Reader”. Al cospetto di nobili pretendenti, come Anne Hathaway, Angelina Jolie e Meryl Streep, Kate ha confermato i pronostici che la volevano vincitrice alzando commossa la preziosa statuetta, applaudita dall’intera platea, primo tra tutti il marito regista Sam Mendes (American Beauty).

La vittoria di Kate Winslet è anche la vittoria di una donna che ha cercato, quando possibile, di rifiutare le logiche dello star system e soprattutto non ha mai accettato il culto della magrezza e della perfezione come canoni assoluti di bellezza. Ha scelto film non sempre facili, basti pensare ad “Holy smoke” di Jane Campion, con Harvey Keitel, a “The life of David Gale”, di Alan Parker, con uno strepitoso Kevin Spacey, ad “Iris”, accanto alla mitica Judi Dench.
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Albertone, maestro ineguagliabile Verdone ricorda Sordi

Albertone, maestro ineguagliabile
Verdone ricorda Sordi

di Carlo Verdone – Fonte: Il Messaggero

ROMA (25 febbraio) – Sembrano passati tanti anni da quando Alberto Sordi ci ha lasciati. In realtà ne sono trascorsi soltanto sei. Sei anni in cui abbiamo assistito a uno dei più traumatizzanti cambiamenti della società italiana che ha perso molti riferimenti etici, ha smarrito gran parte della sua memoria storica e spesso tende a confondere l’“intrattenimento” con la “cultura”. È una società che giorno dopo giorno vede morire il senso del ridicolo a favore di una visione distaccata delle cose, dove non c’è più spazio per l’indignazione, spesso nemmeno per l’ironia.
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Isabella Ferarri ha fatto sesso con Moretti mentre si giravano le scene di Caos Calmo!

Isabella Ferarri ha fatto sesso con Moretti mentre si giravano le scene di Caos Calmo!

a cura di Iannozzi Giuseppe

Isabella Ferrari rivela al settimanale Gioia d’aver fatto sesso sul set del film Caos calmo tratto dal romanzo di Sandro Veronesi. Il film, con un Nanni Moretti che non è sé stesso, in un ruolo che non gli compete, ha lasciato spazio a Isabella Ferrari per le presunte scene di sesso bollente. In realtà il sesso che Isabella Ferrari ha portato sul grande schermo è molto banale stando agli standard a cui ci hanno abituato le fiction hollywoodiane: se per l’Italia vedere una attrice che si fa palpeggiare per arrivare infine al sodo, con la bocca fin sulla patta del partner e aprirgli così la zip, può sembrare una scena hard, nelle fiction made in USA siamo invece di fronte all’ennesimo quadretto visto e rivisto.

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Richard Yates, Revolutionary Road Soap opera spacciata per capolavoro

Richard Yates, Revolutionary Road
Soap opera spacciata per capolavoro

di Iannozzi Giuseppe


Richard Yates torna in libreria, per l’ennesima volta, con una copertina diversa e ad un prezzo decisamente significativo, 18 Euro. Revolutionary Road di Richard Yates fu pubblicato assai di recente dai tipi Minimum Fax, nel novembre del 2003, nella collana Minimum classics: costava 11,50 Euro. Oggi il romanzo viene riproposto nella collana I Quindici, sempre da Minimum Fax: l’occasione, più che mai commerciale, è quella di sbolognare il libro a quanti andranno al cinema a vedere il film Revolutionary Road di Sam Mendes (già regista di American beauty, Era mio padre, Jarhead) con Leoanardo Di Caprio protagonista. Di Caprio, reduce da alcune pellicole che non gli hanno portato granché fortuna, prova oggi a farsi amare ancora da pubblico e critica proprio come un tempo, quando molto più giovane colava a picco insieme al Titanic; e così si impegna in una soap opera per il grande schermo. E forse ce la farà a bucare lo schermo, non fosse altro che per quella sua aria da eterno fanciullo.
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Australia, kolossal con troppe ambizioni

Australia, kolossal con troppe ambizioni

La storia prodotta da Murdoch rischia di essere solo un gigantesco spot a favore del turismo di Canberra

Fonte: Corriere della Sera.it

Se le ambizioni sono titaniche — raccontare la Storia e l’Identità di un «continente» — e le aspettative crescono in proporzione, il rischio è che vadano di pari passo anche le attese. E, proporzionalmente, le possibili delusioni. Australia è un film di quasi tre ore, che comincia a finisce almeno due volte, prodotto dalla Fox del magnate (australiano) Rupert Murdoch con un budget che sfiora i 150 milioni di dollari, dove il melodramma si mescola alla ricostruzione storica, il marketing allo star system, il kitsch alla cinefilia. E le ambizioni — ahimé — alla banalità.

Nei suoi film precedenti, specie Romeo+Giulietta e Moulin Rouge!, Luhrmann aveva trovato in una personalissima «banalizzazione» dei temi del post moderno la chiave per conquistare i gusti del pubblico: lo scontro amore/morte che riverbera dalla storia di coppia alla società ostile era vivificato da una colonna sonora volutamente accattivante, che accentuava una lettura distaccata e in parte autoironica dei due film. Deciso a raccontare le contraddizioni della terra australiana, dove si mescolavano l’orgoglio e la superbia dei coloni (e padroni) inglesi con l’emarginazione o addirittura lo sradicamento della cultura aborigena, Luhrmann punta più sul cinema (e la sua storia) che sulla musica per aggiornare una trama che racconta sempre la stessa storia, quella di una donna costretta a smettere i propri pregiudizi di «straniera» per scoprire e accettare i valori dell’uomo (e della cultura) locale.
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Gomorra di Matteo Garrone escluso dagli Oscar

Gomorra di Matteo Garrone escluso dagli Oscar

di Iannozzi Giuseppe

Gomorra di Matteo Garrone è stato escluso dalla corsa agli Oscar. Il film italiano con tre camorristi nel ruolo di attori, dopo lo scandalo quasi insabbiato dai media italiani che ne hanno parlato poco o niente, non concorrerà agli Oscar di Hollywood. Un ridimensionamento severo e più che mai giusto quello delle commissioni americane, che ieri 13 gennaio 2009 non hanno attribuito a Garrone un solo Golden Globe. Gomorra di Matteo Garrone esce dall’America con sulle spalle una sconfitta pesante e meritata. Una sconfitta che è anche per Roberto Saviano, osannato da mezza italietta tutta chitarre e mandolini.

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Festival dei film porno a Bolzano: Unitalia, An e Forza Italia contro

Festival dei film porno a Bolzano:
Unitalia, An e Forza Italia contro

di Iannozzi Giuseppe

Polemica per il festival del film porno a Bolzano, città che nell’immaginario italiano si consegna come una delle più liberali e tolleranti. Così non è. Gridando allo “scandalo” e “anticulturale” si chiede che “il comune neghi la sala e i contributi” per un dibattito su un innocuo film come L’Albero delle zoccole.
Michele Capozzo, regista di Pornology, ribatte: “Chiacchiere! Il ciclo è ben calibrato, ci sono anche film importanti”. In piazza è scesa Unitalia che ce l’ha su con Rocco Siffredi. E’ il ritorno dei bigotti. E delle bigotte. Ieri si è fatto un gran casino per via della rana di Kippenberger esposta al Museion, opera d’arte contestabile, che può piacere o meno, ma non per questo da censurare e nascondere. Il radicale Arnold Tribus, direttore del quotidiano Tageszeitung: “Certe sortite di bigottismo spinto danno un’immagine della città che non corrisponde al vissuto. Qui, infatti, libertà e promiscuità sono costume corrente. E’ vero, però che esistono frange politiche agguerrite, specialiste in campagne oscurantiste e sessuofobiche. Solitamente collocate a destra, ma c’è anche il bigottismo di sinistra”. Arnold Tribus si riferisce alla pubblicità dell’Arcigay nella città: i manifesti furono oggetto di una vera e propria crociata sessuofobica partita dalle fila di An.
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Gomorra: Devolvere una parte dei diritti d’autore alle vittime della Camorra

Gomorra: Devolvere una parte dei diritti d’autore alle vittime della Camorra
La proposta viene dal presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri

di Iannozzi Giuseppe

“Gomorra è un film importante, che ha richiamato tutti gli italiani alla consapevolezza totale dell’emergenza criminale che colpisce la Campania. Non condivido quanti criticano il film perché non darebbe un’immagine positiva del nostro paese nel mondo. Mi preoccupa piuttosto un’altra cosa. Andai a vedere nelle sale il film, ho acquistato poi il dvd. Mi chiedo: quanti dei miei soldi hanno finanziato dei criminali?”. Così si interroga il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
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Gomorra: Giovanni Venosa è il terzo arrestato; la pellicola di Matteo Garrone girata con dei camorristi!

Gomorra: Giovanni Venosa è il terzo arrestato
La pellicola di Matteo Garrone girata con dei camorristi!

E’ auspicabile che il film venga ritirato dagli Oscar del 22 febbraio 2009

di Giuseppe Iannozzi

Tra un pezzo di carbone e un altro apprendo che Giovanni Venosa, attore nel film Gomorra tratto dal romanzo di Roberto Saviano, è finito in carcere. E’ il terzo attore di Gomorra in manette. Accidenti che bel film! Pare che abbiano utilizzato dei camorristi veri per girarlo: volevano forse che il realismo della pellicola fosse più che mai esplicito, anche al di fuori delle sale di proiezione? Se così fosse – perché a un certo punto è lecito anche il sospetto più spietato -, ci sono riusciti perfettamente.

Gomorra dovrebbe essere il simbolo italiano alla lotta contro la Camorra, contro il malaffare: però così non è. Da quanto si apprende, sono ben tre gli attori finiti in manette e non per aver prodotto qualche spacconata da divi in odor di Oscar. Il film doveva essere tra le altre cose un simbolo anti-camorra: peccato che sia stato girato con dei poco di buono. Il film di Matteo Garrone, tratto dal controverso romanzo di Roberto Saviano, si candida a essere uno dei film più ambigui mai prodotti e usciti nelle sale italiane, tanto più che la pellicola ha fatto razzia di premi agli Oscar europei: ci si chiede ora con quali credenziali!
Dopo tre arresti, dopo tre figure ben più che meschine, forse sarebbe il caso di restituire gli Oscar ricevuti, anche se è oramai troppo tardi per tentare di salvare la faccia dell’Italia e degli italiani onesti.
Giovanni Venosa nel film è un capo zona che condanna a morte due ragazzini che si erano messi in testa di diventare camorristi senza prendere ordini da lui: “Qui ci sono troppe tarantelle, qui comando io”. Oggi l’attore è accusato di estorsione proprio nella terra dei Casalesi, a Casal di Principe. Già due mesi or sono Giovanni Venosa era finito in manette dopo un’irruzione dei carabinieri nella sua abitazione: alcuni pentiti l’avevano accusato di spaccio. Indagato come delinquente abituale, ci si limitò, purtroppo e chissà come mai, a comminargli soltanto due anni di casa lavoro, a Modena. E arriva così subito subito una licenza premio: Venosa torna nel Casertano e comincia/torna a chiedere il pizzo. Venosa non chiedeva il pizzo da solo: insieme a un altro pregiudicato, con numerosi precedenti penali, Venosa aveva messo su una vera e propria attività di estorsione con il fine di costringere in ginocchio i commercianti della zona, costretti a versare la rata di Natale per le casse del clan.
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Jennifer Aniston photoshoppata su GQ Usa

Jennifer Aniston photoshoppata su GQ Usa

L’attrice confessa: “La foto è stata ritoccata”

di Iannozzi Giuseppe

Jennifer Aniston getta la maschera, o meglio Photoshop. L’attrice americana, che ha conosciuto successo e popolarità grazie alla serie televisiva Friends, ha confessato che le foto senza veli apparse sulla rivista GQ sono state ritoccate al computer. La bella Jennifer Aniston che campeggia sulla copertina di GQ, perfetta come una dea scesa in terra, in realtà è il frutto della computer graphics, almeno in buona parte. La confessione è arrivata nel corso d’un’intervista a The View. “Dov’è finita la tranquilla ragazzina di Friends?”, le ha chiesto a bruciapelo la giornalista facendo riferimento alla sexy copertina di GQ. E Jennifer Aniston ha ceduto: “E’ stata ritoccata con Photoshop”.

Jennifer Aniston, ex moglie di Brad Pitt, già nel 2005 era apparsa sulla copertina di GQ con indosso solo un pantaloncino in jeans. Recentemente la Aniston aveva dichiarato di non veder l’ora di avere 40 anni suonati.
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RaiDue censura Brokeback Mountain: fascismo omofobo nella tv di Stato?

RaiDue censura Brokeback Mountain:
fascismo omofobo nella tv di Stato?

di Giuseppe Iannozzi

RaiDue ha censurato Brokeback Mountain. Il film di Ang Lee è andato in onda ieri sera in seconda serata, e per giunta molte scene sono state violentemente tagliate. Il servizio pubblico ha pensato bene di adoprare la censura, un servizio pubblico che i contribuenti italiani pagano anno dopo anno per fare andare in onda L’Isola dei Famosi con Vladimir Luxuria e Simona Ventura strapagate ma non Brokeback Mountain, film vincitore del Leone d’oro a Venezia, di ben tre Oscar nel 2006 e di ulteriori 4 Golden Globe. Tratto dal romanzo del premio Pulitzer Annie Proulx e ambientato tra gli spazi verdi e incontaminati del Wyoming durante gli anni Settanta, Brokeback Mountain ha per protagonisti due cowboy: Jack Twist (Jake Gyllenhaal) e Ennis Del Mar (Heath Ledger). Il film è stato tagliato senza pietà alcuna: sono state fatte fuori tutte le scene dove i due cowboy del Wyoming vivono la loro drammatica passione amorosa, sono state tagliate tutte le battute che avessero un seppur pallido riferimento omerotico: il risultato è che su RaiDue non è passato il film di Ang Lee, ma una pellicola incomprensibile a causa di tutti i tagli operati dagli omofobi dirigenti in RaiDue, perché si può solo essere omofobi per censurare un film delicato, drammatico e poetico come Brokeback Mountain.
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Marco Giardina intervistato da Emiliano Grisostolo

Intervista a Marco Giardina

di Emiliano Grisostolo

Marco Giardina è un giovane autore maniaghese, poco più che trentenne, musicista, ma non di professione. Molto in gamba, e con alcuni lavori importanti alle spalle fatti per il cinema indipendente di vari registi regionali. Il suo ultimo lavoro è la colonna sonora del film “La notte dei giochi” del regista Ronnie Roselli di Trieste che ho già avuto il piacere di recensire. Un lavoro che sostiene il film durante tutta la sua durata. Un lavoro incastonato nelle scene giuste e con il ritmo giusto da un montaggio perfetto eseguito dal Roselli. Ma conosciamo meglio questo giovane musicista, chi è, le sue passioni, i suoi sogni.

Ciao Marco, sappiamo che sei un trentenne molto in gamba, vuoi parlarci un po’ di te a 360°? Chi è Marco Giardina, qual’ è il percorso formativo dell’ uomo e del musicista?

Ciao, innanzitutto vorrei farti una piccola premessa sulla mia idea del musicista:io ritengo musicista quel personaggio che suona dal vivo,sia da solista che in ensemble ma soprattutto persone con percorsi musicali più “vissuti”. Insomma, dei veri e propri veterani della musica. Io mi limito a chiamarmi senza troppe pretese compositore.
Il mio percorso e i miei studi sono iniziati quasi per gioco guardando un bravissimo pianobarista nonché poi divenuto mio carissimo amico Gabriele Pavani (anch’egli di Maniago). Cominciai quindi ad appassionarmi alla musica elettronica e in particolare modo ai sintetizzatori o a quella che allora era la nascente computer music.
Non studiai molto, feci un paio di anni. Iniziai da quel momento un percorso che mi portò a sperimentare svariati generi quali: dance, new age, un po’ di rock per infine approdare nel mondo delle colonne sonore.
Il percorso umano è andato di pari passo sviluppando anche una certa sensibilità e attenzione per il mondo che mi circonda.
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Ronnie Roselli intervistato da Emiliano Grisostolo

Intervista a Ronnie Roselli

di Emiliano Grisostolo

Ronnie Roselli è un giovane regista giuliano, vive a Trieste, titolare della casa di produzione Video900, ma soprattutto, è molto in gamba. Un ragazzo poco più che trentenne che ha già alle spalle alcune esperienze nel campo pubblicitario, dei video musicali e molte altre forme di presentazioni per il cliente che è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il suo film lungometraggio “La notte dei giochi”, dove la bravura di Ronnie per la regia, le riprese studiate, il montaggio delle scene, ottimo, la scelta delle musiche, del giovane compositore  maniaghese Marco Giardina, azzeccate.

Come tutti gli autori indipendenti, le difficoltà di avere uno spazio per farsi conoscere sono molte, il nostro amico giuliano ha fatto e farà parlare di sé per molto tempo, sia per questo nuovo film, e per altri che sicuramente vedremo di qui a breve, e quindi oggi ho deciso di presentarvelo perché secondo il mio modesto metro di misura stiamo parlando di una persona che sa cosa vuole e sa come esprimerla, nel suo caso, con una macchina da presa.

Ciao Ronnie, ti conosciamo per il tuo film “La notte dei giochi”, ma parliamo un po’ di te   prima di tutto. Quando e come nasce il Ronnie regista?
Il Ronnie regista nasce nel 1994 quando ho iniziato a realizzare i miei primi cortometraggi in Video8. Tutti di genere noir, venivano girati solo con un cavalletto e con l’ausilio di una mini steadicam ed erano tutti montati in macchina, proprio perchè non avevo ancora delle attrezzature per il montaggio.
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Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André

Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André

Fonte: http://www.livecity.it

Il lungometraggio – documentario di Teresa Marchesi colpisce al cuore gli spettatori dell’Auditorium: 7 applausi durante la proiezione, 9minuti e 30 secondi di applausi continuativi a fine proiezione, la regista commossa, Dori Ghezzi e Cristiano De André – in sala – assolutamente entusiasmati, dal film e dalla gente. Nel documentario anche Wim Wenders, Vasco Rossi, Zucchero, Battiato… e una frase che colpisce: “Fabrizio De André non è il Bob Dylan italiano… è Bob Dylan a essere il Fabrizio De André americano”

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Festival Roma, doppio omaggio con polemica a De André

Wenders, fan d’eccezione, si propone per un concerto tributo e un film

Festival Roma, doppio omaggio con polemica a De André

Roma, 29 ott. (Adnkronos) – Dori Ghezzi produce il documentario ‘Effedia’ e prende le distanza da ‘Amore che vieni amore che vai’, tratto dal romanzo ‘Un destino ridicolo’. La vedova: ”A me non era mai piaciuto nemmeno il libro”. La replica del regista Costantini: ”Mi sono appassionato al testo non tanto per amore del cantautore quanto perché tratta di personaggi che amo”

Doppio omaggio a Fabrizio De André con strascisco polemico al Festival Internazionale del film di Roma. Il grande cantautore scomparso è protagonista del film-documentario di Teresa Marchesi ‘Effedia – Sulla mia cattiva strada’, prodotto dalla vedova del cantante Dori Ghezzi con Rai Trade e Sony, e anche in qualche modo del film ‘Amore che vieni amore che vai’ di Daniele Costantini, tratto dal romanzo ‘Un destino ridicolo’, scritto a quattro mani da De André con Alessandro Gennari.
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Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin – Nailin’ Paylin, le prime immagini del film che ha già eccitato milioni di americani

Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin

Nailin’ Paylin, le prime immagini del film
che ha già eccitato milioni di americani

di Giuseppe Iannozzi

Larry Flynt lo sa che ogni promessa è debito e neanche questa volta si è tirato indietro: il film su Sarah Palin è in dirittura d’arrivo e in rete già girano alcune foto, e su YouTube, nonostante la censura adoperata, sono tantissimi i filmati dedicati a Nailin’ Paylin. C’è da scommetterci che questo film batterà ogni record: il sogno americano incarnato in Sarah Palin sta finalmente per venire ed è già orgia di americani e non pronti a lavorare di mano davanti agli schermi.
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Viviamo in una zona sessuale crepuscolare

È il titolo di un articolo di Paul Sheehan che affronta il tema della sessualità pre-adolescenziale, ispirandosi al film  Towelhead rinominato Nothing is private (NIente è privato) di Alan Ball.  Film tratto dall’omonimo libro di Alicia Erian.

È un film che sta generando molto scalpore negli Stati Uniti, perché ritrae una realtà  che, con ogni evidenza, gli adulti non vogliono conoscere.

La protagonista del film, Jasira Moroun, pur avendo soltanto 13 anni, ha già scoperto l’orgasmo ed è determinata a non fermarsi a quell’unica esperienza.  È una ragazzina sensuale e curiosa, sessualmente attiva, ma, al tempo stesso, innocente, nonostante la malizia.

Non è una vittima, “Lei va dove il suo corpo e i suoi desideri la portano”.

Figlia di un padre mediorientale e una madre occidentale, dopo la separazione dei genitori, trascorre gli ultimi tre anni con il padre, manesco.  Jasira è dunque sola, desidera l’amore, e per averlo, è disposta a qualunque concessione. Scopre che il sesso è il mezzo rapido per sedurre gli uomini adulti ed ottenere le loro attenzioni.

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