Saviano come Pinocchio. Boicottare Saviano e il suo presunto inferno
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Saviano come Pinocchio
Omissioni e menzogne
dell’autore di Gomorra
di Iannozzi Giuseppe
Non posso/possiamo considerare “La bellezza e l’inferno” un libro perché tale non è.
E’ invece una raccolta di articoli apparsi tra il 2004 e il 2009 su diversi giornali (perlopiù La Repubblica e l’Espresso), ripresi più e più volte da diversi blog, ribattuti fino alla noia, nel riuscito tentativo di portare in alto “Gomorra”, libro-inchiesta che comunque non ritengo meritevole per ragioni che ho più volte reiterato e spiegato in maniera non chiara ma chiarissima.
Oggi Saviano, o Mondadori mi propongono una raccolta di articoli che conosco più delle mie tasche e che in quattro anni sono stati così tante volte letti e discussi sui giornali, per non dire poi in Rete, che davvero non si capisce con quale faccia editore e autore spacciano questa raccolta inutile di articoletti per “un nuovo libro”. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malaeditoria, una pubblicazione il cui scopo è solo quello di ingrassare le tasche di Roberto Saviano e dell’editore, che è evidentemente di destra e che detta legge e che guarda al profitto prima d’ogn’altra cosa. Diciamocelo chiaro e tondo: se Saviano avesse detto delle grandi verità, delle verità scomode, “Gomorra” non sarebbe passato. Ma Mondadori ha fiutato l’affare: Saviano, forte di una buona dose di fiction e di risapute notizie sulla camorra, ha scritto “Gomorra”. Ma Saviano non denuncia alcunché: le notizie che porta in “Gomorra” erano già state dette, da altri autori, che Saviano e l’editore non hanno mai citato in una bibliografia, nonostante le tante edizioni del romanzo “Gomorra”. Mai c’è stata una bibliografia esaustiva delle fonti a cui ha attinto Roberto Saviano. E questo fatto è già di per sé non poco scandaloso e disgraziatamente scorretto nei confronti di quanti combattono la camorra per mezzo di denunce forti e che però non vengono pubblicati dal Signore e Padrone Silvio Berlusconi. Saviano continua a fare orecchie da mercante, proprio come Berlusconi: la bibliografia non intende proprio inserirla proprio in “Gomorra”. Gli costa troppa fatica? O ha da nascondere qualche cosa? Il fatto che non c’è una bibliografia esaustiva in “Gomorra” è più che mai significativo: non viene inclusa perché altrimenti TUTTI potrebbero rendersi conto che Saviano ha merito davvero minimo, per quella sola parte che in “Gomorra” è fiction. L’editore si guarda bene dal pubblicare “Gomorra” includendo la bibliografia di tutti quei testi da cui Saviano ha attinto a piene mani. Se lo facesse, “Gomorra” passerebbe fra le mani dei comuni lettori e questi avrebbero modo di rendersi conto che Saviano non ha fatto nessuna denuncia e che ha solo ripetuto come un pappagallo. L’editore vuole il business e a quello mira, insieme alla complicità tutta di Saviano a questo punto, perché altrimenti non si spiega come mai Roberto non ha ancora inserito una dannata esaustiva bibliografia in “Gomorra”.
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Gomorra di Matteo Garrone escluso dagli Oscar
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gomorra di Matteo Garrone escluso dagli Oscar
di Iannozzi Giuseppe
Gomorra di Matteo Garrone è stato escluso dalla corsa agli Oscar. Il film italiano con tre camorristi nel ruolo di attori, dopo lo scandalo quasi insabbiato dai media italiani che ne hanno parlato poco o niente, non concorrerà agli Oscar di Hollywood. Un ridimensionamento severo e più che mai giusto quello delle commissioni americane, che ieri 13 gennaio 2009 non hanno attribuito a Garrone un solo Golden Globe. Gomorra di Matteo Garrone esce dall’America con sulle spalle una sconfitta pesante e meritata. Una sconfitta che è anche per Roberto Saviano, osannato da mezza italietta tutta chitarre e mandolini.
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Gomorra perde ai Golden Globe americani
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gomorra perde ai Golden Globe americani
Il fim di Garrone tratto dal romanzo di Saviano
non è piaciuto agli americani
di Iannozzi Giuseppe
Gomorra, tratto dal controverso romanzo di Roberto Saviano oggi sotto scorta, film di Matteo Garrone con tre attori camorristi nel cast, non ce l’ha fatta, non ha preso un solo Golden Globe. Agli americani il film non è piaciuto granché.
Gomorra di Matteo Garrone, con Salvatore Fabbricino, Bernardino Terracciano e Giovanni Venosa, tutt’e tre finiti in manette perché camorristi, porta a casa una meritata delusione, quella del regista. L’eco degli arresti, di tre camorristi spacciati per attori, non dev’essere piaciuto per niente ai giurati americani, per nostra fortuna. Il film di Garrone, Gomorra, ha già preso fin troppi indebiti premi: se in Europa si è fatto passare quasi sotto silenzio lo scandalo che Gomorra è una pellicola che accoglie ben tre camorristi nel cast, negli USA, forse più attenti e impietosi, il vergognoso scandalo non ha di certo giovato al film, che difatti è rimasto a becco asciutto. Dopo il pienone di premi a Cannes e l’an plein agli Oscar europei, i Golden Globe americani bocciano Gomorra
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Gomorra: Giovanni Venosa è il terzo arrestato; la pellicola di Matteo Garrone girata con dei camorristi!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gomorra: Giovanni Venosa è il terzo arrestato
La pellicola di Matteo Garrone girata con dei camorristi!
E’ auspicabile che il film venga ritirato dagli Oscar del 22 febbraio 2009
di Giuseppe Iannozzi
Tra un pezzo di carbone e un altro apprendo che Giovanni Venosa, attore nel film Gomorra tratto dal romanzo di Roberto Saviano, è finito in carcere. E’ il terzo attore di Gomorra in manette. Accidenti che bel film! Pare che abbiano utilizzato dei camorristi veri per girarlo: volevano forse che il realismo della pellicola fosse più che mai esplicito, anche al di fuori delle sale di proiezione? Se così fosse – perché a un certo punto è lecito anche il sospetto più spietato -, ci sono riusciti perfettamente.
Gomorra dovrebbe essere il simbolo italiano alla lotta contro la Camorra, contro il malaffare: però così non è. Da quanto si apprende, sono ben tre gli attori finiti in manette e non per aver prodotto qualche spacconata da divi in odor di Oscar. Il film doveva essere tra le altre cose un simbolo anti-camorra: peccato che sia stato girato con dei poco di buono. Il film di Matteo Garrone, tratto dal controverso romanzo di Roberto Saviano, si candida a essere uno dei film più ambigui mai prodotti e usciti nelle sale italiane, tanto più che la pellicola ha fatto razzia di premi agli Oscar europei: ci si chiede ora con quali credenziali!
Dopo tre arresti, dopo tre figure ben più che meschine, forse sarebbe il caso di restituire gli Oscar ricevuti, anche se è oramai troppo tardi per tentare di salvare la faccia dell’Italia e degli italiani onesti.
Giovanni Venosa nel film è un capo zona che condanna a morte due ragazzini che si erano messi in testa di diventare camorristi senza prendere ordini da lui: “Qui ci sono troppe tarantelle, qui comando io”. Oggi l’attore è accusato di estorsione proprio nella terra dei Casalesi, a Casal di Principe. Già due mesi or sono Giovanni Venosa era finito in manette dopo un’irruzione dei carabinieri nella sua abitazione: alcuni pentiti l’avevano accusato di spaccio. Indagato come delinquente abituale, ci si limitò, purtroppo e chissà come mai, a comminargli soltanto due anni di casa lavoro, a Modena. E arriva così subito subito una licenza premio: Venosa torna nel Casertano e comincia/torna a chiedere il pizzo. Venosa non chiedeva il pizzo da solo: insieme a un altro pregiudicato, con numerosi precedenti penali, Venosa aveva messo su una vera e propria attività di estorsione con il fine di costringere in ginocchio i commercianti della zona, costretti a versare la rata di Natale per le casse del clan.
Continua..
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