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Leggere Heidegger a Gerusalemme

Leggere Heidegger a Gerusalemme

Un filosofo israeliano ebreo riabilita il pensatore tedesco “Era nazista, ma nei suoi scritti non c’è antisemitismo”

FRANCESCA PACI - Fonte: La Stampa
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

Leggere Heidegger in Israele è problematico. Almeno quanto ascoltare la musica di Wagner che, come il grande filosofo tedesco autore di Essere e tempo, viene associato alla Germania di Hitler. Del primo però si discute, l’altro resta tabù. «Il nazismo di Heidegger è meno ovvio di quello di Wagner», spiega Raphaël Zagury-Orly, seduto al ristorante Cantina di Rothschild Boulevard, nel cuore Bauhaus di Tel Aviv. Enfant prodige della filosofia contemporanea, scoperto tra i banchi della Sorbona di Parigi da Jacques Derrida, Zagury-Orly è nato a Haifa 41 anni fa da genitori ebrei marocchini, ma si è trasferito in Israele solo nel 2003. È tornato per la gioia dei polemisti: il saggio che ha appena pubblicato con l’amico e collega Joseph Cohen sulla rivista Les temps modernes, la bibbia del pensiero francese fondata da Sartre all’indomani della seconda guerra mondiale, analizza Martin Heidegger separando la dottrina del professore che amò in modo tormentato Hannah Arendt dalla sua adesione al nazismo.

Un filosofo ebreo può davvero affrontare Heidegger senza inciampare nella teoria razziale?
«Heidegger non ha mai sposato le teorie razziali. Il suo nazismo non fu biologico ma spirituale. Peggio, magari. Il punto però è un altro: io non evito il nazismo, cerco d’individuare nei testi di Heidegger un’indecisione tra “il luogo” definito dal contesto nazionale e nazionalista e “il luogo” dell’essere che Heidegger lascia indefinito. La filosofia è proprio questa doppia sfida: inserire il pensiero nel contesto storico e poi sganciarlo. Una dinamica che si capisce bene in Israele».

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Scoperto un thriller inedito di Kerouac

Scoperto un thriller inedito di Kerouac

di Roberto Bertinetti - Fonte: Il Messaggero

ROMA (1 dicembre) - Accusati di favoreggiamento in un caso di omicidio, Jack Kerouac e William Burroughs furono arrestati a New York il 14 agosto 1944. Un magistrato li accusava di aver aiutato un loro amico a sbarazzarsi di un coltello con il quale, dopo una lite, aveva ucciso il suo amante. Burroughs rimase in cella solo alcune ore perché pagò la cauzione e uscì, mentre Kerouac dovette trascorrere tre settimane in carcere prima di venire prosciolto.

Qualche mese più tardi, mentre si celebrava il processo per il delitto, i due scrittori, che insieme a Ginsberg avrebbero dato vita poco tempo dopo alla Beat Generation, decisero di offrire la loro versione dei fatti in un thriller con il quale speravano di arricchirsi. L’impresa non venne portata a termine e il manoscritto è stato dimenticato per oltre sessant’anni in un baule. A ritrovarlo per caso sono stati gli eredi di Burroughs e ora l’inedito vede finalmente la luce.
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Novità Sironi / “Non il solito giallo” (e: presentazione a Milano)

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Novità Sironi / “Non il solito giallo” (e: presentazione a Milano)

“Non il solito giallo, ma un noir a tinte forti: un serial killer di travestiti getta il panico nella Milano notturna, tra sparatorie all’Ortica e cadaveri ritrovati nel Naviglio. Sottotraccia di Massimo Cassani (Sironi Editore) si candida ad essere l’esordio poliziesco più sorprendente dell’anno”. (Gian Paolo Serino in Repubblica, ed. Milano).

Massimo Cassani presenterà al pubblico il suo romanzo Sottotraccia. Le inchieste del commissario Micuzzi mercoledì 3 dicembre 2008, alle 18, a Milano presso la Libreria del Corso (Corso Buenos Aires 49). Nelle vesti di presentatori, Gian Paolo Serino e Paolo Roversi.

[la storia di questo romanzo] [il booktrailer] [l'autore in FaceBook]

Gli scheletri di via Duomo Stefania Nardini - Tullio Pironti Editore

Gli scheletri di via Duomo
Stefania Nardini - Tullio Pironti Editore

«Un palazzo. Non è che un vecchio palazzo. Di quelli fine Ottocento, come ce ne sono tanti a Napoli. Perché lo chiamano il “Palazzo degli scheletri”? La gente lo ha ribattezzato così per una storia che risale a un po’ di anni fa…».

Dall’11 dicembre 2008 è in libreria

Questo è un libro delizioso per tre motivi. […]
Il primo motivo, naturalmente, si identifica con il “giallo” intrinseco del racconto di Stefania Nardini: la storia che il protagonista, un cronista di “nera” del «Mattino» di parecchi anni fa, racconta con infernale abilità, a pezzi e bocconi, arrivando alla rivelazione della verità soltanto nelle ultimissime righe del romanzo ma attraverso una serie incessante di indagini, di illazioni, di cantonate, di intuizioni, di scoperte che sembrano dover culminare in una colossale delusione e che invece, quasi casualmente o se preferite miracolosamente, si traducono nella convincente ricostruzione finale di un duplice delitto che sta dietro al ritrovamento dei famosi “scheletri di via Duomo”, una grande strada napoletana, non a caso vicinissima a quella ancora più famosa, anzi famigerata, che è Forcella. […]
Ma è il terzo motivo che rende il libro delizioso: la scrittura.
Stefania scrive con la dinamite e impagina a modo suo, strapazzando il periodo ma esaltando la sintassi e la lingua, anche se questo suo racconto sembra tradotto dal dialetto napoletano […] perché descrive in buona lingua nazionale il sentimento, la furberia, l’amore, la pietà, la malinconia, la menzogna, l’imbroglio, che hanno fatto la fortuna della canzone, della poesia, del teatro, della musica napoletani. Stefania racconta le strade, i negozi, le abitudini, la sfrontatezza e la dolcezza del nostro temperamento, ma attenzione, lo fa di sfuggita, senza esagerare, senza indugiare, con la massima naturalezza.
Io confesso di essermi divertito e spero che anche il cortese lettore si diverta.
(dalla Prefazione di Antonio Ghirelli)

Stefania Nardini, giornalista e scrittrice, è una romana innamorata anche delle due città dove ha vissuto: Napoli e Marsiglia. Vive tra l’Umbria e la Provenza. È autrice di Roma nascosta (Newton Compton, 1984) e del romanzo Matrioska, storia di una cameriera clandestina che insegnava letteratura (Pironti, 2001). Con questo libro è stata la prima autrice italiana contemporanea tradotta in Ucraina. Ha fondato con Giulio Mozzi “Vibrisselibri”. Alcuni suoi racconti sono pubblicati su riviste letterarie e sulla rete Internet. Cura la pagina Scritture & Pensieri per il quotidiano dell’Italia centrale «Corriere Nazionale».

Gli scheletri di via Duomo - Stefania Nardini - Tullio Pironti Editore - 144 pagg. - ISBN 88-7937-486-9 - € 10

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Claudio Baglioni: «Solo a Roma potevo scrivere Questo piccolo grande amore»

Claudio Baglioni: «Solo a Roma
potevo scrivere
Questo piccolo grande amore»

di Claudio Baglioni  Fonte: Il Messaggero.it

ROMA (23 novembre) - Avevo deciso di mollare. Io e la musica avremmo preso strade diverse. Avevo vent’anni. Una febbre di dire e dare che impossibile da controllare e un pugno di canzoni che raccontavano una piccola storia. La storia del primo grande amore. Quello che non dura tutta la vita, ma ce la cambia. Per sempre. Canzoni e storia sembravano non interessare. «Basta – pensai. Scendo qui». Fu Toto Torquati, pianista nel mio gruppo di allora, a convincermi a insistere. «Se molli adesso – disse – non saprai mai come sarebbe andata a finire». Aveva ragione. Entrammo in sala. Pochi mesi dopo uscì Questo piccolo grande amore. Il “big bang” che avrebbe cambiato per sempre la mia vita e determinato tutto ciò che successe dopo. Senza quel disco, non sarei così. E non sarei qui.
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La Canalis presa per i capelli dall’ex senatrice Procaccioni E Berlusconi querelerà Di Pietro!

La Canalis presa per i capelli
dall’ex senatrice Procaccioni
E Berlusconi querelerà Di Pietro!

di Giuseppe Iannozzi

L’ex senatrice Maria Burani Procaccini (Pdl) ha tempo da perdere e così prende per i capelli la Canalis che imita, all’interno del programma Artù, Michelle Hunziker. L’ex senatrice definisce Elisabetta Canalis «stupida» e «volgare», tanto da arrivare al punto di chiedere l’intervento di Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, con l’evidente scopo di far sanzionare la Canalis e la Rai. «Le persone coinvolte mi interessano poco. Non condivido il messaggio: sono delle scorrettezze che non giovano a nessuno, specie ai giovani. Ora voglio esagerare, ma se bisogna ridere di una persona che calpesta un senzatetto, poi non dobbiamo stupirci se nella realtà si arrivi a dargli fuoco. Non tutti quelli che assistono a un simile messaggio sono in grado di riderne semplicemente, ammesso poi che faccia ridere. Non invoco una tv didattica, ma dico no alla televisione che fa scuola di maleducazione. Poi è anche una questione estetica, di buongusto. Un pochino di autocensura in più non guasterebbe… la comunicazione in video ha un ruolo determinante nella nostra società. Per molte persone l’educazione viene indotta proprio dalla tv. Non stiamo parlando di un valoretto». Ed ancora: «Sarà utile farle apprendere qualche principio elementare di educazione civica che né Vieri né Reginaldo avrebbero potuto insegnarle».
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Saint-Exupéry: la ballerina e lo studioso / Raccolti in un volume novelle, lettere, frammenti dal 1925 al ‘43 dell’autore de «Il piccolo principe»


Lo scrittore racconta l’amore impossibile tra una danzatrice-prostituta e un cliente

Saint-Exupéry: la ballerina e lo studioso

Raccolti in un volume novelle, lettere, frammenti dal 1925 al ‘43 dell’autore de «Il piccolo principe»

Fonte: Corriere.it

L’amore tra una ballerina prostituta e un cliente intellettuale. La Parigi notturna degli anni Venti, la noia nascosta dietro le luci soffuse dei café-chantant, uomini alla deriva e donne in cerca di riscatto: personaggi e ambienti che riaffiorano in questi inediti di Antoine de Saint-Exupéry, scritti tra il 1925 e il 1943. «Manon, ballerina» (di cui pubblichiamo alcuni estratti) è il primo racconto che dà il titolo a questo volume in libreria da mercoledì prossimo per Bompiani (testi a cura di Alban Cerisier e Delphine Lacroix, traduzione di Anna D’Elia, pp. 238, e 18) e che contiene anche il racconto L’aviatore e altri materiali, frammenti, riflessioni, lettere. Tra queste le più interessanti sono quelle all’ex fidanzata Loulou (Louise de Vilmorin), che, con il racconto «Manon, ballerina», fanno scoprire un volto finora sconosciuto dell’autore del Piccolo principe. Qui, infatti, l’aviatore rivela toni da mélo, un afflato sentimentale che, scrive Cerisier nella prefazione, «risuona ancora di fremiti adolescenziali». (Cr. T).
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La Digos ha arrestato quattro persone. Uno delle due vittime è grave in ospedale

Studenti “comunisti” pestati da naziskin

La Digos ha arrestato quattro persone. Uno delle due vittime è grave in ospedale

BOLOGNA - Quattro attivisti di estrema destra sono stati arrestati dalla Digos per un’aggressione compiuta la scorsa notte, nel pieno centro di Bologna, a due giovani di sinistra, etichettati come “comunisti”. Prima gli insulti politici, poi il pestaggio: una delle vittime, un 34enne di Catanzaro, è in condizioni serie all’ospedale Maggiore con il naso e una mascella fratturati e una lesione ad un occhio, un suo amico di 21 anni se l’è cavata con qualche livido.

QUATTRO ARRESTATI - Gli arrestati sono Luigi Guerzoni, 33 anni, di Bologna e residente nel ravennate, commerciante, Vincenzo Gerardi, 26 anni, operaio di Cento (Ferrara), residente ad Argelato, entrambi già noti alle forze dell’ordine; Gunther Xavier Latiano, studente di 25 anni, di S.Giovanni Rotondo (Foggia), residente a Bologna, e Alessandro Malaguti, 20 anni, operaio di S.Giovanni in Persiceto residente a Crevalcore, questi ultimi incensurati. Gerardi, noto con il soprannome di “miccia”, è imputato a Bologna per associazione per delinquere finalizzata alla discriminazione e all’odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionalistici e religiosi, in un processo che vede coinvolti diversi esponenti di gruppi di estrema destra, per episodi avvenuti tra il 2002 e il 2006. Nella stessa inchiesta era finito anche Guerzoni, che è stato però prosciolto all’udienza preliminare, ma ha alle spalle numerosi precedenti di polizia per reati di discriminazione razziale, porto d’armi, fabbricazione di ordigni esplosivi, violenze e minacce a pubblico ufficiale. Guerzoni inoltre fa parte, insieme a Malaguti, del gruppo musicale “Legittima offesa”; sul proprio sito web il gruppo si definisce «skinheads-band nazionalista e anticomunista».
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Nere. Gli anni delle innocenze di Giuseppe Iannozzi: la nuova raccolta di poesie


Nere. Gli anni delle innocenze

di Giuseppe Iannozzi

Editore: edizione a cura dell’autore
Copyright: © 2008 Giuseppe Iannozzi
Lingua: Italiano
Paese: Italia
Edizione: 1a edizione
Pagine: 209
Dimensioni: 20.99 cm x 29.7 cm
Prezzo: € 13.76

Descrizione: Una nutrita raccolta di poesie di Giuseppe Iannozzi scritte tra il 2004 e il 2005, che l’autore ha ripreso in mano smussandole là dove era possibile per alcune loro asperità, ma sempre rimanendo fedele all’originale spirito d’ingenuità di quel particolare tormentato periodo.
Una silloge che conta più di cento poesie scelte tra le tantissime scritte nell’arco di un anno e mezzo circa. Canti d’amore, pensieri di rabbia, ballate nere (o di morte), illusioni giovanili, prose poetiche, pasquinate, il tutto condito con cinica disperazione e romantico idealismo.

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Nere. Gli anni delle innocenze

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Milano censurerà la giornata mondiale contro la violenza sessuale

Milano censurerà la giornata mondiale
contro la violenza sessuale

di Giuseppe Iannozzi

Una donna nuda abbandonata su un materasso bianco e un cuscino, con le braccia allargate, le gambe unite, il sesso coperto da un lenzuolo a mo’ di sudario, la testa gettata di lato, come in crocifissione.

Per la giornata mondiale contro la violenza sessuale, il Telefono Donna ha scelto un’immagine esplicita che la civilissima Milano già pensa di censurare. L’assessore all’Arredo Urbano del Comune, Maurizio Cadeo, ha infatti annunciato che cercherà in tutti i modi di impedire che il manifesto di Telefono Donna finisca sulle strade. «Farò tutto quanto è in mio potere - ha affermato - per evitare l’affissione del manifesto, di cui contesto il messaggio, che lede il sentimento religioso dei cittadini».

Questa è la libertà di informazione che oggi vige in Italia, dove si tollerano tutte le violenze possibili, immaginabili e non, sulle donne e dove ci si scompone gridando “allo scandalo!” per una campagna pubblicitaria che dice papale papale qual è la condizione femminile nella nostra società, moderna ma nulla affatto civile.

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Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court Skeletons in the closet

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court
Skeletons in the closet

Il lancio dell’album avvenuto ad Halloween con 52 ore di festeggiamenti!!!

Al mio ritorno dal viaggio di Halloween - che mi ha portato in Portogallo e Spagna - ho trovato una bellissima sorpresa: il pacco che i Ravens Court (la band australiana di cui sono l’artista ufficiale) mi ha inviato contenente i saggi della loro bravura, ossia cd e dvd del loro nuovo album Skeletons in the Closet. Si tratta di un album composto da 9 canzoni, ognuna ha anche il suo video, video peraltro molto affascinanti per gli amanti del genere dark con una forte venatura ironica, caratteristica che contraddistingue i Ravens Court. L’influenza di Alice Cooper è quanto mai evidente e rende il tutto ancora più intrigante.

Per lanciare Skeleton in the Closet la band australiana ha organizzato per Halloween un party che è durato ben 52 ore e che ha visto coinvolte una miriade di persone. Guardate le foto su Myspace!!!

Al momento cd e dvd sono distribuiti in Australia, USA e UK per l’Europa i Ravens Court stanno prendendo accordi con una casa di distribuzione polacca che coprirà l’ntera Comunità Europea.

Altre notizie seguiranno presto.

Il sito dei Ravens Court

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Clochard bruciato vivo, la sua colpa la povertà

Clochard bruciato vivo, la sua colpa la povertà

a cura di Giuseppe Iannozzi

Ignoti hanno tentato di uccidere la scorsa notte un clochard a Rimini, dandogli fuoco mentre l’uomo dormiva su una panchina di via Flaminia. Gli hanno versato addosso una tanica di benzina. Le ustioni su tutto il corpo ne hanno imposto il trasferimento immediato al centro grandi ustionati di Padova.

L’uomo presenta ustioni sul 40% della superficie del corpo. Le sue condizioni, al momento, sono stabili. La prognosi è riservata, ma «non è in pericolo di vita»secondo l’Azienda ospedaliera di Padova.

Quando è stato soccorso, attorno a mezzanotte e mezza, era in stato confusionale ma è riuscito a dire agli agenti della Questura di essere di Taranto e di avere 46 anni. Sono in corso accertamenti per l’identificazione. Il senzatetto non ha saputo fornire nessun elemento circa i suoi aggressori. Si sarebbe svegliato sulla panchina già avvolto dalle fiamme. A dare l’allarme al 118, una ragazza che si trovava a passare in auto da via Flaminia e che ha visto l’uomo avvolto dalle fiamme. Accanto alla panchina sulla quale dormiva il clochard è stata rinvenuta dai vigili del fuoco una bottiglia vuota che odorava di benzina, quasi certamente adoperata per dar fuoco all’uomo.
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Biagi, viaggio nel cuore dell’Italia

Memoria Un anno dopo la scomparsa, escono un volume della figlia e un’antologia di articoli

Biagi, viaggio nel cuore dell’Italia

Sentimenti, immagini e ironia sul filo malinconico dei ricordi

Fonte: Corriere della Sera.it

Gli sarebbero piaciuti i posti, i nomi, le facce della gente: era lì che voleva andare, in qualche paese che non fa notizia, in una scuola di provincia, nei comuni dove il medico e il farmacista sono ancora qualcuno, nelle campagne dove adesso vivono tanti stranieri. Gli sarebbero piaciuti i ricordi, l’ironia di qualche racconto, le immagini dolci di un papà che tiene una bambina per mano: ed era lui, timido, impacciato, come nel giardino dell’Osservanza, a Bologna, quando faceva le notti in redazione e la mattina bisognava lasciarlo dormire.
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Rissa tra monaci al Santo Sepolcro di Gerusalemme

Rissa tra monaci
al Santo Sepolcro di Gerusalemme

Una violenta rissa, degenerata a colpi di pugni, tra monaci armeni e greco-ortodossi è scoppiata nella Basilica del Santo Sepolcro, uno dei siti più sacri del Cristianesimo. La polizia israeliana è stata costretta a intervenire per ristabilire l’ordine e ha fermato due monaci delle confessioni rivali. Secondo il portavoce della polizia Micky Rosenfeld lo scontro è stato causato dai preparativi dei monaci armeni per l’annuale cerimonia che ricorda la scoperta nel quarto secolo della croce che la tradizione vuole sia stata usata per la crocifissione di Gesù.
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L’anteprima di «Obama. From Promise to Power»

La biografia del neopresidente di David Mendell in uscita da Cairo editore

Obama: storia dell’uomo
che fa sognare l’America

L’anteprima di «Obama. From Promise to Power»

Fonte: Corriere.it

Chi lo conosce bene stenterebbe a crederci, eppure in quel pomeriggio del 27 luglio 2004 Barack Obama fece un passo più spavaldo e imprudente del solito. D’estate, in una Boston immersa nella calda luce del sole, guidò un drappello di giornalisti, assistenti e un paio di amici – un gruppetto formato al massimo da due dozzine di persone – attraverso il labirintico recinto di sicurezza che proteggeva l’arena coperta dell’imponente Fleet Center. Lo smilzo ex giocatore di basket delle superiori che anche a quarantadue anni non disdegnava farsi una partitina, cominciò a muovere il busto come se si stesse dirigendo verso la linea dei tiri liberi, sicuro di mettere a segno il canestro che valeva la partita. Tirò indietro le spalle. Tenne dritta la testa. A ogni passo, il busto in giacca blu oscillava da una parte e dall’altra. Aveva la massima fiducia in sé stesso. E a ragione: mancavano infatti solo poche ore, e il legislatore dello Stato dell’Illinois e docente di legge a contratto avrebbe mosso i primi passi sulla scena nazionale con il famoso discorso introduttivo alla Convention nazionale democratica. Era arrivato il suo momento d’oro. E, sebbene ciò fosse accaduto piuttosto velocemente, in maniera inaspettata e in un certo senso strana, con appena qualche settimana di preavviso, ora Obama aveva l’opportunità di dimostrare al mondo che era in grado di giocare nella massima serie. Finalmente.
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La Palin abbocca al finto Sarkozy I “Justiciers masques” si fanno beffe della poveretta

La Palin abbocca al finto Sarkozy
I “Justiciers masques”
si fanno beffe della poveretta

di Giuseppe Iannozzi

Tutti la prendono per il culo alla poveretta, cioè a Sarah Palin. Per lei non c’è pace, mai, neanche durante la tanto amata festa di Halloween. La candidata repubblicana è stata vittima di uno scherzo e come è facile intuire c’è cascata senza battere becco, cioè ciglio. Due noti umoristi canadesi del Quebec si sono spacciati per il presidente francese Nicolas Sarkozy e la Palin ha abboccato, felice come una pasqua inghiottendo l’esca per intero; e se le fosse stato offerta la canna da pesca, piccola o grossa, l’avrebbe inghiottita convinta d’avere in bocca un affare luculliano di prima scelta.
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Festival Roma, doppio omaggio con polemica a De André

Wenders, fan d’eccezione, si propone per un concerto tributo e un film

Festival Roma, doppio omaggio con polemica a De André

Roma, 29 ott. (Adnkronos) - Dori Ghezzi produce il documentario ‘Effedia’ e prende le distanza da ‘Amore che vieni amore che vai’, tratto dal romanzo ‘Un destino ridicolo’. La vedova: ”A me non era mai piaciuto nemmeno il libro”. La replica del regista Costantini: ”Mi sono appassionato al testo non tanto per amore del cantautore quanto perché tratta di personaggi che amo”

Doppio omaggio a Fabrizio De André con strascisco polemico al Festival Internazionale del film di Roma. Il grande cantautore scomparso è protagonista del film-documentario di Teresa Marchesi ‘Effedia - Sulla mia cattiva strada’, prodotto dalla vedova del cantante Dori Ghezzi con Rai Trade e Sony, e anche in qualche modo del film ‘Amore che vieni amore che vai’ di Daniele Costantini, tratto dal romanzo ‘Un destino ridicolo’, scritto a quattro mani da De André con Alessandro Gennari.
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Bono Vox farfallone a Saint Tropez finisce su Facebook in compagnia di due 19enni Andrea Feick e Hannah Emerson

Bono Vox farfallone a Saint Tropez
finisce su Facebook in compagnia di due 19enni
Andrea Feick e Hannah Emerson

di Giuseppe Iannozzi

Bono Vox, 48 anni, vocalist e leader degli U2, è nei guai. Una gita piccante, troppo piccante in Costa Azzurra a Saint Tropez con due 19enni, rischia di offuscare l’immagine di uomo di pace (San Bono è il suo nomignolo) che negli anni si era costruito a forza di campagne umanitarie, non sempre condivise da tutti i membri degli U2.
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La Carfagna è magra, magra, magra e Berlusconi è preoccupato, però minaccia gli studenti con la polizia nel nome della Gelmini

La Carfagna è magra, magra, magra e Berlusconi è preoccupato
Però minaccia gli studenti con la polizia nel nome della Gelmini

di Giuseppe Iannozzi

Povera, povera, povera Mara Carfagna! Sono preoccupato per lei. Molto preoccupato. Preoccupatissimo. La notte non chiudo occhio, penso sempre e solo a lei, al suo pallore, alla sua magrezza. Dov’è finita la Carfagna di appena un anno fa, bene in carne, sul calendario di Maxim il meglio per l’uomo? Non c’è più. Al suo posto c’è una ministra sempre più magra, così tanto magra che persino il nostro amatissimo Premier Silvio Berlusconi è preoccupato, al punto da consigliarle una visita medica speciale, nel senso che le presterà il suo medico personale e la parcella la pagherà lui il Premier. Ho le lacrime agl’occhi tanta è l’emozione: poche volte m’accade d’essere commosso, ma questa volta ho aperto le cataratte.
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Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin - Nailin’ Paylin, le prime immagini del film che ha già eccitato milioni di americani

Larry Flynt, Lisa Ann nei panni di Sarah Palin

Nailin’ Paylin, le prime immagini del film
che ha già eccitato milioni di americani

di Giuseppe Iannozzi

Larry Flynt lo sa che ogni promessa è debito e neanche questa volta si è tirato indietro: il film su Sarah Palin è in dirittura d’arrivo e in rete già girano alcune foto, e su YouTube, nonostante la censura adoperata, sono tantissimi i filmati dedicati a Nailin’ Paylin. C’è da scommetterci che questo film batterà ogni record: il sogno americano incarnato in Sarah Palin sta finalmente per venire ed è già orgia di americani e non pronti a lavorare di mano davanti agli schermi.
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