Berlusconi e il cavallo di Troia, come Caligola con il cavallo senatore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Berlusconi e il cavallo di Troia,
come Caligola con il cavallo senatore
di Iannozzi Giuseppe
Berlusconi ha pronto il piano, l’uscita di sicurezza per quando il suo governo finirà affogato nel fango: auto-eleggersi senatore a vita. Se questo incubo si concretizzerà, Berlusconi, poco ma sicuro, non ce lo leviamo più dai coglioni; e i coglioni sono almeno una buona metà di onesti italiani, quelli invisi all’attuale premier e che lui in campagna elettorale davanti alla platea di Confcommercio ha osato definire proprio così, coglioni. “Voto alla sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni”: così ebbe modo di dire, tranne poi tentare di correggersi sostituendo coglioni con masochisti, bacchettando la stampa perché a suo modo di vedere essa avrebbe travisato le sue parole. Correva l’annus domini 2006 e si era in aprile.
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Patrizia D’Addario VS Panorama. Lo scoop che non c’è
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Patrizia D’Addario VS Panorama
Lo scoop che non c’è
a cura di Iannozzi Giuseppe
“Conti all’estero non ne ho. Per quanto riguarda i soldi, io e la mia famiglia ne abbiamo su un libretto bancario. Sono ciò che ci resta dell’eredità di mio padre dopo la vendita degli immobili che sono riuscita a far sbloccare, dalle banche e dalle società di recupero crediti, dopo il suo suicidio…”: così Patrizia D’Addario, la escort famosa in tutto il mondo per le feste a Palazzo Grazioli con il premier Berlusconi (di cui lei riferisce nel dettaglio e che mai ha smentito), in un’intervista al quotidiano Bari Sera in edicola nel pomeriggio, riferendosi alla seconda puntata (leggasi “buffonata”) pubblicata da Panorama nella quale si dice che lei avrebbe depositato su un conto estero più di un milione di euro.
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La Mussolini contro gli autori della bufala a luci rosse
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Mussolini intenderebbe svergognare
gli autori della bufala a luci rosse
a cura di Iannozzi Giuseppe
Una storia senza fine quella che vede travolta in un presunto scandalo a luci rosse Alessandra Mussolini. In una intervista a La Stampa, la Mussolini dichiara: “Adesso voglio svergognare chi sta dietro a tutta questa vicenda. Aspettate e si vedrà”. La Mussolini specifica inoltre di ”avere sospetti” ma di “non poter fare nomi”.
Con Roberto Fiore, nell’intervista, la Mussolini assicura che “abbiamo fatto campagna elettorale insieme”. Tutto il resto è “assurdo”.
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Plagio e scandalo per Giuseppe Ferrario! Bloccate le uscite delle Cronache di Licia Troisi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Plagio e scandalo per Giuseppe Ferrario!
Bloccate le uscite delle Cronache di Licia Troisi
a cura di Iannozzi Giuseppe
Bloccati dall’editore Panini Comics le uscite Cronache del mondo emerso di Licia Troisi. Il motivo: plagio. La Rete ha messo spalle al muro Giuseppe Ferrario che per disegnare molte tavole degli albi avrebbe copiato di brutto da Hayao Miyazaky, autore di manga notevoli quali La città incantata, La principessa Mononoke e Il castello errante di Howl. Lo sgarro non poteva passare inosservato.
Gli albi Cronache del mondo emerso sono stati bloccati: la terza uscita è stata rimandata. Ma si può legittimamente sospettare che le uscite verranno chiuse in via definitiva.
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Censurate le fantastiche 4 dell’Alma Mater. Troppo belle per fare la pubblicità all’università
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Le fantastiche 4 dell’Alma Mater censurate
a cura di Iannozzi Giuseppe
Le Fantastiche 4 dell’Alma Mater vengono censurate. La pubblicità, realizzata da un’agenzia forlivese, aveva già coperto buona parte dei muri pugliesi, quando sulle 4 ragazze si è abbattuta la bufera censoria dei benpensanti. Eppure il manifesto pubblicitario è stato commissionato e pagato dagli enti dello sviluppo degli insediamenti universitari della Romagna, tra cui la Serinar di Forlì-Cesena.
Le Fantastiche 4 sono delle ragazze che sponsorizzano “il massimo per i tuoi studi universitari”. Quattro belle ragazze con addosso una tutina aderente, che ricorda un po’ quella di una supergirl. Questo è tutto il presunto scandalo. Le si accusa di “velinismo”.
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Per Michael Jackson 200 ore di registrato inedito. Forse dvd e cd postumi dal vivo
Pubblicato da admin
La commemorazione di Michael Jackson
200 ore di registrato per dvd e cd postumi
Il tributo del mondo intero al Re del Pop
a cura di Iannozzi Giuseppe
Un triste evento, seppur record annunciato. La pubblica commemorazione di Michael Jackson, stando alle previsioni degli addetti ai lavori, potrebbe battere in termini di presenze la cerimonia d’insediamento del presidente Barack Obama.
L’ultimo saluto al Re del Pop travolgerà il mondo intero.
Non era mai accaduto, nemmeno per Jim Morrison, Elvis Presley, Jimi Hendrix, John Lennon, Freddie Mercury, James Brown.
Gli osservatori, prevedendo una copertura mediatica gigantesca dell’evento, assicurano che l’evento potrebbe essere l’Evento, con la maiuscola: “Sarà probabilmente il maggiore funerale di una star nella storia e centinaia di migliaia di persone accorreranno a Los Angeles per parteciparvi, anche da dietro le barricate che impediranno a coloro non muniti di biglietti di avvicinarsi” allo Staples Center, dove si terrà l’omaggio pubblico martedì 7 luglio. Una scelta, quella sul luogo, che ha sollevato alcune perplessità per via dei pochi posti disponibili. Secondo gli osservatori la commemorazione sarà seguita online da un numero di persone superiore rispetto a quello registrato per l’insediamento di Obama, al quale hanno assistito, in base ai dati diffusi da Nielsen, 70 milioni di utenti contro i 40 milioni che lo hanno seguito in televisione.
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Legge sulle intercettazioni arriva lo stop di Napolitano
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il capo dello Stato convoca Alfano al Quirinale: senza modifiche niente firma
Il presidente preoccupato per i rischi di incostituzionalità. Esclusa la fiducia
Legge sulle intercettazioni
arriva lo stop di Napolitano
di LIANA MILELLA – Fonte: la Repubblica
ROMA – Irragionevole, incostituzionale, gravemente dannosa per le indagini, foriera di scontri con una stampa già pronta allo sciopero del 13 luglio. La legge sulle intercettazioni, così com’è, non va. Napolitano poteva rinviarla alle Camere e dare uno schiaffo a Berlusconi. Ma fedele al motto che “gli strappi tra le istituzioni vanno sempre evitati” (almeno fin dove è possibile), il capo dello Stato l’ha fermata prima del suo ultimo passaggio al Senato.
Con un governo pronto a mettere la fiducia come aveva fatto alla Camera. Dopo un anno di ininterrotta moral suasion, dopo aver messo in allerta Fini e Schifani, il presidente della Repubblica ha compiuto il passo definitivo, ha chiamato al Quirinale il Guardasigilli Alfano. Che arriva lesto lesto.
Poco meno di un’ora di colloquio, accanto i suoi esperti giuridici, un esordio che non consente spiragli di trattativa: “Sono molto preoccupato e turbato per la tensione che si sta creando nel mondo della giustizia e della stampa su questa legge. I miei consiglieri mi spiegano che se dovesse passare così al Senato i vizi di palese incostituzionalità mi costringerebbero a fare un passo che di certo non vi sarebbe gradito”. Il ministro della Giustizia, che si è sempre mostrato rispettoso del Colle, non tenta neppure una difesa. Alla fin fine sa che al premier questa legge non è mai piaciuta perché lui ne avrebbe voluta una molto più dura, con gli ascolti autorizzati solo per mafia e terrorismo. Nel rinviarla, soprattutto in ore in cui, per le voci su procure in azione, non vuole scontri con toghe, polizie, servizi, non soffrirà troppo. Napolitano prosegue: “È vero che avete intenzione di mettere la fiducia?”.
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Battisti: Ordine avvocati Brasile rifiuta di sostenerlo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Battisti: Ordine avvocati Brasile rifiuta di sostenerlo
Detenuto aveva chiesto loro di pronunciarsi contro estradizione
a cura di Iannozzi Giuseppe
ANSA – (14 giugno 2009) L’Ordine degli avvocati del Brasile si è rifiutato di emettere un documento a favore dell’asilo politico di Cesare Battisti. Lo ha reso noto un settimanale brasiliano, precisando che il testo era stato richiesto dall’ex terrorista rosso italiano. Secondo la rivista, il NO a Battisti è stato deciso dal Consiglio federale dell’Oab, che ha negato il proprio sostegno a Battisti, il quale aveva sollecitato all’Ordine di pronunciarsi contro la sua estradizione in Italia.
Seppur con immane ritardo, il Brasile comincia forse a svegliarsi! Pare che non tutta la giustizia brasiliana sia marcia fino al midollo, difatti L’Ordine degli avvocati del Brasile si è rifiutato di emettere documento a favore di Cesare Battisti, brigatista pluriomicida (O ex brigatista? Ma si può mai smettere di essere quel che si è?), che da circa 30 anni manca dall’Italia, e che dopo esser fuggito dalla Francia ha trovato l’appoggio del presidente Lula, scatenando com’è ovvio l’indignazione dell’opinione pubblica nonché quella dello Stato italiano tutto.
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Barack Obama fischiato dagli anti-abortisti
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La prima volta di Barack Obama
Qualche fischio da parte degli anti-abortisti cattolici
a cura di Iannozzi Giuseppe
All’università cattolica di Notre Dame nell’Indiana Barack Obama è stato fischiato: è la prima volta da quando è Presidente degli USA. Una vera e propria contestazione pubblica: i cattolici più fondamentalisti contestano al Presidente la sua politica favorevole all’aborto e alla ricerca sulle staminali. Barack Obama non si è scomposto: ha ricevuto la laurea honoris causa in legge che l’università promette ai presidenti degli Stati Uniti, e al termine della cerimonia in tutta tranquillità ha detto: “Va tutto bene, nessun problema”.
Il discorso dI Barack Obama non si è arrestato, neanche sotto i fischi dei contestatori. Il Presidente sorridente ha invece teso la mano ai conservatori religiosi invitando gli americani di ogni fede e convinzione ideologica a “uno sforzo comune per ridurre il numero degli aborti”: “Non voglio dire che il dibattito sull’aborto sia destinato a scomparir. Le opinioni degli americani al riguardo sono complesse e contraddittorie, e il fatto è che a certi livelli sono inconciliabili. Difendiamo pure le nostre opinioni con passione e convinzione, ma senza ridurre a caricatura chi non la pensa come noi”.
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Madonna aiuta i terremotati in Abruzzo con una donazione di 500.000 dollari
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Madonna aiuta i terremotati in Abruzzo
con una donazione di 500.000 dollari
di Iannozzi Giuseppe
Madonna (Louise Veronica Ciccone) ha risposto all’appello lanciato dal sindaco di Pacentro. I nonni della cantante hanno vissuto nel paesino dell’Aquilano fino al 1919, prima di trasferirsi negli Stati Uniti
“Sono contenta di poter essere d’aiuto alla terra che ha ospitato la mia famiglia per tanto tempo. Il mio pensiero è rivolto a tutte quelle persone che hanno perso i loro cari o le loro abitazioni a causa del terremoto”, ha detto Madonna a People. 500 mila dollari sono stati donati dalla popstar Madonna ai terremotati in Abruzzo. Lo conferma anche la portavoce di Madonna, Liz Rosenberg.
Il sindaco di Pacentro, Fernando Caparso, aveva diffuso un annuncio diretto proprio alla star: “Voglio fare un appello ad una star internazionale come Madonna perché ci aiuti a reperire in tutto il mondo i fondi per aiutare la popolazione abruzzese. Se Madonna utilizzasse la sua popolarità per attirare l’attenzione del mondo sulla tragedia degli abruzzesi sarebbe una cosa bellissima. Ci darebbe una grande mano. Chi meglio di lei, che si chiama Ciccone di cognome, potrebbe aiutare questa terra?”.

Battisti non è più una causa giusta. Saviano ritira la firma, e non è il solo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Battisti non è più una causa giusta.
Saviano ritira la firma, e non è il solo
Dietrofront sull’adesione all’appello lanciato da Carmilla nel 2004. «Questa storia non mi appartiene». Idem per la Janezeck. Qualcosa sta cambiando a sinistra?
Fonte: Il Riformista
Roberto Saviano non c’entra nulla con la vicenda di Battisti. Battisti non è Gomorra. O meglio, non sta dalla parte giusta di Gomorra. La sua storia non gli appartiene, la causa di Battisti non lo interessa. Da tempo circolava la voce che Saviano non volesse avere nulla a che fare con un personaggio per il quale era giunto in soccorso – rosso – firmando una petizione contro l’estradizione richiesta alla Francia anni fa.
Era il 2004, Saviano un alacre lettore e scrittore, ma ancora anni luce lontano dal magistero culturale e morale attribuitogli oggi. Anche noi del Riformista ne eravamo convinti, lo abbiamo riscritto settimana scorsa. Giovanni Fasanella aveva rilanciato, su Panorama, la posizione della Mondadori: Saviano non riconosce la sua firma in calce a quell’appello, promosso e rivendicato da Carmilla, un sito di letteratura e cultura antagonista curato, tra gli altri, da Valerio Evangelisti.
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Addio allo scrittore John Updike
Pubblicato da admin
Addio allo scrittore John Updike
Fonte: Il Messaggero
ROMA (27 gennaio) – John Updike, lo scrittore vincitore di due Premi Pulitzer (Coniglio corri e Coniglio è ricco, dall’omonima serie) e di due National Book Awards, è morto all’età di 76 anni per le conseguenze di un tumore polmonare a Beverly Farms, nel Massachusetts, dove viveva.
Prolifico autore, con all’attivo decine di romanzi e di novelle, Updike era nato il 18 marzo 1932 a Shillington. Dal suo Le streghe di Eastwick (1984) venne tratto l’omonimo successo cinematografico. I suoi ultimi romanzi, Villaggi e Terrorista, sono editi in Italia da Guanda.
Updike nei suoi racconti, più che nei suoi romanzi, ha sempre tenuto d’occhio le storie e i costumi della media borghesia americana. Cresciuto negli anni della depressione nella fattoria dei nonni materni nei pressi di Shillington (nei suoi romanzi ribattezzata Olinger), dopo gli studi a Harvard e la Ruskin School di Belle arti a Oxford, entrò ventenne (nel 1955) nella redazione del New Yorker, con poesie e racconti ironici e nostalgici. Il suo primo romanzo (breve) è Festa all’ospizio (The poorhouse fair, 1959) seguito dai racconti di Piume di piccione (Pigeon feathers, 1962).
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“Noi, vittime del terrorista Battisti. Siamo state umiliate due volte”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
“Noi, vittime del terrorista Battisti. Siamo state umiliate due volte”
Alberto Torregiani rimase paralizzato quando morì il padre Pierluigi: “Leggi troppo permissive”
di Gabriele Moroni – Fonte: Quotidiano.net
LA VOCE di chi è vittima e insieme figlio di una vittima. Di chi ha metabolizzato l’odio e il rancore. Alberto Torregiani ha 44 anni. Vive su una carrozzella dal febbraio 1979, quando venne raggiunto dall’unico colpo sparato per difesa dal padre Pierluigi, ucciso da Cesare Battisti in una rapina nella sua oreficeria di Milano.
Torregiani, è banale chiederle che cosa ha provato alla notizia.
«Certe parole non si possono dire in televisione e forse neppure scrivere sui giornali. Ma io lo dico: sono incazzato. È assurdo, ho l’impressione che da parte delle istituzioni si metta più impegno, più animo, per chi non merita. Battisti sputa a destra e a sinistra e tutti i giornali ne parlano. Adesso voglio capire che cosa significa tutto questo. Se davvero Battisti gode di una specie di regime di immunità. Ha fatto un anno e mezzo di carcere, fra sei mesi magari può essere fuori. Rimarrà in Brasile, ma anche a me piacerebbe fare il rifugiato a Copacabana».
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Battisti non verrà estradato in Italia: è scandalo, forse già un caso diplomatico
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Cesare Battisti in Brasile
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Battisti non verrà estradato in Italia
E’ scandalo, forse già un caso diplomatico
di Iannozzi Giuseppe
Il brigatista Cesare Battisti non verrà estradato in Italia. Il ministro brasiliano della Giustizia, Tarso Genro, ha accordato lo status di rifugiato politico al brigatista Cesare Battisti, nonostante Battisti sia stato condannato dallo Stato italiano per ben quattro omicidi. “Il ministro della Giustizia Tarso Genro ha deciso a favore della concessione dello status di rifugiato all’italiano Cesare Battisti a causa dell’esistenza fondata di un timore di persecuzione per le sue opinioni politiche”: così viene motivato il rifiuto di estradizione in un comunicato reso pubblico questa notte.
Cesare Battisti, fuggito dalla Francia nel 2004, scappato in Brasile, è stato arrestato nel 2007 in terra brasiliana. Il governo italiano ha chiesto subito l’estradizione verso l’Italia. Sul settimanale brasiliano Epoca, Battisti qualche giorno or sono ha dichiarato senza alcun pudore “di temere per la sua vita” se fosse estradato: “Sono certo che se andassi in Italia sarei oggetto di vendetta. Io sarei assassinato”. In pratica il brigatista Cesare Battisti, condannato dall’Italia per aver commesso quattro omicidi, accusa lo Stato italiano di essere un boia assassino.
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Gomorra di Matteo Garrone escluso dagli Oscar
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gomorra di Matteo Garrone escluso dagli Oscar
di Iannozzi Giuseppe
Gomorra di Matteo Garrone è stato escluso dalla corsa agli Oscar. Il film italiano con tre camorristi nel ruolo di attori, dopo lo scandalo quasi insabbiato dai media italiani che ne hanno parlato poco o niente, non concorrerà agli Oscar di Hollywood. Un ridimensionamento severo e più che mai giusto quello delle commissioni americane, che ieri 13 gennaio 2009 non hanno attribuito a Garrone un solo Golden Globe. Gomorra di Matteo Garrone esce dall’America con sulle spalle una sconfitta pesante e meritata. Una sconfitta che è anche per Roberto Saviano, osannato da mezza italietta tutta chitarre e mandolini.
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Il Brasile: «È un rifugiato politico» Battisti non sarà estradato
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Il Brasile: «È un rifugiato politico»
Battisti non sarà estradato
Il ministro brasiliano chiude la pratica per l’estradizione. Il rammarico della Farnesina
RIO DE JANEIRO – Il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, l’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi tra il 1977 e il 1979, la cui estradizione era stata chiesta tempo fa dall’Italia a Brasilia.
RAMMARICO DELLA FARNESINA - «Da parte italiana si esprime viva sorpresa e forte rammarico per la decisione assunta dal Ministro della Giustizia brasiliano che, ribaltando quanto stabilito dal Comitato nazionale per i rifugiati, ha accolto il ricorso di Cesare Battisti, un terrorista responsabile di gravissimi delitti che nulla hanno a che fare con lo status di rifugiato politico». È quanto si legge in una nota della Farnesina. «Nell’esprimere apprezzamento per la decisione adottata a fine novembre scorso dal Comitato che aveva negato, nell’ambito delle sue competenze, il riconoscimento dello status di rifugiato al terrorista Battisti -continua la nota- l’Italia rivolge un appello al Presidente Lula da Silva perché vengano esperite tutte le iniziative che possano promuovere, nel quadro della cooperazione giudiziaria internazionale nella lotta contro il terrorismo, una revisione della decisione giudiziaria adottata». «Ciò vale a maggior ragione in un momento in cui i Paesi del G8 e quanti con essi hanno un rapporto di intensa collaborazione, come il Brasile, saranno chiamati a confermare un impegno solenne e a promuovere azioni sempre più efficaci per sconfiggere il terrorismo internazionale», conclude la nota.
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Gomorra perde ai Golden Globe americani
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gomorra perde ai Golden Globe americani
Il fim di Garrone tratto dal romanzo di Saviano
non è piaciuto agli americani
di Iannozzi Giuseppe
Gomorra, tratto dal controverso romanzo di Roberto Saviano oggi sotto scorta, film di Matteo Garrone con tre attori camorristi nel cast, non ce l’ha fatta, non ha preso un solo Golden Globe. Agli americani il film non è piaciuto granché.
Gomorra di Matteo Garrone, con Salvatore Fabbricino, Bernardino Terracciano e Giovanni Venosa, tutt’e tre finiti in manette perché camorristi, porta a casa una meritata delusione, quella del regista. L’eco degli arresti, di tre camorristi spacciati per attori, non dev’essere piaciuto per niente ai giurati americani, per nostra fortuna. Il film di Garrone, Gomorra, ha già preso fin troppi indebiti premi: se in Europa si è fatto passare quasi sotto silenzio lo scandalo che Gomorra è una pellicola che accoglie ben tre camorristi nel cast, negli USA, forse più attenti e impietosi, il vergognoso scandalo non ha di certo giovato al film, che difatti è rimasto a becco asciutto. Dopo il pienone di premi a Cannes e l’an plein agli Oscar europei, i Golden Globe americani bocciano Gomorra
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Forse a Faber sarebbe piaciuto
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Forse a Faber sarebbe piaciuto
di Andrea Scanzi – Fonte: La Stampa.it
E’ raro vedere in Italia un livello medio televisivo come quello di ieri sera a Che tempo che fa. Merito, anzitutto, della grandezza del cantautore ligure. E di chi lo ha ricordato (quasi sempre) bene.
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Non amo particolarmente la televisione di Fabio Fazio, per motivi che presto spiegherò in altri lidi. E resto convinto, da persona che minimamente lo ha conosciuto e massimamente visto e ascoltato, al punto da laurearsi (anche) su di lui, che a Fabrizio De André questa celebrazione trasversale avrebbe dato ai nervi.
Faber odiava la melassa, il buon senso comune, la maggioranza. Ci ha lottato contro una vita. E adesso, lui che stava ferocemente antipatico a tanti, sembra piacere a tutti. Un altro sintomo di questo paese culturalmente e politicamente al livello minimo di coscienza.
La serata di ieri a Che tempo che fa, per il decennale della scomparsa (e scomparsa è la parola giusta, dà il senso dell’assenza inesorabile), nasceva quindi rischiosa. Per via del manovratore (certo un deandreiano doc) e del contesto.
E invece è stata una bella serata.
Era tenera la serenità commossa di Dori Ghezzi, era dolcissimo il sorriso eterno di Fernanda Pivano.
Nulla è perfetto, anzitutto i tributi. Ancor più se dedicati a chi non amava i tributi. Ho avuto una gran voglia di invadere la Polonia quando ho sentito Lucio Dalla cantare Don Raffaè. Mi sono addormentato – sventolando bandiera bianca – con Franco Battiato (Inverno). Ho sposato la catatonia mentre il professor Roberto Vecchioni annacquava Girotondo e l’etica deandreiana con la consueta vagonata di retorica monocorde. Poco convincente anche Samuele Bersani (mai devastante dal vivo) ne Il Bombarolo. Evito poi di parlare della lettura di Luciana Littizzetto de Le nuvole, testo – monumentale – che forse avrebbe messo in difficoltà perfino Vittorio Gassman. Figurarsi lei.
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Torino ricorda Fabrizio De André
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Torino ricorda Fabrizio De André
DA WWW.DIGI.TO.IT - MARCO LOMBARDO
Dieci anni fa, nella notte dell’11 gennaio 1999, moriva Fabrizio De André. Una voce, quella del cantautore genovese nato nel 1940, destinata a restare impressa nella memoria collettiva italiana, per la bellezza della sua musica e per l’intensità delle sue parole. Tante, in questi giorni, le iniziative per ricordarlo e rendergli omaggio. Andiamo a scoprire cosa si sta organizzando a Torino.
TANTI MODI PER RICORDARLO
Da giovedì 15 a domenica 25 gennaio il Tangram Teatro presenta Bocca di Rosa e altre storie, uno spettacolo teatrale al decimo anno di repliche, pensato per riprodurre in teatro quelle serate tra amici in cui si cantano le canzoni di De André e che pochi di noi non possono trovare tra i loro ricordi.
Il Circolo dei Lettori dedicherà ampio spazio a questa ricorrenza, con un’apertura straordinaria e un’intera serata di appuntamenti per domenica 11 gennaio: alle ore 18 il concerto Attenti al gorilla! Omaggio a Fabrizio De Andrè; alle 19 Creuza de ma, un aperitivo ligure curato nella sua ambientazione proprio ispirandosi alla celebre canzone; alle 21 una serata patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André onlus: Memoria, e non basta ancora, con l’intervento di poeti e narratori.
Un altro omaggio al cantautore/poeta, e all’uomo, arriverà dal Teatro Espace: Faber per sempre, in programma per mercoledì 18 febbraio, concerto con un repertorio senza tempo eseguito da un gruppo di musicisti guidati da Pier Michelatti, storico bassista del cantautore genovese.
CHE TEMPO CHE FA… SENZA LE NOSTRE RADIO
La trasmissione Che tempo che fa di RaiTre, condotta da Fabio Fazio, dedicherà a De André uno speciale in diretta dalle 20.10 di domenica 11 gennaio. Per l’occasione il programma ha lanciato un’iniziativa molto particolare, invitando tutte le radio italiane a trasmettere, esattamente alla stessa ora di domenica sera, una medesima canzone del cantatutore, scelta dalla moglie Dori Ghezzi.
L’invito è stato lanciato in diretta e sul sito della trasmissione da ormai diverse settimane ed è continuamente aggiornato l’elenco delle radio che hanno aderito. Compaiono i più grandi network nazionali così come le più piccole radio locali e le web-radio di tutta Italia. La radiofonia torinese ha i suoi rappresentanti come la web-radio Radio Impronta Digitale, la nichelinese R.N.C., Radio Beckwith dalla Val Pellice. Dispiace non trovare ancora, ad oggi, i nomi delle più famose radio cittadine, che sembrano non aver accolto con grande entusiasmo l’iniziativa o non esserne a conoscenza. Non mancherà occasione, in ogni caso, di essere smentiti nei prossimi giorni!
UN POETA DA CONOSCERE
De André è scomparso in un periodo in cui le “MTV generation” di oggi probabilmente stavano ancora, per le prime volte, avvicinandosi alla musica. Certamente non ci è capitato e non ci capita molte volte di ascoltare le sue canzoni alla radio, ma molti di noi sicuramente lo avranno ascoltato e conosciuto da dischi o cassette trovati in casa, e che probabilmente i nostri genitori negli anni ’60 si erano procurati di nascosto. Una musica, la sua, che è sempre rimasta di nicchia o, che semplicemente, ha sempre saputo trovare canali diversi e meno comuni per essere ascoltata, conosciuta e vissuta.
Siete a conoscenza di altre iniziative organizzate a Torino in omaggio a De Andrè? Segnalatela su www.digi.to.it!
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Faber che vieni Faber che vai – Folla di celebrazioni, ma a lui piacerebbero poco
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Faber che vieni Faber che vai
Folla di celebrazioni, ma a lui piacerebbero poco
di MARINELLA VENEGONI
Felicemente sommersi dal ricordo di De André, nel decimo anniversario della sua scomparsa che ricorre domenica, scopriamo che è uno dei pochi, Fabrizio, che l’Italia senza memoria non abbia dimenticato. La tv generalista, così ritrosa sempre quando si tratta di affrontare la musica d’autore, si è in qualche modo buttata sul decennale con alcuni dei suoi campioni più attenti e sensibili: Giovanni Minoli con La storia siamo noi su Raidue e ora, domenica, ci sarà una ulteriore celebrazione di Fabio Fazio con uno speciale di Che tempo che fa alle 21 su Raitre: «Vorrei che questa serata fosse un flusso di musica, interrotto da alcuni momenti in cui si parlerà di Fabrizio con persone davvero titolate a farlo, partendo da sua moglie Dori Ghezzi», ha spiegato lui che è di questi tempi l’unico a riuscire a portare musicisti di razza in tv, visto che sa dare loro lo spazio e l’attenzione che altrove vengono negati con uno sbadiglio.
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Tutta Italia ricorderà Faber. Nei dieci anni dalla scomparsa del cantautore genovese, commemorazione e concerti sono stati organizzati in tutto il Paese.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Tutta Italia ricorderà Faber. Nei dieci anni dalla scomparsa del cantautore genovese, commemorazione e concerti sono stati organizzati in tutto il Paese
Milano – Tutta Italia ricorderà Faber. Nei dieci anni dalla scomparsa del cantautore genovese, commemorazione e concerti sono stati organizzati in tutto il Paese.
Genova: mostra a Palazzo Ducale Una delle più significative è la mostra che Genova, la sua città natale, gli ha dedicato. (www.palazzoducale.genova.it/deandre) L’esposizione aperta a Palazzo Ducale, a cura di Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, propone megaschermi, installazioni video e postazioni interattive che permettono di ricostruire la vita del grande cantante attraverso videointerviste e testimonianze sue, della moglie Dori Ghezzi e dei suoi più stretti collaboratori e amici. Aperta fino al 3 maggio, approfondisce i grandi temi della poetica di De Andrè, toccando anche quelli della cronaca e del costume del Paese.
Roma e televisione A Roma, invece, il vignettista Mauro Biani rende omaggio al cantautore con una serie di tavole a colori ispirate alle sue canzoni. Le opere saranno esposte dall’11 al 31 gennaio alla Libreria Feltrinelli della Galleria Colonna a Roma. Nelle tante celebrazioni non poteva mancare quella della Rai che comincia da stasera con una puntata speciale di “Palcoscenico”. Il programma di Giovanna Milella proporrà, in seconda serata su Raiude, “Fabrizio de Andre’, la musica della poesia”, il suo ultimo concerto, con accanto i figli Cristiano e Luvi, registrato al Teatro Brancaccio di Roma pochi mesi prima di morire. In programma i suoi brani più famosi: da La canzone di Marinella a Creuza de mà fino a La Buona Novella composta rileggendo i Vangeli apocrifi. Domenica, invece, tra le 22.40 e le 22.50, un centinaio di radio italiane trasmetteranno, in contemporanea con lo speciale di Fabio Fazio di “Che tempo che fa” dal titolo Fabrizio 2009, Amore Che Vieni Amore Che VaI, la canzone scelta da Dori ghezzi come simbolo di questo ricordo via etere.
Il ricordo di Wim Wenders Tra i network che hanno aderito all’iniziativa Radio Rai, Radio DeeJay, Rtl 102.5, Radio Italia Solo Musica Italiana. Durante lo speciale realizzato in collaborazione con Dori Ghezzi, che avrà inizio alle 20.10, i più grandi nomi della musica italiana interpreteranno alcune delle più belle canzoni del cantautore. E un ricordo arriva anche da Win Wenders. Il regista tedesco, che da sempre dichiara di apprezzare l’opera di De Andrè, sta pensando di organizzare a New York un concerto a lui dedicato con la partecipazione di grandi artisti provenienti da tutto il mondo.
Morta in un incidente stradale Valentina Giovagnini, arrivò seconda a Sanremo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Morta in un incidente stradale
Valentina Giovagnini,
arrivò seconda a Sanremo
I funerali domenica alle 15 nella chiesa di Pozzo della Chiana
Fonte: Il Messaggero.it
AREZZO (3 gennaio) - La cantante Valentina Giovagnini è morta la scorsa notte in un incidente stradale ad Arezzo. La Giovagnini aveva partecipato nel 2002 al Festival di Sanremo con il brano Il passo silenzioso della neve e si era classificata seconda nella categoria giovani, dopo Anna Tatangelo, aggiudicandosi anche il premio della giuria di qualità per il miglior arrangiamento.
Giovagnini, 28 anni di Pozzo della Chiana, al volante della sua Nissan Micra è uscita di strada ribaltandosi contro un albero e finendo la sua corsa in mezzo ad un campo. L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio lungo la strada che collega Pozzo della Chiana a Foiano. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime e la ragazza era stata trasportata al policlinico senese dove è stato tentato anche un intervento chirurgico. I funerali si svolgeranno domenica alle 15 nella chiesa parrocchiale di Pozzo
della Chiana (Arezzo).
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Scrittori fannulloni e piagnoni urlano in rete: “Siamo i Fangio della cultura che non paga”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Scrittori fannulloni e piagnoni urlano in rete:
“Siamo i Fangio della cultura che non paga”
di Iannozzi Giuseppe
Alcuni scrittori pretenderebbero d’essere stipendiati. Non si è ancora ben capito da chi, se dallo Stato, se da enti privati, se da entrambi….
In pratica la richiesta avanzata sembrerebbe quella che lo scrittore, o sédicente tale, oggi libero professionista, venga statalizzato e quindi pagato mensilmente dallo Stato italiano.
Che cosa chiede questo gruppuscolo di scrittori?
Non si è ben capito. Non c’è chiarezza in merito. Parrebbe che la richiesta sia: un minimo tabellare, uno stipendio simbolico garantito a vita, ogni 27 del mese.
E io non sono d’accordo.
O meglio, sono d’accordo ma solo a certe condizioni: che uno scrittore abbia venduto almeno almeno 200.000 copie per ogni titolo e che abbia pubblicato non meno di 4 titoli in edizione paperback. In pratica, dopo aver raggiunte le 800.000 copie in paperback (prezzo di copertina non superiore ai 10 € a copia) si potrebbe anche pensare di passargli uno stipendio simbolico per meriti letterari nella misura di 400/500 € mensili. Se uno scrittore, sia esso esordiente o meno, dovesse vendere già con il primo libro in paperback più di 800.000 copie avrebbe comunque diritto allo stipendio simbolico – previa approvazione da parte di una apposita Commissione esaminatrice -, perché per la legge del fatturato saremmo di fronte a un capolavorista, o a un mezzo genio che dir si voglia. Si intenda che lo stipendio (o, chiamatelo rimborso spese o come altro diavolo vi pare) sta a significare soprattutto che Tizio, ad esempio, a fronte dei suoi grandi meriti artistici merita da parte dello Stato/della società di essere incoraggiato, anche economicamente, avendo egli reso un servigio alla società civile con il lavoro del suo cervello, con la diffusione delle sue idee.
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Vito Benicio Zingales: Il truccatore dei morti (Armando Siciliano Editore)
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
I morti sono la mia vita e con la materia eterna ho più dimestichezza di quanta potrebbe averne la morte con i vivi se non fosse per la propria ostinata scelleratezza a credersi viva, nonostante la prova in vita di quelli si sia già esaurita per mano sua. L’arte si era manifestata. Il morto era pronto, là per essere giudicato. Se fosse presentabile risulta irrilevante. Al punto in cui si era si valutava la buona decenza. E il mio cadavere indecentemente trapassato, si mostrava più sapientemente morto di quanto la morte non avrebbe decentemente mai potuto argomentare.
Vito Benicio Zingales vive e opera a Palermo, città dei suoi necessari sogni e dei suoi pregnanti incubi. Ha pubblicato: Là, oltre i campi di Sfaax (2002) e Cosa di Noi. I ragazzi di Sala Paradiso (2003).
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“Gli scartafacci di Fenoglio”: questo l’insulto di Krauspenhaar contro Beppe Fenoglio
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
“Gli scartafacci di Fenoglio”: questo l’insulto di Krauspenhaar contro Beppe Fenoglio
di Iannozzi Giuseppe
Franz Krauspenhaar: “gli scartafacci di Fenoglio”.
Beppe Fenoglio per Franz Krauspenhaar produceva degli scartafacci. Lo ha dichiarato in data 30 dicembre 2008 sulle colonne del lit-blog Nazione Indiana.
Quello di Krauspenhaar non puo’ che essere inteso come un vergognoso fanatico razzismo.
Soltanto un giudizio critico campato in aria?
Anche se così fosse, impossibile assolvere Krauspenhaar, che o non hai mai letto Beppe Fenoglio o se l’ha letto non ne ha mai compresa la statura artistica umana e politica.
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