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Gaja Cenciarelli nuda per la prima volta ha già pronto un servizio fotografico per The Rolling Stones

Gaja Cenciarelli nuda per la prima volta
ha già pronto un servizio fotografico
per The Rolling Stones

Gaja Cenciarelli nuda.
Anche lei alla fine ha ceduto al pari di altre sue colleghe scrittrici e blogger, come Isabella Santacroce e Melissa P.
Gaja Cenciarelli, 40 primavere, per la prima volta si mostra senza veli per la gioia dei suoi fan.
Donna un po’ timida ma carnale, ha dichiarato: “Ho deciso di posare nuda perché ho ancora un bel corpo. Volevo condividere un po’ di bellezza con chi mi ama.”
Abile mossa pubblicitaria?
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Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba”

Intervista a Giuseppe Iannozzi autore di “Morte all’alba”

di Chiara Perseghin

La persona che ho intervistato oggi non ha bisogno di tante presentazioni. Chi bazzica la rete prima o poi si imbatte su uno dei suoi siti: Giuseppe Iannozzi, giornalista, recensore, colui che non si risparmia in complimenti o stroncature, oggi ci presenta il suo nuovissimo libro. Si tratta di una raccolta di racconti intitolata “Morte all’alba“.

1) Giuseppe Iannozzi. Il tuo nome è noto sulla rete. Chi naviga ti conosce, molti ti stimano, ma molti ti temono. Sei sincero e pungente. Ti sei fatto più amici o più nemici?

Nel corso degli anni il mio nome, bene o male, è finito sulla bocca di molti. Anche questo è un risultato, disgraziato quanto si vuole ma pur sempre un risultato.
Quando decisi di parcheggiare le chiappe (anche) in Rete non mi aspettavo granché; ad essere sincero al massimo mi aspettavo una slabbratura nelle maglie della Rete e null’altro. Con gli anni Internet ha cominciato a veicolare le scelte dei lettori e più in generale di chiunque faccia arte. Credo di non sbagliare dicendo che oggi buona metà delle informazioni ci arrivano grazie all’http; ed è ormai un dato di fatto che molte notizie approdano prima in Rete e poi sulla carta stampata. Libri, musica, film sono largamente pubblicizzati attraverso Internet. C’è stato un tempo, neanche poi troppo lontano, in cui si pensava che l’e-book avrebbe soppiantato la carta stampata: così non è stato e sinceramente non ho mai creduto che un e-book potesse cancellare dalla faccia della terra il classico libro. Oggi viene utilizzato soprattutto per la manualistica tecnica, e molti autori in erba pubblicano i loro romanzi o fumetti in formato lit o pdf. Sono un mezzo come un altro buono per la promozione, ma non per altro. Il lettore ha ancora la necessità di avere il supporto cartaceo, per fortuna. Il libro, quando nasce invalido e non arriva né al pubblico né alla critica, può tranquillamente finire al macero e diventare carta riciclata utile per stampare altri libri. Si deve solo imparare a riciclare con maggiore attenzione per far fronte al problema carta, allo sfruttamento delle foreste.
Se come me fai il critico e lo fai senza concedere sconti di alcun tipo, è chiaro che ti fai tanti nemici, nemici che spesse volte si dicono tuoi amici per un puro calcolo di convenienza. In campo artistico e critico preferisco avere dei nemici dichiarati piuttosto che tanti sorrisi a trentadue denti: dai primi so che non tradiranno la loro natura, non tanto facilmente comunque, mentre i secondi ci mettono un secondo a pugnalarti alle spalle con i loro sorrisi. Gli amici sinceri, sempre e comunque, sono una rarità, come i buoni libri. Continua..

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Morte all’alba, due parole più altre due per spiegare l’inspiegabile

Morte all’alba
di Giuseppe Iannozzi

Dovrebbe esser facile spiegare il perché di “Morte all’alba”, ed invece no. Ma cercherò comunque di spiegare i motivi salienti per cui ho deciso di rendere disponibili alcuni miei scritti.

Che qualcuno ci voglia credere o meno, è da tempo che mi si chiede di pubblicare. Ora io non so dirvi se questo libro lo si possa considerare a pieno titolo una pubblicazione; però uno con il vizio di scrivere l’ha scritto parola dopo parola, pagina dopo pagina, e nel suo piccolo questo qualcuno in qualche modo bisogna pur indicarlo, o etichettarlo: per brevità chiamato scrittore! *

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BlogTime Numero 2 - download

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84 ricchissime pagine in formato pdf da scaricare gratis.
Siamo proprio pazzi a regalarvi così tanto!

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Franz Krauspenhaar: “Era mio padre”

Franz Krauspenhaar: “Era mio padre”

di e a cura di G. Iannozzi


Franz Krauspenhaar è un’altra Liala con le braghe

Franz Krauspenhaar ringrazia Iannozzi

Intervista a Franz Krauspenhaar

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Tittyna Cerquetti intervistata da Mariella Calcagno

Mariella Calcagno intervista
Tittyna Cerquetti

fonte: schizofrenie letterarie

Tittyna, (http://www.tittyna.net/) amica di scrittura, conosciuta alla presentazione del mio libro ma unite da qualcosa di più, lancia BlogTime una rivista, bella e ben costruita, le ho chiesto di presentarcela.

1) BlogTime, spiegaci cos’è in poche parole.

Blogtime è una rivista. Senza fare paragoni imbarazzanti (considerati i mezzi a disposizione ed il tempo spendibile per le attività no-profit che abbiamo tutti noi) è la versione “citizen journalism” dei settimanali generalisti che si trovano in edicola. È un progetto che vuole mettere su carta virtuale, attraverso i nuovi sistemi (file pdf leggibili anche online in modalità “rivista” con programmi tipo issuu) la capacità che i bloggers hanno di realizzare qualcosa di simile a questi prodotti, senza grosse organizzazioni e pesanti costi. Un magazine informativo/generalista che da un lato offre un prodotto fruibile a tutti, nello stesso tempo consente a chi ha desiderio di fare giornalismo di vivere un’esperienza fuori dal proprio blog.
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krauspenhaar ringrazia iannozzi - scripta manent a maggiore gloria di franz krauspenhaar

krauspenhaar ringrazia iannozzi

scripta manent

a maggiore gloria di franz krauspenhaar

- come nel 2005, ai tempi di cattivo sangue, scomodava houellebecq e izzo e malet mettendo questi mostri sacri in paragone con me, ora fa più o meno la stessa cosa (scomodando céline, houellebecq, ginsberg - noto romanziere, come ben sappiamo e altri beat) ma in senso dispregiativo. di cosa parli il libro nessuna traccia.

- tutto quello che questo buffone sa fare, che questo imbecillotto sa fare, è buttare la propria merda addosso alla gente seria che si fa il CULO per portare a casa un risultato.

- allora iannozzi, non ti sei stufato di fare il buffone? perché se non sai di essere un grandissimo buffone, di una rozzezza argomentativa senza precedenti, se non sai di essere un volgare pipparolo della letteratura webbica, allora vuol dire che - prendendoti sul serio - stai veramente male. e allora che dio ti protegga.

- iannozzi, dai, hai la credibilità di un brontosauro nel 3.540. cioè pari a zero.

- sei davvero “ai confini della realtà”. e non capisci una beata mazza.

- se io scrivo che tu nel 2005 mi paragoni - giustamente - a leo malet (che conosco come le mie tasche vuote) e poi nel 2008 mi paragoni ad altri grandi però con intenti denigratori, voglio dire che nel 2008 fai un’operazione ridicola, mettendomi in mezzo a gente come céline o houellebecq, coi quali credo di non assomigliare manco per il cazzo. hai capito? mentre nel 2005 paragonando cattivo sangue a certi noir di malet l’avevi azzeccata, a mio avviso. dunque anche a te capita di azzeccarla. io questo lo dico, senza ipocrisie. tu sei un matto, ecco. questo è il problema tuo.

- iannozzi di artistico ha solo il nome: che sembra quello di un funambolo di un film di franco & ciccio. “franco & ciccio al circo medrano”.

- comunque il mondo letterario è fatto al 90% da morti di sonno. poi ci sono le eccezioni come me e iannozzi; che però di letterario non ha che l’ambizione.

- guarda che Iannozzi non avrà capito una sega. Meglio se traduci.

- Luego tuve una buena intuición: Iannozzi es el inventor de una nueva categoría historiográfica: ornitología aplicada a la crítica literaria - (Traduzione: Ho poi avuto una felice intuizione: Iannozzi è l’inventore di una nuova categoria storiografica: ornitologia applicata alla critica letteraria)

- magari l’ha letto. comunque lo trovo divertente. arriveranno altre stroncature, molto più subdole. una l’ho ricevuta da guido michelone l’altro giorno, è di un tale di “letture”. ecco, quella è subdola; questadi iannozzi fa solo sorridere.


Gli apocrifi krauspenhaariani

- l’altissima statura morale e intellettuale del signor iannozzi è ben rintracciabile in rete e anche in tutte le librerie d’italia ( all’estero non ho potuto controllare ma spero di sì) quindi mi fido ciecamente di queste sue parole che sono assolutamente prive di invidia e astio, ma dettate unicamente da una profonda e cristallina visione delle cose. vorrei esprimere tutto il mio appoggio alla sua eccellente recensione, congratulandomi col signor iannozzi per il coraggio di saper dire le cose come stanno, per il coraggio di andare contro all’appiattimento della letteratura italiana, perché egli sa stagliarsi sempre contro tutto e tutti, motivando intelligentemente le sue scelte mai dettate da gelosia o rancore o stizza - come i più superficiali pensano - ma da una superiore coscienza letteraria. che il signore le preservi questo dono, signor iannozzi, e peste a tutti quelli che parlano male di lei, quelli sì, certamente invidiosi.

- ”Un romanzetto lialesco, che di storico accoglie solo fragili briciole sconnesse, senza un evidente legame con il costrutto narrativo.”
Con cortesia chiedo a Iannozzi di riportare le pagine da dove si evince questo miscuglio sdolcinato lialesco.
Altresì dico che Franz non ha mai detto che il suo fosse un romanzo storico nella più alta accezione del termine. Quindi perchè criticare qualcosa che non è?
Probabilmente la Fazi avrà stampato due edizioni di Era mio padre perché quella che ho letto io, e molti altri, non corrisponde alla cortese recensione di Iannozzi :-)

- Non ho mai letto niente di Liala. e neanche di Moccia, però, ho letto “Era mio padre di Franz”, e penso che sia un libro straordinariamente coraggioso. Forse è il signor Iannozzi che non ha letto il libro, per cui esprime un giudizio assolutamente parziale. Se comunque, mi volesse prestare i suoi libri di Liala e di Moccia sarò lieta di leggerli!

- Ho letto le domande di Iannozzi, che retorica meravigliosa, le voglio copiare così quando incontro uno scrittore le posso utilizzare, caso mai fossi a corto di idee!


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Il mostro di Montauk

A Montauk trovata creatura lovecraftiana
o forse solo un abile lavoro con Photoshop

di Giuseppe Iannozzi

Due foto che ritraggono uno strano essere. La creatura misteriosa sarebbe stata ritrovata sulla spiaggia di Montauk, a Long Island (New York). E’ bastato così poco per dar vita al mostro di Montauk.
E’ proprio così, bastano due foto per far impazzire mezzo mondo, quello del web.

Ci si interroga. Un alieno? Un esperimento genetico? Uno scherzo fatto con Photoshop per attirare l’attenzione? La creatura, un po’ cerbero, un po’ lovecraftiana, è forse un animale di cui nulla si sapeva sino a oggi, compresa la sua esistenza? Le ipotesi, anche le più improbabili e sballate, si sprecano, ma tutti vogliono sapere chi o che cos’è il mostro di Montauk. Si parla persino di un gargoyle.
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Mistress Eliselle. Fidanzato in affitto. Newton Compton Editori

Mistress Eliselle
Fidanzato in affitto

intervista a cura di Giuseppe Iannozzi

1. Tu, Eliselle, timida e sottomessa, uguale a Cristal?
Nel tuo ultimo romanzo “Fidanzato in affitto”, edito da Newton & Compton, la protagonista appare, per lo meno all’inizio, più come una totale imbranata che non come una possibile femme fatale.
Quale necessità ti ha spinta ad affrontare il mondo fetish, tra dominatori, mistress, slaves e quant’altro?

Timida sì, sottomessa no. Cristal è un personaggio dedicato alle ragazze “che amano troppo”, quelle che sono disposte a tutto pur di compiacere il proprio uomo, anche a scapito di se stesse. E per questo motivo perdono di vista i propri bisogni. L’ho calata in un mondo, quello del fetish e dei rapporti tra dominatrici e schiavi, per far nascere il contrasto e le contraddizioni che ha dentro di sé, e poi diciamocelo: è un mondo molto affascinante.

2. Ho trovato che il mondo da te descritto nel romanzo sia quasi tutto basato su dei cliché, per altro abbastanza edulcorati, quando è invece risaputo che le pratiche sadomaso sono piuttosto crudeli ed estreme, e in alcuni casi pericolose se non addirittura letali. Cristal invece, nonostante i consigli delle amiche, non diventa crudele fino in fondo: rimane fedele a sé stessa, solo un po’ più dispettosa, come una bambina che ha scoperto che giocare a tagliare le code alle lucertole può essere divertente.

È un mondo edulcorato quello che ho descritto, ma è stata una scelta voluta e ponderata: ho voluto dare una chiave di lettura ironica e molto personale che si discostasse da altri libri che ho letto sull’argomento e che ho trovato addirittura più “omologati” del mio, in cui abbondavano veramente i luoghi comuni. Cristal si cala in questo mondo da scettica e non abbandona mai la propria titubanza, ma durante il suo percorso personale scopre che è cresciuta interiormente, ha trovato dei punti di forza caratteriali che credeva di non avere: non è necessario diventare crudeli per maturare, quel che è necessario è fare i conti con se stessi.

3. Cristal viene mollata dal fidanzato in un ristorante di lusso. In meno di un minuto solleva un disastro, per cui le vengono richiesti quasi 10.000 € di danni. Ovviamente Cristal è una eterna precaria, senza il becco di un quattrino; ma c’è che deve pagare i danni, o per lei saranno guai ben peggiori. Ha tre mesi di tempo per far fronte al debito contratto. Non sa come fare per rimediare i soldi necessari. Ma poi incontra una vecchia amicizia che le suggerisce di prendersi uno “schiavo”.
Tu, Eliselle, sei mai stata schiava di qualcuno? Ed ancora: hai mai pensato di prenderti uno “schiavo” che ti lecchi le scarpe, ad esempio?

Schiava in senso stretto o in senso lato? Perché anche io, come credo il 90% delle donne, ho vissuto un amore che mi ha fatto soffrire e col senno di poi ho capito che ero schiava (mentalmente) di quel rapporto e di quella persona. Schiava come gioco erotico o come esplorazione della mia sessualità no, se mi chiedessero di scegliere un ruolo, sceglierei quello della padrona, mi si addice di più. E sì, ho pensato di prendermi uno schiavo che mi regali tante scarpe! Ma quale donna non lo vorrebbe?!
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Manila Benedetto. Nessuno mi ha mai battezzata. Enrico Folci Editore

Manila Benedetto
Nessuno mi ha mai battezzata
Il primo romanzo di Manila
per Enrico Folci Editore

NMHMB

di Tittyna Cerquetti

Ursula Dufour è un’assassina. E’ il suo lavoro, il suo svago, il suo divertimento e la sua croce. Di più, potremmo dire che la morte, propria o altrui, è il nodo centrale di ogni sua azione, pensiero e riflessione. Ursula Dufour è una donna bella, senza passato e soprattutto spietata.

In fondo, uccidere è molto più semplice che pensare di morire.” Dice lei stessa di fronte ad una nuova missione.

Lavora per conto di una società internazionale, la “Safe&Clean”, che si occupa di uccidere la gente su commissione, non importa chi né perché. Contano solo i soldi ed un lavoro rapido e pulito, e Ursula Dufour è la più brava, in questo campo. A lei le missioni più difficili, lei la personalità in grado di fronteggiare i superiori tanto da suscitare amori celati e insofferenze palesi.

Se i lavori erano troppo lunghi qualcosa si complicava sempre. Da quando entrava in contatto con la vittima al suo assassinio non dovevano passare più di 15 giorni. Di solito ci metteva sempre di meno.

Questa è una storia. Una delle storie di “Nessuno mi ha mai battezzata“. Non è l’unica, però, giacché in questo romanzo il tema del doppio si sdoppia, e si sdoppia ancora, in un gioco spiazzante di figure e di nomi così repentini nell’apparire e scomparire da lasciare in attesa fino alla fine, fino all’ultima riga, quando il cerchio si chiuderà … forse.

Non è una scrittura semplice, quella di Manila Benedetto, scorrevole certo ma ricercata, ricca, che induce a fermarsi sui pensieri impressi sulla carta e che non lasciano indifferenti, come quando leggi qualcosa che hai pensato anche tu, senza mai avere le parole giuste per dirlo. All’azione vera e propria, che potrebbe indurre a ritenerlo un giallo, si affiancano le considerazioni personali del personaggio principale (di chi si tratta lo scoprirete leggendo) tipiche della letteratura noir, ma anche del romanzo nel senso più ampio del termine.

“Sì, gli uomini sono qualcosa che devo conquistare, che non mi deve essere dato così facilmente. No, non sapevo che farmene di un padre che fosse solo mio e che mi vivesse accanto. Il padre che mi era stato consegnato era parziale, metafisico quasi. Era un’entità per me. Un modello, un esempio, un dio personale. Che per restare tale doveva essere distante. Una presenza che c’era quando poteva esserci. Non c’era quando doveva esserci e forse solo di questo alcune volte, me ne sono dispiaciuta. Ma i dispiaceri di certe mancanze non sono così forti da restarti dentro.”
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BlogTime n. 1 in download gratuito


Carissime/i,

il lavoro è giunto a compimento e, seguendo il link, potrete scaricare il primo numero di BlogTime:

http://www.tittyna.net/blogtime/

oppure

http://www.jujol.com//blogtime1_prima_parte.rar


http://www.jujol.com/blogtime1_seconda_parte.rar


http://www.jujol.com/blogtime1_terza_parte.rar

Oppure potete andare alla pagina:

http://www.jujol.com/blogtime

Articoli, rubriche, interviste, recensioni, firme abituali e collaboratori saltuari, giornaliste/i, scrittori/rici, professioniste/i, insomma, un magazine nuovo e aperto a tutte le possibili collaborazioni, come è giusto che sia il perfetto stile blog.

Nel primo numero:

Interviste a Isabella Santacroce, Giovanna “Nina” Palmieri e Daniela Farnese;
Articoli di Barbara Sgarzi (Blimunda), Mitì Vigliero (Placida Signora), Giovanna Hugues (Viscontessa), Chiara (Stregatta) e altri ancora;

Le posta di Silvia Sedini (Phoebe), l’oroscopo di segni PARTICOLARI, le lezioni di blog del mitico Andrea Beggi; Le rubriche di Spad, Vipera, Roberto Tossani e molto altro ancora, comprese le recensioni di libri e film, la presentazione delle opere di artisti del web, e le vignette di Mauro Biani.

Il desiderio è che questo lavoro non sia frutto di un circolo chiuso, ma che sia invece aperto a tutti i tipi di contributi: articoli, post particolarmente significativi, vostri o altrui, blog interessanti da seguire, anche la semplice segnalazione dell’uscita della rivista è un modo per premiare il nostro lavoro.

Apprezzamenti, idee nuove, critiche costruttive, tutto è ben accetto per migliorare e ampliare BlogTime.

Avete scritto o letto un post che vi piace? Segnalatelo alla redazione.
Avete un’idea per una rubrica fissa? Fate la stessa cosa.
Volete aggiungere qualcosa a quanto letto? Usate ancora la casella

redazioneblogtime@gmail.com

Avete un’idea geniale? Siamo qui pronti ad ascoltarla.
Non avete voglia di fare niente di tutto questo, ma vi piace BlogTime? Un banner, o la segnalazione dell’uscita della rivista è un grosso regalo per noi.

Mi auguro veramente di avervi tutti, in un modo o nell’altro, al nostro fianco,

Titty Cerquetti

redazioneblogtime@gmail.com

http://www.tittyna.net/blogtime/

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Scrivere

scrittoreInteressante articolo di Lorenzo Viganò, apparso in “Magazine” di questa settimana (allegato del Corriere della sera).
Il contesto è quello di presentare i “Corti di carta”, racconti brevi e inediti di vari autori.
Il vero scrittore è come un bravo calciatore
Piero Colaprico (uscirà il 3 luglio – con il Corriere della Sera - il suo corto dal titolo “Scala c”) ci parla di cosa devono contenere i racconti per intrigare e incuriosire il lettore.
I racconti deve avere un lampo, qualcosa che abbagli il lettore, che lo spiazzi lo sorprenda. Può essere una frase, un colpo di scena, il lato nascosto e imprevedibile di un peonaggio, un retroscena inaspettato. Ciò che conta è che sia improvviso e faccia sobbalzare chi legge sulla poltrona”. Solo così, dice Piero Colabrico, giornalista e scrittore, “padre” con Pietro Valpreda della figura letteraria del maresciallo Binda, il racconto può dirsi riuscito. Solo così può reggere il confronto con il romanzo che, per continuare nel parallelo meteorologico, “ha invece il respiro di un lungo temporale o di un’intera giornata di sole”. Ma è tutto “Perché a differenziare una storia di quaranta pagine da una di trecento è anche lo spazio dedicato alle descrizioni, che con un libro a disposizioni possono essere lunghe, minuziose e precise, ma in una novella devono necessariamente essere brevi e veloci, delle semplici pennellate o poco più”.
…il vero scrittore è come un bravo calciatore che sa mettere la palla esattamente dove desidera. Che non si limita a centrare la porta, ma se vuole fa goal. A maggior ragione quando si tratta di un racconto, dove non si può sbagliare nulla perché l’errore emerge più chiassosamente che in un romanzo. Basta una pagina debole perché il racconto non funzioni: il lampo sparisce e la storia si spegne”.

Mi capita di leggere molto “inedito” in questo periodo, di autori che cercano di emergere nel dentro di un meccanismo infernale quale l’editoria.
E a malincuore mi rendo conto che non si riesce a trasferire su “carta” (che poi sia word in quest’era tecnologicamente avanzata, ha poca importanza, il senso rimane), la fantasia che è propria dello scrittore.
E’, anche vero che tutto si è detto e scritto, e che rimane estremamente complicato “inventare” una storia che non ricada sul banale o sul già detto/scritto, appunto.
I romanzi si aggrovigliano nei troppi personaggi che perdono il proprio “ruolo” nella confusione del narrare, Troppo spesso la voce narrante diviene l’io inconscio che parla delle proprie turbe nel quotidiano vivere, innescando, così, quel meccanismo di diario delirante che si perde nelle troppe descrizioni sminuendone la trama. I racconti brevi hanno una trama minimalista, quasi a voler essere un diario e nel dentro scriverci uno squarcio di vita. Ma come dice Colaprico “non abbagliano, non sorprendono, non intrigano…”.
Bisogna inventarsi, reinventarsi se si vuol fare come mestiere lo scrittore. Cosa non facile, ma non impossibile.
Consiglio di scaricare e sbirciare il “Corso di scrittura e narrazione” di Giulio Mozzi, potrete trovarci degli ottimi spunti.

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Taneski il cronista killer, Gus il cane più brutto e altre amenità horror

Taneski, il cronista killer
Gus, il cane più brutto
e altre amenità horror

di Giuseppe Iannozzi

Vi spiego ora perché, apparentemente, i thriller e i noir oggi vanno tanto di moda, incontrando in alcuni casi un buon successo criminale… pardon! … intendevo un buon successo fatale… per la miseria! … un certo successo commerciale.

Quella che in breve vi sto per raccontare sembrerebbe la trama di tanti abusati thriller, di quelli che si scrivevano negli anni ‘30 e ‘40. Per farla breve, un giornalista specializzato in cronaca nera, per scrivere i suoi pezzi, prima si faceva le vittime con le proprie mani riducendole in tanti brani tutti ben tagliati, e poi buttava i loro pezzi nella spazzatura, insieme agli altri sacchi della spazzatura. Vlado Taneski, questo il nome del giornalista, era un vero e proprio artista del coltello, un autentico macellaio, che avrebbe continuato imperterrito a scrivere se non fosse stato arrestato dalla polizia macedone. I suoi pezzi erano a dir poco chirurgici tanto erano precisi e ricchi di dettagli. Forse proprio questo dettaglio, non insignificante, ha messo in allerta gli inquirenti, che l’hanno beccato e ammanettato.
Vlado Taneski, 56 anni, giornalista del «Nova Makedonija», la più antica testata del Paese, e di un altro giornale di Skopje, è stato arrestato dalla polizia macedone con l’accusa di aver rapito e stuprato almeno tre anziane nella cittadina sud-occidentale di Kicevo. Gli esami del DNA non hanno lasciato spazi a dubbi. Le vittime di Taneski subivano prima una lunga violenza, dopodiché, senza tanti giri di parole, venivano uccise, quindi fatte a pezzi e ben chiuse in sacchi di plastica che venivano infine gettati in luoghi diversi. Lo ha riferito il portavoce della polizia, Ivo Kotevski. Tutti gli omicidi sarebbero stati portati a termine tra il 2003 e il 2008. A quanto pare Taneski sceglieva le vittime, tutte ultrasettantenni, in base alla somiglianza con la madre, con la quale aveva una relazione ambigua o tormentata… difficile dire in simili casi. Il giornalista assassino è stato subito bollato «mostro di Kicevo».
Per il momento Taneski non scriverà più alcun pezzo di nera. Non è da escludere a priori che in prigione avrà modo e tempo di scrivere dei thriller, basandosi sulla sua lunga e provata personale esperienza di giornalista di sangue. Continua..

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BlogTime - Istruzioni per l’uso

BlogTime

Editoriale - Informazioni per l’uso

Quello che avete davanti agli occhi, tra le mani o sullo schermo, è il compimento di un progetto nato un anno e mezzo fa e che vede la luce dopo tanti tentativi e momenti di stasi. Devo aggiungere che se non fosse per la testardaggine che muove spesso, se non sempre, chi ama la scrittura e la comunicazione, probabilmente sarebbe morto senza essere mai nato. (…)

La diversità di BlogTime rispetto ad altri progetti analoghi verte su due aspetti fondamentali: innanzitutto è una vera e propria rivista, nella struttura, nell’impaginazione, nei contenuti. Potrebbe tranquillamente essere stampata e distribuita in edicola. In secondo luogo è composta interamente da materiale realizzato da blogger. Non è una raccolta di racconti, e neanche un puzzle di post. BlogTime è una rivista che vuole, e tenterà di farlo ogni giorno, raccogliere tutto ciò che di giornalisticamente valido il mondo dei blog propone. Si occuperà di cercare e selezionare quello che troverà in rete, inviterà i blogger ad inviare alla redazione i propri articoli, offrirà spazio e rubriche a chi avrà qualità e desiderio di occuparsi degli argomenti che la rivista intende trattare. (…)

BlogTime si occuperà di cultura e di personaggi, di letteratura e cinema, di musica e di pittura. Si occuperà di politica e di solidarietà, di internet e di nuove tecnologie, affidandosi alla competenza di tecnici, scrittrici/ori, giornaliste/i, sociologhe/i e quanti vorranno offrire la loro collaborazione per un progetto che nasce dal lavoro volontario di chi fa per il piacere di fare. In perfetto stile blog sarà pronto a crescere, a modificarsi, a seguire le indicazioni ed i suggerimenti di chi amerà leggerlo e farlo.

BlogTime sarà di tutti e di nessuno, non avrà linee politiche o commerciali prestabilite né vincoli di sorta. Si propone come spazio per ogni voce e, così come capita nei nostri blog, offrirà spazio alle repliche, ai commenti, alla voglia di aggiungere qualcosa in più agli scritti degli autori, con pagine che saranno appositamente dedicate proprio ai vostri commenti.

BlogTime nasce, in questa prima fase, come periodico mensile ma il desiderio è che, con la vostra collaborazione e apprezzamento, possa diventare settimanale, per dare modo ad un numero sempre maggiore di voci di partecipare, e per dare spazio oltre che agli approfondimenti anche all’attualità. Il modo migliore per farlo sarà quello di inviare i vostri post o articoli alla redazione, scaricare il pdf della rivista, pubblicizzarla sui vostri blog, commentare gli articoli che leggerete, segnalare post e blogger interessanti, trasmetterci le vostre impressioni, che siano di critica o di apprezzamento. Saranno valutate nella stessa maniera ed anzi, mi auguro che la critica positiva aiuti questo progetto a crescere insieme a tutti noi.

Titty

Titty Cerquetti
http://www.tittyna.net/

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Mara Venuto: Leggimi nei pensieri

Mara Venuto: Leggimi nei pensieri

di Giuseppe Iannozzi

1. Di te si sa poco o niente: chi è Mara Venuto, forse solo l’autrice di “Leggimi nei pensieri” edito da Cicorivolta edizioni? Racconta qualche cosa di te.

La premessa è che non amo molto parlare di me. Infatti, nella vita, essenzialmente ascolto. Ho fatto studi sociali e mi occupo di counseling: la mia è stata una scelta naturale, compiuta, tuttavia, dopo un percorso di auto-esplorazione durato qualche anno. Ho sempre amato ascoltare, le persone mi interessano profondamente, mi nutro di storie. Solo di recente mi sono avvicinata anche al mondo dell’informazione, a seguito della mia partecipazione, via webcam, al format di Maurizio Costanzo “Stella”,  in onda sul satellite e in streaming: un’esperienza voluta, che mi ha messa alla prova sotto molteplici aspetti, facendomi crescere molto. Nella vita privata sono una persona serena, vivo un amore molto forte da alcuni anni, ho una sorella gemella artista e una famiglia presente.

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Ad un punto critico per i critici (e per tutti…) di Simone Battig

Jekyll
Ad un punto critico per i critici (e per tutti…)

[ Ricevo e pubblico questo pezzo a firma di Simone Battig , pur non condividendo appieno il suo pensiero. Ci sono tuttavia degli spunti interessanti che, a mio avviso, meritano di essere approfonditi e presi in seria considerazione.

Rimane inteso che Simone Battig è l'unico responsabile delle sue dichiarazioni.

Grassetti e corsivi sono stati aggiunti in fase redazionale, al solo scopo di agevolare la lettura.

Buona lettura.

g.i. ]

Dopo aver evitato di commentare il lacunoso saggio New Italian Epic di Wu Ming , sia perché mi trovo d’accordo con quanto argomentato in risposta da Marco Lodoli , sia perché sarebbe come voler commentare un genetista cinese che un mattino si alzasse e dicesse “Ho notato che il mio alluce destro tende a sinistra quando cammino, e siccome l’ho notato anche nei miei amici credo che noi, per i percorsi e le caratteristiche comuni che ci legano, e anche per la nostra solida amicizia, possiamo considerarci gli iniziatori di una nuova evoluzione di ampio respiro che coinvolgerà tutta la nazione”, invito tutti a godersi questa intervista ai critici letterari del giornale “La Stampa” e del giornale “Il Mattino”, Sergio Pent e Giuseppe Lupo . L’intervista la trovate qui: www.booksweb.tv , nella sezione BooksTorino nella sottosezione I mestieri del Libro - critici letterari .
Con la poco ammirevole “sincerità dell’esperto”, rispondendo a domande sul loro metodo di lavoro, dopo aver glissato su come si arriva a fare il critico letterario per un grande giornale, Pent e Lupo certificano quello che vado sottolineando da anni e quello che tutti sanno ma vogliono continuare a ritenere normale se non persino giusto: la critica letteraria così condotta non solo è inutile ma è nociva per lo sviluppo di nuove e interessanti generazioni di lettori e scrittori. Lo è, secondo le loro stesse parole, perché condotta in maniera assolutamente parziale (nei molteplici significati di questa parola) e lo è perché, asservita ad una logica che si concentra non sui libri ma sulle varie personalità coinvolte nell’intento di far leggere un libro ai lettori, tradisce la sua stessa natura e i suoi scopi.
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LINEA GIALLA ONLUS: DESTINA IL 5 PER MILLE A CHI NE HA BISOGNO

AVRETE TUTTI RICEVUTO A CASA LETTERE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI ONLUS
CHE CHIEDONO IL 5 PER MILLE . TUTTAVIA CE NE SONO ALCUNE
CHE ANCORA NON HANNO LA POSSIBILITA’ ECONOMICA DI INVIARLE.

FRA QUESTE VI E’ LINEA GIALLA

WWW.STAZIONEMILANO.SPLINDER.COM

Per cui ho pensato bene di riportare qui i dati necessari:

LINEA GIALLA ONLUS C.F 97462100153

A buon intenditore poche parole.

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Il vDay 2 a Torino: Grillo attacca Napolitano, l’Ordine dei Giornalisti, L’Unità… Interviene anche Celentano

Il vDay 2 a Torino: Grillo attacca
Napolitano, l’Ordine dei Giornalisti,
L’Unità… Interviene anche Celentano

TORINO - Beppe Grillo, appena salito sul palco allestito in piazza San Carlo, rivolgendosi alla folla di grillini che lo applaude, inizia la sua manifestazione con un pensiero rivolto a quanti in piazza Castello manifestando per la festa della Liberazione. «Dedichiamo questa manifestazione - ha aggiunto Grillo - a coloro che stanno manifestando nell’altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli noi compiremo un lavoro per loro».

I NUMERI - «Da una stima dicono che in questa piazza siamo in 120-140 mila». Così azzarda Beppe Grillo. Ma la piazza, secondo le forze dell’ordine, al massimo o può contenere tra 45-50 mila persone ed essendo affollata, gli osservatori dell’ordine pubblico stimano tra 40-50 mila presenze. Poche migliaia di persone, invece, sono rimaste in piazza Castello a seguire la manifestazione per il 25 aprile, indetta dal Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza.

L’ATTACCO AL PRESIDENTE - E dopo aver salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le «televisioni libere» e cioè Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana attacca: «Il presidente Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più». Questo a proposito del mancato referendum sulla legge elettorale. «Il presidente della Repubblica, «Morfeo» Napolitano, dorme, dorme, poi esce e monita. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle elezioni non dopo perchè farlo dopo è come mettersi un preservativo dopo che si è trombato».
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Giuseppe Genna, Hitler

Giuseppe Genna, Hitler

di Giorgio Fontana

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Fonte: Bottega di Lettura

0. Dopo le precedenti letture di Paolo e di Demetrio, un punto di vista diverso. Dove si pongono alcune domande e dove si presentano parecchie perplessità.

1. Lingua. Genna invita apertamente a non considerare il lato estetico di Hitler (scrive sul suo sito: “la questione della bellezza e del piacere della lettura in Hitler non si dà o è secondarissima“). Ma questo non può essere irrilevante. In un’opera che si pretende letteratura, il lato estetico e linguistico è comunque fondamentale — anche quando il contenuto è “esorbitante”. Di qui le seguenti considerazioni. Il romanzo sembra scritto in fretta (impressione che ho ricavato anche da altri lavori di Genna). La prosa è incalzante, veloce (il libro si legge d’un fiato), ma a volte semplicemente troppo incalzante. Un amico l’ha definito “fumettone”: tutta trama, e il vuoto preteso non filtra dallo stile. Suona inadeguato: suona troppo roboante e coinvolgente. Dove sono tutte le belle promesse dell’officina teorica? (Dov’è finita la “lingua che non può essere la mia lingua”?) Vista la difficoltà mostruosa del tema (e del modo in cui si è scelto di trattarlo), ogni frase doveva essere scritta con rispetto sacrale. Il fatto che Hitler affascini comunque attraverso queste pagine dimostra subito lo scacco del tutto. Se Genna voleva rappresentare lo zero umano, ha fallito. Perché questa scelta linguistica? (Si pensi all’immagine di Stalin che sorride e poi la marea di siberiani che si alza; si pensi alle varie scene di allestimento del partito: entusiasmante, ma il protocollo non doveva essere altro? — cfr. anche punto 4d).

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Eroticamente, AA.VV, Valter Casini Editore

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Eroticamente
AA.VV.

Uscito poco più di un mese fa, edito da Valter Casini, casa editrice romana, questo volume nasce per inaugurare una nuova collana dedicata alla scrittura erotica, alla passione, al corpo.

8 scrittrici per altrettanti racconti, tutte più o meno note sul web, e tavole realizzate con maestria e sensualità da Cristina Fabris e Riccardo Alfonsi.

Monica Maggi introduce così questo libro, nella prefazione: “Eroticamente è una seduta di analisi, sicuramente più piacevole ed eccitante, di otto donne alle prese con il loro corpo. Una sorta di gioco dove i momenti di sesso sono i puntini da tratteggiare, da unire uno con l’altro. La soluzione sarà un corpo di donna. Nuovo. (…) Eroticamente è un’antologia che diventa banda di cattive ragazze.”

Ma può essere cattiva l’io narrante di “Con il sangue“? La splendida lettera d’amore, cuore del racconto di Manila Benedetto, parla di una sofferenza così intensa e profonda da sfociare si, nella cattiveria, ma contro sé stessa. Un dolore chiesto, invocato, perché poi “quando uno ha perso tutto, niente più lo spaventa.”
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