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Loredana Lipperini contro Maurizio Costanzo. Ma il giallo è presto svelato

Loredana Lipperini
contro Maurizio Costanzo
Ma il giallo è presto svelato


di Iannozzi Giuseppe

Loredana Lipperini, oggi, 3 marzo 2010, sul suo blog Lipperatura, scrive un post dal titolo più che mai eloquente: Brividi. Poco sotto poche parole in corsivo: Ricevo e pubblico, senza commenti.
Perché la Sig.ra Lipperini dovrebbe aver mai i brividi?
Un giallo.
Ma neanche poi tanto.
La collana da edicola Il Giallo Mondadori è stata affidata alle amorevoli cure di Maurizio Costanzo.
Ed i “brividi” di Loredana Lipperini possono solo significare che lei non è d’accordo. Che Maurizio Costanzo non gode della sua stima, come minimo. Che così le si rompono le uova nel paniere a lei e alla sua gang di fedelissimi.

Questa svolta significa soprattutto che Lipperini & Compagni incontreranno molte più difficoltà a piazzare i loro nomi nel catalogo del Giallo Mondadori.

Ne volete la prova?

Interviene GIanni Biondillo (mercoledì, 3 marzo 2010 alle 11:40 am):

Altieri è uno scrittore straordinario e un uomo meraviglioso.
Trovo la notizia scandalosa.

Interviene Alessandra C (mercoledì, 3 marzo 2010 alle 11:24 am):

Ma Mondadori non aveva accorpato la direzione dei Giallo Mondadori, Segretissimo, Urania, sotto un unico direttore di collana?
La seconda domanda è, Costanzo dirigerà solo i Gialli o anche le altre testate?
Non capisco queste continue manovre. Mi sembrava che con Altieri il livello fosse tornato pù che decente.
Continua..

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Iannozzi Giuseppe è il più famoso blogger del web culturale

Iannozzi Giuseppe, giornalisti e blogger

I più famosi ed influenti in rete secondo Google

Iannozzi Giuseppe è famoso, molto famoso. Lo dice il motore più utilizzato dagli internauti, Google.

Iannozzi Giuseppe secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 99.500 per iannozzi giuseppe( 1 )

Giulio Mozzi secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 98.500 per giulio mozzi – ( 2 )

Massimo Maugeri secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 86.500 per massimo maugeri – ( 3 )

Loredana Lipperini secondo il motore di ricerca Google:  Risultati 110 su circa 58.100 per loredana lipperini – ( 4 )

Gianni Biondillo secondo il motore di ricerca Google: 110 su circa 33.200 per gianni biondillo – ( 5 )

Valter Binaghi secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 33.100 per valter binaghi – ( 6 )

Fabrizio Centofanti secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 26.400 per fabrizio centofanti – ( 7 )

Franz Krauspenhaar secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 25.600 per franz krauspenhaar – ( 8 )

Gaja Cenciarelli secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 24.200 per gaja cenciarelli – (9)

Helena Janeczek secondo il motore di ricerca Google: Risultati 110 su circa 19.700 per Helena Janeczek – ( 10 )

Iannozzi Giuseppe aka King Lear
Perché questa classifica, se tale la si può definire?

Perché questi sono per Google tra i giornalisti culturali e blogger più influenti e conosciuti la cui parola conta qualcosa più di niente.

In termini di popolarità Iannozzi Giuseppe vanta risultati 110 su circa 99.500, battendo di una buona misura Massimo Maugeri, Loredana Lipperini, Gianni Biondillo, Fabrizio Centofanti… Ed è forse questo il motivo per cui Iannozzi Giuseppe è tra i giornalisti e i blogger più censurati e temuti.

E’ una piccola soddisfazione sapere che Google, il più importante motore di ricerca al mondo, mi accredita non pochi punti, molti di più rispetto ad alcuni colleghi con i quali non mi trovo quasi mai d’accordo. Diciamo pure senza ipocrisie, con un pizzico di giustificata presunzione, che è una gran bella soddisfazione, alla faccia di chi mi vuole male.

Perché questa classifica?

Perché è tempo di far dei bilanci.
E non ho perso il mio tempo.
E non ho sprecato le mie energie.

Ho dato voce alla Cultura (quella con la “C” maiuscola”), a libri ed autori, sempre senza stare attaccato al culo del gregge delle brave pecore bianche e dei porci al trogolo, perché la libertà di pensare con la mia propria testa è e basta.

vostro Iannozzi Giuseppe

N.B.: Dati rilevati in data 05 dicembre 2009

Iannozzi Giuseppe is the best

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L’invidia in rete. Linnio Accorroni fa il punto sull’ultimo Strega.

L’invidia in rete

di Linnio Accorroni – Fonte: La Poesia e lo Spirito

Premessa necessaria: conosco, anche se non troppo bene, Tiziano Scarpa: una conoscenza nata dal fatto di averlo invitato ad alcune rassegne da me organizzate negli anni precedenti e dal fatto che, grazie a lui, ho ‘esordito’ sulla Rete, in Nazione Indiana, alcuni anni fa. Ricordo le sue mail in cui con dolcezza ostinata mi invitava a ‘sfrondare’ il più possibile dalla mia scrittura tutto quello che appariva ridondante o cerebralistico. E aveva perfettamente ragione. L’ho recensito ( la rece di ‘Stabat mater’ sta anche in questo blog) ed intervistato ( una lunga intervista che mi ha concesso in occasione dell’uscita di ‘Batticuore fuorilegge’ sta nel mio ’69 posizioni’ in uscita per Cattedrale ( così mi sono fatto anche un po’ di autopromozione).

Su Scarpa si sta abbattendo una specie di ciclone che assomiglia molto, per dimensioni e forma, a quello che ha investito Saviano: il popolo della rete, il popolo dei blogger, quello che ha sempre denunciato l’autoreferenzialità dell’apparato culturale, la consunta logica mafioso-clientelare dei dispositivi che dominano l’industria culturale, non sopporta che a Scarpa capiti ciò che è accaduto a Saviano, ovverosia la possibilità  di diventare ricco e famoso attraverso la scrittura. Qualcuno addirittura( l’ho visto su uno dei blog che più stimo, quello di Georgiamada) ha criticato la comparsata di Scarpa da Marzullo. L’ho vista e mi è sembrato che Scarpa non assumesse nessun atteggiamento servile od untuoso nei confronti di Mr. Mediocrità. Anzi, mi pareva rilassato e sincero ( per quanto lo si possa essere in TV) come nelle rare occasioni in cui l’ho incontrato. Che cosa si voleva ? Che Scarpa ammazzasse in diretta Marzullo, realizzando così il vaticinio augurale che Scurati, sempre allo Strega di qualche anno fa, aveva rivolto a Vespa?
Continua..

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SERGIO GARUFI SUL CONSENSO DEL PARLAR MALE

SERGIO GARUFI SUL CONSENSO DEL PARLAR MALE

gianni-biondiello-e-giallo

di Lucio Angelini

Uno dei primi dei circa 450 commenti (destinati – peraltro – a crescere) accumulatisi in coda al post Nella stanza separata di Emanuele Trevi su Nazione Indiana recitava:

«Lucio Angelini ha deviato e monopolizzato questa discussione, rendendo un pessimo servizio a Trevi, a Garboli, a Sorrentino e a Nazione Indiana.»

Nessuno, però, (e meno che mai Wu Ming 1, per il quale ogni aumento di risonanza intorno alla sua stronzatina è grasso che cola) ha più trovato alcunché da ridire quando la discussione è proseguita per centinaia di altri commenti completamente off topic. Il topic sarebbe stato la ripubblicazione della prima raccolta di saggi del defunto Cesare Garboli. L’off topic la recente pubblicazione del saggio del novello Geno Pampurioni.

continua a leggere sul blog Cazzeggi Letterari di Lucio Angelini

Casi di censura in rete da Vibrisse Bollettino a Nazione Indiana…

Casi di censura in rete

Nazione Indiana (AA.VV.), Vibrisse Bollettino (a cura di Giulio Mozzi), La poesia e lo spirito hanno deciso di censurare Iannozzi Giuseppe in maniera indiscriminata e ottusa, indipendentemente dalle opinioni da esso espresse.

Siamo di fronte a un sistematico atto di censura in Rete,
che ha come scopo il tentativo di mettere a tacere Iannozzi Giuseppe
per le le sue idee, per le sue posizioni cuturali sociali e politiche.

Su tutti e tre i blog è presente in qualità di ospite Giulio Mozzi, titolare di Vibrisse. In passato Giulio Mozzi ha fatto parte di Nazione Indiana. Oggi, pur non essendo più nella redazione di NI, continua però ad essere ospitato da Nazione Indiana nonché da La poesia e lo spirito, dove la sua presenza è con un numero tale di interventi che lo si potrebbe definire quasi un ospite fisso.


- Giulio Mozzi il sommo censore -

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Primo Blog Candy di Realizzando – partecipa anche tu

Primo Blog Candy di Realizzando

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Realizzando – Le creazioni di Elisa

Io partecipo al primo Blog Candy… e voi che aspettate?

Partecipate anche voi e segnalate l’iniziativa sui vs blog

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De André strumentalizzato a fini politici da Nazione Indiana per difendere Cesare Battisti

De André strumentalizzato a fini politici
da Nazione Indiana per difendere Cesare Battisti

di Iannozzi Giuseppe

Su Nazione Indiana campeggia in bella vista un post dal titolo “Il sorriso e il pescatore”: si difende l’assassino Cesare Battisti sfruttando il decennale della morte di Fabrizio De André, utilizzando una sua famosa canzone, “Il pescatore”.
Ho espresso la mia indignazione e subito sono stato censurato.
Il commento censurato da Nazione Indiana:

Lasciamo Fabrizio De André fuori dalla sporcizia dei brigatisti, per cortesia.

Non è proprio il caso di strumentalizzare a fini politici estremistici la figura di Fabrizio per difendere un assassino qual è Cesare Battisti, perché tale è stato riconosciuto dalla Legge Italiana. Quindi assassino è e assassino rimane, sin tanto che la Legge italiana non si esprimerà forse diversamente. Ma oggi Cesare Battisti in Italia, per la Legge, è un assassino. Le prove a suo carico ci sono. E non mi dite di leggere i Wu-qualcosa, perché l’ho fatto e mi hanno convinto ZERO.

Per cortesia si tenga fuori Fabrizio De André da questo caso. E’ osceno, è vergognoso, è oltraggioso a dir poco che si strumentalizzi così Fabrizio De André a favore di un assassino, con 4 omicidi sulla coscienza.

E’ una vergogna.

Se si vuole difendere un assassino, si faccia pure. Ma non si strumentalizzi il decennale, Fabrizio, l’anarchia pacifista. Non si confonda un assassino con Fabrizio. Tutto questo è inaccettabile.

Schifato a dir poco.

Invito i gentili lettori di questo blog ad esprimere la loro indignazione sul blog Nazione Indiana, censura permettendo, ma soprattutto facendo circolare la notizia attraverso post, messaggi su forum, social network, mailing list (ML), messaggi, e-mail. Fate circolare la voce che su Nazione Indiana si strumentalizza Fabrizio De André, la sua musica, la sua poesia, il decennale della sua morte, a fini bassamente politici.

Fatelo. Fabrizio non merita di essere accomunato a un assassino qual è Cesare Battisti.

DENUNCIA DELL’ULTIMA ORA: Denuncio inoltre pubblicamente, oggi in data 17/01/2009, che su Nazione Indiana nel post “Il sorriso e il pescatore” compaiono commenti che recano il mio nome, commenti che io non ho mai scritto né lasciato.

Ho pubblicamente chiesto di cancellare i commenti: sono stato censurato. Non è stato invece censurato chi vorrebbe farsi passare per me.

Nazione Indiana si assume tutte le responsabilità per le calunnie e le diffamazioni e il danno di immagine arrecato al sottoscritto Iannozzi Giuseppe.

Domenico Pinto, di Nazione Indiana, è intervenuto cancellando il falso commento scrivendo: “Il commento è stato rimosso. Tutta la mia ammirazione per chi aveva steso quel capolavoro di mimetismo. Sembrava Iannozzi incarnato… :-)

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Scrittori: elementari diritti Richieste chiare e legittime

Scrittori: elementari diritti
Richieste chiare e legittime

a cura di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi: Giacché qualcuno asserisce che non si chiede lo stipendio, che cosa si chiede allora? Nessuno l’ha capito.

Provo a ripetere la domanda, tanto per vedere quale potrebbe essere la possibile risposta o la non-risposta.

A quale ente o enti voi scrittori vorreste portate le vostre richieste per quella che Lei definisce una richiesta di “correttezza e professionalità”?

1. ad enti assolutamente privati in tutto e per tutto;
2. allo Stato italiano;
3. ad enti privati e statali;
4. non so, non ci ho mai pensato!!!

Grazie.

Franz Krauspenhaar: Facciamo a capirci, anche se temo sia l’ennesima fatica sprecata. NESSUNO, dico NESSUNO, ha chiesto soldi allo Stato.

Si cerca di far valere elementari diritti. se questo a qualcuno non è chiaro, non possiamo farci nulla.

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Ricercati per crimini contro la letteratura: scrittori che urlano in rete

Ricercati per crimini contro la letteratura
Scrittori che urlano in rete

di Giuseppe Iannozzi

Perché Giuseppe Genna, Giulio Mozzi e Sandrone Dazieri
hanno una taglia che non è quella dei pantaloni?

Ebbene sì, sono ricercati per crimini contro la letteratura.

Ti interessa saperne di più?
Bene, non hai niente da perdere, semmai hai tutto da guadagnare.

Clicca su Scrittori che urlano in rete e buon divertimento!

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Scrittori fannulloni e piagnoni urlano in rete: “Siamo i Fangio della cultura che non paga”

Scrittori fannulloni e piagnoni urlano in rete:
“Siamo i Fangio della cultura che non paga”

di Iannozzi Giuseppe

Alcuni scrittori pretenderebbero d’essere stipendiati. Non si è ancora ben capito da chi, se dallo Stato, se da enti privati, se da entrambi….

In pratica la richiesta avanzata sembrerebbe quella che lo scrittore, o sédicente tale, oggi libero professionista, venga statalizzato e quindi pagato mensilmente dallo Stato italiano.

Che cosa chiede questo gruppuscolo di scrittori?

Non si è ben capito. Non c’è chiarezza in merito. Parrebbe che la richiesta sia: un minimo tabellare, uno stipendio simbolico garantito a vita, ogni 27 del mese.

E io non sono d’accordo.

O meglio, sono d’accordo ma solo a certe condizioni: che uno scrittore abbia venduto almeno almeno 200.000 copie per ogni titolo e che abbia pubblicato non meno di 4 titoli in edizione paperback. In pratica, dopo aver raggiunte le 800.000 copie in paperback (prezzo di copertina non superiore ai 10 € a copia) si potrebbe anche pensare di passargli uno stipendio simbolico per meriti letterari nella misura di 400/500 € mensili. Se uno scrittore, sia esso esordiente o meno, dovesse vendere già con il primo libro in paperback più di 800.000 copie avrebbe comunque diritto allo stipendio simbolico – previa approvazione da parte di una apposita Commissione esaminatrice -, perché per la legge del fatturato saremmo di fronte a un capolavorista, o a un mezzo genio che dir si voglia. Si intenda che lo stipendio (o, chiamatelo rimborso spese o come altro diavolo vi pare) sta a significare soprattutto che Tizio, ad esempio, a fronte dei suoi grandi meriti artistici merita da parte dello Stato/della società di essere incoraggiato, anche economicamente, avendo egli reso un servigio alla società civile con il lavoro del suo cervello, con la diffusione delle sue idee.
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Sciopero dell’autore tra accuse calunnie minacce: Krauspenhaar minaccia Iannozzi online alla maniera dei filo-nazistoidi

Sciopero dell’autore
tra accuse calunnie minacce
Krauspenhaar minaccia Iannozzi online
alla maniera dei filo-nazistoidi

Iannozzi andrebbe appeso per le palle…
scarica ad alto voltaggio ai coglioni

a cura di Giuseppe Iannozzi

Scrive Franz Krauspenhaar: “Nel frattempo, io con il mio blog personale [ url rimosso ] e altri scrittori, abbiamo tambureggiato. Tra i propugnatori dello sciopero dell’autore, come Vincenzo Ostuni, si è deciso di creare un sito internet [ url rimosso ] nel quale vengono immessi i vari contributi alla discussione. (…) Un autore è un professionista della scrittura, che è capace anche di dare un valore aggiunto.”

Risponde Iannozzi Giuseppe: Quando leggo simili scempiaggini avrei solo voglia di prendere tutti quei libri che mi hanno deluso in quanto lettore e rimetterli al mittente, cioè all’autore e chiedere il rimborso del prezzo di copertina più i danni. E non scherzo.
E visto che ci siete, perché non vi spogliate? perché non fate un calendario di autori tutti nudi per promuovere ‘sta bestemmia?
Di scrittura non si campa. Cacciatevelo nella capoccia. Nessuno, e dico nessuno, è disposto a pagare più di quanto già non vi paghi acquistando libri che poi si rivelano autentiche schifezze per non dir peggio.
Ma di scrittura si campa anche, volendo: come? Basta vendere un tot, qualche migliaio di copie, anzi almeno un milione o due di copie. Non tutti ce la fanno a vendere così tanto, si arrestano intorno a poche migliaia di copie quando gli dice bene. Perché?
Ve lo siete mai chiesti il perché?
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loredana lipperini querela iannozzi e chiede 3 milioni di euro

loredana lipperini querela iannozzi
e chiede 3 milioni di euro

Loredana Lipperini ha scritto sul suo blog che intende querelare Giuseppe Iannozzi chiedendo un maxi risarcimento di 3 milioni di euro. La Lipperini spiega: “Non avrei voluto, ma sono stufa marcia di essere accusata di censurare le idee che non incontrano il mio favore. E’ vero che chiudo il becco al novantanove per cento degli interlocutori, ma solo perché non ripetono come pappagalli ben ammaestrati ogni singola parola che io dico. C’è in giro tanta gentaglia che crede che io parli tanto per aprire il becco, non capiscono che la mia bocca è quella della verità unica e assoluta. Sono forse solo un po’ machiavellica, ma giusto un cincinnino! Del resto oggi chi non lo è? Non credo sia una colpa. [...]
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La legge italiana antiweb mobilita la rete

La legge italiana antiweb mobilita la rete

Fonte: Punto informatico

Roma – È maretta. Com’era prevedibile, gli italiani in rete non sembrano avere alcuna intenzione di stare a guardare mentre nella stanza dei bottoni qualcuno decide di creare doveri per chi vuole esprimersi, paletti per i blog e i siti Internet italiani. Dopo la pubblicazione su Punto Informatico dell’articolo La Camera manda avanti il DDL anti-blog di Luca Spinelli, è tutto un fiorire di iniziative che dimostrano la vitalità del web nostrano.

Tra i primi a mobilitarsi è Antonio Di Pietro, da sempre attento alle dinamiche sulle libertà di informazione online, che sul suo blog ricorda come il DDL antiblog sia figlio del già criticatissimo decreto Levi e avverte: “I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile”.

Di Pietro non solo ritiene che la legge sia stata scritta da chi di rete sa poco o niente, la definisce “pura censura”, ma annuncia anche che il suo movimento politico “offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione”, e sul blog diffonde un banner per spargere ulteriormente la notizia.
Ma l’eco di quanto sta andando avanti alla Camera si riverbera, come era lecito attendersi, proprio sui blog italiani, dove a centinaia esprimono indignazione per quanto si è riusciti a partorire, e vede la luce il gruppo su Facebook che già conta centinaia di aderenti. Allo stesso tempo cresce la petizione contro l’iscrizione al ROC dei siti italiani, che conta più di 12mila firme, nonché un’altra iniziativa specifica per quest’ultimo DDL partita nelle scorse ore, una petizione rivolta al Presidente della Camera dei Deputati affinché si blocchi sul nascere quella che da più parti viene definita “mostruosità legislativa”.

In attesa che l’intera vicenda conquisti le prime pagine dei quotidiani internazionali, come già avvenuto all’epoca per il DDL Levi, proprio Luca Spinelli precisa con un post dedicato come la proposta normativa tutto è meno che pensata per i soli blog: ad essere tirati in ballo sono centinaia di migliaia di siti Internet italiani. Non solo chi “fa informazione”, per quel che questa espressione può significare, ma anche siti che raccolgono barzellette, enciclopedie, guide online, siti culturali, educativi, formativi, e così via. Nel DDL non si parla infatti solo di informazione, osserva Spinelli, ma più in generale di qualunque spazio web che si occupi anche di formazione, divulgazione, intrattenimento.

“Basterebbe – sottolinea Spinelli – l’uso di qualche banner, o l’uso di quel sito come fonte di guadagno, per farlo ricadere nella tipologia indicata dal DDL come prodotto editoriale che deve iscriversi al ROC, ha maggiori responsabilità, maggiori costi, maggiore burocrazia, ed è imputabile per i reati sulla stampa”.

Il problema centrale, suggerisce ancora Spinelli, non è tanto una improbabile messa in stato d’accusa dell’intero web italiano, quanto invece che questa legge, come tante che l’hanno preceduta, sia tenuta nel cassetto finché non serva al (pre)potente di turno, che ricorra ad essa per tacitare voci sgradite. “Invece che chiarire e ripulire uno dei corpus normativi più grandi e impenetrabili al mondo – conclude riferendosi all’ordinamento italiota – si propongono altre leggi fumose e contestabili che prestano il fianco a pruriti censori”.

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“Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica”

Dal suo blog, l’esponente del Pdl avanza pesanti insinuazioni

“Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica”
“Calendarista delle pari opportunità
quali favori ha fatto al premier?”

Il senatore Guzzanti ancora contro la Carfagna, duro attacco a Berlusconi

di MARCO PASQUA – Fonte: la Repubblica.it

ROMA - Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia, torna a criticare Silvio Berlusconi e, stavolta, attraverso le pagine del suo blog, se la prende anche con Mara Carfagna. Il ministro viene definito “calendarista alle pari opportunità”, “inadatta” a ricoprire quel ruolo. Non solo: quella di Berlusconi, nei suoi confronti, sarebbe stata una “nomina di scambio”, offerta in cambio di qualcosa che il senatore non specifica.

Una presa di posizione che fa seguito alle dichiarazioni, rilasciate lo scorso 8 ottobre, quando Guzzanti aveva attaccato il premier per aver lodato la Russia di Putin. “Berlusconi mi fa vomitare”, aveva detto in quell’occasione. Adesso critica senza troppe mezze misure il ministro delle Pari Opportunità: “Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt’altro che interessati – scrive nei commenti, rispondendo ad un suo lettore – esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla”.
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Buttafuoco: “Nei blog mare di bugie”

Buttafuoco: “Nei blog mare di bugie”

di SANDRA RICCIO – Fonte: La Stampa.it

Antimoderno, con fama di spirito corrosivo, dunque poco incline ad accodarsi al popolo degli appassionati di tecnologie. Ma Pietrangelo Buttafuoco è davvero così, uno spirito semi-luddista, uno di pochi quarantenni dubbiosi sulle virtù della rete? Lui sorride placido. «Mah, certo Internet ha il grande limite di essere infarcita di errori. È un mare in cui navigano tante facilonerie. Il web ci agevola la vita, ma non facilita l’apprendimento e la verità. Molto spesso le ricerche che facciamo nella rete non sono accompagnate dalle dovute verifiche e quindi si finisce nel scivolare in un pasticcio di abbagli».

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