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C’è un’altra Julia nella tomba dell’amore per Cinzia Pierangelini

C’è un’altra Julia

nella tomba dell’amore per Cinzia Pierangelini

di Iannozzi Giuseppe

Un'altra Julia - Cinzia Pierangelini“Un’altra Julia”: questo libro di Cinzia Pierangelini, scritto con il rigore linguistico che abbiamo imparato a conoscere e ad amare grazie a lavori quali “Il muro di Eraclito” e “‘A Jatta”, è romanzo breve, saga di due famiglie, ma è soprattutto il ritratto di Julia Pastrana, dapprima creatura angelicata poi freak, donna volpe per uno strano scherzo del destino.
I freaks, questi scherzi della natura, sono stati per lungo tempo al centro dell’attenzione d’una esagerata narrativa popolare, che li ha dipinti ora con vesti nemiche ora eroiche.
Freaks, o mutanti che dir si voglia, negli ultimi anni sono tornati alla ribalta grazie a fumetti e film: dall’Universo Marvel, Wolverine – parto di tre menti (Len Wein, Herb Trimpe e John Romita Sr.) – ama ripetere “Sono il migliore in quello che faccio. Ma quello che faccio non è piacevole”; e il pubblico ha subito imparato che i mutanti sono il futuro dell’umanità. O perlomeno l’illusione fallace che è stata distribuita alle masse lobotomizzate è che un handicap fisico e/o mentale possa in qualche modo servire all’evoluzione del genere umano, per renderlo migliore, più forte. La realtà è più amara, e Cinzia Pierangelini ce lo ricorda attraverso la storia di Julia.
Continua..

Mara Venuto. Leggimi nei pensieri – Intervista all’autrice – Cicorivolta edizioni

Mara Venuto - Leggimi nei pensieri
in copertina, “City (china e collage su carta) di Claudia Venuto,
elaborazione di Phab Postini

Mara Venuto

Leggimi nei pensieri

Intervista all’autrice

a cura di Giuseppe Iannozzi

1. Di te si sa poco o niente: chi è Mara Venuto, forse solo l’autrice di “Leggimi nei pensieri” edito da Cicorivolta edizioni? Racconta qualche cosa di te.

La premessa è che non amo molto parlare di me. Infatti, nella vita, essenzialmente ascolto. Ho fatto studi sociali e mi occupo di counseling: la mia è stata una scelta naturale, compiuta, tuttavia, dopo un percorso di auto-esplorazione durato qualche anno. Ho sempre amato ascoltare, le persone mi interessano profondamente, mi nutro di storie. Solo di recente mi sono avvicinata anche al mondo dell’informazione, a seguito della mia partecipazione, via webcam, al format di Maurizio Costanzo “Stella”,  in onda sul satellite e in streaming: un’esperienza voluta, che mi ha messa alla prova sotto molteplici aspetti, facendomi crescere molto. Nella vita privata sono una persona serena, vivo un amore molto forte da alcuni anni, ho una sorella gemella artista e una famiglia presente.

Mara Venuto - (c)
Mara Venuto – foto per gentile concessione – [ c ] tutti i diritti riservati

2. So che ami la letteratura, soprattutto quella giapponese: chi sono i tuoi autori di riferimento e perché?

Le mie preferenze letterarie seguono un andamento fasico e, attualmente, mi sento vicina alla narrativa giapponese. Si tratta di una scoperta recente, tuttavia, posso dire che hanno colpito molto la mia immaginazione e il mio mondo emotivo, scrittori come Haruki Murakami, Inoue Yasushi e anche la Banana Yoshimoto dei primi tempi. Pur essendo autori diversi per epoca, storie, temi cari, hanno in comune un senso del tragico ineluttabile e i silenzi, muti ma non vuoti, colmati con solitarie e intense meditazioni. Andando a ritroso, ho amato moltissimo la letteratura sudamericana: Jorge Amado in particolare -“Mar Morto”, ad esempio, è stato una suggestione molto forte nella mia adolescenza-, ma anche Gabriel Garcia Marquez, Isabel Alliende, Luis Sepulveda. Di tutti, mi hanno attratta il legame onirico con la realtà e la passionalità della carne. Nel mezzo, mi sono accostata ad Albert Camus e a George Simenon che considero senza dubbio fra i più grandi scrittori del Novecento. Di Simenon ammiro anche la straordinaria prolificità, senza che mai il lettore possa chiedersi: << perchè quest’altro romanzo? >>; le creazioni linguistiche pulite, lineari; le atmosfere nere degli abissi intimi umani. Potrei elencare tanti altri autori che amo e da cui ho tratto emozioni e stimoli, ma mi rendo conto di essermi dilungata già troppo…

3. Leggendo i tuoi racconti, non ho potuto fare a meno di pensare a due autori, Haruki Murakami e Douglas Coupland, ma anche a molti esponenti dell’avantpop. Questo libro “Leggimi nei pensieri” – che è un vero brainstorming – accoglie fotografie perfette operate su quindici persone, normali o quasi: ci sono disperati, borderlines, drogati, massaie, non-amati, sognatori, sconfitti, amanti rifiutati, schiavi, poeti e persino un frate. Come hai maturato l’idea di dare voce a quindici personaggi diversi eppure fra loro legati da un comune, sottile ma resistente, fil rouge?

Mi sono piaciute molto le immagini che hai creato parlando dei miei personaggi, in particolar modo laddove li hai pensati come “non amati”, e questo perché in effetti hai colto il senso principale di “Leggimi nei pensieri”: le mie istantanee sulle vite di questi quindici personaggi vogliono essere proprio delle carezze. Carezze a volti spesso sfigurati da vite sofferte, soffocanti, ingrate e senza misericordia. Questi racconti sono voce di chi non ha mai trovato il coraggio di parlare, di chiedere, di chiamare; luce su esistenze anonime, quali quelle della maggior parte di noi, che nascondono anche nelle cadute, le tracce della possibilità di risollevarsi. I miei protagonisti sono, come ha ben scritto il mio editore nella quarta di copertina, semplicemente persone: vive, autentiche, finalmente senza maschere, poiché qui, nelle mie pagine, non ne hanno bisogno; non devono difendersi da nessuno, io li amo tutti e quello che mi auguro è che, al termine del libro, i lettori provino tenerezza per loro come per sé stessi. Per tornare poi alla tua domanda, l’ispirazione mi è venuta all’improvviso, senza un perché apparente: ero al cinema, a vedere un fantasy e, come sfilando l’uno dopo l’altro, mi sono apparsi i miei futuri protagonisti, portando ognuno con sé la traccia della propria storia. Nel buio, ho preso appunti sul biglietto e l’indomani, mentre studiavo per un esame, ho lasciato tutto e ho scritto di getto il primo – “Sandra”- . Poi sono venuti, via via, tutti gli altri. L’ordine con cui i racconti sono presenti nel libro, è quello di scrittura.
Continua..

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