Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Morte all'alba

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Robbie Williams tra alieni e gorilla

Robbie Williams
tra alieni e gorilla

di Giuseppe Iannozzi

Se Robbie Williams voleva attirare l’attenzione, bene, ci è riuscito. Il Daily Star l’ha immortalato travestito da gorilla, da gorilla color arancione. Il tabloid racconta che il costume è stato acquistato in un negozio dal cantante per ben 60 stratosferici dollari, dopo che ne aveva provati tanti altri ma non di suo gradimento. Il travestimento di Robbie Williams avrebbe una motivazione precisa e seria: l’eccentrico ragazzo sta cercando di sfuggire all’occhio vigile degli UFO, che l’avrebbero preso di mira, non si sa bene per quale assurda ragione!
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Wenders: filmerò il tributo dedicato a Fabrizio De Andrè


Il Festival di Roma propone due film inediti tra reggae e canzone d’autore
Il primo racconterà il nostro poeta-cantautore, l’altro Bob Marley

Wenders: filmerò il tributo
dedicato a Fabrizio De Andrè

di ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO

Fonte: Repubblica.it

ROMA - La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d’archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l’opera di De André, ma anche un progetto preciso: “Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.
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Gian Ruggero Manzoni. L’albero di Maehwa. Intervista all’Autore.

GIAN RUGGERO MANZONI
L’albero di Maehwa
Intervista all’Autore

a cura di Giuseppe Iannozzi

1. Nel tuo ultimo romanzo, “L’albero di Maehwa”, si narra di un marchese decaduto il cui nomignolo è Nessuno. Chi è il Nessuno del tuo romanzo? E: chi oggi nella società – che nostro malgrado viviamo sulla pelle – si può bene o male definire un Nessuno?

Da un lato il Nessuno di turno è un’Europa ormai priva di una sua identità, in balia della mercificazione, del consumo, di uno pseudo-sogno americano; dall’altro è l’Ulisse di sempre alla ricerca di un senso da dare all’esistere, curioso di scoprire se tale senso nell’uomo ancora alberga e coraggioso nonché furbo al punto di sfidare la sorte come fosse costantemente seduto a un tavolo da gioco. Ma potrebbe anche essere, il mio Nessuno, colui che ha fatto del Nulla la sola possibile dimensione dell’essere, quindi il nichilista, ma di aristocratico lignaggio, alla Junger, per intenderci bene, in cui la sfida poi al Nulla diviene ragione di vita, non certo quello inebetito dal benessere, dall’omologazione e dal continuo bisogno d’avere, perché, in questo secondo caso, non si potrebbe che parlare di un nichilismo d’accatto, privo di dignità e di rispetto, del quale pare che ormai molti siano i figli, in particolare i giovani.

2. Ne “L’albero di Maehwa”, prima della vicenda personale di Nessuno e di Libero, suo grande amico, quasi un fratello, ho avuto come l’impressione che tu abbia voluto delineare la decadenza delle arti, della politica, della società, degli uomini. E’ un ritratto spietato dell’attuale società, non esiste un solo buono che si possa definire tale, tutti sono compromessi nell’avanzare pregiudizi, nel disporre ipocrisie e machiavellismi e nel fregare il prossimo. Caro Gian Ruggero Manzoni, ti chiedo dunque: è l’Italia un paese alla deriva? Se sì, per quali motivi?

Caro Giuseppe hai colto pienamente nel segno. Sì, nel mio ultimo romanzo punto l’indice d’accusa contro una società allo sbando in cui… che al potere ci sia la destra o la sinistra… sempre e solo i furbi e gli opportunisti la fanno da padroni, ma tale situazione ormai è estendibile a tutto il pianeta, non solo all’Italia. Non esistono più luoghi ancora vergini, magici, immuni dalla protervia umana. Là dove esiste un uomo votato unicamente alle logiche del potere e del privato interesse domina la corruzione, la violenza finalizzata al mantenimento di una carica e, ovviamente, l’intrigo, il ladrocinio. Sono sempre più convinto che se non succederà veramente un qualcosa di eclatante, forse di catastrofico, tali regole perverse saranno sempre, su questo pianeta, motivo portante dell’esistenza. Infine non se ne può più! La stanchezza sta prendendo il posto del resistere e il fatalismo sta scalzando ogni idealità. Siamo in balia della corrente. Nuotare per opporsi a essa è sfinente, lacerante, sempre più faticoso, forse non ci resta che fare il morto per galleggiare e seguire il flusso, ma mio padre mi diceva che sono sempre gli stronzi a stare a galla, quindi, a questo punto, direi che è quasi meglio affogare, al fine di mantenersi degni, pur di non continuare a galleggiare da morti, amorfi, ignavi, insensibili, demotivati e puzzolenti.
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Jurij Družnikov: Il primo giorno del resto della mia vita, il capolavoro del geniale autore russo

Jurij Družnikov

Jurij Družnikov
Il primo giorno del resto della mia vita
Il capolavoro del geniale autore russo
recentemente scomparso

di Giuseppe Iannozzi

Con l’ascesa di Stalin il territorio russo ha cambiato definitivamente il suo volto, sia quello del passato legato agli zar sia quello futuro. Stalin fu il male dell’Unione Sovietica, il canchero più duro, che ancor oggi resiste nonostante il processo di destalinizzazione sia in atto da più di mezzo secolo. A partire dal 1928 la storia della Russia l’ha fatta l’uomo d’acciaio, così era difatti soprannominato Josif Vissarionovič Džugašvili. Altro soprannome era Koba, ovvero l’indomabile. C’è del vero in questi soprannomi: mai prima di Stalin uomo mortale era riuscito a ridurre un paese sterminato come la Russia ai propri piedi. Stalin non è solo il Capo della Russia, è soprattutto il Capo del Partito Comunista, di un partito riveduto e corretto secondo la volontà d’un singolo uomo. Il Comunismo diventa presto stalinismo, quello mirabilmente ritratto nel romanzo-denuncia di George Orwell, “La fattoria degli animali”. Orwell ci spiega per mezzo della fattoria che “tutto il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in modo assoluto”, ne consegue che lo stalinismo è in sostanza la dichiarazione che tutti sono uguali ma solo alcuni eletti sono più eguali di tutti gli altri. Nella fattoria orwelliana si legge difatti:“Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)”. La critica che George Orwell porta all’URSS è fortissima, così tanto da incontrare l’ostilità degli ambienti di sinistra dello stesso Regno Unito. Gli editori accusano lo scrittore perché “avrebbe offeso molta gente, soprattutto per il fatto d’aver scelto come classe dominante i maiali”. Ciò nonostante il libro esce e nell’arco degli anni acquista sempre più consensi, così tanti da diventare in breve tempo un classico.

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Alessio Lega: Compagnia Cantante, tutto il disco scaricabile gratis da bielle.org

Alessio Lega

Compagnia Cantante
è il CD - arrangiato dal contrabbassista Roberto Bartoli - allegato al mio libro “Canta che non ti passa” edito da Stampa alternativa, uscito nel giugno di quest’anno.

http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=978-88-6222-039-2

Essendo parte integrante di questo libro non lo trovate col suo proprio nome, ma viene distribuito in libreria come parte integrante, non separabile, del progetto editoriale.

Il suo inserimento nella cinquina dei finalisti per la Targa Tenco, categoria interpreti, è cosa che mi riempie di orgoglio e che m’ha colto del tutto alla sprovvista.
Ancora una volta sono grato a chi mostra di valutare così favorevolmente un progetto culturale, una passione, un disco in cui ho effettivamente creduto molto,  e in cui ho fatto di tutto per rendere giustizia ai “miei” autori traducendoli e cantandoli in italiano: Brassens, Llach, Leprest, Bruant, Fanon, Tachan, Perret, Laffaille, Gainsbourg, Okudzava, Utgé-Royo, Moustaki, Kryl, Vysotskij, Branco, Nohavica, Ferré.

Per ovviare a ogni problema di reperibilità del CD in sé, in osservanza del contratto Creative Commons con cui è stato pubblicato, e per rispondere all’entusiasmo di tanti amici e giornalisti con l’entusiasmo della condivisione…

Trovate l’intero disco scaricabile dal sito www.bielle.org

http://www.bielle.org/2008/News/0910compagnia.htm

Buon ascolto

Alessio Lega

Il blog ufficiale: http://venditordisassi.splinder.com/

Il sito ufficiale: http://www.alessiolega.it/

Ulteriori info su Venditordisassi

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Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici. Fabrizio Corselli: il fantasy poetico per Lulu.com

Uscito tempo fa in versione e-book, adesso, l’opera di epica fantasy Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici approda alla sua versione cartacea.

Titolo Opera: Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Fantasy (Concept Work poetico)
Pagine: 366
Edizione: Lulu
Costo: 11,50 €

Lyrellende è un viaggio fantastico all’interno del paradiso elfico di Ambheur-Arél. Un mondo le cui cronache introdurranno il lettore a un’esperienza davvero avvincente, se non unica, fatta di grandi eroi e potenti maghi, abilmente narrati dalla sua diretta protagonista: una mistica danzatrice della stirpe eleamar, una valadyn per l’appunto, spintasi oltre i Regni della Luna, nel tentativo di disvelare i molteplici misteri che si celano dietro l’elfica struttura dell’Envydal, noto come Circolo delle Tre Stelle. Un’impresa che la vedrà lambire le più oscure forze dei tempi remoti, discendendo persino gli abissi profondi di quelle memorie che furono taciute, con grande timore, dalla stessa razza elfica. Un destino già segnato quello della stirpe eleamar ma che adesso risorge in virtù del coraggio della loro unica figlia.

L’opera non manca infine di creature leggendarie quali i draghi, spettri, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio semplice e diretto, permettendo anche al lettore medio un più facile approccio. Lo stesso autore, nella prefazione all’opera, avverte che si è preferito impiegare un linguaggio molto semplice, destinando la lettura a un target più ampio, tralasciando così la forma epica che ha sempre caratterizzato i propri poemi a tema mitologico, più complessi, ma pur sempre mantenendo il tono dell’epos.

L’opera non rappresenta una silloge poetica ma un vero e proprio Concept Work, con una sua storia ben costruita che si sviluppa lungo le nervature strofiche dei testi, rafforzate ulteriormente da ponti narrativi che ne definiscono meglio la organicità strutturale. L’impiego dei ponti narrativi è una situazione insolita per la poesia, divenendo in Corselli un dato di fatto, se non una sua esclusiva.

Il background che fa da sfondo all’opera è quello del paradiso elfico di Ambheur-Arél, mondo fantasy creato dallo stesso autore, divenuto in futuro trampolino di lancio per i prodotti del Chimerae Hobby Group (soprattutto moduli avventura ed espansioni per il sistema di Advanced Dungeons & Dragons 2.a Edizione).

Per tale motivo, in modo da facilitare ulteriormente l’orientamento all’interno di questo viaggio fantastico, è stato incorporato all’opera un corposo Dizionario Fantasy (Eluen Algadi). Inoltre, sarà presente un’Appendice che, oltre a dare informazioni su alcuni concetti o personaggi presenti nella storia, e finanche approfondirne altri, segnerà i lemmi specifici da ricercare sull’Eluen Algadi. Molte sono le relazioni tra un elemento e l’altro, dovendo a volte ricorrere a più “parole chiave” per ricostruire organicamente la storia di quel dato luogo o creatura che sia. Da questo punto di vista, l’opera, e nella fattispecie il Dizionario, risultano essere un ricchissimo e utile compendio per il gioco di ruolo, dal quale trarre plot, leggende e ambienti per la propria avventura. Inoltre, l’opera supporterà i moduli del Chimerae Hobby Group.

A livello grafico, Lyrellende è corredato dalle immagini della nota illustratrice Cesarina Ciotti (http://www.maniecreative.it) e da Antonio Nonnato, già avviato disegnatore per il Chimerae Hobby Group. Il personaggio di Uar-Elleja è stato ispirato proprio dall’immagine di copertina Moon della Ciotti.

L’acquisto online è possibile presso questo il seguente link:

www.lulu.com/content/3764560

Non resta che augurare Buona Lettura.

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VOLLA MUSIC FESTIVAL

Volla Music Festival

Il Comitato Organizzatore VOLLA MUSIC FESTIVAL, in attesa della costituzione della associazione culturale “The ultimate piece”, è lieta di invitare la S.V. allo spettacolo del Maestro Pietro Condorelli e del Quartet Jazz che si terrà

il giorno 5 settembre 2008
h 21.30 c/o Hotel “Leonessa” **** - Restaurant
sito in Via Raffaello Sanzio - 80040 Volla (NA).

Costo del biglietto euro 20.

Durante l’evento verrà presentata l’associazione coi suoi scopi e il programma per l’anno sociale e verranno divulgate informazioni sull’atrofia muscolare grazie alla Fondazione Federica. Ospiti della serata varie rappresentanze delle Forze Armate nonché noti imprenditori e dirigenti interessati alla ns mission, quale l’intermediazione culturale. Ospite d’onore sarà l’Amatissima Federica Sabatini con la sua gradevole Famiglia, fondatrice della medesima Fondazione.

Un colorato cocktail accompagnerà la serata, durante la quale verranno estratti tre premi, come da regolamento allegato.

In caso di pioggia la serata verrà svolta all’interno dei locali dell’Hotel, previa autorizzazione scritta del Direttore Generale dell’Albergo nonché proprietario dello stesso, e tenuto conto delle esigenze di sicurezza, dati i lavori in corso per ampliamento e /o miglioramento dell’immobile. In caso di non espressa autorizzazione il Comitato Organizzatore si riserva di spostare l’evento/spettacolo di cui sopra ad una data da destinarsi, previa consultazione delle parti interessate, quali il Quartet Jazz, il Comitato stesso e l‘Hotel “Leonessa”.

Per prenotazioni lasciare un sms con nome cognome numero del fisso e biglietti desiderati sul 3383196357 o scrivere a lidia079@libero.it specificando nell’oggetto “Polf”.

I biglietti sono anche in vendita presso alcuni locali ed esercizi commerciali vollesi e non.
E’ gradito un abbigliamento elegante.

La Direzione si riserva la facoltà di non ammettere allo spettacolo coloro che non rispettassero i fini dello stesso con atteggiamenti aggressivi o quant’altro possa turbare la quiete della clientela dell’Hotel “Leonessa” o il regolare svolgimento del sopra citato concerto.

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Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set - Il truccatore dei morti di Zingales


© immagine di copertina di Marco Scalici

Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales

A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.

Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.

In anteprima assoluta
vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.

Giuseppe Iannozzi

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Pino Daniele: 50mila in Piazza del Plebiscito

Pino Daniele: 50mila in Piazza del Plebiscito
E una vagonata di fischi per Gigi D’Alessio

di Giuseppe Iannozzi

A Gigi D’Alessio ha detto davvero male, molto male, ieri in Piazza del Plebiscito, in diretta su RaiUno: D’Alessio è stato letteralmente sommerso dai fischi dei presenti.
Pino Daniele sul palco, tornato a far concerti nella sua Napoli, è stato accolto da qualcosa come 50.000 fans, a riprova che la grande musica d’autore non è solo quella di Ligabue o del più attempato Vasco Rossi. Dopo il grande successo in Piazza del Plebiscito, Pino Daniele e i suoi compagni, Tullio De Piscopo, James Senese, Rino Zurzolo, Tony Esposito e Joe Amoruso saranno in tour per l’Italia.
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Mostra degli artisti dell’associazione TEART - scarica l’invito

Mostra degli artisti

dell’associazione TEART

l’appuntamento è per il 10 giugno 2008
presso l’Ass. Piemonte Artistico Culturale
h. 18:00
Via Roma 264, Torino


scarica l’invito in formato pdf

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Irene Grandi: Ho fumato uno spinello in diretta tv

«Ho fumato uno spinello in diretta tv»

Irene Grandi: «Capodanno su Rai Uno, presentava Conti.
A sorpresa ci chiamano sul palco per il brindisi…»

«Mi sono anche fumata uno spinello in diretta televisiva, l’ultimo giorno dell’anno. Si era su Raiuno, a Rimini, presentava Carlo Conti. A sorpresa, decidono di chiamarci sul palco per il brindisi di mezzanotte. Noi avevamo una canna in una mano e un petardo nell’altra. Così facevamo un tiro di canna e poi fingevamo che il petardo fosse un sigarone». Irene Grandi si racconta in «Diario di una cattiva ragazza», la biografia scritta dalla cantante insieme al giornalista Massimo Cotto e edita da Mondadori, che sarà in libreria da martedì 20 maggio. Alcuni passi della biografia della "ribelle" cantante toscana, come quello in cui la Grandi ricorda l’esibizione dell’ultimo dell’annno a Rimini su Rai Uno sono anticipati in esclusiva da Tv Sorrisi e Canzoni, in edicola da lunedì 19 maggio.
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Gaetano Giuffré: FIGURE - l’artista con ACCADEMIA ABADIR E GALLERIA ART’E’


ACCADEMIA ABADIR E GALLERIA ART’E’
PRESENTANO

Gaetano Giuffré: FIGURE

sede Galleria Art’è

Piazza Porta Gusmana n. 10/11, Acireale (CT)
tel ++39 095.604917 galleriarte.md@libero.
it www.galleriarte.com

titolo FIGURE
inaugurazione mostra venerdì 23 maggio 2008 - h 19,00
curatore Calusca
chiusura 10 giugno 2008

Dal 23 maggio 2008 lo spazio della Galleria Art’è di Acireale presenterà la mostra personale dello scultore romano Gaetano Giuffré . La mostra acese illustrerà l’ultima produzione dell’artista attraverso una ventina di terrecotte policrome. L’evento proseguirà, dal 24 maggio, contemporaneamente anche negli spazi dell’Accademia Abadir di S. Agata Li Battiati dove sarà possibile approfondire la conoscenza della ricerca dell’autore attraverso l’esposizione di altre opere inedite. Entrambe l’esposizioni rimarranno aperte fino al 10 giugno 2008.

La mostra sarà corredata da un catalogo, Galatea Editrice (pag. 48), a cura di Calusca. Info Art’è

orari lunedì | sabato 9,30 – 13,00 e
16,30 – 20,30; chiuso festivi
biglietti Ingresso libero
vernissage h 19,00

Stralcio dal testo in catalogo di Calusca:
CARNE Un viaggio da Gaetano Giuffré

[…] Restai attonito, confuso dalla potenza inquieta di quel mondo sotterraneo che adesso mi
circondava, cingeva la mia presenza all’interno di un rifugio baconiano; un malessere mi conquistò, un disagio, timore di essere aggredito, scivolare - risucchiato - in una delle tante viscide cucce
in cui, a volte coperti da stracci, ancora giacevano quelle forme virali di esseri carnali che tormentati chissà da quale fastidio continuavano a torcersi su se stessi imperniati su arti monchi o
adagiandosi su addomi stressati. […]

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Gian Ruggero Manzoni. L’ALBERO DI MAEHWA. Edizioni Il Filo

L’ALBERO DI MAEHWA

Una provincia ipocrita e omertosa fa da sfondo a questo romanzo estremo che diviene affresco graffiante di un’Italia d’inizio millennio. Un nobile decaduto, un allenatore di boxe, cinque giovani boxeur “migranti”, un’affascinante ragazza algerina e due mafiosi russi di particolare e fine erudizione s’incontrano e si scontrano alla ricerca disperata di un’identità e di un valore. Una Rimini invernale, ormai preda di bande criminali e lupi giunti dai quattro angoli del pianeta, si ammanta di tragedia. Una truffa, la stanchezza di vita, il desiderio di riscatto, viaggiano su di una sura del Corano, per poi trovare rifugio tra i rami di un bonsai vecchio di duecento anni. Crudo l’epilogo, seppure sostenuto da una fierezza d’altri tempi. Infine il giocare a scacchi con la morte, come nel film di Bergman, non può che ridare nuova vita, dignità, speranza e un senso a chi ha vissuto ai bordi per anni, nel ricordo dei fasti di un passato, di un titolo di Campione d’Italia o in fuga dalla miseria o da “moderne” schiavitù.

Gian Ruggero Manzoni è nato a San Lorenzo di Lugo, dove risiede. Narratore, poeta e pittore, ha al suo attivo numerose pubblicazioni fra le quali ricordiamo: Pesta Duro e Vai Trànquilo/Dizionario del linguaggio giovanile (Feltrinelli, 1980), Il dolore (Scheiwiller, 1991), Caneserpente (Il Saggiatore, 1993), Peso Vero Sclero (Il Saggiatore, 1997), Il morbo (Diabasis, 2002), Gli addii (Moretti & Vitali, 2003), Oltre il tempo (Diabasis, 2004), La Banda della Croce (Diabasis, 2005), Scritture scelte – volume I e II (Edizioni del Bradipo, 2006). Per anni ha diretto la rivista di letteratura e arte “Origini”. Con Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni ha collaborato alla realizzazione dell’almanacco di prose Il semplice (Feltrinelli). Sue opere sono state tradotte in Germania, Gran Bretagna, Grecia, Francia, Spagna, Irlanda, Argentina, Uruguay.

In copertina:
Gian Ruggero Manzoni, Autoritratto.

Gian Ruggero Manzoni - L’ALBERO DI MAEHWA - L’ordito e la trama - Edizioni Il Filo - pp. 162 - ISBN e EAN - 978-88-6185-790-2 - Euro 13,00

L’ALBERO DI MAEHWA di Gian Ruggero Manzoni, Ed. Il Filo, collana “L’ordito e la trama” diretta da Paolo Lagazzi, Daniela Tomerini e Tiziana Fumagalli, distribuzione nazionale Mursia.

Il ricavato delle vendite dell’Autore verrà devoluto (come sempre) alla ricerca medica riguardante il Morbo di Crohn.

Maggiori info sul sito dell’editore, Edizioni Il Filo

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Duffy, la stella del “pink rock”

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Con l’album d’esordio la cantante gallese scavalca Rem e Rolling Stones
“Si, certo: anche una bambina può diventare vittima del blues”

Duffy, la stella del “pink rock”
“Mick Jagger è il mio idolo”

di GIUSEPPE VIDETTI - Fonte: Repubblica.it

MILANO - Salta sulla seggiola, grida, batte le mani. Piccola e minuta com’è, coi suoi piedini 34, sembra una Bardot tascabile. Duffy, 23 anni, prodigio del nuovo pink rock che nel Regno Unito sta vivendo un momento magico, ha ben donde di essere al settimo cielo. Ha scavalcato R. E. M. e Rolling Stones ed è balzata al numero uno della classifica inglese (in Italia il suo Rockferry è entrato direttamente al sesto posto), dove già aveva stazionato per quattro settimane. In meno di due mesi ha venduto 1,2 milioni di copie e marcia a ritmo di 60 mila a settimana. “Si rende conto?”, esclama, “Mick Jagger è il mio idolo. Avevo cinque anni, quando fui rapita dal suo carisma, dal suo sex appeal - sì, certo, anche una bambina può diventare vittima del blues - guardando un vecchio vhs di mio padre con la registrazione di Jumpin’Jack Flash. Lo vidi e rividi tante di quelle volte che alla fine disintegrai il nastro”.

Tutto va a gonfie vele per la piccola Duffy: una volontà di ferro, un brano, Mercy, che è diventato un tormentone, la soddisfazione di aver fatto centro al primo colpo. L’unico rammarico è di essere arrivata dopo la Winehouse, e di essere finita inevitabilmente nella lista delle “nuove Amy”. E per lei il paragone è più ingombrante che per Adele o Kate Nash, perché il suo vero nome è Aimee Anne Duffy e tutti, fin da piccola, la chiamano Amy.
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Bob Dylan, Pulitzer alla carriera

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Bob Dylan
Pulitzer alla carriera

di Giuseppe Iannozzi

Tempo di Pulizter. Robert Allen Zimmerman meglio conosciuto come Bob Dylan ne ha fatta di strada dal primo album del 1962 per la Columbia. In copertina un giovanissimo Bob appena ventenne, un evidente omaggio a Woody Guthrie: il menestrello è ritratto con la chitarra in mano, il cappello di velluto da macchinista-ferroviere, un giubbotto imbottito. Nelle liner notes è possibile leggere: “Song to Woody, is another original by Bob Dylan, dedicated to one of his greatest inspirations, and written much in the musical language of his idol. [...]In less than one year in New York, Bob Dylan has thrown the folk crowd into an uproar. Ardent fans have been shouting his praises. Devotees have found in him the image of a singing rebel, a musical Chaplin tramp, a young Woody Guthrie, or a composite of some of the best country blues singers.[...] Bob Dylan first came East in February, 1961. His destination: the Greystone Hospital in New Jersey. His purpose: to visit the long-ailing Woody Guthrie, singer, ballad-maker and poet. It was the beginning of a deep friendship between the two. Although they were separated by thirty years and two generations, they were united by a love of music, a kindred sense of humor and a common view toward the world.[...]”
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Salviamo quei negozi di dischi

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I grandi del rock a favore della giornata per salvaguardare le piccole rivendite
decimate dal crollo degli acquisti dei cd e dal download. Iniziativa il 19 aprile

“Salviamo quei negozi di dischi
lì c’è l’anima della musica”

Alla petizione hanno aderito anche McCartney, Spingsteen, Gabriel, Moby e Green Day
Per il cinema Billy Bob Thorton e Cameron Crowe: “Più che negozi un mondo di sogni”

di CARLO MORETTI
Fonte: La Repubblica.it

ROMA - “Nessun luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi”. Forse ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista ed esci batterista, arrivi per chiedere l’ultimo successo in classifica ma c’è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L’autore di “Alta fedeltà”, il bellissimo romanzo del ‘95 ambientato in un negozio di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l’affermarsi del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su Internet.

La petizione lanciata per sostenere il “Record store day” in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l’attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: “Lunga vita ai negozi di dischi” osserva Crowe “e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni”.
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Tenebrae Aeternae. Nocturnal Visions. (CD cover di Chatterly)

 

Tenebrae Aeternae
Nocturnal Visions
(CD cover di Chatterly)

Eccoli qui i Tenebrae Aeternae, band street gothic/glam metal anconetana. Il loro cd Nocturnal Visions sta per essere ultimato e la cover del cd è stata realizzata con una delle mie immagini intitolata
"End of innocence" (Fine dell’innocenza), immagine che potete vedere anche nel video che vi propongo qui sul blog. In ogni caso appena il booklet sarà ultimato vi mostrerò il risultato finale della cover.

Nel frattempo se volete sentire qualche pezzo dei Tenebrae Aeternae potete trovarli su YouTube (vi consiglio Catacombs). A me è piaciuto molto questo girato nel backstage di uno dei loro concerti. Spero piaccia anche a voi.

Buon ascolto!

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Carla Bruni senza veli finisce all’asta

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Carla Bruni senza veli

Questa immagine di Carla Bruni, che risale al 1993, realizzata dal fotografo Michael Comte, fa parte della della collezione di Gert Elfering che sarà battuta all’asta da Christie’s a New York il 27 marzo. La quotazione dello scatto si aggira tra i 3 e 4mila dollari (Ap).

Minghella addio. Muore il regista che emozionò il mondo

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Minghella addio
Muore il regista
che emozionò il mondo

Anthony Minghella è morto a soli 54 anni per un’emorragia cerebrale, conseguenza fatale dopo un’operazione per asportare un tumore al collo che si stava estendendo a tutta la gola e che aveva già intaccato le tonsille. A riferire dell’improvviso decesso è la sua agente Leslee Dart, spiegando che Minghella è morto per le complicazioni seguite all’operazione: “L’operazione era andata bene ed erano molto ottimisti. Ma la scorsa notte ha sviluppato un’emorragia che non sono stati in grado di fermare”.

Anthony Minghella era sposato con la coreografa Carolyn Choa, da cui ha avuto due figli, Max e Hannan.

Il produttore cinematografico David Puttnam ha riferito che si tratta di un “colpo sconvolgente”. Puttnam a Bbc news 24: “Era un grande, un uomo molto, molto carino, uno scrittore brillante, un eccellente regista e qualcuno che ha contribuito molto alla nostra industria. Ci mancherà molto”. La direttrice del British film institute Amanda Nevill: “Siamo profondamente scioccati e terribilmente tristi. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia. La sua arte era in grado di comunicare e consentiva di vedere il mondo in modo diverso. Era un uomo meraviglioso”.

Minghella è morto all’alba, al Charing Crose Hospital di Londra, dove giovedì scorso era stato operato. Continua..

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Il cielo sotto (viaggio insolito, obliquo e sentimentale nelle terre verdiane), di Andrea Villani

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Il cielo sotto
(viaggio insolito,
obliquo e sentimentale
nelle terre verdiane)
Andrea Villani

Il ritorno alle origini, a dove si è nati e si è cresciuti, è sempre una tappa indispensabile affinché attraverso il ricordo si abbia la certezza di essere vissuti e si possano gettare nuove basi per il futuro.

Andrea Villani, più conosciuto come autore di noir, ha un vincolo indissolubile con la sua terra, con quella parte della provincia di Parma che si snoda fra rilievi collinari e vera e propria pianura, vale a dire fra Salsomaggiore e il Po, un territorio fecondo punteggiato da piccoli borghi ognuno con la sua storia e la sua anima.

Ecco, l’autore con questo libro strutturato a cornice riesce a farvi sentire il respiro di una zona, lo spirito dei suoi abitanti, in una sorta di immaginario viaggio condotto, con la fidanzata, su un vecchio vespone. Però, ha avuto nel prologo l’abilità di iniziare con un paesaggio diverso, ai tropici, proprio per acuire la differenza fra ciò che è bello solamente e ciò che ci piace perché lì sono le nostre radici.

Nel leggere queste pagine, scritte in modo semplice, immediato, viene spontaneo pensare a un grande cantore della provincia quale è stato Piero Chiara. Lo stile è indubbiamente diverso, l’ambientazione pure, ma si ritrovano elementi comuni nel descrivere luoghi e fatti con una naturalezza sconcertante, ma che avvince e lega indissolubilmente il lettore all’opera anche quando si arriva all’ultima pagina.
Continua..

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