Michael Jackson. La collezione commemorativa, essenziale
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson – The Collection
La collezione commemorativa

Album: Off the Wall – Thriller – Bad – Dangerous – Invicible + booklet
Se sei nuovo di qui, dovresti iscriverti al nostro RSS feed. Qui ti spieghiamo cosa sono i feed Grazie per la visita!
Un nuovo album e oltre 100 brani inediti il tesoretto di Michael Jackson
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Michael Jackson non è morto d’infarto
Un nuovo album e oltre 100 brani inediti
a cura di Iannozzi Giuseppe
Michael Jackson non sarebbe morto a causa di un infarto ma, più verosimilmente, per i troppi medicinali che stava assumendo, in particolare il Demerol. L’autopsia ha rivelato il buono stato di salute del Re del Pop, e questo fatto ha sorpreso gli stessi medici legali che parlano di “buono stato di salute generale del cantante”. La morte improvvisa sarebbe dunque da imputarsi a un mix di farmaci che avrebbero innescato una crisi cardiorespiratoria fatale. In ogni caso l’esame tossicologico approfondito non sarà disponibile prima di 4/6 settimane.
Sul corpo di Jacko sono state rivelati solamente dei lividi dovuti al tentativo di rianimazione e alcune cicatrici al volto, frutto degli interventi correttivi a cui Michael si era sottoposto nel corso degli anni. Non ci sono segni di colluttazione né evidenti patologie che avrebbero potuto portare Michael Jackson a una così veloce e triste morte. L’ipotesi più accreditata è che un mix di medicinali l’abbia stroncato. Il sito web Tmz, il primo ad annunciare la morte del cantante, citando un familiare di Jackson, aveva indicato dal canto suo già durante la sera di giovedì che sarebbe stata proprio una iniezione di Demerol a provocare l’arresto cardiaco al cantante, finito in coma e poi morto poco dopo. “Il medico legale ha ordinato il test tossicologici, polmonari e neuropatologici” ha dichiarato Harvey. Il portavoce dello staff medico ha inoltre confermato la notizia secondo cui l’artista stesse assumendo dei farmaci, ma si è rifiutato di rivelarne la natura. I medici si dicono comunque ottimisti circa la possibilità di svelare il mistero di una morte che tiene con il fiato sospeso milioni di persone in tutto il mondo: “Possiamo affermare con certezza che i risultati dei test ci permetteranno di risalire alle cause del decesso”.
Per l’entourage di Jacko i dubbi sono pochi: il Demerol, che Michael Jackson prendeva combinato ad altri medicinali prescrittigli da “medici ciarlatani”, gli ha tolto la vita. In ogni modo gli inquirenti hanno disposto, insieme all’ufficio del coroner della contea di Los Angeles, una serie di esami supplementari.
L’autopsia è durata circa tre ore e il portavoce dell’ufficio del coroner ha confermato che Jackson è morto nella Emergency Room dell’ospedale dell’Ucla. Gli esami autoptici sono terminati in serata, per cui il coroner ha autorizzato la famiglia a seppellire il cantante. La salma è stata restituita in tutta segretezza ai familiari. La consegna è avvenuta verso le 21 ora locale (le 6 in Italia), riuscendo a evitare le orde di paparazzi appostati davanti all’istituto medico-legale, ha precisato Winter. La destinazione delle spoglie del Re del Pop non è stata resa nota e, per fortuna, non ci sono state fughe di notizie circa la data.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso
di Iannozzi Giuseppe

Andrea Bocelli il prossimo 2 marzo sarà anche lui sulla celeberrima Walk o Fame di Los Angeles.
Il tenore toscano Andrea Bocelli riceverà l’ambito riconoscimento il prossimo 2 marzo, in occasione della settima edizione di Los Angeles Italia, l’evento dedicato al cinema italiano.
Il nome del tenore è stato annunciato dalla Hollywood Chamber of Commerce, insieme a quello dei cantanti Ringo Starr, Bryan Adams e Van Morrison.
Bocelli è uno dei pochissimi italiani a cui è stato conferito il prestigioso riconoscimento.
La stella di Andrea Bocelli sarà insieme a quelle di Bernardo Bertolucci, Sophia Loren, Rodolfo Valentino, Anna Magnani, Arturo Toscanini ed Enrico Caruso.
Chi più di lui meritava un simile riconoscimento?
Continua..
De André canta De André. Per la prima volta Cristiano canta le canzoni del padre in chiave jazz
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
De André canta De André
Al via il tour estivo insieme a Cristiano
di Iannozzi Giuseppe
Cristiano De André, anche lui cantautore, figlio di Fabrizio, in questa estate che promette d’essere fin troppo calda arriverà con una proposta musicale/poetica che non si può non salutare con il più grande entusiasmo: Cristiano De André canterà le canzoni di Fabrizio. Chi meglio di lui potrebbe reinterpretare e portare di nuovo sul palco la poetica anarchia di Faber? Nessun altro. Se c’è una persona al mondo, quella è proprio e soltanto Cristiano De André.
Nella splendida Reggia di Venaria Reale, a Torino, il 30 giugno nei Giardini Juvarriani tra rose rare ed echi di altri tempi forse più nobili forse più barbari, Cristiano tornerà sul palco. Cristiano De André, oltre che cantautore, è un valente polistrumentista come pochi in Italia e non solo. Cristiano suona praticamente di tutto: dalla chitarra al bouzouki, dal violino al pianoforte e tastiere. Lo spettacolo si avvale dell’impeccabile regia di Pepi Morgia, già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio De André.
Cristiano De André torna dopo sei anni dalla sua apparizione al Festival di Sanremo. In questi sei anni ne ha viste di tutti i colori: depressione, fantasmi del passato, droga. Oggi Cristiano è un uomo più maturo d’un tempo, un artista più sereno che ha sconfitto i suoi dèmoni, così come fece il padre Fabrizio, ed è pronto a dimostrarlo sul palco cantando proprio le canzoni di Faber.
E’ la prima volta in assoluto che Cristiano canta le canzoni di Fabrizio, nonostante abbia partecipato come seconda voce in alcuni concerti del papà. Ad accompagnarlo sul palco un trio jazz di primo piano: Stefano di Battista, Rita Marcotulli e Paolo Basso.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Li Zhuangping e le sue croste spacciate per opere d’arte
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Li Zhuangping dipinge senza veli la figlia Li Qin
e i suoi quadri vanno a ruba
di Iannozzi Giuseppe
Li Zhuangping ha attirato su di sé un certo numero di critiche negative a proposito della sua moralità: i suoi quadri vedono la presenza d’una bella ragazza nuda, senza veli, ora in groppa ad animali selvaggi quali leoni e tigri, ora sotto la luna addormentata, immersa in paesaggi silvestri e onirici. Non ci sarebbe niente di troppo strano, nemmeno per un paese amante della censura come la Cina. A Li Zhuangping viene rimproverato che la modella è sua figlia, la ventitreenne Li Qin. Alcuni critici si sono scagliati contro l’artista: “E’ eticamente discutibile che un padre ritragga sua figlia nuda”. Tuttavia per Li Zhuangping e per sua figlia Li Qin il problema non sussiste: “Non importa se gli altri hanno pregiudizi”. La madre della modella e moglie dell’artista è d’accordo.
Continua..
La Bruni in tv: «Calunnie, non ho difeso Battisti»
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Bruni in tv: «Calunnie,
non ho difeso Battisti»
Show da Fazio della première dame: «Prima di sposarmi con Sarkozy ero più di sinistra»
Fonte: Il Corriere della Sera.it

MILANO — «Sono contenta che tu me lo chieda. Sono molto sorpresa che i media italiani possano pensare che io abbia avuto un ruolo. Non mi permetterei mai, prima di tutto non ne ho l’ideologia. Non ho mai voluto difendere Cesare Battisti. E sono contenta di poterlo dire anche alle vittime del terrorismo degli anni di piombo. E poi è molto deplacé (fuori luogo, ndr), come si dice in Francia: mai la moglie del presidente potrebbe andare a parlare al presidente brasiliano per una cosa che neanche c’entra con la Francia. Per me è stata una calunnia».
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
“Rihanna è troppo sexy, fermatela”: Malaysia, bufera sull’arrivo della star
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
“Rihanna è troppo sexy, fermatela”
Malaysia, bufera sull’arrivo della star
Il partito dei conservatori all’attacco
«Oltraggio alle regole della decenza»
Sulla lista nera anche Gwen Stefani
Fonte: La Stampa.it

La star è troppo sexy, si accomodi altrove. Succede in Malaysia, dove il partito conservatore islamico ha chiesto di annullare il concerto di Rihanna, diva ventenne dell’R & B, inserita dal magazine maschile AskMen.com fra le donne più «desiderabili» insieme a Megan Fox ed Eva Mandes e attualmente al quarto posto nella classifica di Billboard, bibbia della musica americana, con il singolo “Live Your Life”. La cantante, che ha venduto più di 12 milioni di dischi e nel 2008 è stata eletta diva dell’anno dalla rivista Entertainment Weekly, è stata bocciata dai conservatori di Kuala Lumpur per il suo look e per i balletti considerati esageratamente espliciti.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Forse a Faber sarebbe piaciuto
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Forse a Faber sarebbe piaciuto
di Andrea Scanzi – Fonte: La Stampa.it
E’ raro vedere in Italia un livello medio televisivo come quello di ieri sera a Che tempo che fa. Merito, anzitutto, della grandezza del cantautore ligure. E di chi lo ha ricordato (quasi sempre) bene.
![]() |
Non amo particolarmente la televisione di Fabio Fazio, per motivi che presto spiegherò in altri lidi. E resto convinto, da persona che minimamente lo ha conosciuto e massimamente visto e ascoltato, al punto da laurearsi (anche) su di lui, che a Fabrizio De André questa celebrazione trasversale avrebbe dato ai nervi.
Faber odiava la melassa, il buon senso comune, la maggioranza. Ci ha lottato contro una vita. E adesso, lui che stava ferocemente antipatico a tanti, sembra piacere a tutti. Un altro sintomo di questo paese culturalmente e politicamente al livello minimo di coscienza.
La serata di ieri a Che tempo che fa, per il decennale della scomparsa (e scomparsa è la parola giusta, dà il senso dell’assenza inesorabile), nasceva quindi rischiosa. Per via del manovratore (certo un deandreiano doc) e del contesto.
E invece è stata una bella serata.
Era tenera la serenità commossa di Dori Ghezzi, era dolcissimo il sorriso eterno di Fernanda Pivano.
Nulla è perfetto, anzitutto i tributi. Ancor più se dedicati a chi non amava i tributi. Ho avuto una gran voglia di invadere la Polonia quando ho sentito Lucio Dalla cantare Don Raffaè. Mi sono addormentato – sventolando bandiera bianca – con Franco Battiato (Inverno). Ho sposato la catatonia mentre il professor Roberto Vecchioni annacquava Girotondo e l’etica deandreiana con la consueta vagonata di retorica monocorde. Poco convincente anche Samuele Bersani (mai devastante dal vivo) ne Il Bombarolo. Evito poi di parlare della lettura di Luciana Littizzetto de Le nuvole, testo – monumentale – che forse avrebbe messo in difficoltà perfino Vittorio Gassman. Figurarsi lei.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
“Io e Fabrizio sorvegliati speciali perché la musica faceva paura”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Dori Ghezzi: “E’ incredibile che i controlli siano durati
10 anni, che non abbiano capito subito che era inutile”
“Io e Fabrizio sorvegliati speciali
perché la musica faceva paura”
di GINO CASTALDO – Fonte: Repubblica.it
ROMA – Bastava ascoltare bene quello che diceva pubblicamente o quello che cantava nelle canzoni quando ironizzava ferocemente sui piccoli borghesi che si mettono a fabbricare bombe. Eppure si è scoperto che per una decina d’anni Fabrizio De André è stato “monitorato” da polizia e Sisde come attivista politico e addirittura come simpatizzante delle Brigate Rosse. “La notizia l’avevamo scoperta negli anni Novanta”, ci racconta Dori Ghezzi, con rinnovato stupore, “ma non conoscevo i dettagli, sapevo che avevano trovato queste carte, e mi ricordo che quando venimmo a saperlo eravamo con Ivano Fossati e commentammo insieme l’assurdità di questa notizia, il modo in cui venivano gestiti alcuni settori dei corpi dello Stato”.
Ma non c’era stato in qualche momento il sentore di essere sorvegliati, spiati, sottoposti a queste attenzioni speciali da parte dei servizi segreti? “Neanche per sogno, del resto Fabrizio si è comportato sempre talmente bene da non creare preoccupazioni proprio a nessuno. Forse avevano paura della musica. Eravamo tranquilli, non abbiamo mai sospettato qualcosa del genere, anche perché non esistevano le premesse per immaginare che qualcuno ritenesse pericoloso Fabrizio. Lui era casomai un fanatico di Oblomov, lo sapevano tutti, bastava chiedere a chi lo conosceva almeno un poco”.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Torino ricorda Fabrizio De André
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Torino ricorda Fabrizio De André
DA WWW.DIGI.TO.IT - MARCO LOMBARDO
Dieci anni fa, nella notte dell’11 gennaio 1999, moriva Fabrizio De André. Una voce, quella del cantautore genovese nato nel 1940, destinata a restare impressa nella memoria collettiva italiana, per la bellezza della sua musica e per l’intensità delle sue parole. Tante, in questi giorni, le iniziative per ricordarlo e rendergli omaggio. Andiamo a scoprire cosa si sta organizzando a Torino.
TANTI MODI PER RICORDARLO
Da giovedì 15 a domenica 25 gennaio il Tangram Teatro presenta Bocca di Rosa e altre storie, uno spettacolo teatrale al decimo anno di repliche, pensato per riprodurre in teatro quelle serate tra amici in cui si cantano le canzoni di De André e che pochi di noi non possono trovare tra i loro ricordi.
Il Circolo dei Lettori dedicherà ampio spazio a questa ricorrenza, con un’apertura straordinaria e un’intera serata di appuntamenti per domenica 11 gennaio: alle ore 18 il concerto Attenti al gorilla! Omaggio a Fabrizio De Andrè; alle 19 Creuza de ma, un aperitivo ligure curato nella sua ambientazione proprio ispirandosi alla celebre canzone; alle 21 una serata patrocinata dalla Fondazione Fabrizio De André onlus: Memoria, e non basta ancora, con l’intervento di poeti e narratori.
Un altro omaggio al cantautore/poeta, e all’uomo, arriverà dal Teatro Espace: Faber per sempre, in programma per mercoledì 18 febbraio, concerto con un repertorio senza tempo eseguito da un gruppo di musicisti guidati da Pier Michelatti, storico bassista del cantautore genovese.
CHE TEMPO CHE FA… SENZA LE NOSTRE RADIO
La trasmissione Che tempo che fa di RaiTre, condotta da Fabio Fazio, dedicherà a De André uno speciale in diretta dalle 20.10 di domenica 11 gennaio. Per l’occasione il programma ha lanciato un’iniziativa molto particolare, invitando tutte le radio italiane a trasmettere, esattamente alla stessa ora di domenica sera, una medesima canzone del cantatutore, scelta dalla moglie Dori Ghezzi.
L’invito è stato lanciato in diretta e sul sito della trasmissione da ormai diverse settimane ed è continuamente aggiornato l’elenco delle radio che hanno aderito. Compaiono i più grandi network nazionali così come le più piccole radio locali e le web-radio di tutta Italia. La radiofonia torinese ha i suoi rappresentanti come la web-radio Radio Impronta Digitale, la nichelinese R.N.C., Radio Beckwith dalla Val Pellice. Dispiace non trovare ancora, ad oggi, i nomi delle più famose radio cittadine, che sembrano non aver accolto con grande entusiasmo l’iniziativa o non esserne a conoscenza. Non mancherà occasione, in ogni caso, di essere smentiti nei prossimi giorni!
UN POETA DA CONOSCERE
De André è scomparso in un periodo in cui le “MTV generation” di oggi probabilmente stavano ancora, per le prime volte, avvicinandosi alla musica. Certamente non ci è capitato e non ci capita molte volte di ascoltare le sue canzoni alla radio, ma molti di noi sicuramente lo avranno ascoltato e conosciuto da dischi o cassette trovati in casa, e che probabilmente i nostri genitori negli anni ’60 si erano procurati di nascosto. Una musica, la sua, che è sempre rimasta di nicchia o, che semplicemente, ha sempre saputo trovare canali diversi e meno comuni per essere ascoltata, conosciuta e vissuta.
Siete a conoscenza di altre iniziative organizzate a Torino in omaggio a De Andrè? Segnalatela su www.digi.to.it!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Faber che vieni Faber che vai – Folla di celebrazioni, ma a lui piacerebbero poco
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Faber che vieni Faber che vai
Folla di celebrazioni, ma a lui piacerebbero poco
di MARINELLA VENEGONI
Felicemente sommersi dal ricordo di De André, nel decimo anniversario della sua scomparsa che ricorre domenica, scopriamo che è uno dei pochi, Fabrizio, che l’Italia senza memoria non abbia dimenticato. La tv generalista, così ritrosa sempre quando si tratta di affrontare la musica d’autore, si è in qualche modo buttata sul decennale con alcuni dei suoi campioni più attenti e sensibili: Giovanni Minoli con La storia siamo noi su Raidue e ora, domenica, ci sarà una ulteriore celebrazione di Fabio Fazio con uno speciale di Che tempo che fa alle 21 su Raitre: «Vorrei che questa serata fosse un flusso di musica, interrotto da alcuni momenti in cui si parlerà di Fabrizio con persone davvero titolate a farlo, partendo da sua moglie Dori Ghezzi», ha spiegato lui che è di questi tempi l’unico a riuscire a portare musicisti di razza in tv, visto che sa dare loro lo spazio e l’attenzione che altrove vengono negati con uno sbadiglio.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Tutta Italia ricorderà Faber. Nei dieci anni dalla scomparsa del cantautore genovese, commemorazione e concerti sono stati organizzati in tutto il Paese.
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Tutta Italia ricorderà Faber. Nei dieci anni dalla scomparsa del cantautore genovese, commemorazione e concerti sono stati organizzati in tutto il Paese
Milano – Tutta Italia ricorderà Faber. Nei dieci anni dalla scomparsa del cantautore genovese, commemorazione e concerti sono stati organizzati in tutto il Paese.
Genova: mostra a Palazzo Ducale Una delle più significative è la mostra che Genova, la sua città natale, gli ha dedicato. (www.palazzoducale.genova.it/deandre) L’esposizione aperta a Palazzo Ducale, a cura di Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, propone megaschermi, installazioni video e postazioni interattive che permettono di ricostruire la vita del grande cantante attraverso videointerviste e testimonianze sue, della moglie Dori Ghezzi e dei suoi più stretti collaboratori e amici. Aperta fino al 3 maggio, approfondisce i grandi temi della poetica di De Andrè, toccando anche quelli della cronaca e del costume del Paese.
Roma e televisione A Roma, invece, il vignettista Mauro Biani rende omaggio al cantautore con una serie di tavole a colori ispirate alle sue canzoni. Le opere saranno esposte dall’11 al 31 gennaio alla Libreria Feltrinelli della Galleria Colonna a Roma. Nelle tante celebrazioni non poteva mancare quella della Rai che comincia da stasera con una puntata speciale di “Palcoscenico”. Il programma di Giovanna Milella proporrà, in seconda serata su Raiude, “Fabrizio de Andre’, la musica della poesia”, il suo ultimo concerto, con accanto i figli Cristiano e Luvi, registrato al Teatro Brancaccio di Roma pochi mesi prima di morire. In programma i suoi brani più famosi: da La canzone di Marinella a Creuza de mà fino a La Buona Novella composta rileggendo i Vangeli apocrifi. Domenica, invece, tra le 22.40 e le 22.50, un centinaio di radio italiane trasmetteranno, in contemporanea con lo speciale di Fabio Fazio di “Che tempo che fa” dal titolo Fabrizio 2009, Amore Che Vieni Amore Che VaI, la canzone scelta da Dori ghezzi come simbolo di questo ricordo via etere.
Il ricordo di Wim Wenders Tra i network che hanno aderito all’iniziativa Radio Rai, Radio DeeJay, Rtl 102.5, Radio Italia Solo Musica Italiana. Durante lo speciale realizzato in collaborazione con Dori Ghezzi, che avrà inizio alle 20.10, i più grandi nomi della musica italiana interpreteranno alcune delle più belle canzoni del cantautore. E un ricordo arriva anche da Win Wenders. Il regista tedesco, che da sempre dichiara di apprezzare l’opera di De Andrè, sta pensando di organizzare a New York un concerto a lui dedicato con la partecipazione di grandi artisti provenienti da tutto il mondo.
La Pfm e l’incontro con De André «Tra noi lo scambio musica e poesia»
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
La Pfm e l’incontro con De André
«Tra noi lo scambio musica e poesia»
Franz Di Cioccio, cantante della band: «Fabrizio era una persona che o la amavi o la odiavi»
Fonte: Corriere.it
Mario Luzzato Fegiz
MILANO – A dieci ani dalla scomparsa di Fabrizio De André, viene pubblicato il disco «PFM canta De André». La Premiata Forneria Marconi è stata la band che ha segnato la svolta musicale di De Andrè. Franz Di Cioccio, batterista e cantante della band, è stato uno degli artefici di questo incontro fra due mondi molto lontani. Che cosa ha dato a voi De André e voi a lui?
Continua..
“Quel terrorista di De Andrè” Così la polizia schedò il cantautore
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Per 10 anni dal 1969 al 1979 il cantante fu tenuto sotto controllo
fino al sospetto più incredibile: “E’ un simpatizzante delle Br”
“Quel terrorista di De Andrè”
Così la polizia schedò il cantautore
di MIMMO FRANZINELLI
Fonte: La Repubblica.it
TRA I possibili approcci alla musa di Fabrizio De André, il tema del potere è tra i più suggestivi, considerato che attraversa l’intero arco della sua produzione, dalla traduzione delle ballate di Georges Brassens (da “Il gorilla” a “Morire per delle idee”) a un brano come “Il testamento di Tito”, grondante ribellione esistenziale. Un potere non soltanto politico, ma che snatura la religione e s’insinua anche in ambito familiare. L’intero canzoniere del musicista genovese dispiega valenze libertarie, che hanno influenzato una parte significativa della generazione del ‘68 e ancora oggi parlano ai giovani.
De André non si è mai atteggiato ad agit-prop. Ciò nonostante, la polizia lo ritenne un personaggio infido e pericoloso. A ridosso dell’attentato di piazza Fontana gli attivisti dell’ultrasinistra sono sottoposti a perquisizioni e interrogatori. Tra le centinaia di extraparlamentari inquisiti figura un certo Isaia Mabellini, in servizio di leva con gli alpini, considerato dal questore di Brescia un marxista-leninista; in calce alla relazione inviata il 20 dicembre 1969 alla Direzione generale della PS, un’osservazione significativa: “É in rapporto di amicizia con tale De André Fabrizio, non meglio generalizzato, ligure, universitario a Milano, filo cinese, noto cantautore e contestatore”. Con inflessibile logica burocratica, la segnalazione coinvolge il musicista nelle indagini; dal ministero dell’Interno chiedono infatti ragguagli al questore di Brescia, Manganiello che il 25 maggio 1970 aggiorna il fascicolo Milano – Roma – Attentati dinamitardi del 12.12.1969: “Le Questure di Milano e Genova sono pregate di identificare il De André Fabrizio e fornire sul suo conto dettagliate informazioni direttamente”.
Continua..
Una ballata di Ceronetti per “il coraggio di Eluana Englaro”: La ballata dell’angelo ferito
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Una ballata di Ceronetti per “il coraggio di Eluana Englaro”
La ballata dell’angelo ferito
fonte: La Repubblica.it
Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace
Diciassette di coma che m’impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna
Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita
Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto
Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l’oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama
Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola
Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d’innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente
Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c’è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura
E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro
(28 dicembre 2008)
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
E sul palco di Firenze, Woody Allen suona «Bella ciao» al clarinetto
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
E sul palco di Firenze, Woody Allen suona «Bella ciao» al clarinetto
Fonte: Il Messaggero.it
FIRENZE (23 dicembre) - E fra il jazz dell’America anni Venti, c’e posto anche per «Bella Ciao». Woody Allen ha scelto questo brano per uno dei bis suonati dalla sua band, la New Orleans Jazz Band, che stasera si è esibita al Teatro Comunale di Firenze.
Non è stato un inedito. Già tre anni fa, a Lucca, il regista americano aveva sorpreso tutti con lo stesso fuori programma. Stasera ha aggiunto una variante: mentre la band suonava, e un componente intonava «è arrivato l’invasor», Woody Allen ha chiamato sulle sue ginocchia uno dei figli. Applausi da tutto il pubblico che, fra gli ospiti vip, annoverava anche Veronica Lario, moglie del premier Silvio Berlusconi, e Cristina Muti, moglie del maestro Riccardo Muti. Sarà perché suona la musica che piace a lui, e con una band che pare cucita su misura per lui, ma quando Woody Allen impugna il suo clarinetto, e ci dà dentro con il jazz, si diverte.
Continua..
McCartney: sono io il vero pacifista dei Beatles
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

McCartney: sono io il vero pacifista dei Beatles
Fonte: Il Messaggero.it
LONDRA (14 dicembre) – Paul McCartney rivendica il ruolo di coscienza critica dei Beatles. Superati i 66 anni, sir Paul sostiene che era lui, e non John Lennon, il vero pacifista del gruppo di Liverpool, il primo a parlare alla band della guerra «molto brutta» del Vietnam. Commentando le sue affermazioni in una intervista al magazine Prospect, il domenicale del Times di Londra ricorda che sono firmati da McCartney brani leggeri come Ob-La-Di, Ob-La-Dà, mentre Lennon componeva canzoni politiche tipo Revolution.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Sotto l’albero tre inediti “folk” firmati De André
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Sotto l’albero tre inediti “folk”
firmati De André
Fonte: La Stampa.it
GENOVA
«Ho trovato dei nastri in cui un giovane Fabrizio interpreta canzoni popolari. Brani non suoi, tranne uno», annunciò Dori Ghezzi nel febbraio 2007. Oggi quei tre inediti, che De Andrè non aveva inserito nei suoi album, sono stati pubblicati da Bmg Sony/Nuvole e fanno parte del cofanetto Effedia – Sulla mia cattiva strada (due cd più il documentario di Teresa Marchetti presentato nel corso dell’ultimo Festival del cinema di Roma).
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
“L’AMORE E’ UN ISTANTE”, IL NUOVO DISCO DI GIUSY SHANE PER NEWS PROMOTION
Pubblicato da Emiliano Grisostolo

FINALMENTE E’ USCITO IL NUOVO SINGOLO DI GIUSY SHANE
“L’AMORE E’ UN ISTANTE”
PRODOTTO DALLA “NEWS PROMOTION”.
POTETE ASCOLTARE ED ACQUISTARE IL BRANO SUL SITO
DELLA MONDADORI
http://www.messaggeriedigitali.it/selezione.php?oid=010000000011162900000
INOLTRE VI RICORDIAMO DI VISITARE IL SITO UFFICIALE
Giusy Shane
FINALLY IS ON SALE THE NEW SONG OF GIUSY SHANE
“L’AMORE E’ UN ISTANTE”
PRODUCED BY “NEWS PROMOTION”.
TO LISTEN AND PURCHASE IT VISIT
WWW.MESSAGGERIEDIGITALI.IT OF MONDADORI!
WE REMEMBER YOU TO VISIT THE OFFICIAL SITE
Giusy Shane Singer and songwriter www.giusyshane.com
Scoperto un thriller inedito di Kerouac
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Scoperto un thriller inedito di Kerouac
di Roberto Bertinetti – Fonte: Il Messaggero
ROMA (1 dicembre) – Accusati di favoreggiamento in un caso di omicidio, Jack Kerouac e William Burroughs furono arrestati a New York il 14 agosto 1944. Un magistrato li accusava di aver aiutato un loro amico a sbarazzarsi di un coltello con il quale, dopo una lite, aveva ucciso il suo amante. Burroughs rimase in cella solo alcune ore perché pagò la cauzione e uscì, mentre Kerouac dovette trascorrere tre settimane in carcere prima di venire prosciolto.
Qualche mese più tardi, mentre si celebrava il processo per il delitto, i due scrittori, che insieme a Ginsberg avrebbero dato vita poco tempo dopo alla Beat Generation, decisero di offrire la loro versione dei fatti in un thriller con il quale speravano di arricchirsi. L’impresa non venne portata a termine e il manoscritto è stato dimenticato per oltre sessant’anni in un baule. A ritrovarlo per caso sono stati gli eredi di Burroughs e ora l’inedito vede finalmente la luce.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Marco Giardina intervistato da Emiliano Grisostolo
Pubblicato da Emiliano Grisostolo

Intervista a Marco Giardina
Marco Giardina è un giovane autore maniaghese, poco più che trentenne, musicista, ma non di professione. Molto in gamba, e con alcuni lavori importanti alle spalle fatti per il cinema indipendente di vari registi regionali. Il suo ultimo lavoro è la colonna sonora del film “La notte dei giochi” del regista Ronnie Roselli di Trieste che ho già avuto il piacere di recensire. Un lavoro che sostiene il film durante tutta la sua durata. Un lavoro incastonato nelle scene giuste e con il ritmo giusto da un montaggio perfetto eseguito dal Roselli. Ma conosciamo meglio questo giovane musicista, chi è, le sue passioni, i suoi sogni.
Ciao Marco, sappiamo che sei un trentenne molto in gamba, vuoi parlarci un po’ di te a 360°? Chi è Marco Giardina, qual’ è il percorso formativo dell’ uomo e del musicista?
Ciao, innanzitutto vorrei farti una piccola premessa sulla mia idea del musicista:io ritengo musicista quel personaggio che suona dal vivo,sia da solista che in ensemble ma soprattutto persone con percorsi musicali più “vissuti”. Insomma, dei veri e propri veterani della musica. Io mi limito a chiamarmi senza troppe pretese compositore.
Il mio percorso e i miei studi sono iniziati quasi per gioco guardando un bravissimo pianobarista nonché poi divenuto mio carissimo amico Gabriele Pavani (anch’egli di Maniago). Cominciai quindi ad appassionarmi alla musica elettronica e in particolare modo ai sintetizzatori o a quella che allora era la nascente computer music.
Non studiai molto, feci un paio di anni. Iniziai da quel momento un percorso che mi portò a sperimentare svariati generi quali: dance, new age, un po’ di rock per infine approdare nel mondo delle colonne sonore.
Il percorso umano è andato di pari passo sviluppando anche una certa sensibilità e attenzione per il mondo che mi circonda.
Continua..
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court Skeletons in the closet
Pubblicato da Chatterly

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court
Skeletons in the closet
Il lancio dell’album avvenuto ad Halloween con 52 ore di festeggiamenti!!!
Al mio ritorno dal viaggio di Halloween – che mi ha portato in Portogallo e Spagna - ho trovato una bellissima sorpresa: il pacco che i Ravens Court (la band australiana di cui sono l’artista ufficiale) mi ha inviato contenente i saggi della loro bravura, ossia cd e dvd del loro nuovo album Skeletons in the Closet. Si tratta di un album composto da 9 canzoni, ognuna ha anche il suo video, video peraltro molto affascinanti per gli amanti del genere dark con una forte venatura ironica, caratteristica che contraddistingue i Ravens Court. L’influenza di Alice Cooper è quanto mai evidente e rende il tutto ancora più intrigante.
Per lanciare Skeleton in the Closet la band australiana ha organizzato per Halloween un party che è durato ben 52 ore e che ha visto coinvolte una miriade di persone. Guardate le foto su Myspace!!!
Al momento cd e dvd sono distribuiti in Australia, USA e UK per l’Europa i Ravens Court stanno prendendo accordi con una casa di distribuzione polacca che coprirà l’ntera Comunità Europea.
Altre notizie seguiranno presto.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Ronnie Roselli intervistato da Emiliano Grisostolo
Pubblicato da Emiliano Grisostolo
Intervista a Ronnie Roselli
di Emiliano Grisostolo
Ronnie Roselli è un giovane regista giuliano, vive a Trieste, titolare della casa di produzione Video900, ma soprattutto, è molto in gamba. Un ragazzo poco più che trentenne che ha già alle spalle alcune esperienze nel campo pubblicitario, dei video musicali e molte altre forme di presentazioni per il cliente che è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il suo film lungometraggio “La notte dei giochi”, dove la bravura di Ronnie per la regia, le riprese studiate, il montaggio delle scene, ottimo, la scelta delle musiche, del giovane compositore maniaghese Marco Giardina, azzeccate.
Come tutti gli autori indipendenti, le difficoltà di avere uno spazio per farsi conoscere sono molte, il nostro amico giuliano ha fatto e farà parlare di sé per molto tempo, sia per questo nuovo film, e per altri che sicuramente vedremo di qui a breve, e quindi oggi ho deciso di presentarvelo perché secondo il mio modesto metro di misura stiamo parlando di una persona che sa cosa vuole e sa come esprimerla, nel suo caso, con una macchina da presa.
Ciao Ronnie, ti conosciamo per il tuo film “La notte dei giochi”, ma parliamo un po’ di te prima di tutto. Quando e come nasce il Ronnie regista?
Il Ronnie regista nasce nel 1994 quando ho iniziato a realizzare i miei primi cortometraggi in Video8. Tutti di genere noir, venivano girati solo con un cavalletto e con l’ausilio di una mini steadicam ed erano tutti montati in macchina, proprio perchè non avevo ancora delle attrezzature per il montaggio.
Continua..
Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André
Fonte: http://www.livecity.it
Il lungometraggio – documentario di Teresa Marchesi colpisce al cuore gli spettatori dell’Auditorium: 7 applausi durante la proiezione, 9minuti e 30 secondi di applausi continuativi a fine proiezione, la regista commossa, Dori Ghezzi e Cristiano De André – in sala – assolutamente entusiasmati, dal film e dalla gente. Nel documentario anche Wim Wenders, Vasco Rossi, Zucchero, Battiato… e una frase che colpisce: “Fabrizio De André non è il Bob Dylan italiano… è Bob Dylan a essere il Fabrizio De André americano”
Rana crocifissa e bandiera con svastica: via la direttrice delle mostre scandalo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bolzano Cacciata dopo le elezioni. I Verdi: è una vittima
Rana crocifissa e bandiera con svastica
Via la direttrice delle mostre scandalo
Corinne Diserens, la provocatrice, è senza lavoro. L’accusa: conti in rosso per 500 mila euro
Fonte: Corriere.it
MILANO — Qualcuno l’ha già ribattezzata la storia triste della rana e della principessa. L’anfibio in questione è la rana-crocifissa, opera del tedesco Martin Kippenberger, che lo scorso Ferragosto ha suscitato l’indignazione del popolo altoatesino e perfino quella di Papa Ratzinger. La principessa, invece, è la direttrice del Museion di Bolzano che per settimane ha mantenuto l’allestimento dello scandalo ignorando le contestazioni della Chiesa e le polemiche a sfondo politico. Corinne Diserens, la direttrice-provocatrice, da ieri è senza lavoro: il giorno dopo le elezioni per il rinnovo del governo della Provincia dell’Alto Adige, il consiglio della Fondazione del museo di arte moderna e contemporanea l’ha licenziata con effetto immediato.






























