Film hard ispirato alla Palin. L’ira dei repubblicani su Larry Flynt
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Film hard ispirato alla Palin
L’ira dei repubblicani su Larry Flynt
In arrivo il «porno politico» con la sosia della candidata repubblicana: è polemica sul celebre produttore
LOS ANGELES - Dai tempi antichi il sesso e la politica vanno a braccetto: ad unire ancora di più questo connubio ci ha pensato negli anni anche il re del porno Larry Flynt. Ora, il celebre produttore americano è intenzionato a vendere il suo «porno Palin». La protagonista è già stata trovata, il filmato è già in fase di montaggio. E la data d’uscita? In ogni caso prima dell’appuntamento elettorale. Il successo e il tam-tam sui media - come da copione - era scontato. D’altronde si parla di Larry Flynt, l’americano che ha fatto i milioni col suo impero del sesso. Ma Larry Flynt è nel contempo da decenni anche uno dei più strenui sostenitori della lotta per i diritti civili negli Usa. Adesso vuole coniugare entrambe le cose - entro ottobre porterà il primo Dvd «porno politico» sul mercato con protagonista un’attrice di film a luci rosse - sosia di Sarah Palin. Tra il partito repubblicano e il fondatore della rivista per soli uomini, «Hustler», non è mai corso buon sangue. Lo si evince chiaramente dal suo provocatorio blog politico dove critica aspramente la candidata dei conservatori alla vice presidenza. Il primo indizio in tal senso è stato un annuncio pubblicato sul sito «Craigslist».
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Love Yourself by Chatterly
Pubblicato da Chatterly
Love Yourself
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† Umbra demonstrat Lucem †
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Wenders: filmerò il tributo dedicato a Fabrizio De Andrè
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Il Festival di Roma propone due film inediti tra reggae e canzone d’autore
Il primo racconterà il nostro poeta-cantautore, l’altro Bob Marley
Wenders: filmerò il tributo
dedicato a Fabrizio De Andrè
di ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO
Fonte: Repubblica.it
ROMA - La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d’archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l’opera di De André, ma anche un progetto preciso: “Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.
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Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici. Fabrizio Corselli: il fantasy poetico per Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Uscito tempo fa in versione e-book, adesso, l’opera di epica fantasy Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici approda alla sua versione cartacea.
Titolo Opera: Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Fantasy (Concept Work poetico)
Pagine: 366
Edizione: Lulu
Costo: 11,50 €
Lyrellende è un viaggio fantastico all’interno del paradiso elfico di Ambheur-Arél. Un mondo le cui cronache introdurranno il lettore a un’esperienza davvero avvincente, se non unica, fatta di grandi eroi e potenti maghi, abilmente narrati dalla sua diretta protagonista: una mistica danzatrice della stirpe eleamar, una valadyn per l’appunto, spintasi oltre i Regni della Luna, nel tentativo di disvelare i molteplici misteri che si celano dietro l’elfica struttura dell’Envydal, noto come Circolo delle Tre Stelle. Un’impresa che la vedrà lambire le più oscure forze dei tempi remoti, discendendo persino gli abissi profondi di quelle memorie che furono taciute, con grande timore, dalla stessa razza elfica. Un destino già segnato quello della stirpe eleamar ma che adesso risorge in virtù del coraggio della loro unica figlia.
L’opera non manca infine di creature leggendarie quali i draghi, spettri, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio semplice e diretto, permettendo anche al lettore medio un più facile approccio. Lo stesso autore, nella prefazione all’opera, avverte che si è preferito impiegare un linguaggio molto semplice, destinando la lettura a un target più ampio, tralasciando così la forma epica che ha sempre caratterizzato i propri poemi a tema mitologico, più complessi, ma pur sempre mantenendo il tono dell’epos.
L’opera non rappresenta una silloge poetica ma un vero e proprio Concept Work, con una sua storia ben costruita che si sviluppa lungo le nervature strofiche dei testi, rafforzate ulteriormente da ponti narrativi che ne definiscono meglio la organicità strutturale. L’impiego dei ponti narrativi è una situazione insolita per la poesia, divenendo in Corselli un dato di fatto, se non una sua esclusiva.
Il background che fa da sfondo all’opera è quello del paradiso elfico di Ambheur-Arél, mondo fantasy creato dallo stesso autore, divenuto in futuro trampolino di lancio per i prodotti del Chimerae Hobby Group (soprattutto moduli avventura ed espansioni per il sistema di Advanced Dungeons & Dragons 2.a Edizione).
Per tale motivo, in modo da facilitare ulteriormente l’orientamento all’interno di questo viaggio fantastico, è stato incorporato all’opera un corposo Dizionario Fantasy (Eluen Algadi). Inoltre, sarà presente un’Appendice che, oltre a dare informazioni su alcuni concetti o personaggi presenti nella storia, e finanche approfondirne altri, segnerà i lemmi specifici da ricercare sull’Eluen Algadi. Molte sono le relazioni tra un elemento e l’altro, dovendo a volte ricorrere a più “parole chiave” per ricostruire organicamente la storia di quel dato luogo o creatura che sia. Da questo punto di vista, l’opera, e nella fattispecie il Dizionario, risultano essere un ricchissimo e utile compendio per il gioco di ruolo, dal quale trarre plot, leggende e ambienti per la propria avventura. Inoltre, l’opera supporterà i moduli del Chimerae Hobby Group.
A livello grafico, Lyrellende è corredato dalle immagini della nota illustratrice Cesarina Ciotti (http://www.maniecreative.it) e da Antonio Nonnato, già avviato disegnatore per il Chimerae Hobby Group. Il personaggio di Uar-Elleja è stato ispirato proprio dall’immagine di copertina Moon della Ciotti.
L’acquisto online è possibile presso questo il seguente link:
Non resta che augurare Buona Lettura.
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Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set - Il truccatore dei morti di Zingales
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

© immagine di copertina di Marco Scalici
Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales
A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.
Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.
In anteprima assoluta vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.
Giuseppe Iannozzi
Mostra degli artisti dell’associazione TEART - scarica l’invito
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Mostra degli artisti
dell’associazione TEART
l’appuntamento è per il 10 giugno 2008
presso l’Ass. Piemonte Artistico Culturale
h. 18:00
Via Roma 264, Torino
scarica l’invito in formato pdf
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Cannes applaude il Che di Soderbergh e già si parla di Palma d’Oro
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Cannes applaude il Che di Soderbergh
E già si parla di Palma d’Oro
Soderbergh con il suo film, “Che” , 268 minuti di pura poesia, mette i brividi addosso a Cannes.
Il regista non si è risparmiato, né Benicio Del Toro nella parte del mito, Ernesto Che Guevara . Nonostante la lunghezza del film, ben 4 ore, la sala ha tributato un lungo applauso a questa pellicola, che ha lasciato tutti col fiato sospeso sino all’ultima ripresa. E già si parla di Palma d’Oro strappata a “Gomorra”.
In Francia, purtroppo, il film uscirà diviso in due parti, la prima a ottobre, la seconda a novembre. Al Festival di Cannes il film per nostra fortuna è stato proiettato in tutta la sua interezza.
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Gaetano Giuffré: FIGURE - l’artista con ACCADEMIA ABADIR E GALLERIA ART’E’
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

ACCADEMIA ABADIR E GALLERIA ART’E’
PRESENTANO
Gaetano Giuffré: FIGURE
sede Galleria Art’è
Piazza Porta Gusmana n. 10/11, Acireale (CT)
tel ++39 095.604917 galleriarte.md@libero.
it www.galleriarte.com
titolo FIGURE
inaugurazione mostra venerdì 23 maggio 2008 - h 19,00
curatore Calusca
chiusura 10 giugno 2008
Dal 23 maggio 2008 lo spazio della Galleria Art’è di Acireale presenterà la mostra personale dello scultore romano Gaetano Giuffré . La mostra acese illustrerà l’ultima produzione dell’artista attraverso una ventina di terrecotte policrome. L’evento proseguirà, dal 24 maggio, contemporaneamente anche negli spazi dell’Accademia Abadir di S. Agata Li Battiati dove sarà possibile approfondire la conoscenza della ricerca dell’autore attraverso l’esposizione di altre opere inedite. Entrambe l’esposizioni rimarranno aperte fino al 10 giugno 2008.
La mostra sarà corredata da un catalogo, Galatea Editrice (pag. 48), a cura di Calusca. Info Art’è
orari lunedì | sabato 9,30 – 13,00 e
16,30 – 20,30; chiuso festivi
biglietti Ingresso libero
vernissage h 19,00
Stralcio dal testo in catalogo di Calusca:
CARNE Un viaggio da Gaetano Giuffré
[…] Restai attonito, confuso dalla potenza inquieta di quel mondo sotterraneo che adesso mi
circondava, cingeva la mia presenza all’interno di un rifugio baconiano; un malessere mi conquistò, un disagio, timore di essere aggredito, scivolare - risucchiato - in una delle tante viscide cucce
in cui, a volte coperti da stracci, ancora giacevano quelle forme virali di esseri carnali che tormentati chissà da quale fastidio continuavano a torcersi su se stessi imperniati su arti monchi o
adagiandosi su addomi stressati. […]
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Duffy, la stella del “pink rock”
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Con l’album d’esordio la cantante gallese scavalca Rem e Rolling Stones
“Si, certo: anche una bambina può diventare vittima del blues”
Duffy, la stella del “pink rock”
“Mick Jagger è il mio idolo”
di GIUSEPPE VIDETTI - Fonte: Repubblica.it
MILANO - Salta sulla seggiola, grida, batte le mani. Piccola e minuta com’è, coi suoi piedini 34, sembra una Bardot tascabile. Duffy, 23 anni, prodigio del nuovo pink rock che nel Regno Unito sta vivendo un momento magico, ha ben donde di essere al settimo cielo. Ha scavalcato R. E. M. e Rolling Stones ed è balzata al numero uno della classifica inglese (in Italia il suo Rockferry è entrato direttamente al sesto posto), dove già aveva stazionato per quattro settimane. In meno di due mesi ha venduto 1,2 milioni di copie e marcia a ritmo di 60 mila a settimana. “Si rende conto?”, esclama, “Mick Jagger è il mio idolo. Avevo cinque anni, quando fui rapita dal suo carisma, dal suo sex appeal - sì, certo, anche una bambina può diventare vittima del blues - guardando un vecchio vhs di mio padre con la registrazione di Jumpin’Jack Flash. Lo vidi e rividi tante di quelle volte che alla fine disintegrai il nastro”.
Tutto va a gonfie vele per la piccola Duffy: una volontà di ferro, un brano, Mercy, che è diventato un tormentone, la soddisfazione di aver fatto centro al primo colpo. L’unico rammarico è di essere arrivata dopo la Winehouse, e di essere finita inevitabilmente nella lista delle “nuove Amy”. E per lei il paragone è più ingombrante che per Adele o Kate Nash, perché il suo vero nome è Aimee Anne Duffy e tutti, fin da piccola, la chiamano Amy.
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Salviamo quei negozi di dischi
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

I grandi del rock a favore della giornata per salvaguardare le piccole rivendite
decimate dal crollo degli acquisti dei cd e dal download. Iniziativa il 19 aprile
“Salviamo quei negozi di dischi
lì c’è l’anima della musica”
Alla petizione hanno aderito anche McCartney, Spingsteen, Gabriel, Moby e Green Day
Per il cinema Billy Bob Thorton e Cameron Crowe: “Più che negozi un mondo di sogni”
di CARLO MORETTI
Fonte: La Repubblica.it
ROMA - “Nessun luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi”. Forse ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista ed esci batterista, arrivi per chiedere l’ultimo successo in classifica ma c’è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L’autore di “Alta fedeltà”, il bellissimo romanzo del ‘95 ambientato in un negozio di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l’affermarsi del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su Internet.
La petizione lanciata per sostenere il “Record store day” in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l’attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: “Lunga vita ai negozi di dischi” osserva Crowe “e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni”.
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Carla Bruni senza veli finisce all’asta
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Carla Bruni senza veli
Questa immagine di Carla Bruni, che risale al 1993, realizzata dal fotografo Michael Comte, fa parte della della collezione di Gert Elfering che sarà battuta all’asta da Christie’s a New York il 27 marzo. La quotazione dello scatto si aggira tra i 3 e 4mila dollari (Ap).
Minghella addio. Muore il regista che emozionò il mondo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Minghella addio
Muore il regista
che emozionò il mondo
Anthony Minghella è morto a soli 54 anni per un’emorragia cerebrale, conseguenza fatale dopo un’operazione per asportare un tumore al collo che si stava estendendo a tutta la gola e che aveva già intaccato le tonsille. A riferire dell’improvviso decesso è la sua agente Leslee Dart, spiegando che Minghella è morto per le complicazioni seguite all’operazione: “L’operazione era andata bene ed erano molto ottimisti. Ma la scorsa notte ha sviluppato un’emorragia che non sono stati in grado di fermare”.
Anthony Minghella era sposato con la coreografa Carolyn Choa, da cui ha avuto due figli, Max e Hannan.
Il produttore cinematografico David Puttnam ha riferito che si tratta di un “colpo sconvolgente”. Puttnam a Bbc news 24: “Era un grande, un uomo molto, molto carino, uno scrittore brillante, un eccellente regista e qualcuno che ha contribuito molto alla nostra industria. Ci mancherà molto”. La direttrice del British film institute Amanda Nevill: “Siamo profondamente scioccati e terribilmente tristi. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia. La sua arte era in grado di comunicare e consentiva di vedere il mondo in modo diverso. Era un uomo meraviglioso”.
Minghella è morto all’alba, al Charing Crose Hospital di Londra, dove giovedì scorso era stato operato. Continua..
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Cristina Bove, Fiori e fulmini, Edizioni il Foglio
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Cristina Bove
Fiori e Fulmini
a cura di Giuseppe Iannozzi
1. Parliamo di te, prima di entrare nel cuore della tua poesia, quella di “Fiori e fulmini”. Chi è dunque Cristina Bove? Una breve autobiografia, possibilmente evidenziando gli aspetti più artistici e culturali che hanno fatto di te una poetessa ma anche una pittrice, e non solo.
Sono nata a Napoli, nel settembre del 1942, mi sono trasferita a Roma quando mi sono sposata e ancora vi risiedo. Molte esperienze dolorose mi hanno segnata, ma anche meravigliose come la nascita dei miei quattro figli, l’amore, le amicizie, la lettura, la pittura, la scultura, la poesia. Ed ora questo mezzo magico che mi permette incontri di pensiero che mai avrei potuto immaginare, e questa intervista che mi stai facendo.
2. Quali autori hanno maggiormente influenzato il tuo modo di sentire il mondo e quindi la società che lo abita/vive? Per quali motivi?
Le mie letture sono state e sono tuttora quelle di un’autodidatta onnivora e vorace, che non potendo acquistare libri si iscriveva a tutte le biblioteche delle città in cui risiedeva Perfino a Tunisi, dove ho vissuto circa tre anni, mi iscrissi alla biblioteca dell’Istituto Culturale Italiano, e dove venni ospitata anche con una mia personale di pittura. Ho letto talmente tanto, che la mia memoria è un sedimento di tracce lasciate dai più svariati autori ed argomenti, Shakespeare, Hugo, Goethe, Dowstoevskij, Tolstoj, Hemingway, Bulgakov, i classici latini e greci, Pavese, Calvino, Campana, Primo Levi, trattati di medicina, di astrofisica, amo Hawking, Eco…Tagore, potrei continuare la lista, nel più completo disordine di acquisizione. Se dovessi dire quali autori hanno lasciato un segno dovrei dire tutti. Ma non chiedermi citazioni, la mia labile memoria non me le consente.
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Paola Lauterano: Professoressa al primo click!
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Paola Lauterano
Professoressa al primo click!
Se a scuola avessi avuto Paola Lauterano come professoressa, poco ma sicuro, che non avrei fatto sega una sola volta, sarei sempre stato presente alle lezioni, sarei stato un lecchino e un secchione Di Origine Controllata, ovviamente seduto al primo banco. Sì, non lo nego, mi sarei ammazzato anche di seghe, e molto probabilmente un vecchio bidello mi avrebbe ritrovato mezzo morto nel bagno dei maschi, privo di sensi. Non mi sarei risparmiato. Avrei dato tutto il meglio di me, ma proprio tutto. Ed invece ho avuto la sfortuna d’avere un corpo insegnante di professoresse che cadevano a pezzi, solo qualche raro dente in bocca e pochi capelli stopposi in testa. Quando si dice la sfiga!
Dopo questa premessa, giusto è che vi parli di Paola Lauterano, professoressa: attualmente insegna economia all’Alberghiero “Rossi Doria” di Monitoro Inferiore. Paola ha ben due lauree, un dottorato di ricerca, un passato da modella, nonché volto tv. Intelligenza e bellezza all’ennesimo grado, formula perfetta per far perdere la testa a qualsiasi uomo.
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Città di vetro, Auster Mazzucchelli Kasarik, Coconino Press
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

CITTÀ di VETRO
Auster - Mazzucchelli - Kasarik
Paul Auster è autore di più di una dozzina di romanzi apprezzati in tutto il mondo e pubblicati in Italia da Einaudi. Città di vetro fa parte della cosiddetta Trilogia di New York, composta anche dai romanzi brevi Fantasmi e La stanza chiusa. Uno degli aspetti più caratteristici della sua produzione è l’attenzione alle conseguenze del caso sulla vita delle persone (elemento che dà anche il titolo a un suo romanzo, La musica del caso), accomunata da una acuta capacità di tratteggiare e approfondire i personaggi che delinea, vere e proprie metafore complesse della realtà che ci circonda.
David Mazzucchelli nasce a Rhode Island (USA), vive e lavora a New York. Dopo aver segnato giovanissimo con la sua impronta l’universo dei supereroi (il memorabile ciclo Born again per Devil e la miniserie Batman: Year One, entrambi su testi di Frank Miller), ha scelto una strada più personale, fondando la rivista Rubber Blanket (1991), vero e proprio laboratorio artistico personale, dove ha sperimentato nuove narrazioni, stili e approcci al fumetto. Ha pubblicato su testate come The New Yorker e The New York Times, e ha accettato la sfida lanciata da Art Spiegelman di adattare il complesso romanzo di Paul Auster Città di vetro. Da qualche anno insegna disegno e sceneggiatura alla Rhode Island School of Design e per alcuni periodi dell’anno vive e lavora in Giappone. I suoi lavori sono stati pubblicati in Francia, Svizzera e Spagna. In Italia la Coconino Press ha tradotto Big Man, Discovering America e Phobia. Continua..
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Riconoscimento postumo
Pubblicato da Renzo Montagnoli
Riconoscimento postumo
In campo artistico non sono infrequenti i casi di pittori, scrittori e poeti che in vita non hanno avuto la possibilità di vedere apprezzato il loro lavoro e che, per uno strano scherzo del destino, da morti sono stati osannati.
I motivi sono i più vari, ma quasi sempre legati ai contenuti o alle modalità espressive delle loro opere che non potevano essere comprese appieno dai critici contemporanei, anche i più attenti ed esperti.
Un caso particolare, invece, è quello di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del suo romanzo “Il gattopardo”, perché il tempo intercorrente fra la morte dell’autore e il riconoscimento del valore della sua opera è troppo breve perché possa essere imputabile a una mancata comprensione di un’eventuale idea geniale e totalmente rivoluzionaria.
Come vedremo, è più logico pensare a motivi di superficialità, a preconcetti legati al fatto che lo scrittore non fosse noto, anzi fosse praticamente un esordiente, benché molti anni prima (dal 1926 al 1927) avesse pubblicato su Le Opere e i Giorni, un mensile culturale edito a Genova, alcuni articoli sulla letteratura francese, di cui era un grande conoscitore.
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Golden Globes: Espiazione miglior film drammatico
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
“Espiazione” miglior film drammatico
Ai Golden Globes senza festa
L’italiano Dario Marianelli vince per la colonna sonora della pellicola di Joe Wright
“Espiazione” miglior film drammatico
Ai Golden Globes senza festa
LOS ANGELES - Julie Christie migliore attrice protagonista drammatica con “Away from her”, Daniel Day Lewis miglior attore drammatico per “There will be blood”, Julian Schnabel miglior regista per “Lo scafandro e la farfalla”, “Espiazione” miglior film drammatico.
Niente festa sfarzosa, niente passerelle né riflettori sulle star: i Golden Globes sono stati annunciati ieri pomeriggio a Los Angeles (le tre di notte in Italia) con una scarna conferenza stampa, vittime anche loro dello sciopero degli sceneggiatori che sta paralizzando Hollywood.
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«Nessuno sponsor per gli attori neri»: la denuncia di Cristina Comencini
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

La denuncia di Cristina Comencini
alla presentazione di «Bianco e nero»
«Nessuno sponsor per gli attori neri»
La regista: «Le marche di vestiti si tengono lontane
dalle scene in cui recitano persone di colore»
ROMA - «Nessuna marca di vestiti ha voluto sponsorizzare le scene in cui recitavano gli attori neri». Un’accusa pesante, che sottolinea quanto razzismo e pregiudizio alberghi ancora oggi nella società italiana. La regista Cristina Comencini, visibilmente irritata, l’ha lasciata cadere durante la conferenza di presentazione del suo film «Bianco e nero»: «Una cosa assurda - ha aggiunto - Che fa capire come sia ancora lontana l’immagine degli africani da noi». Il film, con Fabio Volo, Ambra Angiolini, Aissa Maiga ed Eriq Ebouaney, non a caso, si occupa proprio di razzismo. E delle difficoltà dell’affermarsi di una società multiculturale. Ma di che sponsor si tratta? Che c’entrano con una pellicola? La Comencini si riferisce al «product placement», ovvero alla consuetudine di inquadrare in alcune scene prodotti particolari, marchi, che pagano un obolo alla produzione per il solo fatto di apparire: sponsor, per l’appunto.
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Il gioco preferito, Beautiful Losers, Book of longing: Give me a Leonard Cohen afterworld where I can sigh eternally
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
My Favourite Game, Beautiful Losers,
Book of Longing:
Give me a Leonard Cohen afterworld
where I can sigh eternally
“Give me a Leonard Cohen afterworld where I can sigh eternally”
Kurt Cobain
Leonard Cohen? Chi è, Leonard Cohen?
Me lo sono domandato spesse volte anche io, tanti tanti anni fa, quando l’ingenuità mi teneva al guinzaglio e poco o nulla conoscevo del mondo. Poi, la perdita dell’innocenza ha fatto il resto, e così ho incontrato Cohen che in molte notti solitarie mi ha tenuto compagnia con la sua poesia cantata, con la sua voce affilata come un rasoio, con la sua dolcezza melanconica che ha il sapore del blues e della passione. Non posso definire Cohen un personaggio solare, ma non posso neanche relegarlo nelle tenebre: ascoltare una canzone di questo poeta, significa sprofondare in una dimensione grigia, in una sorta di limbo, dove la realtà è la realtà ed impossibile è tentare di sfuggirle. Quando incontri Cohen sulla tua strada, comprendi che la vita è soprattutto amore, ma se si è disposti ad amare, allora si deve essere anche coscienti del fatto che, prima o poi, qualcuno soffrirà. E potresti essere tu.
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Cinzia Pierangelini, Eraclito e il muro, Edizioni GBM
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Eraclito e il muro
Cinzia Pierangelini
Ed. GBM
Cinzia Pierangelini è nata nel 1963 a Messina, dove oggi vive. E’ docente e violinista. Il suo esordio letterario risale al 2004. Molti suoi lavori, vincitori di premi letterari, sono editi in antologie, in e-book e in riviste. Con diverse case editrici ha pubblicato: “Dall’ultimo leggio, raccolta di racconti” (Traccediverse); “La Quaresima”, racconto compreso nell’antologia “Quindici passi nel buio” (Traccediverse); “L’origine”, nell’antologia “Il mio mare”; “Il viaggio”, nell’antologia “Libera uscita” (Delosbooks). In stampa la poesia “Quando Jasmine sciolse la sua treccia” selezionata per un’antologia poetica (Aletti Editore) e il racconto “La signora Rosa” selezionato per un’antologia erotica (Delosbooks). In editing il romanzo per ragazzi “Il professor Scelestus” e in attesa di editore il romanzo “La jatta”.
Si potrebbe scomodare Leonardo Sciascia per “Una storia semplice”, si potrebbe scomodare anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa per “Il Gattopardo”. Ma un paragone preciso, perfettamente lineare, non è possibile, non quando si ha a che fare con la bella scrittura di Cinzia Pierangelini, che ha dato alle stampe un romanzo particolare e per linguaggio e per particolari folcloristici: “Eraclito e il muro” è una partitura di per sé semplice, non fosse per il fatto che Matteo Micciché, protagonista più in vista di questo romanzo, è suo malgrado il rappresentante più terra terra d’una certa cultura fatta d’impicci di bugie d’intrallazzi, di falsità e invidie. Matteo Micciché incarna non solo una Sicilia provinciale e malata, più di tutto è l’essenza stessa di quella croce atavica che l’Italia pressappochista si trascina dietro da almeno un secolo e che è diventata pesante e sin troppo evidente dopo la IIa Guerra Mondiale, negli anni Cinquanta e Sessanta, quelli della Ricostruzione e degli abusi, non solo edilizi ma anche ideologici. E’ sì dunque una storia semplice ma in verità complicata: un critico di spettacolo, musicista fallito, invidioso dei successi altrui - o perlomeno di quelli che agl’occhi non troppo attenti del pubblico potrebbero sembrare manifestazioni artistiche con un non so che di miracoloso -, non ha mai pace e con penna velenosissima stronca ogni spettacolo teatrale e musicale, senza neppure averlo visto con attenzione. L’importante, per questo sédicente critico, è di far notare, tramite il suo giudizio negativo, il declìno delle arti; peccato che i giudizi da lui portati siano inficiati dall’animo malevolo che si ritrova e che finisce col condannare tutto, per il semplice gusto d’aver così scritto un’ennesima condanna - forse non completamente ingiusta, un minino di dubbio è d’obbligo anche per un caso clinico qual è Matteo Micciché. In paese, Matteo non è ben visto: non si può dire che abbia degli amici, difatti non c’è uno che vorrebbe averlo accanto: anzi, i più sono favorevoli all’allontanamento di quello che è un pericolo per le arti e per il paese. Ad un certo punto, Matteo perde la testa, letteralmente, per colpa d’una coppola. Sì, di un cappello!.
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