Urlo, un film scritto e diretto da Rob Epstein e Jefrrey Friedman
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Allen Ginsberg interpretato da James Franco
“Un film che è poesia. Che è la poesia di Allen Ginsberg,
niente di più niente di meno.”
iannozzi giuseppe
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Caravaggio sfrenato e violento puttaniere. Lo rivela il critico d’arte Andrew Graham-Dixon
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Caravaggio sfrenato e violento puttaniere
Lo rivela il critico d’arte Andrew Graham-Dixon
di Iannozzi Giuseppe
Pare che Caravaggio non fosse quel che si dice uno stinco di santo. Caravaggio fu anche un pappone e un puttaniere. Lo rivela un libro, A life Sacre and Profane di Andrew Graham-Dixon. Il libro uscirà nelle librerie inglesi il prossimo 1 luglio e promette sin d’ora di accendere gli animi dei critici, degli artisti e anche dei semplici estimatori dell’artista.
Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, era in realtà un uomo violento, libidinoso e senza scrupoli, capace di spingere la propria mano fino al delitto più efferato.
Andrew Graham-Dixon, noto critico d’arte, non ha dubbi.
A sostegno delle nuove rivelazioni sull’uomo Caravaggio, Graham-Dixon cita importanti documenti scoperti solo di recente negli archivi romani. Caravaggio avrebbe anche avuto una relazione clandestina con una certa Lavinia Giugoli, moglie del lenone Tommasoni. Al Telegraph - che ha recensito il libro in anteprima - Graham-Dixon spiega che “c’era un’antica ostilità tra i due e Tommasoni volle che ad assistere al duello ci fossero anche suo fratello e suo cognato. Ciò dimostra che si trattava di una lite d’onore”. Dalla relazione fra Caravaggio e Lavinia nacque una bambina, che la donna diede in adozione prima di trasferirsi a Firenze. Caravaggio nel frattempo, dopo la morte di Tommasoni, era fuggito da Roma.
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La firma del diavolo di Fiorella Borin – Edizioni Tabula Fati – recensione e intervista di Renzo Montagnoli
Pubblicato da Renzo Montagnoli

La firma del diavolo
di Fiorella Borin
Copertina di Gian Luca Peluso
Edizioni Tabula Fati
www.edizionitabulafati.it
Narrativa romanzo
Collana Malacandra
Pagg. 136
ISBN 978-88-7475-182-2
Prezzo € 9,00
Biastemo il giorno che me innamorai,
Biastemo il giorno che ti misi amore,
Biastemo il giorno che in te mi fidai,
Biastemo il giorno che ti déi il mio core;
Biastemo il bene ch’io te volsi mai,
Biastemo l’alma mia, che per te more…
E’ l’anno di grazia 1588 e a Triora, un paesino della Valle Argentina, sito nel retroterra di Ventimiglia, corre la paura, c’è la caccia alle streghe, ree di aver fatto mancare la pioggia e di aver ridotto alla fame gli abitanti. Sono giorni di sospetti, di calunnie, di confessioni estorte con la violenza, di nomi di innocenti fatti sotto tortura, con i nuovi incolpati che, per lenire le sofferenze, chiamano in causa altri incolpevoli, in una spirale di crescente terrore. Spadroneggia, forte della sua carica, il commissario Giulio Scribani, feroce persecutore di seguaci del diavolo e fra queste Magdalena, la più bella del paese, amante di un nobile soldato, peraltro coniugato, e che farà di tutto per salvarla dal rogo.
I fatti accaduti in quell’anno sono veri e sono documentati da incartamenti d’epoca e da saggi storici. Pure vero è il commissario Scribani, mentre la vicenda di Magdalena e del suo amante è frutto di fantasia, innestata però con perizia nella realtà degli eventi, al punto di apparire del tutto verosimile.
Fiorella Borin si destreggia abilmente fra realtà e invenzione scrivendo un romanzo, in cui superstizione, fanatismo religioso e amore contribuiscono a costruire una storia di grande interesse e anche di notevole bellezza.
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Gemma Gaetani parla del tradimento, e non solo. Una chiacchierata insieme all’autrice dell’Elogio del Tradimento
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Gemma Gaetani parla del tradimento, e non solo
clicca qui e leggi elogio del tradimento
Una chiacchierata con Gemma Gaetani
a cura di Iannozzi Giuseppe
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I Got You
Pubblicato da Romanticaperla
I Got You

di Romantica Vany & King Lear
Spingerti a me, a piccoli morsi
assaggiarti e poi esplorarti
fossero i tuoi; carezze
per dilatare e sciogliere
i nodi del tuo cuore ribelle
perché ogni cosa bella o brutta
sia leggera e veloce, cristallina
come l’acqua che dalla sorgente…
Se Amore ha di sé coscienza
per minima che sia
di desiderio e rivelazione,
nell’oscurità profonda in attesa
di fiorir a giovinezza nova
per carezze e trasgressioni,
tu prova a dargli il mio nome
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I baci della Crocifissione (Uscita verso l’Inferno) di Iannozzi Giuseppe – l’introduzione in anteprima
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
I baci della Crocifissione
(Uscita verso l’Inferno)
Il leit-motiv del romanzo “I baci della Crocifissione (Uscita verso l’Inferno)” è l’indagine dei sentimenti umani che, a detta dei più, sono una triade, ovvero Amore, Odio, Amicizia, anche se, ad onor del vero, l’Amicizia è una sfumatura dell’amore.
Chi ama non può fare a meno di essere al contempo vittima e carnefice, assassino e assassinato.
I giovani personaggi del romanzo vivono la loro storia d’amore in tutta innocenza fino a quando interviene un qualcosa di alieno che li separa; inizia così per loro la ricerca della verità, del motivo che li ha portati ad allontanarsi l’uno dall’altra. Nel corso della loro indagine psicologica, si rendono conto che Amore e Odio non sono altro che delle diramazioni di una forza superiore e che quello che loro avevano vissuto come ‘amore’ era solo illusione, perché in realtà erano legati da una Forza Superiore, forse buona, forse cattiva. La loro vita non può che cambiare radicalmente, in quanto rispondono, almeno a livello istintivo, alle domande eterne che l’uomo si è da sempre posto, cioè: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo? Nel loro animo giungono a trovare le risposte alle eterne domande che l’umanità si pone, ma proprio di queste risposte avranno paura e si accuseranno l’un l’altra di essere degli assassini, assassini di se stessi; spaventati, sarà la loro paura a concretizzare il corpo del reato, i loro stessi cadaveri! Scoprono di essere vivi ma nel contempo cadaveri, sospesi in una condizione intermedia fra la vita e la morte, metafora dell’ipocrisia alienante ed imperante nella società. Il lavoro di ricostruzione, pour ainsi dire, della loro personalità comporta un sacrificio e per lei e per lui, ovvero rinunciare alla loro conoscenza (ma anche alla loro coscienza) per acquisire una spiritualità nuova, una conoscenza superiore dell’Amore e dell’Odio che regolano le umane passioni. Riuscire a pervenire a questa conoscenza comporterà anche dei sacrifici spirituali e materiali: i protagonisti intraprendono un viaggio all’interno del loro più riposto Ego e rischiano di perdersi nel Nulla, di annullare la loro personalità per consegnarla ad un Nulla le cui fondamenta posano sul concetto di Materialismo Morale. Il Materialismo Morale, quello che fonda le sue ragioni sull’immagine dei sentimenti piuttosto che sulla sostanza spirituale, finisce con l’incarnarsi nei loro doppi, fantasmi gemelli del loro passato che si vuole imporre come futuro della loro esistenza. In definitiva, nel romanzo mille sono i luoghi dell’anima che vengono visitati, luoghi che sono anche anticamere per la salvezza o la dannazione, luoghi che si sposano con l’ambiente familiare, lavorativo, scolastico, ecc. Chi o che cosa è più forte dell’Amore e dell’Odio? I giovani protagonisti del romanzo lo scopriranno dopo non poche incomprensioni…
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Papaveriiii per Vany
Pubblicato da Romanticaperla
I miei papaveriii
Sottili come seta
petali di papavero
avvolgono i contorni dei fossi,
delle strade, delle campagne
puntano il loro rosso colore
verso il cielo
e in esso si perdono allegri.
Nessun pensiero,
solo un sorriso incantato,
pura vita
a vibrar nell’aria.
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plus vite plus vite plus vite
Pubblicato da Romanticaperla
plus vite plus vite plus vite
di RomanticaVany & King Lear
Accanto a me seduto
a tavoletta spingi mai contento
(Ti ride il diavolo dentro)
Così veloce, potrei svenire
un secondo o due!
Mi accarezza le ginocchia il vento
o forse sei tu che la mano spingi sù
Il volto in fiamme non si calma
Invisibile velocità mi violenta occhi e capelli,
il viso mi sfiora, mi soffoca quasi
mentre le dita mi scivolano sui profili
in legno e metallo, sulla tua pelle
(Ti ride il diavolo, il diavolo
Dio, ti ride il diavolo dentro)
Veloce, più veloce, senza voce
potrei svenirti addosso adesso
(Ti ride il diavolo, mi fai sesso!)
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Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso
di Iannozzi Giuseppe

Andrea Bocelli il prossimo 2 marzo sarà anche lui sulla celeberrima Walk o Fame di Los Angeles.
Il tenore toscano Andrea Bocelli riceverà l’ambito riconoscimento il prossimo 2 marzo, in occasione della settima edizione di Los Angeles Italia, l’evento dedicato al cinema italiano.
Il nome del tenore è stato annunciato dalla Hollywood Chamber of Commerce, insieme a quello dei cantanti Ringo Starr, Bryan Adams e Van Morrison.
Bocelli è uno dei pochissimi italiani a cui è stato conferito il prestigioso riconoscimento.
La stella di Andrea Bocelli sarà insieme a quelle di Bernardo Bertolucci, Sophia Loren, Rodolfo Valentino, Anna Magnani, Arturo Toscanini ed Enrico Caruso.
Chi più di lui meritava un simile riconoscimento?
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La Iervolino fa rimuovere il Cristo con condom di Sebastiano Deva
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Crocifisso con profilattico rimosso
Il diktat arriva dalla Iervolino
di Iannozzi Giuseppe
Il Cristo con profilattico è stato rimosso.
Era ovvio che accadesse in una Italia sempre più ipocrita e votata al cattocomunismo.
Gli organizzatori della mostra al Pan di Napoli hanno fatto fuori il crocifisso avvolto in un profilattico a mo’ di sudario. La polemica era scoppiata venerdì scorso, sollevando le ire della giunta comunale. Il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva ordinato di toglierlo ma non era mai arrivato il diktat né alla curatrice della mostra, Iulia Draganovic, né all’artista, Sebastiano Deva.
Il diktat è arrivato. La censura in Italia colpisce per l’ennesima volta, una censura allarmante oggi come oggi che il paese versa in condizioni più che mai infelici: da una parte la dittatura di un capitalismo cieco e bieco al governo, dall’altra una opposizione cattocomunista flaccida e impotente, malata e ipocrita tutta culo e camicia con i pregiudizi della Chiesa Cattolica. Ahinoi, destra e sinistra, entrambe le parti aspirano al potere assoluto e a quello soltanto.
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Henry Cartier-Bresson – The eye of the century
Pubblicato da chiaraperseghin

Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere. (da Henri Cartier-Bresson, Contrasto, 2004)
Il bello di vivere a Roma è che c’è sempre qualche mostra interessante da vedere. Basta trovare il tempo e capire a quale dare la precedenza per evitare di perdere ciò che interessa. Tra i miei interessi c’è anche la fotografia, e quando mi si offre l’occasione di vedere l’opera di un grande maestro non me lo faccio sfuggire. È quello che è successo con la mostra dedicata a Henry Cartier-Bresson. La mostra dedicata all’artista francese si tiene presso l’Istituto Shenker. A 100 anni dalla nascita di Henri Cartier-Bresson lo Shenker Culture Club di Roma, in collaborazione con Photology, celebra questo maestro della fotografia con una speciale esposizione di sue opere, presentata insieme all’anteprima editoriale “Henri Cartier-Bresson. Biografia di uno sguardo” di Pierre Assouline, libro edito nella versione italiana da Photology. Non è un’esposizione molto estesa: Classics – questo il nome – riunisce 14 originali firmati in margine ad inchiostro dall’autore, tra cui:
- At the Curragh racecourse, Dublin 1952
- Alicante, Spain 1932
- Calle Cuauhtemocztin, Mexico, 1934
- Seville, Spain 1933
- Quai Saint Bernard, Paris 1932
- Henri Matisse, Vence, France, 1944
- Sifnos, Grèce 1953
- Rue Mouffetard, 1954
- On the Banks of the Marne, 1938
- Hyéres, France, 1932
- Santa Clara, 1934
Foto che ritraggono scene di vita quotidiana, immagini crude di vite emarginate, luoghi colpiti dalla guerra. Tutte le foto, ma è la caratteristica di Cartier-Bresson, sono in bianco e nero. Ben testimoniate dall’esposizione, nonostante il numero limitato di immagini alcune tra le caratteristiche più importanti del Maestro: le armonie di forme geometriche, chiaro-scuri impeccabili, piccoli particolari che rendono immediatamente riconoscibili le foto di questo grande artista.
HENRY CARTIER-BRESSON
The eye of the century: l’occhio del secolo. Questo è l’appellativo con cui viene ricordato Cartier-Bresson, il fotografo che ha immortalato il ’900 in tutti i suoi aspetti. Ma oltre ad avere immortalato un secolo, Cartier-Bresson ha gettato anche le basi della moderna fotografia e del fotogiornalismo. Insieme ad un gruppo di amici, del calibro di Robert Capa, David “Chim” Seymour, George Rodger e William Vandivert, fonda la Magnum Photos, destinata a diventare la più importante agenzia fotografica del mondo.
Per chi voglia approfondire l’opera di questo maestro è anche possibile acquistare il volume edito in Italia da Photology, “Henry Cartier-Bresson. Biografia di uno sguardo” di Pierre Assouline.
Shenker Culture Club – Piazza di Spagna 66, Roma
Dall’11 dicembre al 28 marzo 2009
dal lunedì al venerdì,
dalle 10:00 alle 19:00
sabato dalle 10:00 alle 13:00
Chiuso domenica
Ingresso libero
Evento realizzato in collaborazione con Photology
Con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali
Per saperne di più:
www.shenker.com
www.photology.com
http://www.henricartierbresson.org/index_en.htm
Tête à Tête: Ritratti di Henri Cartier-Bresson
Henri Cartier-Bresson / Quando la Fotografia diventa Arte
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Li Zhuangping e le sue croste spacciate per opere d’arte
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Li Zhuangping dipinge senza veli la figlia Li Qin
e i suoi quadri vanno a ruba
di Iannozzi Giuseppe
Li Zhuangping ha attirato su di sé un certo numero di critiche negative a proposito della sua moralità: i suoi quadri vedono la presenza d’una bella ragazza nuda, senza veli, ora in groppa ad animali selvaggi quali leoni e tigri, ora sotto la luna addormentata, immersa in paesaggi silvestri e onirici. Non ci sarebbe niente di troppo strano, nemmeno per un paese amante della censura come la Cina. A Li Zhuangping viene rimproverato che la modella è sua figlia, la ventitreenne Li Qin. Alcuni critici si sono scagliati contro l’artista: “E’ eticamente discutibile che un padre ritragga sua figlia nuda”. Tuttavia per Li Zhuangping e per sua figlia Li Qin il problema non sussiste: “Non importa se gli altri hanno pregiudizi”. La madre della modella e moglie dell’artista è d’accordo.
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Festival dei film porno a Bolzano: Unitalia, An e Forza Italia contro
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Festival dei film porno a Bolzano:
Unitalia, An e Forza Italia contro
di Iannozzi Giuseppe
Polemica per il festival del film porno a Bolzano, città che nell’immaginario italiano si consegna come una delle più liberali e tolleranti. Così non è. Gridando allo “scandalo” e “anticulturale” si chiede che “il comune neghi la sala e i contributi” per un dibattito su un innocuo film come L’Albero delle zoccole.
Michele Capozzo, regista di Pornology, ribatte: “Chiacchiere! Il ciclo è ben calibrato, ci sono anche film importanti”. In piazza è scesa Unitalia che ce l’ha su con Rocco Siffredi. E’ il ritorno dei bigotti. E delle bigotte. Ieri si è fatto un gran casino per via della rana di Kippenberger esposta al Museion, opera d’arte contestabile, che può piacere o meno, ma non per questo da censurare e nascondere. Il radicale Arnold Tribus, direttore del quotidiano Tageszeitung: “Certe sortite di bigottismo spinto danno un’immagine della città che non corrisponde al vissuto. Qui, infatti, libertà e promiscuità sono costume corrente. E’ vero, però che esistono frange politiche agguerrite, specialiste in campagne oscurantiste e sessuofobiche. Solitamente collocate a destra, ma c’è anche il bigottismo di sinistra”. Arnold Tribus si riferisce alla pubblicità dell’Arcigay nella città: i manifesti furono oggetto di una vera e propria crociata sessuofobica partita dalle fila di An.
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Una ballata di Ceronetti per “il coraggio di Eluana Englaro”: La ballata dell’angelo ferito
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Una ballata di Ceronetti per “il coraggio di Eluana Englaro”
La ballata dell’angelo ferito
fonte: La Repubblica.it
Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace
Diciassette di coma che m’impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna
Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita
Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto
Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l’oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama
Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola
Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d’innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente
Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c’è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura
E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro
(28 dicembre 2008)
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L’azzurro gusto di Mariella Sudano
Pubblicato da Luigi Milani
L’azzurro gusto
di Mariella Sudano
Mariella Sudano è poetessa e pittrice. Ha una grande passione per il teatro greco, dipinge ispirandosi agli impressionisti e disegna astratti. È nata a Catania e vive a Palagonia, dove lavora come insegnante. Fatalmente, la terra d’origine segna l’artista nell’intimo, conferendo alla sua opera di poetessa e illustratrice quel carattere di solare passionalità che è tipico della regione. Un carattere piacevolmente mediterraneo, che fa del colore – l’azzurro, naturalmente – quasi una religione, una ragione di vita.
Azzurro Gusto“, la silloge meritoriamente pubblicata da Akkuaria, rispecchia fedelmente quelle che assurgono a caratteristiche archetipiche dell’approccio dell’autrice alla poesia e all’arte figurativa: alludo alla ricerca della segreta armonia racchiusa nelle combinazioni di versi spesso anch’essi legati a temi astratti, come le curatissime immagini che fanno da preziosa cornice alle poesie della Sudano.
Devo confessare la mia personale indecisione, nel decidere quale delle due dimensioni – la disegnatrice dal tratto sicuro e denso di particolari e la poetessa innamorata della forza evocativa del verso – prevalga nella sfera artistica di Mariella Sudano. Ebbene, credo di poter affermare che esse ben rappresentano la dialettica interiore di suggestioni, passioni e motivazioni interiori che, saldate indissolubilmente come sono tra esse, costituiscono in realtà un suggestivo unicum artistico. Ho l’impressione che sentiremo parlare ancora a lungo di Mariella.
Immagine e poesia mi sembrano due facce di una stessa medaglia per te: qual è la dinamica che ti induce a preferire una forma espressiva piuttosto che un’altra?
Scrivere poesia è per me l’esigenza di coniugare l’affettività con le parole che mi ritornano indietro come musica e fotografia dell’emozione che sto provando, posso vedere e sentire fuori di me quello che mi sta dando gioia o dolore. Fisso all’esterno e comunico dentro uno spazio che diventa luogo d’incontro con chi mi legge.
Con gli astratti rappresento me stessa attraverso un linguaggio universale, onirico in una forma oserei dire, istrionica… Sono ogni segno che traccio: volo, salto, sogno, amo. Vivo dentro una dimensione di libertà assoluta. Ogni astratto mi rappresenta come un paradigma.
I tuoi disegni mostrano un piglio sicuro, professionale, un tratto ben riconoscibile. Come sei approdata a tale, invidiabile, risultato?
Ti ringrazio per il complimento… Penso che a farla da padrona sia la mia buona abilità oculo-manuale. Attraverso la sicurezza del segno, m’impongo e mi declino.
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Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court Skeletons in the closet
Pubblicato da Chatterly

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court
Skeletons in the closet
Il lancio dell’album avvenuto ad Halloween con 52 ore di festeggiamenti!!!
Al mio ritorno dal viaggio di Halloween – che mi ha portato in Portogallo e Spagna - ho trovato una bellissima sorpresa: il pacco che i Ravens Court (la band australiana di cui sono l’artista ufficiale) mi ha inviato contenente i saggi della loro bravura, ossia cd e dvd del loro nuovo album Skeletons in the Closet. Si tratta di un album composto da 9 canzoni, ognuna ha anche il suo video, video peraltro molto affascinanti per gli amanti del genere dark con una forte venatura ironica, caratteristica che contraddistingue i Ravens Court. L’influenza di Alice Cooper è quanto mai evidente e rende il tutto ancora più intrigante.
Per lanciare Skeleton in the Closet la band australiana ha organizzato per Halloween un party che è durato ben 52 ore e che ha visto coinvolte una miriade di persone. Guardate le foto su Myspace!!!
Al momento cd e dvd sono distribuiti in Australia, USA e UK per l’Europa i Ravens Court stanno prendendo accordi con una casa di distribuzione polacca che coprirà l’ntera Comunità Europea.
Altre notizie seguiranno presto.
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Ronnie Roselli intervistato da Emiliano Grisostolo
Pubblicato da Emiliano Grisostolo
Intervista a Ronnie Roselli
di Emiliano Grisostolo
Ronnie Roselli è un giovane regista giuliano, vive a Trieste, titolare della casa di produzione Video900, ma soprattutto, è molto in gamba. Un ragazzo poco più che trentenne che ha già alle spalle alcune esperienze nel campo pubblicitario, dei video musicali e molte altre forme di presentazioni per il cliente che è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il suo film lungometraggio “La notte dei giochi”, dove la bravura di Ronnie per la regia, le riprese studiate, il montaggio delle scene, ottimo, la scelta delle musiche, del giovane compositore maniaghese Marco Giardina, azzeccate.
Come tutti gli autori indipendenti, le difficoltà di avere uno spazio per farsi conoscere sono molte, il nostro amico giuliano ha fatto e farà parlare di sé per molto tempo, sia per questo nuovo film, e per altri che sicuramente vedremo di qui a breve, e quindi oggi ho deciso di presentarvelo perché secondo il mio modesto metro di misura stiamo parlando di una persona che sa cosa vuole e sa come esprimerla, nel suo caso, con una macchina da presa.
Ciao Ronnie, ti conosciamo per il tuo film “La notte dei giochi”, ma parliamo un po’ di te prima di tutto. Quando e come nasce il Ronnie regista?
Il Ronnie regista nasce nel 1994 quando ho iniziato a realizzare i miei primi cortometraggi in Video8. Tutti di genere noir, venivano girati solo con un cavalletto e con l’ausilio di una mini steadicam ed erano tutti montati in macchina, proprio perchè non avevo ancora delle attrezzature per il montaggio.
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Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André
Fonte: http://www.livecity.it
Il lungometraggio – documentario di Teresa Marchesi colpisce al cuore gli spettatori dell’Auditorium: 7 applausi durante la proiezione, 9minuti e 30 secondi di applausi continuativi a fine proiezione, la regista commossa, Dori Ghezzi e Cristiano De André – in sala – assolutamente entusiasmati, dal film e dalla gente. Nel documentario anche Wim Wenders, Vasco Rossi, Zucchero, Battiato… e una frase che colpisce: “Fabrizio De André non è il Bob Dylan italiano… è Bob Dylan a essere il Fabrizio De André americano”
Rana crocifissa e bandiera con svastica: via la direttrice delle mostre scandalo
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Bolzano Cacciata dopo le elezioni. I Verdi: è una vittima
Rana crocifissa e bandiera con svastica
Via la direttrice delle mostre scandalo
Corinne Diserens, la provocatrice, è senza lavoro. L’accusa: conti in rosso per 500 mila euro
Fonte: Corriere.it
MILANO — Qualcuno l’ha già ribattezzata la storia triste della rana e della principessa. L’anfibio in questione è la rana-crocifissa, opera del tedesco Martin Kippenberger, che lo scorso Ferragosto ha suscitato l’indignazione del popolo altoatesino e perfino quella di Papa Ratzinger. La principessa, invece, è la direttrice del Museion di Bolzano che per settimane ha mantenuto l’allestimento dello scandalo ignorando le contestazioni della Chiesa e le polemiche a sfondo politico. Corinne Diserens, la direttrice-provocatrice, da ieri è senza lavoro: il giorno dopo le elezioni per il rinnovo del governo della Provincia dell’Alto Adige, il consiglio della Fondazione del museo di arte moderna e contemporanea l’ha licenziata con effetto immediato.
Film hard ispirato alla Palin. L’ira dei repubblicani su Larry Flynt
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Film hard ispirato alla Palin
L’ira dei repubblicani su Larry Flynt
In arrivo il «porno politico» con la sosia della candidata repubblicana: è polemica sul celebre produttore
LOS ANGELES – Dai tempi antichi il sesso e la politica vanno a braccetto: ad unire ancora di più questo connubio ci ha pensato negli anni anche il re del porno Larry Flynt. Ora, il celebre produttore americano è intenzionato a vendere il suo «porno Palin». La protagonista è già stata trovata, il filmato è già in fase di montaggio. E la data d’uscita? In ogni caso prima dell’appuntamento elettorale. Il successo e il tam-tam sui media – come da copione – era scontato. D’altronde si parla di Larry Flynt, l’americano che ha fatto i milioni col suo impero del sesso. Ma Larry Flynt è nel contempo da decenni anche uno dei più strenui sostenitori della lotta per i diritti civili negli Usa. Adesso vuole coniugare entrambe le cose – entro ottobre porterà il primo Dvd «porno politico» sul mercato con protagonista un’attrice di film a luci rosse – sosia di Sarah Palin. Tra il partito repubblicano e il fondatore della rivista per soli uomini, «Hustler», non è mai corso buon sangue. Lo si evince chiaramente dal suo provocatorio blog politico dove critica aspramente la candidata dei conservatori alla vice presidenza. Il primo indizio in tal senso è stato un annuncio pubblicato sul sito «Craigslist».
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Love Yourself by Chatterly
Pubblicato da Chatterly
Love Yourself
by Chatterly

† Umbra demonstrat Lucem †
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Wenders: filmerò il tributo dedicato a Fabrizio De Andrè
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Il Festival di Roma propone due film inediti tra reggae e canzone d’autore
Il primo racconterà il nostro poeta-cantautore, l’altro Bob Marley
Wenders: filmerò il tributo
dedicato a Fabrizio De Andrè
di ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO
Fonte: Repubblica.it
ROMA – La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d’archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l’opera di De André, ma anche un progetto preciso: “Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.
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Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici. Fabrizio Corselli: il fantasy poetico per Lulu.com
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

Uscito tempo fa in versione e-book, adesso, l’opera di epica fantasy Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici approda alla sua versione cartacea.
Titolo Opera: Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Fantasy (Concept Work poetico)
Pagine: 366
Edizione: Lulu
Costo: 11,50 €
Lyrellende è un viaggio fantastico all’interno del paradiso elfico di Ambheur-Arél. Un mondo le cui cronache introdurranno il lettore a un’esperienza davvero avvincente, se non unica, fatta di grandi eroi e potenti maghi, abilmente narrati dalla sua diretta protagonista: una mistica danzatrice della stirpe eleamar, una valadyn per l’appunto, spintasi oltre i Regni della Luna, nel tentativo di disvelare i molteplici misteri che si celano dietro l’elfica struttura dell’Envydal, noto come Circolo delle Tre Stelle. Un’impresa che la vedrà lambire le più oscure forze dei tempi remoti, discendendo persino gli abissi profondi di quelle memorie che furono taciute, con grande timore, dalla stessa razza elfica. Un destino già segnato quello della stirpe eleamar ma che adesso risorge in virtù del coraggio della loro unica figlia.
L’opera non manca infine di creature leggendarie quali i draghi, spettri, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio semplice e diretto, permettendo anche al lettore medio un più facile approccio. Lo stesso autore, nella prefazione all’opera, avverte che si è preferito impiegare un linguaggio molto semplice, destinando la lettura a un target più ampio, tralasciando così la forma epica che ha sempre caratterizzato i propri poemi a tema mitologico, più complessi, ma pur sempre mantenendo il tono dell’epos.
L’opera non rappresenta una silloge poetica ma un vero e proprio Concept Work, con una sua storia ben costruita che si sviluppa lungo le nervature strofiche dei testi, rafforzate ulteriormente da ponti narrativi che ne definiscono meglio la organicità strutturale. L’impiego dei ponti narrativi è una situazione insolita per la poesia, divenendo in Corselli un dato di fatto, se non una sua esclusiva.
Il background che fa da sfondo all’opera è quello del paradiso elfico di Ambheur-Arél, mondo fantasy creato dallo stesso autore, divenuto in futuro trampolino di lancio per i prodotti del Chimerae Hobby Group (soprattutto moduli avventura ed espansioni per il sistema di Advanced Dungeons & Dragons 2.a Edizione).
Per tale motivo, in modo da facilitare ulteriormente l’orientamento all’interno di questo viaggio fantastico, è stato incorporato all’opera un corposo Dizionario Fantasy (Eluen Algadi). Inoltre, sarà presente un’Appendice che, oltre a dare informazioni su alcuni concetti o personaggi presenti nella storia, e finanche approfondirne altri, segnerà i lemmi specifici da ricercare sull’Eluen Algadi. Molte sono le relazioni tra un elemento e l’altro, dovendo a volte ricorrere a più “parole chiave” per ricostruire organicamente la storia di quel dato luogo o creatura che sia. Da questo punto di vista, l’opera, e nella fattispecie il Dizionario, risultano essere un ricchissimo e utile compendio per il gioco di ruolo, dal quale trarre plot, leggende e ambienti per la propria avventura. Inoltre, l’opera supporterà i moduli del Chimerae Hobby Group.
A livello grafico, Lyrellende è corredato dalle immagini della nota illustratrice Cesarina Ciotti (http://www.maniecreative.it) e da Antonio Nonnato, già avviato disegnatore per il Chimerae Hobby Group. Il personaggio di Uar-Elleja è stato ispirato proprio dall’immagine di copertina Moon della Ciotti.
L’acquisto online è possibile presso questo il seguente link:
Non resta che augurare Buona Lettura.
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Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set – Il truccatore dei morti di Zingales
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi

© immagine di copertina di Marco Scalici
Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales
A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.
Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.
In anteprima assoluta vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.
Giuseppe Iannozzi
Mostra degli artisti dell’associazione TEART – scarica l’invito
Pubblicato da Giuseppe Iannozzi
Mostra degli artisti
dell’associazione TEART
l’appuntamento è per il 10 giugno 2008
presso l’Ass. Piemonte Artistico Culturale
h. 18:00
Via Roma 264, Torino
scarica l’invito in formato pdf
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