Jujol Cultura e spettacolo | Iannozzi Giuseppe - il blog | Premio Strega (Il libro di Iannozzi Giuseppe)

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Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso

Andrea Bocelli è nella Walk of Fame di Los Angeles insieme a Sophia Loren ed Enrico Caruso

di Iannozzi Giuseppe

Andrea Bocelli il prossimo 2 marzo sarà anche lui sulla celeberrima Walk o Fame di Los Angeles.
Il tenore toscano Andrea Bocelli riceverà l’ambito riconoscimento il prossimo 2 marzo, in occasione della settima edizione di Los Angeles Italia, l’evento dedicato al cinema italiano.
Il nome del tenore è stato annunciato dalla Hollywood Chamber of Commerce, insieme a quello dei cantanti Ringo Starr, Bryan Adams e Van Morrison.

Bocelli è uno dei pochissimi italiani a cui è stato conferito il prestigioso riconoscimento.
La stella di Andrea Bocelli sarà insieme a quelle di Bernardo Bertolucci, Sophia Loren, Rodolfo Valentino, Anna Magnani, Arturo Toscanini ed Enrico Caruso.

Chi più di lui meritava un simile riconoscimento?
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La Iervolino fa rimuovere il Cristo con condom di Sebastiano Deva

Crocifisso con profilattico rimosso

Il diktat arriva dalla Iervolino

di Iannozzi Giuseppe

gesu-cristoIl Cristo con profilattico è stato rimosso.
Era ovvio che accadesse in una Italia sempre più ipocrita e votata al cattocomunismo.
Gli organizzatori della mostra al Pan di Napoli hanno fatto fuori il crocifisso avvolto in un profilattico a mo’ di sudario. La polemica era scoppiata venerdì scorso, sollevando le ire della giunta comunale. Il sindaco Rosa Russo Iervolino aveva ordinato di toglierlo ma non era mai arrivato il diktat né alla curatrice della mostra, Iulia Draganovic, né all’artista, Sebastiano Deva.
Il diktat è arrivato. La censura in Italia colpisce per l’ennesima volta, una censura allarmante oggi come oggi che il paese versa in condizioni più che mai infelici: da una parte la dittatura di un capitalismo cieco e bieco al governo, dall’altra una opposizione cattocomunista flaccida e impotente, malata e ipocrita tutta culo e camicia con i pregiudizi della Chiesa Cattolica. Ahinoi, destra e sinistra, entrambe le parti aspirano al potere assoluto e a quello soltanto.
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Henry Cartier-Bresson – The eye of the century

trumancapote

Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere. (da Henri Cartier-Bresson, Contrasto, 2004)

Il bello di vivere a Roma è che c’è sempre qualche mostra interessante da vedere. Basta trovare il tempo e capire a quale dare la precedenza per evitare di perdere ciò che interessa. Tra i miei interessi c’è anche la fotografia, e quando mi si offre l’occasione di vedere l’opera di un grande maestro non me lo faccio sfuggire. È quello che è successo con la mostra dedicata a Henry Cartier-Bresson. La mostra dedicata all’artista francese si tiene presso l’Istituto Shenker. A 100 anni dalla nascita di Henri Cartier-Bresson lo Shenker Culture Club di Roma, in collaborazione con Photology, celebra questo maestro della fotografia con una speciale esposizione di sue opere, presentata insieme all’anteprima editoriale “Henri Cartier-Bresson. Biografia di uno sguardo” di Pierre Assouline, libro edito nella versione italiana da Photology. Non è un’esposizione molto estesa: Classics – questo il nome – riunisce 14 originali firmati in margine ad inchiostro dall’autore, tra cui:

  • At the Curragh racecourse, Dublin 1952
  • Alicante, Spain 1932
  • Calle Cuauhtemocztin, Mexico, 1934
  • Seville, Spain 1933
  • Quai Saint Bernard, Paris 1932
  • Henri Matisse, Vence, France, 1944
  • Sifnos, Grèce 1953
  • Rue Mouffetard, 1954
  • On the Banks of the Marne, 1938
  • Hyéres, France, 1932
  • Santa Clara, 1934

Foto che ritraggono scene di vita quotidiana, immagini crude di vite emarginate, luoghi colpiti dalla guerra. Tutte le foto, ma è la caratteristica di Cartier-Bresson, sono in bianco e nero. Ben testimoniate dall’esposizione, nonostante il numero limitato di immagini alcune tra le caratteristiche più importanti del Maestro: le armonie di forme geometriche, chiaro-scuri impeccabili, piccoli particolari che rendono immediatamente riconoscibili le foto di questo grande artista.

HENRY CARTIER-BRESSON
The eye of the century: l’occhio del secolo. Questo è l’appellativo con cui viene ricordato Cartier-Bresson, il fotografo che ha immortalato il ‘900 in tutti i suoi aspetti. Ma oltre ad avere immortalato un secolo, Cartier-Bresson ha gettato anche le basi della moderna fotografia e del fotogiornalismo. Insieme ad un gruppo di amici, del calibro di Robert Capa, David “Chim” Seymour, George Rodger e William Vandivert, fonda la Magnum Photos, destinata a diventare la più importante agenzia fotografica del mondo.

Per chi voglia approfondire l’opera di questo maestro è anche possibile acquistare il volume edito in Italia da Photology, “Henry Cartier-Bresson. Biografia di uno sguardo” di Pierre Assouline.

Shenker Culture Club – Piazza di Spagna 66, Roma
Dall’11 dicembre al 28 marzo 2009
dal lunedì al venerdì,
dalle 10:00 alle 19:00
sabato dalle 10:00 alle 13:00
Chiuso domenica
Ingresso libero

Evento realizzato in collaborazione con Photology
Con il patrocinio del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali

Per saperne di più:
www.shenker.com
www.photology.com
http://www.henricartierbresson.org/index_en.htm
Tête à Tête: Ritratti di Henri Cartier-Bresson
Henri Cartier-Bresson / Quando la Fotografia diventa Arte

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Li Zhuangping e le sue croste spacciate per opere d’arte

Li Zhuangping dipinge senza veli la figlia Li Qin
e i suoi quadri vanno a ruba

di Iannozzi Giuseppe

Li Zhuangping ha attirato su di sé un certo numero di critiche negative a proposito della sua moralità: i suoi quadri vedono la presenza d’una bella ragazza nuda, senza veli, ora in groppa ad animali selvaggi quali leoni e tigri, ora sotto la luna addormentata, immersa in paesaggi silvestri e onirici. Non ci sarebbe niente di troppo strano, nemmeno per un paese amante della censura come la Cina. A Li Zhuangping viene rimproverato che la modella è sua figlia, la ventitreenne Li Qin. Alcuni critici si sono scagliati contro l’artista: “E’ eticamente discutibile che un padre ritragga sua figlia nuda”. Tuttavia per Li Zhuangping e per sua figlia Li Qin il problema non sussiste: “Non importa se gli altri hanno pregiudizi”. La madre della modella e moglie dell’artista è d’accordo.
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Festival dei film porno a Bolzano: Unitalia, An e Forza Italia contro

Festival dei film porno a Bolzano:
Unitalia, An e Forza Italia contro

di Iannozzi Giuseppe

Polemica per il festival del film porno a Bolzano, città che nell’immaginario italiano si consegna come una delle più liberali e tolleranti. Così non è. Gridando allo “scandalo” e “anticulturale” si chiede che “il comune neghi la sala e i contributi” per un dibattito su un innocuo film come L’Albero delle zoccole.
Michele Capozzo, regista di Pornology, ribatte: “Chiacchiere! Il ciclo è ben calibrato, ci sono anche film importanti”. In piazza è scesa Unitalia che ce l’ha su con Rocco Siffredi. E’ il ritorno dei bigotti. E delle bigotte. Ieri si è fatto un gran casino per via della rana di Kippenberger esposta al Museion, opera d’arte contestabile, che può piacere o meno, ma non per questo da censurare e nascondere. Il radicale Arnold Tribus, direttore del quotidiano Tageszeitung: “Certe sortite di bigottismo spinto danno un’immagine della città che non corrisponde al vissuto. Qui, infatti, libertà e promiscuità sono costume corrente. E’ vero, però che esistono frange politiche agguerrite, specialiste in campagne oscurantiste e sessuofobiche. Solitamente collocate a destra, ma c’è anche il bigottismo di sinistra”. Arnold Tribus si riferisce alla pubblicità dell’Arcigay nella città: i manifesti furono oggetto di una vera e propria crociata sessuofobica partita dalle fila di An.
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Una ballata di Ceronetti per “il coraggio di Eluana Englaro”: La ballata dell’angelo ferito


Una ballata di Ceronetti per “il coraggio di Eluana Englaro”

La ballata dell’angelo ferito

di GUIDO CERONETTI

fonte: La Repubblica.it

Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace

Diciassette di coma che m’impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna

Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita

Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto

Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l’oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama

Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola

Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d’innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente

Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c’è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura

E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro

(28 dicembre 2008)

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L’azzurro gusto di Mariella Sudano

L’azzurro gusto

di Mariella Sudano

Mariella Sudano è poetessa e pittrice. Ha una grande passione per il teatro greco, dipinge ispirandosi agli impressionisti e disegna astratti. È nata a Catania e vive a Palagonia, dove lavora come insegnante. Fatalmente, la terra d’origine segna l’artista nell’intimo, conferendo alla sua opera di poetessa e illustratrice quel carattere di solare passionalità che è tipico della regione. Un carattere piacevolmente mediterraneo, che fa del colore – l’azzurro, naturalmente – quasi una religione, una ragione di vita.
Azzurro Gusto“, la silloge meritoriamente pubblicata da Akkuaria, rispecchia fedelmente quelle che assurgono a caratteristiche archetipiche dell’approccio dell’autrice alla poesia e all’arte figurativa: alludo alla ricerca della segreta armonia racchiusa nelle combinazioni di versi spesso anch’essi legati a temi astratti, come le curatissime immagini che fanno da preziosa cornice alle poesie della Sudano.
Devo confessare la mia personale indecisione, nel decidere quale delle due dimensioni – la disegnatrice dal tratto sicuro e denso di particolari e la poetessa innamorata della forza evocativa del verso – prevalga nella sfera artistica di Mariella Sudano. Ebbene, credo di poter affermare che esse ben rappresentano la dialettica interiore di suggestioni, passioni e motivazioni interiori che, saldate indissolubilmente come sono tra esse, costituiscono in realtà un suggestivo
unicum artistico. Ho l’impressione che sentiremo parlare ancora a lungo di Mariella.

Immagine e poesia mi sembrano due facce di una stessa medaglia per te: qual è la dinamica che ti induce a preferire una forma espressiva piuttosto che un’altra?
Scrivere poesia è per me l’esigenza di coniugare l’affettività con le parole che mi ritornano indietro come musica e fotografia dell’emozione che sto provando, posso vedere e sentire fuori di me quello che mi sta dando gioia o dolore. Fisso all’esterno e comunico dentro uno spazio che diventa luogo d’incontro con chi mi legge.
Con gli astratti rappresento me stessa attraverso un linguaggio universale, onirico in una forma oserei dire, istrionica… Sono ogni segno che traccio: volo, salto, sogno, amo. Vivo dentro una dimensione di libertà assoluta. Ogni astratto mi rappresenta come un paradigma.

I tuoi disegni mostrano un piglio sicuro, professionale, un tratto ben riconoscibile. Come sei approdata a tale, invidiabile, risultato?
Ti ringrazio per il complimento… Penso che a farla da padrona sia la mia buona abilità oculo-manuale. Attraverso la sicurezza del segno, m’impongo e mi declino.
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Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court Skeletons in the closet

Il nuovo cd e dvd dei Ravens Court
Skeletons in the closet

Il lancio dell’album avvenuto ad Halloween con 52 ore di festeggiamenti!!!

Al mio ritorno dal viaggio di Halloween – che mi ha portato in Portogallo e Spagna - ho trovato una bellissima sorpresa: il pacco che i Ravens Court (la band australiana di cui sono l’artista ufficiale) mi ha inviato contenente i saggi della loro bravura, ossia cd e dvd del loro nuovo album Skeletons in the Closet. Si tratta di un album composto da 9 canzoni, ognuna ha anche il suo video, video peraltro molto affascinanti per gli amanti del genere dark con una forte venatura ironica, caratteristica che contraddistingue i Ravens Court. L’influenza di Alice Cooper è quanto mai evidente e rende il tutto ancora più intrigante.

Per lanciare Skeleton in the Closet la band australiana ha organizzato per Halloween un party che è durato ben 52 ore e che ha visto coinvolte una miriade di persone. Guardate le foto su Myspace!!!

Al momento cd e dvd sono distribuiti in Australia, USA e UK per l’Europa i Ravens Court stanno prendendo accordi con una casa di distribuzione polacca che coprirà l’ntera Comunità Europea.

Altre notizie seguiranno presto.

Il sito dei Ravens Court

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Ronnie Roselli intervistato da Emiliano Grisostolo

Intervista a Ronnie Roselli

di Emiliano Grisostolo

Ronnie Roselli è un giovane regista giuliano, vive a Trieste, titolare della casa di produzione Video900, ma soprattutto, è molto in gamba. Un ragazzo poco più che trentenne che ha già alle spalle alcune esperienze nel campo pubblicitario, dei video musicali e molte altre forme di presentazioni per il cliente che è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ultimo, ma solo in ordine di tempo, il suo film lungometraggio “La notte dei giochi”, dove la bravura di Ronnie per la regia, le riprese studiate, il montaggio delle scene, ottimo, la scelta delle musiche, del giovane compositore  maniaghese Marco Giardina, azzeccate.

Come tutti gli autori indipendenti, le difficoltà di avere uno spazio per farsi conoscere sono molte, il nostro amico giuliano ha fatto e farà parlare di sé per molto tempo, sia per questo nuovo film, e per altri che sicuramente vedremo di qui a breve, e quindi oggi ho deciso di presentarvelo perché secondo il mio modesto metro di misura stiamo parlando di una persona che sa cosa vuole e sa come esprimerla, nel suo caso, con una macchina da presa.

Ciao Ronnie, ti conosciamo per il tuo film “La notte dei giochi”, ma parliamo un po’ di te   prima di tutto. Quando e come nasce il Ronnie regista?
Il Ronnie regista nasce nel 1994 quando ho iniziato a realizzare i miei primi cortometraggi in Video8. Tutti di genere noir, venivano girati solo con un cavalletto e con l’ausilio di una mini steadicam ed erano tutti montati in macchina, proprio perchè non avevo ancora delle attrezzature per il montaggio.
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Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André

Effedia: il Festival del Cinema scosso dall’onda di Fabrizio De André

Fonte: http://www.livecity.it

Il lungometraggio – documentario di Teresa Marchesi colpisce al cuore gli spettatori dell’Auditorium: 7 applausi durante la proiezione, 9minuti e 30 secondi di applausi continuativi a fine proiezione, la regista commossa, Dori Ghezzi e Cristiano De André – in sala – assolutamente entusiasmati, dal film e dalla gente. Nel documentario anche Wim Wenders, Vasco Rossi, Zucchero, Battiato… e una frase che colpisce: “Fabrizio De André non è il Bob Dylan italiano… è Bob Dylan a essere il Fabrizio De André americano”

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Rana crocifissa e bandiera con svastica: via la direttrice delle mostre scandalo

Bolzano Cacciata dopo le elezioni. I Verdi: è una vittima

Rana crocifissa e bandiera con svastica
Via la direttrice delle mostre scandalo

Corinne Diserens, la provocatrice, è senza lavoro. L’accusa: conti in rosso per 500 mila euro

Fonte: Corriere.it

MILANO — Qualcuno l’ha già ribattezzata la storia triste della rana e della principessa. L’anfibio in questione è la rana-crocifissa, opera del tedesco Martin Kippenberger, che lo scorso Ferragosto ha suscitato l’indignazione del popolo altoatesino e perfino quella di Papa Ratzinger. La principessa, invece, è la direttrice del Museion di Bolzano che per settimane ha mantenuto l’allestimento dello scandalo ignorando le contestazioni della Chiesa e le polemiche a sfondo politico. Corinne Diserens, la direttrice-provocatrice, da ieri è senza lavoro: il giorno dopo le elezioni per il rinnovo del governo della Provincia dell’Alto Adige, il consiglio della Fondazione del museo di arte moderna e contemporanea l’ha licenziata con effetto immediato.

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Film hard ispirato alla Palin. L’ira dei repubblicani su Larry Flynt

Film hard ispirato alla Palin
L’ira dei repubblicani su Larry Flynt

In arrivo il «porno politico» con la sosia della candidata repubblicana: è polemica sul celebre produttore

LOS ANGELES – Dai tempi antichi il sesso e la politica vanno a braccetto: ad unire ancora di più questo connubio ci ha pensato negli anni anche il re del porno Larry Flynt. Ora, il celebre produttore americano è intenzionato a vendere il suo «porno Palin». La protagonista è già stata trovata, il filmato è già in fase di montaggio. E la data d’uscita? In ogni caso prima dell’appuntamento elettorale. Il successo e il tam-tam sui media – come da copione – era scontato. D’altronde si parla di Larry Flynt, l’americano che ha fatto i milioni col suo impero del sesso. Ma Larry Flynt è nel contempo da decenni anche uno dei più strenui sostenitori della lotta per i diritti civili negli Usa. Adesso vuole coniugare entrambe le cose – entro ottobre porterà il primo Dvd «porno politico» sul mercato con protagonista un’attrice di film a luci rosse – sosia di Sarah Palin. Tra il partito repubblicano e il fondatore della rivista per soli uomini, «Hustler», non è mai corso buon sangue. Lo si evince chiaramente dal suo provocatorio blog politico dove critica aspramente la candidata dei conservatori alla vice presidenza. Il primo indizio in tal senso è stato un annuncio pubblicato sul sito «Craigslist».
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Love Yourself by Chatterly

Love Yourself

by Chatterly

† Umbra demonstrat Lucem †

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Wenders: filmerò il tributo dedicato a Fabrizio De Andrè


Il Festival di Roma propone due film inediti tra reggae e canzone d’autore
Il primo racconterà il nostro poeta-cantautore, l’altro Bob Marley

Wenders: filmerò il tributo
dedicato a Fabrizio De Andrè

di ERNESTO ASSANTE e GINO CASTALDO

Fonte: Repubblica.it

ROMA – La notizia più sorprendente la lancia Wim Wenders alla fine di un toccante documentario, Effedia, sulla mia cattiva strada (regia e ricerca d’archivio di Teresa Marchesi, che sarà presentato nella sezione Extra del Festival internazionale del film di Roma) quando rivela non solo un amore smisurato per l’opera di De André, ma anche un progetto preciso: “Spero di partecipare al concerto di tutti i grandi musicisti del pianeta che in onore di Fabrizio suoneranno le sue canzoni.
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Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici. Fabrizio Corselli: il fantasy poetico per Lulu.com

Uscito tempo fa in versione e-book, adesso, l’opera di epica fantasy Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici approda alla sua versione cartacea.

Titolo Opera: Lyrellende, Ciclo dei Reami Elfici
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Fantasy (Concept Work poetico)
Pagine: 366
Edizione: Lulu
Costo: 11,50 €

Lyrellende è un viaggio fantastico all’interno del paradiso elfico di Ambheur-Arél. Un mondo le cui cronache introdurranno il lettore a un’esperienza davvero avvincente, se non unica, fatta di grandi eroi e potenti maghi, abilmente narrati dalla sua diretta protagonista: una mistica danzatrice della stirpe eleamar, una valadyn per l’appunto, spintasi oltre i Regni della Luna, nel tentativo di disvelare i molteplici misteri che si celano dietro l’elfica struttura dell’Envydal, noto come Circolo delle Tre Stelle. Un’impresa che la vedrà lambire le più oscure forze dei tempi remoti, discendendo persino gli abissi profondi di quelle memorie che furono taciute, con grande timore, dalla stessa razza elfica. Un destino già segnato quello della stirpe eleamar ma che adesso risorge in virtù del coraggio della loro unica figlia.

L’opera non manca infine di creature leggendarie quali i draghi, spettri, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio semplice e diretto, permettendo anche al lettore medio un più facile approccio. Lo stesso autore, nella prefazione all’opera, avverte che si è preferito impiegare un linguaggio molto semplice, destinando la lettura a un target più ampio, tralasciando così la forma epica che ha sempre caratterizzato i propri poemi a tema mitologico, più complessi, ma pur sempre mantenendo il tono dell’epos.

L’opera non rappresenta una silloge poetica ma un vero e proprio Concept Work, con una sua storia ben costruita che si sviluppa lungo le nervature strofiche dei testi, rafforzate ulteriormente da ponti narrativi che ne definiscono meglio la organicità strutturale. L’impiego dei ponti narrativi è una situazione insolita per la poesia, divenendo in Corselli un dato di fatto, se non una sua esclusiva.

Il background che fa da sfondo all’opera è quello del paradiso elfico di Ambheur-Arél, mondo fantasy creato dallo stesso autore, divenuto in futuro trampolino di lancio per i prodotti del Chimerae Hobby Group (soprattutto moduli avventura ed espansioni per il sistema di Advanced Dungeons & Dragons 2.a Edizione).

Per tale motivo, in modo da facilitare ulteriormente l’orientamento all’interno di questo viaggio fantastico, è stato incorporato all’opera un corposo Dizionario Fantasy (Eluen Algadi). Inoltre, sarà presente un’Appendice che, oltre a dare informazioni su alcuni concetti o personaggi presenti nella storia, e finanche approfondirne altri, segnerà i lemmi specifici da ricercare sull’Eluen Algadi. Molte sono le relazioni tra un elemento e l’altro, dovendo a volte ricorrere a più “parole chiave” per ricostruire organicamente la storia di quel dato luogo o creatura che sia. Da questo punto di vista, l’opera, e nella fattispecie il Dizionario, risultano essere un ricchissimo e utile compendio per il gioco di ruolo, dal quale trarre plot, leggende e ambienti per la propria avventura. Inoltre, l’opera supporterà i moduli del Chimerae Hobby Group.

A livello grafico, Lyrellende è corredato dalle immagini della nota illustratrice Cesarina Ciotti (http://www.maniecreative.it) e da Antonio Nonnato, già avviato disegnatore per il Chimerae Hobby Group. Il personaggio di Uar-Elleja è stato ispirato proprio dall’immagine di copertina Moon della Ciotti.

L’acquisto online è possibile presso questo il seguente link:

www.lulu.com/content/3764560

Non resta che augurare Buona Lettura.

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Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set – Il truccatore dei morti di Zingales


© immagine di copertina di Marco Scalici

Hella Wenders e Luca Lucchesi sul set
In anteprima “Il truccatore dei morti” di Zingales

A breve uscirà il nuovo romanzo di Vito Benicio Zingales, “Il truccatore dei morti”, prima parte di una trilogia noir esoterica. Il countdown è iniziato, l’uscita è prevista entro fine luglio: il nuovo lavoro di questo superbo scrittore è stato affidato alle amorevoli cure di Armando Siciliano Editore. Vito B. Zingales ultimamente ci ha sorpresi con il romanzo “Cosa di Noi”, edito da Edizioni Clandestine. Oggi torna con una trilogia che vi lascerà senza fiato. Non siamo di fronte a uno dei soliti noir scontati cui ci ha abituato l’editoria moderna. Siamo invece di fronte a un lavoro a trecentosessanta gradi che si configura per essere Opera Magna, che scava nel malcostume italiano, non senza sofferenza, con una forte incisività epica propria di chi racconta il Presente Storico. “Il truccatore dei morti” è la prima parte di una trilogia: la seconda e terza parte hanno per titolo rispettivamente “La città dei maschi” ed “Inservibili resti”. Di cosa si parla? Di follia e del Cristo tra lastre d’obitorio e centurie di mosche in una città fatta di coca, di mafia e piccole puttane travestite da Dèi. La copertina del libro è stata realizzata dal grafico pubblicitario Marco Scalici, anch’esso palermitano come Zingales.

Procede a ritmo serrato la sceneggiatura del film tratto da un altro, e nuovo, romanzo di Zingales, “Da Mezzanotte a Zero”: Hella Wenders e Luca Lucchesi stanno facendo un lavoro eccellente. Non mi posso sbilanciare troppo, ma è sicuro che vi terrò aggiornati sulle riprese del film, non avete che da seguirmi su queste pagine.

In anteprima assoluta
vi presento qui un brano tratto da “Il truccatore dei morti” nonché quella che sarà la copertina del libro, realizzata appositamente per questo romanzo di Zingales dal valentissimo Marco Scalici.

Giuseppe Iannozzi

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Mostra degli artisti dell’associazione TEART – scarica l’invito

Mostra degli artisti

dell’associazione TEART

l’appuntamento è per il 10 giugno 2008
presso l’Ass. Piemonte Artistico Culturale
h. 18:00
Via Roma 264, Torino


scarica l’invito in formato pdf

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Cannes applaude il Che di Soderbergh e già si parla di Palma d’Oro

Cannes applaude il Che di Soderbergh
E già si parla di Palma d’Oro

Soderbergh con il suo film, “Che” , 268 minuti di pura poesia, mette i brividi addosso a Cannes.
Il regista non si è risparmiato, né Benicio Del Toro nella parte del mito, Ernesto Che Guevara . Nonostante la lunghezza del film, ben 4 ore, la sala ha tributato un lungo applauso a questa pellicola, che ha lasciato tutti col fiato sospeso sino all’ultima ripresa. E già si parla di Palma d’Oro strappata a “Gomorra”.

In Francia, purtroppo, il film uscirà diviso in due parti, la prima a ottobre, la seconda a novembre. Al Festival di Cannes il film per nostra fortuna è stato proiettato in tutta la sua interezza.
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Gaetano Giuffré: FIGURE – l’artista con ACCADEMIA ABADIR E GALLERIA ART’E’


ACCADEMIA ABADIR E GALLERIA ART’E’
PRESENTANO

Gaetano Giuffré: FIGURE

sede Galleria Art’è

Piazza Porta Gusmana n. 10/11, Acireale (CT)
tel ++39 095.604917 galleriarte.md@libero.
it www.galleriarte.com

titolo FIGURE
inaugurazione mostra venerdì 23 maggio 2008 – h 19,00
curatore Calusca
chiusura 10 giugno 2008

Dal 23 maggio 2008 lo spazio della Galleria Art’è di Acireale presenterà la mostra personale dello scultore romano Gaetano Giuffré . La mostra acese illustrerà l’ultima produzione dell’artista attraverso una ventina di terrecotte policrome. L’evento proseguirà, dal 24 maggio, contemporaneamente anche negli spazi dell’Accademia Abadir di S. Agata Li Battiati dove sarà possibile approfondire la conoscenza della ricerca dell’autore attraverso l’esposizione di altre opere inedite. Entrambe l’esposizioni rimarranno aperte fino al 10 giugno 2008.

La mostra sarà corredata da un catalogo, Galatea Editrice (pag. 48), a cura di Calusca. Info Art’è

orari lunedì | sabato 9,30 – 13,00 e
16,30 – 20,30; chiuso festivi
biglietti Ingresso libero
vernissage h 19,00

Stralcio dal testo in catalogo di Calusca:
CARNE Un viaggio da Gaetano Giuffré

[…] Restai attonito, confuso dalla potenza inquieta di quel mondo sotterraneo che adesso mi
circondava, cingeva la mia presenza all’interno di un rifugio baconiano; un malessere mi conquistò, un disagio, timore di essere aggredito, scivolare – risucchiato – in una delle tante viscide cucce
in cui, a volte coperti da stracci, ancora giacevano quelle forme virali di esseri carnali che tormentati chissà da quale fastidio continuavano a torcersi su se stessi imperniati su arti monchi o
adagiandosi su addomi stressati. […]

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Duffy, la stella del “pink rock”

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Con l’album d’esordio la cantante gallese scavalca Rem e Rolling Stones
“Si, certo: anche una bambina può diventare vittima del blues”

Duffy, la stella del “pink rock”
“Mick Jagger è il mio idolo”

di GIUSEPPE VIDETTI – Fonte: Repubblica.it

MILANO – Salta sulla seggiola, grida, batte le mani. Piccola e minuta com’è, coi suoi piedini 34, sembra una Bardot tascabile. Duffy, 23 anni, prodigio del nuovo pink rock che nel Regno Unito sta vivendo un momento magico, ha ben donde di essere al settimo cielo. Ha scavalcato R. E. M. e Rolling Stones ed è balzata al numero uno della classifica inglese (in Italia il suo Rockferry è entrato direttamente al sesto posto), dove già aveva stazionato per quattro settimane. In meno di due mesi ha venduto 1,2 milioni di copie e marcia a ritmo di 60 mila a settimana. “Si rende conto?”, esclama, “Mick Jagger è il mio idolo. Avevo cinque anni, quando fui rapita dal suo carisma, dal suo sex appeal – sì, certo, anche una bambina può diventare vittima del blues – guardando un vecchio vhs di mio padre con la registrazione di Jumpin’Jack Flash. Lo vidi e rividi tante di quelle volte che alla fine disintegrai il nastro”.

Tutto va a gonfie vele per la piccola Duffy: una volontà di ferro, un brano, Mercy, che è diventato un tormentone, la soddisfazione di aver fatto centro al primo colpo. L’unico rammarico è di essere arrivata dopo la Winehouse, e di essere finita inevitabilmente nella lista delle “nuove Amy”. E per lei il paragone è più ingombrante che per Adele o Kate Nash, perché il suo vero nome è Aimee Anne Duffy e tutti, fin da piccola, la chiamano Amy.
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Salviamo quei negozi di dischi

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I grandi del rock a favore della giornata per salvaguardare le piccole rivendite
decimate dal crollo degli acquisti dei cd e dal download. Iniziativa il 19 aprile

“Salviamo quei negozi di dischi
lì c’è l’anima della musica”

Alla petizione hanno aderito anche McCartney, Spingsteen, Gabriel, Moby e Green Day
Per il cinema Billy Bob Thorton e Cameron Crowe: “Più che negozi un mondo di sogni”

di CARLO MORETTI
Fonte: La Repubblica.it

ROMA – “Nessun luogo può cambiare la tua anima più dei piccoli negozi di dischi”. Forse ha proprio ragione lo scrittore inglese Nick Hornby, che li venera con la forza di un culto: tra quegli scaffali pieni di titoli entri chitarrista ed esci batterista, arrivi per chiedere l’ultimo successo in classifica ma c’è sempre qualcuno capace di farti cambiare idea, di farti scoprire un mondo, di darti una chance per crescere e per diventare migliore. L’autore di “Alta fedeltà”, il bellissimo romanzo del ‘95 ambientato in un negozio di dischi di Londra, è tra i firmatari di una petizione in difesa di questi negozi indipendenti ormai a rischio estinzione visto l’affermarsi del download illegale e dei negozi virtuali sorti in questi ultimi anni su Internet.

La petizione lanciata per sostenere il “Record store day” in programma in America sabato 19 aprile, rimbalzata in tutto il mondo con gran clamore, vede affiancati i nomi più importanti dello star system musicale, da Bruce Springsteen a Paul McCartney, da Chuck Berry a Damon Albarn. Ma ci sono anche personaggi noti del cinema, come l’attore Billy Bob Thornton e il regista Cameron Crowe, che non hanno fatto mancare il loro appassionato sostegno alla causa: “Lunga vita ai negozi di dischi” osserva Crowe “e a quei ragazzi e a quelle ragazze che girando la chiave aprono ogni giorno la porta verso un mondo di sogni”.
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Carla Bruni senza veli finisce all’asta

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Carla Bruni senza veli

Questa immagine di Carla Bruni, che risale al 1993, realizzata dal fotografo Michael Comte, fa parte della della collezione di Gert Elfering che sarà battuta all’asta da Christie’s a New York il 27 marzo. La quotazione dello scatto si aggira tra i 3 e 4mila dollari (Ap).

Minghella addio. Muore il regista che emozionò il mondo

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Minghella addio
Muore il regista
che emozionò il mondo

Anthony Minghella è morto a soli 54 anni per un’emorragia cerebrale, conseguenza fatale dopo un’operazione per asportare un tumore al collo che si stava estendendo a tutta la gola e che aveva già intaccato le tonsille. A riferire dell’improvviso decesso è la sua agente Leslee Dart, spiegando che Minghella è morto per le complicazioni seguite all’operazione: “L’operazione era andata bene ed erano molto ottimisti. Ma la scorsa notte ha sviluppato un’emorragia che non sono stati in grado di fermare”.

Anthony Minghella era sposato con la coreografa Carolyn Choa, da cui ha avuto due figli, Max e Hannan.

Il produttore cinematografico David Puttnam ha riferito che si tratta di un “colpo sconvolgente”. Puttnam a Bbc news 24: “Era un grande, un uomo molto, molto carino, uno scrittore brillante, un eccellente regista e qualcuno che ha contribuito molto alla nostra industria. Ci mancherà molto”. La direttrice del British film institute Amanda Nevill: “Siamo profondamente scioccati e terribilmente tristi. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia. La sua arte era in grado di comunicare e consentiva di vedere il mondo in modo diverso. Era un uomo meraviglioso”.

Minghella è morto all’alba, al Charing Crose Hospital di Londra, dove giovedì scorso era stato operato. Continua..

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Cristina Bove, Fiori e fulmini, Edizioni il Foglio

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Cristina Bove
Fiori e Fulmini

a cura di Giuseppe Iannozzi

bovec.jpg1. Parliamo di te, prima di entrare nel cuore della tua poesia, quella di “Fiori e fulmini”. Chi è dunque Cristina Bove? Una breve autobiografia, possibilmente evidenziando gli aspetti più artistici e culturali che hanno fatto di te una poetessa ma anche una pittrice, e non solo.

Sono nata a Napoli, nel settembre del 1942, mi sono trasferita a Roma quando mi sono sposata e ancora vi risiedo. Molte esperienze dolorose mi hanno segnata, ma anche meravigliose come la nascita dei miei quattro figli, l’amore, le amicizie, la lettura, la pittura, la scultura, la poesia. Ed ora questo mezzo magico che mi permette incontri di pensiero che mai avrei potuto immaginare, e questa intervista che mi stai facendo.

2. Quali autori hanno maggiormente influenzato il tuo modo di sentire il mondo e quindi la società che lo abita/vive? Per quali motivi?

Le mie letture sono state e sono tuttora quelle di un’autodidatta onnivora e vorace, che non potendo acquistare libri si iscriveva a tutte le biblioteche delle città in cui risiedeva Perfino a Tunisi, dove ho vissuto circa tre anni, mi iscrissi alla biblioteca dell’Istituto Culturale Italiano, e dove venni ospitata anche con una mia personale di pittura. Ho letto talmente tanto, che la mia memoria è un sedimento di tracce lasciate dai più svariati autori ed argomenti, Shakespeare, Hugo, Goethe, Dowstoevskij, Tolstoj, Hemingway, Bulgakov, i classici latini e greci, Pavese, Calvino, Campana, Primo Levi, trattati di medicina, di astrofisica, amo Hawking, Eco…Tagore, potrei continuare la lista, nel più completo disordine di acquisizione. Se dovessi dire quali autori hanno lasciato un segno dovrei dire tutti. Ma non chiedermi citazioni, la mia labile memoria non me le consente.

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Paola Lauterano: Professoressa al primo click!

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Paola Lauterano
Professoressa al primo click!

Se a scuola avessi avuto Paola Lauterano come professoressa, poco ma sicuro, che non avrei fatto sega una sola volta, sarei sempre stato presente alle lezioni, sarei stato un lecchino e un secchione Di Origine Controllata, ovviamente seduto al primo banco. Sì, non lo nego, mi sarei ammazzato anche di seghe, e molto probabilmente un vecchio bidello mi avrebbe ritrovato mezzo morto nel bagno dei maschi, privo di sensi. Non mi sarei risparmiato. Avrei dato tutto il meglio di me, ma proprio tutto. Ed invece ho avuto la sfortuna d’avere un corpo insegnante di professoresse che cadevano a pezzi, solo qualche raro dente in bocca e pochi capelli stopposi in testa. Quando si dice la sfiga!

Dopo questa premessa, giusto è che vi parli di Paola Lauterano, professoressa: attualmente insegna economia all’Alberghiero “Rossi Doria” di Monitoro Inferiore. Paola ha ben due lauree, un dottorato di ricerca, un passato da modella, nonché volto tv. Intelligenza e bellezza all’ennesimo grado, formula perfetta per far perdere la testa a qualsiasi uomo.
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